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Campania, Ciambriello “Viaggio nelle carceri per vincere l’indifferenza”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Il viaggio della speranza: visitare i carcerati”, è l’iniziativa promossa dal garante delle persone private della libertà personale della Campania, dall’osservatorio Carcere dell’unione Camere Penali italiane, dall’associazione Nessuno tocchi Caino e dal movimento Forense – dipartimento Carceri, che prenderà il via l’8 maggio e proseguirà fino al 13 maggio anche in Campania, così come già fatto e programmato in altre regioni d’Italia. “Lunedì iniziamo questo viaggio nelle carceri campane partendo da Lauro, dove c’è un istituto con detenute madri, e poi con Arienzo. Termineremo sabato 13 con il carcere di Salerno”, ha spiegato Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Regione Campania.
“In Campania in questo momento abbiamo – ha aggiunto – 6.704 detenuti, 57 detenuti nel carcere minorile di Nisida, 37 ad Airola, 62 nell’istituto militare di Santa Maria Capua Vetere. Il dato allarmante è che abbiamo 13.886 persone in un’area penale esterna. Nelle nostre carceri sovraffollate abbiamo inoltre 1329 tossicodipendenti. Nei 15 istituti penitenziari della Campania – ha proseguito Ciambriello – l’anno scorso abbiamo avuto 1471 forme di autolesionismo; 178 tentativi di suicidio; 6 suicidi. E vi sono 812 persone con sofferenza psichica. Andare nelle carceri significa raccontare buone prassi e verificare le criticità, sapendo però purtroppo che la politica considera il carcere una risposta semplice a bisogni complessi. Nelle carceri abbiamo malati di mente e tossicodipendenti la metà dei quali denunciati dai genitori, che pensano che il carcere sia una risposta per aiutare il proprio congiunto che ha un problema in più, o che si chiama droga o salute mentale. E’ il fallimento di noi tutti. Questo viaggio serve ad andare oltre i muri dell’indifferenza”.
Per Sergio D’Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino, “stiamo compiendo questa ‘opera di misericordia corporalè, un viaggio della speranza, perchè è importante è andare a vedere, bisogna aver visto, diceva Einaudi, per capire cos’è il carcere. Dal mio punto di vista – ha detto – quanto più lo vedo il carcere più mi convinco che è un istituto ormai anacronistico che bisogna superare. Non bisogna andare alla ricerca del carcere migliore, bisogna trovare qualcosa di meglio del carcere. Al principio costituzionale della rieducazione della pena non ci crede più neanche lo Stato, tant’è che noi vediamo una situazione di abbandono: abbiamo un educatore ogni 100 detenuti. Per Riccardo Polidoro, responsabile Osservatorio carceri Unione camere penali italiane, “l situazione nazionale è molto critica da tempo. Con il nostro viaggio nelle carceri intendiamo accendere i riflettori e soprattutto far comprendere all’opinione pubblica il senso della pena. C’è un’assenza della politica nelle problematiche che riguardano l’esecuzione penale che è enorme”.
“Dal 2018 ad oggi noi abbiamo avuto al governo tutti i partiti politici e non è stato fatto nulla, eppure ci sono stati tante morti in carcere: l’anno scorso abbiamo avuto il record di suicidi. Eppure non si prendono provvedimenti per il sovraffollamento, l’Europa ci sta per condannare per l’ennesima volta. Il ministro Nordio ha detto delle cose molto interessanti anche sull’esecuzione penale, ma tra il dire e i fare c’è di mezzo il mare, e credo che ci sia di mezzo, probabilmente, proprio questo governo, perchè altrimenti qualcosa sarebbe cambiato. Nordio – ha concluso – continua a dirci che le cose si faranno, ma nell’imminenza non mi sembrano che possano esserci dei provvedimenti che possano riguardare il carcere”. All’iniziativa di stamane anche Rita Bernardini, storica esponente del Partito radicale e presidente di Nessuno tocchi Caino.

