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Pecoraro Scanio “A Santo Stefano del Sole la tutela dell’ambiente nello statuto”

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NAPOLI (ITALPRESS) – Il comune di Santo Stefano del sole in provincia di Avellino è il primo della Campania ad aderire all’appello per inserire i principi del nuovo articolo 9 della Costituzione nel proprio statuto comunale.
Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione presidente della fondazione Univerde e promotore della petizione per inserire la tutela dell’ambiente in costituzione e già ministro ha consegnato dinanzi alla casa comunale al sindaco Gerardo Santoli la targa con l’art 9. Erano presenti anche gli assessori Giovanni Toriello e Francesca Festa .
Alfonso Pecoraro Scanio ha rilanciato anche in un video l’apprezzamento per la decisione e il ruolo dei comuni nella tutela del territorio “Santo Stefano del sole si trova alle sorgenti dì quell’acqua del Serino e di quell’acquedotto augusteo che garanti alla flotta romana i rifornimenti idrici per i viaggi nel mediterraneo. Oggi la difesa dei bacini acquiferi è sempre più una priorità . E inserire la tutela degli ecosistemi nello statuto comunale rafforza l’impegno per la difesa dell’ acqua quale bene comune”.

– foto: Fondazione Univerde

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Truffe agli anziani tra Napoli e Torino, 9 arrestati

ROMA (ITALPRESS) – Dalle prime luci dell’alba, su delega della Procura della Repubblica di Velletri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con il supporto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e del Comando Provinciale di Torino, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere – emessa dal GIP presso il Tribunale di Velletri – nei confronti di 9 uomini di Napoli, gravemente indiziati del reato di associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno di persone anziane. Agli indagati, anche se potrebbero essere molti di più per un acclarata reticenza delle vittime a denunciare, sono stati contestati 34 episodi di truffa in danno di anziani (oltre ad una rapina, poichè in un’occasione l’anziano veniva spintonato dal truffatore prima di fuggire), commesse nei mesi di settembre e ottobre 2022, in varie città della provincia di Roma e della provincia di Viterbo. Fingendosi assicuratore, avvocato o carabiniere, il “telefonista” diceva che un familiare aveva provocato un incidente stradale, che l’assicurazione era scaduta e che, per “sistemare” le cose, era necessario consegnare denaro o gioielli. In seguito un complice passava a prelevarli a casa delle vittime, che solo ore dopo, parlando con il figlio o il nipote in questione, scoprivano il raggiro.
Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Frascati hanno consentito di raccogliere elementi indiziari in ordine al ruolo degli indagati che in batterie composte da due persone, partivano tutti i giorni da Napoli con auto prese a noleggio. Le vittime venivano scelte tramite ricerche fatte in internet o sulle pagine bianche, contattate da “telefonisti” e poi raggiunte da “emissari”. Il volume di affari stimato, per le truffe compite in soli due mesi, è di circa 120.000,00 euro in contanti e diverse centinaia di migliaia di euro in oro e altri oggetti di valore.

foto: ufficio stampa Carabinieri

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In Molise nel 2022 l’attività economica è cresciuta del 3,1%

