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POMPEI, 13 NUOVI MONITOR INFORMATIVI

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Pompei sempre più al servizio dei visitatori. In questi giorni, nel Parco Archeologico, sono stati attivati 13 monitor, in corrispondenza degli ingressi di Porta Marina, Piazza Esedra e Porta Anfiteatro, destinati alla diffusione di informazioni ed avvertenze utili alla visita.

“Gli utenti – si legge nella nota – durante il loro passaggio alle biglietterie e prima di entrare negli scavi, potranno essere informati sugli orari di apertura, sulle tariffe dei biglietti di ingresso, sui divieti vigenti nel Parco, sui percorsi dedicati alle persone con difficoltà motorie, ma anche sugli eventi e le mostre in corso. Si offrono, inoltre, in una sezione dedicata, definita la Pompei che non ti aspetti – Unexpected Pompeii, degli spunti per percorsi alternativi, alla scoperta di luoghi insoliti della città antica ancora poco visitati”.

CAPORALATO, EMILIANO “SCIOPERO IMPORTANTE”

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“E’ una giornata di lutto e di profonda riflessione. È una delle prime volte in cui questi lavoratori si organizzano, si aggregano e lottano per i propri diritti. È un fatto molto importante”. Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, intervenendo questa mattina al corteo organizzato a San Severo (FG) da Usb, per dire no al caporalato. Due cortei (il secondo è previsto questo pomeriggio alle 18 a Foggia) per ricordare le sedici vittime dei due incidenti stradali avvenuti nelle campagne e protestare contro lo sfruttamento. “La prima arma contro il caporalato è il sindacato. Bisogna aggregare le persone, organizzarle – ha proseguito il Presidente Emiliano – e fare in modo che il singolo lavoratore, che da solo è troppo debole, per resistere stia insieme agli altri. Oggi non si sta raccogliendo il pomodoro in Capitanata e questo è un segno importantissimo”.
Secondo Emiliano “la seconda cosa che bisogna fare è consentire a queste persone che vengono chiamate da noi a lavorare di avere dove dormire, dove mangiare, dove poter essere identificati e curati, come succede in tutte le fabbriche o in tutti i luoghi di lavoro del mondo. Ed è per questo che la Regione Puglia da anni, senza l’aiuto di nessuno e pur non avendo una competenza diretta, lavora in questa direzione: abbiamo messo a disposizione delle imprese danaro per consentire il trasporto alternativo a quello dei caporali e abbiamo costruito le foresterie per i lavoratori in agricoltura. Ci siamo riusciti nel Salento, in provincia di Bari e a Taranto, qui abbiamo ancora delle difficoltà”.

“Ad Apricena e a San Severo stiamo ancora aspettando di poter realizzare i campi dove poter ospitare queste persone con la possibilità di un servizio mensa, di docce e di tutti quei servizi minimi indispensabili per un’accoglienza dignitosa e rispettosa, e soprattutto necessari a controllare la situazione, perché i caporali hanno più difficoltà a prelevare i lavoratori dai campi pubblici. Mi auguro che questa collaborazione che il Ministero dell’Interno ha promesso sia intelligente e ci consenta di dare a questo sciopero, che è di fondamentale importanza, il valore politico che merita”.
“Molte imprese da sempre lavorano nella legalità e nel rispetto dei lavoratori ma ce ne sono altre evidentemente – ha evidenziato il Presidente della Regione Puglia – che sono sotto il tallone delle organizzazioni criminali e che temono, nel caso in cui si servano del trasporto pubblico, di non trovare più i lavoratori. Bisogna, invece, sottrarre queste persone al racket del collocamento in agricoltura e ciò significa che lo Stato deve intervenire con grande forza. Sono due anni che la Regione Puglia, ripeto, pur non avendo competenze dirette, si è resa conto della gravità del problema e ha tentato di entrare in relazione con questi fratelli e sorelle che sono qui a lavorare per noi, ma senza l’aiuto dello Stato questa operazione è impossibile”.

“In questo momento – ha concluso Emiliano – ci sono più di diecimila lavoratori che provengono da altri Paesi che non hanno dove dormire e dove mangiare. È una cosa indegna, perché sporca anche la nostra agricoltura, l’immagine di chi chiama a lavorare le persone e poi non sa come gestirle. Il caporalato è un fenomeno che ritroviamo nella storia d’Italia, queste cose accadono anche in altre regioni e nessuno si lamenta a sufficienza. Si tratta di una battaglia di tutto il Paese e, naturalmente, anche della Puglia”.
Il presidente parteciperà anche al secondo corteo in programma a Foggia alle 18.00: dal Piazzale della Stazione partirà una grande manifestazione provinciale a tutela dei lavoratori in agricoltura. Corteo e interventi conclusi in Piazza Cesare Battisti. L’iniziativa è promossa da Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil di Foggia. Adesione delle categorie regionali, di Cgil Cisl Uil di Puglia e Capitanata e di tantissime associazioni tra cui Arci, Acli, Libera, Caritas, Migrantes.

