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Puglia, Giunta approva l’assestamento di bilancio

BARI (ITALPRESS) – Su proposta del vicepresidente della Regione Puglia e assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese, la Giunta regionale ha approvato la manovra di variazione e assestamento sul bilancio 2022, per circa la metà destinata a sanità e spesa sociale.
Nel dispositivo che adesso passa all’esame delle Commissioni del Consiglio regionale, prima della discussione in Aula che dovrà svolgersi entro il prossimo 30 novembre, ci sono, infatti, 15 milioni di euro per ridurre i tempi delle liste di attesa in sanità, oltre 2 milioni e 600 mila euro per tre mensilità degli assegni di cura COVID-19 e per i Progetti di Vita Indipendente dedicati alla disabilità motoria, 3 milioni di euro per l’accesso alla casa come sostegno sui canoni di locazione per i meno abbienti, 500 mila euro per promuovere una prima sperimentazione di interventi a sostegno della realizzazione di lavori di pubblica utilità rivolti a lavoratori in cassa integrazione.
La Giunta ha approvato anche il Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR per il 2023-2025.

– foto: agenziafotogramma.it

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Autonomia, De Luca a Calderoli “Proposta Campania e stop chiacchiere”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Leggo dichiarazioni che mi rivolge il (furbo) ministro Calderoli. Intanto, provo una profonda commozione per il fatto che un ministro per le Riforme si accorga, dopo 4 anni, che fra le regioni che chiedono un confronto con il Governo sull’autonomia c’è anche la Campania. Si sono fatte riunioni con tre regioni, con la Campania mai. Bene così. La richiesta della Campania aveva obiettivi di merito e un obiettivo politico: impedire che il tema dell’autonomia fosse condizionato e ipotecato da una impostazione leghista.
Nel merito, dicevamo nel 2019 esattamente le stesse cose dette oggi nel respingere la sgangherata bozza di disegno di legge presentata dal Ministro, e ora accantonata”. Lo dichiara i una nota il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, rispondendo al ministro. “Noi partiamo sempre da una premessa (nel 2019, come nel 2022): difesa rigorosa dell’unità nazionale, a cominciare dal tema della scuola e da quello della sanità.
Più chiaramente: per la scuola, mantenimento di programmi scolastici di competenza nazionale; contratti nazionali, non regionali, per il personale scolastico; per la formazione professionale decisioni anche regionali, in maniera rispondente ai sistemi produttivi locali. Per la sanità: no a contratti integrativi regionali per il personale; vigilanza e competenza nazionale per le valutazioni scientifiche e le conseguenti norma sanitarie; applicazione rigorosa di criteri equi aggiornati per il riparto del fondo sanitario nazionale, a fronte di una scandalosa inadempienza da anni del Governo nazionale” spiega De Luca.
“Si proponeva che il Governo definisse prioritariamente i ‘Lep’, con il superamento della spesa storica, subordinando ogni intesa a questo obiettivo. Esattamente le cose ripetute oggi.
Si proponeva nel 2019 – e lo ribadisco oggi fortemente – il trasferimento alle regioni di tutta una serie di competenze amministrative per le quali non si giustifica nessun ruolo nazionale: pareri ambientali; ruolo delle Soprintendenze; pareri ministeriali per il dragaggio dei porti; pareri per impianti fotovoltaici…
Riconfermo l’obiettivo di ‘burocrazia zerò come l’obiettivo vero. Il mondo imprenditoriale domanda non percorsi ideologici, fumosi e inconcludenti su riparto dei poteri, ma una sburocratizzazione radicale, che consenta decisioni rapide.
Ringrazio il Ministro per il giudizio positivo sul mio lavoro da sindaco, che può estendere anche, senza sofferenza, al lavoro da Presidente di Regione. Abbiamo risanato il bilancio regionale e quello sanitario, abbiamo dalle agenzie di rating un outlook positivo, migliore di quello nazionale. Abbiamo fatto per la sanità, per la scuola, per l’ambiente, per i trasporti, per la cultura, per le politiche sociali, per la sburocratizzazione, cose che collocano la Campania, pure in un contesto di grande pesantezza sociale, all’avanguardia in Italia” prosegue DE Luca.
“In conclusione. Si dice che si vuole assumere come base di confronto la proposta della Campania. E’ un ottimo proposito. Per questo io lodo il Ministro Calderoli, che considero persona affabile, e per il quale ho istintiva simpatia. Potremo uscire così dalle chiacchiere e arrivare a risultati concreti. Tuttavia, a scanso di equivoci, pubblichiamo sul sito della Regione la proposta del 2019 e altri documenti connessi. Se vogliamo modernizzare l’Italia, e avvicinare le decisioni ai cittadini e alle imprese, senza scardinare la Costituzione e tradire il Sud, noi siamo pronti. Sempre disponibili a dimostrare, con pignoleria tedesca, dove c’è la coerenza e dove c’è la cialtroneria politica e l’inconcludenza eterna. E pure la furbizia” conclude.

