Home Mezzogiorno Pagina 86

Mezzogiorno

Consiglio Campania, ok a mozione per eliminare sale da mense scolastiche

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale della Campania ha approvato all’unanimità una mozione per favorire la dieta iposodica nelle mense scolastiche del territorio eliminando il sale dalle tabelle dietetiche ASL delle mense stesse allo scopo di favorire una più corretta e salutare educazione alimentare. “L’abuso di sale è la prima causa di morte al mondo, dobbiamo abituare i nostri figli a mangiare in modo corretto e le mense scolastiche rappresentano il primo banco di prova per questo obiettivo. In Campania parte un progetto pilota, siamo la prima regione d’Italia che limiterà l’utilizzo del sale nei menù previsti per la refezione scolastica, negli istituti di ogni ordine e grado”. Lo ha dichiarato in Consiglio Regionale della Campania il Capogruppo di Italia Viva, Tommaso Pellegrino, chirurgo oncologo al Policlinico “Federico II” di Napoli.
“In Campania – precisa Pellegrino – dove insiste il più alto tasso di obesità infantile, dove l’indice di mortalità per patologie tumorali e cardiovascolari è tra le più alte d’Italia, è doveroso mettere in campo strategie che possano tutelare la salute dei nostri figli. Una sana alimentazione e un corretto stile di vita sono alla base di una prevenzione capace di incidere positivamente sull’aspettativa di vita. La decisione di ridurre drasticamente l’uso del sale nelle mense scolastiche è un passo importante verso una migliore educazione alimentare e per la prevenzione di gravi patologie. Con l’approvazione unanime della mia mozione – conclude il consigliere – si adotteranno misure significative in difesa della salute dei giovani cittadini campani. La refezione scolastica deve svolgere un ruolo educativo e promuovere comportamenti alimentari e stili di vita sani all’interno di un percorso formativo. Questo provvedimento sottolinea l’attenzione della Regione nel migliorare la salute e il benessere delle generazioni future”.

– foto: xc9/Italpress –

(ITALPRESS).

A Foggia operazione interforze “Alto Impatto”

FOGGIA (ITALPRESS) – In linea con la recente direttiva del Ministro dell’Interno, questa mattina a Foggia presso il cosiddetto “Quartiere Ferrovia”, è in corso un’operazione interforze ad “Alto Impatto”, con l’impiego di un cospicuo numero di personale appartenente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Locale, a cui si aggiunge il personale dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Asl Spesal, e che si replicheranno con modalità analoghe nelle prossime settimane anche in altre aree del capoluogo dauno.
Le linee operative delle attività di controllo, si legge in una nota, sono state definite in specifici Tavoli Tecnici svolti in Questura tenendo conto delle aree di maggior degrado, con riferimento alle condizioni di disagio abitativo, scolastico e occupazionale, unite a fenomeni di marginalità, che contribuiscono a favorire le consumazioni di reati e al proliferare di fenomeni di particolare allarme sociale, quali l’abuso di sostanze stupefacenti, di alcool, la vandalizzazione e l’occupazione di edifici e spazi pubblici, ed è stata prevista accanto ad una meticolosa e capillare azione di controllo del territorio anche una mirata e puntuale azione di verifica delle attività commerciali del comprensorio.
Nella città di Foggia, sottolinea la nota, è stata sviluppata una ampia strategia per il superamento delle condizioni di degrado sociale ed urbanistico, nell’ambito di una serie di tavoli tenuti in Prefettura con le Forze di Polizia, la gestione commissariale del Comune di Foggia e le associazioni di categoria e cittadine, volta ad individuare ed intervenire nelle aree e quartieri risultati fortemente degradati e compromessi, tra i quali in particolare il cosiddetto “Quartiere Ferrovia” sul quale sono stati promossi significativi interventi e progettualità impattanti, confluite nel Patto della sicurezza urbana di Foggia sottoscritto alla presenza del Ministro del’Interno. Sono state infatti numerosissime ed importanti le operazioni interforze ad “Alto Impatto” svolte in alcuni luoghi particolarmente esposti a fenomeni di degrado, conclude la nota.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

