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Jaguar sempre più elettrificata pensando all’ambiente

Tutta elettrica con particolare attenzione all’ambiente la gamma Jaguar con la E Pace, la F Pace e la I Pace. La nuova Jaguar E Pace è equipaggiata con un’entusiasmante gamma di motorizzazioni, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza della clientela; si presenta con esterni ed interni rinnovati con raffinati dettagli ispirati al passato ed efficienti motorizzazioni mild hybrid e plug in hybrid. La sua architettura è basata sulla Jaguar Premium Transverse con un motore Ingenium da 1,5 litri a tre cilindri P300 e AWD automatico. Eroga 309 cavalli di potenza ed ha emissioni di CO2 contenute, circa 44g/km. Sono tre le modalità di guida selezionabili per ogni esigenza : la EV, l’ibrida e la Save. La EV consente al veicolo di operare esclusivamente in modalità elettrica a trazione posteriore, utilizzando l’energia immagazzinata nella batteria, per viaggi silenziosi e a emissioni zero. La Hybrid, modalità di guida predefinita, combina la guida a benzina e quella con alimentazione elettrica. Questa modalità ottimizza il comfort e l’efficienza del sistema ibrido, combinando in modo automatico e continuo il motore elettrico e il motore termico.
Inoltre, l’inserimento di una destinazione nel sistema di navigazione abilita la funzione Predictive Energy Optimization , che integra in modo intelligente i dati del percorso e della posizione GPS per massimizzare l’efficienza e il comfort per il tragitto selezionato. La modalità Save prioritizza il motore a combustione come fonte di alimentazione. In modalità elettrica raggiunge i 55 km di autonomia. Le batterie possono ricaricarsi in diversi modi, ma con la fast charging (32kW cc) in trenta minuti si raggiunge l’80% da zero. A partire da 38.980 Euro. La F Pace ci appare con l’estetica implementata, i fari più sottili, la griglia più ampia ed il nuovo cofano. Il design posteriore è di grande impatto, con nuovo portellone e paraurti ribassato. All’interno troviamo il nuovo sistema centralizzato Pivi Pro, sistema di infotainment veloce e semplice da utilizzare, come uno smartphone, azionato tramite il touch screen centrale HD da 10″ di serie o l’opzionale da 11,4″ con vetratura curva. La rumorosità all’interno dell’abitacolo risulta molto ridotta grazie alle soluzioni offerte dall’Active Road Noise Cancellation. Il motore è l’Ingenium da 2,0 litri, 4 cilindri P400 da 404 Cv ed missioni di CO2 di 49g/km. La batteria agli ioni di litio da 17,1 kWh ha un’autonomia fino a 53 km con guida elettrica. Tre le modalità di guida: la EV, l’Hybrid e la Save. Con la fast charging da 32 kW si ricarica fino all’80% in soli trenta minuti. Costi a partire da 56.280 Euro.
Il SUV interamente elettrico ad alte prestazioni del mondo Jaguar è l’ I Pace. Si tratta di un 400 Cv che raggiunge i 100 km/h da zero in 4,8 secondi ed ha un’autonomia di 470 km. La ricarica è ancora più veloce, 53 km per ogni ora di ricarica grazie al caricatore on board di serie e alla wall box da 11 kw. Massima attenzione al benessere dei viaggiatori grazie allo ionizzatore d’aria dell’abitacolo con sistema di filtrazione in grado di catturare le polveri sottili, e gli allergeni. La vettura dispone della tecnologia SOTA che consente di poter sempre disporre del software più aggiornato via etere senza doversi recare dal concessionario. Inoltre la diagnostica interna rileva l’insorgere di un problema cercando di prevenirlo o di risolverlo in modalità autonoma. Costi della I Pace da 82.460 Euro.
(ITALPRESS).

