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Nissan Juke hybrid in anteprima in concessionaria con l’e-Xperience Tour

ROMA (ITALPRESS) – Juke hybrid, la prima versione elettrifica del coupè Nissan che ha dato vita al segmento B-SUV, è protagonista dell’e-Xperience Tour, il roadshow che offre ai clienti italiani la possibilità di conoscere in anteprima i nuovi prodotti elettrificati del Marchio giapponese in arrivo sul mercato. Grazie all’e-Xperience Tour i clienti possono conoscere in anteprima la vettura e provarla su strada. Un’occasione unica per scoprire il piacere di guida di JUKE Hybrid, l’efficienza del suo propulsore e prendere contatto con le tante innovative tecnologie di bordo. Il suo propulsore ibrido è pensato per massimizzare la guida in elettrico, partendo sempre in modalità 100% EV fino a 55 km/h, con la possibilità di viaggiare in città fino all’80% del tempo a zero emissioni
Uno schema innovativo capace di ridurre i consumi del 40% nel ciclo urbano e del 20% nel ciclo combinato, con prestazioni maggiori del 25% rispetto alla versione benzina (143 CV rispetto a 114 CV). Prenotare un test drive è facile. Basta andare sul sito nissan.it, individuare la tappa dell’e-Xperience Tour più comoda alle proprie esigenze e contattare la concessionaria Nissan.

foto: ufficio stampa Nissan Italia

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My Ami Buggy Limited Edition, sold out in meno di 18 minuti

MILANO (ITALPRESS) – Soltanto 50 esemplari di My Ami Buggy sono stati messi in vendita esclusivamente sul sito francese www.citroen/fr/ami a partire dalla mezzanotte di martedì 21 giugno e sono stati tutti venduti in soli 17 minuti e 28 secondi.
Citroèn Ami – 100% èlectric offre un percorso cliente completamente digitale: dalla scoperta del prodotto, l’ordine, il pagamento fino alla programmazione della consegna, tutto si svolge facilmente online, sul sito dedicato. Il cliente più veloce ha concluso l’intero processo di acquisto della sua My Ami Buggy sul sito francese in soli 2 minuti e 53 secondi e riceverà una delle 50 versioni numerate, personalizzata con il suo nome, nella seconda metà di agosto.
L’enorme entusiasmo dimostrato dalle persone nei confronti della concept car dallo stile avventuroso, svelata a dicembre 2021, ha spinto Citroèn a creare un’edizione limitata, per rispondere a questa forte richiesta del pubblico. Circa 1.800 persone hanno espresso il loro desiderio di acquistare questa nuova esclusiva versione di Ami.
My Ami Buggy ha uno stile avventuroso, esprime libertà di movimento ed è ideale per le vacanze, con il suo abitacolo aperto verso il mondo esterno. Le portiere sono sostituite da strutture tubolari metalliche. Il tetto è apribile, grazie ad una capote in tessuto che si può arrotolare, rimuovere e riporre dietro ai sedili, per godersi pienamente l’aria pura. Il suo stile avventuroso non passa certo inosservato – con l’originale colore Khaki della carrozzeria, i suoi passaruota, i paraurti anteriore e posteriore ed i suoi cerchi color oro. E’ altresì difficile resistere a tutti i suoi accessori gialli, che aggiungono un tocco di energia.
Disponibile in 9 Paesi, Citroèn Ami – 100% èlectric ha già conquistato oltre 21.000 clienti in Europa dal suo lancio commerciale, avvenuto in Francia in aprile 2020. Il successo folgorante di questa edizione limitata di 50 My Ami Buggy è una dimostrazione molto evidente del forte interesse del pubblico nei confronti di versioni esclusive di questo piccolo ed originale oggetto di mobilità.

foto: ufficio stampa Stellantis

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Stellantis, Olivier Francois entra nella “CMO Hall of Fame” di Forbes

