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Operazione antidroga nella Piana di Gioia Tauro, 11 arresti

GIOIA TAURO (ITALPRESS) – Nella notte un’operazione antidroga è scattata nelle province di Reggio Calabria, Benevento, Vibo Valentia e Siracusa dove i carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno eseguito 11 misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Palmi (9 in carcere e 2 ai domiciliari), nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili, tra l’altro e a vario titolo, dei reati di “Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope”. L’operazione, si legge in una nota dell’Arma, “è il frutto di una articolata attività investigativa, svolta tra il mese di agosto 2020 e giugno 2022 e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, finalizzata all’individuazione di un gruppo di soggetti originari di alcuni Comuni della Piana i quali, utilizzando un sistema rodato e ben collaudato, si occupavano di gestire, in varie località, lo spaccio di sostanze stupefacente, principalmente cocaina, marijuana e crack”. L’indagine prende spunto da alcune informazioni raccolte da una pattuglia dell’Arma, nel corso di un intervento per lite in famiglia: nella circostanza, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gioia Tauro, si accorsero che la lite nasceva da un debito legato al traffico di stupefacenti. Da quel momento, i militari hanno approfondito alcune dinamiche e, le successive investigazioni, hanno permesso d’individuare numerosi episodi di detenzione e cessione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, consentendo di censire la presenza di almeno due “piazze di spaccio” sia nella municipalità di Rosarno che nel comune di Gioia Tauro oltre che individuare alcuni “posti sicuri”. In tutti i casi è stato riscontrato un voluminoso giro di affari e clienti, gestito da soggetti ritenuti comunque vicini agli ambienti della criminalità organizzata locale.
I riscontri obiettivi “acquisiti attraverso i servizi d’osservazione, pedinamento e controllo, nonchè mediante perquisizioni, sequestri, arresti in flagranza ed attività tecnica, hanno fornito la chiave di lettura per decifrare, inoltre, alcuni dialoghi “criptati”, nei quali gli stupefacenti erano spesso chiamati con nomi di fantasia usando linguaggio convenzionale. Più di cento episodi documentati e ventitrè le persone indagate, 11 delle quali colpite da provvedimento restrittivo della libertà personale. Ma la particolarità dell’indagine è “quella di aver registrato le “consegne a domicilio”, da qui la decisione di denominare l’operazione “smart delivery”. Si è registrato infatti che, in alcune circostanze, soprattutto nel periodo di maggiore limitazione negli spostamenti per l’imposizione delle misure imposte dalla pandemia da Covid-19, alcuni indagati erano soliti prendere l’ordine per lo stupefacente: non era quindi il cliente a recarsi dallo spacciatore, ma a concordare con questi, anche telefonicamente o via canali “social”, la consegna della sostanza, che veniva portata direttamente a casa o in altro luogo preventivamente individuato”. Nel corso dell’indagine, tra l’altro, veniva rinvenuto un vero e proprio arsenale pronto all’uso all’interno di una casa apparentemente abbandonata. Nello specifico, dentro un secchio di plastica, ben occultati da diversi strati di cellophane sono stati rivenuti: una mitraglietta modello “Uzi” perfettamente oleata, in ottimo stato di utilizzo, senza matricola munita di 2 caricatori, una scatola contenente 50 proiettili calibro 9 luger e un involucro con ulteriori 20 cartucce calibro 7,65, oltre che un ordigno artigianale improvvisato, perfettamente funzionante, del peso lordo di 850 grammi, collegato ad una miccia a rapida combustione, nonchè, due sacchetti di plastica contenenti più di 4 chilogrammi di polvere pirica, idonea al confezionamento di altri ordigni artigianali. In altro locale della medesima abitazione, all’interno di un radiatore vi erano nascoste due confezioni contenenti 77 grammi totali di sostanza stupefacente di tipo cocaina, materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti 1kg di cocaina, mezzo kg di marjuana e quasi 2 mila euro suddivise in banconote di vario taglio.