– foto: ufficio stampa Regione Campania
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De Luca “Meloni con questo regionalismo rompe l’unità nazionale”

ROMA (ITALPRESS) – “Affrettata, propagandistica. E molto pericolosa”. Ecco com’è, per il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, l’idea di Autonomia differenziata portata avanti dal governo Meloni.
“Riduce a zero il ruolo del Parlamento e del Mef nella valutazione delle intese; non assume come pregiudiziale la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e quindi dei costi standard, prorogando di fatto la spesa storica; spacca l’Italia nei servizi per la salute e per la scuola; e ignora il dovere di definire prioritariamente il fondo di perequazione per il Sud stabilito dall’articolo 119 della Costituzione”, spiega De Luca in un’intervista a la Repubblica.
Autonomia e Presidenzialismo, secondo il presidente della Regione Campania, non possono andare insieme: “Sono temi del tutto distinti, che vengono ridotti a politica politicante e a ricatti, certo, fra ‘alleatì. Si rischia di terremotare l’organizzazione dello Stato e l’equilibrio dei poteri”.
“Mi auguro che chi parla di Nazione e di Patria comprenda il rischio di rottura dell’unità nazionale e di tradimento della gente del Sud – aggiunge -. La più grande emergenza del Paese è il calo demografico drammatico, e la migrazione biblica dal Mezzogiorno al Nord di giovani, per il 40% laureati. La soluzione di questo problema dovrebbe essere il principale dovere patriottico. Altro che questo genere di regionalismo”.
“Di certo – commenta -, tanti fondi europei sono stati sprecati. Ha pesato una enorme debolezza delle macchine amministrative e delle competenze progettuali. Per il resto, il Sud ha ricevuto ben poco. Il meccanismo della spesa storica lo ha messo in ginocchio”. “Sulla Sanità – prosegue -, vi sono state gestioni clientelari e spartitorie, con l’accumulo di debiti e inefficienze. Si sono avuti i commissariamenti, senza peraltro controllo rigoroso da parte dello Stato centrale. Per il resto, la Campania ha ricevuto, nel riparto del Fondo sanitario nazionale, la quota più bassa d’Italia (una perdita, ogni anno, di 250 milioni). E nonostante tutto, abbiamo affrontato in modo eccellente la sfida del Covid”.
“Abbiamo avuto nel passato prove clamorose di cialtroneria istituzionale e clientelismo – ricorda -. Negli ultimi anni, tranne eccezioni, sono emerse classi dirigenti impegnate e competenti, che hanno fatto i conti con le eredità del passato”.
“Il pulcinellismo – sottolinea De Luca – è il principale nemico del Sud. Chi non si misura con la sfida dell’efficienza può essere abbandonato al suo destino”.
“La rincorsa alla Lega – aggiunge – è stata sbagliata e improduttiva. Non si è recuperato un solo voto; si è rinunciato al meridionalismo serio; si son persi anima e carattere nazionale del Pd. Non abbiamo avuto il coraggio di proporre un Piano per il lavoro per i giovani del Sud. Un Piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione per 300 mila giovani, a copertura dei vuoti delle piante organiche. Nè si è decisa una misura straordinaria, semplice e a tempo indeterminato di fiscalizzazione totale di oneri sociali, per chi investe nel Sud”. “Quello che è avvenuto nel Pd in questi due mesi – prosegue -, è sconcertante. Tutti i responsabili della gestione di questo decennio sono gli stessi che in questi giorni si agitano per strategie congressuali. E’ semplicemente vergognoso”. “Ma a parte Letta, nessuno ha avuto la dignità di mettersi da parte – aggiunge -. Il Pd è ridotto al 16%, e tutti i notabili e capicorrente parlano come se nulla fosse, trasmettendo soltanto un’immagine di presunzione insopportabile e di nullità politica. La crisi del Pd è la mancanza di proposte chiare, e la sua trasformazione in un aggregato di correnti e sottocorrenti, con gruppi dirigenti fatti – tranne qualche eccezione – di anime morte, selezionate per meriti correntizi, del tutto privi di radici nei territori”. Anche se sull’Autonomia, “per la prima volta, il Pd ha assunto una posizione nazionale chiara e unitaria. Ma non basterà, se ci si presenta con l’immagine imbarazzante che stiamo offrendo ora. Penso che tutti noi dobbiamo aderire a quella linea”. Poi, conclude, “non mi è chiara la cura Meloni. Se la ricetta è quella di Calderoli, il Sud è morto”.
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In Campania turismo ed export trainano ripresa e occupazione

