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AUTONOMIA, EMILIANO “UNICO DDL DA CONFERENZA REGIONI”

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“Abbiamo preso atto della proposta del ministro Boccia sulla questione dell’Autonomia rafforzata, condividiamo questa impostazione, ovviamente nelle sue linee essenziali, siamo dell’idea che la Conferenza delle Regioni possa definire un unico disegno di legge che possa essere condiviso da tutte le regioni a statuto ordinario e che nella sostanza individui anche due livelli diversi di autonomia rafforzata, una maior e una minor, a seconda di alcuni parametri economici che devono poi essere raggiunti da ciascuna delle regioni che volesse aspirare a livello superiore”.
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al termine dell’incontro con il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, alla Conferenza delle Regioni. “Abbiamo anche condiviso quanto detto dalla regione Toscana, cioè che è evidente che alle regioni a cui viene concessa devono dare conto anche in termini di benchmarking – ha aggiunto Emiliano -, cioè di confronto tra le stesse, dei risultati man mano avvenuti con possibilità di premialità o eventuali sanzioni a seconda dei risultati che vengono conseguiti, quindi un sistema efficiente e condiviso”.

PUGLIA PREMIATA PER LE POLITICHE AMBIENTALI

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“Ho cominciato tanti anni fa con episodi anche piuttosto complicati come la bonifica della Fibronet di Bari è quella del gasometro, la demolizione di Punta Perotti e abbiamo continuato perché l’intera comunità pugliese ha un’idea chiara dell’ambiente”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che questa mattina, in Campidoglio a Roma, ha ricevuto il Premio Nazionale 2019 “Io faccio la mia parte”, quale riconoscimento per il parere della Regione Puglia “Un pianeta pulito per tutti” presentato alla commissione Ambiente di Bruxelles e per aver vietato, a partire dalla scorsa estate, l’uso della plastica monouso sulle spiagge della regione. “Questo premio, quindi, è di tutta la Puglia – ha proseguito -. Noi abbiamo fatto la battaglia contro le trivellazioni nel mar Adriatico, siamo riusciti a limitare i danni, siamo la terra che sta combattendo per la decarbonizzazione delle nostre imprese”.

“Abbiamo avuto – ha aggiunto Emiliano – un grande riconoscimento dall’Unione europea perché siamo i redattori di un parere sui cambiamenti climatici, che è stato approvato all’unanimità dal comitato delle regioni europee. Soprattutto siamo una grande spina nel fianco delle grandi lobby del carbone, del petrolio, dei rifiuti di tutti coloro che vogliono fare i soldi con il disastro ambientale o, ancora peggio, provocando piccoli disastri da risolvere in qualche modo. È una tecnica micidiale che distrugge la bellezza e la prospettiva di futuro dei nostri ragazzi”. “Oggi – ha ricordato Emiliano – tutti i ragazzi del mondo sono per le strade e la stanno cantando come si deve. Per questo mi sento anche un po’ meno solo grazie a tutta una serie di coincidenze che oggi a Roma si stanno incrociando. Ho sempre cercato di fare queste battaglie con moderazione e applicando principi scientifici alle decisioni politiche. Non sono un ideologo, non è il mio ambito quello delle ideologie, sono semplicemente un uomo di buon senso, che con l’aiuto di gente esperta, ha cercato di costruire politiche a tutela dell’ambiente”.

Una lotta che passa anche per il contrasto alle plastiche monouso: “Noi stiamo facendo una lotta molto forte contro l’utilizzo sbagliato della plastica. Questa è un bene riutilizzabile, non deve essere riutilizzata usa e getta, tutto ciò che è uso e getta va interrotto. La plastica è un prodotto utile ma – ha concluso – deve essere riutilizzabile e non può essere buttata via”.

