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GIOCO AZZARDO, IN PUGLIA 6 MILA IMPRESE LEGALI

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“Apprendiamo che la Giunta regionale pugliese è contraria alla proroga dell’entrata in vigore – per le attività già esistenti al momento dell’approvazione – della legge regionale pugliese contro il gioco patologico d’azzardo, con particolare riferimento alla norma che prevede la distanza minima di 500 metri tra gli esercizi di giochi e scommesse e i cosiddetti ‘luoghi sensibili'”.
E’ quanto si legge in una nota di Agisco, associazione giochi e scommesse.
“La Commissione sanità del Consiglio regionale che qualche settimana fa aveva approvato la proposta di proroga avrebbe ‘compiuto un errore’, secondo l’assessore competente – continua la nota – Noi pensiamo che un errore lo stia commettendo la Giunta regionale. Un errore molto grave. La lotta al gioco patologico d’azzardo è sacrosanta. Che, però, il ‘distanziometro’ sia uno strumento adeguato a questo fine è un abbaglio tanto macroscopico quanto evidentemente difficile da ammettere. Lo ha affermato in una relazione di consulenza tecnica d’ufficio per il Consiglio di Stato, che sta giudicando sulla legittimità di una analoga normativa della provincia di Bolzano, il professore Cesare Pozzi, docente di Economia dell’impresa, della concorrenza e dei mercati globali, presso l’Università ‘LUISS Guido Carli’ di Roma”.

“Ha dovuto riconoscerlo la Regione Abruzzo – continua la nota di Agisco – che ha prorogato al 2020 l’attuazione della corrispondente legge regionale – originariamente prevista per il 21 novembre 2018 – che pure prevedeva una normativa in materia di distanze. L’ha fatto la Regione Liguria che ha sospeso la propria normativa in attesa di una normativa nazionale organica; lo hanno fatto numerose altre Regioni, tra le quali la Lombardia e la Toscana, che hanno limitato gli effetti del distanziometro solo alle nuove aperture, e non a quelle già esistenti, integrando i divieti alle fasce orarie di accensione di Slot e Vlt.
Se il distanziometro è un mezzo inutile rispetto agli obiettivi che pretenderebbe di raggiungere, ciò però non toglie che avrà, comunque, effetti concreti di altro tipo. Effetti dannosi.
Abbiamo letto che il no alla proroga rappresenterebbe ‘una vittoria di tante famiglie pugliesi’. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le famiglie delle 20.000 persone occupate in questo comparto che, senza la proroga, perderanno il proprio posto di lavoro”.

“Questo non è il solo ‘effetto collaterale’ a breve termine dell’entrata in vigore di questa legge così com’è. Ve ne sono tanti altri – prosegue la nota di Agisco – Per esempio, lo smantellamento della rete legale dei concessionari di giochi e scommesse significherebbe, senza alcuna forzatura, lasciare campo aperto alla criminalità organizzata in un settore storicamente nelle mire delle mafie. Perché, per quanto pochi lo sappiano e ancor meno si preoccupino di affermarlo, i concessionari di Stato sono autentici presidi di legalità sul territorio in un campo così nevralgico. E quello che, con loro, scomparirebbe grazie a questa norma irrazionale sarebbe solo il mercato legale dei giochi e delle scommesse. Resterebbe in vita quello illegale, nel quale gli utenti non avrebbero alcuna tutela, specie quelli ‘critici'”.

“L’auspicio di tutti gli operatori del settore, imprenditori e lavoratori, è uno solo – conclude la nota – che nei pochi giorni che ci separano dalla votazione decisiva del Consiglio regionale sulla proposta di proroga, i decisori politici, specie quelli di governo, provino a conoscere in maniera un po’ più approfondita la questione specifica sulla quale adotteranno un provvedimento così importante; che riescano a sottrarsi alle tentazioni demagogiche che in questo settore sono dilaganti e particolarmente dannose, specie per i soggetti più deboli; che ascoltino anche gli addetti ai lavori, quelli che con il loro lavoro, nei rispettivi ruoli, danno vita alle 6.000 imprese operanti in Puglia in questo settore.
E’ un obbligo istituzionale per il legislatore, è un diritto democratico per questi cittadini, imprenditori e lavoratori”.