Calano la popolazione giovanile e le imprese, record al Sud

BARI (ITALPRESS) – Negli ultimi 40 anni i giovani sono diventati dieci milioni in meno, mentre è raddoppiata la popolazione anziana (da 7,5 a 14,1 milioni); negli ultimi dieci, la perdita di popolazione in Italia (1 mln) è praticamente tutta al Sud (0,9 mln), che ha perso ben 3,3 milioni di giovani; dal 2011 a oggi sono scomparse 165mila imprese giovanili e il tasso di imprenditoria giovanile si è ridotto del 2,9%; senza questa perdita di imprese giovani, oggi avremmo 42 miliardi di Pil in più e, se nei prossimi 10 anni questa quota di imprese crescesse del 5%, nel 2033 la quota di Pil aggiuntiva sarebbe pari a oltre 74 miliardi.
Sono questi i principali risultati dell’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio denominata “L’importanza dell’imprenditoria giovanile per il benessere economico” e presentata oggi a Bari dal direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella, in occasione del Forum nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio.
L’obiettivo dello studio è quello di dimostrare che la crescita del benessere dipende in modo cruciale dal tasso di imprenditoria giovanile, veicolo di innovazione, scommessa sul futuro, piena e responsabile assunzione del rischio di esplorare vecchi e nuovi problemi e sperimentare nuove soluzioni. “Senza gli imprenditori, che quando entrano nel mercato sono quasi sempre giovani”, si legge in una nota, “la crescita economica si dissolve. Solo i giovani, e soprattutto i giovani imprenditori, possono imprimere una svolta alle tendenze in atto. Serve un ritorno alla società imprenditoriale. E i giovani devono esserne i costruttori e i protagonisti”.
Altri dati rilevati dalla ricerca vedono il sud non soltanto soffrire per l’emigrazione dei propri giovani, ma anche essere poco attrattivo per gli immigrati. Anche la transizione demografica è tra l’altro indicata tra le cause della perdita delle imprese giovani. Se è vero che la popolazione scende dell’1,8% e quella della fascia 25-39 scende del 17,9%, lo è anche che il totale imprese scende del 2,8% ma quelle giovani del 26,3%. Con la conseguenza aritmetica che è proprio il tasso di imprenditoria giovanile, cioè la quota di imprese giovani sul totale delle imprese, a ridursi, di ben 2,9 punti percentuali assoluti tra il 2011 e il 2022.
“La riduzione del tasso di imprenditoria giovanile – si legge nella nota – è costosa in termini di crescita della produttività dei fattori e di quella sistemica, quella che una volta si chiamava progresso tecnologico. Il perchè può anche essere raccontato sulla base di uno scrutinio delle competenze e delle abilità della popolazione italiana per fasce di età. Di solito ci si ferma all’utilizzo di Internet e già si vede che lo scarto è ampio. Se poi si indagano le competenze e abilità su attività e ruoli complessi gli scarti raddoppiano o addirittura triplicano: sono gli imprenditori (e i manager, sia chiaro) che devono portare nel tessuto produttivo queste competenze. Senza o con meno giovani imprenditori stiamo semplicemente rinunciando alla crescita della produttività”.
Mettendo in relazione quantitativa imprenditoria giovanile e crescita di lungo termine su base provinciale in due punti distanti nel tempo (tenendo conto delle condizioni economiche strutturali della provincia), i risultati dell’analisi indicano inoltre che la quota di imprenditori giovani sul totale ha un impatto positivo e statisticamente significativo sulla crescita economica, a parità, appunto di altre condizioni. 0,7% vuol dire che, se in un anno e in una provincia la quota di imprenditori aumenta dell’1%, il Pil cresce dello 0,7% in più rispetto a uno scenario base in assenza di variazione della propensione giovanile all’imprenditoria.
In termini prospettici il report evidenzia che, se da domani e per i prossimi dieci anni la frazione di imprese giovani crescesse del 5%, con distribuzione uniforme nei prossimi 10 anni, a parità di altre condizioni, nel 2033 il Pil sarebbe maggiore del 3,5% rispetto allo scenario base (crescita dell’1%), pari a oltre 74 miliardi di euro aggiuntivi a prezzi costanti.
“Quello che è mancato – conclude la nota – è l’attenzione ai giovani e alla giovane imprenditoria, la parte più vitale della società imprenditoriale, specialmente nel terziario di mercato e che, sola, può salvare il nostro Mezzogiorno”.

– foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Stroncato traffico internazionale di droga, 15 arresti in Puglia

BARI (ITALPRESS) – La Guardia di finanza ha stroncato le attività di un clan dedito al traffico internazionale di droga e armi, con sede operativa ad Andria.
I finanzieri del Comando Provinciale di Bari, in collaborazione con lo Scico ed il locale Reparto Operativo Aeronavale, hanno dato esecuzione a misure cautelari personali in carcere nei confronti di 15 persone residenti nelle province di Bari, BAT e Brindisi, nonchè a un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 1 milione di euro. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale barese, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, produzione, traffico e detenzione illeciti delle predette sostanze, riciclaggio e detenzione illegale di armi.
L’operazione costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine coordinata dalla locale Procura ed eseguita dal Gico di Bari, che ha consentito di fare luce sull’esistenza di un’associazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina), con sede operativa ad Andria (BT) e propaggini nel brindisino, e canali di approvvigionamento in Calabria e in Spagna.
Le investigazioni traggono origine dal sequestro, nei confronti di uno degli odierni indagati, operato dalle Autorità francesi nel quadro di scambi informativi tempestivamente avviati con la polizia giudiziaria operante, di 75 chilogrammi di cocaina, destinati in Italia, e di 865 mila euro in contanti, con il conseguente arresto in flagranza dell’uomo.
Successivamente, sono stati eseguiti i pertinenti approfondimenti investigativi mediante il ricorso non solo ad attività di polizia giudiziaria “tradizionali” (intercettazioni telefoniche e ambientali, analisi dei tabulati telefonici, registrazioni video, georeferenziazioni satellitari GPS, servizi di osservazione, controllo e pedinamento) ma anche alla disamina del contenuto dei messaggi scambiati sulla piattaforma criptata “Sky Ecc”.
Numerosi i riscontri operativi effettuati durante le indagini – eseguiti dal Nucleo PEF di Bari e da altri Reparti della Guardia di Finanza opportunamente attivati – che hanno permesso di sottoporre a sequestro rilevanti quantitativi di cocaina, hashish e di marijuana, nonchè di procedere all’arresto in flagranza di vari soggetti.
Gli accertamenti svolti avrebbero consentito di dimostrare come il gruppo investigato, facente capo a soggetti operanti nel contesto criminale andriese, fosse connotato da un’elevata capacità organizzativa e dotato di una rilevante disponibilità di mezzi finanziari e strumentali, disponendo di una “cassa comune” e di una “contabilità condivisa”, come emergerebbe dalle conversazioni captate.
In particolare, l’associazione avrebbe operato nel panorama del traffico internazionale di sostanze stupefacenti anche avvalendosi di un indagato, dimorante nel sud della Spagna, dedito all’esportazione di cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti destinati a rifornire i mercati pugliesi. Il sodalizio, inoltre, avrebbe avuto delle ramificazioni nella provincia di Brindisi, dove un pregiudicato si sarebbe occupato in loco della ricerca di canali di smercio della droga.
L’organizzazione criminale, per occultare la presenza delle sostanze stupefacenti, avrebbe utilizzato automezzi dotati di “doppi fondi”, ricorrendo, inoltre, per rendere più difficoltosa l’individuazione dei traffici illeciti, alle seguenti espressioni gergali: la cocaina (“la bianca”) veniva definita “grezza”, se non lavorata, o “a scaglia” se aveva subito il primo taglio; “la verde” e “la verdura” indicavano la marijuana; “il sistema” alludeva alle modalità di allestimento delle autovetture; “il punto” o il “punto e mezzo” definivano i margini di guadagno per i sodali.
Significativa, altresì, sarebbe stata la propensione alla violenza e all’uso di armi da sparo, quali strumenti di risoluzione dei conflitti eventualmente insorti in occasione dell’approvvigionamento di droga, come rilevabile dalle condotte di due indagati.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Guardia di finanza –
(ITALPRESS).