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CAMPOBASSO (ITALPRESS) – Nel 2022 è proseguita la ripresa dell’attività economica in Molise dopo la forte flessione dovuta alla crisi pandemica, ma con un’intensità ancora inferiore rispetto all’Italia. La crescita, in attenuazione come nel resto del Paese, è stata sostenuta dall’espansione della domanda interna mentre si sono ridotte le vendite all’estero, soprattutto quelle dell’industria automobilistica. Le tensioni sui mercati delle materie prime e dei semilavorati, iniziate nel 2021 e acuite dallo scoppio del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, hanno comportato anche in Molise un significativo aumento dei costi di produzione e dei prezzi al consumo; i conseguenti interventi di restrizione monetaria si sono tradotti, anche in regione, in un rapido incremento del costo del credito per imprese e famiglie. Negli ultimi mesi dell’anno le quotazioni dei beni energetici sono tornate a diminuire ma su valori ancora superiori a quelli pre-pandemici. Secondo nostre stime, nel 2022 l’attività economica è cresciuta in Molise del 3,1 per cento e del 3,4 nel Mezzogiorno, a fronte dell’aumento del 3,7 per cento indicato dall’Istat per l’Italia. Rispetto al livello del 2019, precedente la crisi pandemica, il prodotto regionale risulta ancora inferiore dell’1,5 per cento, a fronte del pieno recupero rilevato per il Paese e per l’insieme delle regioni meridionali.
Il rallentamento della crescita produttiva è riconducibile principalmente al settore industriale, maggiormente colpito dai rincari energetici. Tra le aziende dell’industria con sede in regione rilevate dall’indagine della Banca d’Italia, le indicazioni di crescita del fatturato hanno continuato a prevalere su quelle di calo ma in misura inferiore rispetto all’anno precedente; anche per la spesa per investimenti sono emersi segnali di un rallentamento dell’espansione. Nel settore delle costruzioni i livelli di attività sono ancora sensibilmente cresciuti, su valori ampiamente superiori a quelli precedenti la pandemia, favoriti dal sostegno degli incentivi fiscali, a cui si aggiungerebbero nelle prospettive a breve termine gli effetti dell’attuazione dei progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Nell’ambito dei servizi privati, il commercio ha beneficiato dell’ulteriore incremento dei consumi, seppure frenato dall’inflazione, mentre il turismo ha registrato una lieve flessione delle presenze nelle strutture ricettive ma su livelli ancora superiori a quelli precedenti la pandemia.
I risultati reddituali delle imprese, nonostante gli effetti dei forti rincari energetici, sono rimasti nel complesso positivi, anche grazie al contestuale aumento dei prezzi di vendita. Le condizioni di liquidità sono rimaste ancora ampiamente favorevoli, pur continuando a convergere verso i livelli precedenti la pandemia. Nonostante l’aumento dei tassi di interesse, la crescita del credito è proseguita, favorita dall’ulteriore espansione degli investimenti.
Il mercato del lavoro e le famiglie
Nel 2022 sono tornati a crescere gli occupati e la popolazione attiva, rimanendo tuttavia su livelli inferiori a quelli precedenti la crisi pandemica, anche per effetto del persistente calo demografico della regione; la crescita occupazionale si è concentrata nella componente femminile e in quella alle dipendenze. Nel settore privato non agricolo l’aumento del lavoro dipendente è stato sostenuto quasi interamente dalle forme contrattuali a tempo indeterminato, anche grazie alla trasformazione dei numerosi contratti a termine attivati nell’anno precedente. Le richieste di ammortizzatori sociali si sono ancora ridotte, pur rimanendo elevate nel confronto storico, anche per via del consistente contributo del settore dei mezzi di trasporto e delle aziende industriali a elevata intensità di consumi energetici.
La ripresa dell’occupazione ha sostenuto la dinamica dei redditi nominali delle famiglie ma il forte aumento dei prezzi ha determinato una riduzione del potere di acquisto, soprattutto per i nuclei familiari più deboli. La spesa ha continuato comunque a crescere, accompagnata dall’ulteriore espansione del credito al consumo principalmente nella componente non finalizzata. Gli acquisti di immobili residenziali, ancora in aumento nel complesso del 2022, hanno iniziato a ridursi nel secondo semestre analogamente alle erogazioni di nuovi mutui, condizionate dal rapido aumento dei tassi di interesse; i rischi finanziari connessi con l’aumento degli oneri sui mutui in essere appaiono contenuti, sia per il basso ricorso delle famiglie molisane a questi finanziamenti sia per la quota ridotta di mutui a tassi indicizzati sul totale.
Nel 2022 è proseguito come nel resto del Paese il ridimensionamento della rete di sportelli bancari e della sua estensione geografica, parallelamente alla crescita della disponibilità e dell’utilizzo dei canali di accesso online da parte della clientela; questi ultimi, insieme alla diffusa presenza di sportelli postali sul territorio regionale, favoriscono l’accessibilità ai servizi finanziari per le famiglie. La crescita del credito in regione è proseguita in misura sostenuta, soprattutto nella componente destinata al settore produttivo. Gli indicatori della qualità del credito hanno mostrato per l’insieme della clientela un moderato miglioramento. I depositi di famiglie e imprese hanno fortemente rallentato, soprattutto per la componente a vista, mentre ha ripreso a crescere il valore dei titoli a custodia presso le banche.
La spesa corrente primaria delle Amministrazioni locali è tornata a crescere dopo la flessione del 2021. Alla ripresa hanno contribuito le spese per l’acquisto di beni e servizi, su cui hanno influito anche i rincari energetici; sono invece diminuiti i trasferimenti a famiglie e imprese, con il venir meno di parte dei sostegni disposti come risposta alla crisi pandemica. La spesa in conto capitale è sensibilmente cresciuta, sospinta dall’espansione degli investimenti; tra il 2023 e il 2026 le risorse assegnate dal PNRR, se integralmente spese, potranno fornire un significativo contributo al loro incremento. Le entrate non finanziarie correnti sono cresciute per tutte le categorie degli enti territoriali molisani, attestandosi nel complesso su un livello pro capite superiore alla media delle Regioni a statuto ordinario.