NAPOLI (ITALPRESS) – “Nonostante tutto, nel primo semestre del 2022 prosegue la ripresa dell’economia in Campania”. Lo ha spiegato Marina Avallone, direttrice della sede di Napoli di Banca d’Italia, presentando l’aggiornamento congiunturale del primo semestre del 2022 dell’economia in Campania. “C’è stato – ha aggiunto – un recupero che ci ha riportati alla situazione pre-pandemica, e si tratta di una crescita generalizzata, del 5,5 per cento, di poco inferiore alla media italiana (5,7), e ha riguardato tutti settori dell’economia, compresi i servizi”. L’espansione è stata sostenuta dal forte aumento del turismo internazionale, le cui presenze sono quasi quadruplicate rispetto allo scorso anno superando, del 24 per cento, anche il livello del I semestre del 201, e dalla crescita sostenuta delle esportazioni regionali. Passate dal 12,8 per cento del 2021, al 27,8 per cento: più che in Italia (22,5), ma meno che nel Mezzogiorno (32,4). L’aumento dell’export è stato sostenuto dai principali settori esportatori campani: agroalimentare, farmaceutica, metallurgico. Con una ripresa del settore aereonautico.
In aumento anche l’occupazione, soprattutto nei settori legati al turismo e all’edilizia, cresciuta del 5,2 per cento, più che nel Mezzogiorno e in Italia, superando i livelli pre-pandemici, con un aumento significativo dei contratti a tempo indeterminato. Prosegue, grazie all’effetto del superbonus, la crescita nel settore dell’edilizia: il valore delle ristrutturazioni ammesse, nel periodo gennaio-settembre, è triplicato. E sono ancora diminuiti invece gli interventi di integrazione salariale: tra gennaio e settembre sono state autorizzate 33 milioni di ore di Cig, circa il 22 per cento di quelle autorizzate nello stesso periodo del 2021. Diminuisce di pochi decimi la quota dei percettori del reddito di cittadinanza come famiglie (ne beneficiano circa 255mila nuclei, poco meno del 12 per cento delle famiglie campane), ma si registra tuttavia un aumento nel totale di coloro che ne beneficiano. Nel settore dell’industria, invece, le imprese che registrano un aumento del fatturato, nei primi 9 mesi dell’anno, ha superato il 60 per cento.
Per i prossimi sei mesi le previsioni di vendita, ancora diffusamente positive, indicano tuttavia un rallentamento, al pari della spesa per gli investimenti. Con l’emergere del conflitto in Ucraina sono risultate più diffuse le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e si è significativamente ampliata l’incidenza della spesa energetica sui costi totali. Positiva la dinamica dei consumi, nonostante il rialzo dei prezzi, grazie all’introduzione dei bonus sociali per luce e gas (in Campania quota di utenza che ne beneficia è superiore di circa 10 punti alla media italiana). Tuttavia, l’espansione rispetto alla fine dell’anno dovrebbe risultare meno intensa rispetto all’anno precedente. Dal Rapporto emerge anche una crescita delle transizioni immobiliari residenziali (+9 per cento), e anche i prezzi di vendita hanno segnato un nuovo aumento: +3,4 per cento.
Cresciuti anche i prestiti alle imprese, ma a ritmi più contenuti che nello scorso anno. A margine della presentazione del Rapporto il responsabile Divisione analisi e ricerca economica territoriale, della sede di Napoli di Bankitalia, Luigi Leva, ha affermato in merito invece all’inflazione, che in Campania l’indice “ci colloca in una posizione al di sotto della media italiana, ma sempre su livelli superiori al 10 per cento, quindi comunque importante e preoccupante per le prospettive di sviluppo”, ha concluso.

foto: xh6

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Mobilità sostenibile, accordo di ricerca Politecnico Bari-Autostrade

