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CONTE “SERVE PIANO INTERVENTI PER IL SUD”

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“Vogliamo elaborare un piano strutturale di interventi per il Sud di cui non beneficia solo il Mezzogiorno ma anche il Nord”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso del suo intervento all’Assemblea di Assolombarda al teatro La Scala di Milano.
“La domanda interna del Sud attiva solo il 14% del Pil, pari a quasi 180 miliardi annui – ha aggiunto -. Se riparte il Sud ne beneficia anche il Nord, soprattutto in un contesto globale difficile. Aumentare l’integrazione all’interno del Paese è uno degli obiettivi del nostro governo”.

EMILIANO VISITA STRUTTURE BAT “LA SANITÀ MIGLIORA”

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Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, accompagnato dalla direzione generale, ha visitato questa mattina alcune strutture della Asl Bt, in particolare quelle di Bisceglie, Barletta e Canosa, al centro di importanti processi di rinnovamento. Una riorganizzazione dei servizi che sta cambiando il volto alla sanità pugliese, incrociando sempre di più le esigenze della popolazione. “Stiamo riorganizzando i servizi sanitari – ha detto Emiliano nel corso delle visite di questa mattina – non ci sono ospedali chiusi ma solo trasformati. Stiamo facendo un lavoro molto importante e delicato, con l’aiuto dei moltissimi operatori sanitari e dei tanti sindaci, che ringrazio di cuore, e che si sono messi accanto a noi, al nostro fianco. Non è semplice e neanche scontato, perché quando arriva la protesta è molto facile dare la responsabilità al presidente della Regione. Bene, i sindaci della Puglia non si comportano così. Affrontano le situazioni, controllano che noi manteniamo gli impegni, però sono consapevoli che la razionalizzazione della sanità pugliese non si può fare mantenendo ospedali vecchi, inutili e pericolosi così come erano 30 anni fa. Non ce lo possiamo permettere e non è consentito dalla legge”.
“Il piano di riordino, voglio ricordarlo ancora una volta, non è stato un mio capriccio, ma un obbligo previsto dal Decreto Ministeriale 70”, ha evidenziato.
“Quando apriamo un reparto o inauguriamo una nuova struttura – ha detto Emiliano – abbiamo fatto la metà del nostro dovere. È chiaro infatti che servono anche le assunzioni. Speriamo di riuscire a poterle completare in fretta perché nei reparti hanno ne hanno bisogno. Abbiamo recuperato più di dieci posti in Italia nei Livelli essenziali di assistenza pur avendo 15mila addetti in meno rispetto all’Emilia Romagna a parità di abitanti. Siamo una regione che in pochi anni è migliorata tantissimo”.
Entrando nello specifico dei servizi mantenuti e potenziati, Emiliano ha sottolineato “l’attivazione a Canosa – dove a breve sarà tutto pronto per accogliere le lungodegenze – di nuove sale operatorie per la piccola chirurgia che non richiede ricovero e che abbatterà le liste di attesa”, il potenziamento dell’ospedale di Bisceglie con l’inaugurazione della geriatria, “una cosa che avevamo promesso di fare in passato e che oggi abbiamo realizzato”.
E ancor, l’apertura di Gastroenterologia che si è spostata da Trani a Barletta e l’avvio dei lavori per il nuovo Pronto soccorso del Dimiccoli, secondo le linee guida regionali di Hospitality e infine la salvaguardia del punto nascita di Bisceglie.
“Per noi è stato di fondamentale importanza salvaguardare il punto nascita di Bisceglie – ha concluso il governatore – del resto non era mai stato nelle nostre intenzioni chiuderlo. Anzi mi auguro che proprio questa riflessione sul Punto nascita di Bisceglie possa far cambiare idea al ministero della Salute, in generale sulla rete dei Punti nascita. Non è detto infatti che il numero dei parti debba essere così decisivo. Ci sono anche altre considerazioni e ragionamenti che vanno fatti. E in questo caso, pur non avendo pienamente il target previsto dalle leggi, noi pensiamo che questo Punto nascita debba rimanere in funzione soprattutto per una ragione. Qui c’è la rianimazione e, in tutta sincerità, chiudere un Punto nascita in presenza di rianimazione è una follia. Il Punto nascita di Bisceglie c’è e nessuno lo tocca”.

