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Meloni “Alla Basilicata 945 milioni, infrastrutture sono priorità”

POTENZA (ITALPRESS) – “Abbiamo 945 milioni per la Regione Basilicata”, la 17esima “a firmare questo Accordo di coesione, 83 erano già stati anticipati nel 2021. Sono risorse imponenti che servono a finanziare diversi progetti e linee di azione e che complessivamente riusciranno ad attivare investimenti per circa 970 milioni di euro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra il Governo e la Regione Basilicata. “La grande sfida è quella delle infrastrutture, lo strumento che definisce la possibilità di competere ad armi pari: non immagino un Mezzogiorno d’Italia dove fare assistenza, immagino un Mezzogiorno” che vuole “le stesse opportunità degli altri”. Sulle infrastrutture c’è “la parte più significativa in termini di risorse che vengono investite: ci sono complessivamente 200 milioni di euro sulla messa in sicurezza del sistema viario lucano, ma c’è anche il trasporto ferroviario.
Tra i progetti finanziati c’è l’ammodernamento e l’ampliamento della rete ferroviaria interna alla zona industriale di Ferrandina, per dotare il polo strategico di un collegamento con la rete RFI. Ci sono le risorse per l’acquisto di due nuovi treni a trazione elettrica per il trasporto passeggeri e l’introduzione del sistema di bigliettazione elettronica nel trasporto pubblico locale. C’è il trasporto aereo: prevediamo in particolare un progetto di elisuperficie per il trasporto di persone e di merci attraverso elicotteri e droni, soprattutto per rendere più facilmente raggiungibili le aree industriali, perchè la velocità nell’industria e nella produzione fa la differenza”.
Vale poi “circa 140 milioni di euro il capitolo che viene destinato alle politiche ambientali”, a un “pacchetto molto articolato di interventi: tra questi l’efficientamento del sistema idrico regionale regionale, il completamento dell’impiantistica dei rifiuti, la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico” che “di solito finisce tra le ultime priorità, però i politici che hanno una coscienza i soldi su questo ce li devono mettere, perchè poi non saprai mai se hai salvato la vita a qualcuno, ma almeno ci hai provato”. Inoltre “c’è un capitolo dedicato alla riqualificazione urbana e agli interventi sugli immobili di proprietà pubblica, su cui complessivamente investiamo circa 135 milioni di euro”. Per i giovani e il diritto allo studio del resto sarà realizzato “uno studentato a Potenza per accogliere gli studenti fuorisede: vogliamo che la Basilicata sia sempre più attrattiva, anche al di fuori dei suoi confini”. Per lo sport, c’è “un piano sulle strutture sportive pubbliche che permetterà di dotare Potenza di un centro federale del nuoto ad alta specializzazione”.
Guardando allo scenario nazionale e internazionale, “nonostante la situazione molto complessa che l’Italia e tutta la comunità internazionale stanno affrontando, la nostra economia sta dando dei segnali che sono molto incoraggianti: ci sono dati belli, positivi che ci spingono a continuare a fare meglio, che ci dicono che c’è voglia di fare e di superare questa una fase difficile. Lo vediamo con i dati sull’occupazione: abbiamo attualmente record di occupazione, record di numero di occupati, record di contratti stabili, record di lavoro femminile: una grande sfida in rapporto alla natalità”. Sul Pnrr “le cose stanno andando molto bene e ringrazio tutti i livelli istituzionali perchè o si lavora tutti insieme o non si riesce a mettere a terra con velocità tutti gli obiettivi” del Piano. “Abbiamo rivisto il Pnrr non solo per modificare alcune priorità, ma anche per mettere in sicurezza alcuni provvedimenti che, con le tempistiche molto stringenti del Piano, si rischiava di perdere” i finanziamenti. Con la rimodulazione del Pnrr “abbiamo liberato 21 miliardi di euro, dei quali 12 vanno alle imprese”, perchè “non è lo Stato che crea ricchezza” o “abolisce la povertà per decreto: sono le aziende con i loro lavoratori che producono ricchezza”. Lo Stato deve “mettere le aziende con i loro lavoratori nella condizione di produrre ricchezza al meglio”, ha sottolineato. “Una dinamica molto interessante riguarda i titoli di Stato italiani: l’ultima volta che noi abbiamo piazzato dei titoli di stato sul mercato estero c’erano disponibili 10 miliardi di euro.
Sono arrivate richieste per 155 miliardi di euro. Oggi l’Italia è una nazione sulla quale gli altri vogliono investire. Chiaramente non sto dicendo che va tutto bene”, ma “ci sono delle scintille”.