– foto: agenziafotogramma.it

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Puglia, stanziati 2 milioni per ripulire suoli pubblici nei comuni

BARI (ITALPRESS) – La Giunta regionale della Puglia ha stanziato 2 milioni di euro ripulire i suoli pubblici invasi dai rifiuti nei comuni. I fondi serviranno per interventi per l’eliminazione delle situazioni di degrado ambientale e paesaggistico e del rischio sanitario legato alla presenza di rifiuti abbandonati sul territorio in aree pubbliche, con un avviso di selezione rivolto ai comuni pugliesi.
Sono ammissibili al contributo gli interventi di rimozione, trasporto e conferimento ad impianti autorizzati dei rifiuti abbandonati sul suolo pubblico, eseguiti successivamente alla concessione del contributo regionale.
Gli interventi possono interessare una molteplicità di aree e/o consistere in rimozioni ripetute nel tempo sulle medesime aree. Possono essere oggetto di rimozione anche le biomasse vegetali spiaggiate solo nei casi consentiti dalle linee guida di riferimento.
Dopo la rimozione dei rifiuti abbandonati, sulla base delle tipologie e/o della quantità di rifiuti rimossi e delle caratteristiche della superficie interessata dall’intervento, potrà essere prevista la scarificazione del terreno e l’esecuzione di indagini ambientali al fine di verificare il rispetto dei valori di attenzione. In tal caso saranno considerati ammissibili anche i costi della scarificazione, del conferimento e delle indagini ambientali.

– foto: agenziafotogramma.it

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Nel 2022 l’economia in Puglia cresce ma con intensità ridotta