TORINO (ITALPRESS) – Si è conclusa oggi a Cannes, in Francia, la celebrazione del decimo anniversario della prestigiosa “Forbes World’s Most Influential CMOs list”. L’evento si è focalizzato sull’evoluzione dell’influenza del marketing e ha incluso un dibattito tra un gruppo di redattori della rivista globale e figure di spicco dell’industria del marketing. Olivier Francois, CEO di Fiat e Global CMO di Stellantis, è stato inserito nella classe inaugurale della “CMO Hall of Fame” di Forbes, che premia i chief marketer che sono stati, o che nel 2022 sarebbero stati, riconosciuti nella Forbes World’s Most Influential CMOs list, per cinque o più volte.
“I vincitori di domani saranno i brand che non avranno paura di buttare via la vecchia ricetta, di abbracciare il cambiamento e di creare una nuova strategia di gioco – ha dichiarato Olivier Francois, Global Chief Marketing Officer di Stellantis -. I consumatori non amano il marketing, ma vogliono ancora innamorarsi dei marchi. Amano sentirsi raccontare storie su come un prodotto può aiutarli a essere e a fare meglio. Un prodotto che saranno orgogliosi di possedere. Perchè l’orgoglio è la moneta del successo nel moderno passaparola noto come “social media”. In Stellantis, con 14 marchi e 4 continenti, utilizziamo le tattiche e le formule più all’avanguardia per assicurarci i nuovi risultati che chiamiamo “impression”. Ma se c’è qualcosa che ho imparato in questi 14 anni di attività è che un’immagine duratura conta più di un miliardo di impression. Quindi, cerchiamo di trovare l’immagine più significativa, la più comunicabile, quella che può far scaturire un’emozione, una passione, una vocazione o un movimento. E usiamo i Data per farla arrivare al suo pubblico, senza mai perdere di vista ciò che conta davvero: non esiste un algoritmo per l’emozione. Sono profondamente onorato di aver ricevuto questa nomination, che voglio condividere con i miei team ovunque si trovino nel mondo, qualunque sia il marchio che rappresentano”.
Oltre a svelare i vincitori del 2022, quest’anno è stata annunciata la nascita della “Forbes CMO Hall of Fame list” che annovera i più importanti CMO che, nel corso del decennio, hanno usato la loro influenza per far progredire i marchi, il business, la comunità del marketing e spesso anche la cultura. Per entrare nell’esclusiva “Forbes CMO Hall of Fame list” sono stati presi in considerazione coloro che sono stati nella “World’s Most Influential CMOs list” per cinque o più anni e che continuano a fare un ottimo lavoro nei rispettivi settori. Olivier Francois è stato inserito nella lista per la prima volta nel 2014, posizionandosi al 15° posto, e ha continuato a essere presente nel 2015 (4° posto), nel 2020 (5° posto), 2021 (8° posto) e ancora nel 2022.

foto: ufficio stampa Stellantis
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Alfa Romeo celebra i 112 anni con tutti gli appassionati

MILANO (ITALPRESS) – Il 24 giugno per gli alfisti è una data speciale: è il giorno in cui è stata fondata – a Milano, nel 1910 – Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, società che ben presto diventerà Alfa Romeo e conquisterà il cuore di tante generazioni di automobilisti. In tutte le regioni del mondo non mancheranno attività celebrative volte a festeggiare questa ricorrenza.
Al Museo Alfa Romeo da venerdì 24 a domenica 26 è in programma un weekend di eventi dedicati proprio a loro, la tribe del marchio. Tutto è pronto per accogliere gli alfisti, che ogni anno da ogni parte del mondo si danno appuntamento ad Arese per condividere l’orgoglio e passione per il Marchio. Orgoglio di guidare la propria Alfa sul tracciato interno del Museo, nelle parate che scandiscono l’inizio e la fine di ogni giornata di celebrazione. Passione da condividere con i club stessi, autentici ambassador del Marchio.
In occasione del 112° anniversario, Alfa Romeo tributa un omaggio ai propri Club, dedicando loro un’area all’interno del Museo: una installazione permanente che, su due pareti, racconta la vita e la passione degli alfisti attraverso una serie di video realizzati direttamente dai Club. Immagini che giungono da tutti continenti, dalla Cina all’America Latina, dalla Nuova Zelanda al Sud Africa, che raccontano l’impegno costante nel valorizzare, in giro per il mondo, non solo il marchio ma anche il Made in Italy.
All’esterno, nell’area verde davanti all’ingresso del Museo, si inaugura invece Trees4Clubs: ogni albero sarà contrassegnato da una targa realizzata da un Club, sancendo così il profondo legame – le radici – con il Marchio. La consegna delle targhe avverrà sabato 25 giugno alle ore 11:00 e a seguire, alle 15:00, si terrà in sala Giulia il Club Meeting, annuale assemblea dei Club Alfa Romeo al quale si sono iscritti a partecipare decine di club da ogni parte del mondo.
La giornata di domenica 26 giugno sarà dedicata a un’altra celebrazione importante, il 60° anniversario di Giulia. In famiglia, in pista e in divisa, Giulia è uno dei simboli dell’Alfa Romeo e icona di un’epoca. Decine di berline degli anni Sessanta/Settanta si ritroveranno sul tracciato interno del Museo per partecipare a un flashmob. A seguire, in sala Giulia ci sarà una conferenza del ciclo “Backstage”, durante la quale sfileranno le diverse versioni e varianti di questa leggendaria vettura. Sarà presente una Giulia della Polizia di Stato, proveniente dall’Autocentro di Torino, che si affianca idealmente a quella esposta in Museo nella sezione “Alfa in divisa”. Per tutto il weekend, infine, saranno esposti due esemplari di camion Alfa Romeo degli anni Cinquanta: un “455” e un “Mille” appartenenti alla Collezione di veicoli storici Marazzato di Stroppiana (Vercelli), che conta più di duecento mezzi, per lo più camion e autobus d’epoca.