Anche i BTP Valore dedicati ai piccoli risparmiatori italiani “in tre emissioni hanno raccolto 53 miliardi di euro: è molto bello in primo luogo perchè è uno strumento che a noi di mettere a disposizione dei risparmiatori italiani uno strumento nel quale mettere al sicuro i loro risparmi, ma anche di rimettere più parte possibile del debito pubblico italiano” nelle nostre mani perchè così “siamo padroni del nostro destino”.
Sull’inflazione, “l’Italia oggi è tra le nazioni del G7 che ha il tasso di inflazione più basso: dobbiamo continuare a correre e a lavorare bene, dobbiamo continuare a farlo tutti insieme. Questa nazione deve avere la forza la capacità di marciare tutta nella stessa direzione, perchè davvero possiamo costruire qualcosa di molto diverso da quello a cui pensiamo di essere abituati”. Chiaramente, ha sottolineato, “bisogna concentrare le proprie risorse sulle cose importanti”, ovvero “sulle imprese”, ma anche “sull’agricoltura: il nostro comparto agricolo era in forte difficoltà, conosciamo il contesto nel quale gli agricoltori operano”, tra “costi di produzione che aumentano e prezzi di vendita che diminuiscono, con scelte che sono state fatte a livello europeo che in alcuni casi hanno pensato che la transizione verde si dovesse fare proprio contro gli agricoltori, che è una follia perchè chi pensa di poter difendere l’ambiente senza chi difende l’ambiente (perchè da quello trae il suo profitto) semplicemente non sa di che cosa sta parlando”, ha ribadito. Nell’ultimo Consiglio Europeo “ho chiesto un dibattito proprio sul sostegno al mondo agricolo” e “la commissione nelle conclusioni del Consiglio ha riportato alcune cose molto importanti in tema di revisione della politica agricola comune, di sburocratizzazione e di sostegno alle filiere. Siamo riusciti a fare inserire anche il riferimento alla possibilità che la Commissione Europea proroghi il regime degli aiuti di Stato in agricoltura che altrimenti scadrebbe adesso a fine giugno”, ha aggiunto Meloni. “Quando si portano posizioni sostenibili e credibili e si cerca di dialogare seriamente con gli altri, alla fine dei risultati arrivano”.

– Foto: xc2/Italpress –

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Latronico “Tutela della Biodiversità obiettivo strategico della Basilicata”

POTENZA (ITALPRESS) – La giunta Bardi dà avvio alla nuova programmazione comunitaria nel campo della tutela della biodiversità. E’ quanto fa sapere l’assessore all’Ambiente, Energia e Territorio della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, che annuncia “una procedura negoziale per la selezione di operazioni finalizzate alla tutela della biodiversità nelle aree naturali protette e siti Natura 2000”. “La misura approvata – continua Latronico- si innesta su una più ampia strategia regionale per la tutela della biodiversità che ha visto il recente riconoscimento di altri 6 siti di Interesse comunitario, l’approvazione del quadro delle Azioni Prioritarie per Natura 2000 (PAF) e infine la redazione del progetto della Rete ecologica regionale all’interno del Piano paesaggistico approvato in Giunta nei mesi scorsi. Tutte azioni tese a tutelare il grande patrimonio naturale, riconosciuto a livello europeo, di cui la Basilicata è ricca che abbiamo il dovere di preservare”. “Si darà avvio – precisa l’assessore regionale – ad una procedura negoziale concertata con i 5 Enti Parco presenti in Basilicata, 2 nazionali e 3 regionali, da concludersi nel tempo massimo di 90 giorni dalla data di approvazione della delibera. Si prevede un primo stanziamento di 9 milioni di euro, in coerenza con l’Obiettivo Specifico 2.7 del PR Basilicata FESR FSE+ 2021/2027 – Azione 3.2.7.A con particolare riferimento al mantenimento e ripristino di un buono stato di conservazione di habitat e specie nel quadro della conservazione e tutela in ogni sito Rete Natura 2000, al fine di garantire sia il raggiungimento degli obiettivi di tutela di cui alle Direttive 92/43/CEE e 147/09/CE, che una maggiore resilienza degli stessi rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici, incluse le attività di sostegno alla fauna selvatica in difficoltà, chè potrà vedere Parchi finanziare strutture idonee (CRAS Centri Recupero Animali Selvatici) per la cura e la tutela degli animali feriti”.
