Epifania e dolci, un business per cinquemila imprese in Lombardia e 40 mila in Italia. Crescono gli addetti, +9% in cinque anni. A Milano quasi 2 mila imprese crescono del 5% in cinque anni, addetti + 10%. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati al terzo trimestre 2019 relativi alle imprese attive nel settore dolciario tra produzione, commercio all’ingrosso e dettaglio.
Sono 40.483 le imprese attive in Italia nella produzione e commercio di prodotti da forno, stabile in cinque anni, un comparto che offre lavoro a circa 167 mila addetti + 9% in cinque anni. Prime in Italia Napoli con 2.447 imprese dolciarie, + 7,7% in cinque anni, seguita da Roma con 1.875, +6,7%, Milano con 1.844, + 5,2%, Torino con 1.540, seguono con oltre mille imprese Palermo, Catania, Bari e con quasi mille Salerno (+11%, prima per crescita tra i principali centri dolciari). Per addetti prima Milano, con oltre 9 mila seguita da Roma con 7 mila circa, Napoli e Torino con circa 6 mila.
(ITALPRESS).
EPIFANIA E DOLCI, A NAPOLI BUSINESS PER 2447 IMPRESE
DUE AGGRESSIONI CONTRO MEDICI A NAPOLI
Ancora violenze nei confronti del personale medico, a Napoli. L’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate” ha denunciato sul suo profilo Facebook due aggressioni in poche ore.
Nel primo caso, nel quartiere Barra, è stato lanciato un petardo verso un’ambulanza: nell’aprire la portiera del mezzo, il medico in servizio è stato “investito da una deflagrazione causata da un fuoco d’artificio”. Il secondo caso si è verificato all’ospedale San Giovanni Bosco, dove una dottoressa è stata aggredita verbalmente e poi colpita con una bottiglia in faccia da un paziente probabilmente psichiatrico, senza un apparente motivo.
(ITALPRESS).
FONDI UE, LA PUGLIA RAGGIUNGE IL TARGET DI SPESA
Il Programma operativo POR Puglia FESR – FSE 2014/2020 ha raggiunto e superato il target di spesa previsto a dicembre 2019, certificando alla Commissione europea una spesa pari a 1.922.268.212 euro (totale quota pubblica), di cui 1.538.329.888 euro a valere sul FESR e 383.938.325 euro sul FSE (rispetto all’obiettivo previsto per evitare il disimpegno delle risorse la spesa certificata è risultata superiore di oltre 80 milioni di euro). Rispetto a dicembre 2018 è stata certificata una spesa aggiuntiva pari a 616.014.753 euro (di cui 510.960.680 euro a valere sul FESR e 105.054.074 euro sul FSE). La Puglia, spiega una nota della Regione, “si conferma ancora una volta una regione particolarmente attenta all’utilizzo dei fondi comunitari, grazie al significativo impegno svolto da tutto il personale delle strutture regionali direttamente impegnate, nonché al lavoro di tutti i soggetti beneficiari dei progetti ammessi a finanziamento che hanno consentito di conseguire obiettivi di spesa particolarmente impegnativi”.
“L’efficienza della Regione nel raggiungere e superare gli obiettivi di spesa dei fondi comunitari – spiega il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – è un orgoglio di questa Amministrazione, attenta a non sprecare un solo euro di fondi indispensabili alla crescita economica e al rinnovamento infrastrutturale in tutti i campi. La capacità di spesa calibrata sulle esigenze del territorio è un moltiplicatore per le azioni previste dal programma di governo. La virtuosità della gestione ci permette di andare a testa alta in Italia e in Europa, con evidenti ricadute sui servizi e gli incentivi per cittadini, istituzioni e imprese”.
“Sono molti i fiori all’occhiello della stagione di questi fondi comunitari – commenta l’assessore a Bilancio e Programmazione, Raffaele Piemontese – con gli stanziamenti UE riusciamo a finanziare l’innovazione delle imprese, i progetti giovanili, lottiamo contro il rischio idrogeologico e investiamo in cultura. Dobbiamo continuare così e far sempre meglio”.
