MILANO (ITALPRESS) – “Il lavoro è ciò che ha guidato la nostra storia e che ci garantirà di proiettarci in un futuro anche migliore. Noi chiediamo ai nostri cittadini di credere nel lavoro, di sentire il lavoro come un dovere. E cercheremo di far di tutto per procurare lavoro a tutti”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel consueto videomessaggio pubblicato sui suoi canali social. Il primo cittadino ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro partendo da un’opera d’arte, il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, che si trova al Museo del Novecento, da dove Sala si è rivolto ai cittadini questa mattina nella prima parte del video. “Nel suo quadro – ha spiegato Sala – Pelizza da Volpedo rappresenta il popolo, ma soprattutto riconosce il grande valore del lavoro. Da questo punto di vista è un quadro molto milanese, perchè per noi il lavoro, se non è tutto, è moltissimo” ha affermato il primo cittadino, ricordando che l’opera fu acquistata dal Comune di Milano esattamente 100 anni fa, il 20 maggio del 1920.
“Allora Milano – ha detto il sindaco – viveva un momento riformista e la città era guidata da un grande sindaco socialista, Emilio Caldara. Ma a permettere l’acquisto del Quarto Stato fu una sottoscrizione popolare a cui parteciparono banchieri e artigiani. Quella stagione di riformismo municipale fu interrotta poi dalla dittatura fascista, ma nel dopoguerra, un altro grandissimo sindaco di Milano, Antonio Greppi, il sindaco della ricostruzione, portò il Quarto Stato a Palazzo Marino, dove fu messo in Sala Consiliare”.
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Milano, Sala “Faremo il possibile per procurare lavoro a tutti”
In Lombardia 462 nuovi positivi al Covid, 54 i morti
MILANO (ITALPRESS) – Su 14.918 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 462 i casi positivi al coronavirus oggi in Lombardia, per un totale di 85.48 nel territorio regionale. Lo riferisce il consueto aggiornamento sui dati epidemiologici di Palazzo Lombardia. Oggi i guariti sono 167 (in totale 36.082 ), mentre i decessi sono 54 (per un numero complessivo di 15.597). I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 244 (-8) mentre i ricoverati negli altri reparti sono 4.426 (-56). Nella provincia di Milano i nuovi casi di positivi al coronavirus sono 102 (per un totale di 22.324) e 49 a Milano città (per un totale di 9.444). Ieri i contagiati nel Milanese erano stati 71 e nel capoluogo lombardo 24, registrando quindi un lieve aumento odierno. Rispetto a ieri salgono i casi di coronavirus a Bergamo, oggi i positivi sono 144 rispetto ai 20 ieri, e a Brescia con 41 casi odierni rispetto agli 11 di ieri. Nelle provincia di Como i contagiati odierni sono 13, a Cremona 12 (ieri erano 0), a Lecco 39, a Lodi 16, a Mantova 3 (ieri erano 0), a Monza Brianza 42, a Pavia 25, a Sondrio 9 e a Varese 9.
“Siamo in una parabola discendente da giorni” ha commentato
l’assessore regionale agli Enti locali, Montagna e Piccoli comuni, Massimo Sertori, intervenendo alla consueta diretta Facebook da Palazzo Lombardia.
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Coronavirus, In Lombardia ad aprile -45% attività produttiva
MILANO (ITALPRESS) – Secondo l’Istat il PIL italiano si è contratto del -4,7% congiunturale nel primo trimestre 2020, la produzione industriale è scesa a picco a marzo con un crollo record pari al -29,3% tendenziale e nello stesso mese l’export ha registrato un drastico calo del -13,5%. Per quanto riguarda la Lombardia gli indicatori raccolti a marzo e aprile, pur parziali e incompleti, concordano nel delineare un quadro molto severo, più che nel totale nazionale, considerando che il Covid ha colpito prima e con maggior violenza. I dati sono contentuti nello speciale sull’economia della Lombardia nel confronto nazionale ed europeo, disponibile sul magazine “Genio & Impresa” di Assolombarda. In Italia la domanda di energia elettrica segna -10% a marzo, per poi scendere del -17% ad aprile, toccando i livelli minimi dalla metà degli anni ’90. In Lombardia la flessione è stata maggiore, sia a marzo, -16%, sia ad aprile, -20%. Interpretando congiuntamente i dati sui consumi elettrici di Terna (che per circa sette decimi arrivano da industria e servizi) con le flessioni rilevate per la produzione industriale italiana a marzo (-29% tendenziale, fonte Istat) e ad aprile (-45%, stima CSC) e tenendo conto della maggiore esposizione della Lombardia all’epidemia, la caduta dell’attività produttiva in Lombardia a marzo segna un -35% rispetto a marzo 2019 e stimiamo una contrazione di almeno il -45% ad aprile.
