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Occhiuto “Sud ricco di acqua e dighe, metterle a sistema”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Il sud ha il grande problema della siccità, lo ha tutto il Mediterraneo e su questo tema servono interventi anche da parte del governo: abbiano zone del Mezzogiorno ricche di acqua, ricche di dighe e invasi che a volte non sono a regime, qua ci vorrebbe un intervento del governo”.
Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo alla seconda edizione di Feuromed, il Festival Euromediterraneo dell’Economia.
“Se mettessimo a sistema la rete di dighe e invasi risolveremo quasi del tutto il problema delle siccità e avremmo anche la possibilità di sfruttare l’ idroelettrico come fonte rinnovabile” ha aggiunto ” se oggi noi ci prepariamo per far diventare il Mezzogiorno non solo l’hub energetico ma la piattaforma per le imprese che dovranno fare investimenti nei paesi del Mediterraneo allora noi ce ne possiamo avvantaggiare se non ci prepariamo, saremmo comunque protagonisti ma subiremo questo processi. Vorrei che una volta tanto l ‘Italia e il Mezzogiorno invece di subire i processi di cambiamento dell’economia mondiale possa e sappia anticiparli”.

– Foto: ufficio stampa Regione Calabria –
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Salini “Attrarre talenti al Sud, presto scuola Webuild in Campania”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo un momento storico unico che ci pone di fronte a sfide non solo economiche ma anche geopolitiche. L’industria dovrebbe essere più attenta a questi cambiamenti, perchè il modello di competitività che abbiamo conosciuto e applicato finora rischia di essere sovvertito, in quanto superato. I nuovi assetti geopolitici hanno ripercussioni importanti sui percorsi di approvvigionamento di materie prime da paesi come Cina e India, e questo tema non può lasciare il mondo imprenditoriale nel silenzio totale. Servono competenze, formazione e un nuovo sistema di produzione coeso su tutta la filiera produttiva supportato da una politica industriale che guardi al Paese che vorremmo essere nel 2050”. E’ quanto ha dichiarato Pietro Salini, amministratore delegato Webuild, in occasione della II edizione di FEUROMED, il Festival Euromediterraneo dell’Economia, in corso a Napoli.
“Un paese che deve pianificare il futuro dei prossimi 30 anni non può contare su risorse che vengono stanziate anno per anno – ha commentato Salini -. Deve cercare in tutti i modi di mettere al sicuro la pianificazione delle infrastrutture più importanti con sistemi di indebitamento e remunerazione a lungo termine, come abbiamo fatto per energia elettrica e gas. Si tratta di un sistema basato sulla remunerazione del monopolista sul capitale investito, sistema che potrebbe essere adottato anche da Ferrovie e Anas, due degli attori principali dello sviluppo infrastrutturale, liberando risorse dello Stato con indebitamento attraverso un programma remunerato a lungo termine. Auspicherei che un sistema del genere venga adottato per evitare che, anno per anno, si decida se fare o no le opere sulla base delle priorità contingenti su cui stanziare le risorse di bilancio”.
Secondo Salini “una delle sfide che il Paese deve affrontare e risolvere in termini di competitività è il potenziamento del Mezzogiorno con infrastrutture moderne, sostenibili e interconnesse, per diventare hub logistico del Mediterraneo. Serve rafforzare le reti europee TENT-T, su cui Webuild da sola in Italia sta costruendo 500 chilometri. Ma è prima di tutto necessario puntare su occupazione di qualità e formazione. E’ attraendo talenti a casa loro che potremo combattere la fuga dei cervelli che tanto costa al Paese, ed è per questo che a breve apriremo anche in Campania un centro di addestramento specializzato Webuild”.
In questo disegno strategico rientra il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. “Il Ponte è un progetto sfidante, essenziale affinchè il nostro Paese resti competitivo, oltre a rappresentare una vetrina tecnologica che porta l’Italia ai primi posti mondiali dell’ingegneria. Quest’opera è una parte di un più ampio piano di sviluppo infrastrutturale che il Paese sta implementando nel Mezzogiorno, sia in Sicilia, sia sul versante continentale, a partire dagli investimenti ferroviari e stradali di RFI e Anas. Parliamo di un’opera che vale circa 4,5 miliardi di euro su un totale di circa 120 miliardi di investimenti ferroviari decisi per collegare l’Italia da Nord a Sud, compresi quelli in corso sulla direttrice Palermo-Catania-Messina. Webuild con la sua filiera è a disposizione del Paese, siamo pronti per cominciare a lavorare subito per il Ponte”.