SICILIA, TAVOLO SU CANNABIS TERAPEUTICA

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Con un proprio decreto, l’assessore alla Salute della regione Sicilia Ruggero Razza ha istituito il tavolo tecnico per l’uso terapeutico della cannabis. Si tratta dell’organismo che per la prima volta in Sicilia consentirà l’individuazione delle linee guida per la somministrazione di farmaci galenici con presenza di cannabinoidi per curare alcune specifiche patologie.

“Con questa azione avviamo la Sicilia ad un percorso specifico di innovazione farmacologica in linea con lo standard di altri territori europei, tenendo conto che, nonostante i passi avanti degli ultimi anni, sono ancora necessari ulteriori approfondimenti per determinare altri aspetti nel rapporto fra rischi e benefici che possono scaturire dalle cure a base di cannabinoidi”, spiega l’assessore Razza.

Del tavolo, che si riunirà presso l’Assessorato per la Salute, fanno parte docenti universitari, medici, farmacisti, esperti in terapia del dolore, neurologi, componenti dell’assessorato ed i rappresentanti delle associazioni che in questi anni hanno seguito gli sviluppi in materia di uso terapeutico della cannabis. Il tavolo è presieduto dal dirigente generale dell’Assessorato regionale per la Salute.

 

BASILICATA, “MARE SICURO” ESTESO A COSTA JONICA

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La Giunta regionale della Basilicata ha deliberato l’estensione dell’iniziativa “Mare Sicuro”, rientrante nell’ambito della Convenzione con i Vigili del Fuoco e già sperimentata con successo a Maratea, alla costa jonica.

“A seguito di risparmi economici individuati nell’ambito della Convenzione con i Vigili del Fuoco, abbiamo voluto estendere all’area del Metapontino il pattugliamento via mare della costa” ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Carmine Miranda Castelgrande.
“Il progetto prevede l’avvistamento degli incendi costieri con tempestiva comunicazione alle strutture preposte allo spegnimento, la sorveglianza via mare effettuata tramite un’unità operativa costituita da un battello pneumatico di superficie, il pattugliamento con navigazione sottocosta utilizzando una moto d’acqua allestita per il soccorso con a bordo personale qualificato, la vigilanza dello spazio riservato alla balneazione.

I servizi di vigilanza a Maratea e sulla costa jonica – ha aggiunto l’assessore – saranno assicurati per 11 giornate ripartite tra fine settimana e giorni in prossimità di ferragosto”.

CALABRIA, 37 MILIONI PER IL PIANO POVERTÀ

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Su proposta dell’assessore al lavoro, politiche sociali e welfare Angela Robbe la Giunta regionale ha approvato, il Piano regionale 2018-2020 per la lotta alla povertà. Il Piano mette a disposizione per l’annualità 2018 risorse pari a circa 36.799.000 milioni di euro, a cui aggiungono i fondi per il welfare ed il sociale.

“Un provvedimento fondamentale – secondo il presidente della Regione Mario Oliverio -. Una bella sfida che ci vede in prima linea nel contrasto alla povertà e ci mette a fianco delle persone bisognose consentendo di migliorare la qualità della loro vita. Si tratta di un risultato importante anche perché la Calabria è stata individuata dalla Banca mondiale tra le tre Regioni che ne dovranno monitorare il percorso”.

Il Decreto legislativo n 147 del 15 settembre 2017 “disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà” ha introdotto, in attuazione della legge n. 3372017 “legge delega per il contrasto alla povertà”, il nuovo Reddito di Inclusione (ReI) quale misura a carattere universale, condizionata alla prova ei mezzi e all’adesione ad un progetto, personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento della condizione di povertà.

“Non si tratta di misure assistenziali – afferma l’assessore Robbe –  ma di azioni che mirano a colmare le debolezze che determinano la condizione di indigenza lavorando con i soggetti e con i nuclei familiari in modo multidisciplinare. Il Piano è uno atto importante perché prevede azioni di contrasto alla povertà che consentono di sostenere le emergenze e le urgenze dei cittadini più deboli sotto il profilo economico mediante l’adozione di misure che aiutano il reinserimento attivo nella società”.

