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Vaccino pediatrico in Campania, De Luca “Avvio in clima sereno”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Abbiamo avuto una partecipazione davvero straordinaria, in un clima di assoluta serenità”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine della visita stamane all’istituto comprensivo ‘Vittorino Da Feltrè nel quartiere San Giovanni a Teduccio a Napoli, in occasione dell’avvio della campagna vaccinale in età pediatrica. “Stiamo cercando di far comprendere alle mamme, ai papà, che hanno obiettivamente delle preoccupazioni che il vaccino Covid – aggiunge il governatore – dev’essere omologato al vaccino che già facciamo contro la polio, da difterite, il tetano. E’ necessario – prosegue – un clima di serenità per superare questi mesi di imbecillità, di confusione, di irresponsabilità che abbiamo alle spalle, anche per colpa di un sistema di comunicazione e di informazione che ha prodotto più confusione che certezze”.
I dati sulle prenotazioni dei bambini sono ancora bassi rispetto alla Lombardia e alle regioni del Nord fa notare un cronista. “Sono sicuramente pochi rispetto alle prenotazioni che abbiamo in altre regioni del Nord”, dice il governatore, “credo che pesi anche un rapporto nelle famiglie molto più intenso che abbiamo qui al Sud con i bambini, più protettivo non voglio dire di ‘mammismò. Ma è chiaro che c’è un rapporto anche diverso nelle famiglie, ma un poco alla volta credo che le cose prenderanno il verso giusto”. “Per il personale scolastico siamo invece all’avanguardia: abbiamo immunizzato il cento per cento del personale. E questo ci da tranquillità per il futuro”, conclude.
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La linea Av/Ac Napoli-Bari tra sostenibilità e “Scuola dei Mestieri”

ROMA (ITALPRESS) – Nei giorni che precedono il Natale muoversi all’interno di uno dei centri commerciali più affollati del Sud Italia non è impresa facile. Lo è ancor meno se si guida un autoarticolato che deve entrare in un cantiere costruito a pochi metri dai negozi. La prima impresa nella realizzazione della tratta Napoli-Cancello della nuova linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari è proprio questa: far funzionare un cantiere immerso in un grande shopping center nel bel mezzo delle feste natalizie senza che nessuno se ne accorga.
L’ultimo esempio è di pochi giorni fa quando la viabilità della statale che conduce al centro commerciale “Le Porte di Napoli” è stata chiusa di notte, dalle 22.00 alle 5.30 del mattino, tempo sufficiente per montare uno dei ponti metallici lungo i quali correrà l’alta velocità diretta a Bari.
Un’impresa notturna, con un massiccio dispiego di uomini e mezzi, che non ha interrotto lo shopping natalizio nè tantomeno la viabilità giornaliera intorno ai comuni vicini al cantiere.
“Il cantiere del centro commerciale – spiegano in Webuild, il colosso delle costruzioni che sta realizzando la Napoli-Bari – prevede una organizzazione maniacale, anche solo per pianificare come i mezzi devono entrare e uscire dal cantiere senza incidere sulla mobilità locale. Per fare un esempio, all’interno del cantiere, a due passi dai negozi, abbiamo realizzato 36 pali profondi 40 metri, che rappresentano la fondazione delle pile lungo le quali sarà costruita la linea dell’alta velocità”.
Oggi sono 370 le persone impegnate sulla tratta Napoli-Cancello. Solo all’interno del cantiere del centro commerciale sono all’opera giorno e notte 60 persone, impegnate a far funzionare una macchina dall’elevata complessità.
“Quotidianamente all’interno di questo cantiere vengono movimentati mezzi che trasportano 200 metri cubi di calcestruzzi in entrata, 20 botti, 200 metri cubi di materiale di scavo che invece viene portato fuori, con una media di 100 mezzi che entrano ed escono”.
Quello del centro commerciale Le Porte di Napoli è uno dei primi casi di alta velocità ferroviaria che si ferma all’interno di uno shopping center, un’occasione per sostenere il commercio, il lavoro, lo sviluppo della comunità locale. Tutto questo nell’ambito della costruzione di una tratta fondamentale (Napoli-Cancello, appunto) dell’alta velocità ferroviaria italiana.