“Dal Pnrr, da questa spinta sulle infrastrutture che stiamo vivendo, dovremmo far ripartire la formazione sui ragazzi. Il Gruppo ha in programma l’assunzione di 10.000 persone entro il 2026, di cui gran parte al Sud. Come Webuild vogliamo contribuire a dare un futuro ai ragazzi”, ha precisato Salini, secondo il quale “questo è il compito sociale delle aziende”. Con i soli percorsi di formazione attivati, Webuild punta a coinvolgere circa 3.000 persone entro il 2026, grazie agli 11 centri di formazione specialistica della Scuola delle professioni attivati nei principali cantieri italiani, di cui 6 nel Centro-Sud, tre centri avanzati di addestramento della Scuola dei Mestieri, uno in partenza a breve in Campania, uno già attivo in Sicilia e uno in Piemonte, un centro di formazione avviato ad aprile in Calabria in collaborazione con la Regione, e programmi di formazione per assumere tecnici in Sicilia.
“Come Webuild – ha proseguito Salini – stiamo realizzando oltre 300 km di nuova linea ferroviaria nei 19 progetti che stiamo portando avanti nel Sud che includono, tra l’altro, 4 tratte della linea ferroviaria ad alta velocità e capacità Napoli-Bari in Campania, il Lotto 1 A per la tratta compresa tra Battipaglia e Romagnano della nuova linea ad Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, e 7 tratte della direttrice ferroviaria Palermo- Catania-Messina”.

– foto ufficio stampa Webuild –
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Al via Feuromed, per cambiare la narrazione sul Mezzogiorno

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ROMA (ITALPRESS) – Cambiare la narrazione del Mezzogiorno, il sud appartiene all’Europa, è la grande opportunità: parte da qui la seconda edizione di Feuromed, il Festival Euromediterraneo dell’Economia, diretto da Roberto Napoletano e promosso da Il Quotidiano del Sud – L’altra voce dell’Italia e dall’Università degli studi di Napoli “Federico II” in collaborazione con il Parlamento Europeo, la Commissione Europea e la BEI e con il patrocinio del Comune di Napoli. Nella seconda edizione del Festival fari puntati anche su quello che sta succedendo ai confini dell’Europa. “Nel suo complesso l’Europa oggi appare molto impreparata non solo sul piano geopolitico ma anche per predisporre e mettere in atto una strategia adeguata a contenere le conseguenze dell’inverno demografico, bisogna anche contrastare l’ampliamento di un gap tecnologico tra l’Europa e non solo gli Stati Uniti che rischia di continuare a crescere” ha detto l’ex governatore dalla Banca d’Italia,” a fronte di una continua frammentazione economica a livello globale conseguenti ai conflitti in corso, ma anche precedenti, la risposta non può che andare verso una maggiore integrazione in Europa. Il cammino resta difficile, abbiamo tanti problemi da affrontare. Si dovranno inoltre alzare i livelli di produttività per perseguire un aumento della crescita meno incerta in un contesto di continua tensione”. Nel 2023 l’aumento più significativo dell’export manifatturiero è stato messo a segno dal Sud con una crescita del 16,8%.
“Il Mezzogiorno sarebbe il sesto paese dell’Unione Europea per popolazione, come dimensione grande come la Romania, più grande dei Paesi Bassi, con il 22% del Pil italiano e quasi il 3% del Pil dell’Ue però negli ultimi anni il Mezzogiorno è cresciuto poco, meno della media nazionale, nell’arco di circo gli ultimi 30 anni ha accumulato un ritardo nella circa di circa 15 punti percentuali rispetto al centro nord” le parole di Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cdp, “oggi fare ripartire il paese vuol dire veramente fare ripartire il Mezzogiorno lo sviluppo e la crescita del Mezzogiorno è un tema anche di sostenibilità della finanza pubblica. Oggi vedo quattro principali gap, se guardo a questa area dell’Italia, rispetto al resto del paese: il primo riguarda il sistema produttivo c’è una minore densità di imprese rispetto alla popolazione residente, una minore dimensione aziendale media, c’è una limitata propensione alla ricerca e all’export, e una elevata dipendenza dal credito bancario, abbiamo un sistma delle imprese più fragile. La seconda debolezza riguarda la minore dotazione di capitale umano con un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale, un’alta disoccupazione, una bassa occupazione femminile, e poi c’è l’emigrazione, si sta impoverendo il tessuto umano, la terza fragilità riguarda la carenza infrastrutturale nei servizi pubblici locali, le perdite idriche sono molto elevate, dei 24 quattro interporti in Italia solo 5 sono nel Mezzogiorno, se il Mezzogiorno non è ben collegato con il resto dell’Europa rischiamo di perdere una grande opportunità, l’ultimo gap è sulla capacità della spesa della pubblica amministrazione”.