 

Ricarica auto elettriche, ARERA “Prezzo medio wallbox 1200 euro”

Sono 225 i modelli di dispositivi di ricarica per le auto elettriche, censiti ed analizzati da ARERA, con potenze dai 2 kW ai 350 kW, prodotti da 24 aziende.
Apparati che vanno dalle wallbox casalinghe alle colonnine stradali, dalla ricarica slow e quick (l’86% degli apparati) a quelle fast e ultra-fast. Prezzi che spaziano dai 700 euro dei dispositivi ideati per le famiglie, agli oltre 80 mila per le ricariche ultra-veloci ad uso degli operatori professionali di ricarica, con un prezzo unitario per ogni kW installato che va da 36 a 580 euro, in relazione velocità di ricarica (quindi potenza elettrica in gioco). Sono questi alcuni degli elementi significativi della prima ricognizione ‘Mercato e caratteristiche dei dispositivi di ricarica per veicoli elettricì, appena pubblicato da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. E’ uno dei risultati dell’attività dei Focus group sulla mobilità elettrica, istituiti dall’Autorità a inizio 2020 , che hanno contribuito anche ad individuare i termini della sperimentazione definita dall’Autorità – al via dal 1° luglio, con adesioni aperte dal 3 maggio – per favorire la ricarica domestica in fasce orarie notturne e festive, con aumento di potenza gratuito.
Come sono tecnicamente gli apparati di ricarica? Dotati di funzionalità in continua evoluzione e interessanti sia per l’automobilista sia per il sistema elettrico, dal momento che le infrastrutture di ricarica rappresentano il punto di snodo essenziale per consentire una benefica interazione tra veicoli e reti elettriche. Ma ci sono anche elementi da approfondire sulla sostenibilità dei consumi in stand-by.

Una ricognizione che, per distribuzione, taglie e tipologie degli apparati analizzati, consente di descrivere in modo esauriente l’offerta attualmente disponibile sul mercato e di valutare i riflessi sul funzionamento dei mercati elettrici e delle reti.
La ricerca ha riguardato le caratteristiche tecniche ed economiche dei sistemi di ricarica disponibili sul mercato per l’acquisto da parte di consumatori, aziende, amministrazioni pubbliche o gestori di punti di ricarica. Per la ricerca non è stata posta alcuna limitazione nè sulla potenza, nè sulla tipologia di corrente elettrica erogata al veicolo (alternata o continua). Le informazioni della ricognizione sono state raccolte da ARERA con la collaborazione di RSE (Ricerca Sistema Energetico), contattando le aziende costruttrici dei dispositivi, direttamente o tramite l’intermediazione operata da alcune delle associazioni di categoria partecipanti ai Focus group.
Le richieste di partecipazione sono state inviate a diverse decine di aziende, italiane ed estere, con dispositivi installati in Italia o che proponessero prodotti interessanti. Hanno risposto in modo completo 24 aziende , permettendo di censire e approfondire 225 modelli. Lo studio ha evidenziato come l’offerta di dispositivi risulti ampia e variegata, con un’industria italiana particolarmente attenta a presidiare questo settore di mercato.