– foto ufficio stampa Latronico –
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Regione e AReT presentano a Milano i dati dei Cammini di Puglia

BARI (ITALPRESS) – Dal 22 al 24 marzo, a Milano, la Regione Puglia, con l’Assessorato al Turismo e l’Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione, sono stati presenti con uno stand istituzionale alla Fiera “Fà la cosa giusta!”, realtà tra le più rappresentative in Italia per il settore del turismo lento e consapevole. Nel corso della tre giorni i funzionari delle istituzioni hanno raccontato al numeroso e appassionato pubblico della manifestazione meneghina i cammini, i percorsi ciclabili, gli itinerari culturali e religiosi, i Borghi e le eccellenze enogastronomiche pugliesi. Ad animare lo stand, sempre popolato di già fidelizzati e di futuri visitatori della Puglia, c’erano anche decine di operatori del settore che si sono avvicendati sui punti informativi e nelle presentazioni dei loro progetti. Tra i rappresentanti dei cammini riconosciuti erano presenti: la Via Francigena, il Cammino di Don Tonino Bello, il Cammino del Salento, il Cammino Materano, la Rotta dei Due Mari e il Cammino della Pace, mentre referenti di attività sostenibili sono stati quelli della Riserva Naturale di Torre Guaceto, Mamamma – Laboratori e Design per Bambini, SlowActiveTours, Naturalmente a Sud e MoVeng.
Domenica 24 marzo, a chiudere la serie d’incontri ufficiali, sulla “Piazza Grandi Cammini”, dell’Allianz Milano Convention Centre, si è tenuta la conferenza avente per tema “La Puglia verso il Giubileo. Presentazione dati Cammini di Puglia 2023 e progetti 2024”. Prendendo in esame esclusivamente il campione di escursionisti che hanno richiesto il passaporto del viandante ai gestori dei Cammini è emerso che nel 2023 c’è stato un incremento incoming pari al +44,83%, considerato che non tutti i turisti effettuano la registrazione della loro presenza lungo i percorsi tracciati, il già rilevante dato è da considerarsi sottostimato. Interessante è sottolineare come gli investimenti della Regione Puglia e AReT Pugliapromozione, pari a 863mila euro, impiegati per l’infrastrutturazione dei cammini, azioni di comunicazione e presenza nelle fiere di settore, abbiano portato, con gli oltre 63mila pernotti rilevati, una ricaduta sul territorio pari a 4,44 volte le risorse impiegate, ovvero più di 3,8 milioni di euro. Rapportandosi alla questione della sottostima dei camminatori totali, valutando i passaggi dei camminatori indipendenti sulle singole tappe, quest’ultima cifra si potrebbe attestare a più di 5,3 milioni di euro (1 a 6,22 volte gli investimenti iniziali).
A trainare la crescita dei Cammini di Puglia sono il Cammino Materano, con la Via Peuceta e la Via Ellenica, il Cammino del Salento e la Rotta dei Due Mari, buoni anche i risultati della Via Francigena, del Cammino di Don Tonino Bello e del Cammino della Pace.
Durante la conferenza è stato presentato anche un report in merito ad altri aspetti utili all’analisi di mercato di questo settore in rapida ascesa, in Italia, nel Meridione e non da meno nella Regione Puglia: le donne che camminano sono il 58,02%, rispetto al 41,98% degli uomini; il 79% del totale (il campione di riferimento qui è di 7032 persone) sono in età da lavoro, solo il 6,76% è studente o pensionato; la fascia d’età tra i 50 e 70 anni è il 45,55%, quella fra i 30 e 40 il 33,53%; primi sono i lombardi, secondi i veneti, quarti i piemontesi, terzi, per numero di registrati, per un orgoglioso turismo di prossimità, proprio i pugliesi; 56,4% dal nord, il 26,01% dal centro ed il restante dal sud; al 4,8% si attesta l’internazionalizzazione, con in testa, in ordine decrescente, Francia, Svizzera, Stati Uniti d’America, Spagna, Germania, Belgio e Australia; il 64% del campione adduce alla motivazione del proprio viaggio ragioni culturali e naturalistico ambientali; 79,81% si sposta in coppia o in gruppo; rimarcando l’importanza del fattore destagionalizzante dei cammini, ma anche del cicloturismo, a fronte delle possibilità concesse dai fattori climatici, picchi di visitatori di notano ad aprile, maggio, settembre e ottobre, in primavera ed autunno.
In prospettiva per questo 2024, infine, durante il momento d’incontro fra i referenti della Regione Puglia, gli organi di stampa intervenuti, gli operatori e fruitori dei cammini e ogni altra realtà sostenibile del segmento di turismo lento e consapevole in Puglia, si è parlato dei lavori di infrastrutturazione in corso sulla Via Francigena e della realizzazione delle rete dei POP, Pubblici Ostelli di Puglia, questi ultimi sovvenzionati con i fondi del progetto di cooperazione Italia-Grecia denominato The Rout_Net.
