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PROVENZANO “INVESTIRE NON È ASSISTENZIALISMO”

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“Fare investimenti al Sud non è assistenzialismo, ma significa spezzare questa assistenza”. Lo ha detto il Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano nel corso del suo intervento all’evento Metamorfosi organizzato dall’Huffington Post a Milano. “Esiste anche un Sud dove ci sono imprese che fanno business ai massimi livelli – ha aggiunto -. Non è vero che al Sud non si può fare industria. Gli investimenti privati al Sud sono aumentati, ma sono calati gli investimenti pubblici. Sono calati perché c’è stata una mancanza di responsabilità a livello centrale. Lo spreco delle risorse, laddove mancano, è ancora più grave”. A proposito infine della vicenda Ilva, Provenzano ha detto: “La vicenda Ilva ci dice che questo Paese ha bisogno di politiche industriali di lungo periodo. Di fronte a un tema che riguarda il futuro industriale e la siderurgia, a ogni cambio di governo e di maggioranza c’è un cambio di regole. Al di là delle polemiche sullo scudo, è la dimostrazione di un Paese che non ha una strategia di lungo respiro”.

(ITALPRESS).

EMILIANO “A MOLA DI BARI AMBULATORIO INFERMIERISTICO”

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“Inauguriamo a Mola di Bari un ambulatorio gestito totalmente dagli infermieri che potrà dare una grossa mano alla popolazione che spesso si rivolge al medico di medicina generale per piccole prestazioni ambulatoriali. Penso che sarà importante soprattutto per le fasce più deboli, per quei pazienti con patologie croniche o anziani. E poi, aver intitolato l’intera Struttura Poliambulatoriale al dottore Gianvito Pesce, un molese doc, di quelli che difficilmente possiamo dimenticare per il bene che ha fatto ai suoi concittadini (veniva chiamato il medico dei poveri perché visitava gratis i meno abbienti, anche a domicilio e nelle ore notturne, arrivando in questi casi a lasciare alla famiglia il denaro necessario per l’acquisto dei farmaci da lui prescritti) è per me significativo. Riportare alla memoria la sua storia è un impegno di tutti”.
Questo il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nel giorno della scopertura, a Mola di Bari, della targa al dott. Gianvito Pesce, cui viene intitolata l’intera Struttura Poliambulatoriale di Mola di Bari e della inaugurazione dell’Ambulatorio Infermieristico Territoriale, ubicata nello stesso plesso della Struttura (Via Russolillo Don Giustino, 34).
Alla inaugurazione di questa mattina hanno partecipato il direttore generale della ASL di Bari Antonio Sanguedolce e il Sindaco Angelo Annese.

“L’ambulatorio infermieristico – ha aggiunto il direttore generale ASL Bari – inizialmente sarà aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdi dalle 8,30 alle 12,00 e il martedì pomeriggio dalle 15,00 alle 17,00. Questa struttura già ospita una RSA pubblica, diversi ambulatori specialistici, il servizio di radiologia con centro screening e la riabilitazione. A questo ambulatorio – ha spiegato Sanguedolce – si accede dietro prescrizione del medico di medicina generale per effettuare una serie di prestazioni che sono di competenza assolutamente infermieristica quali ad esempio la medicazione, le fasciature, la terapia iniettiva, il cambio catetere e cambio sacca di stomia”.
La ASL di Bari ha colto immediatamente la richiesta avanzata dal sindaco di Mola, Giuseppe Colonna, per la intitolazione della Struttura pubblica – R.S.A. di Mola di Bari, al Dottore Gianvito Pesce, scomparso nel 1990.
(ITALPRESS).