BARI (ITALPRESS) – Nel 2022 l’economia pugliese ha continuato a crescere, pur se con un’intensità che si è progressivamente ridotta. E’ quanto si evince dal rapporto “L’economia della Puglia”, curato dalla Banca d’Italia e presentato questa mattina a Bari nella sede dell’istituto.
Secondo le stime dell’indicatore delle economie regionali (ITER) l’attività economica è aumentata di circa il 3,3%, in misura lievemente più contenuta rispetto alla media nazionale (3,7%). Il prodotto risultava superiore dell’1,9% rispetto al periodo pre-pandemia (1% in Italia).
Per quanto riguarda le imprese, nel 2022 l’andamento del settore si è indebolito: il valore aggiunto – la differenza fra il valore della produzione di beni e servizi e i costi sostenuti da parte delle singole unità produttive per l’acquisto degli input produttivi di cui necessita presso altre aziende – si è contratto dello 0,7% a prezzi costanti.
La dinamica ha risentito soprattutto dei rincari dei beni energetici successivi all’invasione russa in Ucraina. I prezzi dei beni intermedi sono cresciuti del 16,6%: in questo senso, i rincari si sono trasferiti prevalentemente sui prezzi di vendita (in aumento del 13,3%). La dinamica dell’accumulazione di capitale ha continuato a risultare positiva, sostenuta dalle ampie disponibilità liquide delle imprese: sugli investimenti in alcune aree industriali potrebbero influire, nel medio periodo, le misure di agevolazione e di semplificazione previste dall’introduzione delle Zone economiche speciali.
Nel settore delle costruzioni, il valore aggiunto ha continuato a crescere (11,2% a prezzi costanti), sebbene in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Il comparto ha beneficiato delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione degli edifici e dell’incremento di compravendite residenziali (7,9%) e prezzi delle case (2,8%).
La crescita è continuata anche nel terziario (4,0% a prezzi costanti): il commercio è stato sostenuto dall’aumento della spesa delle famiglie, mentre nel settore turistico arrivi e presenze hanno superato i livelli del 2019.
Su questi dati ha influito anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza: in base ai dati più recenti, risultano assegnati finora a soggetti attuatori pubblici circa 9 miliardi per interventi Pnrr da realizzare in Puglia, un dato a livello pro capite superiore alla media dell’Italia (2.294 euro contro 1.911). Un divario riconducibile in larga misura al vincolo di destinazione delle risorse previsto per le regioni del Mezzogiorno.
Alle nuove opere di costruzione sono destinati oltre 3,5 miliardi: queste risorse potrebbero indurre una crescita media annua del valore aggiunto nelle costruzioni nel 2023-26 pari all’11% del livello registrato nel 2019 (5,9 in Italia).
Si stima che a questa espansione dell’attività sia associato un aumento dell’occupazione alle dipendenze fino a circa 7.100 lavoratori nell’anno di picco (il 2025).
Nell’agricoltura il valore aggiunto si è contratto (-7,6% a prezzi costanti), riflettendo l’instabilità dei mercati delle materie prime e i rincari dell’energia. Negli ultimi decenni il settore è stato caratterizzato da un processo di concentrazione e modernizzazione, che ha portato a una crescita della produttività, rimasta però minore della media nazionale e del Mezzogiorno.
Nel 2022 l’aumento dei costi di approvvigionamento ha sì inciso, ma in misura contenuta sulla redditività e sulla solvibilità finanziaria delle imprese, anche tra quelle più esposte ai rincari. L’indice di liquidità finanziaria si è lievemente ridotto nella media del 2022 rispetto all’anno precedente, rimanendo comunque su livelli elevati nel confronto storico.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, lo scorso anno gli indicatori hanno continuato a migliorare. Il numero di occupati è cresciuto del 5%, superando i valori precedenti la pandemia di 50.600 unità. L’occupazione è stata sostenuta soprattutto dalle costruzioni, la cui espansione si è tuttavia indebolita rispetto al 2021. In questo settore, nell’ultimo triennio sono state create il 30% delle posizioni alle dipendenze del settore privato non agricolo. In prospettiva, l’occupazione in questo comparto sarà sostenuta dalla domanda attivata dagli investimenti infrastrutturali previsti dal Pnrr.
Il tasso di disoccupazione si è ridotto (-2,5 punti percentuali) al 12,1%, rimanendo ancora elevato per le fasce di età più giovani: fra i lavoratori fino a 34 anni, poco più di uno su cinque risultava essere disoccupato.
Il reddito delle famiglie è cresciuto nel 2022. L’alta inflazione ha però eroso il potere d’acquisto, calato dell’1,1%. A fine 2022 l’inflazione si è attestata al 12,7% sui 12 mesi, il valore massimo raggiunto nell’anno e ha poi rallentato nei mesi successivi. L’aumento dei prezzi, che ha interessato tutte le principali voci di spesa, è stato sostenuto dai prodotti alimentari e soprattutto dalle spese per l’abitazione e le utenze. Queste voci di spesa, meno comprimibili rispetto ad altre, hanno inciso in maggior misura sulle famiglie meno abbienti.