TRASPORTI, MUSUMECI INCONTRA TAJANI

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“Per noi siciliani il trasporto aereo non è un capriccio, non è un’opzione, ma è una necessità”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci in visita al Parlamento europeo di Bruxelles, dopo aver incontrato il presidente Antonio Tajani.
“Quando un siciliano va a Milano non ci va per shopping – ha aggiunto Musumeci – ma ci va per l’istituto dei tumori, per esempio, e pagare anche 1000 euro un biglietto andata e ritorno è davvero una questione disarmante: questo abbiamo sottoposto al presidente del Parlamento europeo e questo proporremo alla Commissione per aver riconosciute la continuità territoriale che peraltro è stata riconosciuta ad altre regioni d’Europa”.

Sui tagli alla politica di coesione, proposti dalla Commissione europea il presidente della Regione Siciliana si e’ detto preoccupato: “Puntiamo essenzialmente sulla qualità dei progetti, la Sicilia ha bisogno di medie e grandi infrastrutture e abbiamo cominciato a spendere con un ritmo impressionante”.

“Le imprese hanno capito che bisogna cambiare mentalità, questa è l’occasione giusta per ridare alla Sicilia il protagonismo nell’area euro afro-asiatica che merita e che purtroppo da tanto tempo ha perso”, ha concluso Musumeci.

AL SUD 3 SCUOLE SU 4 IN AREA SISMICA

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Ecosistema Scuola 2018, l’indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi, presentato oggi a Napoli nel corso del Forum Scuola, vede in cima alla classifica Bolzano e Trento, due realtà particolarmente virtuose in tema di sicurezza. Programmazione, investimenti costanti e innovazione mancano soprattutto al sud Italia e nelle isole. Al Sud 3 scuole su 4 sono in area a rischio sismico. In Sicilia la situazione è davvero preoccupante dal punto di vista della sicurezza, perché ai minori controlli corrisponde una maggiore fragilità sismica del territorio; sono interessate, infatti, quasi il 98,4% delle scuole, con una percentuale di verifica di vulnerabilità sismica ferma al 2,4%.

La classifica vede Ragusa al 48° posto, virtuosa nel recepire e spendere i fondi regionali a disposizione per la manutenzione straordinaria. A seguire Caltanissetta (51°), Catania (53º), Trapani (65°), Agrigento (68°), Siracusa (78º), Palermo (80º), ultima in classifica Messina (83°). Enna è stata esclusa dalla graduatoria per incompletezza dei dati.
“I dati che riguardano la Sicilia sono davvero sconfortanti e preoccupanti – commenta Raffaella Giambra, responsabile Legambiente Scuola e Formazione Sicilia -. Il fatto che sia praticamente assente la verifica di vulnerabilità sismica in tutti gli edifici scolastici è inaccettabile. Stato, Regione ed Enti locali devono attivarsi per dare una scuola sicura a tutti gli studenti. Occorrono maggiori investimenti e controlli certi”. (ITALPRESS) – (SEGUE).

Secondo Giambra “gli enti locali vanno aiutati con una semplificazione delle linee di finanziamento e sostenuti in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori. E’ ormai imperativo rimettere al centro delle priorità politiche l’educazione, come pratica, al tempo stesso puntuale e corale, capace di contrastare le sacche di povertà educativa, la disgregazione sociale e la crescita dell’intolleranza”.

PUGLIA, A BARI UNA RETE DI BIBLIOTECHE

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Superare il vecchio concetto di biblioteca e creare anche a Bari una rete di strutture pubbliche e private sul modello della Public library di New York. E’ la proposta lanciata a Comune e Regione dagli imprenditori del Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e Bat in un incontro sul tema tenutosi nel contenitore cultura Anche Cinema di Bari. L’idea e’ quella di mettere in rete le biblioteche aziendali e quelle pubbliche per farne contenitori e luoghi di aggregazione oltre che di conoscenza e di formazione, di studio e sola lettura. La lettura che unisce e fa discutere, fa crescere. Cosi’ la pensa la nota esperta del settore Antonella Agnoli intervenuta all’iniziativa promossa da Confindustria.

Un modello che gli imprenditori hanno gia’ imparato ad apprezzare. Sono sempre piu’ numerose le biblioteche all’interno delle aziende. “Esse sono una realizzazione – ha detto  Graziano Bianco Coordinatore Club Cultura Confindustria Bari-Bat – nata da una nostra idea, messa a punto per ora in cinque imprese, ma ce ne sono molte altre pronte ad attivare questa attivita’, in funzione della volonta’ di aumentare la capacita’ culturale all’interno delle nostre aziende”. A testimonianza delle ripercussioni positive della presenza delle biblioteche nelle aziende l’esperienza di Planetek raccontata da Mariella Pappalepore.

