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Eric Apode nuovo Ceo di Peugeot Motocycles

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Eric Apode è il nuovo Ceo di Peugeot Motocycles. Nell’ambito delle nuove ambizioni della azienda, confermate con l’acquisizione di una partecipazione da parte di Mutares nel febbraio 2023, E’ric Apode sarà responsabile di sostenere la crescita e la diversificazione delle attività dell’azienda. Mutares SE & Co KGaA ha acquisito una partecipazione del 50% in Peugeot Motocycles nel febbraio 2023, ottenendo così un controllo di maggioranza dell’ 80 % insieme al suo co-azionista, Mahindra and Mahindra M&M). E’ric Apode, 57 anni, originario della regione francese del Gard e laureato all’Ecole des Mines de Paris, ha trascorso la sua intera carriera nell’industria automobilistica. Dopo gli inizi in Peugeot Automobiles nel 1988, è stato responsabile delle operazioni nel Sud-Est asiatico per Stellantis (ex PSA Peugeot Citroèn).
In particolare, è stato all’origine della Peugeot Coupè 406, nonchè delle DS 3 Crossback, DS 4, DS 7 Crossback e DS 9, contribuendo al riconoscimento mondiale del marchio di lusso francese DS Automobiles, di cui è stato uno dei principali fondatori.
La sua carriera internazionale lo ha portato prima in Cina, dove ha creato la JV CAPSA tra Changan e PSA a Shanghai e Shenzhen, di cui è stato CEO; poi in India, dove ha guidato il lancio dei nuovi programmi globali di Citroèn e ha costruito le basi tecniche, industriali e di acquisto di PSA Peugeot Citroèn nella regione; infine nel Sud-Est asiatico, dove ha seguito le operazioni di Stellantis in tutti i 18 Paesi della regione.
“E’ con grande entusiasmo che assumo il mio incarico alla guida di Peugeot Motocycles, storico costruttore francese presente sul mercato da 125 anni e decisamente concentrato sulle sfide del futuro. Combinando competenza e innovazione, Peugeot Motocyclesmira a soddisfare le esigenze derivanti dalle future forme di mobilità e dallo sviluppo di nuovi mercati. Intendo dare priorità al lancio di prodotti innovativi, sia elettrici che a combustione, e mobilitare l’azienda su obiettivi di vendita ambiziosi in Europa e nel mondo. L’impegno dei team di cui prendo la direzione oggi è già una garanzia del successo del marchio” ha dichiarato Eric Apode.
Mathieu Purrey, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Peugeot Motocycles e Direttore Generale del segmento Automotive & Mobility di Mutares, ha accolto con favore la nomina, affermando: “E’ric Apode ha la passione per le due ruote e, nel corso della sua carriera, ha dimostrato la sua competenza e il suo impegno per l’eccellenza operativa, valori fondamentali per Mutares. Per questo lo abbiamo scelto per la sua esperienza, in particolare per quanto riguarda le sfide commerciali in materia di nuovi modelli. Gli auguro un completo successo in questo suo nuovo ruolo”. Per Sèbastien Mas, Presidente di Peugeot Motocycles, “l’arrivo di E’ric Apode come Amministratore Delegato è una risorsa per il futuro del marchio. La sua esperienza nel lancio di nuovi modelli di successo e la sua comprovata conoscenza dei mercati internazionali, in particolare quello asiatico, corrispondono agli obiettivi che abbiamo fissato per l’azienda. Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con lui, sulla base della nostra condivisa ambizione e del nostro comune impegno nello sviluppo di Peugeot Motocycles”.

foto: ufficio stampa Peugeot Motocycles

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Stellantis, stabilimento Archer negli USA operativo da metà 2024

