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Aeroporti di Puglia, +3,3% di passeggeri nei primi quattro mesi del 2024

BARI (ITALPRESS) – Aeroporti di Puglia chiude i primi quattro mesi del 2024 con un segno più che positivo. E’ quanto si legge in una nota. I passeggeri su Bari e Brindisi sono stati 2.558.886, facendo registrare un +3,3% rispetto al primo quadrimestre dello scorso anno, quando i passeggeri sono stati 2.477.544. Solo ad aprile i passeggeri in transito nell’aeroporto di Bari sono stati 625.993 (rispetto ai 566.681 dello stesso periodo del 2023), facendo registrare un aumento del 10,47%; a Brindisi invece dove i passeggeri sono stati 284.355, l’incremento è del 5,58% rispetto allo stesso periodo del 2023 quando i passeggeri sono stati 269.314. L’incremento totale di passeggeri tra Bari e Brindisi solo ad aprile è dell’8,89%. Inoltre, il traffico di linea internazionale, sempre ad aprile è cresciuto del 17,6% su Bari e del 15,7% su Brindisi.
“In questi quattro mesi del 2024 – ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile – abbiamo registrato con orgoglio ed entusiasmo un notevole aumento del traffico passeggeri. Questi numeri, che non sono solo tali e hanno un grande significato per noi, dimostrano una crescente fiducia nel vasto ventaglio di collegamenti disponibili e anche nei servizi offerti ai passeggeri che sono in costante miglioramento. Nonostante la situazione geopolitica che in questo momento merita una seria riflessione, perchè sta determinando una grande incertezza e preoccupazione per quella che potrà essere l’evoluzione delle crisi internazionali in corso, guardiamo con fiducia a quanto di positivo potrà ancora arrivare. I dati in crescita per gli aeroporti pugliesi riflettono il lavoro che Aeroporti di Puglia sta mettendo in campo in sinergia con la Regione e che si produce positivi effetti sui miglioramenti infrastrutturali che sono in corso nei nostri scali. Tutto questo è il risultato del nostro impegno costante nel fornire servizi di alta qualità e nell’investire nella crescita e nello sviluppo della rete aeroportuale pugliese”.
– foto ufficio stampa Aeroporti di Puglia, presidente Antonio Maria Vasile –
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Campania, 10 mila colloqui in 5 mesi per lo psicologo di base