La profondità del rallentamento dell’attività economica milanese e lombarda si legge inoltre nei transiti dei veicoli pesanti, in flessione rispetto al 2019 sulle tangenziali milanesi del -36% a marzo e del -50% ad aprile. Nei due mesi diminuisce anche il traffico merci nell’aeroporto di Malpensa, del -29% e poi del -35%. Per quanto riguarda le riaperture coincidenti con l’avvio della ‘fase 2’, tra il 4 e il 10 maggio la flessione della domanda di energia elettrica in Italia è stata del -12%, che si confronta con il -22% del periodo compreso tra il 23 marzo e il 19 aprile, ossia il momento più buio del lockdown. Un punto di attenzione va posto ai dati più recenti di CIG che nel complesso dei primi tre mesi del 2020 registrano un aumento del +13% rispetto al 2019, tutto per effetto delle richieste a febbraio (+45% nel singolo mese), pur non incorporando ancora gli effetti dell’emergenza Covid in quanto si tratta di richieste presentate fino al dicembre scorso.
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In Lombardia 175 nuovi casi Covid, 873 i guariti e 24 morti
MILANO (ITALPRESS) – Nel primo giorno di nuove riaperture previste dalla Fase2, in Lombardia sono 175 i nuovi casi di coronavirus, su 5.078 tamponi processati nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il consueto aggiornamento quotidiano via Facebook sui dati del covid 19 da Palazzo Lombardia, sede della Regione, dove i contagiati sono complessivamente 85.019. A commentare i dati è oggi il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, che conferma il trend positivo degli ultimi giorni, evidenziando il “dato importante dei guariti”, che oggi sono 873 (ieri erano 823, e sabato 402) e raggiungono il numero totale di 35.915. I decessi sono oggi 24, in calo rispetto ai 69 morti di ieri e i 39 dell’altro ieri. Decresce, seppur di poco, il numero dei ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali lombardi, oggi – 3 (ieri -13, sabato -8), per un totale di 252. I ricoverati non in terapia intensiva sono invece un totale di 4.482, +2 oggi.
Scende il contagio nel Milanese: oggi i nuovi casi di positività al covid 19 sono 71 (ieri erano 110, sabato 75). Nel capoluogo lombardo i contagiati delle ultime 24 ore sono 24, mentre ieri erano 56 e sabato erano 34, segnando una decrescita.
I numeri del contagio calano in tutte le province lombarde: i nuovi casi a Bergamo sono oggi 20 (ieri 46) e a Brescia 11 (ieri 56). A Cremona non si registra alcun contagiato (ieri 10), zero casi anche a Mantova (ieri 9). A Como i nuovi positivi al covid 19 delle ultime 24 ore sono 4 (ieri 4), a Lecco sono 3 (ieri 11), a Lodi sono 2 (ieri 10), a Monza Brianza sono 9 (ieri 22), a Sondrio 2 (ieri 4). I casi di coronavirus sono in crescita solo a Pavia con 43 odierni contro i 35 di ieri, e a Varese, con 13 casi positivi, rispetto ai 3 di ieri.
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A Lariofiere il primo appuntamento di #ripartilombardia
“Un incontro estremamente positivo, che ha visto una partecipazione e una adesione significativa del territorio con tanti contributi e spunti di grande interesse di cui terremo sicuramente conto, dall’invito della Diocesi a non dimenticarci delle situazioni di fragilità a quello di una collaborazione sempre maggiore tra istituzioni, imprese e parti sociali. Imprese e categorie produttive ci chiedono bandi più snelli, maggiore semplificazione amministrativa, tempi di pagamento certi e accesso immediato alla liquidità. Con questa iniziativa vogliamo cogliere in tempo reale le richieste e le esigenze dei territori: oggi a Lariofiere c’è stato un confronto schietto e sincero tra i presenti, che hanno colto al meglio il senso di una iniziativa che vuole essere anche, nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni di sicurezza, un segnale e un messaggio forte di ripartenza insieme”.
Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi al Centro Lariofiere di Erba al termine del primo appuntamento #RipartiLombardia, un tour istituzionale attraverso le realtà provinciali lombarde per acquisire direttamente dal territorio una fotografia concreta e reale della situazione dei diversi settori economici e produttivi, con l’obiettivo di finalizzare il più possibile gli interventi legislativi e di indirizzo che dovranno caratterizzare la ripresa e la ripartenza lombarda dopo l’avvio della cosiddetta “Fase 2”.