Nota a latere, non di minore importanza fatto presente il potenziale impatto promozionale, da quest’anno tutti i Cammini di Puglia sono stati dotati di produzioni audiovisive, un docufilm da 20 minuti ed una clip da un minuto per le pubblicazioni sui social network, che sono state proiettate ininterrottamente sui grandi schermi dello stand istituzionale.
A commentare il grande successo di questo segmento di settore turistico, diventato così influente, le parole dell’Assessore al Turismo, Sviluppo e Impresa turistica, Gianfranco Lopane: “Risultati straordinari quelli presentati durante la partecipazione della Regione Puglia alla Fiera ‘Fà la cosa giusta!’ a Milano. L’entusiasmo e l’interesse riscontrati nei confronti del nostro stand, quindi dei nostri cammini, percorsi ciclabili, itinerari culturali e eccellenze enogastronomiche, sono un segno tangibile dalla crescente attrattività della nostra regione in ambito di turismo lento e sostenibile. L’incremento nel numero di escursionisti nel 2023, con una crescita del 44,83% delle credenziali registrate, unitamente ai ritorni economici pari a oltre 4 volte le risorse che abbiamo impiegato, certificano che abbiamo intrapreso un percorso positivo e virtuoso. I progetti in corso sulla Via Francigena e la realizzazione della rete dei Pubblici Ostelli di Puglia sono il segno di un impegno tangibile e costante per migliorare e diversificare l’offerta turistica della regione in collaborazione con gli operatori del settore. Il 2024 sarà un anno importante per affrontare le criticità, ma anche per portare ulteriori benefici alle comunità pugliesì.
Il Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura, Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, Aldo Patruno, ha affermato: “Abbiamo puntato sulle strategie legate al settore del turismo lento, certi che questo impegno avrebbe portato i suoi frutti. Oggi con la pubblicazione del report dei dati del 2023 siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti. I Cammini di Puglia, rappresentano, insieme alla crescente rete delle ciclovie, un cardine delle politiche dell’offerta turistica, fondamentale per far conoscere in maniera consapevole la nostra regione e tutte le eccellenze. Un lavoro, quello legato alla qualificazione e promozione dei cammini, che è in continua evoluzione: in atto sono le azioni per l’infrastrutturazione della Via Francigena nel Sud; abbiamo inaugurato di recente due ostelli, a Minervino di Lecce e Brindisi, quasi pronti al taglio del nastro sono quelli di Monte Sant’Angelo e Ruvo di Puglia, molti altri si aggiungeranno a questi con il progetto di cooperazione The Rout_Net; intensa è l’attività per la comunicazione del prodotto con la diffusione dei nuovi audiovisivi sui canali social, operazione che sta raccogliendo riscontri positivi. Ancora tanta è la Strada da fare, la Regione Puglia s’impegna a continuare ad investire in questo settore, convinti dell’importanza strategica delle aree internè.
Il Direttore Generale dell’Agenzia Regionale del Turismo, Luca Scandale, ha aggiunto: “Il turismo lento, con i cammini ed i percorsi ciclabili, abbinati delle realtà sostenibili e virtuose, rappresenta un segmento sempre più importante e di riferimento per il tema della destagionalizzazione e dell’internazionalizzazione. L’AReT, al fianco della Regione Puglia, continuerà a promuovere questo settore al fine di soddisfare la sempre crescente voglia di esperienze outdoor dei turistì.
– foto ufficio stampa Dipartimento Turismo – Regione Puglia –
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Bardi “La Basilicata è in una condizione migliore di quella ereditata”

POTENZA (ITALPRESS) – “La mia ricandidatura è innanzitutto il frutto della determinazione oltre che della considerazione, per la mia persona ed il mio operato, del nostro segretario nazionale Antonio Tajani, che ha ritenuto sin dall’inizio la mia riconferma, quale esponente di Forza Italia, un obiettivo strategico per l’immagine del partito nel Mezzogiorno d’Italia e non solo. Un risultato frutto altresì di un lavoro conseguente e paziente portato avanti dagli amici Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, oltre che dal sostegno della nostra coordinatrice Casellati. A tutti loro intendo esprimere la mia gratitudine, così come alle altre forze politiche FdI, Lega, Noi Moderati, CCD, che hanno condiviso questa scelta”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, candidato alle prossime regionali, nel corso della presentazione delle liste dei candidati di Fi alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha partecipato insieme al presidente azzurro della Camera Maurizio Gasparri e alla segretaria regionale di Fi, Maria Elisabetta Casellati.