BARI (ITALPRESS) – Il Politecnico di Bari e il Gruppo Autostrade per l’Italia hanno sottoscritto, presso la sede dell’Ateneo, un accordo quadro che dà il via a una partnership di ricerca sul tema di mobilità e infrastrutture, con un’attenzione specifica sulla sostenibilità e sullo sviluppo tecnologico di soluzioni sempre più smart.
L’accordo, di durata quinquennale, ha come obiettivo quello di sviluppare forme di collaborazione per lo svolgimento di attività di ricerca e di attività didattiche su vari temi, tra i quali:
Green building materials, ambito rispetto al quale il Politecnico di Bari può vantare un forte know-how, e su cui è stato già avviato un tavolo di lavoro per studiare ed applicare nuove metodologie per ridurre il carbon footprint del calcestruzzo utilizzato nei cantieri autostradali.
Gestione e manutenzione dell’infrastruttura, attraverso un approccio orientato alla digital transformation, tema centrale nella strategia di Autostrade per l’Italia.
Smart cities e smart mobility per la progettazione di servizi e tecnologie a corredo della rete autostradale e finalizzati alla valutazione di soluzioni per lo sviluppo di una mobilità sempre più efficiente e intelligente. Ideazione e gestione di servizi di info mobilità, consistente nella progettazione di soluzioni utili all’incremento della sicurezza Stradale.
“L’accordo – afferma Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia – è abbastanza ampio. Prevede lo studio e la valutazione delle iniziative legate all’intero mondo dei materiali green, e quindi sostenibili, in sinergia con il Politecnico di Bari. CIò che riteniamo più importante è però sviluppare questo processo anche nel settore della mobilità: in questo senso, smart cities e smart mobility saranno il futuro del sistema Paese. Oggi il sistema autostradale continua a esserne l’arteria e continuerà a farlo. Da questo punto di vista dobbiamo essere bravi e veloci a realizzare ciò che abbiamo in mente”.
“Già oggi – prosegue – abbiamo sistemi estremamente evoluti in termini di controllo della velocità, ma anche di pianificazione del traffico. Siamo in grado, per esempio, di prevedere il volume di traffico e gli accodamenti che ci saranno da qui a quindici giorni in una data ora. Nella rivoluzione della mobilità, questo ingaggia il viaggiatore a essere informato su quello che capiterà nel sistema autostradale. Dobbiamo trasferire tutto questo nel sistema cittadino, in modo tale che la mobilità sia integrata”.
“Quello con Autostrade per l’Italia – sottolinea il Rettore del Politecnico di Bari Francesco Cupertino – è un accordo importante. Ci permette di interagire con un player fondamentale nella mobilità del nostro Paese. Abbiamo già individuato una serie di temi sui quali ci concentreremo, come per esempio i calcestruzzi prodotti con basso consumo di CO2. Associamo spesso inquinamento e mobilità, semplicemente perchè le auto bruciano combustibile. In realtà il sistema della mobilità è da vedere nel suo complesso: dalla produzione al consumo dei beni. Tutta la mobilità ha un impatto di CO2, anche l’infrastruttura. Questi temi saranno attraversati in modo importante dalla digitalizzazione: andiamo verso un mondo che integrerà sensori, capacità di monitorare che devono essere sfruttate per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti mantenendo un sistema compatibile con lo sviluppo del territorio”.
“Sono questi – conclude – gli obiettivi per i quali guardano nella stessa direzione un soggetto come Autostrade per l’Italia e uno come il Politecnico di Bari. Siamo già insieme in diversi progetti, come per esempio nel centro nazionale di mobilità sostenibile, per esempio. Grazia a questa interazione, nei prossimi anni anche in Puglia ci saranno opportunità per i giovani talenti che si vorranno cimentare con queste nuove tecnologie. Non c’è solo questo, però: queste infrastrutture e queste possibilità devono essere rese fruibili per tutti quanti. Quindi sorgono anche problemi di ordine sociale, giuridico ed economico. Tutti gli atenei, sia quelli specializzati come noi, sia quelli generalisti, potranno avere un ruolo determinante nel prosieguo di questa collaborazione”.

