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Operazione contro la pirateria audiovisiva, 21 indagati

CATANIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ha eseguito una vasta operazione contro la pirateria audiovisiva con perquisizioni in diverse città italiane nei confronti di 21 persone. Diversi i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale sono stati impegnati in numerose perquisizioni e sequestri sull’intero territorio nazionale nei confronti degli appartenenti ad una associazione a delinquere transnazionale. Le indagini, dirette dalla Procura Distrettuale di Catania, avviate dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania con il diretto coordinamento del Servizio Polizia Postale di Roma hanno permesso di delineare l’esistenza di una associazione criminale organizzata in modo gerarchico secondo ruoli distinti e ben precisi e con promotori distribuiti sul territorio nazionale ed all’estero, avente come finalità la costante distribuzione, ad un elevatissimo numero di utenti, in ambito nazionale ed internazionale, di palinsesti live e contenuti on demand protetti da diritti televisivi, di proprietà delle più note piattaforme televisive, attraverso il sistema delle IPTV illegali, con profitti mensili per svariati milioni di euro. Le condotte illecite sono state consumate in un lungo arco temporale e sono state interrotte grazie all’operazione in corso.
Al fine di eludere le indagini gli indagati hanno fatto uso di applicazioni di messaggistica crittografata, identità fittizie e documenti falsi; quest’ultimi sono stati utilizzati anche per l’intestazione di utenze telefoniche, di carte di credito, di abbonamenti televisivi e noleggio di server. Riscontrata la presenza su varie piattaforme social di canali, gruppi, account, forum, blog e profili che pubblicizzavano la vendita, sul territorio Nazionale, di flussi, pannelli ed abbonamenti mensili per la visione illegale dei contenuti audiovisivi fruibili anche attraverso numerosi siti illegali di “live streaming”.
Sono 21 le persone al momento indagate (attive nelle città di Catania, Messina, Siracusa, Cosenza, Alessandria, Napoli, Salerno, Reggio Emilia, Pisa, Lucca, Livorno e Bari) a cui la Procura etnea contesta a vario titolo reati quali associazione per delinquere a carattere transnazionale finalizzata alla diffusione di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici, accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica.

– foto: ufficio stampa Polizia di Stato –

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Nasce il “Piccolo coro di Caivano”, progetto del Mic