A Bari il forum nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio

BARI (ITALPRESS) – Oltre il 90% degli imprenditori o aspiranti imprenditori italiani dichiara di volere promuovere la sostenibilità come parte integrante delle proprie attività. Concetto ampio, quello della sostenibilità, che viene prevalentemente accostato all’ambiente: per il 64% degli imprenditori, infatti, è sinonimo di riduzione dell’impatto ambientale, ma significa anche attuare iniziative per supportare il benessere fisico e mentale dei dipendenti (44%) o progettare attività di formazione e crescita professionale (42%). Riconoscere la propria attività come sostenibile è, dunque, un obiettivo importante e il 60% degli intervistati lo fa non solo per rispondere alle richieste esterne, ma perchè è qualcosa in cui crede. C’è chi, però, si definisce “non sostenibile” ravvisando nei costi elevati (48%) e nella mancanza di incentivi statali (33%) i principali ostacoli. Ma quali sono gli elementi in base ai quali un’impresa viene considerata sostenibile rispetto al territorio in cui opera? Rispettare l’ambiente (74%), sostenere i giovani del territorio (50%) e creare posti di lavoro per i residenti locali (45%) sono le principali azioni che confermano anche il forte legame tra il successo delle imprese e il benessere della comunità in cui operano. Gli imprenditori, poi, si dichiarano pronti a sostenere politiche innovative rivolte alle nuove generazioni e a offrire forme di flessibilità lavorativa come strumenti per ridurre il divario di opportunità tra il Nord e il Sud e tra il “centro” e la “periferia” del Paese. Infine, tra i criteri ESG – environmental, social e governance, ovvero i tre pilastri che devono guidare la trasformazione sostenibile delle aziende – per 1 imprenditore su 2 quello più importante è il criterio social cioè il modo in cui l’azienda tratta la forza lavoro, affronta le tematiche aziendali della salute e della sicurezza e si relaziona con la comunità: questi i principali risultati che emergono dall’Osservatorio “Sostenibilità e Imprese”, ricerca promossa dai Giovani Imprenditori di Confcommercio, con il supporto di OneDay Group, per esplorare il tema della sostenibilità dal punto di vista ambientale, economico e sociale, presentata oggi in occasione del Forum nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio “Territori, territori”, presso la Fiera del Levante di Bari.
Nell’occasione, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Alessandro Ambrosi 2023 rivolto alle imprese del Sud a impatto sociale. Il Premio, dedicato alla figura dell’ex presidente di Confcommercio Bari e vice presidente di Confcommercio nazionale, recentemente scomparso, è andato a due aziende pugliesi: Tuidi, start up pugliese con sede a Putignano (Bari) che ha messo a servizio l’intelligenza artificiale della supply chain aziendale, e Dolcenera, azienda casearia di Altamura gestita oggi dai tre giovani fratelli Squicciarini.
All’evento inaugurale del forum hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, il presidente nazionale di Confcommercio giovani Matteo Musacci e il presidente di Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli. E’ intervenuto in videocollegamento il ministro del Turismo Daniela Santanchè.
“Dal 2008 – ha esordito il ministro – questo evento è diventato un momento di incontro e confronto tra imprese, politica, istituzioni, mondo accademico e sociale, un’occasione di sintesi per comprendere come i giovani imprenditori e tutte le imprese possano contribuire alla crescita della nostra Nazione. In questa nuova edizione, si affronta un argomento vitale in ambito turistico: la funzione dei territori e le opportunità che essi generano nella crescita dello sviluppo sostenibile per imprese e comunità. Vorrei, appunto, porre l’accento sulla loro importanza e sugli investimenti necessari per accrescerne il valore competitivo e l’attrattività: rappresentano i motori dell’Italia, con il loro patrimonio culturale, le risorse naturali e le tradizioni millenarie. Sono i luoghi in cui le imprese si sviluppano, creano posti di lavoro e generano valore. Il ruolo dei giovani imprenditori è fondamentale”.
