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Caivano, Zangrillo “Il futuro di questa terra passa dalle nuove generazioni”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Oggi a Caivano abbiamo fatto un passo fondamentale perchè se noi vogliamo pensare al futuro di questa terra e di questo territorio dobbiamo pensare alle nuove generazioni, ai bambini”. Lo dice il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, parlando con i cronisti a Caivano (Napoli) a margine della sua partecipazione alla cerimonia di insediamento del Consiglio delle bambine e dei bambini all’istituto comprensivo Milani. “E’ mio costume esprimere i sentimenti veri: io, dopo 17 mesi di incarico, oggi ho provato un’emozione fortissima che è paragonabile a quella che ho provato quando ero davanti a Mattarella a firmare il mio impegno come ministro” ammette Zangrillo.
“Abbiamo fortemente voluto – aggiunge – questo coinvolgimento dei bambini e devo dire che abbiamo trovato le istituzioni scolastiche molto sensibili e disponibili mentre i bambini erano emozionati, coinvolti, nella parte: non mi aspettavo una meraviglia del genere. Noi dobbiamo fare delle cose difficili, perchè riportare questo territorio sotto il controllo dello Stato non è una passeggiata di salute, ma queste cose le dobbiamo fare avendo a mente dei passaggi ineludibili e il coinvolgimento delle nuove generazioni è fra questi. Se noi vogliamo guardare al futuro di Caivano, dobbiamo pensare a chi tra qualche anno avrà la responsabilità di gestire, di coltivare, questo territorio e quindi è proprio dalle scuole e dai bambini che deve partire questa cultura del rispetto, dello Stato, delle regole e per me oggi abbiamo fatto un passaggio fondamentale”.
“Stiamo facendo tantissime altre cose – prosegue ancora il ministro -: abbiamo avviato il Tavolo permanente per il rilancio economico del territorio. Stiamo lavorando tantissimo per rafforzare la capacità amministrativa del Comune di Caivano, sono tutte cose importanti. Però questa è ancora più importante delle altre perchè qui stiamo proprio lavorando sulla cultura, sulle persone e lo stiamo facendo partendo dai giovani. Ho vissuto questa giornata con emozione e grande soddisfazione perchè penso che stiamo facendo i passi giusti” chiosa Zangrillo.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Decaro “Hanno fatto male i conti, Bari non piega la testa”

ROMA (ITALPRESS) – Arrabbiato, deluso, con gli occhi lucidi. Si è presentato così, alla sua città, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, dopo la notizia arrivata ieri dal ministero dell’Interno sul possibile avvio dell’iter per lo scioglimento del comune di Bari per infiltrazioni mafiose. “Un atto di guerra”, il primo cittadino ha commentato così la decisione di nominare una commissione parlamentare di accesso finalizzata a verificare una ipotesi di scioglimento del Comune di Bari. La commissione ministeriale è stata nominata per accertare le presunte infiltrazioni mafiose nel Consiglio comunale di Bari e in altre aziende municipalizzate dopo l’arresto di 130 persone in una inchiesta della Dda barese che ha svelato un presunto intreccio mafia-politica con scambio di voto alle Comunali del 2019.
In una conferenza stampa, convocata in Comune, Decaro ha prima difeso il suo operato “per me oggi è un atto di legittima difesa della nostra città, io sono sempre stato corretto da quando sono diventato sindaco di questa città, appena eletto ho messo la tessera del mio partito nel cassetto e sono stato il sindaco di tutti, la stessa cosa ho fatto all’Anci, sono stato il presidente di tutti, ho sempre garantito rispetto istituzionale ai governi che si sono succeduti in questi anni” e poi ha accusato quei parlamentari di centrodestra, in particolare d’Attis e Sisto che hanno sollecitato al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, l’intervento per lo scioglimento del consiglio comunale. “Un gruppo di parlamentari del centrodestra, dopo essere stati ricevuti dal ministro Piantedosi, ha fatto una conferenza stampa per dire che a seguito degli arresti che c’erano stati nella città di Bari era opportuno fare una ispezioni per sciogliere il comune per mafia” ha aggiunto ” se c’è anche un solo sospetto di infiltrazione della criminalità nel comune di Bari io rinuncio alla scorta, sono sotto scorta da nove anni, torno a vivere. Non posso essere contemporaneamente sindaco antimafia e avere la commissione di accesso in comune”.
Decaro ha poi ricordato che “in 10 anni di consiliatura non abbiamo mai avuto un problema giudiziario, in questi mesi abbiamo affidato gare per un miliardo di euro, non abbiamo avuto un problema di infiltrazione, di corruzione, di confusione. Sono preoccupato per la mia città, da giorni leggo dichiarazioni di esponenti del centrodestra, ho letto post alla Savastano di gomorra con scritto ‘andiamo a riprenderci la città’, ma la città è dei baresi, non è di nessuno, cosa volete riprendervi, la città è dei baresi che sudano, che lavorano”. Per il sindaco di Bari il problema è che c’è gente che invece di ringraziare i baresi e la città, la vuole affossare, non vogliono una città bella che cresce, tanto a loro che gli frega prendono i soldi da parlamentari. Sto ricevendo testimonianze di affetto da tutta Italia, non ho voluto nessuno vicino a me oggi, voglio stare solo qui credo di avere il dovere di difendere la mia città, me stesso, ho servito 10 anni con onore questa città, l ho fatto con disciplina, onore, non ho mai piegato la testa, sono sempre stato rispettoso delle istituzioni”.
Decaro avverte: “hanno fatto male i conti, tutto quello che state facendo alla città vi si ritorcerà contro, i baresi non perdono. Non ho avuto paura dei boss di questa città, figuratevi se devo avere paura dei parlamentari, mi rimetto la fascia da sindaco, sono un uomo delle istituzioni, aspetterò con serenità la commissione. Bari è una città che ha 14 clan mafiosi ma soprattutto che resiste alla criminalità organizzata, non piega la testa, dobbiamo essere orgogliosi dei baresi per bene che sono molti,molti di più dei criminali”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Campania, De Luca “Miracoli per garantire prospettive lavoratori Fos”

