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IN CAMPANIA LA ‘VALIGIA DI SALVATAGGIO’

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Approda in Campania la ‘Valigia di Salvataggio’, il progetto promosso dall’associazione ‘Salvamamme’ che opera nel Lazio da dieci anni, rivolto a donne in fuga da situazioni di violenza che hanno lasciato la casa in cui vengono maltrattate e dove sono a rischio per la propria vita. L’iniziativa è stata presentata stamane a Napoli. “Ci sembrava importante sostenere le donne durante tutto il difficile e coraggioso percorso di denuncia – dice l’assessore regionale alle Pari opportunità, Chiara Marciani -. Molto spesso quando le donne vittime di violenza trovano il coraggio di andare via dal loro nucleo domestico hanno bisogno di tutto: anche una valigia per loro e per i loro figli è importante. La Regione – aggiunge Marciani – dà anche un contributo economico, in modo che possano essere autonome in un loro nuovo, c’auguriamo, percorso di vita”. (ITALPRESS) – (SEGUE).

Virginia Ciaravolo, responsabile tecnico-scientifico del progetto, spiega che “la valigia di salvataggio è una buona prassi che risponde a quelle che sono le prerogative stilate dall’Unione europea e dalla Convenzione di Istanbul, e mirano sia alla prevenzione che al sostegno delle donne maltrattate. All’interno della valigia – dice – ci sono generi di prima necessita, scarpe, indumenti. C’è poi la valigia del bambino in cui abbiamo voluto mettere, grazie alla generosità della Regione, anche un piccolo gioco, in modo che il bambino quando entrerà nella casa rifugio insieme alla madre avrà un coccola emotiva”. Per il questore di Napoli, Antonio de Iesu, “questa è una iniziativa concreta, per assistere con piccole cose le vittime di stalking, violenza, che molte volte sono sole e isolate, e già il solo fatto di avere una valigia con cui approcciare le prime esigenze, è un fatto estremamente positivo”, aggiunge.
(ITALPRESS).

FRANE, 30 MLN IN 12 COMUNI SICILIANI

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La Regione Siciliana ha avviato le procedure per affidare i lavori contro frane ed erosioni in dodici Comuni dell’Isola. Le risorse, pari a oltre trenta milioni di euro, provengono dal Fondo di sviluppo e coesione. L’istruttoria è stata gestita dagli Uffici del commissario di governo contro il dissesto idrogeologico, guidati dal governatore Nello Musumeci.
“Prosegue frenetica – afferma il presidente della Regione – l’attività della nostra struttura coordinata da Maurizio Croce, che nei primi nove mesi di quest’anno ha già mandato in gara progetti per oltre 110 milioni di euro, ai quali si aggiungono questi 30. Oltre a sbloccare opere in alcuni casi vitali per il territorio, da un lato abbiamo evitato che le risorse rimanessero inutilizzate e dall’altro rimesso in moto l’economia a tutto vantaggio di imprese e lavoratori. Di questo voglio ringraziare gli uffici per l’impegno profuso”.
Dei nuovi interventi – per i quali c’è già la progettazione esecutiva – l’opera più importante dal punto di vista economico è a San Piero Patti, nel Messinese, dove con 7,7 milioni si procederà al consolidamento del centro abitato fra le frazioni Torre e Margi. Altri cantieri di notevole impatto finanziario sono previsti a Cammarata, in provincia di Agrigento (3,6 milioni di euro) per la zona Sant’Agostino-Terra Rossa, a Cefalù, nel Palermitano (1,8 milioni di euro), per la mitigazione del rischio idrogeologico della Rocca.

Sempre in provincia di Palermo, ruspe in azione a Collesano (1,3 milioni di euro) per lavori sul costone roccioso di contrada Santa Croce; Mezzojuso (un milione di euro) per interventi nell’area a ridosso del centro abitato in zona Fusci; Petralia Soprana (1,5 milioni di euro) per il consolidamento delle frazioni Madonnuzza, Raffo, Pellizzara, Cipampini, Gulini e Fasanò.
Nel Messinese altri cantieri apriranno a Gualtieri Sicaminò (650 mila euro) per il completamento dei lavori del centro abitato di Soccorso, lungo la via Idria; Librizzi (3,9 milioni di euro) per la riparazione dei cunettoni di raccolta delle acque a difesa del centro abitato; Lipari (3,3 milioni di euro) per il riequilibrio litoraneo e l’adeguamento delle opere di protezione della spiaggia di Canneto; Santa Lucia del Mela (5,9 milioni di euro) per la sistemazione idraulica del torrente Mela.
Vanno in gara anche altri due progetti, il cui inserimento, a seguito di una rimodulazione del Patto per il Sud, era stato deliberato dalla Giunta lo scorso mese di ottobre.

