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A NAPOLI TUTTO PRONTO PER LE UNIVERSIADI

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Il media press centre della Mostra d’Oltremare di Napoli ha ospitato la conferenza stampa di apertura della 30esima edizione delle Universiadi estive in programma nel capoluogo partenopeo. “Attraverso l’Universiade – ha detto il Presidente FISU, Oleg Matytsin – vogliamo mandare un messaggio non solo alle associazioni sportive, ma alle associazioni accademiche e ai leader politici, per dire che lo sport, lo sport universitario e il mondo della scuola, dovrebbero costituire la parte principale delle politiche di uno Stato”. “Attraverso lo sport – ha aggiunto – portiamo un messaggio di pace nel mondo, diamo un esempio di coesione, di spirito di competizione, di orgoglio per il proprio Paese. Nel cuore dei nostri studenti credo risieda il futuro dei nostri Paesi. Lo sport è un’opportunità unica per creare uno spirito di coesione all’interno della società. Gli atleti che vengono qui rappresentano le Università, e oggi le Università hanno un ruolo sempre più importante nella società”.

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha affermato che un evento come l’Universiade “guarda ai risultati sportivi ma molto anche ai valori di pace e dialogo tra giovani di diversi Paesi, giovani – ha aggiunto – che saranno poi classe dirigente nei rispettivi Paesi. L’Universiade rappresenta per Napoli e la Campania una occasione per avere una proiezione internazionale”. Il Commissario Straordinario di Napoli 2019, Gianluca Basile, ha sottolineato che “ora che gli impianti sportivi sono pronti e con le gare che iniziano domani, godiamo finalmente la festa”.

SALDI ESTIVI AL VIA IN CAMPANIA

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Saldi estivi ai nastri di partenza da oggi in Campania, lunedì sarà la volta della Sicilia, martedì della Basilicata e da sabato 6 luglio lo shopping scontato sarà possibile anche nelle restanti Regioni.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media poco meno di 230 euro – circa 100 euro pro capite – per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi.

Secondo il presidente di Federazione Moda Italia/Confcommercio, Renato Borghi, “le vendite di primavera sono letteralmente saltate, creando una condizione di disastro economico per le imprese e sarebbe legittimo invocare lo stato di calamità per il settore che è fortemente condizionato dalla stagionalità insita nei prodotti di moda. I saldi estivi valgono circa il 12% dei fatturati dei fashion store. L’auspicio è, quindi, che almeno in questi saldi riparta la corsa allo shopping e si possa riscontrare un’effervescenza dei consumi anche se i nostri commercianti possono solo sperare di ‘fare cassa’, ma non certo di recuperare una stagione mai partita”.

A BARI LA RETE ELETTRICA DEL FUTURO

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La rete elettrica del futuro è già realtà in Puglia. Trentamila chilometri di cablaggi di media tensione, a cui sono connessi 44.000 impianti di produzione da fonte rinnovabile, per garantire energia a oltre due milioni di cittadini. Un modello rivoluzionario e altamente tecnologico, presentato al Grande Albergo delle Nazioni di Bari, attraverso il quale E-distribuzione ha ideato la più grande Smart Grid al mondo. Denominata Puglia Active Network, è basata su tre aspetti fondamentali: digitalizzazione del sistema, abilitazione degli utenti al monitoraggio dei consumi e sviluppo della mobilità elettrica con 74 punti di ricarica dei veicoli (per coprire la dorsale adriatica e le direttrici verso Basilicata e Campania). Un progetto, avviato nel 2014 in relazione all’esigenza di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, che ha reso necessario un investimento di 170 milioni di euro, finanziati per metà dalla Commissione Europea.
“Tutto il mondo parla di cambiamenti climatici – la premessa di Andrea Cioffi, sottosegretario allo Sviluppo Economico -. Gli USA hanno petrolio e gas, la Cina ha il carbone, noi in Europa possiamo e dobbiamo pensare a modelli virtuosi che compensino la scarsità delle risorse. Il lavoro di E-distribuzione è la prova che in Italia sappiamo fare le cose per bene”.
Cariche d’orgoglio le parole di Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di E-distribuzione e pugliese doc. “La Puglia è il luogo di prova ideale: è la prima regione per diffusione di fonti rinnovabili e ha un complesso tessuto urbano e infrastrutturale. Con Puglia Active Network abbiamo creato una rete in grado far interagire attivamente clienti e produttori, ora siamo pronti a esportarla nel resto d’Italia. Si è trattato di un investimento impegnativo portato avanti con i partner tecnologici e l’Università di Bari, dove abbiamo progettato e brevettato i dispositivi tecnologici e ideato Smart Fault Selection, strumento in grado di riconoscere autonomamente un guasto di rete e in meno di un secondo stabilire come rialimentare i clienti e minimizzare l’impatto. Dietro c’è la capacità dei migliori progettisti e ingegneri di gestire il settaggio della macchina”.
Ranieri ha annunciato ulteriori investimenti per 5,1 miliardi di euro fino al 2021, per garantire un indotto occupazionale di oltre 31mila persone all’anno, e l’istituzione di tre dottorati di ricerca con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari su tematiche inerenti la gestione evoluta delle reti di distribuzione.
In mostra droni, occhiali “intelligenti” e controller digitali per gestire i guasti in maniera selettiva. Sistemi che già tre anni fa hanno destato l’interesse di una delegazione giapponese composta da esperti del settore energetico. Dopo gli interventi di Livio Gallo, direttore Global Infrastrutture e Reti Enel, e del governatore pugliese Michele Emiliano, l’incontro si è concluso nel primo pomeriggio, con la visita alla cabina di Noci, una delle 8000 dislocate in tutta la Puglia.
(ITALPRESS).