Roma (ITALPRESS) – “Nasce ‘il piccolo coro di caivanò è il progetto del MiC in collaborazione con Antoniano-Opere Francescane e la partecipazione del Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
L’iniziativa seguita dal Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, è stata presentata al Ministero della Cultura dal Ministro Gennaro Sangiuliano e dal Ministro per la Famiglia Eugenia Maria Roccella insieme a Frate Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano-Opere Francescane, Adriano Police, Presidente dell’Associazione Giovani della Speranza di Caivano presente anche in rappresentanza di Don Maurizio Patriciello, Parroco di Caivano, Fabio Ciciliano, Commissario straordinario di Governo per il risanamento e la riqualificazione del territorio di Caivano e Carlo Conti, Direttore artistico dello Zecchino d’Oro.
“Crediamo molto a questa iniziativa. Caivano è diventato un simbolo. Prima di questa attenzione, che si è creata, era considerata una periferia dimenticata. Vorremmo creare un modello a Caivano che diventasse un esempio su cui poi tutte le periferie d’Italia possano migliorare la loro condizione anche contro la criminalità organizzata. Oggi Caivano è simbolo di riscatto, di impegno concreto dello Stato e di speranza nelle cose normali. Perchè in fondo cerchiamo di portare le cose normali a Caivano. E’ soltanto questo il nostro obiettivo. Con l’iniziativa di oggi e tutto quello che stiamo facendo è evidente che cerchiamo di far capire da che parte stiamo e sembra chiaro quale”, ha spiegato Mazzi che ha aggiunto “Questa iniziativa è dedicata alla famiglie e ai più piccoli. Abbiamo deciso di farla chiedendo aiuto a una delle più belle istituzioni sociali che è il Piccolo Coro dell’Antoniano”.
Il Sottosegretario ha concluso “Finanziamo il progetto per due anni e lo porteremo avanti anche negli anni successivi e vorrei proporre di dedicare questo coro a Fortuna Loffredo. Se qualcuno fosse arrivato prima a Caivano e arrivasse prima in tutte le Caivano che ci sono in giro forse il destino di Fortuna sarebbe stato diverso”.
La Roccella ha raccontato “Quando ci è stata proposta l’iniziativa abbiamo pensato che fosse giusta per quel territorio e che poteva tornare a offrire a chi aveva avuto una infanzia violata, in un ambiente che non ha permesso ai bambini di crescere in maniera calda, un’opportunità da non perdere. E’ importante perchè abbiamo provato subito a ricostruire dentro Caivano delle occasioni per i bambini: per esempio di sport. Questa è la prospettiva che volevamo offrire con la ricostruzione del centro sportivo e la fruibilità del parco. Il coro ha insieme le qualità dello sport del saper stare in gruppo e l’elemento non competitivo del gioco e della felicità. Stare in un coro vuol dire saper stare ognuno nel proprio ruolo e al proprio posto, seguire chi dirige il coro ed esprimere le proprie potenzialità e la felicità che la musica dà. E’ qualcosa di estremamente formativo perchè insegna sia a rimanere bambini sia a crescere stando insieme”.
Il Ministro per la Famiglia ha continuato riguardo la collaborazione del Coro dell’Antoniano “La sua storia e quella dello Zecchino d’Oro riguardano tutti noi che siamo cresciuti con le loro canzoni che sono nate e sono state cucite sui bambini. Oggi questo è sempre più difficile. Quello che spesso offriamo è una imitazione degli adulti. Quella è un’idea di un’infanzia che non è arcaica ma rispettosa. Quindi questa iniziativa tocca varie corde: dà una formazione di squadra, ricuce una storia italiana dello Zecchino d’Oro e dell’Antoniano che è grande e che non va dispersa ma raccolta e potenziata e Carlo Conti è la persona giusta in questa chiave e dà all’infanzia rubata di Caivano occasioni e opportunità anche di gratificazione e non soltanto di gioco. Dà una prospettiva per il domani e di essere riconosciuti anche a livello nazionale. Non è quindi solo una periferia in cui si cala qualcosa dall’alto ma un luogo dove devono crescere occasioni per persone che hanno sicuramente le qualità per farsi avanti e avere un futuro migliore. Questa è un’iniziativa perfetta per Caivano”.
Il progetto prevede che il Piccolo Coro dell’Antoniano dia vita al Piccolo Coro di Caivano che verrà formato da 60 bambine e bambini a partire dall’età di 4 anni, che saranno coinvolti in una fase di preparazione e di formazione del gruppo di cantori. L’iniziativa sarà sostenuta dallo stesso Ministero della Cultura secondo un piano pluriennale.
L’obiettivo è quello di creare a Caivano la stessa atmosfera dell’Antoniano, trasferendone i valori e le motivazioni, rivolgendosi alle famiglie di Cavano, al valore sociale, educativo e culturale del canto come realtà che aggrega, favorisce lo spirito di squadra e genera armonia.
“Mi sto sforzando di promuovere un concetto chiaro: la cultura in tutte le sue articolazioni e forme migliora la qualità della vita delle persone. La qualità della vita è data da una sanità efficiente, da un contesto urbano non degradato, dall’istruzione che viene data, da un sistema dei trasporti, ma anche dalla cultura perchè può dare a ciascuno di noi occasione di riscatto e la possibilità di migliorare e diventare dei buoni cittadini. Conosco bene Caivano perchè ho documentato fatti anche atroci. Questi fatti sono scolpiti nella mia memoria ed ecco perchè faccio meno ZTL, serate cinematografiche e lustrini ma più periferie”, ha dichiarato Sangiuliano.
“Andrò a Caivano, a Scampia, ma andrò anche alla periferia di Palermo, in tutte le periferie italiane perchè è soprattutto lì che dobbiamo portare cultura. Questo è un gesto d’amore verso gli altri. Il coro evoca un concetto altamente comunitario ed educativo. In esso le voci sono diverse ma tutti quanti sono solidali ed è un momento di esaltazione della solidarietà”. Il Ministro della Cultura ha concluso con una frecciata “Questa è una risposta concreta e tangibile che diamo ai parolai da social media che si seggono ogni venerdì e fanno mere espressioni verbali ma poi non fanno nulla di concreto” ha concluso.
Nel corso della conferenza stampa si è esibito il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna.