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –
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Esemplari di cervi trasferiti nella foresta di Fossa Cupa in Basilicata

POTENZA (ITALPRESS) – I funzionari dell’Ufficio Parchi, Biodiversità e Tutela della Natura della Direzione Generale dell’Ambiente, del Territorio e dell’Energia, in collaborazione con i tecnici del corpo di polizia locale di Sasso di Castalda hanno trasferito oggi alcuni esemplari di cervi (Cervus Elaphus) dall’area faunistica del cervo nel territorio di Sasso di Castalda all’area faunistica Foresta Regionale Fossa Cupa nel territorio di Abriola, dove già sono presenti alcune decine di esemplari della stessa specie. Lo rende noto l’assessore all’Ambiente, Territorio ed Energia della Regione Basilicata, Cosimo Latronico.
Nell’oasi faunistica del cervo di Sasso di Castalda, voluta e curata dall’amministrazione locale, si legge in una nota “splendidi esemplari di cervo vengono tutelati e custoditi in semilibertà a scopo culturale e didattico ed insieme ad altri attrattori locali riescono a coinvolgere tantissimi turisti che nell’arco dell’anno si recano ad osservare gli animali custoditi in modo esemplare e nel pieno rispetto del benessere animale. Il progressivo incremento del numero dei capi, dovuto soprattutto ai favorevoli fattori ambientali, ha determinato la necessità di trasferire alcuni esemplari di cervo in soprannumero rispetto allo spazio disponibile e sono stati quindi liberati quattro esemplari di cervo, cui un maschio adulto e tre fusoni, in un ambiente molto più ampio e dalle caratteristiche idonee”.
Erano presenti il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Roberto Tricomi, i funzionari dell’Ufficio Parchi Bernardino Anzidei, Biagio Sampogna e Sandrino Caffaro, e l’agente della Polizia locale del Comune di Sasso di Castalda Simona Caione.
“Le operazioni – afferma l’assessore Latronico – sono il frutto di uno studio particolare, sia delle potenzialità della superficie di immissione che del sito di prelievo, nonchè delle analisi e relativa profilassi sanitaria degli animali target da parte delle autorità sanitarie. L’area faunistica di Fossa Cupa di Abriola rappresenta una memoria storica in Basilicata, regione che vanta una buona popolazione di bovidi presenti un pò ovunque grazie alle reintroduzioni in ambiente libero con animali provenienti tutti da quella zona faunistica. Il mantenimento del carattere selvatico degli animali nell’area rappresenta un requisito indispensabile per l’attuazione di interventi di ripopolamento e di reintroduzione in natura, che significa una buona ricchezza di biodiversità per l’intero territorio lucano”.
– foto ufficio stampa Regione Basilicata –
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Lavori per messa in sicurezza rivestimento murario di Castel Nuovo a Napoli

NAPOLI (ITALPRESS) – A Napoli sono stati avviati i lavori in via d’urgenza per la messa in sicurezza del rivestimento murario lato est del Complesso Monumentale di Castel Nuovo, dove si era verificata la caduta di un concio del paramento murario dalla facciata prospiciente Via Acton e si era manifestata una profonda lesione nei pressi del blocco distaccato, con il disgaggio e disallineamento di altri blocchi. Lo rende noto il Comune, sottolineando in una nota che la zona interessata dal dissesto era stata delimitata ed interdetta al passaggio pedonale in attesa dell’esecuzione delle opere necessarie per rimuovere lo stato di pericolo per la pubblica incolumità nonchè per garantire la tutela e conservazione del bene.
L’esecuzione dell’intervento disposta dal Servizio Coordinamento e Gestione Tecnica del Patrimonio è stata suddivisa in due fasi. Nella prima verrà realizzato il consolidamento della zona interessata dal crollo. A tale scopo è stato avviato l’allestimento del ponteggio metallico in corrispondenza del Torrino interessato dal crollo. Saranno effettuati rilievi e verranno smontati gli elementi lapidei che risultano instabili e distaccati. Subito dopo si procederà ad un consolidamento – o, se necessaria, una ricostruzione – del substrato, quindi saranno ricollocati gli elementi lapidei smontati.
