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A Napoli al via la prima edizione di Paneapolis

NAPOLI (ITALPRESS) – E’ stata presentata, presso la Sala Giunta della Regione Campania in via Santa Lucia a Napoli, “PaNeapolis” la cinque giorni che, dal 15 al 19 maggio, oltre ad offrire una panoramica sull’intera filiera del pane (dalla coltivazione del grano fino alla produzione del pane artigianale), guarderà al sociale e alla legalità coinvolgendo tante associazioni del terzo settore. La kermesse, in collaborazione con Sa-Car, Associazione Panificatori, Asso.Gio.Ca, Progetto Uomo cooperativa sociale, A.M.D. Associazione Medici Diabetologi, Fipgc, è patrocinata dalla Regione Campania, Comune di Napoli, Città Metropolitana di Napoli, Dipartimento di Agraria dell’Ateneo Federico II di Napoli, Comune di Foglianise, Fondazione Monti Lattari, Unipan, CSV. Consulenza artistica di Gianni Simioli. L’inaugurazione è fissata per mercoledì in piazza Mercato a Napoli.
“In Campania, in ogni località abbiamo una varietà diversa di pane. C’è una legge che ha normato l’attività dei panificatori. Oggi dovremmo fare formazione e riqualificazione e stiamo pesando a un’Accademia di filiera dove saranno coinvolti i giovani ma che sarà utile anche ai panificatori per imparare ad usare la robotica e la digitalizzazione”, spiega Antonio Marchiello, assessore alle attività Produttive della Regione Campania.
“Il valore di questa iniziativa va al di là del significato intrinseco del pane, che è nutrimento, ma è anche cultura, tradizione, condivisione, costruzione di relazioni e socialità. Per questo, da subito sono stata impegnata concretamente e attivamente accanto a Unipan, che organizza questo evento”. A dirlo è Roberta Gaeta, consigliera regionale di Demos-Europa Verde e vicepresidente della commissione Agricoltura, intervenendo alla conferenza stampa. “In questi cinque giorni si parlerà del pane, ci saranno le degustazioni, ma anche tanti momenti di incontro e approfondimento sui temi della disabilità, della violenza sulle donne, della prevenzione, dell’aggregazione e della socializzazione, necessaria soprattutto per i bambini e i ragazzi, perchè per loro si costruisca un futuro nella nostra terra. Per farlo occorre recuperare da un lato la tradizione del cibo e la cultura dello stare insieme, ma anche i valori dell’innovazione e dello sviluppo. Per i nostri giovani, che sono un pò disorientati, è davvero fondamentale avere dei riferimenti, un contesto che li accolga, li ascolti e offra loro un futuro e una prospettiva” aggiunge Gaeta.
“Non poteva esserci luogo più adatto di Piazza Mercato, una piazza storica di Napoli. E’ importante raccontare tutte le eccellenze del territorio, tra cui la peculiarità della Festa del Grano di Foglianise di cui anche i turisti potranno avere un’idea. Restiamo purtroppo la città con i tassi di disoccupazione più alta e il Comune di Napoli intende avvicinare domanda e offerta di lavoro nell’ambito dell’arte bianca. Il Comune di Napoli c’è” sottolinea invece Chiara Marciani, assessore alle Politiche Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli Chiara Marciani
“I percorsi formativi devono essere fatti nei panifici, i luoghi in cui si trovano i maestri e gli istituti alberghieri sono un volano con una formazione di tre anni dal chicco al pane. Il pane è un prodotto donato da Madre Natura e il panettiere è custode di questa tradizione. La panificazione artigiana sta morendo ma l’epicentro del mondo è il pane per cui è molto importante che il mondo politico oggi ci stia ascoltando”. conclude il presidente Unipan Campania, Domenico Filosa.