-foto: xh6/Italpress

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Puglia, Emiliano a Taranto “Internalizzazione del servizio 118”

BARI (ITALPRESS) – Presso la rotonda sul lungomare di Taranto, la direzione strategica Asl Taranto, insieme al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e alla amministratrice di SanitaService Maria Rosa De Leo, ha presentato la internalizzazione del servizio 118. A partire dal 1° maggio, infatti, sono state avviate, attraverso SanitaService, la società inhouse di Asl Taranto, le stabilizzazioni per 384 persone, individuate attraverso un avviso pubblico e in possesso dei requisiti previsti dal bando tra quelle che, a vario titolo, hanno prestato il loro prezioso contributo nel servizio 118.
“Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto” ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ha voluto chiarire “l’intero 118 pugliese era basato sul volontariato e questo era, tra virgolette, un pò forzato. In alcuni casi, come per le Misericordie che si sono lamentate, certamente aveva anche la sua correttezza e formale legalità, ma non era giusto comunque. Il 118 è un servizio essenziale dal punto di vista sanitario ed è la principale porta di entrata nel sistema sanitario, e quindi non era corretto che non avesse un tasso di professionalità e di sicurezza nel lavoro uguale a quello di qualunque altro servizio sanitario in qualunque altro settore”.
“Ribadisco che l’internalizzazione del 118 dentro SanitàService – ha aggiunto Emiliano – ha consentito a tutte queste famiglie di vivere normalmente una dimensione professionale molto complessa e di grandissimo stress, potendo ottenere così mutui bancari, affittare case e via dicendo. E’ un atto di giustizia che non toglie nulla al volontariato, ma il volontariato serve ad altro, non a gestire il 118. A noi questa operazione è costata 40 milioni di euro in più: dare sicurezza e professionalità al 118, però era una cosa giusta e non si risparmia sulla pelle dei pazienti e di chi a volte deve rischiare la vita per correre a soccorrere il prossimo. Le Misericordie mi faranno la cortesia di accettare l’idea che la Puglia abbia deciso che il 118 non poteva essere nelle mani di un sistema di volontariato, per quanto nobile e importante. Il 118 stabilizza il paziente a rischio di morte rapida, questo è la sua funzione principale. Queste ambulanze hanno sistemi rianimatori paragonabili a quelle di una sala rianimazione. La Puglia ha ambulanze modernissime e di proprietà nostra in tutta la Regione. Sono contento e convinto della giustezza di quello che abbiamo fatto”.
“Dal 1 maggio abbiamo avviato il reclutamento del personale del 118, che si arricchisce di 384 ulteriori unità. Sono persone prima operative tramite le associazioni e ora finalmente internalizzate. – ha dichiarato il direttore generale della Asl Taranto, Gregorio Colacicco – Oggi, inoltre, presentiamo alla città di Taranto e alla provincia jonica anche il nuovo parco macchine 118 dotato di tecnologie avanzate. Ringrazio il Prefetto, il presidente Emiliano e le autorità civili e militari della provincia, con le quali è sempre attiva una collaborazione proficua interistituzionale”.
E l’arricchimento del parco mezzi in dotazione al servizio, composto da 29 autoambulanze e 6 automediche, in grado di coprire l’intero territorio provinciale accresce la soddisfazione del direttore del 118 Mario Balzanelli.
“L’obiettivo è stato configurare i mezzi con il top di gamma che la tecnologia oggi offre, per garantire alla comunità un servizio ottimale salvavita. – ha affermato Balzanelli – Abbiamo munito i mezzi di massaggiatore cardiaco automatico, che consente di fare massaggio cardiaco anche con mezzo in movimento; emogas analizzatore, utile nei casi di insufficienza respiratoria; ecografi, ma anche riscaldasacche in caso di ipotermie e frigoriferi per i colpi di calore”.

-foto: ufficio stampa Regione Puglia

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Ritrovata a Cerignola auto per trasporto disabili rubata a Bari

BARI (ITALPRESS) – A Poggiofranco, quartiere di Bari, la notte scorsa, alcuni malintenzionati hanno rubato un Fiat Doblò grigio usato quotidianamente da una donna con problemi di disabilità. L’auto, subito dopo il furto, come accertato grazie al segnale GPS, ha raggiunto Cerignola in poco meno di un’ora. Qui il segnala si è spento. Alle prime luci dell’alba i proprietari hanno fatto l’amara scoperta ed allertano le forze dell’ordine con la speranza di ritrovare qualcosa che vale più di un’auto. I Carabinieri della Compagnia di Cerignola ricevuta la notizia del furto, hanno iniziato a setacciare la città partendo dal punto in cui il dispositivo GPS aveva lanciato l’ultimo segnale. Negative le ricerche su quell’area. La tenacia dei Carabinieri non li ha fatti desistere dalla ricerche. E così, poco dopo l’auto è stata trovata in stato di abbandono nelle vie del centro cittadino nei pressi del Duomo. La vettura, al termine delle formalità di rito, sarà restituita alla proprietaria.
foto ufficio stampa Carabinieri
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Residenze irregolari sull’isola di Ischia, scoperte 40 “prime case” fittizie

