Home Mezzogiorno Pagina 311

Mezzogiorno

In Basilicata saldi invernali dal 2 gennaio al 2 marzo

POTENZA (ITALPRESS) – La Giunta regionale della Basilicata, su proposta dell’assessore alle Politiche di sviluppo e lavoro Francesco Cupparo, ha deliberato che le vendite di fine stagione o saldi per il periodo invernale 2020 si svolgano dal 2 gennaio al 2 marzo 2021.
“E’ stata una decisione che – spiega l’assessore – ci ha richiesto oltre ad una serrata consultazione con le organizzazioni di categoria del settore commercio un particolare approfondimento. Siamo partiti dalla necessità di modificare la disciplina di vendite promozionali, prevista da una legge regionale, la n.19/99, datata e da aggiornare alle profonde novità intervenute, al fine di limitare l’effetto fortemente negativo che l’emergenza sanitaria in atto ha determinato sul volume delle vendite nel commercio. Le indicazioni che ci arrivano sono preoccupanti come quella che proviene da FedermodaItalia-Confcommercio, la maggiore organizzazione di categoria, secondo cui nel Paese su 115 mila punti vendita abbigliamento almeno 20 mila rischiano di abbassare le serrande con una perdita stimata di 50 mila posti di lavoro su 310 mila complessivi. I fatturati delle imprese dovrebbero subire una flessione importante con un calo di oltre 20 miliardi di euro di consumi”.
“Nella nostra scelta – aggiunge Cupparo – ha pesato la decisione di buona parte delle altre Regioni di autorizzare i saldi nei primi giorni del prossimo mese di gennaio. E’ questo in particolare l’orientamento delle Regioni Campania e Puglia a noi limitrofe e alle quali i consumatori lucani hanno sempre guardato con interesse per gli acquisti, quando non erano in vigore misure restrittive. Partire dal 2 gennaio inoltre ha un significato specifico nella realtà dei nostri piccoli comuni e nei capoluoghi tenuto conto che i lucani rientrati a casa per le festività, come di consueto, ripartono per i luoghi di lavoro nella prima decade di gennaio e quindi favoriamo l’acquisto nei negozi di vicinato.
Abbiamo testimoniato la vicinanza della Giunta Regionale a queste categorie di commercianti come provano le misure di aiuti approvati già in occasione del primo locdwon e – prosegue l’assessore – continueremo a valutare la situazione di tutti i comparti delle attività produttive colpiti dalle nuove restrizioni decisi per queste festività, in primo luogo ristorazione e bar, oltre alle attività che riguardano matrimoni ed eventi. Ci associamo alle richieste delle associazioni di settore perchè gli aiuti del Governo a seguito del DL Natale siano veloci ed adeguati alle gravi perdite di reddito che si sono verificate”.
(ITALPRESS).

