“La chiesa del cimitero di #Bergamo. Finalmente vuota”. Così sui social il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che posta la foto della chiesa che nelle scorse settimane erano stracolma di bare in quanto nelle camere mortuarie non c’era piu’ spazio. Adesso è vuota. Un messaggio di speranza.
Sala “App mappatura contagio a 930mila download”
“L’app AllertaLOM è arrivata a 930mila utenti e siamo vicinissimi al traguardo di 1 milione di download, ossia il dato che servirà a statistici e virologi per mappare il rischio e per prepararci alla Fase 2. E l’app sarà utile anche nella stessa Fase 2”. Lo ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala, nella consueta diretta Facebook per fare il punto sull’emergenza coronavirus. Sono 1,7milioni, ha spiegato poi Sala, i questionari compilati sull’app. “Diminuiscono gli accessi agli ospedali e le persone guariscono sempre piu’. Ma i decessi sono ancora tanti e questo ci ricorda che siamo ancora in emergenza. E anche nella Fase 2 ci sara’ da rispettare i comportamenti in maniera rigorosa” ha aggiunto facendo il punto sull’emergenza coronavirus, il vicepresidente di Regione Lombardia, che ha poi spiegato come i casi positivi in Lombardia siano saliti a quota 65.381, 1.246 piu’ di ieri; i ricoveri in ospedale sono 10.042, 585 in meno di ieri, a cui si aggiungono i pazienti in terapia intensiva, che sono arrivati a 947, 24 in meno rispetto a ieri. I dimessi sono arrivati a quota piu’ di ieri 42.342, 1629 piu’ di ieri. I decessi sono arrivati a quota 12.050, 199 piu’ di ieri. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 11.818.
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Coronavirus, Fontana “Riapertura solo con via libera esperti”
“La ripresa deve essere graduale e dovrà essere fatta su gruppi e settori in base ai rischi maggiori. Si cercheranno di individuare attività che abbiano connessioni. Non faremo più riferimento ai vecchi sistemi individuati in passato e favoriremo le vendite online”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso della consueta diretta Facebook per fare il punto sull’emergenza coronavirus.
“Stamattina – ha spiegato Fontana – al tavolo del patto per lo sviluppo abbiamo incontrato categorie produttive, università e sindacati per discutere della probabile riapertura del prossimo 4 maggio. Dovrà avvenire rispettando le famose 4D di cui abbiamo tanto discusso. Ci dovrà essere grande rispetto per la sicurezza di tutti lavoratori e cittadini lombardi. Sarà un nuovo modo di affrontare lavoro e quotidianità, quindi ci si dovrà preparare con anticipo”.
“I quattro punti di riferimento ai quali dobbiamo sempre guardare con impegno – ha continuato – sono la diagnostica, quindi trovare sistemi per misurare la temperatura e aumentare il numero dei test per coloro che riprenderanno a lavorare, i dispositivi di protezione, distanziamento e digitalizzazione, cioè cercare in tutti i modi di cercare di favorire lo smart working. Abbiamo istituito tavoli specifici di lavoro per approfondire certi temi”.
“Oggi ho partecipato – ha precisato Fontana – a una riunione del comitato tecnico-scientifico che sta valutando gli aspetti medici e della sicurezza personale per porre in essere quanto necessario per la massima garanzia. La riapertura è subordinata al fatto che gli esperti ci diano il via libera. Non ci assumiamo la responsabilità se non c’è la certezza che comunque si può riprendere una vita quasi normale”.
“La quinta D – ha aggiunto il governatore lombardo – sono i diritti: alla sicurezza, al lavoro, alla mobilità e allo studio. Sono i principi sui quali organizzeremo la ripresa dell’attività nella nostra regione se gli esperti ci daranno il via libera. Dall’inizio di questa epidemia – ha evidenziato – negli ospedali pubblici di Milano sono nati 1.541 bambini. Ci fa molto piacere. Le mamme che hanno partorito, nonostante avessero contratto il Covid, sono tutte guarite e stanno tutte bene. È il segno della ripresa della vita”.