I 225 dispositivi censiti nel 2020 coprono un ampio range di potenze di ricarica, da un minimo di 2 kW fino a un massimo di 350 kW, classificati in 4 segmenti di mercato:
ricarica lenta o ‘Slow’ (95 dispositivi), per ricariche fino a 7,4 kW; accelerata o ‘Quick’ (98), per ricariche fino a 22 kW;
veloce o ‘Fast’ (20), per ricariche fino a 50 kW; ultra-veloce o ‘Ultra-fast’ (12), per ricariche oltre i 50 kW. L’offerta di mercato risulta quindi particolarmente ricca per i segmenti Slow e Quick (cioè fino a 22 kW erogati in corrente alternata) con un totale di 193 dispositivi (l’86% del totale), dove opera il 78% delle imprese considerate. Ben diversa è la situazione per i dispositivi a potenza maggiore, dove nel segmento Fast operano solo 9 aziende e in quello Ultra-fast 6, la metà delle quali solo con dispositivi in corrente continua. I prodotti analizzati coprono una vasta gamma di esigenze: da quelle tipiche di un contesto familiare o di piccolo ambito professionale (spesso con una sola presa e montate a muro, definite comunemente wallbox) a quelle più adatte per aziende, esercizi commerciali o pubbliche amministrazioni (colonnine con due prese e potenza non superiore a 50 kW), fino ad arrivare a prodotti molto più ingombranti e adatti soprattutto all’installazione lungo autostrade o importanti snodi di traffico extra-urbano (Ultra-fast).
Per quanto riguarda i prezzi di acquisto l’analisi, pur particolarmente complessa per la grande varietà di prodotti e di approcci commerciali adottati dalle aziende, identifica i principali fattori di costo. Per i dispositivi di ricarica lenta/Slow (fino a 7,4 kW) la spesa media per acquisto e installazione domestica di una wallbox è stimabile tra un minimo di 900 euro e un massimo di 1.500 euro, con un valore medio approssimativo di 1.200 euro IVA inclusa. Esistono anche soluzioni low-cost che costano solo 700 euro, così come soluzioni ‘top di gammà da 1.700 euro e più, ma la fascia media risulta centrata intorno ai 1.200 euro. Va segnalato che diverse case automobilistiche offrono un acquisto combinato auto-wallbox, con il dispositivo di ricarica ‘in omaggiò. Per i dispositivi per ricarica accelerata/Quick (fino a 22 kW) i prodotti base (monopresa, con potenza di 11 kW e senza alcun meccanismo di autenticazione, nè connessione internet) possono avere prezzi di poco superiori a quelli del segmento precedente, compresi tra 700 e 1.300 euro + IVA. Per una colonnina con 2 punti di ricarica, ciascuno da 22 kW, i prezzi tipici (reali al pubblico) possono invece variare nell’intervallo tra 2.000 e 4.000 euro + IVA (con funzionalità base i prezzi sono ridotti fino a 800-1.000 euro +IVA).