In Puglia incidenti stradali in calo del 42,2%

BARI (ITALPRESS) – Cala la percentuale di sinistri mortali e di vittime della strada sui percorsi extraurbani mentre all’interno dell’abitato la riduzione è nettamente inferiore alle attese. Da qui la necessità di tenere alta l’attenzione in tema di prevenzione, tra le priorità dell’ASSET, l’agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del Territorio, che nei prossimi giorni lancerà una nuova campagna video d’informazione e di prevenzione destinata a tutta la cittadinanza pugliese.
A contribuire a ridurre il numero dei sinistri è stato il Coronavirus desease 2019 che ha modificato, a livello nazionale e regionale, gli spostamenti del traffico veicolare e, conseguentemente, l’andamento dell’incidentalità stradale.
I dati preliminari raccolti nel primo semestre 2020 dal CREMSS (centro di monitoraggio della sicurezza stradale) dell’ASSET, hanno evidenziato che in Puglia è stato sperimentato un decremento degli incidenti stradali mai raggiunto prima: rispetto allo stesso periodo del 2019 i sinistri sono diminuiti del 42,2%. In diminuzione anche il numero dei decessi, -41,9%, e dei feriti (-44,1%).
Comparando le variabili dell’incidentalità con i dati del 2019 e distinguendole per bimestre di avvenimento, si riscontra che nel primo bimestre gennaio-febbraio 2020, cioè quando ancora la regione Puglia non era interessata dal lockdown, l’incidentalità stradale e la mortalità hanno registrato rispettivamente un calo dell’1,7% e del 25,0% mentre in aumento è risultato il numero dei feriti (+3,6%).
Nel bimestre marzo-aprile, mesi interessati dal lockdown, si è registrato un calo molto più accentuato con una riduzione del 75,9% per l’incidentalità stradale, del 44,8% per il numero di morti e del 79,1% per il numero di feriti. Nel bimestre maggio-giugno è stata registrato un decremento del 43,3% per l’incidentalità stradale, del 52,3% nel numero di decessi e del 47,4% del numero di feriti.
Tuttavia, il dato generale dell’ampia diminuzione dei sinistri registrato nel primo semestre del 2020 non trova corrispondenza nei centri abitati: dall’analisi dei numeri al momento disponibili, è emerso che all’interno dell’abitato il numero di sinistri mortali è passato da 16 (con 17 decessi nel primo semestre 2019), a 15 con 16 morti nel 2020. Un dato pressochè sovrapponibile con una riduzione minima, per entrambe le variabili, del 5,9%. In particolare, nel mese di Gennaio 2020 si sono registrati 4 incidenti mortali con 4 decessi contro i 2 incidenti mortali e i 3 morti nello stesso mese del 2019; nei mesi di Febbraio e Giugno 2020 i dati sono sovrapponibili a quelli registrati nel 2019 mentre nel mese di marzo 2020 sono avvenuti 2 sinistri mortali che hanno provocato due decessi contro un solo sinistro mortale ed un decesso del 2019.
Fuori dai centri abitati, invece, si è registrato un significativo calo del numero dei sinistri mortali (-45,9%) e dei decessi (-48,9%). E’ evidente che il dato rilevato sulle strade fuori dall’abitato è stato influenzato dai provvedimenti del Governo Nazionale che, a più riprese, hanno limitato lo spostamento tra i comuni e, quindi ridotto il flusso veicolare nelle principali arterie extraurbane della nostra regione.
“Poichè il decremento dei sinistri stradali registrato nel primo semestre 2020 non è stato dettato da comportamenti virtuosi dei conducenti o da miglioramenti della sicurezza stradale – commenta Elio Sannicandro direttore dell’Asset – l’agenzia non intende abbassare la guardia in materia di prevenzione e comunicazione sui temi della sicurezza stradale. In particolare, in questi giorni, si è conclusa la fase finale del campionato sull’educazione alla sicurezza stradale “La strada non è una giungla” che ha visto coinvolte le scuole di primo e secondo grado e gli studenti di età compresa tra gli 11 ed i 18 anni, anche collegati da remoto”.
(ITALPRESS).