UTILITALIA “INVESTIRE IN UN GRANDE PIANO IDRICO”

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L’innovazione tecnologica e l’incremento degli investimenti in una logica industriale, per dar vita a un grande piano per il Mezzogiorno. Sono queste le chiavi per garantire nel futuro prossimo un approvvigionamento continuo e sicuro di acqua, anche a fronte di fenomeni climatici estremi sempre più frequenti. E’ il messaggio lanciato da Matera nel corso del convegno “Innovazione tecnologica nel settore idrico: un processo in continua evoluzione”, promosso da Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche) in collaborazione con Acquedotto Lucano.
Secondo le analisi di Utilitalia, gli investimenti in tecnologie digitali cresceranno dai 164 milioni del 2015-2018 ai 358 milioni del triennio 2018-2020 (+118%), salendo a circa il 6,4% del volume di investimenti pianificati. E’ ancora il settore idrico a evidenziare un significativo impulso nell’innovazione tecnologica, anche grazie ai nuovi meccanismi introdotti con la regolazione della “qualità tecnica”: l’investimento digitale pro-capite medio annuo nell’acqua passa da 0,5 euro/abitante anno del triennio 2015-2017, a 1 euro/abitante anno del triennio 2018-2020. Le più grandi utilities dell’acqua del Mezzogiorno mostrano segnali incoraggianti, con valori che si attestano su 2 euro/abitante anno.

  “Al Sud – ha spiegato il presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti – il comparto dei servizi di pubblica utilità produce un fatturato di oltre quattro miliardi di euro, realizza investimenti per circa mezzo miliardo di euro e impiega oltre 25 mila addetti: si tratta di un settore decisivo per la qualità della vita dei cittadini, importante per il sistema economico e con grande potenziale di sviluppo. Ma per recuperare il gap infrastrutturale accumulato nei decenni passati sono necessari ingenti investimenti, il cui finanziamento e la cui concreta realizzazione sul piano tecnico possono essere assicurati solo da soggetti industriali qualificati: potenziare il sistema delle imprese idriche nel Mezzogiorno è quindi la via obbligata, per migliorare la qualità dei servizi e con importanti impatti sull’occupazione e l’indotto locale. L’innovazione tecnologica sarà un importante acceleratore di questa necessaria trasformazione. È importante non perdere questo treno: serve un grande progetto per il Sud 4.0”.
Acquedotto Lucano, grazie alla collaborazione della Regione Basilicata, ha predisposto un piano di ristrutturazione e adeguamento supportato da importanti investimenti attraverso fondi comunitari, nazionali e regionali del Programma Operativo Fers 2014-2020, del Patto per la Basilicata e del Piano Sud.

 E’ in questo contesto che, lo scorso 31 luglio, la Giunta regionale lucana ha destinato un finanziamento di 14,5 milioni di euro all’efficientamento e all’automazione sulle stazioni di sollevamento idriche più energivore. Si tratta di interventi che consentiranno sia un risparmio energetico totale annuo stimato di oltre due milioni di euro (pari a circa 15.300.000 kWh), che avranno ricadute positive sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, migliorando le infrastrutture idriche in un territorio al servizio di attività produttive e dei cittadini.
“Il tema dell’acqua – ha affermato l’amministratore unico di Acquedotto Lucano, Giandomenico Marchese – va analizzato e considerato nel suo insieme, anche nelle problematiche di gestione, manutenzione e investimento ad esso connesse. Per costruire un sistema idrico resiliente occorre sviluppare strategie innovative che mirino a sviluppare importanti investimenti volti, tra l’altro, all’efficientamento delle reti e degli impianti. Significa tendere ad una modernizzazione del servizio attraverso interventi industriali strategici, come il passaggio a sistemi di geolocalizzazione, il telecontrollo delle reti, il programma per l’efficienza energetica”.