NAPOLI (ITALPRESS) – Nei primi cinque mesi dall’attivazione del servizio di Psicologia di base, sono state quasi 10 mila le prestazioni erogate ai cittadini della Campania. Tra settembre e gennaio, gli psicologi di base hanno effettuato 9.192 colloqui, prendendo in carico 2.650 utenti su tutto il territorio regionale. Sono alcuni dei dati presentati nel corso del primo appuntamento del ciclo di incontri dal titolo ‘La Campania delle eccellenzè, organizzato dalla Regione Campania e incentrato sull’assistenza e il benessere psicologico. La Campania è stata la prima regione in Italia a introdurre il servizio di Psicologia di base, che garantisce un primo livello gratuito di assistenza. Sono 146 gli psicologi in servizio, due per ogni distretto sanitario, ai quali se ne aggiungono altri due, che operano all’interno del campus universitario di Fisciano. Fino a gennaio, nel territorio dell’Asl Napoli 1 Centro sono state erogate 1.986 prestazioni, alle quali si aggiungono le 1.340 dell’Asl Napoli 3 Sud, mentre nell’Asl Napoli 2 Nord il servizio è partito a febbraio. In provincia di Avellino sono stati effettuati 1.750 colloqui, a Benevento 631, a Caserta 2.165, a Salerno 1.320. Nel corso del convegno si è discusso anche di altre due misure che pongono la Campania all’avanguardia in questo ambito. La prima è la legge che istituisce il servizio di Psicologia scolastica, approvata in Consiglio regionale lo scorso luglio e modificata a ottobre. L’Ordine degli Psicologi sta lavorando in cabina di regia con la Regione e l’Ufficio scolastico regionale per definire i regolamenti attuativi e il servizio potrà entrare in vigore già dal prossimo anno scolastico. Grazie a questa legge, sarà possibile garantire sostegno psicologico non solo agli studenti, ma anche ai genitori, ai docenti e al personale amministrativo. La terza misura presentata è il protocollo d’intesa Regione-Ordine Psicologi per il sostegno alle famiglie con minori tra i 3 e i 18 anni non compiuti, siglato a novembre del 2021. La Regione ha stanziato inizialmente 800 mila euro, con l’obiettivo di affrontare la delicata fase post-Covid. Grazie alla collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, le famiglie possono accedere a un ‘voucher’ per un massimo di 20 incontri gratuiti con uno psicologo, con la possibilità di scegliere liberamente il professionista da una short list disponibile sul sito dell’Ordine. Il protocollo prevedeva che questo intervento terminasse a novembre del 2024, ma i fondi disponibili sono finiti, con largo anticipo, lo scorso 11 luglio.
In questi mesi hanno aderito al protocollo 2.350 famiglie e hanno partecipato 1.026 psicologi, 629 medici di medicina generale e 456 pediatri di libera scelta. La Regione ha quindi deciso di stanziare un ulteriore milione di euro, a valere sulle risorse del Fondo sociale europeo 2012-2027.
“Parliamo di tre progettualità importanti e concrete – spiega il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Armando Cozzuto – delle quali sentiamo parlare da tanti anni e che sono diventate realtà. Sono tre interventi che vanno a favore dei cittadini, attraverso i quali garantiamo l’assistenza psicologica di base a minori, giovani adulti, adulti e famiglie. Questo rende onore a un grandissimo lavoro fatto dalla Regione con l’Ordine, che sta avendo anche dei risvolti a livello nazionale, perchè in XII commissione Affari sociali alla Camera è stato finalmente approvato il testo unico della legge che istituisce lo psicologo di base”. “Credo che sia una delle tante prove di eccellenza della sanità campana – sottolinea il presidente della Regione, Vincenzo De Luca – Intanto abbiamo approvato l’unica legge regionale che stabilisce la presenza di psicologi nei distretti sanitari. Abbiamo impegnato complessivamente 148 psicologi, al servizio dei nostri cittadini e ci auguriamo che il modello dello psicologo di base sia assunto a livello nazionale. Oltre a questo, abbiamo previsto un bonus per assicurare sostegno psicologico alle famiglie con minori. Ricordo che uno dei motivi per cui abbiamo aperto la battaglia contro il numero chiuso nella facoltà di Medicina, è legato al disagio psicologico, cioè noi registriamo il fatto che migliaia di ragazze e ragazzi, che non superano il test dopo un anno di sacrificio e di chiusura in casa, vanno in depressione. E’ un problema drammatico”.

– Foto: xc9/Italpress –

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Scoperta a Napoli banda di falsari, sette arrestati