Puglia, tenuta sociale e investimenti. Ok al bilancio 2021

BARI (ITALPRESS) – Un bilancio di previsione 2021 che guarda alla tenuta sociale della Puglia e consolida l’impulso agli investimenti, sfidando gli effetti della pandemia che ha funestato il 2020. E’ la sintesi della lunga discussione che ha portato il Consiglio regionale ad approvare la legge per la formazione del bilancio di previsione 2021 e il bilancio pluriennale 2021-2023 della Regione Puglia.
Una manovra economico-finanziaria, la prima dell’undicesima legislatura, che riguarda complessivamente circa 1 miliardo e 150 milioni di euro, “con cui proviamo a superare la grande crisi causata dalla pandemia, mantenendo fermi tutti i servizi pubblici, tenendo basse le tasse, alleggerendo il carico fiscale per le famiglie numerose e per diverse categorie di operatori economici”, ha osservato il presidente Michele Emiliano.
Per spingere gli investimenti la Regione Puglia mobilità 250 milioni di euro della quota di cofinanziamento di tutta la spesa comunitaria. Ma ha stanziato un portafogli di 200 milioni di euro per la programmazione straordinaria di contributi agli investimenti delle Amministrazioni pubbliche pugliesi: interventi di manutenzione straordinaria, di miglioramento tecnico-funzionale e di riqualificazione di opere pubbliche cantierabili con assoluta urgenza. “Una misura – ha sottolineato il vicepresidente e assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese – che considera la particolare congiuntura economica conseguente alla pandemia e che vuole contrastare le ricadute occupazionali negative, rilanciando la ripresa economica e occupazionale”.
Questa dinamica relativa agli investimenti e l’attenzione al tessuto economico pugliese è una qualità delle azioni pubbliche regionali che Piemontese ha rievocato riproponendo al nuovo Consiglio regionale le risorse che, nel corso di questo duro 2020, sono state fatte arrivare a piccoli imprenditori, commercianti, artigiani: “Persone in carne e ossa che stavano fallendo – ha detto il vicepresidente della Regione Puglia – e per le quali siamo stati in grado, solo per il Titolo II, economia più che reale, di fare arrivare contributi regionali per 312 milioni e mezzo di euro; sul Microcredito circolante di dare risposte positive a 10.118 domande, con mutui erogati per 217 milioni e 700 mila euro, con un contributo regionale del 20 per cento a fondo perduto pari a 43 milioni e mezzo di euro; con Start di stare vicini a 31.915 persone, tra partite IVA e co.co.co., con concretissimi 63 milioni e 800 mila euro impegnati”.
Un carattere anti-ciclico, pensato per fronteggiare le forti difficoltà economiche causate dalla pandemia, ha la misura per 200 milioni di euro di investimenti per le opere pubbliche. “Una scelta – ha sottolineato Piemontese – possibile perchè possiamo permettercela, grazie al fatto che la Regione Puglia ha un bilancio in ordine e in salute, non perchè lo dica io, ma perchè lo dice la Corte dei conti e lo dicono le agenzie internazionali di rating indipendenti: se oggi per rilanciare la ripresa economica e occupazionale riteniamo utile attivare una programmazione straordinaria per concedere alle amministrazioni pubbliche la possibilità di avere dei contributi per investimenti, affinchè si possano realizzare interventi di manutenzione straordinaria, di miglioramento tecnico-funzionale, di riqualificazione delle opere pubbliche di loro competenza, e queste siano cantierabili con urgenza, credo che questo sia un elemento positivo.
Sulle agevolazioni fiscali, la Legge di Bilancio 2021 conferma le detrazioni all’addizionale IRPEF per le famiglie numerose, con un’agevolazione superiore in presenza di persone con handicap. E’ stata eliminata la tassa di concessione per l’iscrizione all’Albo degli artigiani. E’ stata abbattuta la tassa di concessione per le farmacie e per i concessionari del demanio marittimo.
Ogni capitolo della spesa sociale mantiene completa e forte la sua dotazione.
Sono stati previsti 4 milioni euro destinati al cofinanziamento per il Reddito di Dignità, 15 milioni di euro al Fondo globale socio-assistenziale per finanziare i Piani sociali di zona, altri 15 milioni di euro su interventi per la non autosufficienza e le nuove povertà, 10 milioni di euro per i servizi di assistenza specialistica per l’integrazione scolastica dei bambini disabili. I buoni servizio alle famiglie con minori potranno disporre di una dote per 3 milioni di euro.
Il trasporto pubblico locale potrà contare su circa 140 milioni di euro, 6 milioni di euro in più rispetto al 2020, da sommare ai 390 milioni circa a carico dello Stato.
Molto significativo lo sforzo finanziario per rafforzare la Protezione Civile regionale, molto impegnata sul fronte del contrasto alla pandemia: lo stanziamento passa a 21 milioni di euro, rispetto ai 14 dell’anno che sta finendo.
Attenzione alta anche al sistema dell’istruzione, con 7 milioni di euro per borse di studio universitarie e 9 milioni per il diritto allo studio.
Il bilancio è stato l’occasione per aggiungere, a quello della maggioranza di centrosinistra, il voto positivo anche del Movimento 5 Stelle: “Oggi ci troviamo davanti un bilancio diverso ed è la prima volta in sei anni”, ha osservato la capogruppo del M5S, Grazia Di Bari, nelle sue dichiarazioni di voto.
Fra gli elementi su cui si è registrata addirittura l’unanimità tra i Gruppi consiliari, i 4 milioni di euro come ristoro per la categoria degli ambulanti: da quelli che operano prevalentemente in fiere, sagre, eventi sportivi a quelli che si occupano del commercio di prodotti alimentari, bevande, tessili, abbigliamento, calzaturiero, fino ai fioristi, tra le categorie più colpite dalla pandemia.
(ITALPRESS).