MELONI “SQUALLIDO SFRUTTARE VICENDA ILVA”

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“Quella dell’Ilva è una vicenda seria sul quale la politica non dovrebbe dividersi, ma cercare delle soluzioni”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni a margine della sua visita ad Eicma, il Salone del Ciclo e Motociclo in corso di svolgimento nei padiglioni di FieraMilano a Rho. “Se Conte ci dice quali sono le proposte in campo, se sono proposte serie, noi le sosterremo. Su queste cose la politica deve darsi delle priorità, cioè la difesa dell’interesse nazionale, dei posti di lavoro e della nostra ricchezza – ha aggiunto rispondendo a chi gli chiedeva se la vicenda Ilva potesse influire sul successo del centrodestra nelle elezioni regionali in Puglia previste per il 2020 -. Noi ci siamo, non bisogna puntare su questo la campagna elettorale in Puglia, se no sarebbe squallido”. Sempre a proposito della vicenda dell’acciaieria di Taranto, la Meloni ha spiegato che si tratta di “un tema che arriva da molto lontano. Probabilmente l’Italia avrebbe dovuto interrogarsi molto prima sul tema della produzione dell’acciaio e chiedersi se per una nazione come la nostra, la competizione sulla produzione dell’acciaio fosse possibile, vista la concorrenza di Stati Uniti e India. Probabilmente a monte sulla politica industriale c’è stato qualche errore”.

“Arcelor Mittal è entrata nell’Ilva e bisognava sapere che era il principale competitor dell’Italia sulla produzione dell’acciaio – ha aggiunto il leader di Fdi – e spesso accade che queste aziende entrino in Italia solo per acquisire il nostro know how, i brevetti e il nostro marchio. Diciamo che era rischioso dare l’Ilva a una società competitrice. Andavano fatte delle verifiche. Oggi è stato fatto un altro errore, che è quello di offrire un’alibi: lo scudo”. “Non sono contraria a parlare di nazionalizzazione, però il tema è quello di interrogarsi se l’Ilva possa avere un futuro in Italia, producendo acciaio – ha concluso la Meloni – o forse ragionare se possa essere riconvertita. Una volta capito il futuro dell’Ilva, penso che lo Stato possa tranquillamente metterci dei soldi, se servono a salvare dei posti di lavoro e darsi un’ipotesi di sviluppo”.
(ITALPRESS).

CONTE “SU EX ILVA NON C’È SOLUZIONE IN TASCA”

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato a Taranto delegazioni di operai dell’acciaieria ex Ilva, di comitati ambientalisti e di residenti. Non sono mancati momenti di tensione all’arrivo del premier. Alcuni tarantini gli hanno urlato contro, chiedendo la chiusura dello stabilimento. “Sono qui oggi per parlare con tutti”, ha detto Conte. La tensione si è poi sciolta, e il premier ha ascoltato diverse testimonianze e rivendicazioni.
“Non abbiamo la soluzione in tasca. La cosa certa è che Mittal vuole restituire la fabbrica. Dobbiamo valutare alternative. Nei prossimi giorni vedremo come andrà l’interlocuzione e come si definirà. Dobbiamo sfruttare qualsiasi situazione. In questo momento non ho un progetto alternativo da offrire, valutiamo tutto”, ha sottolineato il presidente del Consiglio.
(ITALPRESS).

EMILIANO “OSPEDALE SUD SALENTO ALL’AVANGUARDIA”

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“Il nuovo Ospedale del Sud Salento sorgerà con i più avanzati metodi costruttivi e con l’impiego di tecnologie all’avanguardia. Del resto lo abbiamo sempre detto. Costruire un nuovo ospedale ha un valore strategico, in termini sanitari, infrastrutturali ma anche economici, e si basa sull’analisi puntuale di costi e benefici”.
Sono queste le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che a Maglie parteciperà al Consiglio comunale monotematico, aperto alla cittadinanza convocato dal Sindaco della città, Ernesto Toma per approfondire il progetto sul nuovo Ospedale del Sud Salento.
Il Quadro Economico del nuovo ospedale del Sud Salento come autorizzato dal Ministero ammonta complessivamente a 142.000.000,00 euro di cui 134.900.000,00 euro (pari al 95%) a carico dello Stato e 7.100.000,00 euro a carico della Regione.