– Foto: xl5/Italpress –

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Aeroporto Grottaglie, Emiliano-Vasile “Pronti per l’Aerospazio”

Bari (ITALPRESS) – Uno scalo nuovo entro il 2025. Grazie ai lavori di riassetto funzionale del Terminal passeggeri dell’aeroporto ‘M. Arlottà di Grottaglie, che sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa, lo scalo subirà una radicale trasformazione che gli permetterà di essere struttura polifunzionale al servizio delle attività aeronautiche che si effettueranno in aeroporto. Il progetto del nuovo aeroporto elaborato dall’ATI Project srl, prevede tra gli altri l’adeguamento sismico dell’infrastruttura, il miglioramento delle prestazioni energetiche, impianti tecnologicamente avanzati, la riqualificazione dell’area esterna dedicata alla sosta delle autovetture con pensiline fotovoltaiche e colonnine per ricaricare le auto elettriche e un impianto fotovoltaico di circa 70 Kw. Alla conferenza sono intervenuti il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale alla Mobilità e alle Infrastrutture Anita Maurodinoia, il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, il direttore generale e il direttore Tecnico di Aeroporti di Puglia, Marco Catamerò e Donato D’Auria.
“Sin da subito la Regione – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – ha creduto nel progetto di sviluppo dell’aeroporto di Grottaglie e oggi abbiamo fatto passi in avanti che non solo mi convincono del fatto che abbiamo intrapreso il giusto percorso, ma ancor più mi rendono orgoglioso del ruolo che la Puglia ha per il sistema Paese. Investire nel futuro significa essere in grado di cogliere opportunità di crescita prima degli altri. Dare un nuovo volto a Grottaglie significa creare una straordinaria occasione per tenere e richiamare talenti di ogni genere. Dopo essere stato eletto presidente, Taranto è stato il primo posto in cui sono andato. C’era bisogno di costruire un meccanismo di fiducia. E’ il territorio in cui credo di essermi più impegnato della Puglia e – ha concluso Emiliano – penso di aver fatto un buon lavoro. Oggi completiamo una visione a cui ha contribuito soprattutto la comunità locale”.
“Dare un nuovo volto all’aeroporto di Grottaglie – ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile – significa non solo renderlo più bello, ma anche e soprattutto prepararlo per il futuro che è adesso e la sfida dello spazio. L’Italia ha intrapreso un percorso per sviluppare una capacità autonoma di accesso allo Spazio e la Puglia non si è fatta trovare impreparata. Al contrario ha messo a disposizione mezzi e uomini in grado di poter portare a termine l’iter intrapreso dal Paese e quindi di poter attrarre investimenti pubblici e privati. E’ evidente che la competitività dell’infrastruttura deriva da una cooperazione istituzionale tra Governo e Regione Puglia, che permetterà allo spazioporto di Grottaglie, di candidarsi a essere nel prossimo futuro il primo spazioporto “orizzontale”, in grado di effettuare il decollo e l’atterraggio di aerei sul territorio continentale dell’Ue. Questi lavori sono stati necessari anche per promuovere la Puglia come “best place to be” per il business aerospaziale. Un traguardo ambizioso, ma possibile, che Aeroporti di Puglia saprà raggiungere, come ha già dimostrato in altre circostanze”.
“Tuttavia, programmi così ambiziosi possono crescere e realizzarsi in un contesto di pacificazione: per questo – ha concluso Vasile – mi auguro, che una volta per tutte, possa essere superata la fase della contrapposizione che, purtroppo, ha segnato i rapporti con il territorio, le associazioni e i comitati che, pur espressione di legittime rivendicazioni sociali e di crescita di un territorio per anni dimenticato, finiscono per perdere di vista la possibilità di sviluppo economico e occupazionale che possono fare di Grottaglie, della Puglia un riferimento di prestigio planetario”.
“E’ una grande fortuna vedere durante il proprio mandato la ristrutturazione dell’aeroporto – ha dichiarato il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò. Penso che lo scalo abbia un’importanza fondamentale anche in termini di ricaduta occupazionale che, con questi investimenti si potrà generare. Grottaglie oltre che essere la città delle ceramiche, potrà essere conosciuta come un luogo che ospita professionalità di alto profilo. Sono fiero – ha concluso – di aver contribuito a questo risultato con questa squadra straordinaria”.
I lavori, che prevedono un investimento di circa 11 milioni di euro, inizieranno a gennaio. Intanto, sono stati avviate una serie di azioni preparatorie quali ad esempio attività di bonifica da ordigni bellici (già effettuati), l’autorizzazione alla rimozione degli alberi di pino che interferiscono con l’ampliamento del manufatto e alcune riprotezioni di carattere impiantistico.