“La notizia dell’avvenuto raggiungimento e superamento, per la Regione Puglia, del target di spesa dei fondi europei previsto al 31 dicembre 2019, rappresenta certamente la conferma dell’ottimo lavoro che il Governo regionale, assieme a tutta la struttura burocratica e amministrativa, sta compiendo nell’utilizzo delle ingenti risorse comunitarie destinate alla nostra regione e necessarie a sostenere e incentivare la crescita e lo sviluppo del nostro territorio – afferma l’assessore allo Sviluppo economico Mino Borraccino -. Alla data del 31 dicembre 2019, la Regione Puglia ha certificato alla Commissione Europea una spesa a valere sul Programma Operativo POR Puglia FESR – FSE 2014/2020 pari a poco meno di 2 miliardi di euro, superando l’obiettivo previsto di oltre 80 milioni di euro ed evitando così il rischio di disimpegno delle risorse. Questi numeri attestano come la Puglia rappresenti un modello di riferimento nella spesa dei fondi comunitari e una Regione particolarmente virtuosa e attenta all’utilizzo di queste risorse che dimostra di saper utilizzare in maniera efficace”.
“Per quanto riguarda, più direttamente, le risorse del POR 2014-2020 che interessano l’assessorato allo Sviluppo economico che ho l’onore di guidare, sono particolarmente soddisfatto – sottolinea Borraccino – per i lusinghieri risultati in termini di certificazione della spesa che riguardano l’Asse I (“Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione”) e l’Asse III (“Competitività delle piccole e medie imprese”) e, per questo, ringrazio il Direttore del Dipartimento “Sviluppo Economico”, Prof. Domenico Laforgia, assieme ai Dirigenti e a tutto il personale dell’assessorato. Attraverso i molteplici strumenti di incentivazione che la Regione, soprattutto tramite la sua società in house “Puglia Sviluppo”, ha attivato in questi anni a valere su queste risorse, infatti, stiamo fornendo un ausilio concreto e molto efficace al sistema produttivo pugliese supportando tantissime aziende, di qualunque dimensione, nella realizzazione dei loro progetti in Ricerca e Sviluppo, internazionalizzazione, innovazione di processo e di prodotto, miglioramento nell’accesso al credito, dando in questo modo un impulso significativo allo sviluppo del territorio e determinando al contempo ricadute molto positive in termini di crescita occupazionale”.
“Sono molto orgoglioso – conclude Borraccino – per il lavoro che stiamo realizzando che, sono certo, proseguirà con la stessa forza e determinazione anche nei prossimi mesi. La strada tracciata per il benessere della Puglia e della collettività è stata tracciata. Occorre, ora, perseguirla fino in fondo”.
(ITALPRESS).
AL VIA I SALDI IN SICILIA E BASILICATA
Al via i saldi invernali. La stagione degli sconti si apre in Basilicata, Sicilia e Valle d’Aosta, mentre nelle altre regioni inizierà il 4 o il 5 gennaio. L’Onf – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, stima che oltre 9 milioni di famiglie – quindi il 38% del totale – effettueranno acquisti approfittando delle promozioni, con un andamento delle vendite in diminuzione del -1,3% rispetto allo scorso anno. La spesa media ammonterà a 179,20 euro per ogni famiglia.
La flessione è imputabile soprattutto agli acquisti effettuati in occasione del Black Friday, visto che quest’anno sono stati in molti ad approfittare degli sconti applicati nell’ultimo venerdì di novembre, sottolinea in una nota l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che invita coloro che abbiano intenzione di effettuare acquisti, approfittando dei saldi, a tenere a mente alcune raccomandazioni importanti: “Il rischio di incorrere in un inganno purtroppo è sempre dietro l’angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino decisamente poco vantaggiose è concreta”.