TRENTA “CASERME AL SUD E PSICOLOGI”

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“Occorre lavorare duramente per stare più vicino ai nostri militari e alle loro famiglie iniziando a incrementare il lavoro degli psicologi al fianco dei nostri soldati”. Così il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in un’intervista su Il Messaggero e Il Mattino.
Oltre a un piano per aumentare le ore e i colloqui di “supporto”, il ragionamento del ministro si spinge anche più avanti: «La strada è lunga ma occorre intraprenderla se vogliamo davvero cambiare le cose». E qui il suo pensiero va al futuro con un piano ambizioso da mettere in cantiere in questa legislatura.

«La maggior parte dei nostri soldati proviene dal Sud e gran parte delle nostre caserme sono al Nord. Ma il nemico – ragiona Trenta – non viene più dalle Alpi, oggi le dinamiche sono più complesse e dobbiamo riadattare lo strumento della Difesa alle nuove minacce e ai nuovi sviluppi». Il ministro punta al riordino delle caserme, «che passa prima per un accurato monitoraggio», e a favorire dunque «i ricongiungimenti familiari».
Nei primi otto mesi del 2018 si sono verificati già 14 suicidi: 6 nell’esercito (2 dei quali all’interno di Strade sicure), 1 nella marina e 7 tra i carabinieri.

Tuttavia, il ministro mostra cautela e aggiunge che «bisogna fermare qualsiasi strumentalizzazione che accomuna tragedie del genere alle condizioni di lavoro dei nostri militari», poiché «chi porta avanti tali tesi compie un vero e proprio atto di sciacallaggio nei confronti della vittima e della sua famiglia, già profondamente colpita dal dolore». Dietro un suicidio, riflette Trenta, «le variabili purtroppo sono molteplici e complesse, politicizzare episodi così drammatici significa non avere a cuore i nostri militari, chi pensa di prendere qualche voto esprimendo queste posizioni davanti a sé troverà il mio muro».

 

IN BASILICATA BENESSERE IN FLESSIONE

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La ripresa degli ultimi anni non ha inciso sul benessere delle famiglie e sulle disparità territoriali. In Basilicata benessere in flessione per il peggioramento degli indicatori su occupazione e istruzione, in leggero aumento l’indice della coesione sociale.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto del Barometro Cisl. Tre, in particolare, gli ambiti presi in considerazione dai ricercatori del sindacato – lavoro, istruzione e coesione sociale – per costruire l’indicatore sintetico che misura periodicamente il grado di benessere delle famiglie italiane. Dal rapporto emerge una progressiva frenata del livello di benessere nel 4° trimestre 2017 rispetto al moderato miglioramento registrato nel biennio 2015-16.
Le famiglie, dunque, nelle diverse realtà regionali, hanno percepito poco la ripresa del Pil, perché questa tende a non tradursi direttamente e immediatamente sul piano sociale. Il rallentamento è evidente soprattutto per diverse regioni del Nord, mentre al Sud la situazione è anche peggiore perché in questi ultimi anni non si è registrato alcun miglioramento.

“Tutte le regioni italiane – spiegano i ricercatori della Cisl – presentano ancora valori dell’indice di benessere largamente inferiori ai livelli pre-crisi”.
Con un valore dell’indice di benessere di 87,5 (Italia = 100) la Basilicata si posiziona al terzo posto tra le regioni del Mezzogiorno, preceduta da Abruzzo e Molise, ma con un trend che si conferma in calo rispetto al 4° trimestre del 2014 (87,9) e molto lontano dai livelli del 2007 (93,9). A condizionare negativamente il valore dell’indice del benessere sono soprattutto gli indicatori occupazionali. Qui la Basilicata, con un valore di 80,6 dell’indice lavoro, occupa la quartultima piazza a livello nazionale, quasi dieci punti in meno rispetto al periodo pre-crisi, con una particolarità: è la regione italiana con il maggior numero di sovraistruiti tra gli occupati (34,8%), cioè di coloro che esercitano un lavoro a bassa specializzazione pur disponendo di un livello di istruzione medio-alto.

In calo anche i principali indicatori nel settore dell’istruzione, dove pesa il sensibile incremento dei Neet, ovvero dei giovani under 29 non occupati e non inseriti in corsi di istruzione o formazione, ormai prossimi alla soglia del 30 per cento, e il basso livello degli inoccupati tra i 25 e i 64 anni impegnati in attività di formazione e istruzione (solo l’8%). Infine, per quanto riguarda l’indice della coesione sociale, la Basilicata ha fatto registrare nel 4° trimestre 2017 una leggera inversione di tendenza, portandosi a quota 87,6, un valore che è comunque inferiore al valore pre-crisi (91,7).