La storia della Napoli-Bari, la linea che permetterà di dimezzare i tempi di percorrenza tra le due città del Sud portandola a sole due ore, è infatti una storia fatta di tante eccellenze. La costruzione della stazione presso il centro commerciale è una di queste. I 15,5 chilometri di linea attraverseranno infatti i territori di Casoria, Casalnuovo, Afragola, Caivano e Acerra, una delle aree più densamente popolate d’Europa, permettendo alla nuova linea di raggiungere anche la stazione di Napoli-Afragola e in questo modo incrementando il trasporto ferroviario nel nodo di Napoli.
Le grandi Tbm, le frese meccaniche che scaveranno le gallerie per realizzare i tunnel della nuova linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari, sono in viaggio. I giganti con un diametro di 13 metri e una lunghezza di 100 metri arriveranno intorno al 10 gennaio ai porti di Bari e di Barletta e dovranno essere trasportate fino a Grottaminarda, nei cantieri dove si costruisce l’opera. Il loro sbarco in Italia non è solo il lancio di un maxi piano logistico (ci vorranno almeno 130 viaggi di autoarticolati in grado di sopportare pesi fino a 170 tonnellate), ma un’occasione per dar vita a una delle più grandi operazioni di reclutamento e formazione del personale nella recente storia delle costruzioni italiane.
Sui cantieri della Napoli-Bari saranno infatti in funzione 8 Tbm, macchine così complesse da aver bisogno di 100 lavoratori ciascuna, più un indotto di altri 100. Da qui la decisione del Gruppo Webuild, che sta realizzando il lotto Apice-Hirpinia dell’opera, di lanciare proprio su quest’opera la ‘Scuola dei Mestierì, un progetto nazionale che sul cantiere campano vedrà forse l’esperimento più consistente.
L’idea è quella di assumere circa 800 persone, tutte provenienti dai territori vicini ai cantieri, che dovranno essere preparate e formate dai tecnici e dagli ingegneri di Webuild, alcuni tra i più esperti al mondo nello scavo meccanizzato.
“L’obiettivo – spiega l’ingegnere Vincenzo Moriello, project manager della tratta Apice-Hirpinia, con un’esperienza internazionale maturata dalle metropolitane di Roma e Milano fino a quelle di Riyadh e Doha – è di avere per ogni Tbm il 30% del personale già altamente preparato e il 70% da formare. Entro i primi mesi del 2022 siamo pronti ad assumere circa 100 persone dai territori limitrofi”.
La sfida è delle più ambiziose: riuscire a trasformare agricoltori, manovali, pizzaioli, e chiunque voglia entrare nel mondo delle grandi infrastrutture in operai esperti di scavo meccanizzato. E’ questo l’obiettivo della “Scuola dei mestieri” Webuild, rivolta ai giovani e a persone senza lavoro. Dall’elettricista al meccanico fino all’operatore Tbm, i nuovi assunti saranno formati dai tecnici Webuild, dando così una spinta considerevole all’occupazione dei territori coinvolti dai progetti.
Già oggi nella tratta Apice-Hirpinia lavorano 220 persone; e sono 600 in tutto se si considera anche l’altra tratta di Napoli-Cancello affidata sempre a Webuild, e 500 le imprese fornitrici impegnate su entrambi i cantieri.
L’uso delle Tbm è essenziale per via delle caratteristiche di questa tratta che supera i 18 chilometri e prevede l’attraversamento dell’Appennino con la realizzazione della stazione intermedia di Hirpinia. Nel progetto rientra infatti la costruzione di tre gallerie naturali e quattro viadotti in un contesto particolarmente complesso dal punto di vista paesaggistico.
Oltre alle due tratte Apice-Hirpinia e Napoli-Cancello, Gruppo Webuild si è recentemente aggiudicato anche la progettazione e l’esecuzione dei lavori sulla Bovino-Orsara e Hirpinia-Orsara. Quest’ultima ha un valore contrattuale da 1 miliardo di euro e prevede la costruzione di altri 28 chilometri di linea, di cui la quasi totalità (27 chilometri) costruiti in galleria. Un’opera di grande eccellenza che permetterà ai treni di raggiungere i 250 km/h arrivando a creare nel complesso 15mila posti di lavoro.
La linea ferroviaria alta velocità e altra capacità Napoli-Bari è un’opera che, nel suo complesso, sarà in grado di trasportare 2,3 milioni di passeggeri l’anno, permettendo di ridurre annualmente le emissioni di Co2 immessa nell’atmosfera di 90 tonnellate.