Per l’ad di Cdp ” queste carenze strutturali vanno affrontate in maniera molto determinata proprio nel contesto storico attuale in cui il sud è destinatario di risorse senza precedenti”. Sul tema infrastrutture è intervenuto l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Luigi Ferraris: “negli ultimi 2-3 anni sono stati riattivato i cantieri, oggi noi abbiamo 10 grandi cantieri strategici aperti, abbiamo riaperto i cantieri della Palermo-Catania, c’è un programma di ammodernamento in corso. Da una parte c’è stata una forte azione governativa, anche grazie al Pnrr, per sbloccare le opere dall’altra come gruppo Ferrovie ci siamo fatti trovare pronti e abbiamo fatto uno sforzo enorme, in tre anni abbiamo assunto 30 mila persone. Lo scorso anno abbiamo riportato un risultato record negli investimenti: 16 miliardi, un risultato che il gruppo non ha mai fatto. Importante proseguire sul percorso della realizzazione delle grandi infrastrutture, e per questo è essenziale la programmazione e la stabilità”.
Sulla Napoli – Bari l’ad di Ferrovie ha promesso: “è un’opera chiave che noi abbiamo nel nostro piano industriale, è un’opera finanziata dal Pnrr, fondamentale perchà congiunge due aree altamente popolate, industriali, collega due mari e due città importanti. I cantieri sono partiti, ma dobbiamo tener conto della complessità del nostro paese, il nostro obiettivo è quello di rispettare quanto previsto dal Pnrr con il completamento dell’opera nel 2026 con una piena operatività nel 2027, credo che sarà pronta nel giro di due anni”.
Punta sulla formazione dei giovani la Webuild di Pietro Salini: “abbiamo un programma di 10 mila assunzioni tra quest’anno e il prossimo, di cui larga parte nel sud, circa 7 mila. Questo è un paese che non ha puntato sui ragazzi, sui giovani, abbiamo abbandonato il nostro sistema di istruzione professionale, oggi la più grave carenza che abbiamo nel paese sono i tecnici, oggi dobbiamo ripartire dalla formazione, noi abbiamo come obiettivo quello di fare il massimo per i ragazzi perchè è il compito sociale delle aziende. Noi siamo un paese competitivo, una della più grandi realtà industriali, ma quando la produzione di ragazzi è così diversa dal resto del mondo ci troviamo di fronte a un problema. Negli ultimi 15 anni l’Italia non ha investito sulle infrastrutture, sul futuro, e lo pagheremo. Adesso stiamo cercando di fare quello che non abbiamo fatto nel passato, anche grazie al Pnrr, le infrastrutture sono la basa su cui immaginare il futuro. Raggiungiamo questo programma di fare le infrastrutture, cerchiamo di farlo bene ma formando i ragazzi”. E sul Ponte sullo Stretto l’ad di Webuild è convinto che ” sarebbe una follia non farlo”.

– Foto: xc9/Italpress –

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Ferrovie, Ferraris “Piena operatività Napoli-Bari nel 2027”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il collegamento Napoli-Bari è un’opera chiave che noi abbiamo nel nostro piano industriale, è un’opera finanziata dal Pnrr, fondamentale perchè congiunge due aree altamente popolate, industriali, collega due mari e due città importanti. I cantieri sono partiti, ma dobbiamo tener conto della complessità del nostro paese, il nostro obiettivo è quello di rispettare quanto previsto dal Pnrr con il completamento dell’opera nel 2026 con una piena operatività nel 2027, credo che sarà pronta nel giro di due anni”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Luigi Ferraris, intervenendo alla seconda edizione di Feuromed, il Festival Euromediterraneo dell’Economia. “Negli ultimi 2-3 anni sono stati riattivato i cantieri, oggi noi abbiamo 10 grandi cantieri strategici aperti” ha aggiunto “abbiamo riaperto i cantieri della Palermo-Catania, c’è un programma di ammodernamento in corso”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Corriere della droga con 18 chili di hashish arrestato a Villa San Giovanni

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato per traffico di sostanze stupefacenti un 45enne di Napoli. L’uomo, che era diretto in Sicilia a bordo di un’auto, è stato sottoposto ad un controllo dai finanzieri della Compagnia di Villa San Giovanni, nel corso del quale ha mostrato segni di nervosismo. Pertanto, con l’ausilio di due unità cinofile della Compagnia Pronto Impiego di Reggio Calabria, l’auto è stata perquisita. E così,
grazie al fiuto di due cani antidroga, i militari hanno scoperto un doppiofondo, ricavato nella parte anteriore del veicolo, con all’interno hashish. La sostanza stupefacente era in involucri di carta, con forma e immagini identici a lattine di bibite e coni gelato di noti marchi in commercio, occultati in borse termiche.