Al termine di questo primo intervento, con l’ausilio di una piattaforma aerea sarà effettuata la verifica dell’aderenza e della stabilità del rivestimento lapideo dei rivellini sul lato est del Castello. Se dovesse emergerne la necessità, si procederà all’intervento necessario a garantire la stabilità degli elementi lapidei.
– foto ufficio stampa Comune di Napoli –
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L’aeroporto di Foggia “Gino Lisa” avrà un nuovo volto

FOGGIA (ITALPRESS) – Innovativo, più sicuro e proiettato al futuro. Sarà questo il nuovo volto dell’aeroporto ‘Gino Lisà di Foggia al termine dei lavori di riqualificazione funzionale dell’aerostazione, il cui progetto di fattibilità tecnica ed economica è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, gli assessori regionali alla Mobilità e alle Infrastrutture Anita Maurodinoia e Raffaele Piemontese, il direttore generale di Aeroporti di Puglia, Marco Catamerò, il direttore dei Progetti Speciali Patrizio Summa e il direttore Tecnico, Donato D’Auria.
“Dopo avere restituito al territorio il ‘suò aeroporto – ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile – oggi annunciamo che lo scalo avrà un nuovo volto in grado di coniugare sicurezza e armonia architettonica. Il seme piantato più di un anno fa sta dando i suoi frutti e continuerà a darli non solo attraverso i numeri, ma anche e soprattutto attraverso l’attrattività di un territorio ricco di bellezze. Con tanta pazienza e abnegazione, riusciremo a raggiungere risultati che vanno ben oltre le aspettative. Il nostro obiettivo non è fare le cose di fretta, ma farle nel miglior modo possibile e per questo ringrazio l’ENAC, il suo Presidente Di Palma e tutta la sua struttura, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il management di Aeroporti di Puglia, la Regione Puglia. Sono convinto che concentrarsi sulla qualità del lavoro da fare piuttosto che sulla velocità con cui farlo in questo caso aiuti a garantire risultati duraturi e soddisfacenti”.
“Foggia avrà un aeroporto che, oltre a essere funzionale, sarà anche bello. Investire in architettura pubblica, con stili e linguaggi contemporanei, è un ulteriore passo verso la modernità di cui Foggia ha un grande bisogno – ha dichiarato Raffaele Piemontese, Vice presidente della Regione Puglia -. I lavori che saranno eseguiti per riammodernare tutto il terminal sono compatibili con l’operatività dello scalo, per cui l’aeroporto continuerà a generare traffico e a incrementarlo. Questo è un ulteriore passo avanti nell’ambito di una strategia che il presidente Michele Emiliano in primis si è intestato e che progredisce anno dopo anno. Avremmo dovuto presentare questo progetto il 30 settembre scorso, per celebrare un anno di voli tornati operativi e il superamento del traguardo dei 40 mila passeggeri, ma alcuni particolari tecnici ci hanno fatto spostare a oggi questa presentazione che serve a testimoniare quanto la crescita e la trasformazione dell’aeroporto di Foggia stia dentro una visione complessiva, per cui ognuno degli scali
pugliesi è chiamato a sviluppare la sua specificità. A fianco dei voli di linea e a quelli privati, stiamo sviluppando un progetto importante che qualificherà e caratterizzerà questa infrastruttura: il Villaggio Azzurro sarà un grande polo strategico di livello nazionale per la protezione civile, le trasformazioni che abbiamo presentato oggi faranno dello scalo foggiano un hub energetico nel senso che questo sarà un aeroporto autosufficiente quanto a energia prodotta e consumata. Siamo contenti che il dialogo istituzionale con il Governo nazionale prosegua e, naturalmente, ci aspettiamo si traduca presto nell’autorizzazione che abbiamo richiesto per un Distaccamento dei Vigili del Fuoco che consentirà a più tipologie di aeromobili di atterrare e decollare qui a Foggia”.