In particolare, si tratta di lavori (417 mila euro) da effettuare nel Comune di Realmonte, nell’Agrigentino, per mettere in sicurezza il costone roccioso che sovrasta la famosa spiaggia di Scala dei Turchi, candidata a patrimonio mondiale dell’Unesco e meta ogni anno di decine di migliaia di turisti e del consolidamento del costone roccioso (1,5 milioni di euro), a difesa del centro abitato di piazza De Gasperi nel Comune di Vizzini, in provincia di Catania.

PUGLIA, 400 MILA EURO PER ACCESSO SPIAGGE

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L’assessore al Bilancio e Programmazione unitaria della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, che ha la delega sul demanio costiero e portuale, ha annunciato che “67 comuni costieri hanno la possibilità di finanziarsi opere di manutenzione delle torri costiere e di rendere più accessibili ai disabili le proprie spiagge”.
La Regione Puglia ha infatti aperto le procedure per attingere a circa 400 mila euro complessivi, presentando istanze e progetti entro lunedì 10 dicembre prossimo.
“Un termine breve per andare più veloci, potendo contare sui motori accesi di sindaci già sensibilizzati intorno a una materia su cui sono molte le progettualità già fiorite nel corso degli anni. Riprendiamo – prosegue Piemontese – il filo di due discorsi: uno viene da lontano e riguarda il ruolo di sentinelle del mare che le torri di guardia e avvistamento svolgevano e possono continuare a svolgere per valorizzare le nostre coste, l’altro riguarda quella ‘lotta di liberazione’ degli accessi al mare che stiamo conducendo da tre anni e che, da ultimo, l’estate scorsa, ci ha portato ad assegnare ai Comuni duecento sedie JOB per consentire ai disabili di farsi il bagno”.

Le due delibere approvate dalla Giunta regionale finanziano interventi rivolti all’infrastrutturazione di spiagge libere per le persone diversamente abili e alla valorizzazione delle torri costiere pugliesi. La delibera numero 2160, in particolare, si inserisce nel quadro delle misure che la Regione Puglia ha già messo in campo per favorire l’accesso al mare dei soggetti diversamente abili. Oltre alle sedie attrezzate acquistate e distribuite questa estate, il provvedimento si inserisce anche nel quadro degli obiettivi di tutela della disabilità stabiliti dalla legge regionale 3 ottobre 2018, n. 48, “Norme a sostegno dell’accessibilità delle aree demaniali destinate alla libera balneazione per le persone diversamente abili”, che ha assegnato per l’anno in corso una dotazione di 272 mila euro da cui erogare incentivi alle Amministrazioni comunali per attrezzare le spiagge riservate alla libera balneazione, previste nel Piano Regionale delle Coste, in modo che da assicurare alle persone diversamente abili la totale accessibilità e fruibilità.
Ai Comuni basterà presentare istanza di finanziamento per un importo massimo concedibile pari a massimo 20 mila euro per ogni singolo Comune. Per il recupero di alcune delle circa sessanta torri costiere pugliesi, dalle più alte e antiche del Gargano e della costa di Otranto e Gallipoli a quelle di avvistamento, è a disposizione un contributo massimo di 25 mila euro su una dotazione finanziaria complessiva di 100 mila euro.

UNIVERSIADI2019, DE LUCA “LAVORO PROCEDE”

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“Il lavoro per le Universiadi procede, va avanti. Dobbiamo rimanere concentrati perchè si tratta di una sfida impegnativa. Siamo soddisfatti come Regione intanto perchè abbiamo evitato la devastazione di un’area bellissima come la Mostra d’Oltremare, che sarebbe stata travolta se avessimo collocato lì migliaia di prefabbricati. Poi siamo doppiamente contenti come Regione, perchè vedo che vanno avanti i lavori di ristrutturazione di decine e decine di impianti sportivi”.

Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine di una iniziativa a Napoli.