– xa2/Italpress

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“Italia a 1 giga”, a Giovinazzo il primo cantiere pugliese Open Fiber

BARI (ITALPRESS) – La fibra ottica di Open Fiber raggiunge anche Giovinazzo, città della provincia di Bari coinvolta nel progetto di digitalizzazione “Italia a 1 Giga”. L’iniziativa rientra nella strategia italiana per la banda ultralarga – finanziata con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – e riguarda zone non coperte da almeno una rete in grado di fornire velocità di connessione in download pari o superiori a 300 Mbit/s, che in gran parte coincidono con le cosiddette aree grigie.
Giovinazzo si dota quindi di una infrastruttura FTTH (Fiber To The Home, fibra fino a casa), l’unica soluzione tecnologica in grado di garantire velocità di connessione fino a 10 Gigabit per secondo e latenza inferiore ai 5 millisecondi. Prestazioni che agevolano la fruizione di numerosi servizi: dalla telemedicina allo smart working, fino alla didattica a distanza. La rete ultrabroadband consente inoltre di connettere i servizi pubblici comunali, abilitando la cosiddetta Smart City che rende i centri urbani moderni, tecnologicamente all’avanguardia e a prova di futuro.
“L’Amministrazione comunale crede fortemente nella digitalizzazione e nell’innovazione dei servizi e delle infrastrutture, che consentono di superare il digital divide e rilanciare settori strategici dell’economia locale come il turismo. Per questo accogliamo positivamente l’investimento di Open Fiber nel nostro territorio, perchè scommette sul benessere dei cittadini e delle aziende produttive, dotandoli di una connettività ultraveloce che consente di affrontare le sfide della modernità” afferma Michele Sollecito, sindaco di Giovinazzo.
“La fibra ottica è di fondamentale importanza perchè è altamente performante, garantisce prestazioni ottimali in qualunque condizione ed è ecosostenibile, perchè riduce notevolmente l’emissione di energia – dice Gianfranco Guerrera, regional manager di Open Fiber in Puglia -. La rete in FTTH, infatti, è progettata in chiave future-proof per non diventare obsoleta man mano che il progresso tecnologico avanza e i cavi, inoltre, sono strutturati in modo da non risentire di usura, condizioni atmosferiche avverse e lunghe distanze che ne compromettono la funzionalità”.
Open Fiber si è aggiudicata complessivamente 8 lotti in gara, per un totale di 3.881 comuni in 9 regioni: Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto. Il piano prevede la realizzazione di reti ad alta velocità con una copertura di circa 3,3 milioni di civici.
Con oltre 14,5 milioni di unità immobiliari già connesse in Italia alla sua nuova rete a banda ultralarga, l’azienda guidata dall’Amministratore delegato Mario Rossetti punta a coprire circa 25 milioni di unità immobiliari, pari al 94% dei comuni italiani. Il piano complessivo, tra investimento privato e pubblico, vale oltre 15 miliardi di euro. Ad oggi, la connettività ultraveloce sulla rete realizzata da Open Fiber è disponibile in 225 città e oltre 4200 piccoli comuni.

– foto: ufficio stampa Open Fiber

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Basilicata, Latronico “Strategia energetica per le famiglie lucane”

POTENZA (ITALPRESS) – “I dati ISTAT di oggi confermano che la nostra strategia energetica incide e inciderà sulle tasche dei lucani. In un momento di crisi straordinaria, avere l’inflazione più bassa d’Italia, dietro solo la Valle d’Aosta, è un elemento importante a tutela di famiglie e meno abbienti. Le nostre due misure sono di impatto immediato e mirano a limitare l’aumento dei costi energetici a carico delle famiglie lucane. Nell’ultimo consiglio regionale, abbiamo – in un clima di collaborazione bipartisan e fattiva – anche costruito una prima misura a sostegno delle imprese. Con il bando per i non metanizzati, cui sarà possibile accedere dal 5 dicembre, la Regione ha previsto un investimento di 88 milioni di euro, che saranno erogati a fondo perduto, per l’acquisto e l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica e/o termica alimentati da fonti rinnovabili e/o sistemi di accumulo di energia elettrica”.
Lo afferma in una nota l’assessore all’ambiente ed energia della regione Basilicata, Cosimo Latronico.
“Si tratta di una misura che punta all’autosufficienza energetica delle famiglie lucane per i prossimi decenni, una misura sostenibile e strutturale. Una scelta politica senza precedenti anche perchè, partendo dalla necessità di garantire con il bonus gas un ristoro immediato per contrastare concretamente l’aumento esponenziale dei costi energetici, puntiamo contestualmente a finanziare a fondo perduto gli impianti di energie rinnovabili. Prefigurando così una vera e propria ‘rivoluzione energeticà, che ci permette di concretizzare la nostra strategia per la transizione energetica con un primo, consistente investimento pubblico, destinato a produrre risultati importanti in termini di risparmio per le famiglie e di tutela dell’ambiente” conclude.

