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De Luca “Non produrre vaccini in Italia è stato l’errore principale”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Non attrezzarci per produrre i vaccini in Italia è stato il nostro principale errore”. Lo ha detto il presidente della Campania Vincenzo De Luca nel corso del suo consueto appuntamento social del venerdì pomeriggio per fare il punto sull’emergenza Covid. De Luca ripercorre brevemente le tappe dell’anno pandemico. “Tante cose potevano essere evitate con il coraggio delle decisioni”, sottolinea riferendosi alla linea di misure restrittive scelta dallo Stato e non sempre condivisa dall’inquilino di Palazzo Santa Lucia. Ma all’indomani della Giornata Nazionale per le vittime del Covid quello che resta è un sentimento di grande tristezza.
“Abbiamo rivissuto – afferma De Luca – momenti in cui si respirava un clima di tragedia, smarrimento e paura. Tanti facevano fatica a capire la dimensione del problema, le immagini hanno rinnovato in noi questo sentimento di dolore e ci hanno riportato alla mente le disgrazie di tante persone, soprattutto anziane, che sono state le vittime più drammaticamente colpite da questa tragedia. Mi auguro – conclude il governatore – che quello che abbiamo imparato non ci faccia dimenticare la gerarchia dei valori: la vita al primo posto, un bene da difendere che precede ogni cosa”.
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Covid, Emiliano “Ragioniamo su ipotesi zona rossa rafforzata”

BARI (ITALPRESS) – “Stiamo ragionando sull’ipotesi di stringere ulteriormente le misure rispetto a quelle previste dal Governo nella zona rossa”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, all’inaugurazione online del Tar regionale. “Dobbiamo spingere tutte le aziende a lasciare a casa il numero più alto possibile di persone per evitare che si contagino sul luogo di lavoro – ha sottolineato Emiliano -. Abbiamo persino mandato a lavorare per mesi, in aule piccole, migliaia di insegnanti, e questo vale anche per le aule di giustizia, ben sapendo che dopo un paio d’ore non c’è mascherina che tenga. Piuttosto che scaricare sui presidenti di Regione il problema delle scuole e delle aule di giustizia, è possibile che il Governo dica ciò che è ovvio a tutti gli scienziati e cioè che stare chiusi in un’aula è un rischio intollerabile? E che così come abbiamo vaccinato tutti gli insegnanti dobbiamo vaccinare tutti i magistrati senza esporli alle polemiche?”
“La Regione voleva vaccinare i magistrati prima perchè consapevole che la situazione era identica a quella delle aule scolastiche. Il governo però si è così spaventato di vaccinare magistrati e avvocati da cambiare piano vaccinale”, ha sottolineato. Il governatore pugliese ha quindi rimarcato come egli stesso aveva “preso l’impegno con i capi degli uffici giudiziari a sollecitare il ministro della Giustizia e il presidente del Consiglio Draghi, e lo faccio da questo soglio, a inserire immediatamente nel piano l’obbligo di vaccinare il personale giudiziario, i magistrati e gli avvocati, obbligati alla presenza nella aule”.
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Po Fesr Basilicata, finanziati 10 progetti di ricerca e innovazione

