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PUGLIA, EMILIANO: “2019 NON FACILE, MA NUMERI OK”

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“Il 2019 è stato un anno non facile perché i principali problemi del Paese si sono verificati in Puglia. La questione dell’Ilva non ce la siamo inventata noi, le difficoltà del sistema bancario italiano non ce le siamo inventate noi. Per il resto i numeri della Regione sono tra i migliori che si potessero immaginare”.
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, chiamato dai giornalisti a tracciare un breve bilancio dell’anno che sta per concludersi, a margine della conferenza stampa di presentazione degli eventi di Capodanno in Puglia.
“Ovviamente parlare di numeri a chi sta male – ha aggiunto Emiliano – non ha senso, non faccio l’errore di rispondere con le statistiche a chi non ha lavoro, a chi ha difficoltà nella vita quotidiana, chiedo scusa per non essere riuscito a fare quello che loro si aspettavano. Tutti coloro che sono arrabbiati con me hanno ragione per definizione. Però devo dire che per me è stato molto più difficile il primo mandato da sindaco che questo da presidente della Regione. E’ stato difficilissimo rimettere in piedi la città di Bari e all’inizio pensavo di non farcela”.

“La Regione Puglia l’ho trovata molto più lanciata da chi mi ha preceduto. Ne approfitto per salutare Nichi Vendola e ringraziarlo per tutto il lavoro che ha fatto. Poi ho tutti i sindaci che mi aiutano. Colgo l’occasione per fare gli auguri anche ai nostri avversari, in particolare ad uno, a Raffaele Fitto: ovviamente anche lui fa parte di quei presidenti del passato che hanno fatto la loro parte. Ringrazio anche lui perché certi risultati non nascono dal nulla. Ogni sindaco, ogni presidente si ritrova problemi che quello di prima non ha risolto e deve risolverli” conclude Emiliano.
(ITALPRESS).

36 AZIENDE SICILIANE FANNO RETE IN EUROPA

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A gennaio dieci reti d’impresa europee saranno pronte a partire. Entra nel vivo Bee Net (Building European Export Networks), il progetto pilota per reti d’impresa europee targato Enterprise Europe Network, cofinanziato dalla Commissione europea. E la Sicilia gioca un ruolo da protagonista: su 192 imprese europee iscritte nella piattaforma online, 82 sono italiane e, di queste, 36 sono siciliane. Obiettivo è quello di supportare la cooperazione tra piccole e medie imprese europee che vogliono crescere a livello globale e sviluppare un modello comune e replicabile per l’internazionalizzazione.

“Per la prima volta – afferma Giada Platania, responsabile del servizio di internazionalizzazione di Sicindustria e coordinatrice del progetto Bee Net – la Commissione ha deciso di scommettere sull’unione delle imprese europee per riuscire a farle sopravvivere in uno scenario globale difficilissimo, dove è fondamentale far emergere la forza del brand Europa rispetto ai giganti dell’economia, Cina e Stati Uniti in primis, e ai paesi emergenti. E lo ha fatto attraverso la rete Enterprise Europe Network, di cui Sicindustria è partner. Il risultato è che, per la prima volta, Een ha avuto la possibilità di co-finanziare direttamente reti d’impresa, attraverso un cascade funding”.
Partner del progetto sono Sicindustria (capofila), la Camera di commercio di Barcellona e il Centro per l’Innovazione della Lituania, affiancati da cinque stakeholder (RetImpresa, la Confederazione degli industriali della Lituania, il Consiglio delle Camere di commercio della Catalogna, European Family Businesses Federation e l’Università degli studi di Palermo).

“Le imprese – spiega Platania – hanno avuto a loro disposizione una piattaforma integrata online, BEE2Match.com, attraverso cui hanno mostrato i loro interessi, proposto idee e impostato collaborazioni strutturate con altre aziende”.
Il risultato è stato la creazione di dieci reti d’impresa europee composte da 4 a 8 pmi di almeno tre paesi diversi e la Sicilia è presente in quattro di queste reti, tre dedicate all’agrofood e una alle energie alternative: dalle aziende trapanesi Zicaffè e Stramondo a quelle agrigentine Campo d’Oro e Società agricola Tenuta Casalazzi; dalla ragusana Nova Quadri alla trapanese Inliaison e all’Azienda agricola Giuseppe Provenzano di Trappeto, in provincia di Palermo.

(ITALPRESS).