Una grande infrastrutture, parte del Corridoio 5 Scandinavia-Mediterraneo della Rete TEN-T (fortemente voluto dall’Unione europea per favorire il trasporto veloce su ferro tra il Sud e il Nord del Continente), che assicurerà nei territori interessanti una crescita demografica di 90mila persone, una crescita del Pil dell’1,6% e un aumento dei residenti del 3,6%.

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Covid, stretta in Campania con il no a feste e brinsisi in piazza

NAPOLI (ITALPRESS) – Era annunciata ed è arrivata la stretta natalizia anti Covid da parte della Regione Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha firmato l’Ordinanza numero 27 che sarà pubblicata nelle prossime ore. Al suo interno disposizioni e raccomandazioni in materia di contrasto e prevenzione del contagio. A partire dal divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche (con esclusione dell’acqua) che sarà in vigore per bar ed esercizi di ristorazione di ogni tipo. Una misura che si attendeva per la vigilia di Natale ma che in realtà, si legge nel dispositivo, oltre al 24 dicembre sarà in vigore dalle 11 fino alle 5 di mattina anche il 23, il 25, il 31 e l’1 gennaio. Per tutto il periodo da prima di Natale e fino a dopo Capodanno (23 dicembre-1 gennaio) vige invece il divieto di consumo di cibo e bevande, alcoliche e non (sempre a parte l’acqua), nelle aree pubbliche tra cui sono compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali. Per tutta la giornata sarà dunque consentito solo il consumo ai tavoli all’aperto e nel rispetto del stanziamento previsto. Il Presidente della Campania, ieri a Napoli a Palazzo Penne, aveva parlato anche del no alle feste in piazza per Capodanno. Le sue parole sono state confermate nell’ordinanza dove si legge, sempre in riferimento all’intero periodo 23-1, il divieto di svolgimento di eventi, feste o altre manifestazioni che possano generare fenomeni di assembramento o affollamento nei luoghi pubblici all’aperto. Confermato inoltre l’obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale (le mascherine) anche all’aperto, nei posti non isolati.
In coda all’Ordinanza ci sono due raccomandazioni per i Comuni: nella prima si chiede di adottare, laddove necessario, provvedimenti di chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale ai sensi delle disposizioni vigenti. Nella seconda raccomandazione, rivolta non solo ai Comuni ma anche alle altre autorità competenti, la richiesta è quella di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto delle disposizioni vigenti, in particolare nelle zone della “movida”.
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Green pass falsi, 40 perquisizioni e 67 sequestri

NAPOLI (ITALPRESS) – La Polizia di Stato, su delega del Procuratore di Napoli, ha eseguito 40 perquisizioni locali e 67 sequestri preventivi, nell’ambito di una complessa indagine relativa alla messa in commercio di green pass radicalmente falsi, ma in grado di resistere anche ai controlli possibili mediante l’apposita app di verifica. In pratica, persone che non avevano mai ricevuto alcun vaccino nè eseguito alcun tampone potevano disporre di green pass prodotti aggirando i presidi di sicurezza informatica dei sistemi sanitari di Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Calabria e Veneto, attraverso intrusioni illegali.
Allo stato delle indagini preliminari, risultano essere stati acquistati da oltre 120 persone falsi green pass prodotti violando i sistemi sanitari regionali non già in via diretta (trattandosi di sistemi critici ordinariamente protetti e presidiati), ma sfruttando i canali di accesso messi a disposizione delle farmacie per inserire i codici dei tamponi e dei vaccini effettuati e così generare il green pass.
Le relative credenziali di accesso risultano carpite mediante sofisticate tecniche di phishing, attraverso email che simulavano quelle istituzionali del sistema sanitario, inducendo i titolari a collegarsi ad un sito web, anch’esso falso, perfettamente identico a quello del sistema sanitario.
In altri casi, i falsi green pass risultano prodotti ricorrendo a servizi di chiamata VoIP internazionali, capaci di camuffare il vero numero di telefono del chiamante e simulare quello del sistema sanitario regionale. In tali casi il simulato agente di servizi di supporto tecnico della Regione interessata induceva il farmacista ad installare nel proprio sistema un software di assistenza a distanza, che consentiva di assumere il controllo da remoto del computer e rubare così le credenziali di accesso ai sistemi informativi regionali.
Quando l’accesso ai sistemi regionali richiedeva le credenziali SPID della farmacia, l’ostacolo risulta essere stato aggirato con sofisticate tecniche di vishing (voice-phishing), smishing (SMS-phishing) e l’impiego di siti-clone.