DE LUCA “SU AUTONOMIA CON BOCCIA SVOLTA RADICALE”

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“Sono in totale accordo sulla necessità di una legge quadro per l’autonomia differenziata e che il punto di partenza per la discussione debbano essere i Lep, i livelli essenziali delle prestazioni”. Così il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine dell’incontro a Napoli con il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia. “Per quanto ci riguarda – aggiunge De Luca – il ragionamento sull’autonomia differenziata con il nuovo Governo parte da zero, nel senso che l’impostazione di Boccia segna una svolta radicale: non si ragiona più a partire dalla spesa storica, ma da una cornice unitaria relativa al rapporto Stato-Regioni. Che senso ha fare accordi separati con tre regioni, sapendo che avranno impatto su tutte le altre? Questa impostazione è un capovolgimento di posizione rispetto alle richieste estremistiche di alcune regioni. Siamo d’accordo, poi, sull’intangibilità dell’unitarietà della scuola pubblica e sul riequilibrio finanziario. Avere al Sud il 34% di investimenti è un obiettivo fondamentale. Ripartiamo da presupposti che non erano quelli leghisti. Noi non alimenteremo il conflitto Nord-Sud, ma ci batteremo per un sud che accetta la sfida dell’efficienza amministrativa e rifiuta logiche di assistenzialismo”.

 

SUD, SVILUPPO IMPOSSIBILE SENZA LEGALITÀ

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La legalità come ‘primo strumento per lo sviluppo economico’. La seconda giornata del meeting internazionale “Sud e Futuri”, a Palermo, è stata incentrata su una analisi attenta alle metamorfosi che hanno contraddistinto le organizzazioni criminali negli ultimi anni, caratterizzate da un cambiamento di ‘carattere generazionale’.

“La mafia ha avuto l’intelligenza criminale di avvalersi di una borghesia mafiosa: composta da avvocati e professionisti vari – ha sottolineato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, intervenuto dal palco della tre giorni organizzata dalla fondazione Magna Grecia -. Una rete che consente di essere forte e proiettarsi nel mondo economico, con grandi ricchezze che riciclano attraverso società. L’intelligenza che hanno è quella di riuscire a mimetizzarsi entrando in modo insidioso”.

E’ stato poi puntualizzato il concetto che legalità e democrazia sono strade obbligate per il rilancio del Mezzogiorno. “Bisognerebbe impedire alla mafie di continuare a essere presenti – ha aggiunto De Raho -. Questo dovrebbe essere il primo obiettivo in territori come la Sicilia, la Calabria, la Puglia e la Campania”.

“La mafia è uno dei pochi soggetti che ha capitali a disposizione, questo la avvantaggia enormemente – ha aggiunto il presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre -. La tendenza delle mafie adesso è quella di penetrare nei territori attraverso le attività commerciali. Ci vuole un’azione della classe politica diversa che non pensi soltanto a combattere la mafia solo con opera la magistratura”.

Dal ruolo fondamentale che deve ricoprire la legalità, dunque, nello sviluppo delle regioni del sud a quello della politica. “Politica che – secondo il presidente di Eurispes, Gian Maria Fara – ha subito un processo di delegittimazione. C’è stata un’opera di delegittimazione, a più livelli, che ha coinvolto non solo la politica ma anche le istituzioni in genere. Di questo si è nutrita l’antipolitica e il qualunquismo demagogico di alcune formazioni politiche. Oggi il Paese ne paga il prezzo in termini di sfiducia e di distanza dei cittadini dalla partecipazione politica. C’è voglia di politica e di partecipazione in Italia – ha sottolineato – ma c’è anche molta delusione per l’offerta politica attuale”.

Sempre secondo il presidente di Eurispes per il rilancio del mezzogiorno non c’è una ricetta: “Non credo ci siano ricette per il rilancio del Sud. Secondo me va ripensato nel complesso l’idea del Mezzogiorno. Bisogna uscire dall’idea che il Nord sia il presente e il Sud sia il passato. Il Mezzogiorno non è la bella addormentata nel bosco che non è stata svegliata. La politica per il Mezzogiorno va ripensata nel complesso all’interno di un progetto generale di Paese”.

