NAPOLI (ITALPRESS) – Ha un nome, Eleonora Sirabella, la prima vittima accertata nella frana di Ischia. Trentuno anni, commessa in un negozio sull’isola, viveva con il compagno che ancora risulta disperso, in una delle zone, quella del Rarone, più colpite dalla frana. Il suo corpo è stato ritrovato nei pressi di via Celaro, sotto un metro e mezzo di fango. I soccorritori sono stati a lavoro tutta notte per cercare di ritrovare gli 11 dispersi. Le forze dell’ordine hanno invece proseguito le operazioni di sgombero dalle abitazioni dei circa 200 sfollati. Alle 11 a Palazzo Chigi si terrà il Consiglio dei ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza. Continua, intanto, il maltempo: oggi ancora allerta arancione in Campania. “Ci sarà tempo per capire come e perchè si è verificata questa terribile tragedia. Ci sono persone travolte dal fango che non rispondono alle chiamate. A me preme sottolineare che tutto il personale dei Vigili del fuoco presente ad Ischia è intervenuto immediatamente e l’invio di ulteriori uomini e mezzi è stato tempestivo, nonostante le gravi difficoltà dovute al maltempo che ha reso tutto estremamente più complicato”, ha dichiarato in un’intervista a La Stampa, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Alle 8.30 è stato convocato in Prefettura a Napoli un nuovo Tavolo tecnico di coordinamento dei soccorsi.
“Le ricerche non si fermano. Ci sono anche dei minori e quindi questo ci spinge ad andare avanti. Gli sfollati sono ospitati negli alberghi, una sessantina di persone hanno preferito organizzarsi personalmente. Oggi la priorità resta trovare i dispersi”. Cos’ il sindaco di Lacco Ameno (Na), Giacomo Pascale, a Rainews24, dopo la notte trascorsa dai soccorritori impegnati nelle ricerche dei dispersi a causa della framna che ieri ha colpito Ischia. “Oggi finalmente non piove, l’allerta resta fino alle 18, c’è tanta partecipazione e a chi si sta occupando attivamente va il nostro ringraziamento”, ha aggiunto il primo cittadino che, in vista del Consiglio dei ministri in programma alle 11, chiede “al governo di non essere dimenticati e non vivere l’esperienza vissuta con il terremoto. La macchina organizzativa con il commissario Legnini deve andare avanti”.
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-foto agenziafotogramma.it-
Frana a Ischia, i soccorritori alla ricerca dei dispersi
Scoperti nel Napoletano 4 bunker per nascondere latitanti e droga
NAPOLI (ITALPRESS) – Bunker in costruzione come quelli dell’entroterra calabrese. Rifugi studiati per viverci settimane e sfuggire alle manette, per rimanere in città e continuare a controllare gli affari illeciti. Per nascondere armi, droga. Come dei depositi merce. Invisibili. I carabinieri, insieme ai colleghi dello squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, hanno perquisito decine di caseggiati popolari nel rione Parco Verde e nel cosiddetto Bronx di Caivano, in provincia di Napoli. Quattro i bunker scoperti. L’accesso era camuffato nelle cantine, nei seminterrati e nelle aree comuni condominiali. Uno di questi ancora in costruzione, come in un cantiere. L’ingresso da una botola blindata, nascosta in una parete di mattoni. Altrettanto ingegnoso il trucco utilizzato per nascondere droga e proiettili.
Lungo un muretto di cinta di uno dei palazzoni era stato scavato un piccolo vano, esattamente della stessa dimensione del mattone che lo componeva. A coprirlo uno sportello sul quale era stato agganciato uno strato di tufo, muschio compreso, che si mimetizzava perfettamente con il resto della parete. Nella cavità quasi un chilo di cocaina diviso in 5 panetti e 20 panetti di hashish per oltre 4 chili di sostanza. E ancora 50 proiettili calibro 7,65 e 57 calibro 9×21 millimetri.
Durante il blitz è stato scoperto anche una sorta di laboratorio per il confezionamento della droga. E’ stato sequestrato. Continuano le indagini per identificare chi avesse commissionato quei nascondigli.
foto ufficio stampa Carabinieri
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Uilca “Gap occupazionale femminile cresce, Sud resta sotto la media”
ROMA (ITALPRESS) – L’indipendenza economica riveste un ruolo importante per debellare la violenza contro le donne. Avere un lavoro e un salario facilita la possibilità di costruire il proprio futuro e investire in sè stessi senza essere obbligati a dipendere da altri.