Il nuovo Ospedale del Sud Salento avrà una dotazione di circa 380 posti letto così come indicato nel Documento Programmatico e nello studio di prefattibilità valutati dal Nucleo di valutazione investimenti pubblici. Comporterà la riconversione degli ospedali di Scorrano (207 posti letto da ultima programmazione) e Galatina (154 posti letto da ultima programmazione). Sarà un ospedale intermedio di I livello, ai sensi del D.M. 70/2015.
Lo scenario è complesso, riguarda infatti un bacino d’utenza di 209mila abitanti, ricomprendente prioritariamente i quattro distretti sociosanitari di Poggiardo, Maglie, Martano e Galatina. La scelta del sito in cui collocare il nuovo Ospedale del Sud Salento deriva da una serie di valutazioni espresse anche in funzione di precedenti studi e, in ultimo, dall’individuazione avvenuta durante la riunione della conferenza dei servizi tenutasi il 28 marzo scorso presso il Dipartimento regionale Promozione della Salute.
(ITALPRESS).

TERNA, A NAPOLI IL PRIMO INNOVATION HUB DEL SUD

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È stato inaugurato presso la sede Terna di Napoli, alla presenza del ministro dell’Innovazione Paola Pisano, del consigliere delegato all’Informatizzazione e all’Agenda digitale della Città Metropolitana di Napoli Rosario Ragosta e dell’amministratore delegato di Terna Luigi Ferraris, l’Innovation Hub, il primo del Sud e il secondo in Italia.
Attraverso l’interazione e lo scambio con realtà esterne come Università, centri di ricerca, startup e imprese, l’Innovation Hub diventerà un laboratorio dove creare, sviluppare e testare concretamente nuove idee. L’integrazione di competenze nuove e sinergiche sarà quindi il cardine di questa esperienza che è partita dalla sede dell’area operativa di Torino ad aprile: apre oggi le porte a Napoli e proseguirà presto in altre città italiane.
Nello specifico, l’Innovation Hub di Napoli sarà focalizzato sul Digital to People, ovvero sulla trasformazione digitale dei processi aziendali e l’innovazione degli strumenti nell’area delle Risorse Umane e dell’Organizzazione.

Sono 6 le prime Startup selezionate che svilupperanno progetti di Digital Safety e di Digital Human Resources: dai processi per efficientare la manutenzione degli asset, alla realizzazione di app che ricostruiscono virtualmente operazioni sul campo da utilizzare per formare il personale, alla realizzazione di una piattaforma di raccolta delle necessità formative per progettare percorsi di training personalizzato e di coaching digitale.
Il progetto fa parte del percorso di innovazione e digitalizzazione a livello nazionale per il quale Terna investirà circa 700 milioni di euro nei prossimi 5 anni. L’obiettivo, in uno scenario energetico sempre più complesso, è quello di sviluppare prototipi di idee innovative focalizzate sui nuovi trend tecnologici rilevanti per l’Azienda grazie alla creazione di gruppi di lavoro composti da soggetti differenti per provenienza e competenze.

I progetti che verranno avviati favoriranno la diffusione della cultura dell’innovazione, la creazione di future professionalità di eccellenza e lo sviluppo di soluzioni industriali che possano avere implementazione su più larga scala.
L’inaugurazione dell’Innovation Hub è stata anche l’occasione per Terna per lanciare un nuovo concorso che ha l’obiettivo di coinvolgere professionisti locali nella progettazione di stazioni elettriche integrate nel territorio. Si parte proprio dalla Campania dove a Capri Terna ha già realizzato una stazione unica nel suo genere, progettata in armonia con l’ambiente nel quale si inserisce.
“Siamo orgogliosi di proseguire questo percorso di innovazione che ha l’obiettivo di creare sinergie tra le persone e le professionalità di Terna e le eccellenze del territorio per sviluppare idee e percorsi innovativi a beneficio di una rete elettrica sempre più moderna, efficiente, flessibile e sostenibile in grado di favorire la transizione energetica in atto”, dice l’ad di Terna Ferraris. “L’Innovation Hub di Napoli – conclude – è la conferma dell’importanza di questa città e di questa regione nella strategia di Terna che prevede nei prossimi 5 anni investimenti sulla rete elettrica Campana per oltre 536 milioni di euro”.