Per Fontana, occorre “ancora massima attenzione nelle prossime settimane”. “Se manteniamo e rispettiamo misure imposte la situazione migliora. Sono convinto che il miglioramento più andiamo avanti e più sarà importante. Cerchiamo di avvicinarci al contagio zero”, ha concluso.
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Assolombarda e J.P. Morgan a sostegno delle piccole imprese
Assolombarda a supporto delle imprese per far fronte all’emergenza Coronavirus. Va in questa direzione l’accordo siglato tra l’Associazione e J.P. Morgan per aiutare le aziende di piccole dimensioni a conciliare le priorità di carattere sanitario con quelle economiche.
In particolare, l’intesa prevede un servizio di sostegno alle aziende per l’adozione delle misure previste dai recenti decreti del Governo e dei Protocolli di sicurezza, e per la lettura e l’applicazione delle nuove norme e procedure a tutela dei lavoratori e in risposta a situazioni di crisi previste dal Decreto “Cura Italia”. Così come per la riorganizzazione degli spazi aziendali che consentano, alla ripresa delle attività, di lavorare in modo smart anche durante l’attività in sede. Oltre al supporto nella definizione di piani di smart working, di revisione in chiave digitale dei processi aziendali, di sicurezza delle infrastrutture per la gestione in remoto delle attività produttive.
“La situazione di emergenza prodotta dall’epidemia impone alle imprese del nostro territorio, già duramente provate dal rallentamento o dal blocco delle produzioni, enormi sforzi – ha dichiarato Alessandro Scarabelli, Direttore Generale di Assolombarda -. In particolare, le piccole e medie imprese del comparto manifatturiero, spesso inserite in catene globali di produzione del valore, rischiano di non riuscire a rispondere alle richieste di fornitura dei propri prodotti con perdite anche irreversibili di quote di mercato. Grazie alla collaborazione con J.P. Morgan intensificheremo il nostro supporto alle piccole imprese, affiancandole per esempio nella riorganizzazione delle strutture produttive e organizzative nel rispetto delle regole di carattere sanitario. A cominciare dalla scelta e dall’attivazione delle migliori tecnologie utili proprio alla gestione dei flussi dati aziendali e dello smart working. Una modalità di lavoro, quest’ultima, che si è dimostrata strategica per garantire la continuità di molte attività di impresa e che, anche in futuro, crediamo possa essere ulteriormente incentivata in considerazione degli ottimi risultati raggiunti sia sul fronte della produttività delle aziende e sia rispetto alla conciliazione vita-lavoro dei dipendenti. Senza trascurare i benefici legati, per esempio, all’ambiente per via della minore congestione del traffico urbano”.
Fontana “Dal 4 maggio ripresa graduale che va preparata”
MILANO (ITALPRESS) – “Rischio nuova ondata contagi con riapertura? Io sono stato sempre molto rigoroso e non mi si puo’ accusare di essere superficiale”. Cosi’ il governatore della regione Lombardia Attilio Fontana a Sky Tg24.
“Credo che bisogna pensare alla possibilita’ di una riapertura, abbiamo 19 giorni, ci possono essere miglioramenti e se ci saranno le condizioni, come ci auspichiamo e con il consenso delle autorita’ scintifiche, si potra’ ricominciare, ma non possiamo farlo dall’oggi al domani, bisogna cominciare a organizzare una ripresa che sia graduale, e’ una cosa lunga da preparare” continua Fontana che alle accuse di pressioni ricevute da Matteo Salvini risponde: “Assolutamente no, domani riuniamo il tavolo della competitivita’ e volevamo annunciare questa fase, il riavvicinamento della riapertura per far ripartire la vita nella nostra regione. Le aziende non competono a noi, ma per tutte le attivita’ produttive dovro’ ascoltare quello che fa il Governo. Ieri ho avuto un colloquio telefonico con il ministro Boccia e con lui abbiamo gia’ iniziato a discutere di quelle che possono essere le modalita’ di riapertura e mi ha anticipato che sabato o domenica ci sara’ la famosa cabina di regia per parlare della riapertura del Paese”.