Bianco ha anche ricordato che le biblioteche nelle imprese sono nate anche sulla spinta di un progetto nazionale di Confindustria dal titolo “Io leggo perche'” in collaborazione con l’Associazione Editori Italiani che permetteva a pubblico e privato di installare all’interno delle proprie biblioteche anche nuovi fondi librari finanziati dallo stesso ente degli autori.
Se poi la biblioteca possa considerarsi una forma di welfare aziendale, Graziano Bianco non ha dubbi. “La biblioteca aziendale che stiamo realizzando e’ legata al circuito delle  biblioteche nazionali e da’ cosi’ la possibilita’, non solo ai dipendenti ma anche ai famigliari, agli amici di poter accedere a questa possibilita’ di allargare il proprio bagaglio culturale”. Una sfida quella del club delle Imprese che sogna la public library raccolta da Comune di Bari e Regione Puglia. Il sindaco della citta’ metropolitana Antonio Decaro si e’ complimentato per l’iniziativa e ha annunciato che per il prossimo mese l’amministrazione ha previsto di appaltare il cantiere della public library nella Caserma Rossani. La Regione Puglia, rappresentata da Silvia Pellegrini, dirigente del dipartimento economia della cultura e valorizzazione del territorio della Ragione Puglia, si e’ mostrata sensibile al tema “tanto da aver destinato dei 170 milioni del fondo strutturale della Regione, ben 120 milioni alle biblioteche”.

“La regione Puglia e’ inoltre l’unica regione in Italia – ha precisato Pellegrini – ad aver assorbito le biblioteche delle ex province (Foggia, Lecce, Brindisi) con le sue 105 unita’ di personale che sono state acquisite dalla Regione, altre 30 unita’ transitate in una partecipata della provincia e tre poli biblio-museali diventati anch’essi regionali e confluiranno in una delle piu’ grandi misure infrastrutturali che la Regione si appresta a realizzare: la Caserma Rossani (di Bari, ndr) dove sorgera’ il polo bibliotecario regionale con un investimento di 10 milioni di euro. A questa misura si somma – ha concluso la Pellegrini – un investimento puntuale di 120 milioni di euro che finanzia 123 biblioteche di comunita’. Nel 2020 saranno inaugurate, all’interno di beni culturali, 68 nuove biblioteche”.

 

 

 

AMBIENTE, PORTICI VINCE BANDO UE CON SENSORE ENEA

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Grazie al sensore “annusa-smog” Monica dell’ENEA, il progetto “Air-Heritage” del Comune di Portici, vicino Napoli, è l’unica proposta italiana a vincere il bando europeo “Azioni Urbane Innovative” sull’abbattimento delle emissioni inquinanti in città. Con un budget di 4,1 milioni di euro, questa iniziativa triennale “tutta italiana” prevede il coinvolgimento dei cittadini per migliorare il monitoraggio della qualità dell’aria sul territorio e predisporre misure ottimali di pianificazione urbana e di controllo del traffico.
Oltre al Comune come capofila e al Centro ENEA di Portici nel ruolo di coordinatore scientifico, il progetto “Air-Heritage” vede la partecipazione dell’Agenzia regionale protezione ambientale Campania (ARPAC), del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli “Federico II”, di Legambiente Campania e della società milanese Terraria.

“Nonostante la piccola estensione territoriale, l’area del comune di Portici presenta livelli di traffico e di emissioni tipici di un grande centro urbano con relative criticità in materia di qualità dell’aria e di gestione delle emergenze”, spiega Ezio Terzini, responsabile della Divisione Fotovoltaico e Smart Network dell’ENEA.
Attraverso l’utilizzo del sistema multisensore portatile per passeggini, scooter e zaini denominato Monica (acronimo di MONItoraggio Cooperativo della qualità dell’Aria), i cittadini misureranno i livelli di qualità dell’aria e conosceranno la loro esposizione grazie ad un’apposita applicazione su smartphone e tablet. I dati “istantanei” sulla qualità dell’aria raccolti da MONICA saranno integrati con quelli delle centraline fisse dell’ARPAC, permettendo la creazione di mappe ad alta risoluzione spaziale e temporale per supportare il decisore politico.
“I cittadini che effettueranno le misurazioni con ‘Monica’ saranno coinvolti da circa dieci associazioni presenti sul territorio e coordinate da Legambiente. Inoltre, saranno messe in campo campagne orientate al cambiamento comportamentale che privilegi gli spostamenti in città a piedi, in bici o con i mezzi pubblici”, spiega il coordinatore scientifico del progetto Saverio De Vito, ricercatore ENEA del laboratorio Dispositivi Innovativi.