A LECCE LA “KID-FRIENDLY COMMUNITY LIBRARY”

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“Il bisogno più urgente per far crescere la comunità è creare spazi di cultura dove una persona possa formarsi e confrontarsi”. Lo ha detto l’assessore regionale alla cultura Loredana Capone intervenendo all’inaugurazione della prima “Kid-Friendly Community Library” del Comune di Lecce, realizzata grazie al progetto dell’assessorato all’industria culturale e turistica della Regione Puglia, sostenuto con i Fondi POR Puglia 2014-2020 – Asse VI, Azione 6.7 “Community Library, biblioteca di comunità: essenza di territorio, innovazione, comprensione nel segno del libro e della conoscenza”.
La biblioteca di comunità, dedicata interamente ai bambini dai 3 ai 13 anni, occuperà tutti gli spazi interni ed esterni del piano terra dell’Assessorato alla pubblica istruzione di viale Ugo Foscolo.

“Oggi – ha proseguito la Capone – inauguriamo l’undicesima biblioteca. Per noi è  fondamentale investire sulle biblioteche di comunità in tutta la Puglia. Lo abbiamo fatto attraverso un programma straordinario finanziato con 120 milioni di euro, perché consideriamo la cultura un ascensore sociale, che consente a tutti, anche a coloro che non hanno possibilità, di avanzare nel loro percorso di crescita attraverso lo studio, il dialogo, le razioni, il confronto”.
“Adesso questi bambini – ha concluso l’Assessore – avranno luogo di incontro con i loro nonni o con altri adulti che potranno insegnare loro qualcosa, oltre la scuola. È un fatto positivo che consente di far crescere non solo loro, ma tutta la comunità. Su questo noi continueremo ad investire perché non si può perdere solo un giorno rispetto al bisogno che abbiamo di migliorarci”.
La biblioteca comunale, sarà fruibile tutti i giorni e offrirà molteplici servizi dedicati ai più piccoli.

NUOVO INFO-POINT TERMINAL CROCIERE AL PORTO DI BARI

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A Bari nessuno è straniero”. Riprendendo un vecchio slogan del capoluogo pugliese il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha concluso il suo intervento all’inaugurazione del nuovo info-point turistico realizzato a giugno scorso nel terminal crociere del Porto di Bari dall’Autorità portuale con la collaborazione di PugliaPromozione, l’Agenzia Regionale del Turismo.
La struttura si presenta a turisti e croceristi con allestimenti rinnovati e una definizione degli spazi più accogliente e accattivante. L’obiettivo più ad ampio raggio è quello di dotare i porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale di un layout omogeneo e più accogliente.
“Sono qui – ha detto il presidente Emiliano – per congratularmi con l’Autorità portuale e Pugliapromozione. Continua l’impegno per il turismo nella città di Bari, ma con riferimento a questo porto la questione è più ampia perché l’info-point parlerà della Puglia intera e non solo di Bari. Abbiamo una missione in corso in Argentina, dove la Notte della Taranta ha riempito le strade di Buenos Aires, e devo dire che questo impegno continuo premia. Ovviamente bisogna collaborare con gli altri, anche nell’ottica del risparmi e dell’ottimizzazione. Noi collaboriamo con le ambasciate, la rete dei pugliesi nel mondo, figuriamoci se non dovevamo farlo con l’Autorità portuale del Levante, che è stata sempre un punto di forza dal punto di vista turistico, e proseguiamo su questa strada”.

Da giugno a settembre l’affluenza all’info-point di Bari è stata di 5.365 viaggiatori e di 4.500 all’infopoint di Brindisi. Dall’indagine sulla soddisfazione dei consumatori che hanno frequentato gli infopoint nei porti di Brindisi e Bari, elaborata dall’Osservatorio regionale del Turismo su 7.100 questionari somministrati durante l’estate appena trascorsa emerge che ben il 68,6 % sono stati stranieri ed un 30,7% italiani. Fra i paesi di provenienza dall’estero al primo posto la Germania (42%) seguita dalla Spagna (16%) e dalla Francia (12%). In quarta posizione gli Usa seguiti da Regno Unito, Russia e Cina. Fra le voci sul perché è stata scelta la Puglia, a parte la ovvia risposta che è stata una conseguenza di aver scelto una particolare crociera, spiccano il patrimonio culturale e Unesco insieme al mare.
“Quest’anno registriamo un record – ha detto il presidente dell’Autorità portuale, Ugo Patroni Griffi – non solo come numero di scali, ma soprattutto come passeggeri. Abbiamo superato i 610mila croceristi. Nel 2020, in base ai dati già disponibili, batteremo il nostro record con circa 650mila croceristi. Quindi cerchiamo di dare sempre più servizi”.

