Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, esprime apprezzamento per l’iniziativa presa dall’istituto bancario Intesa Sanpaolo a sostegno delle imprese turistiche che prevede la sospensione, per due anni, delle rate dei finanziamenti in essere. “Questo strumento – osserva Bardi – rappresenta una boccata d’ossigeno per le famiglie, considerato che il settore turistico lucano conta centinaia di imprese e migliaia di occupati. Le difficoltà che si trova ad affrontare il comparto – aggiunge Bardi – sono di portata straordinaria. Come Regione stiamo lavorando per attivare misure speciali e contiamo di essere affiancati nella nostra azione proprio dagli istituti bancari, che attraverso le loro capacità tanto possono fare per sostenere le imprese e le famiglie”.
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Intesa Sp sostiene le imprese turistiche, Bardi “Boccata d’ossigeno”
Suicidio imprenditore a Napoli, Conflavoro Pmi “lasciati soli”
“Una vicenda che gela il sangue e che andrà chiarita a fondo. Ma un fatto è già sicuro: quando un imprenditore arriva a compiere un gesto del genere, dobbiamo renderci conto che siamo arrivati tutti a un punto di non ritorno, Non un solo uomo, tutti”. Così Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro Pmi commenta il suicidio di un imprenditore di 57 anni di Napoli che si è impiccato nel capannone della sua azienda. “Questa disgrazia, dovuta o meno che sia al lockdown, è una tragedia immane per tutta Italia. Un dramma che si aggiunge a quello dei mille suicidi degli ultimi anni tra gli imprenditori a causa della crisi economica. Abbiamo sempre temuto, e credo sia una paura diffusa, che prima o poi qualcosa di irreparabile sarebbe avvenuto anche oggi, con una crisi che fa impallidire per gravità quella dell’ultimo decennio” continua Capobianco.
“Le nostre piccole imprese si sentono lasciate sole, hanno bisogno di risposte che dopo due mesi non sono però ancora arrivate, se non in modo parziale. Il sistema Italia nel suo insieme deve essere protetto e ricostruito – sottolinea il presidente di Conflavoro Pmi – e tutti dobbiamo fare la nostra parte. Ma è necessario che lo Stato per primo faccia la sua. Ripeto: questa vicenda andrà sicuramente vagliata nel suo contesto e noi possiamo solo esprimere cordoglio e rispetto in questo frangente. Un fatto è però incontrovertibile: la disperazione dei nostri imprenditori è ormai al culmine. Quando si ha sulle spalle la responsabilità di un’azienda, significa sentirsi addosso la responsabilità di decine di persone: dipendenti, fornitori, altre imprese che lavorano con te, altri collaboratori che affinano il tuo lavoro o che contano sul tuo operato”.
“Stiamo parlando di un macigno enorme – conclude Roberto Capobianco – indescrivibile a parole e che è comprensibile solo a chi fa impresa. Si tratta di un meccanismo perfetto al millimetro e dunque altrettanto delicato: come viene meno un ingranaggio, il crollo generale è innescato e i danni vanno limitati immediatamente, prima che tutto resti travolto. Allora diamoci da fare per riemergere dal fango di cui sono ormai coperti tutti gli italiani. Ma facciamolo subito, perché per molti purtroppo è già tardi. Non lasciamo che la disperazione prenda il sopravvento su altre persone. Lo Stato aiuti le nostre imprese e i nostri lavoratori a ripartire, non si faccia loro la carità con due spiccioli. Né si dia loro, come unica soluzione alla crisi, l’indebitamento perpetuo con le banche. Questo non è il momento delle polemiche, ma il governo deve capire che non ce la facciamo più. Basta”.
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Fitto “No al taglio delle risorse alle regioni del Sud”
“Le risorse assegnate alle regioni, che dovessero essere utilizzate per l’emergenza Covid, devono essere spese nello stesso territorio regionale al quale sono state assegnate”. Così Raffaele Fitto, eurodeputato di Fratelli d’Italia, illustrando in conferenza stampa l’emendamento approvato in Consiglio regionale della Puglia. “È un emendamento – ha spiegato – che dà molta forza a chi deve andare in Conferenza Stato-Regioni per dire no al taglio delle risorse assegnate alle regioni del sud per darle a quelle del nord”.