– Foto: xc9/Italpress –

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Fondo microfinanza Basilicata, aiuti concreti a giovani e disoccupati

POTENZA (ITALPRESS) – Dal 20 maggio si aprirà lo sportello, con una scadenza lunga fino al 30 giugno 2029, dell'”Avviso pubblico per la presentazione delle domande di accesso al Fondo Microfinanza Fse+ 2021-2027″ finanziato nell’ambito del Programma Regionale Basilicata Fesr Fse+ 2021-2027″.
“Un bando con molte novità – ha spiegato l’amministratore unico di Sviluppo Basilicata e soggetto gestore dell’avviso, Gabriella Megale in una conferenza stampa – rivolto ai disoccupati, senza limite di età, che hanno idee ma non sono nelle condizioni di chiedere prestiti perchè hanno difficoltà ad accedere ai canali tradizionali del credito. Noi vogliamo aiutarli a costruire il futuro in Basilicata facendo in modo che le loro idee si trasformino in imprese e in progetti di vita. Un fatto particolarmente importante nei piccoli paesi e nelle aree interne, dove mancano servizi e pesa lo spopolamento. Cerchiamo di dare ai giovani e alle persone senza lavoro la possibilità di realizzarsi, avviando piccole attività imprenditoriali, da soli o in società. In questo bando abbiamo semplificato soprattutto la fase di rendicontazione. Per la prima volta utilizziamo una metodologia differente, quella della perizia asseverata da parte dei tecnici iscritti al proprio albo, che permette di rendicontare velocemente le spese. Una semplificazione notevole che va nell’ottica di aiutare coloro che si avvicinano alle attività di impresa”.
La dotazione del Fondo Microfinanza è di 9.806.105 euro. Una quota finanziaria di 2.000.000 di euro è riservata ai progetti imprenditoriali avviati dalle donne e un’altra di 2.500.000 per le iniziative dei giovani fino a 35 anni.
I finanziamenti saranno concessi sotto forma di mutui, per un importo da 5 mila a 36.000 euro, a tasso zero e rimborsabili in 8 anni (oltre 12 mesi di preammortamento), con rate mensili costanti. Con la formula adottata si avrà subito liquidità per avviare le attività e sono totalmente ammortizzati gli interessi.
L’avviso si pone in sostanziale continuità con il Fondo Microcredito Fse 2014-2020, realizzato nella precedente programmazione comunitaria, che ha avuto risultati molto positivi tanto da diventare best practice nazionale. La precedente edizione ha chiuso lo scorso 31 dicembre, registrando risultati molto positivi: ad oggi risultano finanziate 408 iniziative con circa 9.740.000 euro di finanziamenti erogati.
“Abbiamo voluto portare cambiamenti – ha detto Alfonso Morvillo, direttore generale per la Programmazione della Regione Basilicata e autorità di gestione dei programmi operativi Fse Basilicata – per superare alcune criticità che abbiamo registrato nella vecchia programmazione e per rendere l’avviso più efficace e flessibile. Una novità rispetto al precedente Fondo è l’aumento del tetto massimo del finanziamento portato da 25 mila a 36.000 euro. Il Fondo Microfinanza rientra nel contesto di una strategia programmatica della Regione, che intende dare aiuti concreti alle imprese e per le quali nei prossimi anni è a disposizione un plafond di circa 150 milioni di euro. Con Sviluppo Basilicata, grande braccio operativo della Regione, stiamo lavorando a misure molto interessanti e innovative”.
Il responsabile della misura è Vito Pinto di Sviluppo Basilicata, per il quale “il lavoro fatto per giungere alla definizione di questa misura è il risultato di un lavoro di squadra, che è disponibile a fornire supporto a quanti vorranno “intraprendere”.
I testi degli Avvisi e la relativa modulistica saranno disponibili e consultabili sul sito di Sviluppo Basilicata (www.sviluppobasilicata.it) e sul portale Centrale Bandi della Regione (www.regione.basilicata.it).
Per ulteriori informazioni sugli Avvisi ed eventuali richieste di chiarimenti è possibile contattare Sviluppo Basilicata spa al numero telefonico 0971 50661 o tramite mail all’indirizzo [email protected] .

– Foto: ufficio stampa Regione Basilicata –

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Emiliano “Regione Puglia non c’entra nulla con le indagini in corso”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo ripristinato il controllo del territorio senza operazioni militari, senza il battaglione dei carabinieri, senza la celere. Lo abbiamo fatto con una fatica quotidiana, con le fioriere, con il ragionamento, con le agenzie e con i servizi sociali: insomma, attraverso la politica. Se questo metodo, che abbiamo tentato di esportare, fosse adottato da tutti i Comuni importanti, potrebbe diventare una situazione di interesse per questa Commissione. Concludo dicendo una cosa: sulla Regione Puglia (così come il Comune di Bari) non è in corso nessuna indagine. Lo so che per molti è una sorpresa. Addirittura un mio assessore era convinto che l’assessore Maurodinoia fosse stata arrestata. Io vi chiedo tutela: raccontate per favore a tutta l’Italia che il presidente della Regione Puglia non è oggetto di alcuna indagine di alcun tipo. C’è confusione, dovuta anche alla sfortunata contemporaneità con altre vicende”. Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, a Roma, nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali.