TORINO (ITALPRESS) – L’americana Archer Aviation e Stellantis compiono un ulteriore passo avanti nella loro partnership in occasione del Paris Air Show 2023. “I team Stellantis e Archer stanno procedendo a grande velocità per raggiungere l’obiettivo di iniziare la produzione scalabile degli aeromobili Archer entro la metà del 2024” ha dichiarato Carlos Tavares, CEO di Stellantis. Questo annuncio di aggiunge ai lavori di costruzione della prima struttura al mondo per la produzione su vasta scala di velivoli eVTOL situato in un campus di circa 40 ettari a Covington, Georgia, motivi per cui Stellantis ha recentemente aumentato la sua partecipazione strategica mediante acquisti di azioni di Archer sul mercato aperto. Durante la fase di avvio della produzione, l’obiettivo è quello di fare leva sui rispettivi punti di forza delle due aziende per promuovere un rapido aumento della produzione di velivoli in modo da rispettare i piani di commercializzazione di Archer.
Mentre i lavori per rendere operativo lo stabilimento entro la metà del 2024 procedono rapidamente, il personale qualificato di Stellantis collabora a tempo pieno con il team di Archer, focalizzandosi sulle attività di automazione della produzione e fornitura dei componenti. I dipendenti Stellantis sono presenti in quasi tutte le funzioni di Archer tra cui la produzione, l’ingegneria, la supply chain, la qualità, le infrastrutture e le risorse umane.Inizialmente la capacità produttiva si attesterà sui 650 velivoli all’anno con possibilità di ampliamento per supportare una produzione di 2.300 esemplari all’anno. Simili volumi renderanno lo stabilimento il più grande impianto per la produzione di velivoli al mondo in termini di unità prodotte.

foto: ufficio stampa Stellantis

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Renault Kangoo, il veicolo elettrico più venduto del suo segmento

ROMA (ITALPRESS) – Renault Kangoo ha svolto un ruolo importante e, talvolta, poco noto nello sviluppo delle competenze elettriche del costruttore. Se, dal 1985, Renault ha cominciato ad esplorare le soluzioni elettriche per le furgonette con una versione elettrica di Renault Express alimentata da batterie nichel-zinco, quest’obiettivo ambizioso si è concretizzato all’inizio degli anni 2000 con Renault Kangoo. Vero e proprio laboratorio dei veicoli elettrici, Renault Kangoo è stato proposto, fin dal 2002, nelle versioni elettriche (Kangoo Electrìcitè) ed ibride (Kangoo Elect’road). Queste “piccole serie” hanno permesso alla Marca di acquisire vere e proprie competenze nella progettazione dei veicoli elettrici e nella loro industrializzazione, ma soprattutto a livello di manutenzione. A quei tempi, una squadra di flying doctors si spostava presso i vari clienti per fare manutenzione, analizzare e migliorare i modelli in circolazione.
Nel 2011, con la commercializzazione al pubblico, Renault Kangoo Z.E. è diventato il primo veicolo 100% elettrico ad ottenere il titolo di International Van Of The Year, creando contemporaneamente il segmento delle furgonette / multispazio elettrici. E’ grazie a questi anni di esperienze e utilizzo intensivo da parte degli operatori professionali che Renault può proporre oggi Nuovo Kangoo Van E-Tech Electric, un veicolo performante che dispone della migliore autonomia del mercato.
Da allora, questo modello è diventato il veicolo elettrico più venduto della storia, con oltre 90.000 unità prodotte presso la Manufacture di Maubeuge, in Francia. Se si aggiungono anche i veicoli elettrici prodotti per i partner, il numero sale fino a 100.000 unità. Kangoo è disponibile nella versione E-Tech Electric per gli operatori professionali e per i privati in due lunghezze, pianale cabinato, furgone o autovettura, ed è personalizzabile all’infinito grazie ad oltre 350 allestitori autorizzati Renault Pro+.

foto: ufficio stampa Renault Group Italia

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Mazda reinventa il motore rotativo con la MX-30 R-EV