NAPOLI (ITALPRESS) – I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato a carico di sette soggetti, emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, per associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di monete aventi corso legale e di spendita delle stesse. Le indagini hanno, infatti, consentito di disvelare l’operatività di un sodalizio criminale, operante nel territorio di Casavatore, ove aveva la propria sede logistica, finalizzato allo svolgimento delle suindicate attività illecite. I sette avevano allestito una vera e propria tipografia occulta all’interno di un capannone industriale preso in affitto da una società di bonifica ambientale (estranea alle indagini, ndr). E’ stato infatti accertato che il sodalizio utilizzava una stamperia clandestina sita nel quartiere Ponticelli del capoluogo campano, al cui interno sono state sequestrate banconote contraffatte da 50 euro della serie “Europa”, per un valore nominale complessivo di circa 48 milioni di euro. Gli indagati avevano attrezzato il laboratorio clandestino con macchine da stampa industriali particolarmente sofisticate e altamente performanti, previamente trasferite dalla loro base logistica sita in Casavatore, provvedendo al cambio del contatore elettrico per velocizzare la produzione delle banconote contraffatte, entrata a pieno regime nel mese di aprile. Da allora, due abili falsari hanno vissuto in isolamento all’interno dell’immobile senza mai interrompere la produzione, potendo contare sul supporto di un complice che provvedeva alle loro
quotidiane necessità di sostentamento. Quest’ultimo comunicava poi con il dominus dell’associazione, un tipografo 70enne con numerosi precedenti penali, il quale impartiva ai sodali puntuali direttive sui processi di stampa dopo aver visionato lo stato di avanzamento delle banconote contraffatte e interloquiva, altresì, con tre autotrasportatori di Giugliano in Campania per fornire ogni necessario supporto logistico. Il capannone, che i falsari monitoravano costantemente con l’ausilio di telecamere esterne, aveva subito modifiche strutturali per consentire l’alloggiamento dei voluminosi macchinari necessari per la stampa, debitamente occultati dietro masserizie di uso quotidiano, come i letti e il mobilio utilizzati dai falsati. All’interno dell’opificio clandestino, oltre alle banconote false, sono stati sequestrati macchinari industriali, un tavolo luminoso, taglierine, personal computer, vernici, solventi, nonchè rotoli argentati utilizzati per realizzare la striscia olografica presente su ogni banconota.

foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

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Cinque operai morti intossicati nel Palermitano, Mattarella e Meloni “Fare piena luce”

PALERMO (ITALPRESS) – Incidente sul lavoro a Casteldaccia, nel Palermitano. Cinque operai sono rimasti uccisi per intossicazione durante alcune manutenzioni fognarie. Un altro operaio è stato soccorso dai vigili del fuoco e trasportato nel reparto di Rianimazione all’ospedale Policlinico di Palermo con l’elisoccorso. Altri due operai hanno riportato ferite lievi e sono stati trasportati negli ospedali di Termini Imperese e al Policlinico. Secondo una prima ricostruzione, gli operai di una ditta privata stavano effettuando dei lavori fognari per conto dell’Amap, la società che gestisce le condotte idriche e fognarie a Palermo. La tragedia sarebbe stata provocata da esalazioni tossiche.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita a New York, ha espresso il suo cordoglio per la grave tragedia sul lavoro che ha causato la morte di cinque operai a Casteldaccia, in provincia di Palermo. “Auspico che sia fatta piena luce sulle dinamiche dell’incidente. Ma l’ennesima inaccettabile strage sul lavoro – a pochi giorni dal 1 maggio – deve riproporre con forza la necessità di un impegno comune che deve riguardare le forze sociali, gli imprenditori e le istituzioni preposte”.

“Sconvolge la notizia degli operai coinvolti nel tragico incidente avvenuto a Casteldaccia, nel palermitano. Alle famiglie delle vittime il mio profondo cordoglio, unitamente al sentimento di vicinanza verso il lavoratore che si trova attualmente nel reparto di Rianimazione all’ospedale Policlinico di Palermo. Sia fatta piena luce su questa tragedia”. Lo scrive su X il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Esprimiamo la condoglianze a tutte le famiglie, bisogna fare di tutto perché si possa aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro. Purtroppo ogni giorno ci sono vittime sul lavoro, faremo tutto il possibile come governo e come Forza Italia” ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“La notizia della morte degli operai a Casteldaccia sconvolge e addolora. Morire sul lavoro è
inammissibile. Mi auguro che possano presto essere chiarite le responsabilità. Prego per i cinque operai deceduti e per chi sta ora lottando tra la vita e la morte. Mi stringo ai familiari nel dolore per la perdita dei loro cari. Grazie ai vigili del fuoco e a tutti i soccorritori per l’intervento. È necessario un impegno massimo e inderogabile, ad ogni livello, per la tutela dei
lavoratori” dichiara il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

“È un dolore profondo quello che ho provato alla notizia della morte degli operai a Casteldaccia. A nome mio e di tutta la giunta esprimo il più sincero cordoglio alle famiglie
delle vittime per la terribile e inaspettata tragedia che le ha colpite” ha commentato il presidente della Regione Renato Schifani.