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha individuato 40 immobili ad Ischia dichiarati come “prima casa”, riconducibili a soggetti solo formalmente residenti sull’Isola. Attraverso approfondimenti partiti dall’analisi dei dati anagrafici sulla popolazione residente nel Comune di Ischia, i militari della locale Compagnia hanno individuato quaranta immobili indicati come “prima casa”, risultati però a disposizione di altrettanti proprietari stabilmente residenti in altri comuni della Campania e del Lazio.
Nessuno di loro è risultato, ad esempio, avere un medico di base sull’isola o figli frequentatori di scuole locali; ancora, i consumi di elettricità e acqua prodotti erano del tutto inadeguati a una residenza effettiva.
Le posizioni irregolari individuate hanno determinato un mancato incasso nelle casse comunali per circa 150 mila euro solo di IMU, nelle annualità che vanno dal 2018 al 2022.
Tutte le posizioni emerse sono state segnalate all’Ente comunale per le azioni di competenza, al fine di recuperare le imposte non pagate e irrogare le conseguenti sanzioni amministrative.
foto ufficio stampa Guardia di finanza
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Emiliano “Con Arti lavoriamo per costruire i sogni dei giovani pugliesi”

BARI (ITALPRESS) – Nasce in Puglia una nuova ARTI, che integrerà le attuali finalità e competenze dell’Agenzia, istituita nel 2004, con quelle di un centro regionale di trasferimento tecnologico. Hanno presentato la riforma dell’Agenzia questa mattina Michele Emiliano, presidente della Regione, Alessandro Delli Noci, assessore regionale allo Sviluppo economico, Gianna Elisa Berlingerio, direttora del Dipartimento regionale allo Sviluppo economico, e Vito Albino, commissario straordinario ARTI.
“ARTI – spiega il governatore – era l’Agenzia regionale per l’Innovazione tecnologica, un soggetto di grandissima esperienza ed efficacia che, collaborando con i centri di ricerca e le università, aveva sempre sostenuto l’individuazione di innovazione di processo tecnologico che potesse migliorare la nostra vita. Oggi si aggiunge a questa funzione, che viene mantenuta e quindi, in linea teorica, continua a occuparsi di ricerca pure a prescindere dalla sua utilizzazione specifica, anche il trasferimento tecnologico”.
“Si tratta, cioè, di progetti specifici realizzati di concerto con le agenzie, in particolare con InnovaPuglia, Puglia Sviluppo e qualunque altro soggetto pubblico che ne abbia interesse, per individuare e brevettare, dopo la ricerca, processi e innovazioni che possano essere poi trasferiti all’interno di un’attività d’impresa, migliorando ancora di più il fatturato della Puglia. Quando ti siedi ad un tavolo dove ‘devi contarè per prendere decisioni, quello che conta sul serio è infatti la forza economica della regione che governi. Quindi serve che questa regione migliori le sue performance anche utilizzando l’innovazione tecnologica. Quando i ragazzi chiedono perchè devono andar via quando le famiglie si chiedono come mai sia così difficile trovare qui lavoro di qualità, molto dipende dal fatto che la capacità di innovazione di processo tecnologico delle imprese italiane non è sufficiente e quindi per avere un buon lavoro che corrisponde al tuo sogno, spesso devi andare troppo lontano. Invece vorremmo provare a costruire e a far costruire i sogni il più vicino possibile a casa, per evitare che i genitori partano con le cime di rapa e le mozzarelle nelle borse e che i ragazzi e le regazze pugliesi se le possano mangiare direttamente qui, ‘alla fontè”.
“Questa riforma, che trasforma ARTI in una nuova Agenzia per la Tecnologia, il Trasferimento tecnologico e l’Innovazione – aggiunge Delli Noci – intende rafforzare la sinergia tra le varie agenzie regionali del Dipartimento Sviluppo economico e tra queste e il territorio. ARTI continuerà a essere un supporto costante alla ricerca e sviluppo attraverso gli strumenti di sostegno, ma sarà anche e soprattutto un punto di riferimento per il trasferimento tecnologico, lo scouting, il supporto concreto a tutti quei giovani che vogliono creare una start up. La ricerca è particolarmente vivace nella nostra regione ma qualche volta appare staccata dal mondo delle imprese. ARTI si occuperà proprio di accompagnare tutti coloro che ne avranno bisogno, come nel caso di numerosi brevetti, verso la produzione industriale, in accordo e stretta collaborazione con le nostre università e i centri di ricerca”.