I dispositivi meno costosi sono quelli utilizzabili per ricariche gratuite ad accesso libero e che, quindi, non necessitano nè di autenticazione (fisica o elettronica) nè di connessione internet per gestire i pagamenti. La fascia di prezzo più alta (tra 3.000 e 4.000 euro + IVA) corrisponde a dispositivi completi di tutte le funzionalità, come RFID e connessioni internet, o con SIM a bordo del dispositivo. Per i dispositivi per ricarica veloce/Fast (fino a 50 kW), per una colonnina monopresa a corrente alternata da 44 kW, i costi variano tra 7.000 euro e 9.000 euro + IVA.
Per dispositivi in corrente continua da 50 kW, la colonnina ha un costo compreso tra 22.000 e 29.000 euro +IVA, ma esistono dispositivi meno prestazionali pur se interessanti (come wallbox con una sola presa da 30 kW a 7.500 euro +IVA o colonnine da 24 kW, i cui prezzi possono variare tra 12.000 € (monopresa) e 19.000 euro + IVA).

I dispositivi per ricarica ultra-veloce/Ultra-Fast (oltre 50 kW) sono quelli più costosi. Per quelli compresi tra 60 e 150 kW, i prezzi a disposizione riguardano solo 3 dei 6 dispositivi totali censiti e variano tra 26.000 e 40.000 euro + IVA, crescenti con la potenza erogata.
Per i dispositivi di potenza compresa tra 150 e 350 kW, i prezzi a disposizione riguardano 5 degli 8 dispositivi totali censiti e variano tra 54.000 e 80.000 euro + IVA, crescenti con la potenza erogata.
In generale, a parità di potenza massima di ricarica, gran parte del prezzo finale è legato alla componentistica necessaria per le interazioni con l’utente: display, chip RFID/NFC, possibilità di controllo tramite applicazioni mobili, ecc.
Per questo motivo, l’investimento necessario per acquistare un dispositivo destinato ad offrire ricarica gratuita ad accesso libero (ad esempio presso il parcheggio di un supermercato), può risultare nettamente inferiore (tra il 30% e il 50%) rispetto a quello richiesto per acquistare un dispositivo destinato ad erogare ricarica a pagamento e inserito in un circuito interoperabile. Un indice interessante può essere quello della spesa media unitaria che è necessario sostenere per acquistare un dispositivo di ricarica può variare molto in funzione della taglia e della tecnologia, variabile tra 36 e 580 euro per ogni kW, che riflette anche le diverse prestazioni dei dispositivi considerati nella ricerca.
Ulteriore fattore rilevante, in un’ottica di sostenibilità, è il consumo in stand-by dei dispositivi. Circa 1 dispositivo su 3 consuma costantemente tra 20 e 30 W e l’80% dei dispositivi non consuma più di 30 W. Solo 1 dispositivo su 5 risulta avere consumi trascurabili (inferiori a 5 W). Se si considera che a ogni W di prelievo in stand-by corrisponde un consumo energetico annuo pari a 8,76 kWh, l’installazione di 10.000 dispositivi di ricarica Slow o Quick (con un valore medio di consumo in stand-by di circa 12 W) comporterebbe oggi il superamento di 1 GWh di consumo annuo in stand-by, mentre altrettanti dispositivi di tipo Fast o Ultra-Fast arriverebbero a consumare 5,25 GWh/anno.
Di conseguenza, coerentemente con gli scenari di diffusione dei veicoli elettrici presentati nel PNIEC, laddove si sviluppasse una rete di ricarica privata-pubblica costituita da almeno 3 milioni di dispositivi di tipo Slow o Quick e circa 10.000 di tipo Fast e Ultra-Fast, i consumi di stand-by potrebbero arrivare a pesare – senza l’avvento di nuove tecnologie ad alta efficienza – circa 300-350 GWh/anno, rappresentando dunque al 2030 oltre il 3% del fabbisogno di energia stimato per alimentare i 6 milioni di veicoli circolanti.
Per attivare le funzionalità di interazione tra le reti elettriche e i veicoli, cioè quelle grazie alle quali questi ultimi possono offrire al sistema servizi di bilanciamento o riserva (Vehicle-to-Grid, V-to-G) e quindi uno dei modi con cui si può attuare la ‘ricarica intelligentè (smart charging), è indispensabile che il dispositivo disponga almeno della capacità di ‘modularè la corrente durante la ricarica. Una capacità presente in due su tre dei dispositivi Slow e Quick (segmenti dominati dalla corrente alternata) e in quasi la metà dei dispositivi Fast e Ultra-Fast, che risultano quindi già oggi in grado di effettuare una modulazione dei flussi energetici monodirezionali (dalla rete alla batteria del veicolo, V1G). Al contrario, il rapporto evidenzia come, per diverse ragioni, sia ancora lontana nel tempo la possibilità per questi dispositivi di gestire flussi energetici bidirezionali (cioè anche dalla batteria alla rete, V2G).