Forte impatto del Covid sull’economia del Mezzogiorno

0

L’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale continua a scendere e registra, nel 2020, secondo le stime preliminari, un calo di oltre 40 punti rispetto all’anno precedente, il più basso registrato a partire dal 2007. Gli effetti recessivi della pandemia sul PIL nel 2020 si prevede che siano appena meno pronunciati nel Sud (-9%) rispetto al Centro-Nord (-9,8%), ma comunque consistenti; per il 2021 e 2022 la ripresa del Mezzogiorno si prospetta invece sensibilmente più debole (rispettivamente +1,2% e +1,4%) rispetto al Centro-Nord (+4,5% e +5,3%). Alcune variabili evidenziano però anche una capacità di “resilienza” dell’economia meridionale, sulla quale puntare la ripresa, accelerando l’impiego delle risorse UE già disponibili e di quelle programmate già dall’anno prossimo.
È questa la sintesi che emerge dal Check-up Mezzogiorno sulla congiuntura del 2020, elaborato da Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo).
La pandemia continua a produrre effetti preoccupanti sul sistema socioeconomico del Mezzogiorno: tutti gli indicatori che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale registrano una contrazione significativa (PIL, investimenti, export e occupazione), salvo le imprese attive, in moderata crescita netta.

Pesa sul PIL soprattutto il calo dell’export del Mezzogiorno, che nei primi nove mesi del 2020 registra una diminuzione complessiva su base annua del 15,6%, contro il -12,2 del nel Centro-Nord; più marcata nel settore manifatturiero (-14% contro -10,8%), dove calano soprattutto i settori coke e prodotti petroliferi raffinati (quasi il 40% del Sud, contro il -35,4% del Centro-Nord), tessile e abbigliamento (-31,3% e -20,7%), mentre si registra una crescita dei prodotti alimentari, quasi tutta concentrata al Sud (+7,2%).
Un timido segnale positivo proviene però dalle imprese attive, che nel terzo trimestre 2020 aumentano complessivamente di poco nel Mezzogiorno (0,7%, +12 mila imprese), ma anche sul piano qualitativo (più società di capitali e meno società di persone e ditte individuali). Gli aumenti si concentrano quasi tutti nelle costruzioni (+1,9%), probabilmente per impulso delle misure del Governo sulle ristrutturazioni edilizie (il 110%) e l’aumento degli importi degli appalti pubblici (quasi 9 miliardi di euro nei primi 10 mesi del 2020, rispetto agli 8,4 miliardi dello stesso periodo del 2019); meno rilevante la crescita delle imprese di trasporto e logistica (+0,5%), indotta anche dagli effetti diretti e indiretti dell’emergenza sanitaria.

Preoccupante l’andamento dell’occupazione: la ripresa produttiva del terzo trimestre 2020 non è riuscita a compensare il calo rispetto allo stesso periodo del 2019, diffuso in tutta la Penisola ma particolarmente significativo al Sud (-2,2% ovvero 135 mila occupati in meno), con variazioni negative più consistenti in Calabria (-7,8%) e Sardegna (-7,5%). Il massiccio impiego della CIG in tutte le sue varie forme ha solo compresso la riduzione complessiva degli occupati nel Mezzogiorno, frutto di andamenti positivi e negativi nei macrosettori: un limitato arretramento nel settore primario (-1,4%) e più consistente in quello dei servizi (-3,5%), un marginale aumento in quello industriale in senso stretto (+1,2%) e in crescita nelle costruzioni (+6%). Il ricorso alle varie forme di sostegno al reddito da lavoro ha registrato nel Mezzogiorno un incremento esponenziale a partire da aprile 2020, infatti nei primi dieci mesi del 2020 è stato quasi 8 volte maggiore rispetto allo stesso periodo del 2019.