“Un dolore terribile per la tragedia che ha provocato la morte sul lavoro degli operai a Casteldaccia. Alle loro famiglie e ai loro colleghi vanno il cordoglio e la vicinanza dell’amministrazione comunale”. Così il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

“Sono in veste di assessore e sono venuta qui a rappresentare il governo regionale, visto che il presidente Schifani si trova a Roma. E’ un momento di grande dolore e vogliamo essere vicini alle famiglie che improvvisamente hanno avuto questa tragedia. Le istituzioni devono essere presenti e dare supporto. Continueremo a occuparci di rinfoltire la squadra degli ispettori del lavoro. Trentacinque ne sono arrivati lo scorso anno a luglio, ne dovrebbero arrivare altrettanti quest’anno e io sto lavorando a un concorso per oltre 100 persone. Dobbiamo fare in modo che queste stragi non accadano più” ha detto l’assessore al Lavoro della Regione Siciliana Nuccia Albano che si è recata a Casteldaccia dopo l’incidente che ha causato la morte di cinque operai.

“Stiamo parlando di un clichè che si ripete e le dinamiche sono sempre le solite con lavoratori
in appalto e in subappalto. La verità è che si sta determinando una mattanza non più accettabile. Purtroppo per troppo tempo non si è investito sulla sicurezza che viene vista come un costo, a maggior ragione con questo quadro normativo in cui purtroppo le aziende madri non sono responsabili di ciò che avviene nelle ditte in appalto e in subappalto e questo è ciò che sta venendo fuori” afferma il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino,
che si è recato a Casteldaccia nel luogo dell’incidente.

“Siamo sconvolti, proviamo un senso profondo di dolore e di sconfitta ogni volta che accadono questi gravissimi episodi, e oggi ad essere sconfitto è tutto il sistema che dovrebbe occuparsi della prevenzione e della tutela della salute dei lavoratori. Il mondo del lavoro palermitano paga oggi un altissimo e carissimo prezzo nella battaglia per la sicurezza sul lavoro. Non possiamo credere che altri cinque lavoratori stasera non faranno rientro a casa, questa tragedia immane ci lascia sgomenti”. Ad affermarlo sono i segretari generali di Cgil Cisl
Palermo, Mario Ridulfo, Leonardo La Piana e per la segreteria Uil Sicilia Ignazio Baudo, che annunciano cosi la prima reazione dei sindacati confederali, che sarà lo sciopero generale per le prime quattro ore ad inizio turno dei lavoratori del territorio palermitano per la giornata di domani, e un sit in che si terrà contestualmente dalle 9 davanti la Prefettura in via Cavour a
Palermo.

(ITALPRESS).

– foto xd8 Italpress –
(ITALPRESS).