CONSEGNATI 150 NUOVI BUS IN CAMPANIA

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Nel piazzale antistante la Stazione Marittima del porto di Napoli sono stati consegnati alle aziende di trasporto pubblico locale 150 nuovi autobus acquistati dalla Regione Campania e destinati ai servizi urbani e interurbani. “E’ il più grande investimento pubblico nel trasporto locale su gomma”, il commento del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Investiamo complessivamente 250 milioni per l’acquisto di 1000 nuovi autobus. A gennaio – aggiunge – ne consegneremo altri 200, altrettanti in primavera, e per altri 500 autobus è partita la gara per la loro realizzazione. E’ uno sforzo gigantesco, che farà della Campania la regione con il parco di mezzi pubblici su gomma più moderno d’Italia”. I nuovi mezzi sono destinati ad EAV, ad AIR, a BUSITALIA, a CTP, e ad altre aziende del territorio napoletano e campano.
“Stiamo inoltre lavorando – prosegue De Luca – anche sul trasporto pubblico su ferro: per quanto riguarda la parte gestita da Trenitalia abbiamo già consegnato i primi 24 treni ‘Jazz’ e arriveranno altrettanti treni ‘Rock’. Abbiamo invece una situazione di sofferenza su EAV, perchè da 35 anni non si acquistava un treno nuovo, non si faceva la ristrutturazione di una stazione”.

“Come Regione Campania – continua il governatore – abbiamo ristrutturato le prime 15 stazioni EAV, abbiamo completato, per ultima, la stazione di Scampia, e procederemo con la ristrutturazione della stazione di Porta Nolana e di Piazza Garibaldi a Napoli. Nell’arco di un anno e mezzo avremo, per quanto riguarda EAV, il trasporto più moderno d’Italia”. “Questa mattina – afferma De Luca – abbiamo invitato anche i titolari delle fabbriche che costruiscono questi autobus. Ci sono aziende, come l’Azienda Italiana Autobus, che avrebbero chiuso i battenti se non ci fosse stato questo grande investimento della Regione. Così come per FIREMA. E’ quindi un motivo di soddisfazione doppia per quello che ci riguarda: miglioriamo la qualità del servizio ai nostri concittadini, ma contemporaneamente diamo anche lavoro alle nostre fabbriche, che senza questi investimenti avrebbero chiuso”.

Trentasette i nuovi autobus destinati all’EAV.
“Entro 12 mesi – afferma il presidente dell’Ente Autonomo Volturno, Umberto De Gregorio – avremo una fornitura complessiva di 132 nuovi pullman, in un parco mezzi che attualmente conta 260 autobus. L’effetto è molto positivo – aggiunge – e ci consente di dire che abbiamo fatto un grande salto di qualità. A gennaio poi assumiamo i primi 45 autisti, e sono due buone notizie per una svolta significativa nella gestione del ramo gomma dell’Eav”. Dei 37 autobus consegnati all’EAV stamattina, dodici saranno in servizio sull’isola d’Ischia, una quindicina su Napoli e i restanti sparsi sul territorio partenopeo.
(ITALPRESS).

SICILIA, 600 MILA EURO PER LA SICUREZZA DI 8 DIGHE

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La Regione stanzia 600 mila euro per progettare la gestione e la messa in sicurezza di 8 invasi. A beneficiare delle somme sono le dighe Arancio, Furore, Gorgo Lago, Lentini, Paceco, Ponte Barca, San Giovanni e Santa Rosalia. La giunta regionale presieduta da Nello Musumeci ha approvato la proposta dell’assessore Alberto Pierobon di reperire le risorse finanziare per garantire la sicurezza e la funzionalità delle dighe attraverso i cosiddetti progetti di gestione. La legge impone infatti al gestore, in questo caso il dipartimento Acqua e rifiuti, di assicurare l’efficienza dello scarico di fondo liberandolo dall’eventuale ostruzione di sedimenti, di garantire la sicurezza dell’impianto e di mantenere o recuperare la capacità dell’invaso di accumulo dell’acqua. Il progetto di gestione è uno strumento propedeutico all’attuazione degli interventi di messa in sicurezza e ripristino della funzionalità dell’invaso.

“Con questo stanziamento economico – spiega l’assessore Pierobon – recuperiamo il tempo perduto nella manutenzione e nella sicurezza degli invasi, garantendo gli interventi necessari per legge e consentendo di aumentare la capacità degli invasi per accumulare le risorse idriche fondamentali per l’Isola”.
Il dipartimento regionale Acqua e rifiuti oggi gestisce 23 invasi e per ciascuno ha l’obbligo di dotarsi di un piano per assicurare l’efficienza e la sicurezza degli impianti. Per 15 dighe le somme erano state già stanziate attraverso il Programma nazionale dighe. Per questi 8 progetti invece i soldi sono stati reperiti riprogrammando le risorse dei fondi Fsc 2014/2020 del Patto per il Sud.
(ITALPRESS).