Federconsumatori ricorda che l’articolo 15 del Decreto legislativo 114/98 dispone che il cartellino debba indicare sia il prezzo “pieno” che quello ridotto nonché la percentuale di sconto. Per evitare che i potenziali clienti possano confondere la merce in saldo con gli altri articoli in vendita sarebbe inoltre utile separare le due tipologie di prodotto. Lo sconto riportato sul cartellino è quello che l’esercente è tenuto ad applicare quindi, nel caso in cui alla cassa venga chiesto il pagamento di una cifra differente, è opportuno farlo presente al negoziante. Qualora si presentino difficoltà non esitare a rivolgersi alla Polizia Municipale.
La normativa vigente obbliga gli esercizi commerciali a garantire ai clienti il pagamento tramite pos, quindi con carta di credito o bancomat. Nel caso in cui l’esercente non consenta tale opzione di pagamento, è possibile segnalare l’episodio alla Guardia di Finanza. In linea di massima è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano entrambi i prezzi (quello pieno e quello scontato) e la percentuale di sconto nonché diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%), dietro a cui potrebbe nascondersi un tentativo di truffa o un prodotto contraffatto.
Per quanto riguarda prove e cambi, i punti vendita non sono tenuti per legge a permettere la prova dei capi di abbigliamento prima dell’acquisto così come, in assenza di vizi o difetti, consentire il cambio del prodotto è rimessa alla discrezionalità del commerciante. Nel caso in cui il negoziante lo consenta, è quindi sempre meglio provare l’articolo e, prima del pagamento, chiedere all’esercente termini e condizioni per l’eventuale possibilità di sostituzione. In ogni caso consigliamo di diffidare di quegli esercizi che non consentono di provare i capi, potrebbe essere indice di mancata trasparenza.
È buona norma, evidenzia Federconsumatori, evitare di acquistare prodotti la cui etichetta non indichi, oltre alla composizione, anche le modalità di manutenzione: “Si eviteranno così spiacevoli incidenti nelle operazioni di lavaggio”.
In merito alle garanzie, se da una parte il negoziante non è tenuto per legge a sostituire un prodotto integro, la situazione cambia radicalmente in caso di prodotto difettoso. Il Decreto legislativo 24/2002 stabilisce che un periodo di garanzia di due anni per i prodotti nuovi e di un anno per i beni usati, anche nel caso di merce acquistata a saldo: è quindi bene conservare lo scontrino (e possibilmente fotocopiarlo, considerando che le ricevute in carta chimica tendono a sbiadire dopo pochi mesi) per chiedere al negoziante la sostituzione del prodotto difettoso e che comunque presenti un vizio di conformità, emerso entro i 24 mesi dall’acquisto, che ne pregiudichi l’utilizzo.
In alternativa alla sostituzione è possibile usufruire della riparazione o richiedere una riduzione proporzionale del prezzo o ancora scegliere la risoluzione del contratto. L’opzione scelta, puntualizza Federconsumatori, non deve risultare eccessivamente onerosa o oggettivamente impossibile per il venditore. Il bene deve essere conforme al contratto di vendita o comunque alle descrizioni rilasciate: nel caso in cui questo non avvenga, il cliente può chiedere il rimborso del prezzo pagato. Federconsumatori segnala che anche la pubblicità deve rispondere a tale criterio.
Qualora il venditore rifiuti di ottemperare ai propri doveri o venga richiesto il pagamento delle riparazioni adducendo alla mancata copertura del difetto nel quadro della garanzia ma tali dichiarazioni non risultino opportunamente dimostrabili, il consumatore potrà rivolgersi al Giudice di pace del Tribunale più vicino oppure chiedere assistenza ad uno sportello Federconsumatori.
Al fine di evitare equivoci, è opportuno tenere presente che gli impegni assunti dal produttore, cioè le garanzie convenzionali, sono vincolanti per il produttore stesso ma non sostituiscono la garanzia legale quindi riparazioni e sostituzioni devono essere richiesti direttamente al negoziante: sarà poi quest’ultimo, in presenza di garanzia convenzionale, ad indirizzare eventualmente il cliente al servizio assistenza del produttore.