“Questo è un tassello della nostra offerta. Tasselli più importanti sono la stazione marittima nuova che stiamo per realizzare e l’allungamento dei pontili, in modo tale che le mega navi da crociera da 360 metri che solcano il Mediterraneo possano fermarsi a Bari. E’ di oggi la notizia che la nuova ammiraglia della Msc partirà non da Venezia per le note vicende che riguardano i giganti del mare, ma da Trieste e avrà due home port in Italia, appunto Trieste e Bari: da noi ci sarà la riapertura della rotta per la Turchia” ha concluso.

STANZIATI 330 MILIONI PER LE PMI DEL MEZZOGIORNO

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Intesa Sanpaolo ha sottoscritto un accordo con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) che prevede l’implementazione di un plafond di 330 milioni di euro per nuovi finanziamenti a tassi agevolati destinati alle micro, piccole e medie imprese delle otto regioni del Mezzogiorno. Di questo portafoglio, 100 milioni sono destinati agli investimenti per le Zone Economiche Speciali (ZES), a cui la Banca dedica dei desk che offrono supporto finanziario, piani di investimento e soluzioni di consulenza per sostenere le aziende che desiderano puntare sui sistemi portuali e logistici, determinando così la crescita dei settori economici circostanti.
La SME Initiative, promossa dal FEI e sponsorizzata dal MISE, è finanziata con risorse europee, nazionali e del Gruppo BEI con un focus specifico sull’Italia meridionale. La SME Initiative rappresenta uno strumento finanziario innovativo previsto dalla nuova regolamentazione sui Fondi Strutturali e di Investimento Europei che si basa sulla cartolarizzazione di crediti esistenti per liberare risorse finalizzate alla concessione di nuovi finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese (MPMI, in inglese SME).

Grazie al miglioramento degli indici di bilancio, si dovranno concedere nuovi finanziamenti alle MPMI per un importo pari a un multiplo delle risorse pubbliche utilizzate.
L’operazione è iniziata con una prima fase di cartolarizzazione sintetica avvenuta su finanziamenti già esistenti verso le MPMI localizzate in prevalenza nel Mezzogiorno (circa 600 milioni), con una garanzia finanziaria da parte del FEI. La seconda fase prevede un’erogazione di un Portafoglio Addizionale di nuovi finanziamenti per 330 milioni di euro verso le MPMI che operano nell’Italia meridionale.
Per accedere all’iniziativa, al momento della presentazione della domanda l’impresa dovrà avere la sede legale in uno Stato membro dell’Unione europea, mentre l’investimento dovrà essere realizzato in una delle 8 regioni dove è operativa la misura: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Possono accedere all’iniziativa tutte le imprese che operano nei settori economici conformi alla normativa europea. I nuovi finanziamenti saranno erogati con la finalità di supportare le aziende nella realizzazione di investimenti produttivi e infrastrutturali, sia fissi che immateriali. L’investimento non deve essere completamente realizzato prima dell’erogazione della somma.