POTENZA (ITALPRESS) – Sono state approvate le graduatorie dei progetti ammessi a finanziamento su due Avvisi Pubblici regionali per sostenere l’innovazione e la ricerca industriale: l’Avviso “Pubblico per il sostegno alla creazione e sviluppo dei cluster tecnologici e alla realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo” (Avviso Cluster) e l’Avviso Pubblico “Progetti Complessi di Ricerca e Sviluppo” (Avviso CORES). Lo comunica la Regione Basilicata. Sono 12 i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale candidati sull’Avviso Cluster nelle traiettorie delle cinque aree della strategia regionale di specializzazione intelligente S3 (automotive, aerospazio, bioeconomia, energia e industria culturale e creativa) e 5 i progetti complessi di ricerca candidati per l’area “Energia” della S3 sull’Avviso Cores.
I progetti candidati sono stati valutati da due Commissioni di valutazione tra ottobre 2020 e febbraio 2021 e 10 sono i progetti selezionati per un investimento complessivo di circa 27 milioni di euro ed un contributo pubblico di circa 18 milioni di euro a valere sull’Asse 1 – “Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Innovazione” del POR FESR e del POC Basilicata 2014/2020.
I progetti finanziati ai partenariati costituiti coinvolgeranno 77 piccole e medie imprese, 3 grandi imprese, l’Università di Basilicata e gli enti di ricerca operanti sul territorio (Istituti del CNR, ENEA, ALSIA, CREA e Consorzio Train). I progetti saranno sviluppati tutti sul territorio regionale ove si svolgeranno le analisi, le attività di ricerca e sperimentazione fondate sulla stretta collaborazione di esperti, tecnici, ricercatori e mondo imprenditoriale.
“I progetti finanziati – ha affermato l’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo – confermano l’intenzione espressa dalla Regione a luglio 2020 di salvaguardare gli interventi in materia di ricerca ed innovazione a valere sia sulle risorse del POR FESR che del POC Basilicata 2014/2020 anche nel pieno della crisi economica causata dall’emergenza COVID-19. Ci auguriamo che tali progettualità possano innescare un circolo virtuoso di rilancio dei processi interni connessi alle attività della ricerca e dello sviluppo/innovazione delle imprese e attivare una proficua collaborazione tra settore industriale e settore della ricerca per consentire alle imprese di innovarsi e di diventare maggiormente competitive. I progetti saranno oggetto di un continuo monitoraggio allo scopo di tenere traccia dei progressi ottenuti in termini di risorse impiegate, delle attività realizzate e degli effetti prodotti, soprattutto in termini di giovani ricercatori coinvolti e/o da assumere”.
“Tali progetti di ricerca – ha rammentato l’assessore Cupparo – si aggiungono ai quattro ammessi a finanziamento a dicembre 2020 dall’Ufficio Internazionalizzazione ricerca scientifica ed innovazione tecnologica del Dipartimento Politiche di Sviluppo, per il rafforzamento delle Infrastrutture di Ricerca regionali con uno stanziamento di 11 milioni di euro di contributi del POR FESR Basilicata 2014/2020”.
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Vaccino, Leone “in Basilicata saremo più veloci con aumento forniture”

CAMPOBASSO (ITALPRESS) – “Come abbiamo avuto modo di comunicare in altre occasioni, il vulnus nella campagna vaccinale della nostra regione non è da ascrivere a motivi di carattere organizzativo ma a ritardi, registrati in realtà in tutta Italia, nell’approvvigionamento delle dosi”. E’ quanto dichiara l’assessore regionale alla Salute della Basilicata, Rocco Leone.
“Tuttavia, la luce in fondo al tunnel si intravede, per usare una locuzione cara al ministro della Salute Roberto Speranza. Infatti, una comunicazione ufficiale giunta al dipartimento Politiche della persona lo scorso 16 marzo mette in evidenza l’imminente e ben augurante incremento di dosi vaccinali per la Basilicata” aggiunge Leone. “Nel dettaglio, il prossimo 22 marzo invece di 7.020 dosi del vaccino Pfizer ne avremo 8.190, mentre il 29 marzo da 7.020 dosi programmate ne riceveremo 9.360. Per queste due fornire, dunque, ci sarà un aumento di 3.510 dosi che si andrà a sommare a quello ancora più importante del 5 aprile, quando arriveranno in Basilicata 15.210 dosi del vaccino Pfizer, ossia 8.190 in più rispetto a quelle inizialmente previste. Questo significa – prosegue – che nelle prossime settimane avremo a disposizione 11.700 dosi in più del vaccino Pfizer. Non siamo ancora soddisfatti per le quantità, ma raccogliamo questo segnale di attenzione che, ne siamo certi, fungerà da detonatore di fiducia per le nostre comunità”.
“In vista di questo aumento delle forniture, l’Asp l’Asm stanno riprogrammando le proprie attività, con un recupero temporale significativo, sia per quanto riguarda le persone over 80 sia per quanto attiene le categorie fragili. E’ il caso di ribadire – aggiunge il componente del governo regionale – che le notizie false e fuorvianti circa i tempi e le modalità della campagna vaccinale che stanno circolando, e che creano confusione nei nostri cittadini e nello stesso personale sanitario, sono assolutamente da bandire, poichè la situazione epidemica che osserviamo negli ultimi giorni nella nostra regione richiama e obbliga tutti a una maggiore responsabilità. Resta inteso che la campagna vaccinale è fondamentale a prevenire l’infezione e l’eventuale malattia da Covid-19, ma può non bastare – conclude Leone – a contenere la diffusione del virus e pertanto vanno rafforzate le precauzioni di base quali presidi irrinunciabili, come ribadito anche oggi dall’Istituto Superiore di Sanità, che sono il lavaggio frequente delle mani, l’uso della mascherina e il distanziamento sociale. Insieme ce la faremo” conclude Leone.
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Policlinico di Bari, donati organi di 2 pazienti positivi al Covid