ROMA (ITALPRESS) – Il motore rotativo ha sempre affascinato l’industria automobilistica. Mazda è certamente il marchio che può renderlo di successo, visto il suo passato pieno di modelli rotativi all’avanguardia. Ora porta questa tecnologia in una nuova audace direzione. Con la Mazda MX-30 R-EV, il primo Phev con generatore di corrente a motore rotativo. “Una nuova era”, “Il motore del futuro”: questi sono alcuni dei modi con cui i media di settore espressero la loro iniziale euforia per l’invenzione tedesca del motore Wankel. Per inciso, potrebbero anche essere usati per descrivere l’ultima innovativa espressione della tecnologia rotativa, la Mazda MX-30 R-EV. Con la sua introduzione nel 2023, il modello segna dopo otto anni il primo ritorno di questo tipo di motore sulle vetture del Marchio. Come generatore di energia, dotato di un serbatoio di benzina da 50 litri, ricarica durante la marcia la batteria di questo PHEV, estendendone l’autonomia fino a 680 chilometri senza la necessità di ricaricarlo o di fare rifornimento. Quest’ultima svolta, tuttavia, è solo l’ultima puntata di una storia pluridecennale che unisce la Mazda e i motori rotativi, un’infatuazione che risale al lontano 1961.
Il 4 luglio di quell’anno, il governo giapponese approvò ufficialmente l’accordo di licenza della Mazda con la tedesca NSU Wankel GmbH per quanto riguardava l’utilizzo del rivoluzionario motore rotativo. Progettato dall’inventore Felix Wankel, il motore non richiede nè pistoni nè cilindri. Sono invece dei rotori a sostituire il movimento alternativo dei pistoni, il che offre funzionamento a basse vibrazioni, rumorosità minima, struttura compatta e peso ridotto. Questa svolta tecnologica spinse gli ingegneri Mazda a ripensare completamente l’automobile. Non solo per portare il motore rotativo alla maturità di produzione, ma anche per sviluppare progetti di veicoli innovativi in cui i vantaggi del gruppo propulsore potessero davvero risplendere.
Sebbene alla fine siano stati i modelli con motore rotativo a ottenere per primi in tutto il mondo il riconoscimento del marchio Mazda, la strada per arrivarci non è stata facile. I motori rotativi presentavano sfide uniche e gli ostacoli posti dalla nuova tecnologia hanno indotto quasi tutti i circa 30 altri licenziatari a rinunciare a questo tipo di motore. Non così Mazda. Al Motor Show di Tokyo del 1964, l’Azienda presentò l’avveniristica Cosmo Sport 110 S, un prototipo sviluppato dal “Mazda Rotary Engine Research Department”. Questo centro di ricerca era guidato dall’ingegnere capo (e in seguito presidente di Mazda) Kenichi Yamamoto che, in soli due anni e con un team di 47 ingegneri, ottimizzò la qualità di produzione dei materiali del motore e rese i motori stessi resistenti. Ripensando ad allora, Yamamoto ha ricordato: “Il nostro team di ingegneri e tecnici raccolse la sfida con impegno instancabile, determinazione e spirito combattivo”. L’audace tecnologia di propulsione venne abbinata a un design della vettura altrettanto coraggioso e a una devozione all’estetica e all’artigianato giapponesi che già esprimevano la mentalità “Crafted in Japan” di Mazda. Con un design eccezionale, ispirato alle famose auto sportive italiane, l’elegante due posti era alta solo 1,17 metri e fu presto paragonata a un aerodinamico “Superbird”.
La Mazda Cosmo Sport 110 S entrò in produzione nel maggio 1967 come prima vettura al mondo dotata di motore rotativo a doppio rotore. Tsuneji Matsuda ha fornito una vivida descrizione dell’esperienza di guidarla come pilota: “E’ più come volare che guidare un’auto”. Fin dall’inizio, questa pioniera del motore rotativo dimostrò anche una resistenza impressionante: la Cosmo Sport 110 S ottenne un ragguardevole quarto posto nella sua primissima gara, la Marathon de la Route di 84 ore al Nùrburgring. Era il preludio alle oltre 200 vittorie in gara delle Mazda a motore rotativo nei campionati turismo e, al 14° tentativo, al trionfo nella più famosa di tutte le gare di 24 ore: Le Mans. Nel giugno 1991, fu la Mazda 787B, spinta da un motore rotativo a quattro rotori, a sbaragliare la folta concorrenza di Mercedes, Jaguar e Porsche, ottenendo la prima vittoria assoluta per un team giapponese.
Queste prime incursioni nel motorsport rafforzarono l’immagine globale di Mazda e incrementarono le vendite dei suoi modelli di serie. La pionieristica Cosmo Sport 110 S è stata seguita da altri 34 modelli rotativi, tra cui icone del marchio come le Gran Turismo Luce R130, Mazda Parkway, e RX-7. All’inizio degli anni ’70, una Mazda su due aveva sotto il cofano un motore rotativo. Le più comuni erano delle coupè, ma il Marchio produceva anche modelli rotativi di berline e station wagon, e persino un pick-up.
Tuttavia nel 1974 l’ascesa della cultura del rotativo subì un duro colpo durante la prima crisi del prezzo del petrolio. Sebbene i modelli rotativi Mazda fossero un punto di riferimento quando si trattava di soddisfare le rigide normative sulle emissioni, i loro consumi di carburante tendevano ancora ad essere superiori a quelli dei modelli della concorrenza con motori convenzionali. Per contrastare l’improvviso crollo delle vendite, la Mazda lanciò nel 1974 il progetto “Phoenix” sotto la guida di Kenichi Yamamoto. Quello che sembrava impossibile divenne realtà: grazie a modifiche tecniche, il consumo di carburante dei modelli rotativi venne ridotto del 50%, come dimostrò la Mazda RX-7, icona dello stile giapponese introdotta nel 1978 e prodotta fino al 2003. Negli anni ’90, la Mazda mostrò anche cosa poteva fare il motore rotativo nel segmento delle Gran Turismo di lusso, presentando sulla Eunos Cosmo il primo motore rotativo di serie a tre rotori. L’ultima vettura Mazda di serie dotata di motore rotativo è stata la RX-8, prodotta dal 2003 al 2012 e che raggiunse il regime mozzafiato di 9.000 giri/min. Caratteristiche che hanno assicurato al modello il prestigioso premio “International Engine of the Year”