– foto: ufficio stampa Regione Puglia –

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Le medie imprese del Sud corrono e sono più ottimiste sul futuro

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ROMA (ITALPRESS) – C’è un Sud che dimostra di poter correre più veloce del resto d’Italia: è quello delle medie imprese industriali del Mezzogiorno. L’87% di queste ‘ambasciatrici’ del capitalismo familiare conta di chiudere quest’anno con un aumento di fatturato (contro il 76% di quelle del Centro Nord) e il 92% prevede aumenti delle esportazioni (contro l’81%). Si tratta di realtà produttive che guardano al futuro con maggiore ottimismo: il 40% prevede un aumento significativo della propria quota di mercato (contro il 22,9% delle altre aree d’Italia). Anche per questo motivo, sei medie imprese del Mezzogiorno su dieci investiranno in digitale e green, proseguendo il cammino intrapreso tra il 2020 e il 2022 o con nuovi investimenti entro il 2025. Il restante 40% circa non ha ancora investito nella Duplice Transizione o non intende più farlo. Sono le barriere economiche a frenare più della metà delle medie imprese del Sud dal fare investimenti 4.0 (contro il 30% delle altre medie imprese), mentre quelle culturali ostacolano prevalentemente la Transizione Green (38% al Sud, 33% altrove).
È quanto emerge dall’ultimo rapporto “I fattori di competitività delle medie imprese del Mezzogiorno: il ruolo dei ‘capitali’ strategici” realizzato dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere e presentato a Catania presso la Camera di Commercio.
Si tratta di una realtà produttiva composta da appena 361 imprese che realizzano complessivamente il 12,6% del valore aggiunto manifatturiero totale dell’area. In Sicilia se ne contano una quarantina con fatturato aggregato pari a 1,8 miliardi di euro e una forza lavoro di oltre 4.500 unità.
“Le medie imprese sono un universo composto ancora da poche aziende nel Mezzogiorno, ma stanno dimostrando di potere fare la differenza per sostenere lo sviluppo del Sud e recuperare il ritardo accumulato con il resto del Paese, anche grazie ad una loro elevata propensione ad investire nella Duplice Transizione e sui temi ESG”. È quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere Andrea Prete che ha aggiunto “per questo vanno incoraggiate, anche attraverso una più equa fiscalità, affinché possano proliferare numericamente e contribuire a creare nel Meridione un tessuto produttivo più solido e competitivo a vantaggio dell’Italia intera”.
“Non esiste un unico Mezzogiorno a cui attribuire un’indiscriminata etichetta di area depressa e senza speranza, ma più Mezzogiorni, alcuni dei quali intraprendenti e ponte di collegamento con il Nord. La provincia di Catania, ad esempio, ha una densità imprenditoriale superiore a quella di Forlì-Cesena, Pesaro-Urbino e Parma. È fondamentale valorizzare le iniziative imprenditoriali di successo del Sud, certamente nell’ambito delle medie imprese, e diffonderle nelle aree meno sviluppate. I giovani, frequentemente presenti nelle amministrazioni locali del Sud, devono essere protagonisti del riscatto: essi possono avere un ruolo nell’ammodernamento e nell’efficientamento della macchina amministrativa, condizione essenziale per fare del Mezzogiorno un’area business friendly e pienamente ricettiva della grande occasione rappresentata dal PNRR”, ha affermato Gabriele Barbaresco, Direttore dell’Area Studi Mediobanca.
“Ospitare oggi la presentazione del rapporto sulla competitività delle medie imprese del Mezzogiorno d’Italia è per la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia un momento di passaggio strategico quasi a sancire una nuova e più vigorosa ripartenza dopo l’impasse degli ultimi anni. Sarà anche il giusto momento di confronto per fare emergere con sempre più convinzione la vitalità e la complementarità produttiva dei territori del Sud Est Sicilia e la visione di sviluppo comune che oggi il mercato richiede”. Lo ha evidenziato Antonio Belcuore, Commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia.
La maggiore dinamicità delle medie imprese del Mezzogiorno è confermata dai risultati conseguiti nell’ultimo decennio. Tra il 2012 e il 2021, queste aziende hanno registrato una crescita del fatturato del 44,4% (contro il 40% delle altre). La loro produttività è cresciuta del 33,1% rispetto al +31% del resto d’Italia e la loro competitività è aumentata di 29,6 punti percentuali rispetto a un incremento di 15,3 p.p. delle altre, con rilevante ampliamento della forza lavoro (+29,3% contro +20,7%). Anche il 2022 si è chiuso con un incremento del fatturato nominale delle medie imprese meridionali pari al +20,9% (+5,5% in termini reali) che supera quello delle altre aree (+16,1% nominale, +1,4% reale). Per quanto riguarda le vendite oltreconfine, le medie imprese del Mezzogiorno hanno archiviato il 2022 con un +25,4% nominale (+10,2% reale) sovraperformando rispetto alle altre aree (rispettivamente +15,7% e +1,7%). È importante sottolineare che queste performance sono state ottenute in contesti non sempre favorevoli. Per esempio, nel decennio 2012-2021, il livello di tassazione delle medie imprese meridionali risulta più elevato rispetto al resto d’Italia (valore medio: 32,7% vs 29,9%).