MONOPOLI, 25MILA VISITATORI PER IL PHEST

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Si è fermato a 25mila il contatore dei visitatori di PhEST – See Beyond the Sea, festival internazionale di fotografia e arte – realizzato con il patrocinio della Regione Puglia – assessorato all’Industria turistica e culturale, del Comune di Monopoli, di Puglia Promozione e dell’Apulia Film Commission, oltre che diversi piccoli sponsor privati – che ha chiuso la sua quarta edizione a Monopoli dopo due mesi di esposizione su un tema, Religioni e Miti, non semplice da affrontare ma in grado di suscitare importanti riflessioni attraverso un percorso immersivo nelle trasformazioni del mondo grazie ai lavori dei grandi maestri della fotografia e dei giovani talenti emergenti selezionati.
Quello di PhEST è solo un arrivederci al prossimo anno. Gli organizzatori guidati da Giovanni Troilo e Arianna Rinaldo hanno già scelto il tema che sarà al centro della prossima edizione e stanno già lavorando per portare la loro magia fotografica nuovamente in Puglia dove quest’anno hanno registrato numeri da capogiro.

17 mostre, 30 artisti, 1 fotografo e 3 street artist in residenza, 395 foto esposte, 5 videoinstallazioni, 6 location (3 interne: Palazzo Palmieri, Castello Carlo V e Chiesa di San Salvatore; 3 esterne: Muraglia di Porta Vecchia, Porto Vecchio, Lungomare Santa Maria), 2 progetti speciali, 7 artisti presenti nelle giornate inaugurali, 8 visite guidate con gli artisti, 6 giornalisti e photo-editor presenti alle 12 letture portfolio gratuite, 6 talk e incontri, 4 proiezioni serali di cui 3 in collaborazione con Sky Arte, un concerto con i C’mon Tigre e 2 DJ set. Per non parlare del social dove è stato registrato un incremento del 35% tra gli utenti di Instagram mentre la pagina Fb ha raggiunto quota 10mila followers. I 140 post di questi mesi sono stati visualizzati 3.110.981 volte e hanno raggiunto 1.384.461 singoli utenti. Contestualmente l’hashtag #phest2019 è stato usato in 1.139 post su Instagram.
Visite guidate in inglese e italiano, visite di gruppo, la possibilità di sperimentare la visione dal mare grazie alla collaborazione con Gozzovigliando, visite guidate a cura degli artisti, agevolazioni per le scuole e gli studenti, hanno reso PhEST un vero polo attrattivo. Per non parlare del grande successo della partnership con Trenitalia che ha portato a Monopoli tantissimi visitatori che hanno goduto di un biglietto ridotto alle mostre e aiutato l’ambiente scegliendo di muoversi in treno.

“Ancora una volta PhEST ha dimostrato di saper affrontare attraverso la fotografia temi delicati come ‘Religioni e Miti’ scelto per questa edizione e di condurre i suoi visitatori in un percorso di riflessione sulla realtà quotidiana in cui viviamo. Siamo fieri di aver scommesso su questo progetto che da quattro anni arricchisce la Puglia con opere di artisti di fama internazionale che scelgono di esporre qui le loro opere – commenta il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -. Un progetto che coinvolge dal basso i cittadini in un processo di partecipazione e creatività che rende questo evento unico anche dal punto di vista sociale, intrecciando le espressioni più autentiche della nostra terra. A Monopoli, da settembre a novembre, migliaia di persone hanno visitato la mostra, dimostrando che la nostra politica di destagionalizzazione funziona e deve continuare a funzionare”.