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Carlo Bonomi designato presidente di Confindustria
Carlo Bonomi sarà il nuovo presidente di Confindustria. E’ stato designato dai consiglieri generali con 123 voti contro i 60 di Licia Mattioli. Per l’elezione definitiva serve ora il passaggio in assemblea privata prevista a maggio.
Carlo Bonomi, 53 anni, è il settimo lombardo a ricoprire la carica di presidente di Confindustria. L’ultimo era stato Giorgio Squinzi dal 2012 al 2016. Nato a Crema il 2 agosto 1966, è attualmente presidente di Assolombarda, la territoriale degli imprenditori di Milano, Monza e Brianza.
Partiva con i favori del pronostico alla vigilia, e ha mantenuto fede alle premesse, grazie a una campagna elettorale iniziata 18 mesi orsono, che solo l’emergenza coronavirus ha rallentato nelle ultime settimane.
“Sono onorato per l’indicazione espressa oggi dal Consiglio Generale di Confindustria. Ovviamente, non è tempo di gioire. La condizione in cui versa l’impresa italiana è tale da far passare in secondo piano qualunque considerazione, auspicio e programma manifestato in precedenza. A 11 anni dalla crisi del 2008, l’Italia era ancora lontana dall’aver recuperato il livello di Pil e produzione industriale del precrisi. Ora si apre una nuova voragine. E poiché eravamo già in stagnazione, anche questa volta il colpo per l’Italia sarà peggiore di quello dei nostri competitor”, afferma Bonomi.
“Confindustria deve essere al centro del tavolo in cui la politica decide il metodo delle prossime riaperture delle attività economiche. Non abbiamo ancora dispositivi di protezione distribuiti in massa, non abbiamo tamponature a tappeto, non abbiamo indagini a cluster della popolazione sulla concentrazione dei contagi, né test sierologici sugli anticorpi, né tecnologie di contact tracing. Su queste basi abbiamo bisogno di una diagnostica precoce che ci consenta riaperture estese, sulla base di misure restrittive concentrate, invece, dove servono e dove sono giustificate – aggiunge -. Questo è il modello di riapertura in sicurezza a cui dobbiamo puntare. Vanno benissimo i comitati di esperti. Ma la loro proliferazione senza chiare attribuzioni non può essere uno scudo dietro cui nascondersi per rinviare decisioni che devono essere assunte su basi chiare, e con tempi rapidissimi. Senza calendari diversi da regione a regione. Il tempo è nostro nemico. Non solo nei settori del turismo e della ristorazione ma anche più in generale della domanda interna. Il tempo rischia di disattivare la nostra presenza nelle catene internazionali di fornitura e del valore. Il mondo ripartirà trainato da chi ne sarà protagonista”.
Per Bonomi “serve dunque un calendario di ripresa in sicurezza metodologicamente chiaro, funzionale al raggiungimento di due obiettivi: riaprire la produzione perché solo essa dà reddito e lavoro, non certo lo Stato come molti vorrebbero dimenticando che non ha le risorse; e farlo evitando una seconda ondata di contagio, che ci porterebbe a nuove misure di chiusura a quel punto ancor più disastrose”.
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Equipe medica tunisina agli Spedali Civili di Brescia
La Tunisia ha inviato in una missione di alcune settimane, una équipe medica militare di 7 sanitari tra medici e infermieri specializzati in anestesia, rianimazione e sicurezza biologica, al fine di prestare sostegno ai colleghi della Regione Lombardia, epicentro dell’epidemia da coronavirus.