“Gratitudine – ha aggiunto – per avere apprezzato l’impegno di questi anni, i provvedimenti più significativi, indicativi di una concreta svolta che abbiamo cercato di imprimere alle politiche regionali. Alludo alle politiche sull’energia e sulla risorsa idrica innanzitutto; alle politiche a favore delle imprese e dell’occupazione, per le famiglie, ed più in generale alla visione decennale che ci siamo dati con l’approvazione del Piano strategico regionale. Un lavoro sostenuto convintamente dai consiglieri regionali di Forza Italia, Bellettieri, Cupparo, Piro, e dagli altri consiglieri di maggioranza tra cui Aliandro(oggi nelle nostre fila)”.
“La mia disponibilità a ripropormi – ha sottolineato Bardi – si basa sulla consapevolezza del lavoro intrapreso e sulla necessità di continuare a tradurre in fatti il disegno posto in essere subito dopo la complicata fase della pandemia, che pure abbiamo affrontato con determinazione e risultati soddisfacenti. Se non fossi innamorato della mia terra e desideroso di dare un contributo sostanziale al miglioramento delle condizioni di vita delle nostre comunità, convinto che insieme possiamo farlo, non sarei oggi qui. Mi piace la gente semplice, operosa, paziente, intraprendente, poco dedita al chiacchiericcio, che desidera un futuro migliore per se e per i propri figli; mi sento vicino ai giovani che chiedono una Basilicata più libera, aperta, in grado di dare le opportunità che loro desiderano; è questo popolo sobrio, concreto, che voglio rappresentare e che mi fa sentire orgoglioso di essere lucano. Se c’è una cosa su cui non abbiamo brillato in questi anni è stata nella capacità di comunicare adeguatamente il lavoro svolto. Un lavoro che aridi ma significativi ed imparziali numeri forniti da fonti terze, Istat e Svimez, indicano i risultati raggiunti. E’ su questa base che si è soliti giudicare l’operato di un governo. I dati sull’occupazione ci dicono che prima del nostro governo glioccupati erano 188 mila occupati, a fine 2023,ultimo dato disponibile, sono 194 mila gli occupati, con un significativo incremento di quelli a tempo pieno. La disoccupazione, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, è al 7,3%, inferiore al valore medio del Mezzogiorno (10,8%); il Prodotto interno lordo è cresciuto del 3 per cento; il Pil pro-capite è passato da 22 e 700 euro ad oltre 24 mila euro; si tratta di valori tutti superiori a quelli medi meridionali. La Basilicata è in una condizione migliore di quella che abbiamo ereditato: questi sono fatti non parole. Altro che condizione disastrosa, come una sinistra rancorosa e rissosa va raccontando”.
– foto xc2 Italpress –
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Campania, De Luca “Quarta linea termovalorizzatore Acerra non si farà”

NAPOLI (ITALPRESS) – La quarta linea del termovalorizzatore di Acerra non si farà. Ad annunciarlo è il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del suo consueto appuntamento con la diretta Facebook del venerdì pomeriggio: “Avevamo avuto una discussione nei mesi scorsi sulla realizzazione di una quarta linea nell’impianto di Acerra che derivava da un ragionamento di questo tipo – spiega il governatore -: l’impianto di Acerra è attivo da 15 anni e il problema della manutenzione comincia a diventare urgente. Quando si fa la manutenzione si blocca una linea e se blocchi una linea hai il problema di smaltire centomila tonnellate di rifiuti in un anno che non riesci a lavorare lì: la quarta linea non si aggiungeva alle altre tre, era una linea di riserva che si attivava quando si chiudeva un’altra linea per i lavori di manutenzione”.
“Quello di Acerra – prosegue De Luca – è un territorio massacrato in questi anni da decine di impianti di trasformazione dei rifiuti e dunque vi era una particolare sensibilità da parte della popolazione e un elemento di sfiducia. Quindi abbiamo approfondito il ragionamento e, siccome dovremo fare entro l’anno la gara per scegliere il nuovo gestore dell’impianto di termovalorizzazione, abbiamo individuato questa soluzione: nel capitolato di gara mettiamo un vincolo, chi si aggiudica la gestione dell’impianto per i prossimi vent’anni deve impegnarsi a portare fuori regione le centomila tonnellate di rifiuti che rimangono per terra quando si fa la manutenzione. Abbiamo verificato – conclude De Luca – che questa ipotesi ha ovviamente qualche costo in più per la Regione però abbiamo ritenuto che fosse giusto, anche come atto di rispetto per la popolazione di Acerra, bloccare definitivamente l’ipotesi della quarta linea”.