Indispensabile in una visione complessiva il superamento del gap infrastrutturale che potrebbe fare della Sicilia un ponte nel Mediterraneo: “Il modello della cooperazione internazionale ha fallito la sua mission. Occorre individuare altri modelli. Il Sud ha una grande opportunità nel rispetto della sua vocazione e della sua tradizione – ha detto il vicepresidente della fondazione Magna Grecia, Saverio Romano -. Mi riferisco alla possibilita’ di consolidare il dialogo e il confronto con i paesi del Mediterraneo, avviando al contempo relazioni diplomatiche ed economiche. La nostra Isola è una piattaforma naturale per il traffico internazionale di merci che oggi, di fatto, la esclude. E’ necessario e indispensabile per lo sviluppo della nostra Isola e di tutto il Mezzogiorno, un porto hub commerciale. Eurispes ha presentato il progetto del porto hub di Palermo ma dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando attendiamo ancora un concreto segnale di interesse per questa iniziativa che rappresenterebbe una vera occasione per la crescita economica ed occupazionale del nostro territorio”.

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NAPOLETANO “FACCIAMO INFORMAZIONE PER UNIRE IL PAESE”

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Fare informazione nazionale dal meridione, con un quotidiano che nasce nel meridione. E’ questa la scommessa de L’Altravoce dell’Italia – Quotidiano del Sud, un’avventura raccontata dall’editore Antonella Dodaro e dal direttore Roberto Napoletano a “Sud e Futuri”, il meeting organizzato dalla Fondazione Magna Grecia, che per tre giorni, a Palermo, ha indagato tutti gli aspetti del mancato sviluppo del Sud, ipotizzando le soluzioni per superare il gap con il resto del Paese e dell’Europa.

“Esiste un Quotidiano del Sud con le sue edizioni territoriali, ed esiste un Quotidiano del Sud di sedici pagine, tabloid, che e’ un giornale di interpretazione, di opinione, di inchiesta e di analisi. Questo è il Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia, perche’ tutti i fatti della politica, dell’economia, della finanza, della vita possono essere analizzati, interpretati, raccontati, con gli occhi del Mezzogiorno – dice all’Italpress il direttore, Roberto Napoletano -. L’intenzione non è fare un giornale separatista ma per unire il Paese e capire come stanno le cose. Questo e’ il nostro sforzo. Che riguarda la politica estera, i temi della geopolitica, di un ruolo nel Mediterraneo importantissimo, dell’economia, della finanza, di politica, amministrazione, di fondi comunitari. L’obiettivo di questo giornale nazionale e’ dare all’opinione pubblica una voce differente”.

“Noi siamo nati facendo informazione locale”, “a un certo punto ci siamo accorti che l’informazione nazionale era diventata ridondante e forse strabordante – afferma l’editore Antonella Dodaro -. Cosi’ ci siamo interrogati e abbiamo immaginato di fare una informazione identitaria. Cosi’ stiamo facendo e ci auguriamo di potere continuare ad ampliare la nostra offerta informativa”.

 

A BARI IL PRIMO CENTRO REGIONALE DEL MARE

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Inaugurato a Bari il primo Centro regionale del Mare. Realizzato nella vecchia stazione marittima dei treni, in corso Vittorio Veneto, sarà un’emanazione diretta dell’Arpa, l’Agenzia regionale per l’Ambiente. Il Centro si occuperà dei quasi 900 chilometri della costa pugliese. Solo Sicilia e Sardegna ne contano di più.
La struttura demaniale, che era dismessa da 10 anni, è stata consegnata gratuitamente all’Arpa dall’Autorità portuale e dalla Capitaneria di Porto a febbraio dello scorso anno. Ha una superficie scoperta di 500 metri quadrati e una coperta (strutturata su due livelli) di 350.
“Finalmente la Puglia ha il suo Centro Mare – ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – perché l’Arpa ha dato vita a questo centro nel quale abbiamo istituzionalizzato le ricerche che riguardano l’inquinamento marino e soprattutto abbiamo in questo modo raggruppato qui dentro tutte le nostre strategie per supportare la cosiddetta blu economy, che in questo momento può dare alla Puglia, che ha quasi 900 km di coste, grandi vantaggi anche dal punto di vista economico. Quindi tutela dell’ambiente ed economia vanno insieme per essere credibili per i nostri ragazzi che ci hanno dato questa bella sollecitazione con le loro manifestazioni sulla tutela dell’ambiente e del clima”.