E’ proseguita la ripresa dei consumi (5,5% a prezzi costanti). Tuttavia la dinamica è stata frenata dai rincari e dal deterioramento del clima di fiducia, connesso anche con l’incertezza derivante dal conflitto in Ucraina. Il recupero rispetto al 2019 risulta ancora incompleto: il divario negativo si attesta al 2,8%.
Capitolo banche: in Puglia, alla fine del 2022, operavano 49 banche, tre unità in meno rispetto alla fine dell’anno precedente. Il numero di sportelli bancari si è ulteriormente ridotto nel 2022 (a 958; 16 unità in meno rispetto al 2021), proseguendo una tendenza motivata dalla ricerca di una maggiore efficienza operativa da parte degli intermediari, dalle innovazioni tecnologiche e dalle nuove abitudini di pagamento. Alla fine del 2022 erano presenti 24 sportelli ogni 100mila abitanti, un valore di poco superiore a quello medio del Mezzogiorno ma sensibilmente inferiore rispetto al resto del Paese. La capillarità dei punti operativi risultava piuttosto eterogenea tra i comuni della regione.
La crescita dei finanziamenti bancari a famiglie e imprese pugliesi ha rallentato (3,4% a dicembre, dal 4% della fine dell’anno precedente), per effetto della dinamica registrata nella seconda parte dell’anno.
In un contesto di tassi crescenti, l’andamento ha risentito del lieve irrigidimento delle condizioni di accesso al credito e del contestuale indebolimento della domanda da parte di imprese e famiglie. La crescita complessiva del credito in regione è risultata superiore al Mezzogiorno e al resto del Paese. Nei primi mesi del 2023, in base ai dati preliminari, la dinamica ha ulteriormente rallentato: la decelerazione riguarderebbe soprattutto il credito alle imprese e, in misura minore, i prestiti alle famiglie.
Nel corso dell’anno, i prestiti al settore produttivo sono cresciuti con intensità inferiore rispetto al 2021 (2,2% a dicembre, dal 4,4 di 12 mesi prima); è proseguita la crescita dei prestiti delle banche e delle società finanziarie alle famiglie pugliesi: a fine anno il tasso di variazione sui 12 mesi era 5,2% (dal 4,1 di fine 2021). La dinamica ha continuato a essere sostenuta sia dal credito al consumo sia dai mutui per l’acquisto di abitazioni, le cui erogazioni hanno però cominciato a calare nella parte finale dell’anno.
Nonostante l’aumento del costo dei finanziamenti e il venir meno delle misure di sostegno adottate per contrastare gli effetti della pandemia, nel 2022 la qualità del credito è rimasta elevata in regione.
A dicembre il tasso di deterioramento si è ridotto di 0,4 punti percentuali rispetto alla fine del 2021, toccando l’11,3%. Il dato è di poco superiore alla media nazionale e sostanzialmente in linea con quella del Mezzogiorno.
Al miglioramento si è peraltro associata un’ulteriore riduzione della quota dei prestiti deteriorati: l’incidenza delle sofferenze è scesa dal 3,3% al 2,4 mentre quella degli altri crediti deteriorati è diminuita dal 3,0 al 2,8%.
In prospettiva, tuttavia, il peggioramento del quadro economico e la maggiore onerosità del debito potrebbero incidere sulla capacità di rimborso dei prestiti da parte di famiglie e imprese.
Per quanto riguarda la raccolta, a fine anno la crescita dei depositi di famiglie e imprese è risultata inferiore rispetto alla fine dell’anno precedente (1,4% a dicembre da 5,8 di un anno prima). Per le famiglie, la decelerazione ha riguardato sia i depositi in conto corrente sia a risparmio. Per le imprese, si è invece registrato un indebolimento della dinamica dei conti correnti a fronte di un rafforzamento di quella dei depositi a risparmio, sostenuto dalla loro remunerazione progressivamente più elevata.
“C’è – spiega il direttore della sede barese della Banca d’Italia Sergio Magarelli – un dato positivo, ed è la crescita. Questa ci vede aver già completato il recupero rispetto al 2019 – quindi il cosiddetto rimbalzo è completo – e non si è certo fermata. E’ chiaro che ha rallentato a causa della pandemia, la crisi energetica e l’inflazione che ancora persiste a livelli piuttosto elevati, ma non si è fermata. Cito un dato per tutti: il settore industriale ha avuto una dinamica pressochè uguale a quella dell’anno scorso, ma ha rafforzato i piani di investimento e questo è un segno di fiducia in prospettiva”.
“Il dato negativo – aggiunge – è sicuramente la minore occupazione di certe fasce, soprattutto la minore occupazione di qualità. Noi abbiamo un grande dovere e una grande occasione economica nell’utilizzare gli investimenti in istruzione, in livelli di educazione diffusa, che sono investimenti sociali, delle famiglie, di chi manda a studiare il proprio figlio nella migliore istituzione possibile, nella più vicina: ebbene, questo investimento deve essere produttivo, si deve tradurre in occupazione di qualità, che consenta uno sviluppo professionale adeguato”.