Complessivamente sono stati sequestrati 220 panetti di hashish, dal peso complessivo di 18 chilogrammi, ed un telefono cellulare.
L’uomo è stato arrestato e accompagnato presso la Casa Circondariale “Arghillà” di Reggio Calabria.
La sostanza stupefacente venduta al dettaglio, secondo una stima degli investigatori, avrebbe potuto fruttare alla criminalità organizzata circa 130 mila euro.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
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La Fondazione Terzo Pilastro dona un milione e mezzo alla Fondazione Biogem

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AVELLINO (ITALPRESS) – La Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, Alessandra Taccone, ha visitato, il 16 aprile scorso, ad Ariano Irpino, l’Istituto di biologia e genetica molecolare Fondazione Biogem, accompagnata da una delegazione tra cui Roberto Ridolfi, Presidente del Collegio Sindacale della Biogem. Erano presenti Ortensio Zecchino, sotto la cui guida è stata istituita nel 2006 la Biogem e Mario Crispo, Presidente della Fondazione Biogem.
La visita si è svolta presso l’Istituto di Ricerche Biogem dove Taccone con la delegazione della Fondazione ha potuto visitare il Laboratorio di Microscopia Intravitale, realizzato grazie al generoso contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. La visita è proseguita alla Biblioteca e al Museo di Storia della Terra e della Vita – Biogeo della Fondazione Biogem, partecipata dalla Fondazione Terzo Pilastro.
L’ingresso in qualità di partner nella Fondazione Biogem della Fondazione Terzo Pilastro, che all’epoca era guidata dal professore Emmanuele F. M. Emanuele, è avvenuto nel 2018; la Fondazione Terzo Pilastro si è dunque unita ad importanti atenei e centri di ricerca come l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università Bicocca di Milano, l’Università degli Studi del Sannio, la Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Già nel 2017, la Fondazione Terzo Pilastro aveva dotato la struttura di un microscopio elettronico a due fotoni (MDF), uno strumento all’avanguardia che consente l’indagine cellulare e subcellulare (non invasiva) sugli animali, del valore di circa 750.000 Euro. Entrando a far parte di questa importante realtà, in qualità di socio partecipante, la Fondazione Terzo Pilastro ha successivamente finanziato il centro con 200.000 euro l’anno per i primi due anni, e a seguire erogando un totale di un milione e mezzo di euro per i successivi cinque anni, dal 2020 al 2024.
Nel pomeriggio la delegazione ha visitato il Museo della Civiltà Normanna del CESN – Centro Europeo di Studi Normanni (di cui, parimenti, attraverso la Fondazione Cultura e Arte, la Terzo Pilastro è socia), che è stato inaugurato l’1 luglio 2023 alla presenza del Prof. Emanuele, Presidente Onorario del CESN, nel settecentesco Palazzo Bevere-Gambacorta di Ariano Irpino, con un rinnovato allestimento dovuto al contributo della Fondazione Cultura e Arte.
La delegazione ha altresì visitato nel pomeriggio la Casa dello Studente della Fondazione Biogem, anch’essa realizzata grazie al contributo della Fondazione Terzo Pilastro. Erano presenti per Biogem S.c.a.r.l. il Presidente, Ortensio Zecchino, il Direttore amministrativo, Tullio Bongo e il Direttore scientifico, Giovambattista Capasso. Per la Fondazione Biogem era presente il Presidente Mario Crispo. Per il Museo della Civiltà Normanna del Centro Europeo di Studi Normanni, oltre al Presidente, Ortensio Zecchino, il Direttore del Museo, Giuseppe Muollo. All’intera giornata ha preso parte anche la Baronessa Laura De Magistris.
-foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro-
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Bari, Leccese-Laforgia “Divisi al primo turno ma dalla stessa parte”

BARI (ITALPRESS) – “Vogliamo precisare che il dialogo fra noi non si è mai interrotto. Che entrambi abbiamo accettato la candidatura a Sindaco allo scopo non di dividere, ma di unire le forze progressiste. E che entrambi, in queste settimane, abbiamo cercato una soluzione che potesse fare sintesi delle diverse esigenze dei partiti, dei movimenti e delle associazioni che compongono il fronte progressista. Non è stato possibile e occorre prenderne atto, senza alimentare inutili recriminazioni e ponendo fine a tutte le polemiche che finiscono per aumentare le incertezze e il disorientamento nel nostro elettorato. Dobbiamo tornare a parlare della città, del suo futuro e delle nostre proposte per i prossimi cinque anni di governo”. Così in un comunicato congiunto i candidati a sindaco di Bari Vito Leccese e Michele Laforgia. “Confermiamo, pertanto, la nostra volontà di restare entrambi in campo in vista dell’appuntamento elettorale dell’8 e 9 giugno. Non vi è altro modo, a questo punto, per mobilitare nella sfida elettorale l’intero fronte democratico e progressista impegnato, da mesi, a sostegno dell’uno e dell’altro. Anche se andremo divisi al primo turno, vogliamo ribadire con forza che siamo entrambi dalla stessa parte, alternativa a una destra arrogante, priva di argomenti, retrograda in materia di diritti, giustizia sociale e ambientale. Una destra a trazione leghista, che con lo scellerato progetto di autonomia differenziata mortifica i territori e le comunità del sud del nostro Paese. Nelle prossime ore proporremo pertanto alle forze politiche che sostengono le nostre candidature un patto che preveda l’impegno comune a garantire la trasparenza di tutte le liste, il sostegno reciproco in caso di ballottaggio e, qualora uno fra noi venga eletto Sindaco, la disponibilità a costruire una squadra di governo che valorizzi le esperienze e le competenze di entrambi gli schieramenti” conclusono Laforgia e Leccese.

– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Intesa Sanpaolo, a Napoli roadshow estero su Pmi Campania-Calabria-Sicilia

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NAPOLI (ITALPRESS) – A Napoli il roadshow dedicato all’internazionalizzazione delle Pmi. In particolare, Intesa Sanpaolo, la banca guidata da Carlo Messina, ha presentato alle imprese campane, calabresi e siciliane le opportunità di sviluppo internazionale offerte dal Gruppo grazie alle sinergie tra la Divisione International Subsidiary Banks (ISBD) e la Divisione Banca dei Territori, che hanno portato alla realizzazione di un programma dedicato al potenziamento del business cross-border delle mid-corporate che operano nei 12 Paesi serviti dalle banche commerciali del Gruppo in Centro e Sud-Est Europa e Nord Africa.
Ambizione del programma, già attuato con successo lo scorso anno nei mercati di Slovacchia (attraverso VUB Banka), Romania (Intesa Sanpaolo Bank) e Ungheria (CIB Bank), è rafforzare il posizionamento di Intesa Sanpaolo come banca di riferimento e partner a lungo termine per le imprese, valorizzando le sinergie infragruppo a favore delle Pmi. Con il 2024 il programma si estende ad Albania, Croazia, Serbia e Slovenia per proseguire, in seguito, ad altri mercati nei quali sono presenti complessivamente oltre 2.000 gruppi industriali italiani con proprie sussidiarie nei Paesi del perimetro della rete estera ISBD.
Durante l’incontro, che si è svolto presso la storica sede napoletana della banca in via Toledo, sono state illustrate alle imprese clienti della Direzione Regionale Campania, Calabria e Sicilia le linee di finanziamento e l’offerta di prodotti e servizi dedicati all’internazionalizzazione, andando a coinvolgere Intesa Sanpaolo Bank in Albania, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, insieme alle Direzioni Regionali della Banca dei Territori e alla Direzione Agribusiness.