Le indagini – consistite nell’analisi dei dati di connessione, di tabulati telefonici, delle caselle email e delle altre tracce lasciate dai traffici illeciti – hanno consentito agli investigatori di verificare che le tecniche criminose sono state messe in campo anche per produrre i cosiddetti Super green pass, a fronte di vaccini mai effettuati.
Gli utilizzatori dei falsi green pass sono stati sinora localizzati nelle province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Bolzano, Como, Grosseto, Messina, Milano, Monza-Brianza, Reggio Calabria, Roma e Trento, ma sono in corso accertamenti finalizzati a definire il numero reale, che si stima essere assai più ampio, di coloro che si sono rivolti nel tempo all’organizzazione criminale oggetto delle indagini per sfruttarne gli illeciti servizi.
Le perquisizioni, operate dai vari Reparti della Polizia Postale e delle Comunicazioni interessati sul territorio nazionale hanno riguardato le 15 persone già sottoposte ad indagini quali ipotetici appartenenti all’associazione criminosa che risulta avere assicurato la regia degli accessi abusivi ai sistemi informatici e delle conseguenti falsificazioni, nonchè 67 dei loro clienti.
Con la collaborazione del Ministero della Salute, i falsi green pass individuati sono stati disabilitati, in modo da impedirne ogni ulteriore utilizzo.
Le pagine web create a fini criminosi hanno formato oggetto di sequestro preventivo disposto in via d’urgenza dal Pubblico Ministero.
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In Basilicata 174 nuovi casi di Covid, in 99 mila hanno avuto terza dose

POTENZA (ITALPRESS) – La task force regionale della Basilicata comunica che nella giornata di ieri sono state effettuate 3.899 vaccinazioni.
A ieri sono 440.923 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (79,7 per cento), 408.948 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (73,9 per cento) e 99.726 quelli che hanno ricevuto la terza dose (18 per cento) per un totale di somministrazioni effettuate pari a 949.597 su 553.254 residenti (dati portale Poste italiane).
In totale sono 25 le persone ricoverate (7 nell’ospedale San Carlo di Potenza e 18 nell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, dove 1 paziente si trova nel reparto di terapia intensiva). Sempre nella giornata di ieri, sono stati processati 1.477 tamponi molecolari per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 174 (168 relativi a residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Nella stessa giornata si sono registrate 21 guarigioni, di cui 20 riferite a residenti in Basilicata.
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In Campania stretta anti Covid per Natale, De Luca: “No feste in piazza”

NAPOLI (ITALPRESS) – Erano nell’aria da giorni, adesso sembra proprio che stiano per arrivare ufficialmente le restrizioni anti Covid in Campania per provare a limitare gli assembramenti, e conseguentemente per tenere sotto controllo il contagio, nel periodo natalizio. Ad annunciare la stretta è proprio il governatore Vincenzo De Luca, intervenuto a margine di un appuntamento nel centro storico di Napoli dove è stato presentato il progetto di recupero di Palazzo Penne.
“Tra oggi e domani la Regione emetterà due ordinanze che vietano la vendita di alcolici e gli assembramenti alla vigilia di Natale e poi anche le feste in piazza di Capodanno”, annuncia il Presidente della Campania che sull’ultimo tema fa dunque anche un parziale dietrofront rispetto a quanto detto una decina di giorni fa in diretta Facebook quando comunicò che sarebbero stati i Comuni a decidere su eventuali restrizioni da imporre in ciascun territorio in vista del tradizionale veglione della notte di San Silvestro.
Mentre il Consiglio dei Ministri oggi si appresta a prorogare fino al 31 marzo prossimo lo stato d’emergenza, Palazzo Santa Lucia si dimostra ancora una volta pioniere per quanto riguarda le misure anti Covid volte a salvaguardare la sicurezza dei cittadini. “Siamo arrivati a un punto in cui era necessario allungare lo stato d’emergenza”, sottolinea De Luca prima di spiegare meglio il senso dei provvedimenti che sta per firmare: “Si devono evitare assembramenti di migliaia di persone su di giri e senza mascherina come è inevitabile che sia a Capodanno. Rischiamo con la follia di una settimana di stare chiusi nei mesi successivi, per questo credo che se vogliamo stare tranquilli si debba evitare ogni festa in piazza”.