– foto: xa2/Italpress

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Inaugurato il “Viaggio nella detenzione al femminile in Campania”

NAPOLI (ITALPRESS) – Il “Viaggio nella detenzione al femminile: mostre, dibattiti, visite nelle carceri” per far conoscere l’universo carcerario al femminile, le storie, le criticità, le buone prassi e per sostenere che non ci siano più bambini in carcere: è l’iniziativa del Garante dei Detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, presentata, in Consiglio regionale della Campania insieme con il Presidente Gennaro Oliviero, l’assessore regionale alla formazione professionale Armida Filippelli, Paolo Siani, che, da deputato del Pd, ha presentato nella precedente Legislatura una proposta di legge per destinare le mamme detenute con i loro figli a case famiglia protette, e l’imprenditore della Palingen, Massimo Telese.
Nell’occasione è stata inaugurata anche una mostra fotografica, dal titolo “Senza Colpe”, di Anna Catalano, che ritrae la vita che i bambini vivono con le proprie madri negli Istituti a carcerazione attenuata per madri-ICAM, e degli abiti artigianali realizzati dalle detenute della Casa Circondariale femminile di Pozzuoli, assunte al lavoro dalla Palingen.
“Secondo il primo rapporto sulle donne detenute in Italia, sono 2.392 le donne presenti negli Istituti penitenziari italiani al 31 gennaio 2023, di cui 15 madri con 17 figli al seguito. In Campania ci sono 333 donne detenute di cui 11 con 13 figli presenti nell’Istituto per detenute madri di Lauro (AV)” – ha detto Ciambriello, che ha aggiunto: “consentire che i bambini vivano in carcere non è degno di un Paese civile, un tema che quasi l’intera Camera dei Deputati, nella passata Legislatura, aveva condiviso tanto da approvare, quasi all’unanimità, la proposta di legge di Paolo Siani volta a destinare le mamme detenute con i propri figli nelle case famiglia protette, una legge, che purtroppo, non è mai giunta in Senato a causa della fine anticipata della Legislatura ma che resta tutt’oggi molto importante”.
“Questo è un tema di grande importanza e delicatezza perchè l’ambiente carcerario non può certamente essere un ambiente per bambini e, quindi, occorre promuovere con determinazione il progetto per il quale le mamme detenute, insieme con i loro bambini, possano scontare la propria pena in case famiglia protette, come previsto dalla proposta di legge presentata da Paolo Siani”- ha sottolineato Oliviero – che ha aggiunto: “per questo proporrò al Consiglio regionale di farsi promotore della presentazione al Parlamento di una proposta di legge che vada in tal senso e che consenta alle detenute e ai loro bambini di stare in ambienti adatti che consentano di garantire, da una parte, la certezza della pena,e, dall’altra il giusto rispetto per minori che non hanno colpe”.
“Inoltre – ha evidenziato Oliviero – , l’altro fondamentale criticità che riguarda le carceri è quella del reinserimento sociale delle detenute e dei detenuti che deve partire innanzitutto con il loro reinserimento lavorativo le cui basi vanno gettate proprio durante la detenzione, così come dimostra positivamente l’esperienza del carcere femminile di Pozzuoli, anche al fine di evitare eventuali recidive”.
Sul tema è intervenuta anche l’assessore regionale Filippelli rimarcando che “la formazione professionale è fondamentale nell’ottica di creare e ricreare le necessarie competenze per il reinserimento lavorativo e sociale delle detenute e dei detenuti” ed evidenziando che “occorre lavorare in sinergia istituzionale per dare vita ad un importante cambiamento di civiltà rappresentato dal fatto che non devono esserci più bambini in carcere:
“La mia proposta di legge era stata ampiamente condivisa alla Camera e prevedeva anche un notevole finanziamento di un milione e mezzo all’anno per tre anni, di cui 250 mila euro per le case famiglia in Campania – ha ricordato Siani -, l’auspicio è che essa possa avere una ripartenza anche nell’attuale Parlamento perchè la tutela dei bambini è un valore che va condiviso da parte di tutti e che riguarda il nostro Paese nella sua interezza”.
Inoltre, la positiva testimonianza dell’imprenditore Telese che ha sottolineato “il ruolo fondamentale svolto dal lavoro nel percorso di rieducazione e reinserimento sociale delle detenute” e “l’importanza di sostenere con adeguati strumenti finanziari la scelta degli imprenditori che decidono di assumere persone in stato di detenzione, come, ad esempio, l’attuale strumento della decontribuzione”.
Infine, Ciambriello ha annunciato due iniziative che, nell’ambito del “viaggio nella detenzione femminile”, si terranno lunedì 8 maggio presso l’Istituto di custodia attenuata per madri a Lauro (AV) e venerdì 12 maggio presso la Casa Circondariale Femminile Pozzuoli invitando consiglieri regionali e parlamentari a partecipare “per verificare personalmente lo stato della detenzione femminile in Campania”.