“Abbiamo rifatto l’impianto di illuminazione e le piste del sottofondo allo stadio San Paolo. Adesso – prosegue De Luca – dobbiamo partire anche con il lavoro di promozione dell’immagine, che è una cosa decisiva. Le Universiadi portano in Campania 15mila atleti da 170 Paesi diversi, quindi dobbiamo essere bravi, capaci di proiettare Napoli sul piano internazionale, con la sua immagine migliore. E’ una bella occasione, dobbiamo rimanere concentrati perchè se siamo bravi avremo un grande rilancio turistico”.

SICILIA, 170 MILIONI PER 367 IMPRESE

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Centosettanta milioni di euro a favore di 367 imprese siciliane. È l’ammontare dei finanziamenti concessi dalla Regione e i cui decreti sono stati registrati dalla Corte dei conti in questi giorni. Si tratta di risorse relative al PO Fesr 2014/2020, gestite dall’assessorato alle Attività produttive.  In particolare, i progetti riguardano sia nuove iniziative imprenditoriali (circa cento milioni di euro), sia aziende già esistenti (settanta milioni di euro).
“In pochi mesi – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – abbiamo fatto quello che non si era fatto in tanti anni. Abbiamo messo a disposizione delle imprese risorse fondamentali per avviare le proprie attività o per migliorare l’aumento della capacità produttiva e il loro posizionamento strategico sul territorio. Siamo convinti che solo attraverso il rilancio delle aziende ci possa essere un futuro per i nostri giovani. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo, è l’impresa l’unica vera fonte di ricchezza, non il denaro pubblico. È l’azienda quella che crea occupazione, produzione, quindi crescita, quindi sviluppo».

Molteplici le categorie merceologiche interessate: dall’estrazione di minerali da cave e miniere alle attività manifatturiere, dalla fornitura di energia elettrica, gas, vapore, aria condizionata, acqua, reti fognarie, gestione dei rifiuti e risanamento alle costruzioni; dal commercio all’ingrosso e al dettaglio alla riparazione di autoveicoli e motocicli; dal trasporto e magazzinaggio alle attività dei servizi di alloggio e ristorazione; dai servizi di informazione e comunicazione alle attività professionali, scientifiche e tecniche; dalle agenzie di viaggio ai servizi di supporto alle imprese; e ancora sanità e assistenza sociale.
“Le piccole e medie imprese – aggiunge l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano – sono il cuore della Sicilia che produce e per questo abbiamo puntato, in termini di risorse e di lavoro, sulle misure che hanno riscontrato il maggior successo tra loro. Rinvigorire il nostro tessuto economico però non basta, abbiamo bisogno di fare di più in termini di competizione e per questo a breve metteremo in campo altre misure sull’innovazione e l’Internazionalizzazione”.

Da mercoledì prossimo, le aziende saranno convocate, a gruppi, in assessorato per la stipula delle Convenzioni, con l’obiettivo di terminare il tutto entro la festività natalizie. L’incremento occupazionale stimato, al netto dell’indotto che sicuramente fare registrare numeri consistenti vista l’iniezione di ingenti risorse che la Regione sta mettendo in campo, sarà nell’immediato di circa settecento unità. Entro febbraio l’assessorato, a fronte delle graduatorie già esitate, conta di chiudere questa prima fase con la concessione di ulteriori contributi per un ammontare di altri centoventi milioni di euro che andranno a finanziare circa 550 progetti.
Per le imprese (micro e piccole) di nuova costituzione, le tipologie di finanziamenti previsti sono due: progetti da trentamila a duecentocinquantamila euro (con importo massimo concedibile pari al 75 per cento); progetti da duecentocinquantamila a un milione di euro (max 80 per cento).

Per quelle già avviate, in coerenza con la Strategia regionale dell’innovazione per la specializzazione intelligente, dovranno essere finalizzati all’upgrade tecnologico nei settori produttivi tradizionali. In questo caso i progetti vanno da duecentocinquantamila a quattro milioni di euro (max importo concedibile 45 per cento per le piccole imprese e 35 per cento per quelle medie).