Open Fiber, conclusi in Molise i lavori del Piano Banda Ultra Larga

CAMPOBASSO (ITALPRESS) – Il Molise è la prima regione d’Italia ad aver completato il Piano Banda Ultra Larga, promosso dal Mimit, che ha visto Open Fiber impegnata nella progettazione, realizzazione e gestione di una rete in fibra ottica FTTH di ultima generazione, volta a colmare il digital divide nei piccoli borghi. Il traguardo è stato celebrato a Campobasso, presso l’Ex Gil, sede dell’Assessorato al Turismo, alla presenza di Andrea Di Lucente, vicepresidente Regione Molise; dell’Assessore alla transizione digitale Salvatore Micone; dell’Amministratore Delegato di Open Fiber Giuseppe Gola e del Responsabile Piano BUL Infratel Italia Luigi Cudia. “Oggi viene celebrato il completamento del Piano Banda larga nel territorio molisano – ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un messaggio al presidente della Regione Molise Francesco Roberti -. Un primato nazionale che merita di essere evidenziato per le ricadute positive che porterà al sistema economico e sociale dell’intera regione e non solo”. “Il processo di infrastrutturazione digitale – ha aggiunto Urso – è la conditio sine qua non per accrescere la qualità di vita delle persone, la competitività del sistema all’intero completamento del Piano Banda Ultra Larga. Voglio sottolineare che lo straordinario risultato di oggi è stato il frutto di un dialogo esemplare e di una costante collaborazione tra tanti soggetti: amministrazioni centrali e regionali, la stazione appaltante, Infratel Italia e il concessionario Open Fiber hanno lavorato insieme raggiungendo questo ambizioso obiettivo, a cui spero potremo pervenire al più presto anche in tanti altri territori”.
I lavori, eseguiti da Open Fiber dopo essersi aggiudicata il bando pubblico indetto da Infratel, hanno visto la costruzione, con tecniche moderne e a basso impatto ambientale, di una infrastruttura di 1.700 chilometri interamente in fibra ottica. Con una connessione che può raggiungere una velocità di 10 Gigabit per secondo, saranno molti i benefici per cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione: telemedicina, smart working, monitoraggio ambientale, gestione dell’illuminazione pubblica e tanti altri. In più, la fibra ottica di Open Fiber garantisce risparmio energetico (consuma oltre il 60% in meno di energia rispetto a una rete in rame) e conseguente riduzione di emissioni di CO2.
La rete in FTTH (Fiber to the home, la fibra fino a casa) – l’unica in grado di garantire la velocità Gigabit, oltre a una latenza bassissima e performance elevate – ha raggiunto 130 comuni della Regione (49 in provincia di Isernia e 81 di Campobasso) con il servizio già disponibile per i cittadini. In totale sono state connesse 133 mila case e 688 sedi della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale (uffici comunali, stazioni di forze dell’ordine, scuole, biblioteche, ospedali e ambulatori).
Per Giuseppe Gola, Amministratore delegato di Open Fiber, “la copertura in fibra ottica ultraveloce di tutti e 130 i comuni del Molise oggetto del piano BUL è un motivo di orgoglio per Open Fiber, un passo decisivo verso l’annullamento del digital divide nella regione e il primo traguardo della missione sociale nelle aree bianche. La disponibilità di connettività Gigabit consente la fruizione di tutti i servizi digitali più avanzati anche agli abitanti dei borghi e delle zone più isolate, che rappresentano una risorsa per il nostro Paese, favorendone il ripopolamento”.
“Il Molise è la prima ed unica regione italiana ad aver completato gli interventi infrastrutturali in fibra nei comuni previsti dal Piano – ha spiegato l’Assessore alla transizione digitale Salvatore Micone – Un grandissimo risultato che ci rende orgogliosi e che si concretizza in una promettente sfida che offre l’opportunità concreta di crescita sociale e di sviluppo economico dell’intero territorio regionale e delle comunità locali, soprattutto delle aree interne, rurali e montane che sono ad alto rischio marginalità ed isolamento territoriale. Un passo importante e tanto atteso che va verso la giusta valorizzazione dei territori”.
“Siamo particolarmente soddisfatti di poter annunciare il completamento del piano Bul in Molise, prima regione italiana a raggiungere questo traguardo – ha sottolineato Luigi Cudia, Responsabile Piano BUL Infratel Italia -. Si tratta di un pilastro fondamentale dell’intervento pubblico complessivo che Infratel Italia sta attuando e che prevede, oltre al piano BUL, il piano Italia a 1 G, il piano Scuola connessa e il piano Sanità connessa. Tutti questi interventi pubblici nelle aree a fallimento di mercato, che complementano gli investimenti privati nelle aree più redditizie, porteranno il Molise e l’Italia tutta alla pari dei paesi europei più digitalizzati, attuando così una completa democrazia digitale”.
Da Bruxelles è intervenuto Filip Busz, Head of Unit EU Commission DG Agricolture, secondo cui “il Molise ha realizzato qualcosa di veramente straordinario: è diventata la prima regione in Italia a completare i suoi obiettivi di banda larga nel quadro del suo programma di sviluppo rurale 2014-2022. Questo risultato non riguarda solo una maggiore velocità di internet; si tratta anche di guardare al futuro. Si tratta di promuovere la connettività per le comunità rurali, in particolare nelle cosiddette “aree bianche”. Con la sua infrastruttura in fibra, che rende possibile la connettività FTTH per oltre 133.000 famiglie nel territorio della regione, il Molise sta aprendo la strada alla crescita economica, all’innovazione e allo sviluppo sociale”. Tuttavia, ha aggiunto, sono ancora necessari ulteriori sforzi per garantire che queste stesse famiglie dispongano delle risorse e del sostegno necessari per abbonarsi alla connettività a banda larga. Ciò include l’eliminazione di potenziali ostacoli quali l’accessibilità economica, l’accessibilità e la consapevolezza, per garantire che ogni famiglia molisana possa beneficiare delle opportunità offerte da Internet ad alta velocità”.
Oltre ai piccoli borghi e ai comuni più isolati oggetto del piano BUL, Open Fiber è presente con rete FTTH proprietaria a Campobasso, Isernia e Termoli, con un investimento privato di 8,3 milioni di euro e un totale di 47 mila case connesse.