L’iniziativa, promossa dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, ha preso il via dal territorio lariano con la partecipazione diretta della Camera di Commercio di Como: a Lariofiere il Presidente Alessandro Fermi e i componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, insieme ai Consiglieri regionali del territorio, hanno incontrato i rappresentanti delle categorie economiche e produttive lombarde delle province di Como e Lecco appositamente invitati per l’occasione.
Erano presenti i Vice Presidenti del Consiglio Carlo Borghetti (PD) e Francesca Brianza (Lega), i Consiglieri segretari Giovanni Malanchini (Lega) e Dario Violi (M5Stelle), i Consiglieri regionali del territorio Gigliola Spelzini e Antonello Formenti (Lega), Mauro Piazza (Forza Italia), Angelo Orsenigo e Raffaele Straniero (PD): sono intervenuti il sindaco di Erba Veronica Airoldi, il sindaco di Como Mario Landriscina, il sindaco di Lecco Virginio Brivio, il Presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca e quello della Provincia di Lecco Claudio Usuelli, oltre al Presidente di ANCI Lombardia Mauro Guerra.
Quest’ultimo ha ribadito la necessità di una unitarietà e un coordinamento maggiore tra le risorse pubbliche, con obiettivi primari l’attenzione a giovani e turismo e il sostegno al reddito. Per Giuseppe Rosella di Confcommercio indispensabile rilanciare il brand del Lago di Como puntando sul turismo, settore trainante dell’intero territorio, mentre Claudio Casartelli (Confesercenti) ha evidenziato la necessità di misure specifiche a sostegno di settori in grossa difficoltà come ad esempio quello della navigazione. Il Presidente di Ance Como Francesco Molteni ha lamentato la grande crisi del comparto edilizio, sollecitando regole e procedure più semplici per gli appalti e il rilancio delle opere pubbliche. Antonello Regazzoni (Confindustria) ha denunciato come allo stato attuale siano aperte solo il 50% delle imprese del territorio, gravate da eccessi burocratici e amministrativi che penalizzano la ripresa dell’attività. Un concetto ripreso anche da Marco Mazzone della Compagnia delle Opere che ha sollecitato maggiore chiarezza normativa e l’immissione di più liquidità per il settore manifatturiero. La sicurezza di dipendenti e lavoratori è stato un tema posto dai rappresentanti di Confartigianato. Katia Arrighi del Coni ha lamentato la solitudine dello sport, con tanti giovani abbandonati a se stessi e che stanno affrontando una situazione sociale problematica.
I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno infine focalizzato l’attenzione su politiche di sostegno ai lavoratori, alla conciliazione famiglia-scuola-.lavoro e alla necessita di continuare a garantire i servizi educativi e scolastici.
In occasione delle varie tappe provinciali, il Consiglio regionale mette a disposizione dei territori gli strumenti di analisi e monitoraggio realizzati da Polis-Lombardia a seguito dell’emergenza legata al Covid-19. Sul turismo, settore particolarmente penalizzato, è stata attivata la collaborazione con Explora.
Gli incontri avranno sempre un carattere prettamente operativo su precise linee di intervento e avranno come referente prioritario il Presidente delle Camere di Commercio: coinvolgeranno inoltre il Sindaco del Comune ospitante e del Comune capoluogo, il Presidente della Provincia, i rappresentanti degli ordini professionali, i rappresentanti delle Università lombarde, delle categorie produttive e del Terzo settore, e i responsabili sui temi del lavoro delle Diocesi lombarde. Saranno invitati a partecipare i rappresentati di Anci Lombardia e sarà valutata di volta in volta la partecipazione di altri soggetti ritenuti rilevanti per ciascun territorio: saranno sempre presenti anche i Consiglieri regionali eletti nella provincia.
Al termine di ogni incontro verrà redatto un resoconto che sarà trasmesso alla Conferenza dei Capigruppo consiliari, alla Giunta regionale e agli Enti regionali coinvolti per competenza. A conclusione del percorso, i contributi raccolti sul territorio andranno a costituire un documento finale dell’Ufficio di Presidenza che, integrato con il rapporto di Polis-Lombardia, sarà trasmesso alle Commissioni consiliari a supporto della loro
attività.
