Il vicepresidente della Giunta Regionale, Flavia Franconi ha indetto per il 26 maggio le elezioni per il rinnovo del presidente della giunta e del consiglio regionale.
“Con Decreto sottoscritto in data odierna ho indetto per il prossimo 26 maggio 2019 le elezioni per il rinnovo del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale, in coincidenza con le prossime elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia – ha dichiarato – Ho maturato tale convincimento in ragione delle motivazioni di ordine giuridico e normativo esposte nel Decreto e del parere espresso dal Professore Staiano, professore ordinario di diritto costituzionale e Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli. In una nota inviata al Ministro dell’Interno rappresento la mia disponibilità ad eventuali ulteriori interlocuzioni basate sul principio della leale collaborazione tra istituzioni. Tanto affinché, previa adozione di adeguati strumenti normativi da parte del Governo, si possa superare l’attuale normativa in modo da poter votare in data antecedente al 26/05/2019 e comunque tale da poter garantire che lo svolgimento delle elezioni avvenga con la più ampia partecipazione delle cittadine e dei cittadini e la massima tutela dei diritti all’elettorato passivo ed attivo in adesione ai principi di ragionevolezza e adeguatezza e di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini”.
BASILICATA, ELEZIONI REGIONALI IL 26 MAGGIO
CAMPANIA, PASSANO AD ANAS OLTRE 210 KM STRADE
Presso la sede del Consiglio della Regione Campania, quest’oggi 21 novembre 2018, Anas, Agenzia del Demanio, Regione Campania, Province di Napoli, Caserta, Salerno e Benevento oltre agli Enti Comunali territorialmente interessati hanno sottoscritto il verbale relativo alla ridistribuzione delle competenze di tratti di arterie stradali campane.
Nel dettaglio, l’accordo appena formalizzato – che sarà in vigore a partire da lunedì 26 novembre prossimo – conclude l’iter di rientro avviato nell’agosto 2017 con l’intesa sancita dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni per la revisione delle reti di 11 Regioni, per circa 3.500 km di strade, e proseguito con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2018.
“Lo scopo principale – si legge nella nota di Anas – è quello di garantire la continuità territoriale degli itinerari di valenza nazionale che attraversano le varie regioni, evitando la frammentazione delle competenze nella gestione delle strade e dei trasporti”.
PUGLIA, ECONOMIA CRESCE A RITMO CONTENUTO
“L’economia pugliese nei primi nove mesi del 2018 ha continuato il suo percorso di crescita a un ritmo contenuto”. Così il direttore della sede di Bari della Banca d’Italia, Pietro Sambati durante la conferenza stampa di anticipazione dei dati contenuti nel documento ‘L’economia della Puglia-aggiornamento congiunturale’, presentato nel pomeriggio a Foggia nell’Aula I del Dipartimento di Economia dell’Università. “Questo – ha ricordato Sambati – lo dicevamo già a giugno con riferimento al 2017. C’era una crescita – ha detto – che è proseguita in questi mesi del 2018. Questo andamento positivo – ha sottolineato – va qualificato con riferimento alle principali variabili: fatturato, investimenti, occupazione e redditività delle imprese”. Quanto all’occupazione, il direttore Sambati ha sottolineato che “rispetto al periodo pre crisi c’era stato un calo di 130mila occupati. Ne abbiamo recuperati 66mila – ha spiegato. Nell’anno l’occupazione ha avuto una crescita del 2,5%, ma è purtroppo un’occupazione a tempo determinato, a termine”.