foto: Xa2/Italpress

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Adozioni internazionali, in Campania incontro tra crisi e prospettive

NAPOLI (ITALPRESS) – “Le adozioni internazionali fra crisi e prospettive” è il titolo del seminario di studi organizzato nell’Auditorium della Regione Campania, al Centro direzionale di Napoli, dal Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Giuseppe Scialla. “Ho promosso questo incontro chiamando a raccolta le maggiori istituzioni nazionali, i responsabili delle organizzazioni che fanno questo e tante coppie che hanno adottato e portano la loro testimonianza” spiega Scialla che riporta i dati Istat del primo trimestre del 2023 sul calo demografico e sottolinea la necessità di intervenire sulle procedure di adozioni internazionali dei minori per renderle più rapide e flessibili.
“La Regione Campania, che fino al 2021 non era nelle prime sei regioni per domande di adozioni, oggi è la seconda subito dopo la Lombardia, avanti la Toscana. Il tribunale di Napoli invece, è primo in Italia, poi viene Firenze e poi Milano proprio per i processi legati alle adozioni” aggiunge Scialla che lancia una proposta: “Vorrei vedere che i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio campano, invece di essere inseriti in case famiglie, fossero dati in adozione alle famiglie che garantirebbero loro maggiore serenità e affettività”.
Nel corso dell’incontro tanti sono stati i contributi forniti da docenti, esperti e istituzioni. Tra i vari da segnalare l’intervento di apertura di Vincenzo Starita, vice presidente della CAI, la Commissione Adozioni Internazionali. Le conclusioni sono state affidate invece a Gemma Tuccillo, consigliere personale del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
“Quello delle adozioni internazionali è un fenomeno estremamente complesso. Ci sono dei paesi che hanno delle procedure più sollecite e paesi che purtroppo hanno procedure un pò più lunghe. Ad oggi, dal momento del conferimento dell’incarico, fino al momento in cui il minore viene autorizzato ad entrare in Italia il periodo medio di attesa è pari a circa 3 anni, è un periodo abbastanza lungo e va sommato all’anno che ci vuole per ottenere l’idoneità che porta a un periodo medio di attesa di circa 4 anni”. E’ l’analisi di Vincenzo Starita che indica, ad oggi, India e Colombia come modelli virtuosi da seguire per provare a sveltire le procedure, ma riporta anche un dato del nostro Paese che merita una sottolineatura. “In Italia c’è un grosso desiderio delle famiglie di adottare e molte famiglie sono disponibili ad adottare bambini portatori di bisogni speciali: siamo il primo paese al mondo per adozioni dei minori ‘special needs’, addirittura ci assestiamo su medie che superano il 60% complessivo dei minori che entrano in Italia. Questo dimostra che, seppure tra mille difficoltà e con la necessità di trovare dei sostegni economici e di aiuto dei servizi socio sanitari per queste famiglie coraggiose, l’adozione è un istituto che è in crisi ma non sta morendo”.
“Io penso che al mondo delle adozioni non si conferisce mai abbastanza attenzione ed importanza se si pensa alla delicatezza e difficoltà del percorso adottivo, non solo sotto il profilo strettamente burocratico, quanto sotto al far acquisire alle coppie la consapevolezza della sfida che costituisce il percorso adottivo e il profondissimo valore di una scelta che è di infinito amore nei confronti del bambino ma anche di se stessi e della collettività tutta” sostiene invece Gemma Tuccillo che poi conclude: “La cosa molto importante da tener presente è, uso un termine orribile ma che è quello che maggiormente fa comprendere, lo squilibrio tra domanda e offerta: è proprio per questo che è tanto importante valorizzare anche i percorsi di adozione internazionale perchè questo può riequilibrare lo squilibrio e in qualche misura può anche abbreviare i tempi”.

