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CAMPANIA, DE LUCA “REGIONALI? CI SARÒ IO”

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 “Il Pd ci sara’ alle prossime regionali, ma ci sara’ soprattutto De Luca, perche’ quando si vota nei territori le bandiere di partito contano fino a un certo punto”. Cosi’ Vincenzo
De Luca, presidente della Regione Campania, intervenuto a Radio Crc. “Nella campagna elettorale – spiega – sara’ bello verificare cosa hanno fatto quelli che si candidano, in qualche caso niente. Il voto e’ diventato mobile e articolato. Quando il 26 a Bari si e’ votato lo stesso giorno, alle Europee si e’ avuto il dilagare della Lega e del M5s, anche se questi ultimi hanno avuto una botta pesante, oltre il 50%, mentre nella stessa giornata il sindaco De Caro riceve il 65% voti. I cittadini ormai ragionano sulla base di quello che vedono e sui propri interessi diretti. Nei territori se sbagli a votare ti rovini la vita. Se hai un’azienda che non viene
pagata per tre anni, tu imprenditore te ne infischi di destra e sinistra”.

“Ci sono gia’ quattro candidati in pole position come presidenti per le prossime regionali? Non facciamo nomi. Qui c’e’ gente che si candida a tutto. Caldoro per il centrodestra e il ministro Costa candidato per il M5S? Io sono evangelico, accolgo a braccia aperte tutti quanti.Chi si vuole candidare venga”.

 

EMILIANO INDAGATO PER NOMINA INNOVAPUGLIA

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“È tutto regolarissimo. Non abbiamo nessuna preoccupazione”.  E’ il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento alle notizie dell’indagine sulla nomina di Francesco Spina a consigliere della società Innovapuglia. “L’inconferibilità – dichiara Emiliano – è stata esclusa dall’Anac e dagli uffici del Gabinetto del Presidente perchè Spina è un semplice consigliere di amministrazione senza deleghe. La inconferibilità dei sindaci riguarda solo il ruolo di presidente con deleghe o di amministratore delegato. In caso di consiglieri di amministrazione senza deleghe non sussiste. Il reato quindi tecnicamente non sussiste.
I reati che invece sussistono ed anzi si ripetono (e che sono stati da me già denunziati al Procuratore della Repubblica), sono quelli dei pubblici ufficiali che veicolano notizie coperte dal segreto istruttorio, che poi vengono diffuse, determinando una rivelazione del segreto di ufficio e conseguentemente un danno alla mia immagine con dettagli privi di alcun rilievo penale” continua Emiliano.

“Non discuto la notizia della richiesta di proroga delle indagini, ma la minuziosa descrizione del merito dell’indagine dettagliatamente riportata dalla stampa ed ignota al diretto interessato, perché non descritta neanche nella citata richiesta. A questo punto, accanto al rapido accertamento della verità,  è inevitabile – e sono fiducioso – che la magistratura faccia di tutto per individuare questi pubblici ufficiali che si pongono al di fuori della legge anziché tutelarla” conclude Emiliano.