Il Centro Regionale Mare (CRM) svolgerà attività di alto livello tecnico relativamente all’ambiente marino. Tra queste, il monitoraggio dello stato di qualità ambientale delle acque di transizione e delle acque marine; il supporto tecnico nell’ambito di procedimenti autorizzativi per interventi e opere da realizzarsi nella fascia costiera; coordinamento delle procedure autorizzative nelle operazioni di dragaggio e ripascimento in ambito portuale e costiero; valutazione degli impatti sulla fascia costiera e sugli ecosistemi marini di progetti internazionali, nazionali e regionali; elaborazione dei dati ambientali, idrologici e oceanografici; supporto tecnico alla Regione e alle Amministrazioni Locali in merito ai principi di sostenibilità da applicare al mare e alle sue risorse.
“Noi abbiamo polarizzato le attività sul mare – ha detto Vito Bruno, direttore dell’Arpa – qui in questa nuova struttura, perché in una regione che ha quasi mille chilometri di costa, evidentemente investire su un capitale naturale come il mare era quasi una scelta obbligata. Si parla tanto di economia blu, ma non si può prendere nessuna decisione politica  senza un supporto dati che sia certo, completo e adeguato. Quindi più dati noi forniamo ai decisori politici, più li aiutiamo a percorrere iniziative anche economiche che siano sostenibili. L’economia blu è un tema assolutamente voluto dall’Unione Europea, noi oggi ospitiamo anche il presidente dell’ISPRA perché ci coordineremo a livello nazionale anche con loro e con le altre agenzie per offrire anche a livello europeo un sistema di dati sempre più avanzato“.

“Questa iniziativa – ha commentato Stefano Laporta, presidente nazionale ISPRA – testimonia la sensibilità e l’impegno di una regione che è profondamente collegata all’elemento mare. Ci sono agenzie regionali che in alcune zone d’Italia, come Sicilia, Veneto, Marche, hanno dei centri laboratoriali di studio e di ricerca sul mare, ma questo è un unicum per come è stato configurato e anche per il tipo di attività che pensiamo possa svolgere in rete con le altre regioni insieme alle altre Arpa”.

 

LA CORTE DEI CONTI PROMUOVE LA PUGLIA

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La Corte dei Conti “promuove” la Regione Puglia ma mette in luce anche diverse criticità. E’ emerso oggi in occasione del giudizio di parificazione del rendiconto generale dell’ente regionale per l’esercizio 2018.
Tra le note positive dei conti pugliesi c’è sicuramente il pareggio di bilancio, andato anche oltre le aspettative, il rispetto del limite massimo di indebitamento, i livelli di assistenza sanitaria con un punteggio di 179 a fronte di un minimo necessario di 160 punti e un incoraggiante avanzo di amministrazione in sanità.
“Il mio giudizio è di grande soddisfazione – ha detto con soddisfazione il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – perché in tutti i settori c’è stato una netta inversione di tendenza rispetto al passato. Ribadisco, la Regione Puglia è la Regione con il minor numero di dipendenti sia in sanità che nella parte ordinaria tra tutte le regioni d’Italia e ciononostante, i nostri dipendenti ci hanno consentito di ottenere gradi risultati. Quindi mi consentirete di ringraziare tutti i dipendenti della Regione Puglia per il lavoro straordinario che hanno fatto con una gravissima carenza di organico”.

Il governatore pugliese è poi entrato nel merito di alcuni giudizi contabili: “La relazione di parifica – ha continuato – presenta nella sostanza un notevole miglioramento. Quello fondamentale è in sanità. La Corte ha preso atto del grande balzo e della sostanziale tenuta dei conti del sistema sanitario. Buon risultato sul contenimento della spesa farmaceutica che è ulteriormente diminuita, ma che evidentemente è ancora troppo alta: siamo la seconda Regione con la maggior spesa in materia sanitaria. Dovremo abbattere ancora questi livelli attraverso gare per l’acquisto dei farmaci che siano più efficienti. Abbiamo per questo motivo dato vita a un soggetto aggregatore centrale che con gare più grandi dovrebbe abbattere questa spesa”.
La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha “promosso” la Puglia, ma ha messo in luce anche criticità per le quali ha sollecitato la Regione a correggere il tiro. Tra queste, le difficoltà nella riscossione dei crediti; i debiti fuori bilancio legati per l’82% ad acquisizione di beni e servizi; l’aumento della spesa farmaceutica e per i presidi medici; alcune perplessità sulle stabilizzazioni del personale anche se non è stato superato il limite di spesa; l’invito ad una attenta riflessione sul centro unico di spesa.