– Foto: xc9/Italpress
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Imprese, il Sud batte il Centro-Nord nella bioeconomia

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ROMA (ITALPRESS) – Il Mezzogiorno vince la sfida con il Centro Nord nella bioeconomia. Al Sud il 23,6% delle imprese è “bio”, utilizza cioè risorse biologiche, inclusi gli scarti, nelle proprie produzioni, contro il 19,7% delle imprese del resto del Paese. E nel Mezzogiorno le imprese “bio” sono anche più innovative. Il 59,8% ha investito o investirà in tecnologie 4.0 tra il 2017 e il 2024, (contro il 56,3% del Centro Nord). Mentre il 50,0% ha adottato un modello di “open innovation” ovvero aperto alle collaborazioni con Università, clienti e fornitori per una crescita strutturata del territorio e per il rafforzamento delle filiere produttive (contro il 46,1%). Anche per questo la scelta bio può essere una potente chiave di sviluppo per il Sud.
E’ quanto emerge dall’indagine realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Svimez su un campione di 2 mila imprese industriali, con un numero di addetti compreso tra 5 e 499 unità.
“In una fase in cui si ripropone in maniera rinnovata il tema della crescita della base produttivo-manifatturiera del Mezzogiorno, la filiera della bioeconomia si pone come un prezioso asset a livello locale. Perché esprime una forte capacità di creare collegamenti tra segmenti diversi a valle e a monte della catena produttiva, come quello dell’agricoltura, che costituisce tradizionalmente un’eccellenza del territorio, e del recupero delle relative produzioni”. È quanto ha sottolineato il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito, che ha aggiunto “il profilo dinamico di queste imprese in investimenti nella duplice transizione e la maggiore sensibilità ai temi della sostenibilità, anche in termini sociali e di attenzione all’occupazione, deve porre questo segmento di imprese al centro di policy di rilancio della crescita per il Sud, anche attraverso politiche di incentivazione mirate”.
Per il direttore generale dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno Luca Bianchi “si conferma quanto rilevato dalla SVIMEZ in questi anni circa le potenzialità di sviluppo offerte dai nuovi settori dell’economia circolare e della bioeconomia in particolare per il Mezzogiorno, a condizione che le importanti esperienze oggi presenti siano accompagnate da politiche industriali e di filiera funzionali a renderle più solide e a favorirne la crescita anche dimensionale”.
La scelta “bio”, nel complesso, si rileva nel Mezzogiorno come nel resto d’Italia un potente stimolo per investire in green e in innovazione su cui ha puntato il 63,2% delle imprese nazionali della bio-economia (contro il 35,5% delle non bio). Nel Meridione, infatti, il 63,4% delle imprese bio ha investito tra il 2017 e il 2024 in processi e prodotti a maggior risparmio energetico, idrico e/o a minore impatto ambientale (contro il 37,0% delle non bio), in linea con quanto si è verificato nel Centro-Nord dove (63,2% contro il 35,2% nelle non bio).
Anche per questo il 57,3% di queste imprese meridionali ha investito o investirà in R&S nello stesso periodo (contro 45,3% delle non bio). Essere “bio” si traduce, inoltre, pure in una maggiore attenzione ai lavoratori non solo dal punto di vista sociale, ma anche professionale. Il 61,0% delle imprese bio del Mezzogiorno ha avviato percorsi formativi per i propri dipendenti nel biennio 2017-2019 e ha intenzione di continuare le attività di formazione anche nel biennio 2022-2024 (vs il 57,0% delle non bio meridionali). Una quota che si presenta anche più elevata nel Centro-Nord (62,5% contro il 54,7%). Investire in digitale fa bene agli affari delle imprese bio. Nel Meridione, in particolare, queste realtà imprenditoriali che hanno già puntato tra il 2017 e il 2021 sul digitale dichiarano di avere ottenuto una maggiore produttività nel 28,0% dei casi, una migliore qualità dei prodotti e minori scarti (24,4%), una maggiore velocità nel passaggio dal prototipo alla produzione (23,2%), nuove funzionalità del prodotto derivanti dall’Internet of things (22,0%).
Aumentare la competitività e rispondere alle regole nazionali e internazionali: sono queste le principali motivazioni che portano le aziende “bio” del Mezzogiorno ad intraprendere la strada della transizione ecologica. Più della metà di queste imprese dichiara, infatti, di aver investito tra il 2017 e il 2021 sia per rispondere alle regole e alle normative imposte a livello nazionale ed europeo (nel 56,1% dei casi), sia per aumentare la propria competitività (nel 52,4% dei casi). Mentre il 30,5% di queste imprese della bioeconomia del Sud ha sostenuto investimenti ambientali per reagire all’aumento dei prezzi delle materie prime ed energetiche e il 29,3% lo ha fatto perché convinto che l’inquinamento e il cambiamento climatico rappresentino un rischio per l’azienda e la società.