Coronavirus, ripresi i voli dall’aeroporto di Bergamo
MILANO (ITALPRESS) – L’aeroporto di Milano Bergamo, rimasto aperto e operativo nella Fase 1 dell’emergenza Covid-19, ha accolto oggi il primo volo di linea dopo il decreto di riapertura dello scalo al traffico passeggeri dello scorso 5 maggio. Lo rende noto la Sacbo, società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, sottolineando in una nota che alle ore 6.51 del mattino è atterrato il volo Wizz Air W6 4351 proveniente da Sofia con a bordo 113 passeggeri, i primi a transitare in aerostazione dal 13 marzo scorso insieme agli 81 partiti da Bergamo con lo stesso aeromobile decollato alla volta della capitale bulgara dalle 7.50 (volo W6 4352). L’assistenza a passeggeri e aeromobile è stata svolta dal personale della società AGS Handling, che ha potuto applicare, con il conforto dei dispositivi di protezione nelle postazioni fisse di assistenza nell’area check-in e ai gate di imbarco, le procedure predisposte dalla società di gestione aeroportuale SACBO in ottemperanza a quanto previsto dalle normative e dalle linee guida impartite da ENAC.
Inoltre, in questa occasione, fa sapere la Società di gestione, sono stati testati con successo i percorsi che separano i flussi di passeggeri in partenza e in arrivo, le misure di controllo (temperatura corporea, uso di mascherina e possesso di titolo di viaggio) effettuati all’interno dell’unica porta di ingresso all’aerostazione, l’osservanza delle misure di distanziamento sociale in tutte le situazioni previste di accodamento, ivi compresa l’area dei controlli di sicurezza, sulle sedute presenti nel terminal partenze e negli esercizi commerciali aperti nel terminal.
I passeggeri atterrati con il volo Wizz Air da Sofia sono stati sottoposti a termoscanner.
“Considero beneaugurante che i primi passeggeri abbiano viaggiato su una rotta europea. Il nostro aeroporto si è fatto trovare pronto come sempre” ha dichiarato Giovanni Sanga, presidente di Sacbo.
(ITALPRESS).
Fontana “La politica ha perso un’occasione”
di Claudio Brachino
“La gestione di una emergenza mai vista, come questa, non si sposa con la ricerca del consenso. La politica ha perso un’occasione”. Alla vigilia della riapertura delle attivita’, prevista per lunedi’ 18 maggio, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in una intervista all’agenzia Italpress, parla di come la sua regione si e’ preparata a entrare in questa nuova fase che presenta ancora numerose insidie: “il primo presidio – afferma è sempre il comportamento individuale”. Presidente, dopo il confronto serrato don il governo, lunedì si ripartirà con un protocollo unico o ogni regione ne avrà uno proprio? “Le regole di tutela della salute pubblica non potevano che essere uguali per tutti, poiché è evidente che stabilire quale sia la distanza di sicurezza per non mettere a rischio il cliente di un ristorante è un dato oggettivo, non qualcosa che dipenda dal territorio. Così come intervenire per fare chiarezza sulle responsabilità di un imprenditore che deve comunque creare condizioni di sicurezza per poter riavviare la sua attività. Il confronto è stato necessario per rendere quindi più coerenti le regole a vantaggio dei cittadini e degli imprenditori”. Lunedì 18 maggio cosa riapre in Lombardia e come? “Tutte le attività commerciali al dettaglio riprenderanno, così come i parrucchieri, i ristoranti e i bar, come abbiamo già anticipato in questi giorni. In Lombardia restano delle prescrizioni più stringenti sulla rilevazione obbligatoria della temperatura per i dipendenti degli esercizi, sull’uso della mascherina anche all’aperto e la sollecitazione registrarsi sulla nostra app ‘AllertaLom’ che rende più semplice tracciare la mappa della situazione del contagio comune per comune”. Le misure di convivenza con il virus in questa fase 2 la convincono o no ? “Il virus, ormai lo sappiamo tutti, non scomparirà da solo. In attesa che ci sia una cura – e su questo i nostri istituti di ricerca con gli ospedali stanno ottenendo risultati incoraggianti – oppure finalmente il vaccino, il primo presidio è sempre il comportamento individuale, sul quale i lombardi hanno dato prova in queste settimane di assoluta responsabilità e consapevolezza”. Essendo stata la sua una delle zone più colpite cosa si aspettava dal Decreto rilancio per le attività essenziali del territorio? “Bisogna ancora capire come questo proposta del governo così ampia e ambiziosa, riesca nel concreto a ‘scaricarsi a terra’ e diventare strumento realmente efficace per cittadini e imprese. Mi riservo di vedere in maniera più approfondita. Ascoltando le categorie e i cittadini non ho ancora registrato entusiasmi. Noi intanto non restiamo fermi: abbiamo messo in campo una manovra sul fronte degli investimenti da tre miliardi per le opere pubbliche per il triennio, di cui 400 milioni subito disponibili per comuni e province che siano in grado di iniziare entro la fine di ottobre lavori di sistemazione stradale, interventi sul patrimonio scolastico, attività per la difesa idrogeologica. Sono risorse che metteranno in movimento da subito imprese e lavoratori. Ci sono poi numerose azioni già assunte sull’aiuto alle famiglie – e altre sono in programma – e sull’accesso al credito che sono già attive”.