“Pensavamo che questa battaglia potesse essere approvata all’unanimità in Consiglio regionale”, ha evidenziato Fitto, aggiungendo poi che ci sono comunque stati “consiglieri di maggioranza che hanno utilizzato la testa e hanno avuto un atteggiamento collegato a un voto di coscienza”.
“L’altra parte dell’emendamento – ha proseguito – è frutto di una proposta che avevo lanciato nei giorni scorsi e indica in modo chiaro una alternativa. Ci sono due voci di spesa per il Mezzogiorno: i soldi europei e il fondo per sviluppo e coesione. Se proprio dovete prendere queste risorse, prendetele sul fondo di sviluppo e coesione e riassegnatele nel giro di uno o due anni sulla stessa fonte di finanziamento. Perché non viene fatto questo? La cosa grave – ha aggiunto Fitto – è che il governo cerca di prendere le risorse europee perché sono fresche, disponibili e in cassa; le risorse nazionali non possono essere spese subito, diversamente non si spiegherebbe”.
“La Puglia – ha proseguito – ha 7,1 miliardi di risorse europee, al momento ne ha impegnati 3,7 e ne ha spesi 1,9, nel programma 2014-2020. C’è il 50% di risorse non ancora impegnate né spese. La Regione Puglia nel fondo sviluppo e coesione ha avuto assegnati 2,7 miliardi per il 2014-2020. Di questi sono stati impegnati 479 milioni e spesi 51 milioni. C’è un problema politico che non va affrontato con le dichiarazioni ma con gli atti. In Consiglio regionale – ha sottolineato – abbiamo presentato l’emendamento con il gruppo di Fratelli d’Italia che consente di condurre e rafforzare la battaglia per non firmare l’accordo con il Governo che regala soldi freschi europei e accetta una promessa di vederseli restituiti sul fondo di sviluppo e coesione”. Per Fitto c’è la “necessità di aprire un dibattito nella regione per capire che battaglia facciamo per difendere queste risorse, chiedendo al governo di avere una risposta. Chiediamo anche – ha aggiunto – alla Regione, a Emiliano di capire come vuole comportarsi su questa vicenda e di discutere delle risorse che sono assegnate alla Puglia e risultano non essere spese”.
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Regione Puglia inizia sperimentazione terapia al plasma
La Regione Puglia dà il via alla sperimentazione per la immunoterapia passiva con plasma raccolto da pazienti guariti da infezione Covid-19. L’Azienda Ospedaliera – Università di Padova, infatti, ha confermato la collaborazione con la Regione Puglia per la determinazione del titolo di Anticorpi neutralizzanti anti-SARS-CoV-2 sui campioni di sangue di pazienti guariti. E l’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata sta completando gli adeguamenti organizzativi necessari all’esecuzione del test, quindi entro poche settimane anche la Puglia potrà contare di un laboratorio per la sperimentazione sul proprio territorio. “Saranno coinvolti tutti i reparti Covid pugliesi individuati dal piano ospedaliero dell’emergenza. La battaglia contro il Covid passa così dalla difesa e dalla prevenzione, all’attacco, attraverso la ricerca” dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
Sono pochissimi in Italia i laboratori per la determinazione del titolo di Anticorpi neutralizzanti: da un lato quindi ci stiamo attrezzando per avere a Foggia con l’Istituto zooprofilattico tutto il necessario e dall’altro facciamo rete con altre eccellenze italiane, si parte subito con la collaborazione con il Laboratorio di microbiologia dell’Azienda Ospedaliera e universitaria di Padova che ringrazio. E ringrazio sin d’ora tutti i pugliesi guariti che stanno dando il loro assenso alla donazione di plasma. Un piccolo gesto di enorme importanza per tutti” conclude il governatore pugliese. Il Comitato etico dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Bari il 10 aprile ha approvato tempestivamente il protocollo “Studio interventistico per valutare l’efficacia e la sicurezza della immunoterapia passiva con plasma raccolto da pazienti guariti da infezione Covid-19 (“convalescent plasma” o “plasma iperimmune”), nel trattamento delle forme moderate/severe di Covid-19. Il 16 aprile è stato approvato in via definitiva dal Centro Nazionale Sangue.