– Foto: Grafico ufficio stampa Svimez –

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Mimit, 20 milioni per rilancio area crisi industriale Basilicata

ROMA (ITALPRESS) – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con Avviso pubblico, ha fissato le modalità e i termini di presentazione delle domande di agevolazione inerenti i progetti imprenditoriali finalizzati alla riconversione e riqualificazione dell’area di crisi industriale complessa dei sistemi locali del lavoro di Melfi, Potenza e Rionero in Vulture, in Basilicata.
L’avviso fa seguito alla stipula dell’Accordo di programma dello scorso 22 febbraio, che vede anche il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del lavoro, della Regione basilicata e del Comune di Melfi.
Dal 16 aprile al 18 giugno 2024, le imprese già costituite in forma di società di capitali, le cooperative, i consorzi e le reti di imprese composte da un minimo di 3 ed un massimo di 6 imprese, potranno presentare domanda per le agevolazioni allo sportello online di Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Ministero.
La misura, che fa ricorso al regime di aiuto della Legge 181/1989, prevede lo stanziamento di 20 milioni di euro per la realizzazione di iniziative imprenditoriali che mirano alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al recupero della capacità produttiva dei territori e all’attrazione di nuovi investimenti.
I 49 comuni della provincia di Potenza che saranno interessati dalle iniziative imprenditoriali sono: Abriola, Acerenza, Albano di Lucania, Anzi, Atella, Avigliano, Balvano, Banzi, Baragiano, Barile, Bella, Brindisi Montagna, Calvello, Campomaggiore, Cancellara, Castelmezzano, Filiano, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Laurenzana, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Muro Lucano, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Picerno, Pietragalla, Pietrapertosa, Pignola, Potenza, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruoti, Ruvo del Monte, San Chirico Nuovo, San Fele, Sant’Angelo Le Fratte, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania, Tito, Tolve, Trivigno, Vaglio Basilicata, Venosa, Vietri di Potenza.
Le iniziative imprenditoriali dovranno prevedere programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione e/o innovazione di processo, progetti di ricerca e/o di sviluppo sperimentale, con spese ammissibili complessive non inferiori a 1 milione di euro.
Per i programmi presentati da reti di imprese, le spese non dovranno essere complessivamente inferiori a 1 milione 200 mila euro.
I progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale sono ammissibili in caso programmi di investimento produttivo e/o di tutela ambientale con spese di importo superiore a 5 milioni di euro.
Le agevolazioni saranno concesse nella forma del contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa e del finanziamento agevolato, entro i limiti delle intensità massime previste dal “Regolamento GBER”.
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Treccani presenta “La promessa della Madre – Dall’Appennino al Mediterraneo, viaggio tra i paesaggi e le opere dell’Acquedotto Pugliese”

ROMA (ITALPRESS) – L’acqua è un bene prezioso e non va sprecato: a livello globale la carenza idrica riguarda già 1 miliardo di persone, che saliranno a 1,7-2,4 miliardi nel giro di 30 anni.
Per sensibilizzare l’attenzione sulla crisi idrica mondiale – siamo infatti decisamente lontani dall’obiettivo 6 per lo Sviluppo Sostenibile, ovvero acqua e sanità per tutti entro il 2030 – la Treccani ha realizzato, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, un libro unico nel suo genere: La Promessa della Madre – Dall’Appennino al Mediterraneo, viaggio tra i paesaggi e le opere dell’Acquedotto Pugliese, fotografie e diario di viaggio dello scrittore e fotografo Carlos Solito. L’opera è stata presentata a Roma nella sede di Treccani.
Un viaggio affascinante, attraverso i luoghi dell’Acquedotto Pugliese (AQP) e gli oltre 33mila chilometri della sua rete, che serve più di 4 milioni di persone; un racconto che svela il prezioso tesoro d’acqua dalle sue lontane sorgenti in Irpinia fino a raggiungere capillarmente ogni angolo della siccitosa Puglia.
Con l’avvio lavori nel 1906, quella dell’Acquedotto Pugliese è un’opera ingegneristica dal valore storico inestimabile, che percorre i luoghi più suggestivi di più di una regione e dove in Puglia è divenuta sinonimo stesso di acqua e, quindi, di vita.