BATTIPAGLIA (SALERNO) (ITALPRESS) – “Ho incontrato una delegazione della Fos Prysmian di Battipaglia e ho ribadito il nostro impegno a garantire una prospettiva di lavoro allo stabilimento, oltre a tutte le misure di protezione sociale nella fase di transizione. Come Regione Campania siamo pronti a mettere in campo incentivi e agevolazioni per le imprese che investono e riassumono”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Ovviamente – aggiunge – tocca al Governo nazionale intervenire sulla situazione generale, evitando in primo luogo di ripetere gli errori fatti in passato, quando nel fare le gare per l’acquisto dei cavi e delle fibre non sono stati introdotti criteri per tutelare la qualità della produzione delle nostre imprese. Torneremo ad insistere col ministro Urso affinchè sostenga l’ingresso di importanti aziende del settore dei cavi interessate ad investire per difendere e creare lavoro. Questa è la nostra priorità” sostiene De Luca che poco prima aveva affrontato lo stesso tema parlando con i giornalisti a margine dell’inaugurazione, sempre a Battipaglia (Salerno), del nuovo Centro Polifunzionale per i Servizi alla Famiglia, realizzato grazie agli investimenti del Fesr Regione Campania.
“I lavoratori della Fos Prysmian – aveva detto il presidente della Campania – non resteranno a piedi: cercheremo di fare miracoli per garantire una prospettiva di lavoro, al di là degli ammortizzatori sociali che scatteranno in caso di interruzione dell’attività”. Un’idea potrebbe essere proprio quella di “dare incentivi alle imprese che decidono di assorbire la manodopera che perde il lavoro Fos”. “Ci dispiace perchè c’era la possibilità di garantire una prospettiva di lavoro anche alla Fos ma avremmo dovuto essere molto più intelligenti come Governo nazionale. In ogni caso guardiamo avanti, guardiamo al futuro: stiamo lavorando, l’obiettivo è dare lavoro ai nostri giovani e impedire il flusso di emigrazione dal Sud al Nord” conclude De Luca.

– Foto: xc9/Italpress –

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Droga e cellulari in carcere, 30 misure cautelari a Napoli

NAPOLI (ITALPRESS) – Telefoni e droga introdotti in carcere. E’ quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria che, a Napoli, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, stanno eseguendo due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 30 persone. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsioni, traffico di stupefacenti, detenzione di armi da fuoco e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Vasta operazione antimafia nel barese, 56 misure cautelari

BARI (ITALPRESS) – Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, del 6° Nucleo Elicotteri e del Nucleo cinofili di Modugno, a conclusione di un’ampia indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 56 indagati, ritenuti appartenenti a un sodalizio criminale di tipo mafioso-camorristico operante nella città metropolitana e nella provincia barese, dedito perlopiù al traffico di sostanze stupefacenti con modalità mafiose. Nel corso dell’attività investigativa, dal 2017 al 2020, sono già stati sequestrati circa 80 kg di hashish, 7 kg di cocaina e 2 kg di marijuana nonchè arrestate numerose persone tra acquirenti e corrieri ed individuati diversi luoghi di stoccaggio del narcotraffico.
Gli arresti sono in corso contestualmente in diverse località delle regioni Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia ed Abruzzo.