Per il 2021 il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Italia, secondo le rilevazioni Eurostat, è del 53,2%, contro una media europea del 67,7%. Il gap nell’ultimo decennio è cresciuto, nonostante interventi volti a favorire l’opportunità di impiego per le donne. La percentuale di partecipazione degli uomini nel mercato del lavoro rimane, sia a livello europeo che nazionale, molto più elevata rispetto a quella delle donne, anche se il gap fra Italia e Europa per gli uomini è del 6,1%, molto inferiore rispetto a quello delle donne.
Questi i risultati di un’analisi condotta dal Centro Studi Uilca Orietta Guerra in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
“Impegnarsi per permettere a tutti, soprattutto alle donne, di non essere discriminati nelle assunzioni e ostacolati nei posti di lavoro, creando ambienti lavorativi inclusivi che favoriscano lo sviluppo delle persone e la cooperazione sociale, deve essere una priorità del Sindacato”, così Fulvio Furlan, segretario generale Uilca, per il quale “creare posti di lavoro è il modo migliore per dare dignità alle persone e ricchezza al Paese”.
I riflessi della ridotta presenza femminile nel mondo del lavoro, e la loro conseguente minore capacità redittuale, si notano anche nel settore finanziario: le donne che riescono a ottenere un finanziamento sono il 22,7%, contro il 37,4% degli uomini. Tale percentuale risulta ancora più bassa per le donne nell’Italia meridionale.
Esiste una relazione tra partecipazione al mondo del lavoro e accesso al credito: analizzando i tassi di occupazione femminile per regione si osserva che quelle del sud Italia sono sotto la media nazionale. A confermare questa tendenza sono i dati degli affidamenti finanziari, in cui si registrando i dati più bassi di concessione per le donne nelle regioni del meridione: Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia.
Per il Centro Studi Uilca Orietta Guerra ridurre queste disuguaglianze è fondamentale, considerato il ruolo centrale del sistema bancario per allocare la liquidità delle famiglie italiane – il cui ammontare è differente in ogni regione – in investimenti produttivi per il Paese, creando occupazione. Un Paese che presenta squilibri regionali elevati nella ricchezza familiare procapite, come il Sud Italia che ricopre le ultime posizioni.
Ciò sintetizza come lo sviluppo dell’Italia passi attraverso più investimenti e più occupazione, favorendo l’imprenditoria, anche femminile, in quelle aree.
Sebbene, nell’ultimo decennio la ricchezza delle famiglie è aumentata del 4,8%, nel Sud Italia vi è stata una contrazione oppure una bassa crescita. Per il Centro Studi Uilca Orietta Guerra molto dipende dai bassi tassi di occupazione femminile: le statistiche dimostrano che il Prodotto Interno Lordo, e dunque la ricchezza da redistribuire, nel mondo crescerà solo se le donne avranno un lavoro e potranno far pesare la propria voce nelle scelte.
– foto: agenziafotogramma.it
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De Luca “In atto manovra per togliere risorse al Mezzogiorno”
NAPOLI (ITALPRESS) – “E’ in atto una manovra per togliere risorse al Sud, questo è gravissimo”. Lo dice il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, parlando con i giornalisti alla Stazione Centrale di Napoli a margine della presentazione dei due nuovi treni Stadler che entrano in servizio sulla linea Eav Napoli-Piedimonte Matese. “Sapete – spiega il governatore – che la Campania ha avviato una battaglia contro il precedente Governo che non aveva fatto il riparto dei fondi Fsc, destinati per l’80% al Sud. Anche questo Governo ha bloccato 20 miliardi di euro, alla Campania dovrebbero arrivare 5,5 miliardi per i Fondi Sviluppo e Coesione che destineremmo in larga misura alla viabilità e a opere stradali non finanziate dal Pnrr. In questo momento – conclude De Luca – abbiamo una riduzione di stanziamenti per la sanità, i comuni e la pubblica amministrazione e in più un tentativo in atto di non dare le risorse Sviluppo e Coesione e per incamerare le risorse non spese del precedente programma europeo 14-20”.