“Un altro dato positivo che voglio sottolineare – ha aggiunto – è quello degli investimenti. In particolare – ha detto – il ciclo degli investimenti denota segnali di crescita nel comparto delle costruzioni. Sono ancora segnali deboli – ha precisato Sambati – che però possiamo apprezzare sia nell’edilizia residenziale, sia nei bandi delle opere pubbliche che sono aumentati di circa un terzo e che possono rappresentare il volano per la crescita della nostra economia nel breve e nel medio termine”. Sull’andamento del credito “i finanziamenti sono cresciuti. Non solo quelli alle famiglie che hanno un segno particolarmente positivo intorno al 4%, ma anche – ha detto Sambati – quelli alle imprese e alle piccole imprese che è una caratteristica peculiare della nostra regione. Sappiamo tutti che i finanziamenti da parte delle banche – ha proseguito – sono il punto di riferimento quasi obbligato per le nostre imprese in mancanza di strumenti alternativi al credito bancario. Ma il lavoro che stanno facendo – ha sottolineato – è un lavoro importante, anche perché le banche si stanno liberando da quel credito deteriorato e quindi la qualità del credito va migliorando. La pancia delle banche quindi – ha aggiunto – è composta sostanzialmente da impieghi vivi e sani, in quanto la qualità del credito migliora. Un altro dato che va sottolineato – ha proseguito – è quello della liquidità”.
“Le imprese sono liquide – ha spiegato Sambati – i depositi aumentano e aumentano in particolare i depositi delle imprese. Questo significa che abbiamo come variazione, circa un miliardo di euro di depositi soprattuto in conto corrente delle imprese che vuol dire che hanno fieno in cascina che sono pronte per la partenza. E’ chiaro che il clima generale di incertezza anche di preoccupazione e anche a volte di scarsa fiducia – ha precisato – blocca le scelte di investimento. Ma se partono – ha spiegato Sambati – la nostra economia può passare da un andamento lento, dal passo al trotto, cioè innescare quell’avanzamento di crescita nel breve e medio termine che tutti ci auspichiamo. In questo le costruzioni – ha concluso – possono rappresentare un volano per l’economia della regione, perché sono collegati a una serie di settori che possono avere un valore importante per la crescita”. Il rapporto fotografa i primi nove mesi del 2018, pertanto è possibile che nel breve termine potrebbero sorgere rischi.
“Queste attese positive per il breve e medio termine e tutte le condizioni positive che si sono create fino ad ora e che sono state sottolineate nel nostro rapporto – ha precisato Maurizio Lozzi responsabile della Divisione di Analisi e ricerca economica territoriale della sede di Bari della Banca d’Italia – ovviamente non tengono conto di eventuali shock esterni all’economia regionale, che – ha spiegato – potrebbero manifestarsi in questi mesi e che potrebbero avere effetti negativi sull’andamento dell’economia in futuro, non solo nazionale, ma in particolare di quelle delle economie più fragili come la nostra regione. I tassi di interesse – ha concluso – potrebbero essere shock negativo”. Il sondaggio, come ha spiegato Vincenzo Mariani dell’Ufficio Studi di Banca d’Italia Bari, “ha coinvolto 500 imprese pugliesi operanti nei settori dell’industria, delle costruzioni e del terzo settore”. Inoltre “nel primo semestre del 2018 le esportazioni che avevano registrato un aumento lo scorso anno, hanno invece registrato un rallentamento con una perdita di 3,8 punti percentuali”.
La crescita del settore industriale è “eterogenea e i risultati migliori sono stati registrati dal comparto alimentare. Resta moderatamente positiva la dinamica degli investimenti”, ha spiegato Mariani che ha anche esposto i dati del settore delle costruzioni contrassegnato da “una debole crescita” grazie anche “al comparto delle opere pubbliche che ha beneficiato dei bandi per appalti pubblicati nel 2017, il cui valore è cresciuto di un terzo rispetto allo scorso anno”, ha evidenziato Mariani. Dati positivi anche per l’occupazione cresciuta nel primo semestre del 2,5 per cento rispetto al primo semestre del 2017. “Aumentano del 3,2 per cento i contratti a tempo determinato”. Favorevole – secondo l’indagine – il terziario: bene il settore turistico che ha registrato un aumento di presenze anche se aumentano gli stranieri e diminuisce il turismo nazionale; il commercio invece fa registrare una flessione del numero di esercizi.