Le misure adottate dal Governo hanno migliorato la liquidità, invertendo la tendenza regressiva in atto fino a dicembre 2019 degli impieghi creditizi, riportandoli a giugno 2020 ai livelli di un anno prima. Allo stesso tempo si registra, però, un peggioramento dei ritardi di pagamento delle PMI delle imprese del Mezzogiorno, che nel terzo trimestre 2020 raggiunge un livello quasi doppio del dato medio nazionale rispetto allo stesso periodo del 2019, con un incremento della quota di imprese del Sud che superano i 60 giorni di ritardo di oltre il 50% rispetto al dato di un anno prima (dall’8% al 12,4%).
Sulle politiche di coesione, si registra un risultato positivo sulla certificazione della spesa dei Fondi strutturali, necessaria per scongiurare il rischio di disimpegno automatico e quindi la perdita delle risorse impegnate. A ottobre, l’Italia ha certificato 16,3 miliardi, pari al 90% delle risorse da spendere; il Sud c’è andato vicino, certificando l’87% delle risorse dei POR, con risultati migliori sul FESR di Abruzzo e Campania e sul FSE di Basilicata.
Sostanzialmente positiva anche la riprogrammazione dei Fondi strutturali 2014-2020, che ha sfruttato importanti margini di flessibilità introdotti dalla Commissione Europea per il contrasto alla pandemia. La riallocazione delle risorse sui POR del Mezzogiorno non ha penalizzato gli interventi a sostegno delle imprese, tuttavia quella finalizzata a fronteggiare l’emergenza sanitaria è stata meno consistente nel Mezzogiorno e, pur essendo coerente con il minore impatto della pandemia all’atto della sua definizione, questa scelta ma non si è dimostrata previdente rispetto ai suoi successivi sviluppi.
Tuttavia, c’è la possibilità concreta e immediata di intervenire sull’emergenza sanitaria, sui suoi impatti indotti dalla nuova fase pandemica e sul sostegno alla transizione delle imprese per una nuova politica di sviluppo del Mezzogiorno. Oltre alla prospettiva del PNRR e all’avvio del nuovo ciclo di programmazione 2021-2027, l’iniziativa REACT-EU, con i suoi circa 10 miliardi già disponibili per il 2021 e la possibilità di compensare spese fino al 100% sostenute a partire da febbraio 2020, rappresenta un’occasione da non perdere. A tal fine, occorre accelerare il processo di programmazione, coinvolgendo il partenariato economico e sociale a livello nazionale e regionale, operando in continuità coi Programmi operativi 2014-2020 e privilegiando i POR rispetto ai PON, per rafforzare l’azione di resilienza e di ripresa a livello territoriale.

“I dati congiunturali del Mezzogiorno, al netto degli effetti della seconda ondata di contagi, certificano un 2020 ampiamente negativo. Le imprese meridionali hanno però dimostrato anche una significativa resilienza, una capacità di reazione che ha cercato di sfruttare le pur limitate opportunità concesse dalla pandemia e dagli strumenti di sostegno”. Ad affermarlo è Vito Grassi, vicepresidente di Confindustria e presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e per le Politiche di Coesione Territoriale. “È quindi sulle imprese che si deve puntare, per migliorare le previsioni di una modesta crescita ed evitare un aumento del divario Sud-Nord per il 2021-2022, sfruttando al meglio le politiche di coesione – aggiunge Grassi -. I buoni risultati di spesa degli ultimi due anni sulle politiche di coesione vanno assolutamente confermati nei prossimi tre anni, per non sprecare nessuna delle risorse del ciclo 2014-2020. Il nuovo ciclo 2021-2027 può contare anche su nuovi fondi aggiuntivi già immediatamente disponibili, come quelli del React EU, la cui efficacia dipende però da una strategia complessiva che sia realmente condivisa con le imprese, se si vuole realizzare una rapida ripresa e uno sviluppo di medio-lungo termine del Mezzogiorno e di tutto il Paese”.
(ITALPRESS).