“E’ necessario, ed è quello che sta facendo il governo – ha proseguito -, creare un ambiente favorevole alle imprese, non disturbare chi lavora. Governi passati hanno messo troppo lacci e lacciuoli per chi voleva lavorare. La mission di questo governo è creare le condizioni più favorevoli alle imprese semplificando le procedure burocratiche, promuovendo l’accesso al credito e stimolando la collaborazione tra imprese e istituzioni. Insieme, se riusciamo a fare squadra, possiamo e dobbiamo costruire un’Italia migliore”.
“Al presidente Sangalli – ha affermato il presidente della Regione Puglia – dobbiamo molto. Ha subito compreso che l’antica tradizione commerciale dei pugliesi e dei baresi, a volte denominata levantinismo, un punto di forza di tutta la regione e credo anche di tutto il commercio italiano. Discutere qui oggi di come si evolvono le forme del commercio di beni e servizi è di grandissima importanza. Poi ovviamente ricorderemo ancora una volta Sandro Ambrosi e il suo straordinario contributo che tantissimo ci manca, nessuno di noi potrà mai dimenticarlo”.
“Questo – ha affermato Sangalli – è un forum un pò particolare, perchè viene celebrato a Bari, proprio in una città che ha visto protagonista per tanti anni della vita non soltanto amministrativa, sociale ed economica un grandissimo personaggio che si chiamava Sandro Ambrosi, che è mancato lo scorso giugno. Certamente è un passato che deve essere sottolineato, perchè tutto quello che ha insegnato, oggi, attraverso questo forum, viene rinnovato sotto forma di un impegno e di una testimonianza proprio agendo e giocando sui valori che lui ha profondamente seminato. Poi c’è anche un altro passaggio importante da sottolineare, attraverso anche l’ultima puntata dell’osservatorio dei giovani: è sempre più stretto il rapporto tra le nuove generazioni con il proprio territorio”.
“Il quattordicesimo forum dei giovani imprenditori di Confcommercio nazionale – ha affermato il presidente di Confcommercio Giovani Matteo Musacci – oggi si tiene a Bari e abbiamo voluto dare un tema, che è quello della sostenibilità non soltanto ambientale, ma anche sociale, economica. I giovani oggi fanno fatica ad aprire un’impresa, a portarla avanti, ma anche a studiare in città che magari possono essere più costose rispetto a prima, proprio perchè l’inflazione e i costi esorbitanti vanno alle stelle e diventano insostenibili. Sono tutti temi che i giovani imprenditori, ma anche gli aspiranti giovani imprenditori, si devono porre. Per questo abbiamo promosso la nostra indagine. Nel corso dei prossimi cinque anni sicuramente arriveremo ad avere quasi l’obbligo di rendere sostenibili le nostre imprese anche per accedere a finanziamenti bancari e bandi statali europei. E’ un tema che prima o poi ci travolgerà e noi dovremo essere pronti al cambiamento”.
“E un grande orgoglio per me – ha spiegato Frulli – accogliere i Giovani Imprenditori di Confcommercio e una soddisfazione aver avuto l’opportunità di ospitare il Forum nella mia città, alla Fiera del Levante, in quanto ho rappresentato i giovani imprenditori per dieci anni in qualità presidente provinciale e di vicepresidente nazionale. La Fiera del Levante dunque si propone come luogo sempre più attrattivo per accogliere eventi nazionali importanti e di primo piano come questo di Confcommercio”.
– foto xa2 Italpress –
(ITALPRESS).