– foto: xc9/Italpress
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Latronico “In Basilicata tante bollette del gas sono pari a zero”
POTENZA (ITALPRESS) – “Le azioni congiunte del governo nazionale guidato da Giorgia Meloni e di quello regionale guidato da Vito Bardi hanno portato a un risultato senza precedenti: molte bollette del gas in Basilicata – che stanno arrivando alle famiglie in questi giorni – sono pari a zero. Infatti, il ‘governo regionale ha da mesi approvato la norma per dare il ‘gas gratis a tutti i lucani” (adesso possiamo dirlo senza timore di smentita), intervenendo sulla spesa per il gas naturale e l’Iva, mentre il governo nazionale ha prorogato le misure previste dal precedente decreto aiuti, sterilizzando le altre voci presenti in bolletta, almeno fino a marzo. Le bollette mensili che stanno arrivando e soprattutto il grosso delle bollette (bimestrali) che arriverà a dicembre confermano tutto il lavoro fatto negli ultimi mesi e assicurano ai lucani un risultato atteso invano da decenni. Questo è il buongoverno del centrodestra, a livello regionale e nazionale, e adesso il nostro obiettivo è adottare misure analoghe nei prossimi anni anche per quanto riguarda acqua ed energia elettrica, possibilmente estendendo gli effetti positivi al tessuto produttivo, come indicato anche dal consiglio regionale. Possiamo dire che alle chiacchiere hanno risposto i fatti, anzi le bollette”.
Lo afferma in una nota l’assessore all’ambiente ed energia della Regione Basilicata, Cosimo Latronico.
– foto: ufficio stampa Regione Basilicata
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Sud, 8 progetti contro la violenza sulle donne
ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare i servizi e ampliare gli orari di apertura dei Centri Antiviolenza, aprirne di nuovi, anche “digitali” o in zone dove fino ad oggi non erano presenti iniziative a sostegno di chi ha subito violenza. Sono queste le principali iniziative che saranno realizzate grazie ai nuovi 8 progetti selezionati dalla Fondazione CON IL SUD attraverso il “Bando per il contrasto della violenza di genere” e che saranno sostenuti con 2 milioni di euro.
Attraverso gli interventi inoltre saranno avviate o potenziate azioni che promuovono, oltre all’ascolto, all’accoglienza e all’accompagnamento ai servizi territoriali, anche percorsi di supporto legale, consulenza psicologica, sostegno all’autonomia (economica e abitativa), formazione, orientamento e inserimento lavorativo. Verranno sperimentate anche metodologie innovative, dedicate sia alle donne che ai minori che hanno assistito ai maltrattamenti, con l’obiettivo di metterne in luce la relazione; verranno promossi percorsi di decostruzione degli stereotipi di genere e di educazione alle differenze nelle scuole.
“In Italia oltre il 30% delle donne ha subito una forma di violenza fisica o sessuale. Questo dato non può lasciarci indifferenti, soprattutto se pensiamo che purtroppo negli anni scorsi, con le restrizioni imposte dalla pandemia, la situazione è anche peggiorata – ha commentato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD -. Riteniamo di fondamentale importanza intervenire, nel nostro piccolo, per sostenere il lavoro dei Centri Antiviolenza e delle reti territoriali che, al Sud, fanno un grande lavoro per aiutare chi ha subito violenza, accompagnando queste persone passo dopo passo in un percorso di rinascita per sè e, molto spesso, anche per i propri figli. A fianco a questo, non possiamo dimenticare l’importanza del lavoro teso ad abbattere stereotipi o modelli educativi che spesso costituiscono il retroterra culturale che alimenta episodi di violenza di genere”.
3 progetti saranno avviati in Campania (province di Caserta e Napoli); 2 in Puglia (province di Bari e Foggia) e Sicilia (province di Catania e Palermo) e 1 in Sardegna (province di Sassari e Nuoro).
I progetti permetteranno di raggiungere oltre 2.000 donne che hanno subito violenza e di sostenerne più di 1.600 in percorsi individuali di sviluppo e potenziamento dell’autonomia e dell’autodeterminazione personale. Circa 1.000 donne potranno acquisire maggiore consapevolezza e un livello di autonomia abitativa e lavorativa tale da facilitare l’allontanamento dall’ambiente familiare violento.
Per oltre 400 donne sono previsti corsi specifici di formazione professionalizzante e accompagnamento al lavoro. Saranno attivati 56 tirocini formativi che favoriranno la stabilità lavorativa per 150 donne.