I modelli comportamentali che integreranno la campagna di monitoraggio con ‘Monica’ saranno basati su spostamenti a piedi, bici “tradizionali” ed elettriche (quest’ultime messe a disposizione dal comune) e mezzi pubblici, soprattutto nel percorso casa-scuola. Nel monitoraggio saranno utilizzati fino a 40 dispositivi “smog tracker” Monica.
“Oltre alle informazioni sulla propria esposizione personale agli inquinanti e sulle zone più esposte al fenomeno, i cittadini coinvolti parteciperanno con i loro dati al processo decisionale che coinvolge ARPAC e comune di Portici, innescando un circolo virtuoso di partecipazione con benefici finali sulla salute e sull’economia, vista anche la significativa vocazione turistica del territorio”, aggiunge Girolamo Di Francia, ricercatore ENEA della divisione Fotovoltaico e Smart Network e tra i principali animatori del progetto “Air-Heritage”.

Tra le proposte di circa 170 amministrazioni locali europee candidate, tra cui circa 60 italiane, quella del Comune di Portici è stata la sola vincitrice a livello nazionale del terzo bando europeo UIA – Urban Innovation Actions, che oltre alla qualità dell’aria prevedeva finanziamenti in materia di “Adattamento ai cambiamento climatico”, “Questione abitativa” e “Lavoro e competenze nell’economia locale”. Tra i 22 progetti vincitori in tutti e quattro i settori ci sono quelli di grandi città come Parigi, Amsterdam, Barcellona, Bruxelles e Budapest.

MANOVRA, CAMUSSO “SUD GRANDE ASSENTE”

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“Dentro la manovra c’è un assoluto scomparso: è questo è il Mezzogiorno”. A dirlo la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, a Palermo a conclusione del congresso provinciale del sindacato che si sta tenendo all’Astoria Palace Hotel.

Per la Camusso “l’immagine del Sud come di un insieme di persone che cercano solo assistenza” non è “legittima. L’immagine di un Sud che aspetta il reddito di cittadinanza non fa bene al Mezzogiorno. Sul Sud manca un piano di investimenti”.

Netto il giudizio sulla manovra: “Gli investimenti sono la chiave per ridurre le diseguaglianze. Non si può parlare solo di grandi opere, ma serve un processo di innovazione dell’infrastruttura sociale”. La critica della Camusso non si ferma all’attuale governo. “Da dodici anni i governi che si sono succeduti dichiarando il cambiamento, ma questo cambiamento non si riesce a misurare”.

Poi su Renzi: “L’impostazione del Governo Renzi si basava sull’autosufficienza della politica. Non è stato così e questo lo abbiamo visto. L’impostazione attuale è che c’è un rapporto diretto con il popolo che non ha bisogno di intermediari”.

E su Salvini: “Il ministro dell’Interno usa l’urlo, una modalità che serve a strumentalizzare i temi e non a rispondere ai bisogni reali della gente”.

IMPRESE, AL SUD 40% DELLA CRESCITA

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E’ stato il Mezzogiorno a trainare la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese  nel trimestre estivo. Tra luglio e settembre scorso i terminali delle Camere di commercio hanno registrato l’iscrizione di 64.211 nuove imprese (5.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2017) e 51.758 chiusure di imprese esistenti (2mila in più rispetto all’anno precedente).  Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato a fine settembre un saldo positivo per 12.453 imprese. Quasi il 40% della crescita è dovuto alla buona performance del Mezzogiorno, dove il saldo è stato positivo per 4.763 unità. Resta in difficoltà il settore artigiano. E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi da Unioncamere-InfoCamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel terzo trimestre 2018.
Nonostante i valori complessivi molto contenuti, il saldo trimestrale fa registrare bilanci positivi in tutte le macro-ripartizioni e in tutte le regioni. Il 38,2% dell’intero saldo (4.763 imprese su 12.453) è localizzato nel Mezzogiorno che però, fra tutte le marco-aree, è anche quella che fa segnare la frenata più vistosa del tasso di crescita (-0,2%).