Sebbene rivoluzionari in modi diversi, tutti i modelli rotativi Mazda condividono la pressochè perfetta fluidità meccanica tipica di questo tipo di motore. Questo piacere di guida è uno dei motivi per cui Mazda sta guardando ai motori rotativi per alimentare ancora una volta le sue auto di serie, così come per il loro potenziale di sostenibilità all’avanguardia. Già nel 1991, Mazda ha dimostrato che il motore rotativo è adatto per il funzionamento senza emissioni con tecnologia di propulsione a idrogeno o elettrica a batteria. Il concetto di un rotativo range extender era già stato introdotto nel 1970 ed è stato infine realizzato sulla Mazda MX-30 R-EV a trazione elettrica di serie. A differenza di qualsiasi altro PHEV, il motore endotermico di tipo rotativo non viene utilizzato per la trazione, ma genera invece energia per caricare la batteria elettrica. Questo rende unica l’esperienza di guida in elettrico, senza sacrificare quel divertimento di guida tanto essenziale per il complesso. Come importante pezzo del puzzle per l’approccio multi-soluzione di Mazda ai powertrain, la MX-30 R-EV dà nuova vita alla storia di successo del motore rotativo che dura da oltre 60 anni.

foto: ufficio stampa Mazda Italia

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Partnership di Kia Europe con 4 start-up per la tutela degli oceani