Nel rapporto di ARERA sono state analizzate anche le caratteristiche ‘smart’ dei dispositivi di ricarica, cioè la loro capacità di interagire telematicamente con un soggetto esterno, per trasmettere i dati relativi alla quantità di energia scambiata col veicolo e di attuare comandi impartiti da tale soggetto esterno per modulare la corrente durante la ricarica e poter quindi offrire servizi di tipo V-to-G.
Nel 2020 soltanto un terzo dei dispositivi censiti risulta possedere queste caratteristiche smart: (35% nei segmenti Slow, Quick e Fast e 42% nel segmento Ultra-Fast), ma la situazione è in rapido miglioramento, anche grazie alla spinta esercitata dall’Autorità tramite l’azione di stimolo allo sviluppo di nuova normativa tecnica e l’avvio dal prossimo 3 maggio della sperimentazione per favorire la ricarica in luoghi privati.
Il rapporto ha elementi importanti anche in funzione della sperimentazione voluta dall’ARERA per favorire la ricarica in luoghi privati che permetterà, dal prossimo 1° luglio, l’aumento gratuito di potenza fino a 6 kW nelle fasce orarie notturne/festive per i clienti in bassa tensione (delibera 541/2020).

Potrà aderire volontariamente – presentando richiesta al GSE a partire dal prossimo 3 maggio – chi utilizzerà dispositivi di ricarica (wallbox) che rispettino particolari requisiti tecnici definiti dall’Autorità. In un’abitazione italiana tipica (dotata di connessione e impianto elettrico monofase) la potenza disponibile tipica è di 3,3 kW; per poter andare oltre tale soglia in qualunque momento della giornata, in genere occorre richiedere una variazione del contratto di fornitura, pagando un costo fisso annuo per ogni kW aggiuntivo di cui si richiede la disponibilità. Anche se dal 2017 l’ARERA ha reso tale aumento di potenza per i clienti domestici un’operazione più agevole e meno costosa di quanto fosse in precedenza (ulteriori info cliccando qui), grazie agli smart meter e alle nuove wallbox intelligenti e senza modifiche contrattuali, aderire alla sperimentazione consente di disporre di maggiore potenza nelle ore notturne e festive, quelle in cui la rete elettrica è più scarica.
A seconda delle situazioni specifiche, i risparmi stimati (rispetto a un aumento di potenza in tutte le ore del giorno e in tutti i giorni) possono variare tra 60 e oltre 200 euro all’anno.
il mercato dei dispositivi di ricarica per veicoli elettrici mostra una competizione particolarmente vivace nei segmenti caratterizzati da potenze di ricarica medie e basse, dominati da dispositivi a corrente alternata, e particolarmente interessanti per il mercato consumer (singole abitazioni o condomini), per il micro-business (es. studi professionali, autorimesse), per le flotte aziendali e per gran parte dei mercati Ho-Re-Ca e della distribuzione moderna organizzata.
Proprio questi dispositivi saranno utilizzati per attrezzare la larghissima maggioranza (ben oltre il 90%) dei punti di ricarica di cui si doterà il nostro Paese nei prossimi dieci anni.
Diversa è la situazione nei segmenti di mercato dedicati ai punti di ricarica veloce e, soprattutto, ultra-veloce, dove risulta ancora operare un numero di aziende nettamente più ristretto (meno del 50% di quelle presenti nei precedenti settori).
Le possibilità di dialogo e interazione tra veicoli e infrastrutture elettriche (Vehicle to Grid) sono al centro delle politiche di smart charging che ARERA promuove da tempo, ma ce ne vorrà ancora un pò per poterle sfruttare a pieno in contesti di dimensioni superiori a quelle tipiche delle applicazioni sperimentali: se per le prime applicazioni V1G possono bastare anche solo pochi mesi, per le molto più costose applicazioni V2G l’orizzontale temporale è senz’altro di qualche anno.
(ITALPRESS).

Arrivano in Italia Golf GTI Clubsport 45 e GTI con cambio manuale

La Volkswagen nell’estate del 1976 lanciò una versione sportiva della Golf: la GTI. Allora, nessuno pensava che sarebbe divenuta la compatta sportiva di maggior successo al mondo: le 5.000 vetture inizialmente previste, oggi sono diventate ben oltre 2,3 milioni. Per festeggiare il quarantacinquesimo compleanno di questa icona sportiva, il marchio di Wolfsburg ha creato una serie speciale per l’anniversario: la Golf GTI Clubsport 45, basata sulla GTI Clubsport da 300 CV. La forte caratterizzazione rende la Clubsport 45 molto appetibile per i collezionisti, già da nuova. Questa edizione speciale è disponibile in Italia al prezzo di listino di 51.900 Euro. Inoltre, la gamma italiana della Golf GTI si amplia ulteriormente con l’introduzione a listino della versione da 245 CV con cambio manuale. Quest’ultima è proposta al prezzo di 39.450 Euro.
(ITALPRESS).

Mercedes-Benz, Due versioni Premium e Premium Plus per nuova CLS

ROMA (ITALPRESS) – La nuova Mercedes-Benz CLS si presenta con un design ancora più incisivo, segnato dall’AMG Line di serie. Sono soprattutto il frontale con la nuova mascherina del radiatore e i paraurti ad accentuare ulteriormente il dinamismo di questa affascinante Coupè a quattro porte. Al tempo stesso l’abitacolo è stato rinnovato con ulteriori combinazioni di pelle e inserti, nonchè un volante di nuova generazione. La gamma di modelli si arricchisce anche di un nuovissimo motore diesel con alternatore-starter integrato. Dal punto di vista tecnologico, CLS era già al passo coi tempi grazie agli ampi aggiornamenti della scorsa estate apportati ai sistemi di assistenza alla guida, al sistema multimediale MBUX (Mercedes-Benz User Experience) e all’Energizing Comfort. Due le versioni a listino, Premium e Premium PLus, con prezzi a partire da 89.448 euro per la CLS 300 d 4Matic Mild hybrid Premium.
(ITALPRESS).