I finanziamenti, di durata massima di 15 anni, potranno essere erogati per importi fino a 5 milioni di euro e beneficeranno di condizioni di tasso più favorevoli, come previsto dall’accordo.
“In una fase congiunturale debole la Banca registra anche per l’anno in corso ulteriori crescite nell’erogazione del credito alle famiglie e alle imprese meridionali” – sottolinea Francesco Guido, Direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo -. “Restiamo tuttavia convinti che il credito intelligente non è misurabile in termini
puramente quantitativi ma deve essere connesso ad una visione più complessiva delle esigenze strutturali del territorio. A questo riguardo la tranche di finanziamenti agevolati che viene riservata alle ZES si inscrive quindi nella più ampia progettualità di accompagnamento di un provvedimento che Intesa Sanpaolo ha sostenuto sin dall’inizio, nella precisa convinzione che il futuro del Sud passi dalla dimensione d’impresa e dall’internazionalizzazione. Entrambi questi elementi sono presenti nella legge istitutiva delle ZES e l’auspicio, a fronte di un volume rilevante di investimenti potenziali già raccolto, è che tutte le forze, pubbliche e private, collaborino al suo pieno successo”.

NUOVO PRONTO SOCCORSO AL POLICLINICO DI BARI

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“E’ dura, perché cambiare in 4 anni tutto quello che nel passato era rimasto identico non è facile, ma ce la stiamo mettendo tutta, con l’aiuto dei dipendenti del sistema sanitario pugliese e anche dei cittadini”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Pronto soccorso del Policlinico di Bari. “La sanità pugliese è stata profondamente risanata – ha proseguito Emiliano – l’abbiamo riorganizzata. Era difficile per i cittadini percepire tutto il lavoro che è stato fatto, compresa l’assunzione di 5mila persone che hanno compensato anche i tanti pensionamenti, con un saldo positivo ad oggi di quasi 500 dipendenti in più rispetto a 4 anni fa. E adesso comincia anche un lavoro sulla percezione. I Pronto Soccorso di Foggia, Lecce, Brindisi e Bari vengono profondamente cambiati. Il livello di accoglienza è stato studiato ed è uguale per tutti Pronto Soccorso”.
Poi Emiliano ha spiegato le logiche che hanno spinto al rinnovamento del Pronto soccorso: “Ci siamo resi conto – ha detto il governatore – che la percezione negativa del sistema nel suo complesso derivava soprattutto dalle difficoltà nell’accoglienza, non tanto dei pazienti che ovviamente venivano gestiti sempre secondo le regole, ma soprattutto dei loro accompagnatori. Situazioni impossibili di attesa, informazioni che non arrivavano mai, ansia che lievitava a dismisura, e questo ha dato vita ad una progettazione di un modello di pronto soccorso che pensa certamente al paziente. Non si può trascurare il rapporto con i congiunti, con gli accompagnatori e soprattutto non si può prescindere da un ambiente civile, perché le persone vanno rispettate anche quando sono al pronto Soccorso”. “La sanità pugliese – incalza Emiliano – può contare su poche unità, 15mila in meno rispetto all’Emilia Romagna a parità di abitanti. Non so come abbiamo fatto a reggere questo peso. Tutti stanno facendo il loro dovere e mi stanno aiutando moltissimo. Anche i tanti cittadini che mi chiamano al telefono per segnalarmi le cose che non vanno”.
“Il mio numero – prosegue – è fondamentale perché il presidente sappia che succede in ogni ambulatorio, in ogni luogo, in ogni lista d’attesa. Bisogna che io sappia, perché se nessuno mi segnala le cose è più difficile intervenire e capire per esempio quando qualcuno che doveva fare le radiografie in ospedale usciva e andava a farle in uno studio privato. Questa persona è stata licenziata e io vorrei distinguere tutti quelli che si comportano bene, che sono il 99,9%, da quelli che si comportano male. La sanità dobbiamo gestirla tutti insieme, perché io non posso essere ovunque in questa regione. Ho bisogno dei cittadini, ho bisogno dei dipendenti per creare una comunità che sarà l’orgoglio della Puglia”.
Nei dettagli funzionali del nuovo pronto soccorso barese è entrato il direttore generale del Policlinico Giovanni Migliore. “Il Pronto Soccorso – ha spiegato il dirigente – inaugura una superficie complessivamente di quasi 2mila metri quadrati. Ci saranno due percorsi distinti e soprattutto saranno distinti i pazienti, tra quelli che hanno effettivamente la necessità di essere accolti in emergenza-urgenza, che avranno un percorso privilegiato totalmente ridondato e distinto con tutti i sevizi e gli altri. Un accesso al pronto soccorso costa 300 euro, noi spendiamo mediamente 17 milioni di euro l’anno per questo pronto soccorso e questo ci deve responsabilizzare perché le nostre risorse devono essere al servizio dei cittadini e dobbiamo far sì che i nostri cittadini trovino ciò di cui hanno bisogno, cioè professionisti adeguati. Avranno una struttura totalmente rinnovata e innovativa nel panorama nazionale delle aree d’emergenza”.