MILANO (ITALPRESS) – Kia Europe, in occasione dei World Oceans Day, ha stretto quattro partnerships con alcune start-up innovative, animate dagli stessi principi che ispirano l’azione globale di Kia sulla sostenibilità: Polyola, Odyssey Innovation, Sieve and Waterhaul. Kia è fermamente convinta che un futuro migliore e sostenibile per tutti possa essere raggiunto solo unendo le forze. Queste nuove collaborazioni si inseriscono nella strategia avviata dalla partnership con The Ocean Cleanup finalizzata a liberare gli oceani dalla plastica e in linea con la volontà di Kia di incrementare la percentuale di utilizzo di materiali provenienti dal riciclo. “La sostenibilità è al centro del nostro movimento per l’introduzione di nuove forme di mobilità”, ha affermato Sjoerd Knipping, Vice President of Marketing and Product di Kia Europe. “Condividiamo questa visione con brand giovani come Odyssey Innovation, Waterhaul, Polyola e Sieve cercando di offrire nuove esperienze che possano arricchire lo stile di vita dei nostri clienti e suggerire cambiamenti positivi, originati proprio dal muoversi tutti insieme in modo responsabile”.
Le partnership sono nate con la volontà di ricercare nuove forme di mobilità più rispettose dell’ambiente, sulla base dell’idea che quando mobilità e tempo libero avvengono in maniera sostenibile, è una doppia vittoria per la collettività. Tutti i cinque partner sono impegnati nella raccolta e nel riciclo dei rifiuti in plastica dispersi nei mari, trasformandoli in prodotti lifestyle, lavorando per ridurre al minimo l’impatto di questi processi sull’ambiente e, contemporaneamente, massimizzando la qualità e le caratteristiche dei loro prodotti.

foto: ufficio stampa Kia Italia

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Fiat, arriva la nuova Panda 4×40° Limited Edition

TORINO (ITALPRESS) – Fin dal suo lancio nel 1983 la Fiat Panda 4×4 ha sempre rappresentato una rivoluzione per il settore, diventando subito un mito in fieri. Per celebrare il suo 40° compleanno, il marchio torinese ha deciso di lanciare una nuova edizione speciale limitata denominata “4×40°”. Un’edizione da collezione, che sarà prodotta in 1.983 esemplari esclusivi in onore dell’anno di nascita dell’icona Fiat. La nuova versione continuerà ad essere dedicata a chi vuole muoversi in sicurezza su sterrato e strade innevate, alla guida di un’auto affidabile e confortevole, anche se di dimensioni e consumi contenuti. Rimanendo un top di gamma unico, limitato, e 4×4, la nuova versione sarà ispirata alla sua iconica eredità, 40 anni di indiscussi successi commerciali che perdurano e non accennano a diminuire: quasi 800.000 unità di Panda 4×4 vendute dal 1983 e storico leader nel segmento A 4×4 con il 10% del mix di vendite storico.
Pur rimanendo iconica, innovativa, agile, compatta e inarrestabile, Fiat Panda 4×40° vanta un equipaggiamento unico e audace sia negli esterni che negli interni. Nella sua versione Cross, propone un’elegante tinta carrozzeria color Avorio, impreziosita dai Cerchi Style bicolore da 15″ e dalle calotte specchi nere. L’esterno è arricchito da modanature laterali verniciate con logo 4×40° rosso, adesivi celebrativi raffiguranti le sagome delle vetture della Panda originale e attuale e lo stemma 4×40° sul montante centrale. L’avorio è anche il principale protagonista degli interni, colorando la plancia e gli inserti soft touch nei sedili. Questi ultimi sono inoltre impreziositi da icone celebrative, logo 4×40° sulla fascia superiore schienale sedile, doppia cucitura rossa e tessuto riciclato sugli inserti centrali.
Oltre ai dettagli dedicati, la limited edition 4×40° include anche le caratterizzazioni specifiche Cross, per chi utilizza la propria auto anche per esplorare i grandi spazi aperti. E’ completato da fendinebbia anteriori e luci diurne a Led, vetri oscurati, ganci traino anteriori rossi, barre al tetto nere, che ne accentuano il look sportivo. Offre inoltre una buona abitabilità e comfort grazie a cinque sedili con tre poggiatesta posteriori, regolazione in altezza del sedile guidatore, volante in pelle e pomello del cambio. Per garantire una guida piacevole e gioiosa, senza rinunciare alla sicurezza, è dotato di radio DAB 7″ touchscreen con CarPlay/Android Auto, climatizzatore automatico, specchietti retrovisori elettrici e riscaldati, sensori crepuscolare e pioggia e sensori di parcheggio posteriori. La nuova Panda 4×40° sarà disponibile in Italia, Francia, Germania e Svizzera.
Nel week end del 17 e 18 giugno torna il raduno Panda più grande del mondo, “Panda a Pandino 2023”, dopo il grande successo delle precedenti edizioni, in particolare quella del 2022 che ha visto la partecipazione di 939 partecipanti. Con più di 850 iscrizioni online da tutta Europa, e altre centinaia in arrivo tra sabato e domenica, l’evento, nato nel 2017 per sostenere le associazioni benefiche locali e nazionali, è destinato a raggiungere vette senza precedenti, rappresentando non più un semplice raduno ma la festa internazionale di un mito dove Fiat Panda sarà la protagonista indiscussa. Un’indimenticabile “riunione di famiglia” attorno all’elegante Castello Visconteo dove sarà esposta la nuova Fiat Panda 4×40° per celebrare insieme agli appassionati i 40 anni di evoluzione del modello. Un momento di condivisione indimenticabile che incarna perfettamente il successo della Panda 4×4, la cui leggenda è dovuta all’affetto dimostrato dagli appassionati in questi 40 anni.