Consegnate ai team le prime Opel Corsa-e Rally

E’ tutto pronto per la stagione iniziale della ADAC Opel e-Rally Cup e ai clienti sono appena state consegnate le prime dieci Opel Corsa-e Rally. Presso il Test Centre di Dudenhofen, i team hanno ricevuto i veicoli e i relativi equipaggiamenti, tra cui le bellissime tende racing e le tute da corsa per piloti e copiloti. In occasione della consegna dei veicoli i team hanno ricevuto un briefing completo sulla nuova tecnologia elettrica, a cui sono seguiti approfonditi test funzionali con le vetture elettriche da 100 kW (136 CV). I clienti hanno anche potuto verificare l’elevato potenziale della Opel Corsa-e Rally sedendo accanto a Volker Strycek, leggenda del motorsport Opel, sullo spettacolare circuito endurance del centro prove. “La consegna dei veicoli è stato un momento importante per noi, per i team e per tutto il progetto”, ha dichiarato Jòrg Schrott, Opel Motorsport Director. “Si tratta di un chiaro segnale che le cose stanno finalmente per partire. L’attesa e l’entusiasmo per l’avvio della stagione erano palpabili. Le altre vetture saranno consegnate in un secondo momento”.
Dopo la cancellazione dell’ADAC ACTRONICS Rally Sulingen a causa del Coronavirus, la prima gara della stagione dell’ADAC Opel e-Rally Cup si svolgerà l’11 e il 12 giugno con l’ADAC Rally Stemweder Berg. Per prepararsi, le squadre della ADAC Opel e-Rally Cup parteciperanno a un evento di prova per conoscere meglio le vetture e l’infrastruttura di ricarica. I team parteciperanno anche a un programma di formazione sull’alta tensione, condotto e certificato dal TU’V della Turingia.
All’ADAC Opel e-Rally Cup 2021 si sono iscritti team provenienti da Germania, Francia, Austria, Belgio, Regno Unito e Paesi Bassi.
(ITALPRESS).

Ds 3 Crossback, innovazione anche sotto il cofano

ROMA (ITALPRESS) – E’ una gamma selezionata, con motorizzazioni pensate per soddisfare differenti esigenze, quella con cui DS Automobiles si propone al pubblico. Sotto al cofano di DS 3 Crossback, modello d’accesso al mondo DS Automobiles, troviamo soluzioni motoristiche che abbracciano benzina, diesel e la mobilità a zero emissioni 100% elettrica. Il benzina 1.2 PureTech, propulsore pluripremiato, grazie ai 210 brevetti garantisce il 18% di riduzioni nelle emissioni di CO2 rispetto a un tradizionale motore 4 cilindri e il 75% di abbattimento del particolato grazie ad un filtro dedicato. La sua architettura a 3 cilindri mostra una insospettabile flessibilità, garantendo un ottimo equilibrio tra prestazioni e consumi e si adatta a tre distinti livelli di potenza enfatizzati dalla presenza di un turbocompressore: 100, 130 oppure 155 cavalli. Potenze che vedono declinata anche una coppia rispettivamente di 205, 230 e 240 Nm, a soli 1.750 giri per tutte le varianti. Valori che, avvicinandosi alla coppia di un diesel, ne proclamano il potenziale, assecondando una elasticità che si esprime a tutto tondo. Il lato prestazionale è invece rimarcato dagli 8,2 secondi che il 155 CV impiega per passare da 0 a 100 km/h, ovvero 9,2 secondi per il 130 CV e 10,9 per il 100 CV. Numeri che sono il frutto della leggerezza con cui DS 3 Crossback si presenta: solo 1.276 kg di massa in ordine di marcia (1.310 per il 130 e 1.316 per il 155 CV), spiegano l’equilibrio di questo modello con cui su strada si entra subito in confidenza. Una facilità che può contare sul cambio manuale a 6 rapporti per il 100 CV, mentre scegliendo le varianti 130 e 155 CV troviamo l’abbinamento con il tecnologico cambio automatico EAT8, campione di fluidità e reattività grazie agli 8 rapporti disponibili. Grazie alla omologazione Euro 6.2D-ISC FCM, i motori PureTech sono a prova dell’immediato futuro, come dimostrano anche i valori relativi al consumo di carburante nell’uso combinato. In base al severo standard WLTP, i consumi vanno dai 5,4 litri per 100 km del 100 CV, ai 6,0 del 130 CV ai 6,1 del più potente 155 CV. Con un listino che esordisce dai 26.000 euro del PureTech 100 CV, DS 3 Crossback si presenta in tre distinti allestimenti che hanno il compito di proporre equipaggiamenti distintivi. Tra So Chic, Grand Chic, Performance Line e Performance Line+, il comune denominatore si conferma l’inimitabile carattere DS Automobiles, che si esprime anche attraverso la tecnologia di motori all’avanguardia.
(ITALPRESS).