Per gli acquisti online, a differenza di quanto accade per gli acquisti effettuati direttamente nei negozi, nel caso dello shopping online non è sempre possibile consultare tutte le informazioni relative al prodotto. E’ pertanto opportuno, ricorda Federconsumatori, controllare con attenzione la completezza e l’esaustività della descrizione e la buona qualità delle immagini disponibili per inquadrare il prodotto nel suo complesso.
Proprio tenendo in considerazione l’impossibilità di verificare fisicamente le condizioni e la qualità dei prodotti, il Codice del Consumo prevede particolari tutele per gli acquisti online e a distanza: è il caso ad esempio del diritto di recesso che, come già precisato, non sussiste per gli articoli comprati nei locali commerciali. L’utente ha 14 giorni di tempo a partire dal momento della consegna per restituire il prodotto e richiedere il rimborso totale dell’importo pagato. Ad ogni modo è preferibile consultare sul sito scelto le indicazioni relative al diritto di recesso.
Nel caso in cui l’acquisto non avvenga dal sito dell’azienda ma attraverso un’altra piattaforma, è necessario verificare l’affidabilità dell’intermediario e la provenienza della merce.
Per garantire la sicurezza dei pagamenti, siano essi effettuati tramite carta di credito, carta di debito, bonifico o altri mezzi, è importante utilizzare una connessione protetta, controllare che l’indirizzo del sito web sia preceduto da HTTPS (e non da HTTP) e verificare la presenza, in basso a destra nella pagina della transazione, la presenza dell’immagine di un lucchetto.
Federconsumatori ricorda infine che tutti i siti sono tenuti a riportare l’informativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali.
(ITALPRESS).
PROVENZANO “100 MILIARDI PER IL SUD”
ROMA (ITALPRESS) – Il piano per il Sud “sarà decennale, oltre 100 miliardi con fondi Ue”. Lo dice, in un’intervista a Repubblica, il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, che aggiunge: “I primi tre anni realizzeremo le novità della legge di Bilancio. Negli altri sette attueremo meglio la programmazione europea. I soldi ci sono, ma bisogna metterli a terra e capire cosa farci”. “Il Sud – aggiunge – non è una terra dimenticata, ma la vera emergenza nazionale. Ecco perché in manovra abbiamo trasformato il principio teorico del 34% in norma di legge valida ex ante, non come controllo a posteriori. D’ora in poi un terzo di tutti gli investimenti nazionali andrà al Sud, in proporzione alla sua popolazione”. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza afferma: “Quanti lo vogliono cancellare probabilmente non hanno mai parlato con chi mette insieme pranzo e cena grazie a quel sostegno.
Ma la misura va profondamente rivista per correggerne le storture, coinvolgendo gli attori sociali, come l’Alleanza per la povertà, separando gli obiettivi di contrasto alla povertà e attivazione al lavoro. Il reddito da solo però non crea posti. Per quello servono gli investimenti”.
(ITALPRESS).
DE LUCA “2019 STRAORDINARIO PER LA CAMPANIA”
“Vorremmo dedicare il 2020 alle politiche per le donne, incrementando il lavoro già fatto e avviando una formazione professionale mirata per agevolare il loro ingresso nei settori produttivi, oltre a creare condizioni migliori di vita aprendo più asili nido”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel consueto incontro di fine anno con la stampa. De Luca definisce l’anno che sta per concludersi “un anno straordinario per la Regione Campania”. Parla della fine del commissariamento della sanità campana. “Un risultato storico – dice – ottenuto perchè abbiamo fatto dei miracoli, riuscendo a dimezzare i tempi per le liste d’attesa, a ridurre il numero dei parti cesarei, abbiamo raggiunto gli obiettivi per le vaccinazioni, realizzato la rete dell’infarto del miocardio, ridotto i tempi per le operazioni di fratture al femore. Adesso questo miracolo deve continuare, umanizzando fino in fondo la nostra sanità eliminando del tutto le liste d’attesa e i tetti di spesa. Con l’approvazione del Piano ospedaliero non abbiamo chiuso una struttura, non avveniva da 10 anni; abbiamo assunto 7600 nuovi dipendenti tra medici e infermieri e, nei tempi di pagamento ai fornitori abbiamo raggiunto e superato la Lombardia, eliminando le società di intermediazione finanziaria”.