BPPB ADERISCE A PLASTICFREE, STOP MONOUSO

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Banca Popolare di Puglia e Basilicata aderisce come prima banca pugliese alla campagna “PlasticFree”, optando per la messa al bando di alcuni oggetti di uso quotidiano di cui esistono alternative altamente eco sostenibili.
Aderendo alle indicazioni della direttiva approvata dal Parlamento europeo il 27 marzo scorso per limitare il consumo della plastica monouso, BPPB – convinta della rilevanza sociale e del valore etico del progetto #Plasticfree -, ha deciso di avviare una serie di misure finalizzate ad abolire sin da subito l’utilizzo della plastica monouso durante l’orario di lavoro, sensibilizzando i propri dipendenti all’uso di materiali alternativi ecosostenibili. L’80% dei rifiuti marini (dato diffuso dalla Commissione europea) è infatti costituito da materie plastiche altamente inquinanti che causano grossi scompensi agli ecosistemi. L’iniziativa PlasticFree vuole limitare questi danni ambientali riducendo sensibilmente il consumo di prodotti di plastica monouso.
È ormai noto che differenziare i rifiuti non ha un impatto sufficientemente rilevante nella riduzione dell’inquinamento, poiché riduce solo del 20% la presenza di plastica nei mari e negli oceani.
Per la realizzazione dell’iniziativa, Banca Popolare di Puglia e Basilicata ha scelto Mondo Acqua s.r.l. (Parabiago, Milano) quale partner e fornitore affidabile per sostenere nel tempo, con la fornitura dei propri prodotti, questa iniziativa.
Le misure iniziali adottate riguardano: la donazione ai propri dipendenti di borracce personalizzate in Tritan, materiale più ecologico di qualsiasi altro polimero sul mercato. Il Tritan, infatti, è privo di bisfenolo BPA (componente nocivo per la nostra salute) ed è classificato come materiale completamente ecologico e riciclabile; l’installazione di 3 erogatori di acqua naturale nelle sedi della direzione generale; l’eliminazione dai distributori automatici installati presso la Direzione Generale delle bottiglie di plastica di acqua; l’utilizzo di bottiglie di vetro durante le riunioni interne.
“Plastic free – afferma il presidente della BPPB, Leonardo Patroni Griffi – è un importante progetto e una preziosa opportunità per la nostra Banca che ha la possibilità di dare seguito a una serie di iniziative già intraprese a sostegno dell’ambiente e delle tematiche connesse. La BPPB è da sempre attenta alle questioni ambientali e speriamo che ogni dipendente comprenda quanto prezioso può essere il contributo derivante dalle piccole azioni quotidiane. Chiediamo a ogni collega di essere al nostro fianco a tutela della natura e del pianeta terra, adottando piccoli gesti quotidiani e rendendo, quindi, il nostro modo di vivere più ecologico anche sul luogo di lavoro. Progredire nel presente – conclude – non è solo un nostro dovere ma una grande opportunità per costruire il miglior futuro possibile”.

MOBILITÀ MARITTIMA GREEN, SFIDA POSSIBILE

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Quattro giorni per toccare con mano le attuali difficoltà nella diffusione dei combustibili alternativi, in primis del Gas Naturale Liquefatto, nel bacino mediterraneo e ipotizzare una serie di step a breve, medio e lungo termine per affrontarle, a partire dall’ottimizzazione della logistica di approvvigionamento e distribuzione del gas.

Consapevoli dell’urgenza di creare una mobilità green lungo tutto l’asse strategico che collega il Mar Baltico al Mediterraneo, il corridoio ScanMed, gli attaché di 7 paesi del Mediterraneo – Italia, Francia, Cipro, Portogallo, Spagna, Malta e Grecia – hanno scelto di riunirsi nel Sud Italia per un sopralluogo tecnico tra Napoli e Sicilia organizzato da Fondazione CS Mare.

“Il Sud Italia è oggi in prima linea sul fronte dei combustibili alternativi, come illustrato nel nuovo book di Fondazione Cs Mare dal titolo ‘Destinazione mobilità a basse emissioni nel

Mediterraneo: la rotta siciliana’: vi si trovano infatti tutti gli elementi necessari a facilitare la diffusione di un trasporto più efficiente e sostenibile ed agire come ponte per diffondere i benefici del GNL in tutto il bacino del Mediterraneo”, ha detto la Presidente di Fondazione Cs Mare Evelin Zubin, “ma sono ancora molti gli ostacoli che oggi rallentano la piena diffusione del GNL per il trasporto marittimo e stradale: in primo luogo, la difficoltà di approvvigionamento del gas e l’elevato costo della logistica necessaria per assicurarne la disponibilità capillare sul territorio, che compromette la creazione della rete di infrastrutture per la sua distribuzione”.

I delegati sabato hanno visitato il centro di formazione IMAT di Castelvolturno (Napoli), dove hanno assistito a una dimostrazione del simulatore di ponti e motori di navi alimentate a GNL, per poi confrontarsi sulle azioni da mettere in campo per formare le nuove figure professionali della mobilità green, dotate di competenze specifiche nella gestione dei combustibili alternativi, e l’impatto della loro diffusione sull’occupazione e sul territorio.

La visita di oggi ha invece contemplato l’incontro con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale e l’Autorità Portuale di Messina: in quest’ultima in particolare si sta mettendo a punto l’innovativo sistema di rifornimento “truck-to-ship”, in cui sono i mezzi stradali a rifornire di gas tramite ISO-container le navi ormeggiate in porto, e ha attraversato lo Stretto di Messina a bordo di “Elio”, il primo traghetto a GNL del Mediterraneo, di proprietà della compagnia Caronte&Tourist.

La traversata è stata l’occasione per riflettere sullo stato dell’arte, le necessità e le best practice per rendere più efficiente la logistica di approvvigionamento e distribuzione del GNL nel Mediterraneo, puntando a una maggiore uniformità di regolamentazioni e procedure e alla diffusione di buone prassi che permettano un dialogo costruttivo per facilitare la  realizzazione di sistemi compatibili, in armonia con un’applicazione uniforme delle norme in vigore. 