UNA BIBLIOTECA DI COMUNITA’ A SANNICANDRO DI BARI

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“Voi siete l’infrastruttura più importante della Puglia su cui investire”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ai tanti giovanissimi presenti all’inaugurazione della Biblioteca di Comunità “Vito Bavaro” di Sannicandro di Bari, ristrutturata nel Castello Normanno Svevo, nell’ambito del grande progetto delle community library della Regione Puglia.
“Moltissimi Comuni pugliesi – ha detto Emiliano – hanno avanzato progetti per la costruzione di queste community library. Si parte dalle tradizionali biblioteche, che erano un problema per moltissime amministrazioni comunali a causa degli alti costi legati alla custodia di questi patrimoni, ma le community library sono un’evoluzione della specie. Sono un meccanismo attraverso il quale questi luoghi, alle volte un po’ antichi, vengono dotati di strumentazioni moderne, di ambienti accattivanti, c’è la possibilità di partire nella coltivazione del lettore fin dalla più tenera età e soprattutto consentono, come in questo caso, di ridare vita a immobili storici importantissimi, che restaurati in modo accurato diventano parte dell’identità del territorio e luoghi di lettura perfetti”.
“La pietra pugliese di queste pareti sembra fatta apposta per essere lo scenario e la custodia del silenzio e della contentrazione che servono per leggere. Siamo felici – ha aggiunto il presidente Emiliano – di aver fatto una scelta importante, aver investito 110 milioni di euro in tutta la regione in questa grande infrastruttura culturale che consentirà a tanti Comuni in difficoltà finanziaria di rimettere a posto le loro biblioteche e tenere la popolazione vicina alle istituzioni, perché spesso queste biblioteche sono dentro luoghi comunali. E quindi è importante che la gente sappia che la cultura e le istituzioni sono un po’ la stessa cosa”.
La biblioteca di comunità di Sannicandro, che ha beneficiato di un finanziamento regionale di 589mila euro, sarà aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20; il sabato mattina dalle 9 alle 13.
“La Biblioteca Vito Bavaro era già presente qui dal 2002 – ha spiegato Caterina Bradascio, presidente dell’associazione Stupor Apuliae affidataria dei servizi – con un patrimonio librario pari a 10mila volumi. Oggi con il progetto ‘Biblioteca Bene comune’ nell’ambito della grande progettualità community library, siamo riusciti a raggiungere 20mila libri, che sono presenti all’interno del catalogo Opac terra di Bari, e sarà possibile grazie a noi dell’associazione Stupor Apuliae, in rete con l’associazione Scalera, poter fruire di questa biblioteca con una serie di attività che partiranno per i piccolissimi, da 0 a 3 anni con uno spazio appositamente realizzato all’interno di questo macro progetti sino ad arrivare a una serie di attività che riguardano i ragazzi e gli adulti sempre in sinergia con altre associazioni locali”.
Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti anche l’assessore regionale alla Cultura, Loredana Capone, il sindaco di Sannicandro Giuseppe Giannone e il dirigente tecnico dell’Ufficio scolastico regionale, Antonio D’Itollo.