– foto: xc9/Italpress

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Una nuova libreria a Benevento, arriva Ubik LiberiTutti

BENEVENTO (ITALPRESS) – E’ stata inaugurata a Benevento, in Via Lungo Sabato Bacchelli-5, la libreria-caffetteria Ubik LiberiTutti. Uno spazio culturale innovativo che nasce con l’ambizione di diventare un luogo di aggregazione sociale; ambizione, oggi, piuttosto rara quando si parla di imprenditoria e di rilancio delle aree interne.
Ubik LiberiTutti è una Libreria-caffetteria con più di 10.000 mila titoli e quasi 15 mila libri, dotata di wi-fi free, di postazioni di smart working per lavoratori e tavoli per gli studenti. Darà vita agli spazi ospitando presentazioni di libri, laboratori per bambini, degustazioni di caffè (se ne troveranno di “specialty”) e tante altre iniziative finalizzate al coinvolgimento dell’intera comunità locale e non dei soli “librivori”, puntando su una solida sinergia tra libreria e caffetteria.
La struttura industriale dell’edificio è stata rimessa a nuovo dallo studio architettonico fiorentino ARX, dell’architetto Paolo Di Nardo, ed è una rappresentazione plastica di un innovativo processo di costruzione.
Ubik LiberiTutti è un progetto al femminile fortemente voluto da Ornella De Lucia, direttrice della Libreria, con lei l’amica Aurora Zollo che avrà la responsabilità della caffetteria, in piena collaborazione su tutti i progetti.
Ornella, archiviata la laurea in Giurisprudenza ha dedicato la sua vita lavorativa ai libri; può vantare un passato ultraventennale in ambito editoriale, avendo diretto librerie Feltrinelli in grandi centri urbani e avendo supervisionato gli esordi promettenti di alcuni punti vendita in realtà di provincia. E proprio in virtù dell’entusiasmo registrato nel corso dell’apertura dei franchising Feltrinelli in piccoli centri che Ornella ha voluto scommettere sul feedback positivo del contesto beneventano.
“Una città senza libreria è un posto senza cuore – ha dichiarato De Lucia – e spero che Ubik- Liberitutti diventi il posto del cuore di molte persone, un avamposto culturale dove la comunità si senta accolta come a casa”.