– foto: ufficio stampa Regione Basilicata

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Giochi del Mediterraneo, Emiliano “La sfida di Taranto2026 è pronta”

TARANTO (ITALPRESS) – “Complimenti al lavoro che sta facendo Taranto, anche per i partenariati che sta mettendo in campo per I Giochi del Mediterraneo. In questi giorni ho vissuto la città: è tangibile la forte atmosfera di riscatto, e la leva è lo sport. Il mondo sportivo che rappresento vuol lasciare il segno: la città è pronta a riprendersi con gli interessi tutto ciò che ha patito”. Così il presidente del Coni Giovanni Malagò, intervenuto stamattina alla conferenza “II Project financing nello sport”, curata dal Comitato organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo – Taranto 2026 e svoltasi nella sala del Circolo Ufficiali della Marina Militare del capoluogo ionico. “Certo, c’è da lavorare – ha proseguito – a cominciare dalle infrastrutture, sfera che esula dal mondo sportivo, Ma i Giochi di Taranto lasceranno una grande eredità. E, a riprova dell’attenzione, già la settimana prossima il ministro Abodi mi ha annunciato di voler istituire una cabina di regia con tutti gli interlocutori istituzionali”.
Sulla scia il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “La sfida di Taranto 2026 è pronta, tutto è ai nastri di partenza. La Regione Puglia, il Comune di Taranto, la Provincia e le altre città coinvolte stanno facendo un lavoro straordinario. Ma siamo ancora nella fase delle nozze con i fichi secchi. Perchè i primi stanziamenti sono arrivati, ma serve un quadro economico complessivo che ci consenta di reggere, per conto dell’Italia, un evento sportivo importantissimo, ma che ha altre conseguenze positive sulla città di Taranto e sull’Italia. Abbiamo intenzione di arrivare alla data dei Giochi costruendo con tutti i paesi partecipanti intese che possano consentire all’economia, alla cultura, alla medicina, alla tecnologia di crescere assieme allo sport. Questa idea deve essere sostenuta anche dal Governo, come peraltro si è impegnato a fare e come sta facendo per le Olimpiadi invernali di Cortina”.
“Noi – ha proseguito – non avevamo mai detto che avremmo fatto da soli, ma avevamo chiesto l’aiuto del Governo, a differenza delle Olimpiadi di Cortina dove Lombardia e Veneto pensavano di fare da soli, ma adesso chiedono soldi nonostante la ricchezza immensa di quelle regioni. Noi costiamo molto meno, certo non sono Olimpiadi, ma sono Giochi che consentono a questa città meravigliosa, e ad altre città pugliesi, di proiettarsi come città del Mediterraneo a tutto tondo, non solo in relazione allo sport ma in relazione a qualunque altro interesse che la città di Taranto ha nel bacino del Mediterraneo”.
Focus dell’incontro, moderato dal direttore del Comitato Taranto 2026 Elio Sannicandro, i progetti di riqualificazione dello stadio Iacovone di Taranto e del nuovo Palazzetto di Brindisi: in vista del XX Giochi del Mediterraneo – Taranto 2026, rappresentano modelli applicativi d’eccellenza della formula del partenariato pubblico-privato per l’impiantistica sportiva.
“Taranto – ha sottolineato il sindaco di Taranto e presidente del Comitato organizzatore Taranto 2026, Rinaldo Melucci – è protagonista di una fase di grande cambiamento e transizione. I Giochi contribuiscono a raccontare una Taranto diversa, il riposizionamento di una comunità, una città che si apre all’Europa. Un grande evento come questo dimostra che la leva pubblica può essere un grande attrattore, ma l’ultimo miglio spetta ai privati, alle imprese. E in questa linea si pone il progetto del nuovo stadio, che segnerà una svolta per la riqualificazione urbana di un quartiere come Salinella, già oggetto di grande attenzione da parte dell’agenzia regionale Asset”.
Tra i vari interventi, anche quelli del presidente del Comitato internazionale dei Giochi (Cijm) Davide Tizzano, che ha sottolineato come la macchina organizzativa si sia messe attivamente in moto, per un evento che farà da volano per lo sviluppo e l’immagine del territorio, e dell’onorevole Ubaldo Pagano, che si è appellato all’unione di tutte le forze politiche per recuperare quei 100 milioni ancora mancanti secondo il business plan, anche alla luce dei noti rincari delle materia legati al quadro internazionale.

– foto: ufficio stampa Regione Puglia
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