– Foto: infografica Mediobanca

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A Napoli si ripete miracolo liquefazione del sangue di San Gennaro

NAPOLI (ITALPRESS) – A Napoli si è ripetuto il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. Nel momento in cui il prodigio è avvenuto, un lungo applauso ha riempito di calore la Cappella che custodisce le reliquie del patrono della città.
Questo del 16 dicembre è il terzo “miracolo” dell’anno e viene definito il “miracolo laico” e ricorda l’intervento del santo per fermare la lava del Vesuvio nel 1631.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Nuovo prefetto Napoli “Sicurezza e lotta a disagio sociale le priorità”

NAPOLI (ITALPRESS) – “La città ha bisogno di sicurezza, contrasto al disagio sociale e bisogna aumentare nei territori la vigilanza di tutto ciò che può creare progresso, sviluppo”. Indica le priorità il neo prefetto di Napoli, Michele Di Bari, parlando con i giornalisti nel giorno del suo insediamento. L’idea è quella di continuare “sulla scia positiva del lavoro fatto dal mio predecessore, il prefetto Palomba”. “Sono convinto che questa città, che già sta facendo tanti progressi, ha bisogno spesso di essere accompagnata anche attraverso le forze di polizia, che ringrazio per quello che stanno facendo, le municipalità, la Regione Campania” dice Di Bari che dopo l’incontro avuto stamattina con il sindaco di Napoli, oggi vedrà l’arcivescovo Battaglia e lunedì il governatore Vincenzo De Luca. “Io sono convinto – spiega il prefetto – che ci sarà un’ottima collaborazione perchè ci sono persone che stanno amministrando con grande dedizione, persone che hanno a cuore la buona sorte delle comunità amministrate”.