– foto: ufficio stampa Consiglio Regionale Campania

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Editoria, Premio Ischia speciale a Tancredi, De Bellis e Zunino

ISCHIA (NAPOLI) (ITALPRESS) – Luciano Tancredi, direttore del “Tirreno”, Giuseppe De Bellis, direttore di Skytg24, e Corrado Zunino inviato di Repubblica, sono i vincitori dei premi speciali “Ischia”. La kermesse giunta quest’anno alla sua 44° edizione è in programma venerdì 23 e sabato 24 giugno a Lacco Ameno. Luciano Tancredi da due anni lavora al rilancio della stampa locale, con la direzione del Tirreno e da poco anche della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Reggio Emilia e della Nuova Ferrara. Ha portato spesso notizie locali alla ribalta nazionale e internazionale. Al Tirreno lo scorso maggio ha fortemente voluto e aperto (per la prima volta in 146 anni di storia della testata) l’edizione e la redazione di Firenze con cinque assunzioni art.1. Non succedeva da anni che un quotidiano aprisse una nuova redazione locale in un momento di crisi è il segno della forte volontà di credere nel progetto di rilanciare e puntare sullo sviluppo della stampa locale come presidio di civiltà sul territorio. Per i 20 anni di Skytg24, il tg “All news” che ha innovato il linguaggio, puntando sempre su autorevolezza e indipendenza il premio è andato al direttore Giuseppe De Bellis. Un altro riconoscimento è andato a Corrado Zunino, inviato di Repubblica, recentemente ferito a Kherson in Ucraina.(ITALPRESS).