foto: screenshot video Carabibieri

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Napoli, giovani fidanzati trovati morti in un box a Secondigliano

NAPOLI (ITALPRESS) – Due cadaveri sono stati rinvenuti a Napoli. I carabinieri della stazione di Secondigliano sono intervenuti in un box in via Prima traversa fosso del Lupo per il ritrovamento di due persone, sarebbe una coppia di giovani fidanzati. Potrebbero essere morti per le esalazioni sprigionate dall’auto sulla quale si erano appartati. Indagini in corso.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Acqua pubblica, Emiliano “Giornata storica per la Puglia”

BARI (ITALPRESS) – “La natura pubblica del bene acqua si rafforza con una gestione egualmente pubblica: la ultracentenaria storia sociale, economica e industriale legata alla gestione dell’acqua si conferma nel pieno controllo dei cittadini pugliesi attraverso la partecipazione, nel capitale di Acquedotto Pugliese, della Regione Puglia e di tutti i Comuni pugliesi”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
“Oggi è una grande giornata – dichiara – perchè il Consiglio regionale della Puglia ha approvato una legge che consentirà all’acqua pugliese di rimanere pubblica. Due volte pubblica. Innanzitutto perchè l’acqua è di tutti. Noi pugliesi che l’andiamo a prendere dall’altra parte delle montagne, in parte la paghiamo ai nostri fratelli della Campania e della Basilicata, siamo ovviamente grati per questo dono. Pubblica perchè distribuita da Acquedotto Pugliese che sarà alleato dei comuni di tutta la Puglia. Quindi acqua garantita a prezzi assolutamente bassi, tra i più bassi d’Italia, nonostante l’impiego dell’energia e degli impianti che servono per trasportarla qui in Puglia. Grazie a quei pugliesi straordinari che fondarono l’Acquedotto Pugliese oltre un secolo fa. Grazie al Consiglio regionale della Puglia per avere votato questa legge, e grazie soprattutto a tutti gli uomini e le donne dell’Acquedotto Pugliese che ci hanno aiutato a scrivere questa pagina di storia”.
“Una tappa storica con cui proteggiamo una grande realtà industriale di livello europeo come Acquedotto Pugliese, il suo know how, gli investimenti che sta realizzando per rimodernare la rete idrica e fognaria più grande d’Europa e per tutelare il nostro mare potenziando i depuratori, il valore dell’acqua bene pubblico confermato da oltre 26 milioni di italiani nel referendum popolare del 2011.l”, aggiunge l’assessore regionale alla Risorse Idriche, Raffaele Piemontese, che ha guidato dai banchi del governo il denso dibattito che ha portato, stamattina, all’approvazione della legge regionale “Disposizioni per la gestione unitaria ed efficiente delle funzioni afferenti al Servizio Idrico Integrato”.
L’Autorità Idrica Pugliese, soggetto rappresentativo dei Comuni pugliesi per il governo pubblico dell’acqua, potrà affidare la gestione dei servizi idrici alla società pubblica AQP. La legge approvata oggi dal Consiglio regionale pugliese è stata definita “storica” in diversi momenti del dibattito. L’assessore Piemontese, nell’esortare a completare il procedimento legislativo, ha richiamato la necessità di affrontare tempestivamente la situazione che si determinerà alla scadenza della concessione per legge della gestione del Servizio Idrico Integrato in capo ad Acquedotto Pugliese SpA, prevista per il 31 dicembre 2025 e ormai improcrastinabile. Una concessione che dura da oltre cento anni e rappresenta un unicum nel panorama quanto meno nazionale, legato evidentemente alla scarsità atavica della risorsa “acqua” che da sempre affligge i territori e la popolazione pugliese.
In particolare, l’articolato normativo proposto pone l’importante e condiviso tema della necessità della cessione ai Comuni di una parte delle azioni di AQP, attualmente detenute al 100% dalla Regione Puglia, per predisporre le condizioni affinchè l’AIP possa scegliere la soluzione migliore nell’esclusivo interesse dei cittadini pugliesi, compresa quella dell’affidamento a società in house partecipata, appunto, dagli enti locali, preservando la totale natura pubblica della gestione dei sevizi idrici.
– foto ufficio stampa Regione Puglia –
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Nel 2023 in Puglia + 26 mila occupati ed export in crescita