 

BALLOTTAGGI, IL M5S ARRETRA AL SUD

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Il centrosinistra esce vincitore dai ballottaggi in Campania e in Puglia, mentre in Basilicata il centrodestra cresce ma vincono le civiche e in Molise, a Campobasso il successo è cinquestelle. 
In Campania a sorridere è il centrosinistra. Gianluca Festa, sostenuto da liste civiche di centrosinistra e da dissidenti Pd, è il nuovo sindaco di Avellino con il 51,52%. Ha sconfitto al ballottaggio Luca Cipriano (sostenuto dal Partito Democratico).
Ad Ariano Irpino Enrico Franza del centrosinistra è diventato sindaco col 52,7 per cento, scavalcando Domenico Gambacorta, sindaco uscente del centrodestra, che al primo turno aveva 28 punti percentuali in più.
Nel Napoletano netta affermazione del centrosinistra: a Casoria, Raffaele Bene vince col 57,6 per cento. A Nola ha avuto la meglio la Coalizione civica per Gaetano Minieri, col 62,3 per cento. Il centrodestra vince solo Grumo Nevano con il 61,2 per cento di Gaetano Di Bernardo.
Anche nel Casertano il centrosinistra vince in tre comuni: ad Aversa con Alfonso Golia (66,1%); a Capua, con Luca Branco (56,2%); a Casal di Principe con Renato Natale (53,1).
Il centrodestra conquista invece Castel Volturno con Luigi Petrella (56,6%).

La Puglia si conferma “rossa” ma il centrodestra si assicura Foggia con Franco Landella (54%) che ha battuto il candidato Pippo Cavaliere. In provincia di Bari, a Putignano, Luciana Laera (civiche) vince per un soffio sul candidato di Forza Italia e Lega Marco Galluzzi. A Rutigliano il Pd vince con Giuseppe Valenzano alla guida di una coalizione di centrosinistra (60%).
Nel Brindisino, a Mesagne il Pd e’ stato sconfitto da una coalizione di liste civiche; eletto l’ex consigliere regionale e deputato Toni Mattarelli. In Provincia di Lecce, a Copertino centrosinistra avanti con Sandrina Schito. In Provincia di Foggia, a San Severo metto successo del Pd con Francesco Miglio (65%).
Vittoria dem anche a San Giovanni Rotondo, con Michele Crisetti (60,34).
In Basilicata avanza il centrodestra: Potenza ha eletto sindaco Mario Guarente (Lega); sempre nel Potentino, nel piccolo centro di Banzi (dopo la parità fra i due candidati del 26 maggio) la vittoria di Pasquale Caffio (sostenuto dalla maggioranza uscente di centrosinistra).

In Basilicata nei due turni delle Amministrative si registra la crescita del centrodestra che avanza in tutti i comuni e  racimola voti anche nell’area moderata; regge il centrosinistra, che si conferma in più centri, arretra il Movimento 5 Stelle, che riesce comunque a vincere nell’unica città in cui ha presentato una propria lista. In Basilicata si è votato in 41 comuni nella provincia di Potenza ed in 13 in quella di Matera. A Potenza, il sindaco Guarente (vittorioso al ballottaggio su Valerio Tramutoli) è stato sostenuto dalla stessa compagine che a fine marzo ha ottenuto la vittoria del centrodestra alle regionali, eleggendo il presidente Vito Bardi dopo oltre vent’anni di governo del centrosinistra.
Da segnalare i casi di Lagonegro (Potenza) e San Giorgio Lucano (Matera) in cui le elezioni non sono state ritenute valide per mancato raggiungimento del quorum (50 per cento degli aventi diritti al voto) con un’unica lista presentata.

Domenica di ballottaggi anche in Calabria. A Corigliano Rossano, in provincia di Cosenza, per la prima volta dopo la fusione amministrativa, la vittoria e’ andata all’ambientalista Flavio Stasi, eletto con circa il 72% dei consensi. Il suo sfidante era Giuseppe Graziano, ex consigliere regionale fermatosi al 28%.
A Rende si conferma sindaco Marcello Manna con il 57,13% che ha
battuto l’ex sindaco, deputato e assessore regionale Sandro
Principe, che ha ottenuto il 42,87%.
Confermato il sindaco anche a Montalto Uffugo, ovvero
Pietro Caracciolo con circa il 63% dei voti sull’avversario Ugo
Gravina che si e’ attestato intorno al 37%.
Il nuovo sindaco di Gioia Tauro e’ Aldo Alessio che con il 58%
dei voti ha la meglio su Raffaele D’Agostino, fermatosi al 41,81%.
Per quel che riguarda il Molise, Campobasso va al Cinquestelle Roberto Gravina con il 69,07%, su Maria Domenica d’Alessandro, con il 30,93%.