PRESENTATO A CASERTA “DIGITAL4EXPORT”

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L’Agenzia ICE, Intesa Sanpaolo e Piccola Industria Confindustria uniscono le forze per sostenere ed accompagnare le piccole e medie imprese nel processo di internazionalizzazione e di digitalizzazione, affinché possano affrontare il tema in maniera organica e lo sbocco sui mercati esteri diventi per loro un vero fattore di crescita e di sviluppo.
Questo il tema dell’incontro tenutosi stamane a Caserta, presso la sede di Confindustria Caserta, per presentare la tappa campana della seconda edizione di Digital4Export, l’iniziativa che consentirà alle aziende di piccole dimensioni di usufruire di un programma di formazione mirata che prevede 6 giornate formative, con cadenza quindicinale e possibilità di accedere a 8 ore di consulenza aggiuntiva in risposta alle esigenze specifiche delle aziende che ne faranno richiesta. Gli incontri si terranno presso la sede di Confindustria Caserta, in via Roma 17.

Secondo l’approfondimento della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, le imprese italiane che esportano sono circa 200.000, ma nel manifatturiero sono solo una su 5. Anche in futuro le esportazioni – malgrado l’apprezzamento del cambio dell’euro – saranno la leva della crescita italiana, considerato che la domanda internazionale viaggia a un ritmo del +5% annuo e vista la ripresa di alcuni paesi emergenti, come Russia, Turchia, Brasile. Gli attuali esportatori e quelli potenziali necessitano quindi di rafforzare la loro strategia utilizzando nuovi approcci digitali.
Dalla relazione sono emerse inoltre alcune tendenze strutturali del commercio estero, che caratterizzano i distretti industriali italiani negli anni compresi tra il 2008 e il 2016. In un contesto di forte crescita dell’export (+14%), le vendite si sono maggiormente concentrate sui primi 4 mercati, diversi a seconda dei settori, ma principalmente verso i grandi paesi europei; la distanza media dall’Italia dai mercati di sbocco è aumentata di 400 km ed è aumentata anche la distanza “culturale”, in quanto i paesi con la maggior crescita sono asiatici, come Cina, Hong Kong, Corea del Sud; il peso dei paesi emergenti è aumentato ulteriormente, dal 33% al 34%; alcuni paesi, tra cui Svizzera ed Emirati Arabi, si stanno aggiudicando il ruolo di hub per successive riesportazioni.

“L’attenzione e l’impegno di Intesa Sanpaolo per l’Internazionalizzazione – afferma Pietro Pelù, Direttore Commerciale Imprese Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo –  sono determinati dalla consapevolezza che le Imprese vanno accompagnate in un percorso di crescita che sappia guardare al mondo. Per questo mettiamo a disposizione, anche attraverso specifiche attivita’ formative, dei nostri Clienti, che gia’ lavorano con l’Estero o che intendono sviluppare il lavoro Estero, tutte le competenze, gli strumenti ed i riferimenti indispensabili per muoversi sui Mercati internazionali che solo una Banca come la nostra può offrire”.
“L’ICE, già da alcuni anni, ha puntato sempre di più sul digitale e focalizzato la propria attività di formazione su format innovativi e corsi di approfondimento in tema di commercio
estero rivisitati in chiave digitale – spiega Adele Massi, Dirigente Ufficio Servizi Formativi Agenzia ICE – Le imprese sono chiamate a confrontarsi in maniera globale e trasformare la propria strategia aziendale per restare competitive. Ciò è possibile solo individuando un modello di business adeguato per il mercato internazionale. Il tema delle competenze è lo scoglio più grande che le aziende devono superare per allinearsi al Piano Industria 4.0″.

“Quello che si richiede oggi alle aziende è un vero e proprio cambiamento culturale, una rivoluzione culturale che deve gestire un’evoluzione tecnologica – continua – Percorsi di formazione come Digital4Export sono strumenti a disposizione delle aziende determinanti per il successo di questo ecosistema strategico in questo nuovo processo evolutivo, graduale e incrementale. Siamo lieti quindi di portare questo prodotto altamente specializzato alle aziende campane con l’auspicio che le opportunità offerte dall’e-commerce e dal web marketing siano colte sia dalle piccole e medie imprese che dalle aziende più strutturate”.
“Per le PMI la capacità di competere nei mercati esteri è una condizione essenziale di sopravvivenza prima che di successo – ha sottolineato Renato Abate, Vice Presidente Piccola Industria Confindustria. “Le nostre piccole imprese sono da sempre dei campioni nell’export, fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo, ma per mantenere questo primato la formazione, l’internazionalizzazione e la digitalizzazione sono dei driver fondamentali. Digital4Export risponde proprio a questa esigenza, proponendosi come cassetta degli attrezzi in grado di dotare le PMI di tutti gli strumenti necessari per affrontare al meglio sia la competizione internazionale che la sfida del 4.0”.