“Dopo 20 anni – continua il governatore – siamo riusciti a strappare un finanziamento per l’edilizia sanitaria pari a 1,08 miliardi di euro. Manca ancora una rete territoriale che stiamo però sviluppando e recupereremo anche l’ultima criticità che riguarda gli screening oncologici. E’ un bilancio che da solo – afferma De Luca – meriterebbe il rispetto per un governo regionale. Siamo riusciti a recuperare in 2,5 anni decenni di ritardi nella sanità. Credo davvero possiamo camminare a testa alta”. Sul Piano lavoro varato dalla Palazzo Santa Lucia dice: “Nessuna Regione in Italia può vantare un Piano come la Campania: a febbraio completiamo le procedure del concorso regionale. Cambiamo la vita a 3mila ragazzi che non dovranno emigrare per un lavoro, ed è qualcosa che mi dà una grande emozione. Proseguiremo con altri concorsi. Il Governo ha appena approvato una misura per cui la graduatoria del concorso regionale avrà valore per 2 anni. Peccato non aver avuto risposte dal Governo per assumere 200mila giovani nella PA”.
Sulle crisi industriali che hanno colpito la Campania, De Luca si sofferma sulla vertenza Whirpool: “L’unica proposta concreta è stata la nostra che nell’accordo di programma con l’azienda la Regione si è detta pronta ad investire 20 milioni”. Il presidente della Regione parla poi delle politiche abitative “con 350 milioni investiti per nuove abitazioni”, e del bando per artigiani, ambulanti e commercianti, destinatari, entro maggio, del bando da 30 milioni. Sui trasporti De Luca afferma che “entro un anno e mezzo saremo al top. Abbiamo appena consegnato 150 nuovi pullman alle aziende di trasporto locale, nell’ambito di un programma di acquisti il più vasto d’Italia, sia su gomma che su ferro. A gennaio partiranno i lavori nelle stazioni EAV di Porta Nolana e Piazza Garibaldi, che saranno all’altezza di una città come Napoli”. Sul sistema aeroportuale De Luca rivendica il sistema unico di gestione degli scali di Capodichino e di Salerno: obiettivo 17 milioni di passeggeri, e investimenti pari a 270 milioni di cui 100 fondi regionali. Sulle politiche sociali, il governatore si sofferma sui 135mila abbonamenti di trasporto gratuiti agli studenti, “un investimento del genere non lo fa neanche la Lombardia che ha il doppio del Pil campano”.
Sui temi ambientali De Luca ribadisce l’efficacia del Piano regionale, con 15 impianti di compostaggio (a gennaio partiranno i lavoro per l’impianto di Pomigliano), risorse ai Comuni per aumentare la raccolta differenziata, l’eliminazione finora di 500mila ecoballe (“cinque volte in più rispetto a quanto fatto in 5 anni dal governo precedente”), e assenza di nuovi termovalorizzatori. Sulla Terra dei Fuochi il governatore non risparmia qualche critica a Ministero dell’Interno, Guardia di Finanza e Carabinieri che, dice: “Avrebbero dovuto fare qualcosa in più nella prevenzione dei roghi tossici”. Nel settore culturale ricorda la legge sul cinema, i festival di teatro, e le mostre internazionali. Parla del successo dell’Universiade che ha portato al rinnovo di oltre 70 impianti sportivi, e nel ringraziare i gruppi di lavoro della Regione, in particolare coloro che si sono occupati di politiche comunitarie che “hanno permesso di recuperare anche i ritardi nella certificazione del programma 2000-2006”, ha annunciato che tra gennaio e febbraio “presenteremo delle idee-progetto di trasformazione urbana per la città di Napoli, per dare una nuova immagine” al capoluogo partenopeo.