CONTE “CALABRIA TRASCURATA E SOFFERENTE”
“La mia visita in Calabria arriva con ritardo, perché avrei voluto essere qui prima. La Calabria è una regione un po’ trascurata per ragioni geografiche e di collegamenti, sia del sistema viario che ferroviario. Volevo dare testimonianza dell’attenzione dell’autorità di Governo, anche da parte del presidente del Consiglio, oltre ai ministri che sono già venuti, verso questa regione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Reggio Calabria dopo un incontro in Prefettura con i rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. “La Calabria – ha continuato Conte – è una regione molto sofferente, con grave disagio sociale. Ne siamo perfettamente consapevoli”.
“La Calabria è una regione che ovviamente non può essere solo tacciata sulla legalità, ma deve essere accompagnata nella crescita economica e nello sviluppo sociale”.
“Il dato che molto colpisce tra i tanti – ha continuato – è quello che tra il 2006 e il 2016 ben 26 mila giovani laureati hanno abbandonato questo territorio. Questo significa perdita di capitale umano. La povertà è diffusissima, una famiglia su tre può considerarsi povera. Dobbiamo lavorare tanto”.
Dopo l’incontro con i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, Conte si è soffermato davanti al palazzo del Governo dove ad attenderlo c’erano anche alcuni lavoratori intenzionati ad esporre i loro disagi. “Chiediamo fatti concreti per la città di Reggio Calabria” hanno detto avvicinandosi al presidente del Consiglio.
“Il sistema sanitario va reso molto più efficiente” ha detto il premier, parlando con i giornalisti delle problematiche calabresi trattate nella riunione con il prefetto Michele Di Bari, il presidente della Regione Mario Oliverio e il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. A una domanda sulla posizione del Commissario ad acta della sanità calabrese, Massimo Scura, Conte ha risposto: “Ci stiamo lavorando. Stiamo raccogliendo una serie di dati e cercando di elaborare programmi di sviluppo. A gennaio tornerò qui in Calabria”.
MORTI BIANCHE, CAPONE “PIÙ FORMAZIONE E CONTROLLI”
Iniziative stamane a Napoli dell’Ugl per ricordare le morti sul lavoro. In piazza Plebiscito istallate 1.029 sagome bianche, in ricordo delle vittime del 2017.
“Questa è la quarta tappa di un tour che stiamo facendo in tutta Italia e anche all’estero, siamo stati a Bruxelles, per sensibilizzare i lavoratori e le istituzioni su questo gravissimo problema: anche quest’anno purtroppo non ci siamo fatti mancare niente, nei primi otto mesi abbiamo avuto 834 morti sul lavoro, il 10% in più dell’anno scorso”, ha detto Paolo Capone, segretario generale del sindacato. “Non i può lavorare per morire, si deve lavorare per vivere. Al Governo – prosegue – chiediamo maggiore formazione, maggiori controlli, maggiore sensibilità su questo tema. Oltre agli incidenti mortali, ogni anno ci sono almeno 1 milione di infortuni che coinvolgono altrettanti lavoratori: è uno stillicidio che deve finire. Riteniamo siano due i canali principali su cui incidere: uno è la formazione dei lavoratori, per farli lavorare consapevolmente rispetto ai rischi che corrono, l’altro sono i controlli che non sono sufficienti, quelli che fanno le Asl e le istituzioni preposte”.
Capone evidenzia che “chi lavora in maniera precaria ha meno possibilità di essere formato. Se un lavoratore deve fare un’attività per una settimana o per un mese non viene coinvolto in nessun processo di formazione. Dall’altra parte – continua – c’è un altro fenomeno importantissimo che incide anche sulle ultime morti sul lavoro che ci sono state a Brescia, ma anche qui in Campania, ed è l’età troppo alta dei lavoratori: non si può come ha fatto la Fornero far lavorare le persone fino a 67 anni, perchè a quell’età non puoi salire su un’impalcatura, non puoi fare lavori gravosi, faticosi. E quindi l’età avanzata espone un lavoratore a rischi maggiori”, conclude.