– foto: xc9/Italpress
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Latitante di Camorra catturato in una villetta del Salernitano

SALERNO (ITALPRESS) – Catturato dai Carabinieri 16esimo latitante di camorra. In manette è finito un 48enne ritenuto al vertice del clan “Pesacane” di Boscoreale. Era sfuggito a un’operazione lo scorso ottobre. Il ricercato è stato individuato in una villetta nel comune di Scafati, in provincia di Salerno. I militari del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di custodia in carcere nei confronti dell’indagato ritenuto gravemente indiziato dei delitti di associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonchè di vari reati-fine, commessi con “metodo mafioso” e con la finalità di agevolare l’organizzazione camorristica denominata “Pesacane”, operante nel territorio di Boscoreale e comuni limitrofi. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura partenopea – Direzione Distrettuale Antimafia. L’indagato, che sarebbe elemento apicale dell’organizzazione criminale di riferimento, l’11 ottobre scorso si era sottratto all’esecuzione del provvedimento, rendendosi irreperibile e venendo dichiarato latitante con decreto del gip di Napoli, emesso il 2 novembre scorso.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Carabinieri –
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Monrif si espande al Sud, L’Edicola sceglie SpeeD come concessionaria

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ROMA (ITALPRESS) – SpeeD – concessionaria di pubblicità del Gruppo Monrif – e LEDI – editrice de L’Edicola – hanno siglato un accordo per la gestione della raccolta pubblicitaria della testata, cartacea e digitale, per una copertura capillare delle aree di Puglia e Basilicata.
Questa partnership pone le basi per un percorso di ulteriore valorizzazione de L’Edicola per un ampliamento del raggio di azione di SpeeD, che implementa la copertura delle regioni del Sud, e le consente di integrarsi al meglio con le aree già presidiate dalle testate captive del Gruppo: QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Luce!. La Concessionaria del Gruppo Monrif prosegue nella creazione di un network crossmediale, offrendo ai propri partner non solo expertise nella formazione della rete commerciale, ma anche strutture centrali che sono funzionali allo sviluppo degli editori stessi.
“Il nostro è un giornale dichiaratamente “pop” che dedica particolare attenzione ai temi delle politiche sul lavoro e del fare impresa, della cooperazione e della leadership femminile, della valorizzazione giovanile e delle culture – dice Annamaria Ferretti, direttora responsabile de L’Edicola -. Tra le edizioni cartacee locali e nazionale che ogni giorno sono in edicola in abbinata con La Gazzetta dello Sport, l’App, il sito e i canali social, lavoriamo su un flusso di notizie integrato che alimenta la nostra idea di informazione crossmediale. La collaborazione con SpeeD poi, ci stimola a fare ancora meglio e a puntare su percorsi innovativi. Quotidianamente siamo tra la gente, nei mercati, nelle università, nelle periferie per stringere un patto etico con una platea che ha solo voglia di farsi ascoltare e leggere. Essere comunità e fare rete, sono le cose che ci piacciono di più. Le prossime sfide? Arrivare con L’Edicola per l’Italia ad una diffusione nazionale e aumentare la capillarità con più edizioni territoriali del Sud, del Centro e del Nord”.
“Siamo onorati di aggiungere al nostro portafoglio L’Edicola, una testata giovane, dinamica e fortemente intenzionata a rilanciare l’immagine del Mezzogiorno e della sua imprenditoria migliore. – dichiara Antonio Longo, Sales Director Area Sud SpeeD – Siamo convinti come Concessionaria di poter mettere al servizio de L’Edicola una profonda conoscenza delle dinamiche del mercato locale, e strutture professionali e flessibili nella gestione della rete di vendita. Non meno importante è il posizionamento che da ora potremo avere all’interno delle pianificazioni dei centri media e dei grandi clienti nazionali, presentandoci come uno dei più completi sistemi di comunicazione integrati, composto da mezzi e testate complementari fra loro”.

– Foto ufficio stampa Monrif –

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