1.500 DOCENTI SICILIANI POTRANNO RIENTRARE DA ALTRE REGIONI

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Sono 8.132 i docenti della Sicilia che hanno ricevuto esito positivo alla loro richiesta di mobilità in vista del nuovo anno scolastico, il 2019/2020. Di questi, 6.604 si sposteranno da una provincia all’altra, all’interno della regione. Mentre più di 1.500 insegnanti (1.528 con esattezza, il 18,8%) rientreranno da altre regioni. Questi ultimi si muoveranno soprattutto dalla Lombardia (341 trasferimenti), dal Lazio (294) e dalla Toscana (213). Nel 2018/2019 gli insegnanti che si sono spostati in Sicilia da un istituto all’altro sono stati 5.891 (713 in meno rispetto al 2019/2020). E un anno fa sono stati poco più di 900 i docenti rientrati in Sicilia. I rientri quest’anno registrano, dunque, un +63%. Lo rende noto il Miur. I risultati della mobilità quest’anno sono usciti con un mese di anticipo rispetto al 2018. E sono stati diffusi in contemporanea per tutti gli ordini e gradi di scuola, non scaglionati come avveniva in precedenza. La mobilità è la procedura tramite la quale i docenti possono cambiare scuola di titolarità o passare da un grado di istruzione all’altro.

“Anticipare i tempi della mobilità ci consente di dare prima certezze al sistema e agli insegnanti – commenta il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti -. Andiamo incontro alla scuola, agli studenti e alle famiglie, ma anche ai docenti, che dedicano la loro vita per preparare i nostri ragazzi al futuro. Quest’anno siamo riusciti, anche grazie ai posti liberati dalla ‘Quota 100’ a garantire un numero maggiore di rientri. Andremo avanti per sostenere i docenti che sono stati danneggiati dai trasferimenti determinati dal tristemente noto algoritmo della 107. Intanto ringrazio i nostri uffici periferici per il grande lavoro svolto per la mobilità che ci ha consentito di guadagnare un mese di tempo nel definire le cattedre del prossimo anno scolastico. Uno sforzo della nostra amministrazione che sarà una regola per il futuro: abbiamo avviato un percorso di efficienza e di rispetto, che dovrà essere il senso di tutto il nostro lavoro”.
Degli oltre 8.000 trasferimenti siciliani per il nuovo anno scolastico quasi uno su tre riguarda la scuola secondaria di II grado (sono 2.925 i professori che si muoveranno). A seguire i maggiori movimenti sono nella secondaria di primo grado (2.257) e nella primaria (1.869). I restanti 1.081 si registrano per la scuola dell’infanzia.

IN CALABRIA CRESCE IL NUMERO DEGLI OCCUPATI

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“Il prolungarsi, sia pur in rallentamento, dell’intonazione positiva dell’attività economica nel corso del 2018 ha parzialmente attenuato gli squilibri indotti dalla lunga fase recessiva sul mercato del lavoro. La Calabria si caratterizza per una ripresa incerta a sprazzi che prende vigore solo sul finire del 2016”. E’ quanto emerge da una ricerca Svimez. “Circa la metà dei 62 mila occupati persi nel corso della fase recessiva è stata recuperata – si legge -. Il tasso di occupazione regionale si è attestato al 42,2% nel 2018. Il numero degli occupati nella media del 2018 in Calabria è risultato pari a 551 mila unità, circa 14 mila unità in più rispetto all’anno precedente, pari al +2,6%”.
L’aumento dell’occupazione riguarda di più gli uomini (+2,9% a fronte del +2,2% delle donne). Continua a crescere per il secondo anno consecutivo l’occupazione giovanile fino a 34 anni (+12,4%, +4,9 nel 2017) in crescita anche gli occupati con 50 anni e più (+2,8, +4,1% nel 2017). Gli occupati dipendenti aumentano dell’1,9% mentre la componente autonoma continua a crescere decisamente per il secondo anno consecutivo (+4,8%).
Tra i dipendenti flettono gli occupati a tempo indeterminato (-3,6%) mentre crescono in misura accentuata quelli con contratto temporaneo (+21,3%). Il lavoro a tempo pieno continua a crescere (+2,9%) mentre aumenta il part time (+1,6%), quello involontario è in moderata crescita in Calabria (+0,1%). Nella regione l’agricoltura ha un andamento decisamente positivo, piu’ moderata la crescita nei servizi, mentre si assiste a una flessione nell’industria. Aumenta del 7,7% l’occupazione agricola, del 2,5% quella dei servizi mentre flettono dello 0,9% gli occupati dell’industria.
“La flessione dell’occupazione in Calabria – osserva Svimez – si è combinata con un incremento marcato delle persone in cerca di occupazione, salite da circa 80 mila nel 2008 a 152 mila nella media del 2018. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 21,6% nel 2018. Circa 178 mila sono i giovani calabresi tra i 15 ed i 34 anni che non lavorano e al tempo stesso sono fuori dal sistema formativo (i cosiddetti Neet): la loro incidenza sul totale della popolazione in età corrispondente era nel 2018 al 39,3%”.