– Foto: Ufficio stampa regione Puglia –

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Ucraina, il Castello di Odessa realizzato da maestranze salentine

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LECCE (ITALPRESS) – Era stato progettato e realizzato da maestranze salentine il Castello di Odessa, di proprietà dell’ex deputato ucraino filorusso Serhiy Kivalov, rimasto ferito nel bombardamento che ha ucciso, secondo le notizie diffuse giorni fa dal governatore regionale Oleh Kiper, 4 persone e ferito 32 persone. La costruzione, chiamata anche “il Castello di Harry Potter” per la somiglianza dell’edificio a quello della serie cinematografica di Harry Potter, ospitava l’Accademia giuridica di Odessa, in uno dei quartieri più frequentati della città. Era stato progettato e completato in tre anni, dal 2011 al 2013 dai progettisti della PIMAR, un’azienda salentina di Melpignano (LE) che ha sviluppato un particolare know-how nell’utilizzo della pietra leccese, estratta dalle cave di Cursi e Melpignano, in provincia di Lecce. Dopo la fase progettuale, elaborata dagli ingegneri e dagli architetti italiani, sono stati trasportati in Ucraina, via mare, molti camion di pietra, estratta dalle cave di Cursi e Melpignano, in provincia di Lecce, e lavorata in Salento secondo le necessità del progetto.
Una volta a Odessa, la pietra è stata utilizzata per realizzare il maniero con maestranze italiane ed ucraine che ne hanno fatto uno degli edifici distintivi della città sul Mar Nero, situato in riva al mare, meta delle passeggiate degli abitanti della città ucraina. La notizia e le immagini del “castello” in fiamme hanno provocato vasta eco nel Salento, non solo tra gli operai e i progettisti che hanno partecipato alla sua realizzazione. “Vedere le fiamme divorare i comignoli dell’Accademia – ha detto la proprietaria della PIMAR, Giorgia Marrocco – ci ha provocato tanto dolore. Lo avevamo realizzato con una grande partecipazione di tante persone che hanno lavorato per mesi ad Odessa ed ha sempre rappresentato una delle opere più importanti della nostra Azienda. Anche io ero mi ero più volte recata ad Odessa per seguire la costruzione dell’edificio. Spero che questa guerra possa concludersi al più presto per evitare tante vittime ancora. E spero anche che la parte distrutta del Castello possa essere ricostruito, tornando ad essere uno dei simboli della città e di quel martoriato Paese”.

– Foto ufficio stampa PIMAR –

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Unicredit, forum sul comparto dell’Agrifood con focus sulla Puglia