Per il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, “i dati confermano un quadro economico e sociale ancora contraddittorio e dall’andamento altalenante. Si conferma la difficoltà di trasformare la crescita del Pil in una migliore qualità della vita delle famiglie, aspetto che spiega anche il forte spostamento di consenso verso i partiti populisti nelle ultime elezioni politiche”.

“Per quanto riguarda la Basilicata – continua Gambardella – ci preoccupano i dati sull’occupazione e sull’istruzione, temi che dovrebbero occupare il primo posto dell’agenda del consiglio regionale che invece in questi giorni ha dimostrato tutta la sua lontananza dai concreti bisogni delle persone. Per incidere positivamente sul tenore di vita delle famiglie lucane – conclude il segretario della Cisl – servono politiche in grado di redistribuire la ricchezza prodotta, in particolare con misure per l’occupazione e la difesa delle fasce sociali più fragili”.

CAMPANIA, SOPRALLUOGHI “SPIAGGIA SUPERABILE”

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Il Garante per i diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, Giuseppe Bove, ha incontrato il comitato civico “Spiaggia SuperAbile”, per effettuare alcuni sopralluoghi in tre comuni della penisola Sorrentina (Vico Equense, Meta e Piano di Sorrento), al fine di constatare di persona i risultati raggiunti dal gruppo cittadino, in collaborazione con le amministrazioni comunali e i gestori dei lidi balneari, circa l’abbattimento delle barriere architettoniche per l’accesso al mare.

“Nonostante il caldo e la chiusura degli uffici nel giorno festivo – dichiara il Garante – vedere quanto di buono è stato realizzato ci ha dato una boccata di ossigeno”.

Il tour è cominciato da Vico Equense, dove ad accoglierli è stato il Sindaco Andrea Buonocore, insieme ai suoi assessori e al Presidente del Consiglio Comunale Massimo Trignano, con Francesca Esposito di Spiaggia Superabile.

Lì un giovane imprenditore, Gianluca del Lido Da Vittorio, ha dato seguito alle proposte di questo comitato, e con un piccolo investimento ha reso il suo lido un luogo realmente accogliente per i diversamente abili. Tant’è che ogni anno si organizza con agevolezza un campo estivo destinato a bimbi con disabilità.

La seconda tappa si è svolta presso la frazione di Seiano, al Chicchi Beach. Anche qui sono stati organizzati ombrelloni riservati, posti auto gratis, sedie Job e passerelle per l’accesso in acqua, come negli altri stabilimenti virtuosi.

Erano presenti anche il Presidente del Tavolo di Concertazione Michele Vitiello, il Presidente del CDA dell’Azienda Consortile per il Piano Sociale di Zona Ambito Territoriale Napoli Trentatrè Francesco Saverio Soldatini, e Luigi Casablanca di Sorrento senza barriere.

Terza sosta al comune di Meta. Al Lido Metamare molte famiglie da più di 20 anni usufruiscono dei servizi per disabili che questo lido mette a disposizione. È dalla seconda metà degli anni ‘90 che i gestori di questo luogo hanno visto lungo sulla tutela dei diritti e delle parità. A fare da padroni di casa c’erano l’Assessore Angela Aiello e il giornalista Salvatore Esposito, tra i fondatori di Spiaggia Superabile.

L’ultima tappa è stata Piano di Sorrento, accompagnati da Vincenzo Califano, Portavoce del Sindaco Vincenzo Iaccarino. Da quest’anno questo mare è Bandiera Blu.
Anche qui i lidi Bagni Tina, Bagni Nettuno e Fracatell’-Lido-Ristorante-Bar, grazie a questa sinergia tra pubblico e privato, hanno garantito un primo accesso al mare, ma l’amministrazione assicura che per il prossimo anno stravolgeranno in meglio tutto il litorale, abbattendo ogni barriera.

“Oggi torno a casa un po’ stanco ma felice – sottolinea Bove -, testimone del fatto che tutto si possa fare. Metto a disposizione il mio impegno per la promozione e la diffusione di questa buona prassi su tutto il territorio campano. Su ogni litorale è possibile ottenere risultati, ci vuole un’operazione culturale oltre che il coraggio di esporsi, per quella che noi tutti consideriamo una battaglia di Civiltà”.