“Il sistema imprenditoriale del Mezzogiorno è da sempre fortemente orientato all’export. L’interscambio commerciale rappresenta una leva strategica per la crescita delle aziende meridionali, che grazie al network internazionale del nostro Gruppo possono ricevere un supporto ancora più specialistico in virtù della sinergia di strutture e competenze – ha spiegato Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo -. La rete di relazioni internazionali della nostra banca assicura alle Pmi un’opportunità di sviluppo del proprio business attraverso strumenti efficaci e con un affiancamento costante sia in Italia che nei Paesi d’interesse”.
Secondo la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nel 2023 l’interscambio commerciale tra Campania e Albania, Croazia, Serbia e Slovenia ha quasi raggiunto la cifra di 560 milioni di euro. Per la Calabria l’interscambio commerciale nel 2023 è stato di quasi 42 milioni di euro.
Durante lo stesso periodo, la Sicilia ha realizzato un interscambio commerciale per un valore totale di quasi 1,7 miliardi di euro. Nel 2023 la Campania ha registrato un valore delle esportazioni di 276 milioni di euro. La Croazia è stata la destinazione principale di queste esportazioni, acquistando beni per un valore di circa 98 milioni di euro. Seguono la Slovenia con 74 milioni, l’Albania con 65 milioni e la Serbia con 39 milioni. Il settore principale nelle esportazioni campane è l’agro-alimentare e bevande, che rappresenta il 22,3% del totale. Per quanto riguarda le importazioni, la Campania ha registrato un totale di quasi 284 milioni di euro. La Slovenia è il principale Paese di provenienza, con 111 milioni, seguito dall’Albania con 77 milioni, dalla Croazia con 50 milioni e dalla Serbia con 46 milioni. La classifica dei settori di importazione vede posizionarsi in testa l’agro-alimentare e bevande (31% sul totale regionale, di cui il 63% di provenienza slovena), seguito da abbigliamento (11,7%, di cui il 65% dall’Albania) e metallurgia (10,3%, di cui il 60% acquistati dall’Albania).
Nel 2023 la Calabria ha registrato un volume di esportazioni pari a 17,2 milioni di euro verso le quattro destinazioni. Questo flusso si è distribuito quasi equamente tra Albania, Croazia e Slovenia, ognuna delle quali ha ricevuto merci per un valore di circa 5 milioni di euro. La Serbia ha ricevuto una quota minore, pari a 726 mila euro. Il settore agro-alimentare e bevande ha guidato le esportazioni calabresi, rappresentando il 26,6% del totale. Nel 2023 la Calabria ha importato dai quattro Paesi merci per un valore di circa 24,7 milioni di euro. La Slovenia è stata la principale fonte di importazioni con 9,8 milioni di euro, seguita dall’Albania con 7,6 milioni, la Croazia con 6,2 milioni, e la Serbia con circa 1,1 milioni. L’agro-alimentare e bevande ha rappresentato il settore principale per le importazioni, costituendo il 14,4% del totale.
Nel 2023 la Sicilia ha realizzato un valore delle esportazioni di quasi 1,6 miliardi di euro, posizionandosi al quarto posto in Italia, con una quota del 10,2% sul totale nazionale. Questo flusso commerciale si è articolato principalmente verso la Croazia, che ha ricevuto beni per un valore di 991 milioni di euro; seguono la Slovenia con 539 milioni, l’Albania con 56 milioni, e la Serbia con 3,5 milioni. I prodotti petroliferi raffinati hanno rappresentato il principale settore dell’export siciliano, costituendo il 96,9% del totale, di cui oltre il 63% destinato alla Croazia e il 34% alla Slovenia. Nel 2023 la Sicilia ha importato merci per un valore di circa 110 milioni di euro da Albania, Croazia, Serbia e Slovenia. La Croazia è stata la principale fonte di importazioni con 47 milioni di euro, seguita dall’Albania e dalla Slovenia con circa 25 milioni ciascuna, e dalla Serbia con i restanti 14 milioni. L’agro-alimentare e bevande ha dominato le importazioni, rappresentando il 46,3% del totale, di cui circa la metà proveniente dalla Croazia. Tra il 2022 e il 2023 le esportazioni campane a prezzi correnti verso Albania, Croazia, Serbia e Slovenia hanno registrato un aumento dell’1,6% a prezzi correnti. Per quanto riguarda la Calabria, le esportazioni verso le quattro destinazioni hanno registrato una crescita del 25,5% rispetto al 2022. Mentre nel 2023 l’export della Sicilia ha subito una diminuzione del 35,7%.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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