“Il cammino è stato lungo, non semplice, in alcuni momenti davvero ostico – ha dichiarato l’Assessore alla Mobilità della Regione Puglia, Anita Maurodinoia. Ma non ci siamo arresi e, finalmente, tassello dopo tassello stiamo ricomponendo il complesso mosaico del Gino Lisa. A un anno dall’avvio dei collegamenti di linea, che hanno registrato lusinghieri risultati, ci ritroviamo qui per illustrare alla comunità i lavori che permetteranno all’aerostazione, innanzitutto, di migliorare sotto il profilo della sicurezza, ma anche di acquisire un’identità più innovativa e funzionale sotto il profilo architettonico. Chi arriverà in aereo a Foggia dovrà percepire netta la sensazione di essere arrivato in un luogo che coniuga bellezza e funzionalità; chi parte dovrà portare con sè l’immagine di un aeroporto, di un territorio che stanno cambiando. La Regione Puglia manterrà lo stesso impegno per realizzare gli ulteriori interventi che, con ENAC e Aeroporti di Puglia, sono stati individuati per far crescere ulteriormente questa infrastruttura che riteniamo strategica e alla quale riserviamo una costante attenzione”.
I lavori, il cui importo è di circa 10 milioni di euro da realizzare nell’ambito del ciclo di programmazione FSC (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) 2021-2017, verranno effettuati garantendo l’operatività dello scalo e serviranno per rendere più moderno il terminal. E’ previsto infatti non solo l’utilizzo di materiali innovativi e di strutture che assicurino un livello più alto di resistenza sismica, ma anche il ricorso a fonti alternative di energia, che garantiscano un maggiore efficientamento, nel pieno rispetto della politica ambientale da anni perseguita da Aeroporti di Puglia e che renderanno lo scalo foggiano totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico.
Obiettivo della Società, è stato sottolineato, è quello di ‘rinforzarè l’infrastruttura con elementi di alta valenza architettonica in cui la resistenza e la maggiore stabilità si coniughino appieno con l’estetica. Questo significa che i lavori sull’infrastruttura che riguarderanno sia l’interno dell’aerostazione che l’esterno, quindi le facciate, si sono resi necessari per migliorare gli standard di sicurezza strutturale in caso di eventi sismici e il suo aspetto. Si farà ricorso
all’utilizzo di materiali ‘fortì che esternamente creeranno una cortina architettonica continua in grado di rinnovare e abbellire completamente l’aspetto di tutte le facciate,
anche attraverso una scelta cromatica che prevede una variazione dal bianco all’azzurro, a prefigurare un camaleontico mascheramento verticale verso il cielo.
Il Piano di Sviluppo Aeroportuale di Foggia, in fase di istruttoria da parte dell’ENAC, prevede, così come illustrato dal direttore generale e dal direttore tecnico di Aeroporti di Puglia, un piano degli investimenti di circa 70 milioni di euro e si articola su interventi che riguardano tra gli altri un nuovo distaccamento dei Vigili del Fuoco, una riqualifica funzionale del piazzale di sosta aeromobili e una riqualifica del Villaggio Azzurro. Il nuovo volto dell’aeroporto prevede anche che a guidare lo scalo sarà una donna, presentata questa mattina dal presidente Vasile nel corso della conferenza stampa. Si tratta di Antonella D’Alfonso, da oltre vent’anni dipendente di Aeroporti di Puglia, dove attualmente ricopre il ruolo di supervisore al “Karol Wojtyla”.
– Foto ufficio stampa Aeroporti di Puglia –
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Università Federico II e Fao, accordo per la sicurezza alimentare

ROMA (ITALPRESS) – “Un accordo di portata storica quello che la Federico II ha sottoscritto oggi con la FAO. Un memorandum understanding per il sostegno alle politiche volte ad una alimentazione sostenibile e soprattutto democratica, quindi cibo per tutti e di qualità, per il raggiungimento di quegli ODG che sappiamo essere importanti e che ci aspettano nei prossimi anni. E’ un accordo al quale abbiamo lavorato molto che prevede l’impegno dell’Ateneo ma anche del grande progetto Agritech, di cui siamo coordinatori nazionali. Parte una nuova stagione di internazionalizzazione del nostro sforzo nel settore dell’agricoltura”. Così il Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Matteo Lorito, in relazione all’accordo firmato oggi pomeriggio a Roma con il Direttore Generale FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, QU Dongyu, per promuovere progetti ed azioni concrete per la sicurezza alimentare e la salute del pianeta.