PhEST propone inoltre ogni anno un progetto speciale site specific commissionato ad un fotografo appositamente selezionato dal direttore artistico e dalla curatrice fotografica per lasciare un’eredità al territorio che annualmente sceglie di sostenerli e ospitarli. Un archivio su e per il territorio creato di anno in anno con l’obiettivo di ripensare costantemente l’immaginario visuale, lasciando una traccia continua del presente.
“Grazie al PhEST Monopoli si pone al centro del Mediterraneo, confermando la sua vocazione di crocevia di popoli, dando voce alla sua comunità, e consegnando ai suoi visitatori il racconto della realtà attraverso una lente sempre nuova – commenta l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Loredana Capone -. Quest’anno gli artisti si sono misurati su un tema molto sentito e attuale e il pubblico, sempre più vasto, ha risposto con entusiasmo. Abbiamo vinto ancora una volta la nostra scommessa”.

“Con questo evento – prosegue Capone – la Regione Puglia punta quindi non solo alla diffusione della cultura ma anche alla valorizzazione del patrimonio immenso che la città di Monopoli custodisce. Vedere migliaia visitatori e turisti ammirare le bellezze del centro storico e le suggestive location del festival, da settembre a novembre, è la riprova che siamo sulla strada giusta e che la nostra strategia Puglia365 dà ottimi risultati”
“Nelle nostre intenzioni sin da subito c’era l’intenzione di creare un linguaggio del contemporaneo derivante dal territorio che diventasse nel tempo un archivio fotografico della Puglia – spiega Giovanni Troilo, direttore artistico di PhEST -. Ci stiamo riuscendo non solo con le opere dei fotografi ma anche e soprattutto attraverso il coinvolgimento dei pugliesi anche attraverso i contest che ogni anno sono sempre più seguiti”. Pensate al progetto “Archivio di Famiglia” dello scorso anno nato da noi e poi replicato anche in altri comuni pugliesi. O al #tagyourgod di quest’anno che ha raccolto circa 800 foto. Per noi è bellissimo vedere una comunità che si lega e cresce attorno alla fotografia riscoprendo le sue tradizioni e la sua cultura e trasponendole in chiave moderna”.

E proprio uno di questi progetti, “I Gladiatori di Nettuno”, primo incarico sul territorio pugliese affidato da PhEST nella sua prima edizione al fotografo Piero Martinello che ha immortalato i volti dei pescatori di Monopoli, segnati dal sole, dal mare, dal vento, dal continuo rapporto e contatto con la natura, conservando alcuni degli elementi identitari più forti della città, è stato scelto dal Comune di Monopoli per arredare in modo permanente la nuova sala della Biblioteca Rendella che verrà inaugurata il prossimo 11 novembre.

ILVA, EMILIANO “ARCELORMITTAL CURAVA I PROPRI INTERESSI”

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“ArcelorMittal non aveva nessuna intenzione di rimettere a posto l’Ilva, la cordata aveva solo l’interesse di non lasciarla in mano ai loro concorrenti, un’operazione servita solo per i suoi interessi strategici”.
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ospite di Radio 24. “Questa operazione serviva solo a sistemare questioni strategiche di ArcelorMittal” ha aggiunto Emiliano” bisognerebbe controllare le modalità con le quali e’ stata assegnata la fabbrica, un’assegnazione illegittima, loro non sono motivati a mantenere la fabbrica”.

“Tantissime aziende sono nella stessa situazione dell’Ilva, devono adeguare gli impianti dal punto di vista ambientale e della sicurezza, poi c’era un’ eccezione per l’Ilva. “Scudo penale? Fare una norma solo per l’Ilva non sta in piedi, chi compra una fabbrica che inquina e vuole rimetterla a posto ha tutto il diritto ma in un tempo ragionevole, l’immunita’ e’ dei sovrani” ha aggiunto Emiliano.

“Calenda ha sbagliato a scegliere l’acquirente Nazionalizzazione Ilva? La fabbrica e’ già nazionalizzata e’ stato affittato un ramo di azienda ad ArcelorMittal” ha continuato Emiliano, ospite di Radio 24. “Una nazionalizzazione in termini di esercizio non sarebbe complicata ma e’ una decisione politica che si potrebbe prendere, a me interessa la questione ambientale, il lavoro, la tutela della salute” ha aggiunto Emiliano.

(ITALPRESS).