foto: ufficio stampa Stellantis

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Suzuki, da 70 anni nel mondo delle due ruote

TORINO (ITALPRESS) – Suzuki festeggia in questi giorni il 70° anniversario del suo ingresso nel settore motociclistico. Risale a giugno del 1952 il debutto sul mercato della bicicletta motorizzata Power Free, che fu il primo mezzo a motore venduto da Suzuki. Per la Casa di Hamamatsu questa è una ricorrenza molto importante perchè cambiò la sua storia per sempre.
Con la nascita della Power Free è iniziato il percorso che ha portato Suzuki ad essere protagonista assoluta nell’ambito della mobilità e a diventare una realtà di primo piano del panorama industriale internazionale. Tutto iniziò nel 1909 quando, Michio Suzuki, per migliorare le condizioni di lavoro e di vita di sua madre, tessitrice di magnifiche stoffe, realizzò, nel laboratorio della città natale di Hamamatsu, un telaio innovativo, capace di lavorare i tessuti in modo veloce, preciso, unico per l’epoca. La costruzione di telai per la tessitura fu un’attività che portò Suzuki a una crescita significativa nel corso dei decenni, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Alla fine del conflitto, Suzuki avvertì un rallentamento del comparto tessile e iniziò a valutare l’ingresso in altri settori merceologici. Nel periodo post-bellico emerse subito un forte bisogno di mobilità da parte della popolazione giapponese; infatti, nella sola area di Hamamatsu emersero oltre 30 diversi costruttori di biciclette a motore. A spingere Suzuki a entrare in questo florido mercato fu il Direttore di allora, Shinzo Suzuki, stanco di tornare a casa pedalando – spesso controvento – dopo essersi dedicato al suo passatempo preferito, quello della pesca. Nella seconda metà del 1951 Shinzo ebbe un’idea innovativa, quella di introdurre un sistema capace di disaccoppiare il motore dai pedali così da permettere di usare la bici in modo normale a motore spento e di sfruttare la medesima catena per applicare alla ruota la spinta del motore