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Facoltà medicina, Bardi “Futuro Basilicata passa attraverso i giovani”

POTENZA (ITALPRESS) – “L’istituzione del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia nell’Università degli studi di Basilicata potenzia l’offerta formativa, in un ambito peraltro cruciale per il nostro Paese, quale è quello della sanità. Un mondo chiamato a raccogliere grandi sfide, sia per i continui sviluppi nell’ambito dei saperi e delle conoscenze disciplinari, sia per le innovazioni apportate dalla disponibilità di sempre più avanzate tecnologie. Un mondo nel quale noi tutti riponiamo grandi speranze per vedere migliorare le nostre condizioni di vita, la nostra capacità di cura”. Lo ha affermato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, in occasione dell’inaugurazione del Corso di Laurea Magistrale in medicina e chirurgia all’Unibas.
“Il futuro della Basilicata – ha sottolineato Bardi – dipende anche dai medici che si formeranno in questa facoltà, ai quali auguriamo di poter costruire qui la propria vita professionale. Senza l’investimento in capitale umano non c’è futuro. Migliorare e rendere efficiente la sanità è dunque un obiettivo primario di questa legislatura così come la creazione di nuova occupazione operando su due fronti: quello della immissione di nuove leve nelle strutture pubbliche, quello della creazione di fattori contesto per incentivare investimenti e far nascere nuove imprese. In questa prospettiva stiamo per dare il via ad una nuova stagione di concorsi – dopo lunghi anni di assenza di queste opportunità. Lo faremo affidando tutta la procedura a un ente terzo, costituendo commissioni esclusivamente di membri esterni, integralmente sorteggiati. Si tratta di un passo decisivo per colmare vuoti e rigenerare il sistema pubblico, incluso quello sanitario, con l’apporto di nuove energie, e di competenze, offrendo appunto la possibilità di nuovi posti di lavoro. L’occasione dei concorsi sarà anche il test per verificare il ritorno della meritocrazia, l’opportunità per rivitalizzare un clima di fiducia in un tempo che guarda con sospetto questi appuntamenti e che ha allontanato intere generazioni dalla nostra terra. Questo è ciò che noi vogliamo che non accada più”.
“Alle nuove generazioni noi vogliamo dire: tornate in Basilicata. Qui ci sono opportunità inedite, qui vogliamo rimuovere i troppi ostacoli che hanno fatto sì che la Basilicata non fosse più una terra per i giovani; qui c’è lo spazio per realizzare i vostri sogni. A tal fine convocherò quanto prima il forum dei giovani, i rappresentanti degli studenti universitari, i giovani amministratori e i giovani imprenditori, per un confronto aperto sui temi strategici che riguardano lo sviluppo della Basilicata a partire da quanto ipotizzato nel Piano strategico regionale. Il futuro della Basilicata non può costruirsi senza l’apporto dei giovani. I politici possono vincere tutte le elezioni che vogliono, ma se intere generazioni vanno via, i politici hanno perso. Un piano per il prossimo decennio ha la necessità di vedere i giovani attori protagonisti di una prospettiva nuova. Facendo queste affermazioni, so bene la responsabilità che vado assumendo. E non a caso ho scelto l’Università per ribadire questa mia volontà. Si tratta di sollecitare e mobilitare quell’apporto di creatività ed intraprendenza tipica del mondo giovanile. E su questa alleanza tra le nuove generazioni e il mondo del fare, della ricerca, della conoscenza, della produzione che ci attendiamo la ripresa delle nostre comunità”, ha ribadito il presidente della Regione Basilicata.
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Il Mezzogiorno in coda per qualità della vita, Crotone ultima

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MILANO (ITALPRESS) – Trieste è la città dove si vive meglio in Italia. Questo il risultato della 32a edizione dell’indagine sulla qualità della vita nelle province italiane, pubblicata oggi dal Sole 24 Ore. I capoluogo giuliano, già salito negli ultimi due anni al quinto posto della graduatoria annuale, nella classifica 2021 conquista anche il primato nell’indice tematico di “Cultura e tempo libero”, arriva seconda in “Affari e lavoro” e quarta in “Ambiente e servizi”. Sul podio inoltre torna Milano, dopo la scivolata fuori dalla top ten nel 2020 per effetto del Covid, e Trento resta solida al terzo posto. L’indagine, come ogni anno, scatta una fotografia del Paese attraverso 90 indicatori statistici su base provinciale divisi in sei ambiti: ricchezza e consumi, affari e lavoro, demografia società e salute, ambiente e servizi, cultura e tempo libero. Tra questi, ci sono 28 parametri aggiornati al 2021 (alcuni addirittura a settembre-ottobre scorso) e una decina di “indici sintetici” (cioè che a loro volta aggregano più parametri): quest’anno la storica indagine del Sole 24 Ore consente di focalizzare in particolare come sta andando la ripresa post pandemia – grazie ad un’analisi fatta su 20 dei 90 indicatori, per i quali è stata anche considerata la variazione rispetto all’anno precedente – e quali sono i divari territoriali, di genere e generazionali che ancora persistono, analizzati attraverso gli indici della Qualità della vita di bambini, giovani e anziani, che premiano le province con il miglior contesto di vita per fasce di età, e l’indice della Qualità della vita delle donne, presentato oggi per la prima volta, che misura la geografia dei divari di genere.