Secondo una prima stima del Direttore del Centro Regionale Sangue, abbiamo già 50 pazienti guariti potenziali donatori dimessi dall’Azienda Policlinico oltre i pazienti dimessi dagli altri Ospedali COVID regionali, che potrebbero avere le caratteristiche richieste dal protocollo. La particolarità del protocollo della Regione Puglia è che non ci si è limitati ad individuare un solo ospedale, abbiamo inteso coinvolgere tutti gli ospedali inseriti nella rete ospedaliera COVID, ciò significa che potremo estendere la sperimentazione su tutto il territorio regionale. In questa fase, il Centro Regionale Sangue dovrà organizzare l’applicazione del protocollo in collaborazione con i Servizi trasfusionali degli Ospedali COVID, al fine di poter reclutare i pazienti. Confidiamo nel gesto di solidarietà dei pazienti guariti, perché possano contribuire a donare speranza a chi è affetto da COVID.
“La terapia con il plasma, già utilizzata per Ebola e Sars, è una immunoterapia passiva sperimentale e consiste nella somministrazione al paziente degli anticorpi presenti nel plasma dei pazienti guariti – spiega Angelo Ostuni, direttore dell’Unità operativa di Medicina Trasfusionale del Policlinico di Bari – le unità operative di Malattie Infettive e Medicina Interna Murri del Policlinico di Bari ci hanno già trasmesso un elenco di pazienti guariti che stiamo contattando per fare lo screening iniziale pre-donazione. Sulla base della valutazione anamnestica potremo individuare gli idonei alla donazione del plasma. Per l’applicazione terapeutica, prevista in pazienti con malattia di grado moderato e severo, si farà riferimento ai reparti clinici di Rianimazione e Pneumologia”. Per il direttore del dipartimento Politiche per la Salute Vito Montanaro “La campagna “donaemozioni” ha ancora più valore in questo particolare periodo. Pur comprendendo la volontà dei pazienti guariti dal Covid di cancellare l’esperienza vissuta, la donazione del proprio plasma, può aiutare a guardare al futuro con ottimismo, nella consapevolezza di aver aiutato chi ancora sta soffrendo”.
“Firmiamo una convenzione tra Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Bari e Azienda ospedaliera Università di Padova che è molto più di un atto amministrativo, è un’alleanza per la ricerca e rappresenta una scommessa per il futuro – dichiara il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – la collaborazione tra aziende ospedaliere e sistemi sanitari che permette sperimentazione e innovazione e mette a confronto le eccellenze scientifiche costituisce il più efficace patto per la salute che possiamo stipulare con i cittadini”.
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Santelli “Non ritiro ordinanza su ristoranti in Calabria”
“Boccia ha chiesto che ritiri l’ordinanza? Non ci penso nemmeno, io sono convinta di aver fatto un’estensione del DPCM, non una violazione amministrativa né un atto di lesa maestà. Scommetto una cena, appena sarà possibile, ve la offro se entro 10 giorni il governo non apre i ristoranti”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Jole Santelli, Presidente della Regione Calabria. Berlusconi sapeva della sua ordinanza? ”No, perché io sono un po’ estemporanea. Non pensavo che succedesse tutto questo frastuono però. Poi mi ha chiamato e mi ha dato ragione”.
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Carolina Varchi responsabile Fdi per politiche del Mezzogiorno
La parlamentare palermitana di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, è stata nominata dal presidente del partito Giorgia Meloni, quale responsabile del Dipartimento delle politiche per il Mezzogiorno. Nomina che arriva nell’ambito della riorganizzazione del partito.
“Ringrazio Giorgia Meloni per avermi affidato la guida di questo importante dipartimento – dice la deputata -. Mai come in questa epoca una forza dalla vocazione autenticamente patriottica come la nostra, deve farsi portavoce della voglia di ripartire che proviene dal Sud e dalle Isole d’Italia. Difenderò il sogno di un Mezzogiorno che innova e produce che va oltre il sole e il mare, valorizzando appieno le bellezze naturali e storiche, che trattiene i suoi ragazzi con infrastrutture e imprese al passo con le sfide che ci attendono”, conclude Varchi.