EX ILVA, EMILIANO “PRONTI A SCONTRO FRONTALE”

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“La Regione Puglia aveva più volte detto che l’acquisto di Ilva da parte di ArcelorMittal rischiava di essere una semplice acquisizione di quote e non invece un acquisto strategico che consentisse al lavoro e alla salute di essere conciliate. Ed era questa la ragione per la quale abbiamo sempre guardato con grande sospetto al più grande produttore d’acciaio europeo che ovviamente con l’acquisizione della fabbrica di Taranto non conseguiva un risultato strategico, ma solo commerciale, cioè solo di acquisire le commesse di questa fabbrica”. Così da Taranto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ai giornalisti a margine della conferenza stampa sulle vicende dell’ex Ilva, alla quale hanno partecipato anche i deputati del Partito democratico, Francesco Boccia, Ubaldo Pagano e Marco Lacarra, quest’ultimo anche segretario regionale del PD. “Abbiamo comunque collaborato – ha detto Emiliano – nel limite del possibile e solo pochi giorni fa avevo incontrato Matthieu Jehle che – ha continuato aveva presentato il piano di riambientalizzazione della fabbrica e non mi aveva minimamente fatto cenno a questa situazione di esuberi temporanei”.

“Incredibile – ha sottolineato – che questi esuberi ammontino addirittura a 1400 persone. Questo – ha tuonato – è un dramma, una beffa. E’ una presa in giro, il fatto che il governo ancora non abbia preso una posizione netta contro questa proposta della cassa integrazione, veramente mi preoccupa e – ha ribadito – mi fa pensare che gli unici a preoccuparsi della salute dei cittadini prima di tutto e poi del lavoro siamo noi pugliesi, perché a Roma tutto assume una dimensione diversa e sembra, onestamente, una specie di beffa quella di dover gestire dati epidemiologici ancora pesantissimi dal punto di vista della salute e perdere anche i posti di lavoro. Perché – ha aggiunto – non vale più neanche il ricatto occupazionale a giustificare quello che il governo e l’acquirente dell’Ilva stanno combinando. E parliamo – ha ricordato Emiliano – del governo che si è definito del cambiamento e che a Taranto ha avuto un risultato straordinario, quasi il 50% dei voti, credo esclusivamente per ragioni ambientali, per la tutela dell’ambiente e della salute”.

Inoltre Emiliano ha ricordato come l’onorevole Francesco Boccia abbia “presentato un emendamento al ‘decreto crescita’ per attuare la totale decarbonizzazione dell’economia italiana entro il 2030 e questo emendamento – ha spiegato – è stato bocciato”. “Avevamo chiesto a Lega e M5S – ha detto Boccia – un voto chiaro per una decarbonizzazione certa e integrale entro il 2040 e hanno votato no e le motivazioni sono clamorose, nel senso che non ci credono, pensano che non sia opportuno. Il voto contro l’emendamento del Partito Democratico – ha aggiunto Boccia – segna la fine della grande ambiguità: il M5S – ha concluso – non è per la decarbonizzazione ed è a favore del carbone”. Secondo Boccia, i dati epidemiologici che hanno confermato eccessi di mortalità e di malformazioni nel Sin di Taranto “sono una coltellata quotidiana. Ne siamo tutti responsabili fino a quando quelle emissioni non saranno azzerate e noi continueremo la nostra battaglia. E lo faremo senza fare sconti a nessuno”. Questo – ha sottolineato Emiliano riferendosi alla bocciatura dell’emendamento riferito alla maggioranza – vuole dire che non hanno alcuna intenzione di abbassare le emissioni di CO2, non vogliono incidere sui mutamenti climatici e soprattutto – ha aggiunto – vogliono lasciare Taranto al suo destino di salute e di disoccupazione”.

Questa cosa – ha proseguito il governatore pugliese mi fa dire che la Puglia è in battaglia frontale contro questo governo e contro chi pensa di fare del Sud e in particolare di Taranto un luogo dove noi produciamo malati da dovere curare con grande difficoltà qui, perché ci danno anche pochi soldi per curarli e poco personale e per alimentare il sistema sanitario del Nord che viene inondato di soldi, anche perché deve curare i malati della Sicilia, della Campania, della Basilicata e della Puglia”. Per Emiliano “questa cosa è inaccettabile e determinerà uno scontro istituzionale che ci obbligherà a chiedere di essere ricevuti dal presidente della Repubblica, perché – ha concluso – una vicenda come questa non può essere accettata”.