LECCE (ITALPRESS) – Un Forum dedicato al comparto agroalimentare nel quale è stato trattato il tema della transizione della filiera Agrifood tra sostenibilità e mercato con un focus sulla Puglia. Ad organizzarlo UniCredit in collaborazione con l’Università del Salento. Il Forum è una delle tappe di #italianEXPerience, un percorso di UniCredit dedicato all’export delle principali filiere del made in Italy. La tappa di Lecce ha incluso il Forum delle Economie e una serie di incontri B2B che hanno messo in contatto buyer e seller grazie a un sistema di matching virtuale.
“La banca – ha sottolineato Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di UniCredit – è impegnata a sostenere la crescita del territorio, quale facilitatore di sviluppo sostenibile e di innovazione. Le imprese pugliesi dell’agrifood hanno una importanza strategica in quanto motore dello sviluppo economico regionale. Come UniCredit vogliamo accompagnare l’economia di questo settore nella transizione verso nuovi modelli di sviluppo, fornendo supporto finanziario, prodotti e servizi e consulenza, incluse le attività connesse al PNRR. Siamo fortemente impegnati a sostenere lo sviluppo internazionale delle Filiere dell’Agrifood che rappresentano una leva primaria per dare slancio all’economia del Mezzogiorno e di conseguenza al sistema Paese”.
“L’agroalimentare pugliese – ha dichiarato Fabio Pollice, Rettore dell’Università del Salento – ha ampie possibilità di espansione, ma è anche un settore che deve affrontare una profonda trasformazione se vuole accrescere la propria competitività e la propria sostenibilità con processi di integrazione verticale ed orizzontale. Come Università del Salento siamo in grado di sostenerne lo sviluppo sia attraverso la didattica, come stiamo facendo in maniera mirata con il Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia e gli investimenti ad esso collegati, come ad esempio il progetto Oenovation, un centro integrato per lo sviluppo della filiera che nascerà a breve a Campi Salentina con un investimento di 12 milioni di euro sia attraverso la ricerca, con progetti innovativi che riguardano tanto i prodotti agroalimentari quanto i processi produttivi e sono finalizzati a migliorarne la qualità e renderli più sostenibili”.
Questa l’analisi Prometeia sulla filiera dell’Agrifood con focus sulla Puglia.
La filiera agrifood è centrale nei grandi processi che su scala globale stanno cambiando il volto delle politiche commerciali e ambientali, delle tendenze di consumo e del concetto di sostenibilità.
Sicurezza degli approvvigionamenti e accesso a nuovi mercati, rivoluzione energetica e digitale, prevenzione dei dissesti idrogeologici, tutela del territorio e delle sue peculiarità sociali ed economiche e, non ultimo, salute alimentare sono i principali canali attraverso i quali i grandi cambiamenti globali si trasmettono all’agrifood.
L’Italia, forte di oltre 1,2 milioni di imprese nella filiera, è la nazione europea con il più alto valore aggiunto agricolo e una delle più rilevanti per la produzione e l’export dell’industria dell’alimentare e bevande. In questo sistema, la Puglia occupa un posto di primo piano, con oltre 196 mila imprese nell’agrifood (il 40% di quelle complessive in regione, il 16% della filiera nazionale). Una numerosità molto elevata che però si traduce in un peso sul fatturato nazionale ancora basso (il 5.5%), legato alle oltre 195 mila imprese che non raggiungono i 2 milioni di fatturato (in particolare, nel comparto agricolo quelle che superano i 2 milioni di fatturato sono solamente 200).
Una struttura produttiva che evidenzia un gap dimensionale consistente non solo rispetto alla media nazionale, ma anche rispetto ad altre regioni meridionali e che solo in parte può essere attribuito alle specializzazioni agricole.
Nonostante i buoni risultati all’export (+9% la crescita media annua delle esportazioni pugliesi di agrifood nell’ultimo quinquennio, contro il +8,3% medio italiano), i limiti dimensionali hanno pesato sul confronto con le altre regioni meridionali, tutte capaci nello stesso periodo di crescite a doppia cifra (valore raggiunto in Puglia solamente nel comparto della Pasta e prodotti da forno).
0123 Contatti UniCredit – Media Relations Roberto Vitellaro – [email protected] – cell. 336.891222 UniCredit – Public A ulteriore riprova dei vantaggi di avere aziende più strutturate (non necessariamente più grandi), le oltre 2 mila società di capitale dell’agrifood pugliese (dove quelle sotto i 2 milioni di euro sono comunque la maggioranza) hanno evidenziato una crescita del fatturato molto sostenuta (superiore a quella media italiana e di altre regioni meridionali), hanno limitato il calo della marginalità nel 2022 (pur su livelli medi bassi), ridotto il loro livello di indebitamento e sono state in grado di ridurre i tempi di incasso dai clienti a livelli inferiori a quelli nazionali (in particolare nel comparto dell’industria alimentare).
Ma le sfide per il futuro non riguardano solamente il mercato, coinvolgendo il modo stesso di intendere l’attività agricola e di trasformazione degli alimenti. Motore della trasformazione è l’innovazione tecnologica, non solo destinata ad aumentare le rese, la produttività o le vendite (meccanizzazione, digitalizzazione dei processi aziendali e dei canali di marketing), ma intrecciata con la sua “gemella” ambientale, per ridurre l’impatto sull’ambiente delle attività agricole (attività che dal cambiamento climatico in atto sono le più colpite) e aumentare l’efficienza energetica e degli altri input (acqua in primis) di tutti i processi aziendali.
Sfide che, anche se percepite come imposte dall’attività legislativo-regolamentare a livello europeo, trovano un corrispettivo nelle nuova sensibilità della società, che mostra un crescente apprezzamento per i prodotti che dimostrino un reale impegno per la salvaguardia dell’ambiente, per le mete turistiche che sappiano coniugare vacanza e ricchezze culturali (a cui appartengono a buon titolo molte specialità agroalimentari) e paesaggistiche e che è sempre più preoccupata per i possibili effetti irreversibili del cambiamento climatico (soprattutto nelle nuove generazioni).
Il nuovo concetto di sostenibilità non si applica però solamente a parametri ambientali o finanziari, ma abbraccia tutto quanto possa garantire sviluppo alla filiera e al territorio in cui le imprese operano. Da questo punto di vista, segnali preoccupanti emergono dai dati dell’ultimo Censimento dell’Agricoltura, che mostrano un comparto agricolo che dovrà affrontare nei prossimi anni un importante ricambio generazionale (in Italia, per ogni conduttore/conduttrice agricolo sotto i 30 anni, ce ne sono 10 over 75, con una punta di 16 in Puglia) e un innesto di nuove competenze specifiche (solamente il 9% dei conduttore/conduttrici italiani hanno un titolo di studio inerente all’attività agraria).
Poco ritardo invece, almeno in Puglia, sul fronte della parità di genere: oltre un’azienda su tre è guidata da donne, elemento che potrebbe favorire un’integrazione con altre imprese dei servizi culturali, turistici e sociali, anch’essi a forte presenza femminile e sempre più legati al mondo agroalimentare, in particolare nelle nuove tendenze del turismo.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Familiari di camorristi percepivano il reddito di cittadinanza, 7 indagati