foto: ufficio stampa Stellantis

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Opel, una versione elettrificata per ogni modello nel 2024

RUSSELSHEIM (GERMANIA) (ITALPRESS) – Opel compie un altro importante passo verso la trasformazione in un marchio completamente elettrico annunciando che anche il successore del B-SUV Opel Crossland sarà offerto con trazione full-electric entro il 2024. Questo significa che ogni modello della gamma del marchio con il Blitz sarà disponibile come variante elettrica a batteria già dal prossimo anno. “Con il successore di Opel Crossland renderemo disponibile il divertimento della guida elettrica in tutta la nostra gamma di modelli e offriremo ai clienti la possibilità di accedere a una mobilità priva di emissioni locali con tutti i nostri modelli” ha dichiarato il Ceo Opel, Florian Huettl. L’ampia gamma di modelli Opel elettrici a batteria oggi va già dal quadriciclo Opel Rocks Electric, al Opel Combo-e Life, alla Opel Zafira-e Life fino alle versioni full-electric della Opel Corsa e di Opel Mokka. A questi veicoli si è appena aggiunta la nuova Opel Astra Electric, presto ordinabile in Italia, che sarà seguita il prossimo anno dal successore full-electric del SUV compatto Opel Grandland. Inoltre, le versioni elettriche a batteria dell’intera gamma di veicoli commerciali, che comprende l’Opel Rocks Electric Kargo, l’Opel Combo-e, il Vivaro-e e il Movano-e, sono già disponibili.
La gamma di veicoli elettrificati di Opel include anche alternative prive di emissioni locali, fino a versioni con pura trazione elettrica a batteria. Tra questi vi sono anche i modelli dinamici di punta del nuovo sub-brand Opel GSe. La Opel Astra GSe, l’Astra Sports Tourer GSe e la Grandland GSe offrono una potenza di sistema fino a 221 kW/300 CV e una straordinaria coppia massima di 520 Nm. In curva, i modelli GSe aderiscono alla strada e rimangono stabili grazie a molle e ammortizzatori speciali dotati di tecnologia KONI FSD (Frequency Selective Damping). Inoltre, Opel continua a essere pioniera nello sviluppo di mezzi di trasporto a celle a combustibile a idrogeno. L’Opel Vivaro-e Hydrogen è già in circolazione e una soluzione di trasporto di grandi dimensioni a celle a combustibile è prevista per il 2024.

Inoltre, in futuro si aggiungeranno alla gamma elettrificata anche versioni ibride a 48 V, a partire dalla nuova Opel Corsa annunciata di recente. I motori da 74 kW/100 CV e 100 kW/136 CV saranno dotati di un nuovo cambio automatico a doppia frizione. La nuova Opel Corsa offrirà quindi ai clienti un’ampia scelta nell’ambito delle motorizzazioni: da quella puramente elettrica a quella ibrida, a quella a combustione ad alta efficienza senza eguali in questo segmento. Opel offrirà quindi 15 modelli elettrificati solo entro la fine di quest’anno. Il brand caratterizzato dal blitz si impegna a offrire in Europa un gamma di prodotti full-electric entro il 2028.