– foto ufficio stampa Fondazione CON IL SUD –
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Nel 2021 in Puglia aumentano gli incidenti stradali e le vittime
BARI (ITALPRESS) – Nel 2021 si sono verificati in Puglia 9.086 incidenti stradali che hanno causato la morte di 203 persone e il ferimento di altre 14.021. L’anno 2021 è caratterizzato dalla ripresa graduale delle attività e del traffico ma risente ancora di periodi di lockdown leggeri attuati durante l’anno e diversificati sul territorio. E’ quanto emerge dal Focus dell’Istat. Rispetto al 2020, aumentano gli incidenti (+25,1%), le vittime della strada (+26,9%) e i feriti (+22,9%) in linea a quanto registrato a livello nazionale (+28,4% per gli incidenti, +20,0% per le vittime e +28,6% per i feriti).
Nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte in Puglia del 36,8%, meno della media nazionale (-42,0%); fra il 2010 e il 2021 si registrano variazioni, rispettivamente di -30,5% e -30,1%. Nello stesso periodo l’indice di mortalità sul territorio regionale si riduce leggermente (da 2,3 a 2,2 deceduti ogni 100 incidenti), mentre quello nazionale non subisce variazioni (1,9 decessi ogni 100 incidenti).
Nel 2021 aumenta in Puglia l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), periti in incidente stradale, attestandosi su un valore superiore alla media Italia (47,3% contro 43,9%).
Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è inferiore nel 2021 a quello nazionale (39,9% contro 50,9%). Sempre tra 2010 e 2021 l’incidenza di pedoni deceduti è diminuita in Puglia da 8,9% a 8,4% mentre nel resto del Paese è aumentata da 15,1% a 16,4%. Nel 2021 il costo dell’incidentalità stradale con lesioni alle persone è stimato in 16 miliardi e 400 milioni di euro per l’intero territorio nazionale (277 euro pro capite) e in oltre 1,1 miliardi di euro (284 euro pro capite) per la Puglia; la regione incide per il 6,8% sul totale nazionale.
– foto: agenziafotogramma.it
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Beni per 40 milioni confiscati a 3 imprenditori reggini
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Guardia di Finanza e Carabinieri di Reggio Calabria, insieme al personale dello Scico, con il coordinamento della locale Procura – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno confiscato beni per un valore complessivo di oltre 40 milioni di euro riconducibili a tre imprenditori reggini, operanti nei settori edile, immobiliare, alberghiero, dei servizi e ludico.
Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, fa seguito ad analogo provvedimento eseguito, nello scorso mese di agosto, nei confronti di un altro imprenditore edile reggino, che ha consentito la definitiva ablazione da parte dello Stato di un patrimonio complessivamente stimato in oltre 160 milioni di euro.
Secondo quanto emerso dalle indagini, due dei tre indagati, dalla fine degli anni ’80 al 2017, avrebbero avviato e consolidato la propria posizione imprenditoriale facendo leva sul sostegno di storiche locali di ‘Ndrangheta, in particolare quella dei Tegano di Archi. Tali evidenze erano emerse nell’ambito dell’operazione “Monopoli”, eseguita dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, che ha fatto luce su un sistema di cointeressenze criminali coltivate da imprenditori reggini che, sfruttando l’appoggio di cosche cittadine, sarebbero riusciti ad accumulare, in modo del tutto illecito, enormi profitti prontamente riciclati in fiorenti e diversificate attività commerciali.
Le indagini sono culminate, nel 2018, con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti, tra gli altri, dei tre imprenditori, dei quali due sono stati condannati in primo grado per i reati di associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori, mentre il terzo è stato condannato in primo grado per il reato di trasferimento fraudolento di valori.
Le indagini hanno consentito agli investigatori di ricostruire le acquisizioni patrimoniali effettuate dall’anno 1985 all’anno 2017 e di rilevare, attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, anche documentale, il patrimonio direttamente ed indirettamente nella disponibilità degli imprenditori, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.
Nel mese di giugno 2019 la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto, di conseguenza, il sequestro del patrimonio riconducibile agli imprenditori e, successivamente, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, con il provvedimento in esecuzione ha decretato l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di 10 imprese attive nei settori edile, immobiliare, del commercio al dettaglio di generi di monopolio e ludico, comprensivo, altresì, di 49 immobili, quote di partecipazione al capitale di ulteriori 10 società, 38 tra terreni e fabbricati, beni mobili, nonchè disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato in oltre 40 milioni di euro.
Con lo stesso provvedimento, il Tribunale ha sottoposto due dei tre imprenditori alla misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di 3 anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale.
(ITALPRESS).