Una volta giunta a Milano Malpensa, la delegazione medica tunisina, in risposta all’appello delle Autorità lombarde, è stata assegnata all’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) degli Spedali Civili di Brescia, uno dei nosocomi maggiormente sotto pressione per l’emergenza sanitaria, con più di 600 letti dedicati ai pazienti Covid-19 di cui ben 80 per la rianimazione. L’équipe medica si è messa immediatamente a disposizione del Primario del Reparto di Rianimazione.
“Oggi due medici e cinque infermieri giunti dalla Tunisia si sono affiancati alle nostre equipe di rianimazione dando un gradito contributo a noi medici e agli infermieri che da ormai 50 giorni combattiamo contro il covid. Sono professionisti che da subito hanno saputo inserirsi sia professionalmente che umanamente nel complesso mondo della rianimazione. Un grazie ad ognuno di loro” ha dichiarato il dottore Gabriele Tomasoni, Direttore Dipartimento Anestesia e Rianimazione.
La volontà della Tunisia di aiutare concretamente l’Italia, era stata espressa dal Presidente della Repubblica Tunisina, Kais Saïed al suo omologo italiano, il Presidente Sergio Mattarella, in una conversazione telefonica il 23 marzo scorso, per sancire, al di là degli intensi rapporti di cooperazione tra i due Paesi, gli stretti vincoli umani tra i due popoli.
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Coronavirus, la Fondazione Cariplo stanzia altri 9,5 milioni di euro
MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cariplo ha deliberato lo stanziamento di altri 9,5 milioni di euro per affrontare le difficolta’ generate dalla pandemia di Covid-19. Si tratta di risorse che verranno gestite in collaborazione con la rete delle 16 Fondazioni di Comunita’.
“Con questa nuova azione di sostegno, Fondazione Cariplo rafforza e consolida il ruolo chiave delle Fondazioni di Comunita’ per sviluppare una collaborazione efficace a livello locale. Non si tratta solo di investire risorse, il nostro obbiettivo e’ ancora una volta mobilitare energie: per questo abbiamo deciso di liberare 9,5 milioni di euro che potranno essere utilizzati in modo piu’ diretto dal territorio per far fronte all’emergenza, in sinergia con altri attori locali. Mentre stiamo elaborando la strategia e ripensando le priorita’ per le prossime fasi, questa scelta mette al centro oggi la necessita’ di interventi diffusi e capillari per agire in modo differenziato e puntuale, rispondere con la massima prontezza possibile, aggregare e valorizzare le risorse delle nostre comunita’”, ha commentato il presidente della Fondazione Cariplo, Giovanni Fosti.
L’iniziativa si aggiunge a quelle gia’ avviate a marzo: la prima e’ stata l’attivazione di un Fondo speciale da 2 milioni di euro, che aveva l’obiettivo di mobilitare i territori e generare un effetto leva virtuoso. Quindi un Bando per la ricerca contro il Coronavirus da 7,5 milioni di euro, lanciato insieme alla Regione Lombardia e alla Fondazione Veronesi, a cui Fondazione Cariplo ha contribuito con 2 milioni di euro; l’arrivo di voli cargo dalla Cina con dotazioni sanitarie, a cui la Fondazione ha contribuito, e il sostegno agli enti no profit nel contrasto alla poverta’ emergente.
Dal punto di vista economico, l’impegno della Fondazione sul fronte dell’emergenza COVID-19 al momento ha raggiunto complessivamente i 15 milioni di euro; nel frattempo il fundraising delle Fondazioni di Comunita’, ancora in corso, ha superato i 51 milioni di euro, mentre la liquidita’ aggiuntiva immessa da Fondazione Cariplo sui territori, della Lombardia e delle Province di Novara e Verbano Cusio Ossola, tramite maggiori anticipazioni di pagamento, e’ nell’ordine dei 20 milioni di euro.
(ITALPRESS).