Del progetto fu incaricato Yoshichika Maruyama, che aveva lavorato anche al prototipo di un’automobile prima della guerra che era un vero appassionato di motori. Grazie all’esperienza industriale maturata con la costruzione dei telai tessili, il passaggio dal tavolo da disegno all’officina fu rapido, tanto che già nel gennaio del 1952 iniziarono i test del primo prototipo, battezzato Atom ed equipaggiato con un motore da 30 cc. La sua potenza, pari a soli 0,2 Cv, apparve subito troppo limitata e il 3 marzo fu messo in strada un secondo prototipo, questa volta spinto dal motore definitivo, un’unità da 36 cc con una potenza massima di 1 cv a 4.000 giri. Shinzo e lo stesso fondatore, Michio Suzuki, furono coinvolti nelle prove per verificare di persona il comfort e la praticità. Sulla base delle loro indicazioni furono apportate tutte le necessarie modifiche per la definizione del modello di serie, avvenuta il 12 aprile.
Per avviare la produzione, Suzuki decise di appoggiarsi a vari fornitori esterni, scegliendo di occuparsi internamente solo del motore e dei componenti che gli gravitavano attorno. La Power Free sfoggiò da subito il meccanismo a doppia corona che le permetteva di muoversi indifferentemente come una bicicletta muscolare o come un mezzo a motore. La meccanica fu brevettata, accoppiata anche a un esclusivo sistema di trasmissione a due rapporti dotato di frizione multidisco a bagno d’olio, un’altra caratteristica unica. Grazie a questi accorgimenti, la Power Free mise in mostra prestazioni e facilità di guida superiori ai mezzi della concorrenza. Un gruppo di 10 Power Free, guidato da Shinzo Suzuki e Yoshichica Maruyama partecipò, il 1° maggio, alla parata del Festival di Hamamatsu, attirando la curiosità del pubblico che era lungo le strade.
Il 5 giugno la Power Free fu esposta e per la prima volta messa in vendita su prenotazione in uno stand di fronte alla Camera di Commercio e dell’Industria ad Hamamatsu. L’operazione fu ripetuta una decina di giorni più tardi presso lo Shirokiya Department Store, nel distretto Nihombashi, a Tokyo, e anche in quella occasione l’accoglienza del pubblico fu molto calorosa. La Power Free sarebbe diventata di sicuro un fenomeno di tendenza, con vendite in crescita costante, ma la sua carriera si rivelò piuttosto breve. Con l’entrata in vigore di un Codice della Strada aggiornato, nell’agosto del 1952, ci fu una spinta alla progettazione di motori di maggior cubatura, più prestanti e più in linea con le richieste del pubblico.
La Power Free rimase in produzione ancora per qualche tempo, lasciando però il ruolo di portabandiera del marchio alla Diamond Free da 60 cc del 1953, le cui vendite si attestarono inizialmente attorno ai 4.000 esemplari al mese per poi raggiungere quota 6.000 grazie all’eco del suo trionfo nella prima gara in salita disputata sul Monte Fuji, sempre nel 1953.
Anche se dal punto di vista numerico la Power Free non ha raggiunto volumi di rilievo, il suo ruolo nella storia di Suzuki è comunque fondamentale. Al di là del valore simbolico dell’essere stata la prima due ruote di Hamamatsu, ha dimostrato infatti da subito la capacità di Suzuki di innovare e di compiere scelte originali, una filosofia che non è mai stata abbandonata e che è stata premiata da tanti successi, sia sportivi sia commerciali.
Nel 1960 Suzuki fece per esempio il suo debutto nel mondo delle corse motociclistiche, vincendo quindi nel 1962 il primo Gran Premio e il primo Campionato del Mondo. Da allora Suzuki non ha mai smesso di essere grande protagonista nelle competizioni, sia nel motocross, dove ha colto innumerevoli trofei, sia in pista. Nel tempo i piloti Suzuki hanno vinto sette titoli mondiali nella classe regina del Motomondiale, mentre nell’Endurance la Casa di Hamamatsu ha ottenuto venti allori iridati. Il tutto senza dimenticare i molteplici trionfi nel Campionato AMA Superbike e al Tourist Trophy dell’Isola di Man. Quanto alla produzione di serie, Suzuki ha proseguito lungo il cammino iniziato con la Power Free, ampliando via via la gamma con prodotti innovativi e sempre dotati di uno stile personale. Tanti modelli di Hamamatsu hanno scritto pagine memorabili della storia del motociclismo, rivoluzionando a più riprese il mondo del fuoristrada così come quello delle supersportive, delle crossover e degli scooter. La gamma attuale rispecchia questa vocazione pionieristica e propone mezzi che si distinguono nei rispettivi segmenti per il design, le prestazioni, il piacere di guida e l’affidabilità.