BARI (ITALPRESS) – Non si ferma la macchina delle donazioni e dei trapianti di organo al Policlinico di Bari e nonostante la pandemia proseguono le attività. Per la prima volta a donare sono stati anche i pazienti positivi al Covid. Grazie alla generosità delle famiglie di un uomo e di una donna che purtroppo non ce l’hanno fatta sono state salvate due vite a Torino e a Palermo. I due pazienti positivi al Coronavirus, ricoverati nei due reparti di Rianimazione del Policlinico di Bari diretti da Nicola Brienza e da Salvatore Grasso, hanno potuto donare il fegato: uno è stato trapiantato a Torino, l’altro a Palermo. Entrambi gli interventi sono riusciti con successo.
Il protocollo prevede che in caso di positività al Covid possano essere donati solo gli organi salvavita quali cuore e fegato e che a ricevere il trapianto possano essere o pazienti in urgenza Covid positivi o pazienti presenti in lista d’attesa per il trapianto e che sono guariti dal Covid sviluppando gli anticorpi.
“Un grande ringraziamento va alle famiglie dei due donatori che pur nel dolore hanno trovato la forza di compiere uno straordinario gesto di solidarietà: in un caso i familiari erano tutti stati colpiti dal Covid e hanno voluto esprimere comunque il consenso alla donazione nonostante la malattia che aveva toccato anche loro; nell’altro caso è stata la moglie del paziente con i suoi figli adolescenti a volere che una parte del marito continuasse a vivere – spiega Vincenzo Malcangi, coordinatore Donazioni e Trapianti del Policlinico di Bari -. E’ possibile donare gli organi anche se si è risultati positivi al coronavirus. E questo non solo grazie alla generosità delle famiglie, ma anche e soprattutto grazie allo straordinario lavoro di tutto il Policlinico di Bari e allo sforzo dei medici e degli infermieri della Rianimazione che stanno sopportando un grosso carico di lavoro a causa della pandemia e che, nonostante tutto, non si tirano mai indietro quando c’è da salvare una vita anche a distanza. Portiamo avanti il programma donazioni anche durante il Covid”.
“E’ uno straordinario messaggio di speranza nel giorno in cui si commemorano le vittime del Covid: è il miglior modo per rendere omaggio a chi non c’è più – dichiara il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – alle famiglie dei due donatori va la nostra vicinanza e la gratitudine di tutto il Policlinico per il gesto di generosità che ha consentito di salvare due vite. Il ringraziamento non può non andare anche a tutti i professionisti impegnati in prima linea che hanno reso possibile le donazioni”.
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Coronavirus, Regione Puglia acquista 12 ambulanze per il 118

BARI (ITALPRESS) – Completato l’arrivo di 12 autoambulanze di tipo A, comprate dalla regione Puglia con fondi di Bilancio Regionale dalla Protezione civile regionale e destinate alla Colonna mobile regionale.
Tre sono state date in dotazione alla struttura per le maxiemergenze del Policlinico di Bari in Fiera del Levante, 2 alle Asl Bari, Taranto e Lecce, una a Brindisi, Bat e Foggia.
“Le ambulanze – spiega il dirigente della sezione Protezione civile, Mario Lerario – sono sia per il rafforzamento del servizio 118 per l’emergenza covid, che per il trasporto da e per il Policlinico di Bari verso la struttura per le maxiemergenze della Fiera”.
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Lopalco “Certificazione Ue per Puglia indenne da brucellosi”