foto: ufficio stampa Stellantis

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Michelin, festa per i 60 anni dello stabilimento di Cuneo

TORINO (ITALPRESS) – Con 315 milioni di investimenti dal 2018 Michelin in Italia è leader per numero di dipendenti e per numero di pneumatici prodotti, il 58% dell’output nazionale. Un risultato festeggiato alla Nuova Lavazza di Torino, città dove nel 1906 venne stabilita la prima sede estera del gruppo francese, insieme al 60° anniversario dello stabilimento di Cuneo. Ad oggi quest’ultimo è il più importante impianto del Bibendum in Europa occidentale, con 2.300 dipendenti, ed è uno degli otto siti che sviluppano nuove tecnologie da estendere poi alle altre 120 fabbriche che fanno parte del gruppo di Clermont Ferrand. “La storia del sito di Cuneo e della Michelin Italiana sono la prova che la produzione ‘Made in Italy’ è una sfida che può essere affrontata con successo. Per poterlo fare è necessario puntare sulla competitività degli stabilimenti che è determinata da una visione strategica permeata dai valori di sostenibilità ambientale, sociale ed economica”, commenta Simone Miatton, presidente e a.d. di Michelin Italia.
“Lo stabilimento di Cuneo ha, nel tempo, soddisfatto una serie di requisiti che determinano la redditività di un sito industriale. Grazie alla posizione di Leader Tecnologico conquistata all’interno del Gruppo, i team hanno stimoli e i mezzi per continuare a costruire il futuro del sito”, aggiunge Simone Rossi, direttore dello stabilimento di Cuneo.
Michelin conta oggi circa 132.000 dipendenti in 177 Paesi. In Italia le attività sono concentrate oltre che a Torino e Cuneo, ad Alessandria dove c’è un impianto dedicato alla produzione di pneumatici per mezzi pesanti e agricoli, mentre in Lombardia sono ubicati gli uffici della direzione commerciale e a Pomezia la sede del secondo polo logistico Europeo. Sono 3.800 persone che lavorano per Michelin in Italia, il 99,7% con un contratto a tempo indeterminato. 246.000 le ore di formazione erogate nel 2022 e una capacità produttiva installata di 14 milioni di pneumatici l’anno, di cui 13 milioni a Cuneo. Proprio nell’impianto nella Granda si stanno implementando nuove soluzioni al fine di ridurre l’impatto ambientale, Michelin prevede la decarbonizzazione entro il 2050.
Un cammino che passa anche dalle 36 presse elettriche che hanno già consentito di risparmiare 4.000 tonnellate di CO2, ed un nuovo impianto di trigenerazione ad alta efficienza operativo dal 2024 consentendo di coprire il 97% del fabbisogno energetico dello stabilimento di Cuneo. Inoltre, attraverso l’integrazione di queste soluzioni e impianti, dal 2024 il sito produttivo avrà a disposizione il 16% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, corrispondente ad una riduzione di emissione di CO2 di 18.000 tonnellate all’anno.
Non solo, Michelin che sostiene da sempre lo sviluppo delle filiere locali, il 21 giugno inaugurerà all’interno dello stabilimento di Cuneo, un laboratorio d’Innovazione, che avrà la funzione di fornire un supporto strategico e operativo in ottica dell’Industria 4.0.
Si tratta di un HUB del Competence Industry Manufacturing 4.0 di Torino (CIM4.0), uno degli otto centri di competenza nazionali ad elevata specializzazione promossi dal Mise, oggi Mimit, riconosciuto come polo d’eccellenza nell’ambito della trasformazione tecnologica delle imprese con la diffusione di tecnologie e competenze dell’Industry 4.0.
Le tematiche in corso di sviluppo presso Michelin Cuneo saranno: sistemi a guida autonoma interni ed esterni (Automated Guided Vehicle); sistemi di analisi vibrazionale e manutenzione predittiva per macchinari di produzione; sistemi di visione basati su Machine Learning; sistemi Robot per applicazioni industriali; sistemi di esecuzione della produzione.

– foto ufficio stampa Michelin –
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