I risultati dell’indagine evidenziano che tra le prime dieci province, sette sono del Nord-Est: Bolzano (5ª), Pordenone (7ª), Verona (8ª) e Udine (9ª) che confermano la loro vivibilità e Treviso (10ª) è l’unica new entry, anche grazie al primato nella Qualità della vita delle donne, l’indice presentato per la prima volta quest’anno per mettere al centro le tematiche di genere nella ripresa post-pandemia. Confermate nella top ten anche Aosta (4ª) e Bologna (6ª). Il capoluogo emiliano, in testa nell’edizione 2020, scende di qualche posizione ma conquista il primo posto in «Demografia, società e salute» soprattutto grazie agli elevati livelli di istruzione della popolazione. Le province lombarde riconquistano tutte diverse posizioni rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Sondrio. Nel 2020 la regione, più di altri territori, era stata particolarmente penalizzata dall’impatto dell’emergenza sanitaria, misurato ad esempio dal crollo del Pil pro capite in seguito al lockdown e dai dati sanitari (mortalità e contagi in primis).
Oggi Milano torna in vetta in “Ricchezza e consumi” e “Affari e lavoro”, risultando prima, tra l’altro, per i prezzi delle case, la retribuzione media annua, l’incidenza di imprese che fanno e-commerce e la diffusione dei servizi bancari online. Monza e Brianza (14ª), invece, si riprende il posto nella parte alta della classifica grazie a “Ricchezza e consumi”, con valori al top sia nella spesa delle famiglie per beni durevoli sia nella retribuzione media annua dei lavori dipendenti, al tasso di imprese che fanno e-commerce, al primato del verde storico che tiene conto dell’estensione del Parco di Monza, e al ridotto numero di infortuni gravi sul lavoro.
Il progressivo superamento della crisi pandemica rilancia altre città metropolitane. Roma sale dal 32° al 13° posto, Firenze dal 27° all’11°. Bari (71ª) guadagna una posizione mentre Napoli (90ª) ne guadagna due. La Capitale, in particolare, entra nelle top ten della Qualità della vita degli anziani, uno dei tre indici generazionali che debuttano quest’anno nell’indagine e si distingue per livelli di istruzione, edifici coperti da banda larga e patrimonio museale. In controtendenza, invece, Cagliari, Torino, Genova e Catania che perdono tutte qualche posizione rispetto al 2020. Perdono terreno le province dell’Emilia Romagna, penalizzate – tra l’altro – dal numero di denunce per tipologie di reato in “Giustizia e sicurezza” e nei due indici del clima (che sintetizza dieci parametri climatici, dalle ondate di calore agli eventi estremi) e dello Sport e Covid (che misura l’impatto sui campionati sportivi e gli eventi annullati). È scendendo sulla costa adriatica, poi che, rispetto allo scorso anno, si segnalano ulteriori ribassi nella classifica del benessere, a partire da Ferrara (-11 posizioni) passando per le province marchigiane, arrivando a Chieti e Pescara. Stabile nelle ultime posizioni, quasi a confermare l’urgenza degli investimenti del Pnrr in arrivo per ridurre i divari, il Mezzogiorno. Crotone ultima, come lo scorso anno, anticipata da Foggia e Trapani che scivolano sul fondo. Su novanta indicatori le ultime posizioni sono popolate in ben 57 casi da province del Sud o delle Isole. E le prime province non del Mezzogiorno che si incontrano, partendo dal fondo e salendo verso l’alto, sono Latina (83ª) e Frosinone (82ª), seguite a poca distanza da Imperia (77ª).
(ITALPRESS).