– foto ufficio stampa Open Fiber –
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Scambio elettorale politico-mafioso a Cercola, 7 arresti nel Napoletano

NAPOLI (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone – di cui 6 sottoposte alla misura in carcere, una agli arresti domiciliari -, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di scambio elettorale politico-mafioso nonchè di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale e di detenzione e porto in luogo pubblico di armi, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare le associazioni di tipo camorristico denominate clan Fusco-Ponticelli e De Micco-De Martino, operanti sul
territorio di Cercola e nell’area orientale di Napoli compresa tra i territori di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
In particolare, al termine delle indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco e della Tenenza di Cercola, è emerso che gli indagati, in occasione della tornata elettorale per le elezioni amministrative del comune di Cercola, fissata nelle date del 14 e del 15 maggio dell’anno 2023 e del successivo ballottaggio del 25 e 26 maggio, avrebbero creato, con una perfetta organizzazione e suddivisione di compiti e ruoli, un meccanismo volto ad inquinare l’esito delle consultazioni elettorali.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Prelievo d’organo all’Ospedale di Monopoli, donato il fegato di un 83enne

BARI (ITALPRESS) – Si è concluso, alle ore 3,45, nell’Ospedale di Monopoli, il prelievo del fegato da un paziente 83enne in morte cerebrale. Lo rende noto l’ASL Bari, sottolineando in una nota che è l’esito, coronato da successo, di una giornata di intenso lavoro in cui è stata impegnata l’èquipe di Anestesia e Rianimazione del “San Giacomo”, diretta da Nicola D’Onghia. L’assenso dei familiari del deceduto ha dato il via alla macchina della donazione, una complessa procedura in cui è stato coinvolto il personale del Blocco operatorio e del Centro di Rianimazione, dove il paziente era ricoverato, gli specialisti neurologi e il Laboratorio di Patologia clinica, con la supervisione del coordinatore per la donazione Maximiliano Galizia e il coordinamento della Direzione medica di presidio, diretta da Alessandro Sansonetti, per eseguire gli accertamenti e le verifiche di idoneità dell’organo finalizzati al prelievo.
Un percorso non semplice, il secondo portato a termine nell’Ospedale di Monopoli da quando – soltanto a dicembre scorso – è entrato ufficialmente nella rete del Coordinamento Regionale Trapianti, reso possibile grazie alla generosità e all’altruismo dei familiari del donatore.
“A tutti loro – prosegue la nota – va il sentito ringraziamento della Direzione generale della ASL Bari, così come all’impegno del personale coinvolto che, ancora una volta, ha messo in mostra competenza, dedizione e capacità di lavoro d’èquipe, caratteristiche e qualità fondamentali per donare una speranza di vita migliore ai tanti pazienti in lista di attesa per un trapianto. Un modello che va rinforzandosi progressivamente, forte anche di una ‘cultura della donazionè sempre più matura e diffusa e all’attività di sensibilizzazione del Coordinamento Aziendale per la Donazione Organi e Tessuti e Trapianti”.
Con quest’ultima donazione salgono a tre i prelievi d’organo portati a termine nel 2024 nei centri abilitati della ASL Bari che, oltre a Monopoli, comprendono gli ospedali Di Venere e San Paolo di Bari (un prelievo ciascuno nel 2024) e l’Ospedale della Murgia di Altamura.
– foto ufficio stampa ASL Bari –
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Vertice sulla sanità in Puglia, Emiliano “Diritti dei cittadini prima di tutto”