NAPOLI (ITALPRESS) – I Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di 7 persone indagate, a vario titolo, in ordine ai reati di truffa aggravata per l’indebito conseguimento di erogazioni pubbliche e omessa comunicazione delle variazioni di informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o riduzione del reddito di cittadinanza. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura.
Le indagini hanno consentito di rilevare che gli indagati, tutti legati da vincoli di parentela ad esponenti di diverse consorterie criminali locali, avrebbero indebitamente percepito il beneficio del “reddito di cittadinanza” nel periodo compreso tra i mesi di gennaio 2021 e settembre 2022, per un importo complessivo pari a circa 16 mila euro. Nello specifico è emerso che gli stessi, nella domanda per accedere al beneficio ovvero anche successivamente alla presentazione della stessa, avrebbero omesso di comunicare all’Inps la sottoposizione propria o di un loro familiare convivente ad una misura cautelare personale e, in un caso, la condanna di uno di essi, con sentenza passata in giudicato, per reati di tipo associativo, inducendo così in errore l’Ente erogatore e percependo indebitamente, per il periodo oggetto delle indagini, somme di denaro non dovute ovvero in misura superiore a quella spettante.
I Carabinieri, nel corso dell’esecuzione del provvedimento cautelare, hanno sequestrato 7 carte per reddito di cittadinanza, 9 rapporti finanziari ed una polizza assicurativa, le cui consistenze sono in corso di accertamento presso i rispettivi istituti di credito ed enti nonchè la somma complessiva di 500 euro circa in contanti.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Bardi “La Zes Unica è un’opportunità storica per il Mezzogiorno”