Ma soprattutto ha messo in evidenza una capacità di spesa peggiorata e l’assenza di una precisa programmazione delle risorse nel bilancio di previsione con una carenza di collegamento tra accantonamenti e progetti, e problemi nella rendicontazione in cui a fronte di una elevatissima previsione di spesa, 27 miliardi di euro, le entrate sono state pari a circa 13 miliardi e le spese sostenute poco più di 11 miliardi. “La programmazione – ha spiegato il presidente Emiliano – significa fare in modo che le entrate siano veloci quanto le uscite e soprattutto che si eviti di stanziare soldi nei capitoli e di non avere la capacità di spesa. Purtroppo però la maggioranza della spesa per gli investimenti della Regione Puglia avviene attraverso i Comuni che sono stati non solo depauperati di personale, ma anche messi in difficoltà con il nuovo codice degli appalti che ha rallentato questa spesa. L’anno scorso con il vecchio sistema andava meglio, si è sentita la botta con le nuove normative. Sono sicuro che con una maggiore collaborazione tra Regione e Comuni potremo recuperare le diminuzioni della spesa che si sono verificate quest’anno”.

Questa invece la chiave di lettura del procuratore regionale della Corte dei Conti, Carmela De Gennaro, sulla pagella della Puglia: “E’ in tendenza con quanto già avvenuto negli anni passati – ha commentato il procuratore – Deve apprezzarsi il raggiungimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio, ma c’è un peggioramento in relazione alla grandissima difficoltà nella programmazione delle spese. Questo è un neo molto rilevante per la Regione. E’ fondamentale la programmazione. E’ inutile programmare spese che non si riescono ad effettuare. Un altro problema è la spesa sanitaria, enorme. Grandissime difficoltà di gestione che non si riescono ancora a superare. Ci sono queste gare centralizzate che dovrebbero portare un risparmio di spesa notevole ma che purtroppo non si portano a compimento”.

IL SUD E I PERCHÉ DEL SUO MANCATO SVILUPPO

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Cercare insieme futuri possibili. Individuando idee e azioni in grado di garantire lo sviluppo dei Sud, a partire proprio dal Sud d’Italia. È quanto si propone di fare il progetto “Sud e Futuri”, della Fondazione Magna Grecia. Un meeting internazionale si svolgerà a Palermo dal 4 al 6 ottobre e riunirà alcuni dei protagonisti del panorama culturale, sociale, economico e scientifico, nazionale e internazionale, impegnati insieme nel promuovere opportunità di sviluppo per il meridione. Per farlo si partirà con l’analisi dei dati del primo Rapporto sul Futuro del Mezzogiorno: uno studio innovativo che anticipa gli scenari economici e politico-sociali del sud d’Italia nei prossimi vent’anni. 

“Questa iniziativa e’ una goccia d’acqua in un mare di necessità. – ha detto Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia – L’Economist alcuni anni fa ha detto che l’Italia è divisa in due, e una parte trascina l’altra. La presentazione del report sul futuro, fatto dalla università di Trento con l’Unesco, ha studiato per molti mesi in alcune regioni del sud questo fenomeno. Il rapporto stabilirà in quali direzioni si andrà”.

Sarà la presentazione dei risultati del report ad aprire i battenti al Mondello Palace Hotel di Palermo il 4 ottobre. Nel corso della tre giorni sono una cinquantina gli ospiti attesi: protagonisti del mondo della scienza, cultura, università, giornalismo e magistratura. Come Federico Faggin, fisico italo-americano inventore del microchip e “padre” del touchscreen. I giornalisti Paolo Mieli, Roberto Napoletano, Giovanna Casadio, Giuseppina Paterniti. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, il magistrato Nicola Gratteri, il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre, il direttore generale della Svimez Luca Bianchi, il presidente di Eurispes Gianmaria Fara.

La partecipazione all’evento inoltre è valida come crediti formativi per l’Ordine degli avvocati di Palermo e per quello dei giornalisti. 

Secondo il vice presidente della Fondazione Magna Grecia Saverio Romano “il Mezzogiorno è vittima di politiche che nel passano non hanno visto questa parte del Paese come risorsa. Tanti ammortizzatori sociali ma politiche di sviluppo organiche mai. Questa nostra iniziativa vuole porre l’accento su tale aspetto, per evitare di continuare su una strada che ha fatto tanto danno”.