Tripla vittoria per Alfa Romeo ai “Best brands” di Auto Bild

TORINO (ITALPRESS) – I lettori di Auto Bild hanno rinnovato il loro apprezzamento allo stile Alfa Romeo. Nell’ultimo sondaggio “Best Brands” hanno infatti posto sul gradino più alto del podio il design di Alfa Romeo in tre categorie: “vetture compatte”, con la Giulietta; nella “Classe Media”, votando la Giulia; e nei “Suv Compatti”, dove Alfa Romeo è rappresentata dalla Stelvio. Per Giulia e Stelvio si è trattato della quinta vittoria consecutiva nelle rispettive categorie. Il design dei tre modelli premiati, già insigniti di numerosi riconoscimenti internazionali, è opera del Centro Stile Alfa Romeo. Per il marchio italiano, bellezza e dinamismo sono da sempre tratti distintivi di ogni creazione e l’incoronazione ai “Best Brands” in Germania va ad arricchire ulteriormente la collezione di trofei ottenuti negli ultimi anni. Giunta alla decima edizione del concorso “Best Brands”, la rinomata testata specializzata Auto Bild ha chiesto ai propri lettori di valutare i marchi più prestigiosi in diversi settori.
Sono stati quindi identificati i criteri più significativi nella scelta all’acquisto di una vettura, e il design è sicuramente tra i più rilevanti. I marchi coinvolti erano 37, suddivisi in 14 segmenti, dalle piccole utilitarie fino ai Suv. Al sondaggio hanno partecipato complessivamente più di 60.000 lettori.
(ITALPRESS).

Suzuki Misano, concept che unisce due e quattro ruote

TORINO (ITALPRESS) – Un nome italiano legato al motorsport, che evocasse sonorità giapponesi. E’ nata anche così la Misano, una barchetta due posti realizzata dagli studenti dello Ied di Torino insieme al centro stile di Suzuki Italia, che ha sede a Robassomero. Il concept è stato presentato oggi a Torino, ed è la tesi dei 24 studenti del Master in Transportation Design di IED Torino. Suzuki ha chiesto ai giovani designer di lavorare sul brief La Dolce Vita X Way of Life, indirizzando la ricerca su un doppio binario: i valori incarnati dal payoff del brand Suzuki e, parallelamente, le suggestioni evocate dal titolo del capolavoro felliniano. Misano (lunghezza 4 metri – larghezza 1,75 metri – altezza 1 metro – passo 2,6 metri e interasse 1,5 metri) è un veicolo sportivo e compatto, che rilegge in chiave sperimentale la tipologia classica della barchetta proponendo, con un layout innovativo e asimmetrico, due posti in tandem su quattro ruote.
Le linee degli esterni disegnano superfici pulite che avvolgono morbidamente l’abitacolo a vista. L’assenza di capote rivela le posizioni di guida e passeggero che, decentrate, lasciano libera la porzione destra, consentendo l’inserimento del pacco batterie e di un bagagliaio in posizione laterale. L’ispirazione sportiva si ritrova non solo nel design grintoso del frontale, in cui le linee saettanti delle luci aumentano la riconoscibilità della vettura, e nell’aerodinamicità del posteriore che convoglia i flussi d’aria attraverso due mesh trapezoidali, ma soprattutto nell’esperienza di guida. Protetto esclusivamente da un piccolo parabrezza che ricorda un cupolino, l’utente alla guida controlla la vettura non con un volante, ma con una cloche di chiara ispirazione motociclistica. Misano è progettata per avvicinare un pubblico giovane e appassionato di due ruote al mondo automobilistico Suzuki, offrendo un’esperienza di guida che coniuga lifestyle e sportività. “Grazie alla collaborazione tra IED e il brand Suzuki, è stato creato un concept vehicle che guarda alle due anime della produzione Suzuki, compact car e moto – dichiara Kimihiko Nakada, direttore Suzuki Design Center – una tesi nata dalla passione dei giovani studenti e sviluppata come un progetto di un vero centro stile per offrire una nuova esperienza alla prossima generazione”. Tra gli sponsor tecnici Pirelli, Misano è stata realizzata da Edag Italia, Torino Crea, Freeland.car e Raitec. Suzuki Misano sarà esposto al Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino da sabato 15 maggio a domenica 6 giugno.
(ITALPRESS).