BARI (ITALPRESS) – “Questa non era una riunione di maggioranza finalizzata alla discussione in Consiglio sulla sfiducia proposta dal centrodestra: vorrei chiarire questo equivoco che ho visto riportato in alcuni lanci di agenzia. Era una riunione aperta a tutta la maggioranza, per imprimere una svolta sulle problematiche che residuano nella gestione della sanità. In particolare: migliorare la capacità di assunzione del personale; aumentare la velocità di rotazione dei dirigenti; fare in modo che ciascun paziente normalmente a carico di un centro di riferimento regionale per una malattia direi cronica o di lunga durata, una volta preso in carico, riceva tutte le prestazioni e le relative prenotazioni dallo stesso centro di riferimento, e non lasciando che quel paziente si rivolga al CUP da solo, creandogli gravissime difficoltà”. E’ quanto ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al termine dell’incontro che si è tenuto oggi in presidenza.
“Abbiamo pazientato moltissimo anche sulle questioni legate alla spesa farmaceutica – ha proseguito il presidente Emiliano – Ci sono ASL che non hanno rispettato il limite della spesa farmaceutica, in molti casi obiettivamente non era neanche così semplice. Però la legge che abbiamo approvato è chiara: i direttori generali delle ASL che hanno sfondato il limite di spesa farmaceutica decadono dall’incarico, quindi verranno turnati, senza nessuna colpevolizzazione, ma evidentemente come elemento di stimolo nella realizzazione degli obiettivi che la Giunta regionale e il Dipartimento hanno loro indicato. Abbiamo anche detto a tutti i dirigenti del Dipartimento Salute che non devono più operare mediazioni con un sistema molto complesso come quello della sanità, devono raggiungere gli obiettivi assegnati. Forse questo porterà impopolarità, ma i diritti dei cittadini vengono prima di tutto. C’è l’obbligo costituzionale di proteggere la salute delle persone, non quello di tutelare posizioni di potere all’interno della sanità”.
Il presidente ha così proseguito: “Questo è l’indirizzo per il finale di legislatura, che nulla toglie ai grandissimi risultati ottenuti in questi anni. Quando sono arrivato, ho trovato un sistema sanitario in ginocchio: neanche gli screening funzionavano, una situazione veramente devastante, eravamo tra gli ultimi come Livelli Essenziali di Assistenza, ed eravamo in piano di rientro, cioè con un buco finanziario molto grande. Abbiamo colmato il buco e chiuso il bilancio di previsione in pareggio. Siamo a un passo dall’uscita dal piano operativo anche dal punto di vista formale, potremo così recuperare la nostra autonomia finanziaria per gli investimenti. Nella classifica dei Livelli Essenziali di Assistenza abbiamo recuperato molte posizioni: dagli ultimi posti, adesso siamo nella parte di testa delle regioni italiane, e i primi del mezzogiorno. Un risultato straordinario, ma non dobbiamo accontentarci. Questo è il senso della riunione di oggi”.
“In questa fase – ha concluso Emiliano – non c’è bisogno di un nuovo assessore, abbiamo deciso di gestire la delega alla sanità con tutto il Consiglio regionale, attraverso un metodo che consente a tutte le forze politiche di maggioranza di intervenire e di offrire i propri contributi che poi il presidente veicola per mezzo di delibere di indirizzo al Dipartimento. C’è bisogno di dare al Dipartimento della Salute quella forza politica per imporre scelte dure che provocheranno anche mal di pancia, ma necessarie a tutelare tutte le persone”.
– foto ufficio stampa Regione Puglia –
(ITALPRESS).