“Tra FAO e Federico II c’è una grande comunione di intenti – ha aggiunto -. Le tematiche di ricerca e didattica del nostro Ateneo rispondono a sfide globali come quelle legate alla sostenibilità dei sistemi alimentari e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Adesso è un accordo con la Federico II ma a breve, quando si siglerà anche l’intesa con Agritech, il memorandum of understanding coinvolgerà 30 università italiane legate al Centro Nazionale”.
“La FAO e l’Università condividono obiettivi comuni nel promuovere l’agricoltura sostenibile, affrontare le sfide del cambiamento climatico e contribuire attivamente al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Con questo accordo, la FAO e l’Università dichiarano la loro intenzione di lavorare insieme per promuovere il trasferimento di conoscenze, innovazione e tecnologie per sistemi agroalimentari resilienti e sostenibili”, ha dichiarato QU Dongyu.
Nei prossimi anni la FAO e la Federico II condivideranno progetti e percorsi per rispondere agli obiettivi dell’agenda strategica dell’Organizzazione Mondiale, e si faranno promotori di azioni concrete per la sicurezza alimentare e la salute del pianeta.
Alla firma dell’accordo erano presenti Danilo Ercolini, Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II e Direttore Scientifico della Fondazione Agritech, Marco Pacini, Direttore di Agritech- Centro Nazionale di Ricerca per le Tecnologie dell’Agricoltura, Maurizio Martina, Vicedirettore FAO, Bruno Archi, Ambasciatore dell’Italia presso la FAO, e Ismahane Elouafi, Chief Scientist.
La Federico II lavorerà insieme ai tecnici della FAO, e in particolare al Dipartimento dell’Innovazione, per la stesura e la realizzazione degli accordi attuativi, in continuità alle collaborazioni già avviate.
Tra le prime azioni della Federico II, l’interazione tra gli studenti del corso di studi magistrale in Sustainable Food System e la FAO. Sarà programmata, ad integrazione di attività formative, la loro partecipazione a eventi o a seminari sullo sviluppo sostenibile e sugli obiettivi dell’agenda Fao presso la sede di Roma dell’Organizzazione Mondiale.
Per quanto riguarda il Centro Agritech, dopo la firma dell’accordo che avverrà nei prossimi mesi, come previsto nella lettera d’intenti firmata oggi, le azioni partiranno dall’agenda strategica della FAO. Si selezioneranno le linee di attività più coerenti con quelle di Agritech e si farà un memorandum understanding per partire con accordi attuativi di attività ritenute prioritarie e progetti di ricerca.
“Ci auguriamo che in futuro questa partnership possa essere foriera di ulteriori finanziamenti per Agritech a livello internazionale sempre con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile”, afferma Danilo Ercolini.
La collaborazione tra i due Enti si rafforza per le grandi competenze in vari campi delle scienze della Federico II, la più antica università laica al mondo, Ateneo generalista, con un Dipartimento di Agraria tra i più innovativi, le cui attività di ricerca e di insegnamento si concentrano su aree di rilevanza mondiale, quali, ad esempio, la produttività sostenibile, la promozione della resilienza ai cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile delle aree marginali, Dipartimento che ha dato anche vita ad un nuovo corso internazionale di Master of Science in “Sustainable Food Systems” per la formazione di manager della sostenibilità per il business agroalimentare e all’Agritech Academy. L’Università Federico II è pure l’ente promotore del Centro Nazionale Agritech per lo sviluppo delle Nuove Tecnologie in Agricoltura ed è responsabile dell’HUB nazionale che avrà sede a Napoli; progetto che vale circa 350 milioni di euro di cui 320 milioni a carico del Pnrr: un finanziamento senza precedenti per la ricerca in agrifood.