(ITALPRESS).
SICILIA, ESERCIZIO PROVVISORIO ENTRO FINE ANNO
Dopo la firma del capo dello Stato, la Gazzetta ufficiale della Repubblica ha pubblicato il decreto legislativo che autorizza la Regione Siciliana al ripiano in dieci anni del disavanzo 2018. La norma consente di approvare l’assestamento, in linea con le risultanze della parifica, oltre che alleggerire il ripiano del disavanzo nel 2020, ’21 e ’22.
Intanto, il governo Musumeci ha dato agli uffici finanziari le linee-guida per l’elaborazione dell’esercizio provvisorio, che verrà approvato a Palazzo Orleans entro fine anno. Le direttive prevedono la garanzia del pagamento di tutti gli stipendi e la applicazione di apposite formule per il recupero di eventuali mensilità di stipendi pregressi.
“Con la parifica arrivata il 13 dicembre – osserva il presidente della Regione Nello Musumeci – gli uffici finanziari della Regione hanno avuto appena sette giorni lavorativi per approntare tutti gli strumenti finanziari necessari: ci sono riusciti. Li ringrazio di cuore per il particolare impegno che stanno profondendo, anche in queste ore. Per le stesse ragioni voglio esprimere apprezzamento al presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, al presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona ed ai deputati componenti”.
“Entro giorno 31 – chiarisce il governatore – l’esercizio provvisorio, limitato a soli due mesi, arriverà all’Ars che potrà esaminarlo già ai primi dell’anno nuovo. Entro gennaio, comunque, la Giunta licenzierà anche i disegni di legge del bilancio definitivo e di Stabilità, senza più alcun collegato. La Regione, così, potrebbe avere i suoi strumenti contabili operativi già a febbraio, per evitare agli Enti locali di dovere attendere fino al mese di maggio, com’era triste prassi nel passato”.
(ITALPRESS).
OSPEDALE DI GROTTAGLIE, APPROVATO PIANO DA 8,5 MLN
“Prospettive importanti per l’ospedale di Grottaglie: con delibera del direttore generale del 17 dicembre, la Asl di Taranto ha approvato i lavori di riconversione del ‘San Marco’ in presidio post acuzie (ppa) e presidio territoriale assistenziale (pta) ed ha indetto la gara per l’affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori”. A dirlo in una nota l’assessore alle Attività produttive della Regione Puglia Mino Borraccino. “Il costo complessivo delle opere ammonta a 8 milioni e 500 mila euro ed è finanziato con risorse già disponibili a valere sui fondi Fesr puglia 2014-2020 – azione 9.12 – aggiunge Borraccino -. Si tratta di una buona notizia per la sanità jonica che potrà così contare su una struttura assistenziale e riabilitativa all’avanguardia importante per il territorio, con circa 111 posti letto, di supporto al poc di taranto che andrà ad integrare i servizi sanitari e socio-sanitari per rispondere efficacemente alle esigenze funzionali dell’utenza”.
Grottaglie si conferma così: Centro di riabilitazione (respiratoria, cardiologica e fisiatrica) post acuzie, Lungodegenza, Geriatria, Medicina, Laboratorio analisi, Radiologia, Punto di primo intervento, Farmacia, con una serie di day service chirurgici e medici, nella fattispecie ginecologia, urologia, chirurgia, ortopedia, terapia del dolore, diabetologia e chirurgia plastica. “Nonostante Grottaglie è uscita non bene dai tagli del piano di riordino – spiega Borraccino – col lavoro collettivo di politica, tecnici e associazioni si stanno aprendo importanti prospettiva, in ambito sanitario, per il bacino d’utenza della città delle ceramiche e per l’intero territorio provinciale. Ringrazio infine il dg rossi per aver celermente approvato questa importante delibera, ascoltando tutti i referenti istituzionali del territorio”.
(ITALPRESS).