Tra le regioni a primeggiare è il Lazio (+2.364), seguito da Lombardia (+1.965) e Campania (+1.668). Rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, le uniche a segnare un lieve miglioramento – anche se di poco – sono state Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Per tutte le altre, la scorsa estate non sarà da ricordare. A livello aggregato, nessun settore mostra saldi negativi mentre, guardando alle singole attività il bilancio estivo mostra segnali di arretramento in alcuni comparti. A guadagnare di più, rispetto al dato di giugno, sono state le attività di alloggio e ristorazione (+3.337 imprese), i servizi di ristorazione (+2.453), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+1.469) e il noleggio e servizi alle imprese (+1.384) anche se, in tutti i casi, gli aumenti sono in forte contrazione rispetto al 2017. Sul fronte opposto, a scivolare in campo negativo sono stati i settori del commercio al dettaglio di autoveicoli (-520 imprese nel trimestre), le industrie del mobile (-114) e quelle della lavorazione dei minerali (-93). Quanto all’artigianato, il bilancio del trimestre estivo (-999 imprese) segna complessivamente un peggioramento rispetto a quello, pur sempre negativo, di dodici mesi fa, quando chiuse con una perdita di 735 unità.

“I dati ci confermano che c’è bisogno di un’iniezione di fiducia affinchè la ripresa possa ridare davvero fiato all’economia”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, secondo cui “occorre inoltre aiutare i nostri giovani ed i nostri imprenditori a cavalcare i cambiamenti in atto. Anche per questo le Camere di commercio sono impegnate a supportare il processo di transizione verso l’adozione delle nuove tecnologie a partire dal digitale, che rappresenta uno dei principali pilastri per sostenere lo sviluppo delle imprese e del Paese. Perché parlare la lingua 4.0 significa innovare, semplificare, creare valore”.

PUGLIA, IN CONFINDUSTRIA DELEGAZIONE ALBANESE

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Rafforzare i rapporti d’affari fra le imprese delle due sponde dell’Adriatico. E’ l’obiettivo della missione del governo albanese che oggi e domani, ospite di Confindustria Bari e BAT, incontrerà gli imprenditori locali che hanno già interessi e attività produttive in Albania. “Ci sono diverse opportunità per le aziende pugliesi – ha detto il presidente di Confindustria Albania, Sergio Fontana. Noi abbiamo delle imprese – ha spiegato – che hanno grande know how e hanno grande capacità di investimento. L’Albania è un paese che è in crescita. Ci sono dei vantaggi sotto il profilo della fiscalità – ha sottolineato – del basso costo della manodopera, ma anche di apertura ai mercati dell’Est Europa. L’Albania – ha ribadito Fontana – è un’opportunità per le imprese italiane che possono collaborare in Albania in maniera sinergica per lo sviluppo dell’Adriatico che è il mare comune”. Quanto agli investimenti che le imprese italiane possono fare in Albania, Fontana ha spiegato: “Siamo i primi partner commerciali dell’Albania, quindi ci sono già grandissimi scambi sia per l’import che per l’export. Le maggiori aziende – ha continuato – sono quelle che hanno investito nel manifatturiero, nel turismo. Aziende – ha aggiunto – che hanno pensato non solo a un mercato dove ci sono agevolazioni per il costo del denaro, manodopera, ma anche agevolazioni sotto il profilo fiscale”. 

“Ci sono anche aziende – ha precisato – che invece hanno interesse a pensare al mercato albanese come un vero e proprio mercato, come una porta per l’Oriente, per lo sviluppo che possiamo avere nell’Est. La Confindustria Albania – ha concluso Fontana – è la Confindustria con il maggior numero di imprese in diversi settori”. Durante la due giorni, la delegazione albanese della quale fanno parte il vice premier albanese Senida Mesi e Sonila Qato, ha partecipato in mattinata ad un incontro nella sede di Confindustria Bari e BAT, durante il quale gli imprenditori interessati al mercato albanese hanno avuto modo di confrontarsi con gli esponenti del governo albanese per conoscere le opportunità di business e le agevolazioni disponibili nel Paese balcanico.

“E’ molto importante per l’Albania – ha detto Senida Mesi vice premier albanese – lavorare con la Puglia, con Bari e con tutte le aziende d’Italia, perché c’è know how e c’è esperienza e questo è molto importante per l’Albania. Il governo albanese – ha spiegato – ha tra le priorità la volontà che gli imprenditori italiani investano nell’agricoltura, nel turismo, nell’energia, Ict, Software. Sono priorità – ha ribadito – che anche dal punto di vista fiscale hanno agevolazioni molto importanti. Puglia e Bari per noi hanno un significato importante – ha spiegato Senida. Era esattamente nel 1991 – ha ricordato – quando Bari ci ha aperto le porte per l’Europa e nel 2018 Bari ci dà un’opportunità di comunicare di più e far sì che i nostri imprenditori facciano reciproci investimenti”.