REGIONALI CALABRIA, MARIO OCCHIUTO SI RITIRA

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“Calabresi carissimi, la mia corsa finisce qui”. Lo annuncia sul proprio profilo facebook il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto in riferimento alla candidatura alla presidenza della regione Calabria dopo l’appello lanciato ieri da Silvio Berlusconi.
“Su suggerimento di tanti amici coinvolti e dopo l’ennesima sollecitazione del Presidente Berlusconi ho deciso di farmi da parte. Silvio Berlusconi è una persona a me cara, che ho sempre stimato e ammirato, e oggi al punto in cui siamo ho giudicato il suo invito giusto e sensato – continua Occhiuto – D’altronde non ci sono le condizioni per portare avanti da soli il progetto di cambiamento della Regione Calabria che avevamo in mente, con la speranza di una vittoria elettorale. Infatti l’attuale sistema elettorale prevede (solo in Calabria) il voto congiunto tra il candidato Presidente e i consiglieri. Con tale sistema avremmo potuto ottenere un ottimo risultato, ma -avendo contro tutti- non la vittoria. La mia corsa solitaria sarebbe sembrata quasi una ritorsione o una ripicca; e io sono abituato a costruire, non a distruggere”.
“Ho condotto una dura battaglia e sono stato sconfitto. Questa è la verità – continua Occhiuto – Il mio unico fine -credetemi- era quello di portare avanti una ‘missione’: cambiare la Calabria e renderla migliore e ricca di opportunità per i nostri figli. Oramai non sarebbe stato possibile raggiungere questo obiettivo ma avrei provocato probabili conseguenze negative per tanti amici che mi avrebbero comunque seguito.
Ringrazio di cuore tutti coloro i quali hanno creduto in me e nel progetto che avevamo messo in piedi. E mi scuso con quelli tra di loro che erano convinti della necessità di proseguire e con i tantissimi cittadini che mi scrivono ogni giorno incitandomi ad andare avanti. Io ce l’ho messa tutta fino all’ultimo giorno. Non mi dimenticherò del loro affetto e della loro vicinanza. Chi tra di loro aspira a candidarsi a consigliere regionale troverà posto -con maggiori probabilità di riuscita- nelle liste del centrodestra unito. Non ho chiesto in cambio incarichi per me stesso e non rivestirò alcun ruolo nell’ente regione”.

“Ho proposto alla candidata a presidente Jole Santelli di recepire nel suo programma quelle idee su cui tanto avevamo puntato riguardo alla svolta ecologica e ai nuovi investimenti creativi e innovativi. E le ho chiesto di farsi parte attiva, una volta eletta, per l’accelerazione dei cantieri con opere in corso nella città di Cosenza e per l’avvio delle procedure per la realizzazione del nuovo Ospedale sul sito da noi proposto.
Noi restiamo una forza culturale attiva sul territorio. E io -se Dio vorrà- continuerò a svolgere il ruolo di sindaco di Cosenza dedicandomi ancora di più alla città e poi, tra poco più di un anno, completerò il mio mandato e il mio impegno politico a favore della comunità. Grazie di cuore a tutti” conclude Occhiuto.
(ITALPRESS).

DISAVANZO SICILIA, ACCORDO CON IL GOVERNO

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Il Consiglio dei ministri ha accolto la proposta del governo regionale della Sicilia di spalmare in dieci anni il maggiore disavanzo di oltre due miliardi di euro. Il provvedimento è stato adottato dopo la decisione della Commissione paritetica che ha recepito, all’unanimità, la proposta della Giunta regionale.
Alla seduta di Palazzo Chigi ha preso parte anche il presidente della Regione Nello Musumeci, come previsto dallo Statuto siciliano.
«L’intesa col governo Conte – ha dichiarato il governatore dell’Isola – ci consente di proseguire nell’azione di risanamento, avviata già due anni fa, e di contenimento della spesa, tanto che non abbiamo contratto alcun debito sin dal momento dell’insediamento. Anzi, abbiamo ridotto l’indebitamento di ben settecento milioni di euro, rispetto agli otto miliardi che abbiamo trovato. Eviteremo così di effettuare tagli pesanti, che graverebbero sulle fasce più deboli della popolazione».