POTENZA (ITALPRESS) – “La Zes Unica rappresenta una grande opportunità per tutto il Sud e, come ho avuto modo di affermare in questi mesi, un risultato storico ottenuto dal governo centrale”. E’ quanto ha dichiarato in apertura il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, intervenendo stamane al Tavolo tecnico di concertazione che si è tenuto a Potenza, nella sala Inguscio dell’ente, per dare seguito al percorso per la redazione del Piano Strategico della Zes Unica.
All’incontro, oltre ai rappresentanti delle parti datoriali e sociali, hanno preso parte l’assessore regionale Michele Casino, il direttore generale del dipartimento Sviluppo economico e lavoro, Canio Alfieri Sabia, la responsabile delle Misure agevolative Zes dell’ente, Giuseppina Lovecchio, e il referente della Zes Cultura Raffaello De Ruggieri, il quale ha rimarcato la necessità di dare centralità alle industrie pensanti legate alla creatività, in linea con l’esperienza di Adriano Olivetti, annunciando l’idea di realizzare a Matera una ‘Fabbrica giardinò, in un’area di sei ettari nel borgo La Martella.
“Ciò che è prioritario fare, affinchè la Basilicata e l’intero Meridione d’Italia beneficino della Zes Unica, è creare e potenziare le tecnologie, gli apparati, i servizi, le infrastrutture materiali e immateriali, i tessuti imprenditoriali e amministrativi. In altre parole, dobbiamo creare le ‘occasionì per realizzare nuove reti, nuove connessioni e interdipendenze interne. E’ un impegno che abbiamo assunto sul finire della scorsa legislatura – ha aggiunto Bardi – e che ci accingiamo a portare avanti avendo ricevuto il mandato degli elettori lucani a proseguire i nostri progetti di sviluppo”.
Il presidente Bardi ha ricordato che “nell’incontro bilaterale che si è svolto a Roma, il 30 aprile scorso, sono state illustrate le finalità e i contenuti del Piano Strategico della Zes Unica, ovvero rafforzare la competitività dei sistemi produttivi esistenti e definire una strategia per promuovere nuovi investimenti utili a centrare il posizionamento del Mezzogiorno nelle filiere nazionali ed europee, all’interno delle catene globali del valore. E’ stato richiesto alle Regioni di trasmettere i documenti di programmazione strategica che vadano a individuare settori e priorità di intervento da promuovere e rilanciare sul territorio regionale. Dobbiamo quindi definire insieme l’iter che porti alla stesura di un documento partecipato e condiviso che tenga conto delle linee di programmazione regionale, senza parlare di codici Ateco, ma di filiere produttive, che tengano conto delle eccellenze della nostra regione. E’ un momento cruciale per la storia del Mezzogiorno e per la Basilicata e per la storia del suo sviluppo. Finalmente – ha concluso il presidente – abbiamo gli strumenti per farlo, la politica nazionale ha fatto sintesi con quella regionale. Ora tocca a noi metterci al lavoro per garantire il futuro della nostra regione”.
Nel corso dell’incontro, l’ingegner Lovecchio ha evidenziato l’urgenza di indicare i settori da promuovere e quelli da rafforzare nell’ambito della Zes Unica, nonchè gli interventi per attrarre nuovi investimenti e assicurare maggiori opportunità di lavoro nella nostra regione. “I tempi per l’attivazione del Piano strategico legato alla Zes Unica, che interessa otto regioni, sotto strettissimi; pertanto, nelle prossime settimane la Regione Basilicata dovrà comunicare le proprie peculiarità e priorità, che sono già ben rappresentate nella strategia regionale e nella Smart Specialisation che accompagna tutta la programmazione 2021-2027”.
– foto ufficio stampa Regione Basilicata –
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Armi, droga e maschere di “V per vendetta” sequestrate a Napoli

NAPOLI (ITALPRESS) – Scovato a Napoli un “supermercato” di una banda di ladri. I carabinieri hanno sequestrato armi e droga, ma anche maschere di “V per Vendetta”. Indagini sono in corso.
Siamo a due passi dal campetto attrezzato “Villa Giochiamo”, a Napoli, vicino ad un istituto di credito con accanto un supermercato e a poche centinaia di metri dal centro nevralgico del trasporto napoletano che è piazza Garibaldi. Decine di carabinieri sono intervenuti per controlli, setacciando la zona. Vani contatori, aree condominiali, sottotetto e tombini sono stati passati palmo a palmo quando, in via Enrico Cosenz, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli Stella hanno aperto un portone del civico 13. Nel vano scale una scoperta che aprirà un filone di indagine destinato a ricostruire le dinamiche criminali della zona. Rinvenute e sequestrate 3 pistole semi automatiche con matricola abrasa perfettamente funzionanti e 1 pistola a salve. Trovate poi munizioni: 758 proiettili di vario calibro. Non poteva mancare la droga. Sequestrati 8 involucri con all’interno 650 grammi di marijuana.
Trovati anche 9 passamontagna e 5 maschere: 4 ricordano il personaggio “V per Vendetta”, basato sulla graphic novel scritta da Alan Moore e disegnata da David Lloyd, un’altra ricalca il volto del protagonista della serie televisiva statunitense Breaking Bad. Sequestrate poi diverse parrucche e tanto altro materiale per il mascheramento.
Indagini sono in corso. Le armi saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare il loro eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri delitti.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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