Accordo Regione Puglia-Sindacati in materia di Sanità e Welfare

BARI (ITALPRESS) – E’ stato sottoscritto oggi dal presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, dall’assessore alla Sanità Rocco Palese e dall’assessora al Welfare Rosa Barone l’accordo con i sindacati Cgil, Cisl e Uil in materia sanitaria e di welfare. Presenti anche il vicepresidente e assessore al Bilancio Raffaele Piemontese, i direttori di dipartimento Valentina Romano e Vito Montanaro e i direttori generali di Asl e aziende del servizio sanitario regionale.
L’accordo prevede di attivare un tavolo con l’Assessorato alla Sanità per individuare interventi finanziari, economici e di innovazione organizzativa mirati a realizzare investimenti nelle eccellenze sanitarie, nelle risorse umane, nell’innovazione tecnologica e infrastrutturale, nei modelli dell’organizzazione sanitaria territoriale sia qualitativa che quantitativa dell’offerta sanitaria intra-territoriale ed intra-regionale.
Inoltre, si prevede di attivare, con il coordinamento dell’Assessorato alla Sanità, i tavoli aziendali con i Direttori Generali per monitorare il rafforzamento della sanità territoriale attraverso i servizi forniti dai PTA, dagli Ospedali di Comunità e dalle Case di Comunità, svolgendo un’azione di verifica dell’attuazione del PNRR e del relativo personale da destinare alle nuove strutture.
Con l’accordo firmato oggi si dovrà anche avviare quanto prima – congiuntamente all’Assessorato al Welfare – il tavolo di concertazione e contrattazione sociale per la più efficace predisposizione degli atti di programmazione regionale e al loro pieno coordinamento con gli altri atti di programmazione (Piano Regionale Politiche Sociali 2022-2024) per l’adozione del Piano regionale delle Non Autosufficienza e Invecchiamento Attivo.
Secondo l’accordo firmato oggi, i dati Istat sull’aumento dell’invecchiamento della popolazione pugliese richiedono uno specifico approfondimento.
Pertanto si rende necessario rafforzare i tavoli ai vari livelli della contrattazione sociale e sanitaria per individuare ogni strumento utile ad irrobustire la rete di servizi, anche in relazione alla attuazione di quanto previsto dalle misure del PNRR e del relativo personale per far fronte alla domanda di cure degli anziani.
Per questo si dovrà definire un “piano straordinario delle assunzioni” del personale sanitario, tecnico e amministrativo, per risolvere la carenza organica rilevata su tutto il territorio regionale, che vada a colmare il gap ad oggi esistente tra la nostra regione e altre regioni dal territorio nazionale, che vedono a parità di abitanti riconosciuta, nell’ambito del riparto nazionale, una quota superiore del Fonfo sanitario nazionale (FSN).
Inoltre, la mozione approvata dal Consiglio Regionale per l’abbattimento dei tempi delle liste di attesa e la messa a disposizione di un budget di 30 milioni di euro per allungare i tempi di attività delle strutture fino alle 24 e nei giorni festivi, impone di attivare un tavolo in ogni Ente e Azienda Sanitaria pubblica per la organizzazione del servizio e per fissare i tempi di inizio nell’ambito della ridefinizione di un “progetto regionale per l’abbattimento delle liste di attesa”, individuando ulteriori specifiche misure di intervento per abbattere i tempi di attesa, con l’affidamento di obiettivi di risultato per le diverse prestazioni sanitarie.
Il progetto deve prevedere il monitoraggio trimestrale dei risultati ottenuti da parte dei Direttori generali degli Enti e Aziende sanitarie, in apposite sessioni di confronto con le sopra citate Organizzazioni sindacali confederali, prevedendo incentivi ma anche “penalità” in capo ai responsabili di progetto e di misura; vanno, contestualmente monitorate e verificate le dinamiche relative all’attività libero professionale intramoenia del personale sanitario impegnato nel progetto per l’abbattimento dei tempi di attesa, con la previsione anche in questo caso di interventi sanzionatori, da irrogare qualora ai responsabili dipartimentali o di struttura complessa siano stati forniti risorse e strumenti utili a raggiungere gli obiettivi “negoziati di progetto”, tanto per evitare le distorsioni rilevate nel rapporto tra volumi di prestazioni rese in regime istituzionale e quelle rese in attività libero professionale intramoenia.
Infine si dovrà rafforzare la centrale unica degli acquisti in sintonia con le scelte dell’amministrazione regionale affinchè si arrivi ad un risparmio della spesa di beni, servizi e farmaceutica.