SICILIA, SI DIMETTE ASSESSORE PAPPALARDO

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«Ho accettato le dimissioni dell’assessore Sandro Pappalardo, che va a ricoprire a Roma un importante incarico nell’amministrazione dell’Ente nazionale italiano per il turismo. Voglio ringraziarlo per la serietà, l’impegno e la passione con cui, in questo anno e mezzo, ha guidato l’assessorato al Turismo. Sono certo che saprà fare lo stesso all’Enit, dove la Conferenza Stato-Regioni lo ha eletto in rappresentanza della Regione Siciliana. Ho chiesto, tuttavia, al dottore Pappalardo di occuparsi dei rapporti con il commissariato per l’Expo 2020 di Dubai, dove la Sicilia intende avere il ruolo da protagonista che le spetta».
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Lascio dopo più di un anno e mezzo il prestigioso incarico di assessore del governo della Regione Siciliana per assumerne un altro, altrettanto prestigioso, ai vertici dell’Enit – Agenzia nazionale del turismo. Quando lasci qualcosa di grande, anche se qualcos’altro di grande ti aspetta, non trovi le parole; i mesi trascorsi ti appaiono come un film dove si incrociano sogni, passioni, impegno, circostanze, soddisfazioni, difficoltà, ma in particolare persone; tante, tantissime, con cui il tuo cammino si è incrociato – ha detto Pappalardo – Persone, migliaia, che hai ascoltato, che ti hanno ascoltato, consigliato, aiutato o che hai aiutato, con le quali hai condiviso sogni, programmi; penso ai sindaci, assessori, consiglieri, addetti ai lavori e non della filiera turistica, dello sport, dello spettacolo. Migliaia di persone che hai avuto l’onore di conoscere, alle quali hai dato qualcosa di te ma dalle quali hai appreso tanto, tantissimo. A queste migliaia di siciliani va il mio pensiero, a loro il mio grazie, un grazie profondo che proviene dal cuore” continua Pappalardo.

“Chi conosce la mia storia personale sa che tanti anni fa, in un momento non felice della mia vita familiare, la Sicilia, aprì le braccia a quei quattro bambini, fra i quali, io di nove anni. Braccia di affetto, di grande amore – continua Pappalardo – A quella Sicilia, a quei siciliani promisi che un giorno avrei provato a togliermi quel debito di riconoscenza. Con questo spirito, con quella promessa nel cuore, ho affrontato questa mia esperienza.
Un grazie particolare ai miei colleghi della giunta di governo, persone straordinarie che mi hanno aiutato in questo ‘viaggio’. Un grazie al Parlamento tutto, ad iniziare dal suo presidente. Un grazie al personale dell’assessorato, professionisti di altissimo livello che hanno dimostrato competenza ed abnegazione e dai quali ho avuto la massima disponibilità.
Un grazie particolare al presidente Musumeci: caro presidente, la Sicilia ti è riconoscente e io altrettanto. Chi ha avuto e ha l’onore di lavorare con te penso riesca a percepire queste mie parole e questi miei sentimenti nei tuoi confronti. Non posso che chiudere questa mia riflessione con un pensiero e un grazie, difficilmente descrivibile, al leader del mio partito, Giorgia Meloni, che mi ha dato la possibilità di vivere questa entusiasmante e toccante esperienza”.

 

DE LUCA “DAL NORD SI VUOLE SANITÀ CAMPANA DEPRESSA”

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“Perché l’eccellenza del Pascale non viene riconosciuta a livello centrale? Per due ragioni, la prima è perché sono dei cafoni nel governo, cioè non hanno acquisito gli elementi di correttezza istituzionale che sono doverosi in una democrazia. Io non guardo le bandiere di partito, guardo i risultati che si producono in ogni situazione. Ma questa abitudine non ce l’hanno. La seconda ragione è che c’è un conflitto di interessi. Alcune realtà del Nord hanno interesse a tenere la sanità campana depressa, a non fare arrivare le risorse. Perché la nostra sanità fa paura e quei pazienti che vanno dal sud al nord finanziano la sanità del Nord. Quindi ci sono interessi al centinaia di milioni di euro che non vogliono perdere al Nord, ma che devono perdere”. Così Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania, a margine di un iniziativa sulla sanità a palazzo Santa Lucia.