Basilicata, presentato primo documento di gara per i trasporti

POTENZA (ITALPRESS) – “Oggi è una giornata importante, che porterà ad un cambiamento epocale per la mobilità lucana: con questa consultazione pubblica abbiamo avviato un procedimento che ci condurrà in tempi brevi alla redazione dei documenti di gara. La riforma è iniziata un anno fa e sta continuando a prendere corpo”. Lo ha detto oggi, l’assessore regionale ad Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra, a margine della consultazione pubblica online, promossa come punto di avvio di un procedimento che condurrà, dopo anni di attesa, alle gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano in Basilicata. “Il documento che pubblichiamo e che poniamo a base di consultazione con gli stakeholder – ha proseguito l’assessore – contiene i nuclei fondanti delle procedure di gara ed in particolare la quantificazione dei mezzi e del personale, analizzata in maniera scientifica su tutto il territorio regionale, nonchè i requisiti dei prossimi affidatari del servizio. I disciplinari di gara a partire dalla consultazione odierna dovranno essere pronti entro 60 giorni”.
“Prende avvio oggi, in pratica, la procedura di evidenza pubblica che porrà le basi del futuro della mobilità in Basilicata. A causa del Covid-19 – ha evidenziato l’esponente della giunta lucana – siamo stati costretti a convocare la consultazione in modalità telematica: in tempi normali avremmo dato vita ad un dibattito pubblico relativo ad un evento di condivisione e di analisi che la Basilicata stava aspettando da tempo. Ma non è stato possibile. L’obiettivo finale resta lo stesso e lo raggiungeremo”. L’assessore ha quindi ricordato che “rispetto al 2007, anno dell’ultima gara che aveva portato all’attuale servizio, ci sono stati numerosi cambiamenti. Basti pensare ai regolamenti europei che hanno portato alla definizione di norme nazionali che prevedono, prima di tutto, un costo base del servizio pubblico che non può scendere al di sotto di determinati parametri”. “Da qui a 18 mesi sono sicura che avremo cambiato definitivamente il volto della mobilità nella nostra regione. Una delle condizioni imprescindibili, naturalmente – ha specificato l’assessore – sarà la bigliettazione unica, per far sì che il nuovo sistema di mobilità realmente funzioni. Il Piano dei Trasporti che abbiamo approvato, infatti, è stato concepito, in maniera avanzata, in una chiave integrata tra i servizi su ferro e quelli su gomma, impensabile – ha concluso Merra – senza un sistema di bigliettazione unica, la cui progettazione abbiamo affidato insieme ai piani economici delle gare oggi oggetto di discussione”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Campania conferma limitazioni della “zona arancione”

NAPOLI (ITALPRESS) – L’Unità di Crisi, riunita questa mattina, conferma per la Campania le limitazioni già in vigore con la “zona arancione”. Nell’ordinanza in preparazione, e che sarà firmata entro oggi dal presidente Vincenzo De Luca, saranno previste le seguenti misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19. Per le attività di ristorazione sono previsti i ristori stabiliti a livello nazionale. Con efficacia dal 20 dicembre e fino al 23 confermate tutte le misure vigenti alla data odierna per effetto di disposizioni statali – ivi comprese quelle di cui all’art.2 del DPCM 3 dicembre 2020 (cd. “zona arancione”) – nonchè regionali (Ordinanza n. 96 del 10 dicembre 2020 su controlli degli arrivi e limitazioni alla mobilità sul territorio regionale) ; Divieto per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle ore 11 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche.
Per tutto l’arco della giornata, divieto di consumo di cibi e bibite, anche non alcoliche, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali. Per tutti gli esercizi commerciali, obbligo di misurazione della temperatura corporea agli avventori all’ingresso dei propri locali e di inibire l’ingresso laddove la temperatura risulti superiore a 37,5 ° gradi.
(ITALPRESS).