– foto ufficio stampa Università Federico II –
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Sequestrate a Gioia Tauro due aree comunali adibite a discarica abusiva

GIOIA TAURO (ITALPRESS) – Due discariche abusive in aree comunali sono state sequestrate dai carabinieri di Gioia Tauro, coadiuvati da personale del Nucleo Forestale Carabinieri di Cittanova, hanno sequestrato due aree. Nello specifico, si legge in una nota dell’Arma, “i militari hanno posto sotto sequestro l’area insistente in una intersezione nei pressi di via Ciambra del Comune di Gioia Tauro, da tempo oggetto di deposito di materiale di scarto e una seconda area in zona Guardiola”. Nel primo luogo, sottostante al Ponte Petrace, e nei pressi di quel fiume, a poca distanza dalla sua foce, è stata realizzata una discarica non autorizzata e contenente rifiuti pericolosi, tutti completamente sparsi su un’area pubblica. Tra gli altri, “erano presenti rifiuti miscelati su un’area di quasi 300 metriquadrati: sul terreno nudo erano presenti anche lastre di amianto, scarti di meccanica e autocarrozzeria rimossi da veicoli, rifiuti della lavorazione del legno, pneumatici di varia misura e grandezza. Nella seconda area, la discarica, estesa per circa 150 mq, è stata riscontrata la presenza di rifiuti di varia natura tra cui pericolose lastre danneggiate di amianto o materiale di risulta proveniente da attività di demolizione edilizia”. In entrambi i casi sono stati rinvenuti anche oggetti ingombranti che sono stati illecitamente lasciati sul suolo pubblico. Sono messi in atto accertamenti ulteriori finalizzati a verificare l’eventuale presenza di combustibili o oli esausti che potrebbero aver inquinato il terreno circostante soprattutto in presenza di eccessiva persistenza nel sito delle sostanze inquinanti. Il Primo cittadino del Comune di Gioia, è stato nominato custode dell’area, in attesa degli accertamenti del caso da parte degli organi preposti e delle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria di Palmi.

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –
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Riunito gruppo lavoro “Terra dei Fuochi” per la mappatura dei terreni

NAPOLI (ITALPRESS) – Presso la Scuola Forestale Carabinieri – Centro Addestramento di Castel Volturno, si è riunito il Gruppo di Lavoro “Terra dei fuochi” incaricato dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dal Ministero della Salute, d’intesa con la Regione Campania, di svolgere le indagini tecniche per la mappatura dei terreni agricoli al fine di garantire la salubrità delle produzioni agroalimentari.
Il Gruppo di lavoro, unico caso nel panorama nazionale in cui Istituti tecnico-scientifici, Università e Forze di polizia specializzate condividono informazioni e competenze, è stato presieduto dal Generale Andrea Rispoli, Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, ed ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti del Consiglio per la Ricerca e sperimentazione in Agricoltura (CREA), Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Istituto Superiore di Sanità (ISS), Direzioni Generali ambiente ed agricoltura della Regione Campania, Arpa Campania (ARPAC), Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e degli Istituti Zooprofilattici sperimentali del Mezzogiorno e di Abruzzo e Molise. L’obiettivo principale del Gruppo di lavoro consiste nell’analisi dei dati derivanti dai campioni di terreno e di vegetali prelevati in campo al fine di valutare l’eventuale presenza di effetti contaminanti e garantire la sicurezza della produzione agricole.
Sono trascorsi 10 anni di attività dalla pubblicazione del decreto-legge 136/2013 che introdusse una serie di misure per fronteggiare le emergenze ambientali e favorire lo sviluppo nel mezzogiorno d’Italia, tra cui lo svolgimento di indagini tecniche dei terreni destinati all’agricoltura: ad oggi sono state analizzate e classificate 641 particelle di cui solo il 20% circa è stato interdetto e sottoposto a verifiche periodiche dei Carabinieri forestali, mentre la maggior parte dei terreni è stata indicata idonea alle produzioni.
Particolare rilevanza assumono le recenti attività svolte di concerto dai Carabinieri Forestali, coordinati dal Comandante Regionale Gen. B. Ciro Lungo, e l’ARPAC diretta dall’Avvocato Stefano Sorvino, per accertare eventuali effetti causati da movimentazioni superficiali ed abbandoni di rifiuti.