La Regione Basilicata ha il suo canale ufficiale su WhatsApp

POTENZA (ITALPRESS) – Con la diffusione delle FAQ sul nuovo disciplinare del bonus gas parte oggi il Canale WhatsApp della Regione Basilicata, unico canale ufficiale dell’ente, che sarà alimentato dall’Ufficio Stampa della Giunta regionale: sarà un modo privato e riservato per trovare e leggere gli aggiornamenti più importanti e utili. Il nuovo spazio virtuale si aggiunge al portale www.regione.basilicata.it e ai canali social già attivi e contribuirà a rendere più capillare l’informazione della Regione Basilicata. La nuova funzionalità dei canali WhatsApp è stata rilasciata di recente da Meta ed è utilizzata anche da istituzioni ed enti pubblici. Il servizio è attento alla privacy e chiunque potrà iscriversi per seguire gli aggiornamenti in tempo reale. I canali sono separati dalle chat e non sarà possibile alla Regione Basilicata di vedere l’identità dei follower.
Questo nuovo servizio proietta quindi la Regione Basilicata in una dimensione ancora più social, rispettosa della privacy al fine di rendere ancor più trasparente l’informazione verso tutti i cittadini.
Dopo l’iscrizione al servizio il Canale Regione Basilicata comparirà nella scheda Aggiornamenti, in precedenza scheda Stato di WhatsApp.

– foto ufficio stampa Regione Basilicata –
(ITALPRESS).

Napoli, frodi assicurative. Smantellata associazione a delinquere

NAPOLI (ITALPRESS) – Dalle prime luci dell’alba a Napoli, Aversa (CE), Minturno (LT), Melito di Napoli (NA), Curti (CE), Piano di Sorrento (NA) e Servigliano (FM) i Carabinieri della Compagnia Vomero stanno eseguendo un’ordinanza applicativa di misure cautelari (1 in carcere, 3 ai domiciliari e 8 interdittive nei confronti di due avvocati e sei medici) emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica. I destinatari di misura, assieme ad altri 23 indagati in stato di libertà, sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alle truffe assicurative con fraudolento danneggiamento di beni assicurati e ricorso a certificati medici falsi rilasciati da medici compiacenti, riciclaggio, indebita percezione del reddito di cittadinanza e furto aggravato. Le attività, coordinate dalla Procura partenopea e condotte dalla stazione Carabinieri di Napoli Marianella sono frutto di approfondimento su materiale già sequestrato nel corso dell’esecuzione di una prima ordinanza applicativa di misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata a furti, rapine e truffe assicurative, eseguita lo scorso 1 marzo, permettendo di raccogliere indizi a carico degli odierni indagati e di rivelare l’operatività di un’associazione criminale che, da oltre un decennio, opera nel territorio campano. In particolare, le indagini hanno consentito di delineare il modus operandi del sodalizio, all’interno del quale erano ben definiti i ruoli di capo, promotori e partecipi e tra i quali figurano due avvocati e diversi medici, tra cui quattro in servizio presso i P.S. degli ospedali di Marcianise e San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, mentre altri due operavano in centri diagnostici privati. Il meccanismo prevedeva un’iniziale fase di pianificazione della dinamica del sinistro con l’individuazione delle parti da coinvolgere, dei finti testimoni, del medico e del pronto soccorso di riferimento da cui farsi rilasciare referti per inesistenti lesioni; successivamente, venivano coinvolti i sanitari dei centri diagnostici e dei poliambulatori presso i quali venivano effettuate le visite successive a quelle di pronto soccorso ed i carrozzieri compiacenti che avevano il compito di predisporre la documentazione falsa relativa ai danni subiti dai veicoli coinvolti, in maniera compatibile con le lesioni riscontrate. A questo punto entravano in gioco gli avvocati che istruivano le pratiche per falsi sinistri stradali e che concordavano le dichiarazioni dei finti testimoni. In almeno due occasioni sono state accertate anche dichiarazioni testimoniali da parte di due soggetti risultati poi inesistenti. Il profitto del reato della truffa assicurativa, una volta incassato, veniva poi movimentato e prelevato in maniera frazionata, nel tentativo di dissimularne la provenienza illecita.Dalle attività è stato altresì possibile individuare il presunto autore del furto di un’autovettura avvenuto all’interno di un supermercato della città di Napoli ed eseguito con la tecnica del “finto parcheggiatore” che, con l’inganno e qualificandosi come posteggiatore, si era fatto consegnare le chiavi dell’autovettura, per poi dileguarsi facendo perdere le proprie tracce. Documentata anche l’indebita percezione del reddito di cittadinanza da parte di due degli indagati, per un ammontare complessivo di € 20.497,47.(ITALPRESS).