ILVA, EMILIANO “SENTO PESO RESPONSABILITA'”
“Io sostengo un peso enorme sulla questione Taranto sulla quale tutti i politici che si sono confrontati hanno fatto delle figure terribili. Destra, sinistra, Pd, quelli di Sinistra e Liberta’, del M5S e sono preoccupato di non riuscire a rappresentare i tarantini. Io sono qui solo per rappresentare loro, i cittadini, non gli acciaieri o i partiti politici. Vuol dire che sono nervoso? Non lo so: io ne ho viste di tutti i colori nella mia vita, chiuso in auto blindate per anni col rischio di saltare in aria. Adesso sono molto concentrato e attento, perche’ penso di essere quel sottilissimo filo che ancora lega la comunita’ tarantina e pugliese alla fiducia nelle istituzioni”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando di Ilva oggi a Taranto al convegno internazionale “Taranto Anno Zero: Salute, Ambiente e Lavoro”.
SANITÀ DE LUCA “INTESA MILANO-NAPOLI”
“Questo gemellaggio Milano-Napoli, Cardarelli-Niguarda, ci fa onore e può rappresentare un messaggio per l’Italia di oggi: le persone perbene si possono riunire, possono lavorare insieme. Abbiamo costruito un rapporto eccellente con la Regione Lombardia, e questo gemellaggio tra due punti di eccellenza della sanità italiana, consolida questo rapporto di collaborazione e di amicizia tra Napoli e Milano”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine dell’incontro bilaterale in corso all’ospedale Cardarelli di Napoli, con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, per illustrare i primi risultati del Protocollo d’intesa con l’Ospedale Niguarda sottoscritto lo scorso giugno. “Il presidente Fontana insieme ai suoi collaboratori ha avuto modo di verificare che abbiamo qui una struttura davvero straordinaria per la qualità dei suoi medici, della sua organizzazione, delle sue tecnologie, e quindi al di là delle ricorrenti lamentazioni e stupidaggini che sentiamo circolare a Napoli e Campania le persone intelligenti ed equilibrate sanno che è in atto un lavoro straordinario di riorganizzazione, e sanno che questa è una sanità che ha delle punte di valore straordinario”.
“E poi credo – aggiunge De Luca in riferimento al suo omologo lombardo – che siamo accomunati da un metodo di lavoro fatto di concretezza, serietà, di rigore: poche chiacchiere e molti fatti. Io per esempio sono l’unico presidente di Regione che ha accettato la logica dei costi standard nella sanità. Noi dobbiamo destinare per ogni Regione la stessa quantità di risorse per ogni cittadino, sulla base di un principio di autonomia delle Regioni, di battaglie contro forme di centralizzazione che a volte riemergono da parte dei poteri centrali, e lasciando alle Regioni la responsabilità di governare i loro territori. Poi chi è capace amministrativamente presterà i suoi risultati. Chi è un somaro, un chiacchierone lamentoso, o chi è malato di pulcinellismo sarà mandato a casa”, conclude.
XYLELLA, LEZZI “30 MLN PER CONTRASTO”
“A Palazzo Chigi, durante la cabina di regia del fondo sviluppo e coesione, è stato ufficializzato il trasferimento di 30 milioni di euro da quel fondo, di mia competenza, al ministero dell’Agricoltura per il contrato al fenomeno della Xylella in Puglia”. Lo annuncia il ministro per il Sud Barbara Lezzi.
“Questi 30 milioni rappresentano una prima tranche di risorse specificamente destinate a questi interventi. A seguire, nel 2019, verranno erogati altri 70 milioni a valere sulla futura programmazione del FSC, dopo il rifinanziamento disposto con legge di Bilancio. Si tratta di un intervento certamente importante per supportare il comparto agricolo pugliese e i suoi operatori, messi in grave difficoltà dalla Xylella”.