foto: ufficio stampa Suzuki Italia

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Ecobonus, Unrae “Soddisfazione per estensione termine immatricolazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Il termine di 180 giorni era assolutamente insostenibile con l’attuale e perdurante crisi delle catene di fornitura globali, che stanno rallentando pesantemente i tempi di produzione dei veicoli. I 270 giorni, benchè inferiori ai 300 richiesti, sono senz’altro un termine più adeguato alla reale situazione, che fa uscire operatori e consumatori da una estrema incertezza riguardo all’effettiva possibilità di fruire degli incentivi.Desideriamo ringraziare il Ministro Giorgetti, il Mi SE e il Governo tutto, per aver accolto questo appello con una misura che va nella giusta direzione per il buon funzionamento dell’ecobonus”. Esprime soddisfazione l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri per l’articolo 40 del “DL Semplificazioni fiscali” (Decreto-Legge 21 giugno 2022, n. 73 – da oggi in vigore), con cui il Governo ha dato seguito a una richiesta fortemente voluta dalla stessa Unrae e sostenuta dall’intera filiera automotive.
“L’auspicio adesso è che si proceda anche verso l’allargamento della platea dei beneficiari alle persone giuridiche, escluse unicamente per motivi di budget, includendo le vetture aziendali e i noleggi, in particolare il noleggio a lungo termine a privati, traino indiscusso della transizione ecologica nel mercato auto”.

foto: agenziafotogramma.it

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Nuovo bZ4X, la prima Toyota 100% elettrica

ROMA (ITALPRESS) – Toyota ha presentato il nuovo bZ4X, prima vettura 100% elettrica nativa del gruppo e capostipite della nuova gamma bZ – Beyond Zero – di veicoli Full Electric Toyota.
Il nuovo brand di Toyota rappresenta come i veicoli elettrici a batteria possano fare molto di più che garantire zero emissioni nel viaggio verso la carbon neutrality. Andando “oltre lo zero”, Toyota vede i BEV come un contributo fondamentale per una migliore mobilità per tutti, aiutando a migliorare la vita delle persone grazie a libertà di movimento, sicurezza e tranquillità.
bZ4X è la prima vettura costruita sulla nuova architettura BEV del gruppo, basata sulla filosofia eTNGA e progettata, ottimizzata e dedicata ai veicoli elettrici.
Questa architettura completamente nuova ha la flessibilità necessaria per essere utilizzata per potenziali modelli futuri di bZ ed è progettata per la produzione in scala. In particolare, la sottile unità delle batterie è situata interamente sotto il pianale del veicolo e fa parte del telaio, contribuendo a ottenere un baricentro basso, un bilanciamento ideale dei pesi anteriore/posteriore e un’elevata rigidità della struttura.
Il bZ4X a trazione anteriore è alimentato da un motore elettrico ad alta efficienza da 150 kW montato anteriormente. Produce 204 CV e 266 Nm di coppia, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi e una velocità massima di 160 km/h.
Il modello AWD è dotato di motori anteriori e posteriori da 80 kW che lavorano su un asse ciascuno. La potenza massima è di 218 CV, con 337 Nm di coppia; il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h scende a 6,9 secondi.
Il bilanciamento della potenza dei motori anteriori e posteriori è ottimizzato per avere un migliore consumo energetico complessivo. Ad esempio, viene utilizzato solo il motore anteriore quando è sufficiente una coppia motrice ridotta.
bZ4X utilizza un nuovo design eAxle che integra transaxle, motore e inverter in una sola unità. Il design leggero e compatto consente di ottenere sbalzi contenuti e un baricentro basso, oltre a un maggiore spazio per abitacolo e vano di carico. Questo eAxle viene utilizzato per la prima volta nel bZ4X, ma beneficia dell’esperienza tecnica acquisita da Toyota in oltre 25 anni di progettazione di motori-generatori elettrici per i suoi modelli ibridi e ibridi plug-in.
E’ equipaggiata con una batteria agli ioni di litio da 71,4 kWh, adatta a una ricarica affidabile a temperature molto basse. La batteria può essere ricaricata rapidamente senza compromettere la sicurezza o la durata: una carica dell’80% può essere raggiunta in circa 30 minuti con un sistema di ricarica rapida da 150 kW (CCS2); sfruttando al massimo le potenzialità dell’on board charger da 11kW una carica completa richiederà invece circa 7 ore. I dati ufficiali sulle prestazioni WLTP di bZ4X confermano che il veicolo è in grado di garantire un’ampia autonomia di guida. Il modello a trazione anteriore raggiunge i 516 km con la batteria completamente carica, con un’efficienza di 143,2 Wh/km (7 km/kW); la versione a trazione integrale ha un’autonomia ufficiale superiore ai 450km con un’efficienza di 158 Wh/km (6,3 km/kW).
Il piano di lancio di bZ4X prevede una fase di pre-booking a partire da luglio, durante la quale i clienti potranno acquisire il diritto di prelazione sulla vettura ed eventualmente ottenere esclusivi vantaggi qualora dovessero finalizzare l’acquisto. I prezzi verranno comunicati contestualmente all’apertura degli ordini, prevista per il mese di ottobre. Il primo weekend di lancio è invece pianificato per il mese di gennaio.