Test sierologici. A disposizione di tutti, a pagamento, utili o meno, facciamo chiarezza. “Come chiarito dal ministero della Salute i test sierologici sono utili per indagini epidemiologiche che ci consentono di verificare quanto ha circolato il virus in una zona specifica o dentro una comunità, residenze per anziani, ospedali. Allo stesso tempo ha precisato che questi non hanno alcuna valenza ai fini diagnostici, per i quali l’unico strumento efficace resta il tampone. Noi pertanto sconsigliamo al singolo di effettuarlo, perché se dovesse risultare positivo agli anticorpi dovrebbe comunque sottoporsi al tampone. Non potendo impedire ai laboratori privati di effettuarli e anche per regolamentare una situazione che si stava già verificando sul territorio, abbiamo concesso l’autorizzazione, con la condizione che il laboratorio offra però anche la possibilità di effettuare il tampone, qualora il soggetto risultasse positivo agli anticorpi. Se anche il tampone dovesse risultare positivo, provvederemo a rimborsare la tariffa pagata per la prestazione. Con l’ultima delibera sulla sorveglianza sanitaria abbiamo dato la possibilità ai medici di famiglia di prescrivere il tamponi, nei casi sospetti o nei contatti di un caso positivo, anche se asintomatico. Abbiamo rafforzato la presenza del personale sanitario a disposizione, attraverso le USCA e gli operatori delle ASST, sarebbe meglio che il cittadino si rivolgesse, dunque, al proprio medico, anziché affidarsi al ‘fai da te'”.
Si è detto retoricamente tutti uniti nell’emergenza, invece non sono mancati gli attacchi a lei e alla sua giunta. La politica italiana ha perso un’occasione? “Guardo quello che sta avvenendo negli altri Paesi europei altrettanti colpiti e non rilevo la durezza e anche la intempestività di polemiche e aggressioni politiche che vedo da noi. Per 10 giorni dal 21 febbraio abbiamo stentato a fare capire al paese e a molte istituzioni la gravità della pandemia; nei 15 giorni successivi abbiamo remato tutti nella stessa direzione; poi è cominciato a farsi strada volontà di polemizzare e di ottenere vantaggi politici da una situazione di emergenza. Dovrebbe essere chiaro a tutti che la gestione di una emergenza mai vista come questa, non si sposa con la ricerca del consenso. Ecco, per rispondere alla sua domanda… si, credo che la politica abbia perso una occasione”.
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In Lombardia 399 nuovi casi di coronavirus e 39 decessi
MILANO (ITALPRESS) – I nuovi casi di coronavirus in Lombardia sono oggi 399 (ieri erano 299), per un totale di 84.518 nella Regione, mentre i decessi sono 39 (ieri erano 115). Lo riferisce il quotidiano bollettino regionale sui dati epidemiologici. Aumentano i guariti, 402, che complessivamente sono 34.219. Continua il calo dei ricoverati in terapia intensiva, oggi -8 (ieri erano -21), e negli altri reparti, con il dato odierno di -184 (-113). Sono 14.145 tamponi processati nelle ultime 24 ore per un numero complessivo di 564.550.
Nella provincia di Milano che resta “sorvegliata speciale”, oggi l’andamento del contagio da coronavirus è in linea con gli ultimi tre giorni: i nuovi casi delle ultime 24 ore sono 75 in Provincia e 34 nel capoluogo lombardo.
Tra le province lombarde quella di Brescia registra i numeri più alti degli ultimi tre giorni, con 83 nuovi casi odierni, che ieri erano 60 e giovedì 106. Trend stabile per Bergamo con 26 nuovi contagiati nelle ultime 24 ore (ieri erano 24 e il giorno precedente 29). Per quanto riguarda le altre province, i nuovi casi sono 13 a Como (ieri 14), 10 a Cremona (ieri 18), 18 a Lecco (ieri 17), 16 a Lodi (ieri 12), 46 a Monza Brianza (ieri 37), 25 a Pavia (ieri 23). Un solo caso nella provincia di Mantova, mentre a Sondrio se ne registrano 24 rispetto all’unico caso di ieri. A Varese i casi crescono, 41 oggi rispetto ai 13 di ieri e ai 20 di giovedì.
(ITALPRESS).