“Ringrazio – ha detto nell’occasione il presidente Emiliano – Cgil, Cisl e Uil per avere, in un momento molto complesso per il bilancio sanitario italiano e non solo pugliese, offerto collaborazione, approfondimento comune e suggerimenti per rendere meno grave il fatto che nonostante le esperienze della pandemia, il governo centrale, appena l’emergenza è finita, ha ricominciato a lesinare sull’aumento dei costi in sanità. Il governo ha ricominciato quindi a risparmiare sulla sanità. Lo hanno fatto limitando il rimborso delle spese Covid, soldi che ci devono e non ci rimborsano. Hanno lesinato sull’aumento dei costi energetici, che sono stati pazzeschi e hanno creato moltissime difficoltà, hanno lesinato sulla possibilità di assumere nuovo personale per far fronte alle liste di attesa che si erano accumulate nel tempo, hanno stanziato somme insufficienti per pagare gli straordinari per il recupero delle liste di attesà.
‘Non ci hanno dato i soldi per i contratti sia dei medici che del comparto, perchè hanno rifatto i contratti in aumento degli stipendi e le somme relative a questi aumenti non sono state messe a disposizione delle regioni. L’aumento del fondo nazionale quest’anno è stato solo di due miliardi di euro, quello minimo per non andare totalmente in default. Tutte le regioni quindi hanno dovuto utilizzare gli avanzi vincolati di bilancio dei vari settori: e quindi chi parla di tagli alla sanità in Puglia dice una cosa non corretta. Tutti gli altri settori della Regione stanno facendo sacrifici per mantenere inalterato il funzionamento sanitario. Il Governo, non avendo soldi da darci, ci ha concesso di utilizzare gli avanzi vincolati, che contabilmente avremmo dovuto tenere nei settori di competenza.
Siamo riusciti a recuperare queste somme, esattamente come hanno fatto molte altre regioni, e siamo riusciti a chiudere il bilancio in equilibrio. E’ chiaro che in futuro procedere così sarà insostenibile e avere il sostegno del sindacato per noi è importantissimo. Perchè queste sono vertenze nazionali, non pugliesi, sulle quali bisogna dire chiaro ai cittadini che nella situazione in cui il Governo nazionale si trova non è in condizione di sostenere il diritto alla salute di tutti gli italianì ha proseguito.
‘Se è una cosa che va bene agli italiani e gli italiani sono contenti di risparmiare sulla sanità, ci dovremo adeguare per il principio di sovranità. Se gli italiani viceversa sono contrari, è necessario che in tutti i luoghi in cui si possono esprimere – e il sindacato è uno di questi – facciano presente il loro dissenso. E chiedano ciò che sembrava scontato il giorno dopo la fine della pandemia e cioè che si sarebbe cambiato registro sugli investimenti in sanità. Anche perchè gli investimenti in sanità sono investimenti che rendono molto anche dal punto di vista economico, perchè ricadono sui territori: gli otto miliardi che la sanità pugliese costa, sono soldi che sono spesi in Puglia, un tonico per l’economia. Poi c’è l’altra partita: dove sta scritto che la sanità pugliese a parità di abitanti con l’Emilia Romagna debba avere 400 milioni in meno dal fondo sanitario nazionale? O 25mila dipendenti in meno? O la metà degli ospedali? O la metà delle Rsa? Abbiamo chiesto solidarietà e l’abbiamo ottenuta dai sindacati nazionali e dobbiamo aprire questa grande vertenza basata sull’articolo 3 della Costituzione per il riequilibrio e l’uguaglianza di tutti davanti al diritto alla salute. Questa è oggi l’intesa che viene firmata con i sindacati pugliesi, ma è una battaglia nazionale che assieme ad altre regioni del Mezzogiorno porteremo avanti fino all’ultimo” ha concluso.
Per l’assessora al Welfare, Rosa Barone, “Siamo contenti di questo nuovo accordo che vede insieme, nel solco della responsabilità e della visione, i sindacati e la parte territoriale della sanità pugliese, con le Asl e i Dg dei Policlinici. Un accordo per poter dare una visione integrata sociale e sanitaria per poter migliorare la vita dei pugliesi con lo stesso obiettivo e la stessa responsabilità”.
Secondo l’assessore alla Sanità, Rocco Palese, “oggi si è sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali, una base di partenza per affrontare una situazione estremamente difficile e complicata del servizio sanitario regionale, dovuto al sottofinanziamento nazionale e dovuto alle tante situazioni emergenziali. Noi riteniamo che la strada sia quella di fare squadra con le parti sociali per poter cercare, in tutte le maniere, di rendere sempre più efficiente ed efficace il nostro servizio sanitario regionale”.
Per il vicepresidente e assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese, ‘siamo riusciti a evitare che i pugliesi pagassero maggiori tasse e che ci fossero tagli e, con oggi, avviamo una fase di monitoraggio stretto e continuo sulla sanità pugliese affinchè sia effettivamente garantito a tutti i cittadini il diritto alla salute: Partiranno a breve i confronti su scala territoriale con riunioni di lavoro operative allargate alle organizzazioni sindacali perchè è giusto che chiunque se ne occupa risponda dei vari passaggi che stanno accompagnando la trasformazione della sanità italiana dopo la tempesta della pandemià.

– foto: ufficio stampa Regione Puglia
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