foto: ufficio stampa Toyota Motor Italia

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Volvo Trucks presenta un nuovo veicolo a emissioni zero

BOLOGNA (ITALPRESS) – Provate ad immaginare un camion che emette solo vapore acqueo, produce la propria elettricità a bordo e gode di un’autonomia fino a 1000 km. Non è fantascienza ma realtà, grazie alle nuove celle a combustibile alimentate a idrogeno, e Volvo Trucks ha già iniziato a testare i veicoli che utilizzano questa tecnologia all’avanguardia. Per la decarbonizzazione dei trasporti, Volvo Trucks offre già oggi veicoli elettrici a batteria e veicoli alimentati con carburanti rinnovabili, per esempio a biogas. Nella seconda metà di questo decennio, al suo portafoglio di prodotti si aggiungerà una terza opzione a zero emissioni di CO2: veicoli con celle a combustibile alimentati a idrogeno. “Stiamo sviluppando questa tecnologia da diversi anni, ed è una grande soddisfazione vedere i primi veicoli che girano con successo sulla pista di prova. La combinazione tra batteria elettrica e cella di combustibile elettrica consentirà ai nostri clienti di eliminare completamente le emissioni di CO2 dai loro camion, indipendentemente dalla destinazione” spiega Roger Alm, presidente di Volvo Trucks.
I camion elettrici a celle a combustibile avranno un’autonomia operativa paragonabile a quella di molti camion diesel, fino a 1000 km, con tempi per il rifornimento ridotti a meno di 15 minuti. Il peso totale potrà essere di circa 65 tonnellate, o perfino superiore, e le due celle a combustibile potranno generare 300 kW di elettricità a bordo. Le prove pilota con i clienti inizieranno tra alcuni anni, e la commercializzazione è prevista per la seconda parte di questo decennio. “I camion elettrici a celle a combustibile alimentati a idrogeno saranno particolarmente adatti per le lunghe distanze e per gli utilizzi pesanti, molto dispendiosi in termini di energia. Possono anche costituire la soluzione più adatta nei paesi in cui le possibilità di ricaricare le batterie sono limitate,” continua Roger Alm.
Una cella a combustibile genera la propria energia a partire dall’idrogeno a bordo e non deve essere caricata da una fonte esterna. L’unico bioprodotto emesso è vapore acqueo. Le celle a combustibile verranno fornite da cellcentric – la joint venture tra il Volvo Group e Daimler Truck AG. Cellcentric costruirà uno dei più grandi impianti in Europa per la produzione di celle a combustibile, sviluppate appositamente per i veicoli pesanti.
Lo sviluppo della tecnologia delle celle a combustibile è appena iniziato. La tecnologia presenta molti vantaggi, ma pone anche delle sfide. Una di queste è la fornitura su larga scala di idrogeno verde. Un’altra è costituita dal fatto che l’infrastruttura per il rifornimento dei veicoli pesanti deve ancora essere sviluppata.
“Prevediamo che la fornitura di idrogeno verde aumenterà in maniera significativa nei prossimi due anni, dato che molte aziende ne avranno bisogno per ridurre le emissioni di CO2. Tuttavia, non possiamo più attendere per la decarbonizzazione dei trasporti, siamo già in ritardo. Quindi, il mio chiaro messaggio a tutte le aziende di trasporti è di iniziare oggi stesso il percorso con le batterie elettriche, il biogas e le altre opzioni disponibili. I veicoli a celle a combustibile saranno un importante complemento per trasporti più lunghi e più pesanti, nel giro di pochi anni” conclude Roger Alm.

foto: ufficio stampa Volvo Trucks Italia

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