Nello specifico sono stati individuati 22 siti, considerati tra quelli con movimenti di terra più significativi, su cui si opererà con l’ausilio del geomagnetometro, per rilevare la eventuale presenza di corpi ferrosi nel sottosuolo e, successivamente, con realizzazioni di trincee per il prelievo di campioni al fine di prevenire ogni rischio per la salubrità dei suoli. E’ stata poi considerata l’importanza dei risultati operativi conseguiti dai CC Forestale per il contrasto alle gestioni illegali ed ai roghi di rifiuti, tra le principali fonti di inquinamento ambientale: dall’inizio dell’anno – nella sola area a nord di Napoli – sono 140 i reati accertati, 42 attività ed 84 mezzi/attrezzature sequestrate per oltre 620.000 di sanzioni amministrative contestate.

– foto: ufficio stampa Carabinieri Forestali –
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Puglia, approvata la legge che sblocca i crediti fiscali “incagliati”

BARI (ITALPRESS) – La Regione Puglia interviene per supportare concretamente il sistema delle imprese pugliesi in difficoltà a causa del blocco del meccanismo di cessione dei crediti fiscali da “bonus edilizi” deciso dal Governo nazionale.
Su elaborazione concertata tra Presidenza, Assessorato al Bilancio e Assessorato allo Sviluppo Economico, il disegno di legge discusso e diventato legge, oggi, con l’approvazione del Consiglio regionale, ha la finalità di salvaguardare anche i livelli occupazionali del comparto edile e dell’intero indotto, sbloccando i crediti fiscali “incagliati”, cioè i crediti che giacciono nei cassetti fiscali dei contribuenti senza trovare acquirenti sul mercato.
“Una misura attesa e fortemente voluta da tutti gli operatori del settore e che farà ripartire i cantieri e le opere bloccate da troppo tempo sul territorio regionale”, ha commentato il presidente Michele Emiliano.
“Si tratta di una misura attraverso la quale ci incarichiamo di sostenere le imprese pugliesi che sono rimaste prigioniere dei crediti fiscali incagliati – ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci -. Con questo provvedimento, regolamentiamo – evitando speculazioni – la cessione di tutti crediti fiscali delle aziende.
“Le nostre scelte politiche, le nostre competenze, le nostre risorse economiche sono tutte orientate a sostenere il tessuto economico pugliese che abbiamo accompagnato e stiamo accompagnando in questa fase di trasformazione spesso turbolenta, convinti di proporci, in questa maniera, in un fattore imprescindibile per la buona crescita e il buono sviluppo della Puglia”, dice il vicepresidente e assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese.
L’intervento legislativo impostato con un meccanismo semplice e immediato, nel rispetto dell’ultimo decreto nazionale sul tema, il Decreto Legge n. 11 del 2023, consente agli Enti pubblici regionali e alle società controllate dalla Regione, non inclusi nell’elenco annuale ISTAT sulle pubbliche amministrazioni, di acquisire dalle banche o dalla banca capogruppo i crediti fiscali derivanti da interventi edilizi effettuati da imprese aventi sede legale oppure operativa sul territorio regionale, relativi a immobili ubicati sempre in Puglia.
La stessa banca sarà tenuta a garantire, attraverso un’apposita clausola contrattuale, il buon fine del credito.
Ciascun ente e società emanerà quindi uno o più bandi rivolti agli istituti di credito per acquisire, con procedura “a sportello”, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino a esaurimento della capacità fiscale disponibile, i crediti da portare in compensazione.
Dal canto loro le banche che cederanno i crediti garantiranno il reimpiego sul territorio della capacità fiscale liberata, provvedendo all’acquisizione di ulteriori crediti di imposta relativi a interventi su immobili ubicati nel territorio pugliese ed effettuati da imprese avente sede legale e/o operativa nella Regione Puglia, così innescando un meccanismo virtuoso nella circolazione dei crediti fiscali.
Al fine di monitorare l’attuazione della legge, di vagliare costantemente le problematiche relative alla cessione dei crediti edilizi e, soprattutto, di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta nella circolazione dei crediti fiscali, viene poi istituito presso la Presidenza della Giunta regionale un Tavolo tecnico di confronto, presieduto dal Capo di Gabinetto e composto dai rappresentanti degli enti e delle società regionali, oltre che dalla Commissione regionale dell’Associazione Banche Italiane e delle associazioni di categoria.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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