MOLISE, TOMA “MEDICI MILITARI? PROPOSTA IRREALIZZABILE”

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“La proposta del commissario alla Sanità di ricorrere ai medici militari è irrealizzabile. Non lo dice più solo Donato Toma, ma anche il ministro alla salute, Giulia Grillo. Il ministro, quindi, certifica l’assoluta incompetenza e inadeguatezza degli interventi, delle azioni e delle proposte di un commissario che, in mesi di attività inutile, ha cronicizzato i mali della Sanità regionale”. Il Governatore del Molise, Donato Toma, interviene così sulle difficoltà della Sanità. 

“Non c’è più tempo da perdere – afferma Toma -: occorre abolire i commissariamenti, come già allo studio nel Patto sulla Sanità. La mia priorità è tutelare il sacrosanto diritto alla salute dei miei concittadini”. 

 

SICILIA MAGLIA NERA PER TASSO DI OCCUPAZIONE

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“In termini di tasso di occupazione rappresentiamo il peggio della Nazione”. E’ quanto ha sottolineato il direttore della sede di Palermo della Banca d’Italia, Pietro Raffa, presentando i contenuti del rapporto annuale sull’Economia della Sicilia. Dati che mostrano come il numero di occupati, nel 2018, è diminuito dello 0,3 per cento. Il tasso di occupazione siciliano, inoltre, risulta il più basso tra le regioni italiane. “Una volta perso il lavoro – ha sottolineato il direttore Raffa – percentualmente è più difficile ritrovarlo e questo vale soprattutto laddove trascorra un periodo di tempo superiore a un anno”.
In generale, “in un quadro di indebolimento del ciclo economico nazionale e internazionale, l’economia regionale non poteva non risentirne. Abbiamo una serie di indicatori economici negativi. In particolare il valore aggiunto delle imprese industriali rallenta rispetto al 2017. Un contributo positivo è derivato dalle esportazioni di merci (+15,3%), cresciute in tutti i maggiori comparti di specializzazione regionale”.

SINDACATI IN PIAZZA “RIPARTIRE DAL SUD”

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Manifestazione per il lavoro a Reggio Calabria organizzata da Cgil, Cisl e Uil. Un corteo, aperto da uno striscione con la scritta “#futuroallavoro. Ripartiamo dal Sud per unire il Paese”, ha percorso corso Garibaldi fino a piazza Duomo, dove hanno preso la parola i segretari generali Maurizio Landini, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo.

“Dal sud bisogna ripartire con un piano straordinario di investimenti perchè il punto è creare lavoro e uno sviluppo vero che duri nel tempo – ha dichiarato Maurizio Landini, segretario generale Cgil -. Basta campagne elettorali, ne abbiamo fin sopra i capelli. I problemi non si sono risolti, la situazione è peggio di un anno fa ed è necessario che il governo ascolti questo popolo e queste piazze e si discuta assieme su come cambiare davvero questo Paese”.

“Questa di Reggio Calabria oggi è una manifestazione imponente, storica – ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan -. Segna uno spartiaque. Il sindacato unisce il paese. Migliaia e migliaia di donne, di uomini e soprattutto giovani giunti da ogni regione del Mezzogiorno e anche dal resto d’Italia, con la loro presenza, lanciano un messaggio al Governo che non può essere ignorato: l’Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno. Occorre una svolta negli investimenti pubblici e privati. Dobbiamo fermare la fuga dei giovani del sud verso le altre regioni”.

“Il Sud – ha dichiarato Carmelo Barbagallo, segretario nazionale Uil – è rimasto abbandonato per molto tempo. Il debito pubblico è uguale per tutti ma il sud ha il 50% del reddito rispetto al nord. Il mezzogiorno deve aiutare il rilancio economico del Paese”. “Ripartiamo dal sud, bisogna fare investimenti per rilanciare l’economia e le infrastrutture”, ha sottolineato Barbagallo, che ha aggiunto: “Noi siamo con i lavoratori, i pensionati e i giovani che sono costretti a cercare un futuro all’estero. Dobbiamo riuscire a ridare la speranza”.