Dal canto suo, l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, ha sottolineato che «entro novanta giorni sarà definito con lo Stato un accordo che contenga le prescrizioni richieste dal governo nazionale, ma soprattutto chiuda definitivamente le intese sull’autonomia finanziaria regionale».
(ITALPRESS).

TERRORISMO, SALE IL RISCHIO DI INFILTRAZIONI IN CAMPANIA

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Sono cinque le regioni italiane che si collocano nell’area definita ad “alto livello di potenziale infiltrazione terroristica”, secondo l’Italian Terrorism Infiltration Index 2019 ideato dall’Istituto Demoskopika.
La Lombardia, con il massimo punteggio, pari a 10, si conferma, per il terzo anno consecutivo in cima all’Italian Terrorism Infiltration Index, distanziata di poco dal Lazio con 9,45 punti. Seguono, nell’area “rossa”, Emilia Romagna (4,26 punti) che fa un balzo in avanti rispetto allo scorso anno e, infine, Piemonte (4,10 punti) che, cedendo il posto all’Emilia Romagna, retrocede di una posizione. New entry, nell’area più a rischio, la Campania (4,09 punti). Quattro gli indicatori ritenuti “sensibili” da Demoskopika per tracciare la mappa delle regioni più a rischio potenziale di infiltrazione terroristica: le intercettazioni autorizzate, gli attentati avvenuti in territorio italiano estrapolati dal Global Terrorism Database dell’università del Maryland, gli stranieri residenti in Italia provenienti dai primi cinque paesi considerati la top five del terrore dall’Institute for Economics and Peace nello studio “Global Terrorism Index 2019” e il numero dei visitatori nei musei italiani.
Nell’area intermedia di potenziale infiltrazione terroristica oltre alle conferme di Toscana (3,49 punti), Veneto (3,12 punti) e Trentino Alto Adige (2,10 punti), fa il suo ingresso il territorio delle Marche (1,67 punti).
Le rimanenti realtà regionali, seppur con perfomance differenti, si sono posizionate nelle due aree che presentano un livello medio-basso di rischio potenziale: Liguria (1,66 punti) che migliora la sua condizione uscendo dall’area di “rischio intermedio” rispetto allo scorso anno. A seguire Sicilia (1,49 punti), Calabria (1,15 punti), Sardegna (1,12 punti), Friuli Venezia Giulia (0,99 punti). In coda, tra le meno a rischio si posizionano Puglia (0,91 punti), Umbria (0,62 punti), Abruzzo (0,42 punti), Basilicata (0,13 punti) e, infine, Molise (0,12 punti).
(ITALPRESS).

RIFIUTI, SEQUESTRATA AREA DI 6.000 METRI NEL TARANTINO

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“Un altro sequestro da parte della vigilanza ambientale a difesa del nostro territorio e della sua bellezza che troppo spesso viene deturpata da chi non ha rispetto per la comunità in cui vive. Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sarà sconfitto con controlli sempre più serrati”. Così l’assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea, all’indomani dell’ennesimo sequestro da parte della Vigilanza Ambientale della Regione Puglia.
Incontrollato abbandono di rifiuti, un fenomeno che continua a tenere impegnato il Nucleo di vigilanza Ambientale quotidianamente occupato in attività di prevenzione e controllo del territorio. Gli agenti hanno scoperto una discarica abusiva in agro di Manduria, in provincia di Taranto, insistente su un fondo rustico di circa 6000 metri quadrati dove è stata rinvenuta una notevole quantità di cumuli di rifiuti di varia natura, costituiti da materiale vetroso, plastico, inerte da demolizione, sfalci di vegetazione, pneumatici fuori uso, materiale bituminoso, fusti in plastica e metallo contenenti residui di pitture e vernici, parti di pannelli in cemento, pali forati in cemento per vigneto e cemento amianto, alcuni a vista, altri affioranti dai vari strati di terreno che ignoti hanno steso per coprire i rifiuti stessi.

Una situazione che si è protratta per anni e che ha causato un evidente deterioramento ambientale oltre ad aver cambiato le peculiarità e il valore degli immobili sui quali originariamente erano piantati alberi di ulivo successivamente eradicati per far posto ai rifiuti.
I terreni sono stati sottoposti a sequestro, sequestro resosi necessario al fine di evitare che i reati perpetrati potessero ripetersi dando immediata comunicazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto.
(ITALPRESS).