“L’internazionalizzazione delle attività produttive delle aziende è ormai uno dei fenomeni più importanti dello sviluppo economico di diversi Paesi, Italia compresa – ha commentato Giovanni Bo, Presidente Piccola Industria Caserta. “Penso sia uno degli aspetti su cui debba puntare anche il sistema produttivo della provincia di Caserta, che ha un patrimonio invidiabile in termini di know-how. Credo fortemente nel valore di Digital4Export: siamo certi che la formazione in tema di internazionalizzazione per le PMI sia fondamentale per raccogliere le sfide globali che siamo chiamati ad affrontare come imprenditori. Sono davvero felice di questa opportunità fornita da Confindustria, ICE e Intesa Sanpaolo, che hanno deciso di lavorare attraverso una virtuosa sinergia”.

FONDI UE 2021-2027, DE LUCA “DEFINIRE ORA PROGRAMMI”

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“Questa volta dobbiamo partire per tempo, abbiamo perduto quasi due anni per rendicontare il ciclo di fondi comunitari precedenti. Adesso dobbiamo definire i programmi 2 anni prima, in modo tale che partano”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine del convegno promosso dalla Fondazione Ifel Campania, presso il Museo ferroviario nazionale di Pietrarsa, a Portici (Napoli), sulle novità del nuovo ciclo di fondi europei 2021-2017. “Dobbiamo essere bravi per impegnare fino all’ultimo euro della nuova programmazione europea – continua il governatore -. Dobbiamo fare uno sforzo particolare per il rafforzamento amministrativo soprattutto dei Comuni; questa volta l’indicazione incredibilmente arriva dall’Ue, non si spendono i soldi perchè c’è una debolezza delle macchine amministrative soprattutto comunali. Neanche a farlo apposta abbiamo varato un Piano per il lavoro che è rivolto ai Comuni, e al potenziamento della riqualificazione della pubblica amministrazione nei Comuni. Contiamo di attrezzarci nel modo migliore per poter impiegare i fondi europei”.
“Il piano di sviluppo rurale (Psr) è partito con due anni di ritardo. E poi abbiamo avuto questa croce di un decreto che si chiamava sull’accelerazione della spesa, varato l’ultimo anno e mezzo dalla precedente giunta regionale per cercare di accelerare la spesa dei fondi Ue, solo che i finanziamenti – dice De Luca – non c’erano, per cui avevamo almeno 200 Comuni che erano partiti con le gare e non avevano tutti i soldi per completare le opere. Per senso di responsabilità abbiamo impiegato 1,3 miliardi della nuova programmazione, cioè di soldi che avremmo potuto destinare in altro modo, per salvare Comuni che sarebbero andati in dissesto e imprese che sarebbero fallite. Dobbiamo evitare ovviamente questi disastri amministrativi per il futuro, per cui – conclude – dobbiamo fare due cose: dotarci di progetti esecutivi e avere una PA che corre e sia capace di capire i tempi dell’economia”.
(ITALPRESS).

VISCO “MEZZOGIORNO PARTE DEBOLE PAESE”

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“Il Mezzogiorno rappresenta ancora la parte più debole del Paese, che è cresciuta con più difficoltà negli ultimi 10 anni. Le cause alla base della lentezza nel portarsi sui livelli del resto d’Italia sono rappresentate da una disoccupazione alta, dalla difficoltà di dare lavoro e fare impresa”. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, durante una iniziativa a Napoli promossa dal quotidiano Il Mattino, aggiungendo come sia l’intero Paese “ad essere in difficoltà negli ultimi 30 anni”.

“Gli ultimi 10 anni sono stati gli anni più difficili dell’Italia unificata, dovuta alla grave crisi finanziaria globale del 2007, e la crisi del debito sovrano – ha continuato – “Dal 2014 stavamo uscendo dalla crisi, ma ora le prospettive sono in rallentamento. L’economia è più debole delle previsioni perchè c’è un rallentamento dell’economia dei Paesi emergenti e le politiche protezionistiche di Paesi come gli Usa. Da noi in Italia c’è poi l’aumento dei tassi d’interesse sul debito pubblico”, ha aggiunto.