Le fotografie e i testi di Carlos Solito guidano il lettore alla scoperta delle più iconiche e importanti bellezze naturali e opere d’ingegneria idraulica dell’Acquedotto Pugliese, dalle sorgenti Sanità e del Basso Calore a Caposele e Cassano Irpino. Dal cuore dei monti dell’Irpinia, in pieno Appennino Campano, tra vette calcaree, altipiani carsici e boschi millenari, la possente opera ingegneristica punta a est, verso Bari e il Mediterraneo, percorrendo una varietà di luoghi suggestivi tra Campania, Basilicata e – soprattutto – Puglia. Un viaggio dal sapore biblico durato mesi che già dai primi passi è una vera e propria esplorazione, cominciando dalle pance dei monti Picentini tra voragini e grotte attraversate da fiumi sotterranei (le vere e proprie fabbriche degli acquiferi carsici). Successivamente il tracciato – ideato e realizzato dallo scrittore e fotografo pugliese – sale e scende per montagne, si addentra in valli teutoniche, si perde in selve ombrose nelle quali sprofondano antri oracolari e caverne decorate da stalattiti e stalagmiti, per poi ritrovare il percorso giusto tra borghi medievali, turriti manieri federiciani, fiumi e cascate schiumose, soleggiate distese di grano, candidi centri storici tinti con latte di calce, fino a Santa Maria di Leuca dove l’acqua madre “partorita dall’Appennino” si ricongiunge al Mediterraneo.
Un itinerario arcano e commosso continuamente punteggiato da monumentali ponti canale (ma anche gallerie, trincee, sifoni, impianti di sollevamento, invasi, torrini piezometrici, le immancabili fontanine in ghisa, i palazzi d’ispirazione romanica) e modernissimi impianti che evocano metafore arturiane, leggendarie intuizioni, nobile ingegno, tenaci intenzioni, grazie alle quali, oltre un secolo fa, è stata sconfitta la sete in Puglia.
L’Acquedotto Pugliese rappresenta oggi un esempio virtuoso di tutela e sviluppo della risorsa idrica a beneficio delle comunità, attraverso una rete a sei diversi schemi interconnessi, che rimane un unicum per complessità nel panorama nazionale ed europeo. L’impegno di AQP si rinnova ogni giorno, grazie a costanti interventi innovativi di efficientamento dell’infrastruttura, che hanno permesso di tutelare l’acqua, limitare i consumi energetici e preservare l’ecosistema; alla mappatura costante dei rischi climatici; a un piano di investimenti pluriennali. Perché oggi l’Acquedotto Pugliese è impegnato su più fronti, dalla salvaguardia della risorsa attraverso ampi programmi di riuso e recupero all’individuazione di nuova acqua per il futuro, dalla transizione ecologica a quella digitale.
“La Promessa della Madre – ha dichiarato Massimo Bray, direttore generale della Treccani – non è soltanto un’opera d’arte ma anche una testimonianza del valore sociale della nostra missione: valorizzare i tesori più preziosi dell’Italia e sensibilizzare l’opinione pubblica sui grandi problemi del mondo contemporaneo, come la scarsità dell’acqua”.
Secondo Domenico Laforgia, presidente di Acquedotto Pugliese, “con immagini spettacolari e maestria narrativa, Carlos Solito guida il lettore attraverso un percorso in cui l’acqua emerge come simbolo tangibile di storia e di un patrimonio ingegneristico unico. Un’opera storicamente votata alla tutela dell’ambiente ma anche alla cultura economica e sociale di un luogo. Questo libro illustra e rivela il legame profondo tra l’acqua, la terra e gli abitanti della Puglia e rende onore alle persone che da oltre un secolo si prendono cura dell’Acquedotto Pugliese. Grazie a Treccani per il magistrale lavoro editoriale”.
Il viaggio de La Promessa della Madre racconta una storia che, con l’arrivo dell’acqua, ha dato il via al riscatto della Puglia. “L’ultimo secolo di storia di questa terra – ha commentato Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, che di AQP è azionista unico – è intrinsecamente legato all’Acquedotto Pugliese. L’arrivo dell’acqua ha prima liberato la nostra gente da sete e malattie e poi generato sviluppo, fino a portarci a essere un modello per il Paese e il Mediterraneo.
Acquedotto Pugliese oggi è servizio di qualità, tutela dell’ambiente e persino turismo. Basta pensare alla Ciclovia dell’acqua. E quello che ci rende più orgogliosi è che tutto questo è un patrimonio di tutti i pugliesi, la dimostrazione che il pubblico può e deve funzionare”.
“Questo libro è il risultato di numerosi incontri, riflessioni, sogni che non sono mai abbastanza. È iniziato quando da bambino presi a chiedermi da dove venisse l’acqua della fontanella di ghisa del Quartiere delle Ceramiche a Grottaglie ed è proseguito quando, tre anni fa, ho deciso di compiere fisicamente il viaggio dell’acqua attraverso le opere dell’Acquedotto Pugliese”, ha dichiarato l’autore Carlos Solito. “Dall’Appennino al Mediterraneo, dalle sorgenti del Sele – in Irpinia – a Santa Maria di Leuca, mi sono fatto testimone di un verbo primordiale, colmo di riflessivi silenzi
che contemplano antichi segreti e comuni verità, quelle dell’acqua, la Madre delle madri”.
-foto ufficio stampa Treccani-
(ITALPRESS).