– foto: ufficio stampa Ubik
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Al via Agenda Sud, Valditara “Contrasto alla dispersione scolastica”

ROMA (ITALPRESS) – Oggi a Catanzaro, presso la Cittadella della Regione Calabria, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha presentato l’Agenda Sud: un progetto del MIM rivolto alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Gli interventi dell’Agenda Sud sono concepiti per superare il divario territoriale tra Nord e Sud Italia, garantendo pari opportunità d’istruzione agli studenti su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è combattere la dispersione scolastica fin dalla Scuola primaria, con interventi mirati sugli istituti del Mezzogiorno. Il progetto pilota avrà durata biennale, sugli anni 2023/2024 e 2024/2025, e verrà applicato in 150 scuole del Sud individuate dall’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), con l’aspettativa di estenderlo a molte altre.
“Oggi, da una terra straordinaria come la Calabria, lanciamo un messaggio al Mezzogiorno e a tutta l’Italia. E’ inaccettabile continuare a leggere report sulla scuola che danno risultati tanto diversi tra il Sud e il resto del Paese. Il PNRR è già intervenuto con risorse importanti ma noi oggi andiamo oltre, con una strategia per il contrasto della dispersione scolastica. Avviamo un percorso che moltiplicherà le opportunità per i nostri ragazzi e permetterà di valorizzare al meglio le intelligenze di cui disponiamo, per fare dell’Italia sempre più un punto di riferimento in Europa e nel mondo. Oggi facciamo un passo ulteriore per riunificare l’Italia”, ha dichiarato il Ministro Giuseppe Valditara.
Gli istituti coinvolti sono 50 Scuole primarie, 50 Secondarie di I grado e 50 di II grado e sono stati scelti dall’Invalsi in base a dati relativi ai tassi di dispersione scolastica, abbandono in corso d’anno, assenze, fragilità nei risultati degli apprendimenti, contesto socio-economico. Si sta lavorando per estendere la sperimentazione a ulteriori istituti. Con il Piano, si sperimenteranno modelli e si darà vita a buone pratiche che potranno essere generalizzate in altre aree del Mezzogiorno.
L’Agenda è basata sul principio della personalizzazione dell’insegnamento, in modo da porre al centro le esigenze delle studentesse e degli studenti, tramite attività di orientamento e tutoraggio estese anche al Primo ciclo e in coerenza con le Linee guida per l’orientamento e attività di supporto alle famiglie. Verrà promossa una didattica innovativa e laboratoriale, con l’introduzione di nuove metodologie, scuole aperte tutto il giorno, attività anche durante la sospensione delle lezioni, orari più flessibili, potenziamento del tempo pieno e delle mense scolastiche.
Verrà rafforzato l’organico dei docenti nelle Secondarie di I e di II grado nelle materie di base: italiano, matematica e inglese (in media 4 docenti in più per scuola) e gli insegnanti saranno retribuiti per incarichi aggiuntivi oltre l’orario scolastico. L’Invalsi supporterà le 150 scuole, anche con la formazione dei docenti su didattica orientativa, progettazione, utilizzo dei dati per migliorare gli esiti degli apprendimenti.
Saranno attivati progetti speciali di offerta formativa, d’intesa con i Presidenti di Regione e le realtà locali, per valorizzare pienamente le potenzialità delle aree interessate.
Gli investimenti PNRR: 2,5 mld per le scuole del Sud
Da novembre 2022 a oggi, il MIM ha autorizzato e sbloccato per il Mezzogiorno investimenti pari a 2,5 miliardi di euro per attuare i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Per le palestre scolastiche, 77,9 mln sono andati alle Regioni del Sud; per azioni di messa in sicurezza sono andati alle scuole del Mezzogiorno 608,2 mln; con il Piano “Scuola 4.0”, 693,9 mln; per il contrasto della dispersione scolastica, 255,8 mln; per materie STEM e orientamento, 300 mln; per la formazione del personale scolastico, agli istituti del Mezzogiorno sono stati assegnati 180 mln; agli ITS Academy del Sud sono andati 464,3 mln.

– foto: xd2/ITalpress

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