Covid, De Luca “In Campania no a mobilità anche tra piccoli comuni”

NAPOLI (ITALPRESS) – Vincenzo De Luca spinge sulla strada del rigore e della responsabilità. Nel corso del suo consueto appuntamento social del venerdì, il presidente della Campania chiede misure restrittive adeguate e omogenee per tutto il territorio nazionale. In ogni caso la Regione è pronta a seguire la sua linea “dura” negando la mobilità anche per i comuni sotto i 5mila abitanti e con “qualche ordinanza per vietare vendita di alcolici e di altro genere di consumo”.
“Massimo rigore per aprire tutto, ma per sempre” spiega Vincenzo De Luca che ancora una volta contesta le scelte del governo centrale: “Quando si prende un misura di carattere generale, per far si che questa abbia efficacia non deve avere 300 deroghe – afferma il governatore -. Se facciamo una deroga per i comuni sotto i 5mila abitanti, un’altra per le feste e per il cenone, non sono stato umano ma irresponsabile. Se si stabilisce che al pranzo di Natale possiamo ospitare due familiari non residenti, non possiamo fare altro che indignarci: chi è che poi controlla se arrivano due parenti o tre, quattro, cinque. Il momento di eventuale raccolta in famiglia – conclude De Luca – probabilmente aprirà di nuovo le porte delle terapie intensive”.
“La situazione drammatica del Veneto è la conferma di quanta cialtroneria ci sia nel meccanismo delle zone gialle e rosse – aggiunge – ha De Luca. Oggi il Veneto ha il triplo delle terapie intensive occupate e un milione di abitanti in meno rispetto a noi, però è in zona gialla” afferma De Luca che poi rivolge “un augurio ai nostri concittadini del Veneto che stanno pagando sulla propria pelle il propagandismo e le finzioni del governo nazionale e non solo nazionale”.
(ITALPRESS).

Calabria, Spirlì “Superato target spesa programmazione regionale”

CATANZARO (ITALPRESS) – “L’amministrazione Santelli è diventata una pietra miliare nella credibilità e nella fattibilità, oggi tocchiamo con numeri alla mano che si è lavorato bene e che i calabresi hanno potuto usufruirne in tempo reale. L’obiettivo di spesa fissato dalla Comunità europea per il 2020 nell’ambito del POR era di almeno 128milioni, ma quella effettuata è stata pari a 190milioni, superando il target previsto di 60 milioni. Questo consentirà di raggiungere il prossimo obiettivo di spesa già nel primo semestre del nuovo anno”. Lo ha affermato il presidente facente funzione della Regione Calabria, Nino Spirlì, in occasione di una conferenza stampa a Catanzaro. “Grazie al lavoro portato avanti con i tavoli partenariali – ha continuato – insieme alle rappresentanze sindacali e alle parti sociali, abbiamo consegnato una idea di futuro a chi verrà dopo di noi aprendo le porte del palazzo dall’interno”.
“Riguardo alla riprogrammazione del PSC, a seguito di quella definita a livello europeo e della sottoscrizione degli accordi con il Governo, sono stati destinati per il contrasto all’emergenza covid 500milioni del Por, programmati precedentemente su interventi irrealizzabili. Nello specifico: 140 milioni per l’emergenza sanitaria, 45 per istruzione e formazione, 180 per le attività economiche, 100 per il lavoro e 35 per il sociale. Avremo, inoltre, dal Governo una dotazione extra di 300 milioni. E’ il risultato ereditato dal più grande politico regionale, Jole Santelli, che ha fatto uscire la Calabria dall’isolamento e in onore della quale, il prossimo 28 dicembre, si terrà la cerimonia di intitolazione della Cittadella regionale” ha continuato Spirlì.
L’Autorità di gestione del Por Calabria, Maurizio Nicolai, ha spiegato che “le modifiche da parte dell’Europa sulla flessibilità della gestione dei programmi hanno previsto che la spesa dall’1 luglio a giugno 2021 sarà coperta interamente dalla commissione europea. Il nostro impegno deve essere quello di massimizzare questa spesa per arrivare ad ottenere una premialità aggiuntiva e libera. Per la programmazione 2021-27 abbiamo stilato un documento strategico in cui sono indicate proposte per tutti gli obiettivi e, su queste linee guida, la prossima amministrazione redigerà il programma. Si apre una stagione nuova in cui bisogna liberare somme impegnate, dal 2000 ad oggi, per progetti che non si faranno mai”.
(ITALPRESS).