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Mattarella “La Torre e Di Salvo esempi di impegno civile”
“A trentotto anni dall’uccisione per mano mafiosa di Pio La Torre e Rosario Di Salvo desidero unirmi, nel ricordo della loro esemplare testimonianza di impegno civile, ai promotori e ai partecipanti, in collegamento da remoto, alla manifestazione di doveroso ricordo”. E’ il messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al centro studi Pio La Torre, nel giorno del 38esimo anniversario delle uccisioni politico-mafiose di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. “L’iniziativa odierna, seppure rimodulata a causa dell’emergenza sanitaria, consolida il percorso avviato dal centro Pio La Torre nella diffusione della cultura della legalità, sostenendo, attraverso attività formative rivolte alle nuove generazioni, la maturazione di una coscienza civile, fattore determinante – aggiunge Mattarella – per contrastare il radicamento di ogni forma di condizionamento della criminalità organizzata nel tessuto sociale, economico e politico”.
“Assume particolare interesse – sottolinea il capo dello Stato – l’indagine annuale sulla percezione del fenomeno mafioso, svolta ogni anno tra gli studenti coinvolti nel progetto educativo antimafia e antiviolenza, i cui risultati, presentati nel corso dell’incontro, costituiranno un’ulteriore opportunità di riflessione e di proficuo confronto, nella consapevolezza del valore del prezioso apporto dei giovani nel comune impegno per l’affermazione della legalità. Con questo spirito, invio a tutti voi un cordiale saluto”.
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Coronavirus, in Calabria riaprono bar e ristoranti
“Ho firmato un’ordinanza per la fase 2 di ripartenza. Misure nuove, al pari di altre regioni e alcune uniche sul territorio nazionale; tutte parlano il linguaggio della fiducia”. Così il presidente della Regione Calabria, Jole Santelli.
“Poichè in queste settimane i calabresi hanno dimostrato senso civico e rispetto delle regole, è giusto che oggi la Regione ponga in loro fiducia – aggiunge -. Sapranno dimostrare buon senso nel gestire i nuovi spazi di apertura che la Regione ha deciso di consentire, anche oltre il dettato del Governo”.
“A partire da domani 30 aprile – spiega Jole Santelli – sono consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune o verso altro Comune per lo svolgimento di sport individuali; sono consentiti gli spostamenti per raggiungere le imbarcazioni di proprietà da sottoporre a manutenzione e riparazione, per una sola volta al giorno; è confermato il disposto dell’Ordinanza 32/2020 in materia di attività agricole e di conduzione di piccoli allevamenti di animali svolte in forma amatoriale, di stabilimenti balneari, di attività di trasformazione dei prodotti industriali; è confermato il disposto dell’Ordinanza 36/2020 per come integrato da quanto previsto dall’articolo 1 lettera a) del DPCM 26 aprile 2020”.
Inoltre, aggiunge, “è consentita la ripresa delle attività di ristoranti, pizzerie, rosticcerie per la preparazione dei relativi prodotti da effettuarsi a mezzo asporto; è consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto; le attività di cui ai punti 5 e 6 possono essere riattivate presso gli esercizi che rispettano le misure minime ‘anti-contagio’ di cui all’allegato 1 parte integrante alla presente Ordinanza e ferma restando la normativa di settore; sono consentiti gli spostamenti per l’assistenza a persone non autonome, ivi comprese quelle per le quali occorre prestare assistenza ai sensi della Legge nazionale 104/92 e s.m.i., in quanto rientranti nei motivi di salute, nonchè il contenuto dell’Ordinanza 29/2020 nei punti dal 4 al 9 e nell’allegato 1, ove non in contrasto con la presente Ordinanza; è consentita l’attività di commercio di generi alimentari presso i mercati all’aperto, inclusa la vendita ambulante anche fuori dal proprio Comune, fermo restando il rispetto delle distanze interpersonali e l’uso delle mascherine e guanti; è consentita l’attività di commercio al dettaglio, anche in forma ambulante di fiori, piante, semi e fertilizzanti”, conclude Jole Santelli, presidente della regione Calabria.
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