MILANO (ITALPRESS) – “Con la certificazione sanitaria che l’Unione europea ha riconosciuto alla Puglia, quale regione indenne da brucellosi, avremo più sicurezza alimentare e daremo più valore ai nostri allevamenti”.
Così l’assessore regionale alla Salute Pierluigi Lopalco annunciando e commentando la Decisione del 2 marzo, con la quale la Commissione europea ha certificato lo status di “ufficialmente indenne da brucellosi” per alcune province pugliesi: Bari, Barletta-Andria-Trani e Taranto per la brucellosi ovi-caprina, Bari, Barletta-Andria-Trani e Lecce per la malattia bovina e bufalina, che si aggiungono a Brindisi già indenne dal 2016.
La brucellosi è una malattia di origine batterica, molto diffusa a livello mondiale, che colpisce gli animali ma, tramite gli alimenti soprattutto derivati dal latte, può trasmettersi all’uomo causando aborto, sterilità e sintomi influenzali. “Questa certificazione sanitaria – ha aggiunto Lopalco – arriva dopo il susseguirsi di ordinanze del Ministero della salute e del Presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, che hanno via via disposto controlli periodici della popolazione animale ed eventuale eliminazione degli animali positivi, riducendo in modo drastico sia le infezioni negli allevamenti sia i numeri registrati tra casi umani. L’obiettivo finale – ha concluso l’assessore – è il riconoscimento di Regione ufficialmente indenne, status che garantisce la sicurezza alimentare, valorizza il patrimonio zootecnico del territorio e le sue filiere produttive, agevola gli scambi di animali vivi, carne e prodotti a base di latte, a livello europeo ed extraeuropeo”.
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Reddito Minimo Inserimento in Basilicata, verso proroga e fuoriuscita

POTENZA (ITALPRESS) – L’impegno della Giunta regionale della Basilicata sul presente e ancor più sul futuro dei beneficiari del Reddito minimo di inserimento è improntato sulla massima attenzione specie in questa fase di emergenza pandemica e di difficoltà socio-economica per settori della nostra società. Gli Uffici del Dipartimento stanno lavorando per mettere a punto un’azione di accompagnamento alla fuoriuscita del Programma RMI, che resta l’obiettivo centrale, ed hanno predisposto lo strumento necessario ad una proroga per ulteriori tre mesi, individuando la fonte di finanziamento nell’Asse II del PO FSE Basilicata 2014-2020″. Ad affermarlo è l’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo riferendo che la delibera andrà nella prossima riunione di Giunta e consentirà alla platea di 1576 soggetti svantaggiati rivenienti dal categoria B del Programma RMI di proseguire l’attività, in scadenza il 30 marzo prossimo, sino al 30 giugno prossimo.
“Non è stato certo un lavoro facile tenuto conto – aggiunge l’assessore – dell’impossibilità di attingere alle royalties del petrolio. In proposito, fa piacere registrare che anche da parte sindacale si riconosca l’importanza del recupero del 3% delle royalties, bloccate al Mise dal 2015 per oltre 40 milioni di euro, che la precedente Giunta Regionale dal 2015 non ha fatto nulla per ottenere. Evidentemente il nostro impegno che dura da tempo per risolvere questa questione è finalmente entrato nel linguaggio sindacale. Abbiamo dunque dovuto far fronte alla necessità finanziaria attingendo al FSE nella parte che riguarda le azioni per la riduzione della povertà, dell’esclusione sociale e la promozione dell’innovazione sociale.
Inoltre, confondere il lavoro del Dipartimento e l’impegno dell’intera Giunta su questi aspetti, che testimoniano la nostra forte sensibilità sociale, con il tavolo tecnico con le parti sociali, imprenditoriali che ho voluto ed insediato esclusivamente allo scopo di individuare soluzioni dignitose definitive per tutte quelle persone che non hanno raggiunto l’età pensionabile, in stato di disoccupazione e con reddito Isee basso – sottolinea Cupparo – forse serve solo ad attestare da parte sindacale una propria presenza”.
“Per noi, in coerenza con la strategia ‘Europa 2020’ che individua nella riduzione significativa del numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale, uno degli obiettivi strategici per la crescita inclusiva dell’Unione, il traguardo a cui guardiamo – conclude – è quello individuare ed attuare un modello articolato di partecipazione di queste fasce sociali ad attività di pubblica utilità”.
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