BARI (ITALPRESS) – La Puglia continua a crescere anche nel 2023. Con 26mila occupati in più rispetto al 2022 e con un valore dell’export pari 10,155 miliardi di euro, conferma ancora una volta il suo dinamismo. Ad attestarlo è l’Istat negli ultimi report pubblicati e nell’aggiornamento della banca dati.
Questi numeri si aggiungono alla performance eccellente del 2022. Gli occupati, pari in quell’anno a 1,267 milioni, diventano 1,293 milioni nel 2023. Il tasso di occupazione sale al 50,7% mettendo a segno un aumento nell’anno del’1,3% rispetto al 2022 e del 4,4% rispetto al 2019, prima di pandemia, guerre e caro energia. Un valore, quello della Puglia, significativo anche nel panorama del Mezzogiorno nel quale il tasso di occupazione 2023, sebbene in crescita in confronto all’anno precedente, non supera il 48,2%. In riduzione anche il tasso di disoccupazione pugliese (di 0,5 rispetto al 2022 e di 3,3 punti rispetto al 2019) che si attesta all’11,6% contro il 14% del Mezzogiorno e segnali confortanti per gli inattivi che si riducono di 24mila unità nell’anno 2023 rispetto al precedente, abbassando il relativo tasso di 1,2 punti percentuali. Un segnale di dinamismo importante (gli inattivi non sono occupati e non cercano lavoro), che migliora rispetto al 2019 di ben 2,9 punti percentuali.
Svetta ancora nel panorama nazionale il caso della città di Bari che, tra i grandi comuni esaminati dall’Istat, con i suoi 118mila occupati, si colloca al primo posto nel Mezzogiorno e al nono posto in Italia con un tasso di occupazione del 57,5%, che, nel 2023, sale di 2,8 punti percentuali rispetto al 2022 e di 4,2 in rapporto al 2019. Numeri positivi anche per le esportazioni pugliesi. La crescita sostenuta degli ultimi tre mesi del 2023 ha recuperato il calo dei trimestri precedenti, portando ad un aumento nell’anno di 1,4 punti percentuali. In termini assoluti, la performance della Puglia sui mercati esteri vale 10,155 miliardi di euro contro i 10,014 miliardi del 2022. La Puglia è la terza regione del Mezzogiorno, dopo Campania e Sicilia, per valore complessivo delle esportazioni.
“La tenuta della Puglia, che ha resistito a pandemia, guerre, caro energia, dopo aver superato anche una crisi finanziaria globale – ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – è la risposta di un intero sistema al lavoro. Ci sono state le nostre politiche industriali, ma c’è stata anche la risposta delle imprese, il contributo del partenariato, del mondo delle professioni, del contesto bancario e finanziario, il talento dei giovani e il sistema della ricerca che ha collaborato attivamente per l’innovazione di processo e di prodotto. Vedere la crescita dell’occupazione e la tenuta della Puglia sui mercati esteri proprio in questi anni, è stupefacente. Il merito principale delle nostre politiche è aver messo insieme le forze, spingendole a collaborare. Questi numeri ci incoraggiano a continuare su questa strada”.
“In un contesto difficile come quello che stiamo vivendo a livello globale – ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci – la crescita della Puglia, che continua nonostante tutto, rappresenta per noi un segnale positivo. Promuove le politiche adottate, ma non è il nostro traguardo. E’ uno stimolo ad intensificare il lavoro per fare meglio. Vogliamo riportare a casa i giovani che sono andati via, offrendo loro una buona occupazione nelle imprese che stiamo contribuendo a far crescere soprattutto nell’innovazione; vogliamo continuare ad attrarre investimenti esteri e di altre regioni italiane, a consolidare e ad intensificare la competitività della Puglia sui mercati internazionali. Il lavoro fatto fino ad oggi ha contribuito a far crescere le esportazioni che, dopo aver superato i 10 miliardi di euro, continuano a crescere, sorpassando del 13,3% il valore pre-pandemia del 2019. Ed ha contribuito a generare 41mila 600 posti di lavoro in più prodotti solo con gli strumenti di agevolazione del ciclo 2014-2020 gestiti da Puglia Sviluppo. Oggi guardiamo alla nuova programmazione con sei avvisi già attivi che hanno una dotazione solo iniziale e complessiva di 260 milioni di euro. L’auspicio è moltiplicare questi numeri in termini di investimenti generati e ricadute sul territorio”.
Tra i settori che crescono maggiormente sui mercati esteri si annoverano i prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (+229,4%); i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+15,7%); la carta e prodotti di carta, prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati (+8,4%); i computer e gli apparecchi elettronici e ottici (+6%); le macchine ed apparecchi (+14,3%); i mezzi di trasporto (+6,8%); gli autoveicoli (+16,6%). Da sottolineare inoltre la crescita sostenuta della Puglia in particolare nei Paesi extra UE: +21,9%; In aumento anche il valore delle esportazioni nei Paesi UE: +10%.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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