Foto: ufficio stampa Carabinieri Napoli

Assemblea Confagricoltura Puglia, Fitto “Sfida Ue, Italia farà il suo”

BARI (ITALPRESS) – Tutti i principali comparti economici pugliesi sono in grave crisi, accomunati dall’aumento significativo dei costi di produzione e della riduzione dei prezzi in campo. A tutto questo si aggiungono le diverse calamità atmosferiche che hanno impattato sulla regione. E’ questa la denuncia mossa dal presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzaro questa mattina a Bari dal palco di “Il coraggio di cambiare”, assemblea pubblica della confederazione regionale a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr Raffaele Fitto e il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “C’è una sfida complessiva – ha affermato il ministro – che riguarda la politica agricola comune a livello europeo per la futura programmazione sulla quale penso sia necessario lavorare anche con delle proposte a livello nazionale. Il ministro Lollobrigida e il governo sono già impegnati su questo fronte e sarà uno degli elementi decisivi del contributo che l’Italia darà nei prossimi mesi anche in funzione delle scelte che complessivamente dovranno
Anche per questo, nelle “proposte di revisione del Pnrr – ha aggiunto – abbiamo inserito alcuni elementi che sono stati fortemente richiesti dalle organizzazioni di categoria, penso per esempio al tema del finanziamento dei contratti di filiera, sul quale con il ministro Lollobrigida stiamo lavorando in perfetta sinergia ed è in atto il confronto con la commissione europea che proprio nei prossimi giorni ci auguriamo che possa concludersi”.
Il ministro si è poi soffermato sul tema Xylella, “sul quale – ha affermato – si potrebbero aprire tanti elementi di discussione e di polemica, che penso sia meglio evitare. Il governo è impegnato su questo fronte per cercare di dare anche una risposta organica. Il tema non è solo di carattere agricolo, è anche sociale, culturale e identitario per quello che l’ulivo ha rappresentato e rappresenta per il nostro territorio e per la nostra regione. Bisognerà quindi intervenire in modo organico, con un piano complessivo che possa guardare a una rigenerazione del territorio. E’ un tema sul quale il governo darà risposte chiare, mi auguro in sinergia con tutte le istituzioni”. Fitto ha infine sottolineato che il governo intende attestarsi “ai numeri veri, quelli che si conoscono”, e lavorare “per poter avere una risposta chiara e per immaginare degli interventi che vadano in una direzione di una correzione sia per i fondi per l’agricoltura, sia più in generale l’utilizzo dei fondi europei” e ha negato la possibilità di istituire una Zona Agricola Speciale, poichè “stiamo lavorando sulla Zes unica per il Mezzogiorno”.
Il presidente Giansanti si aspetta invece che il Governo dia “una risposta agli agricoltori. Noi – ha affermato – in questi anni abbiamo perso tempo ma soprattutto produzione e rischiamo di perdere il sistema delle imprese. I nostri imprenditori devono ripartire, avere l’opportunità di avere il Governo dalla loro parte, come è giusto che sia, per andare a individuare le risorse da stanziare per i nuovi investimenti, per definire il percorso di espianto e soprattutto per dare la possibilità alle imprese di tornare a occupare personale che ovviamente darebbe un valore non solo economico ma anche sociale alla ripresa della Puglia e del sud”. “Oggi – ha aggiunto – abbiamo una perdita in valore d’acquisto delle risorse attribuite relativa all’inflazione e quindi le risorse sono già minori rispetto alle precedenti, oltre al taglio del budget europeo che destina ancora meno risorse. Questa volta lo sforzo che Regione Puglia, con i suoi imprenditori e il sistema delle imprese, insieme all’amministrazione regionale, deve fare è quello di destinare queste risorse agli imprenditori in maniera chiara e trasparente”.

– Foto: xa2/Italèpress –
(ITALPRESS).