ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia non perderà nulla. Andiamo avanti, i compiti a casa li facciamo e alla fine i risultati arriveranno”.
Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, sul Pnrr.
“I problemi che abbiamo noi li hanno tutti. Dappertutto stanno modificando i progetti, la Germania e anche altri Paesi mi pare abbiano questioni ben superiori alle nostre. Io penso che la flessibilità – e lo dico da sempre – sia una cosa giusta”, aggiunge. Poi, spiega: “Il Recovery plan della Ue, di cui il Pnrr è parte, è nato da una grande svolta alla politica europea. Il Pnrr nasce per rispondere alla crisi nata dal Coronavirus. L’idea era ed è: vediamo dove cadono le macerie, vediamo dopo che la polvere si è depositata e a quel punto potremo capire meglio come aggiustare il tiro”. Quanto ai richiami da parte dell’Ue, “noi crediamo soltanto alle critiche obiettive, quelle non dipendenti da posizioni politiche. Ripeto: l’Italia entro il 31 agosto fornirà le correzioni e avremo tutti i fondi previsti”, sottolinea. Sulle osservazioni da parte della Corte dei Conti, secondo Tajani “fa il suo lavoro e i controlli sono giusti. Sono d’accordo con quel che ha detto il ministro Fitto: ci aspettiamo un approccio costruttivo. Dobbiamo collaborare tutti per far procedere le cose nel migliore dei modi, e noi siamo assolutamente pronti a collaborare. Ma spetta all’esecutivo prendere le decisioni e del resto non mi pare che le occasioni di confronto manchino: facciamo riunioni di continuo. Nella consapevolezza, che abbiamo ben presente, della rilevanza di questa partita: senza Pnrr la nostra crescita passerebbe dall’1,2 allo 0,4%. E questa è una cosa che nessuno dimentica: l’obiettivo che perseguiamo con grande impegno e determinazione è la crescita”.
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Pnrr, Tajani “Avremo tutti i fondi previsti”
Erdogan vince le elezioni in Turchia
ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – Terzo mandato per Recep Tayyip Erdogan, che ha vinto le elezioni presidenziali in Turchia. Erdogan, a conclusione dello scrutinio dei voti del ballottaggio, ha ottenuto il 52,1% delle preferenze contro il 47,9% dello sfidante Kemal Kilicdaroglu. Lo ha reso noto il presidente della commissione elettorale turca Ysk, Ahmet Yener.
Il leader turco si assicura in questo modo il potere per altri 5 anni, fino al 2028.
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Amministrative, si vota in Sicilia, Sardegna e per i ballottaggi. Cala affluenza
PALERMO (ITALPRESS) – Elezioni amministrative a Catania, Ragusa, Siracusa, Trapani e in altri 124 comuni siciliani e 39 sardi. Sono quasi 1,5 milioni gli elettori chiamati al voto per rinnovare i consigli comunali nelle due isole più grandi del Paese. Si vota dalle 7 alle 23, mentre domani i seggi riapriranno dalle 7 alle 15. L’eventuale ballottaggio è in programma l’11 e il 12 giugno.
Si vota anche per il secondo turno elettorale in vari comuni italiani, tra cui Ancona, Brindisi, Massa, Pisa, Siena, Terni e Vicenza.
Ad una prima rilevazione delle ore 12, l’affluenza è apparsa un po’ ovunque in calo, tranne che nei ballottaggi di Ancona, Pisa e Vicenza.
Alle 19, secondo i dati forniti dal Viminale, prendendo in considerazione tutte le 1595 sezioni in cui si votava, l’affluenza e’ stata del 27,65%. Al primo turno, alla stessa ora, era stata del 35,95%.
In Sardegna, alle 19, l’affluenza alle urne si attesta al 36,88%. Si tratta di 9 punti percentuali in meno rispetto all’ultima tornata delle amministrative, quando era al
45,89%. Alle 12 era al 17,5%. Mentre, in Sicilia alle 19 è stata del 33,39%. Alla scorsa tornata elettorale era stata del 40,95%.
Alle 23, invece, l’affluenza e’ stata del 37,51%. Al primo turno, alla stessa ora, era stata del 45,43%. In calo anche in Sardegna e Sicilia.
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Scuola, Valditara “Su fuga docenti dati drammatici, servono incentivi”
MILANO (ITALPRESS) – Per il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara bisogna “trovare incentivi per le aree di frontiera affinchè non ci sia la fuga dei docenti. Penso ad esempio a un piano casa per i pubblici dipendenti e gli insegnanti in modo particolare”. Lo ha affermato intervenendo a Milano alla scuola di formazione politica della Lega. “Quando leggo che ci sono 17mila insegnanti in fuga dalla Lombardia, sono dati che emergono con evidenza ma i nostri dati al ministero sono ancora più drammatici: in alcune zone c’è una scopertura di docenti del 32%” ha aggiunto Valditara sottolineando inoltre che “dobbiamo cercare di trovare le risorse per valorizzare gli stipendi di tutti i docenti”. Il ministro ha poi fatto riferimento al tema delle aggressioni al personale scolastico: “è impensabile che un docente venga preso a schiaffi e a pugni. E anche sull’assicurazione per i docenti, com’è possibile che nessuno ci abbia pensato prima? Tutta la Pubblica amministrazione è assicurata, solo il personale della scuola no”. “Io credo sia fondamentale la cultura del lavoro. Noi amiamo, rispettiamo e valorizziamo la nostra Costituzione. L’articolo 4 dice che il diritto e dovere di lavorare è da mettere al centro sin dalle elementari – ha proseguito – La scuola deve formare a essere cittadini consapevoli, ma deve anche dare opportunità di affermazione professionale, perchè sennò non realizza a pieno i suoi obiettivi, a dispetto di chi a sinistra ritiene non sia importante introdurre la cultura del lavoro a scuola”.”L’alternanza scuola-lavoro è fondamentale”, ha concluso Valditara.(ITALPRESS).
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Piazza della Loggia, Mattarella “La memoria è la radice del futuro”
ROMA (ITALPRESS) – “Otto persone uccise. Oltre cento ferite. La città di Brescia sconvolta. La Repubblica ferita. Tanto sangue innocente fu versato la mattina del 28 maggio 1974 in Piazza della Loggia dagli strateghi del terrore e dai loro spietati esecutori per destabilizzare la democrazia, attaccare lo Stato. I piani eversivi del terrorismo neofascista vennero contrastati e sventati. In fedeltà ai principi costituzionali. Protagonisti furono il popolo italiano, le forze politiche e sindacali, le espressioni culturali e sociali, che seppero reagire a mezzo della partecipazione democratica”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della strage di Piazza della Loggia di Brescia. “Le sentenze sono riuscite a ricostruire circostanze e responsabilità dell’attentato di Brescia, evidenziandone la matrice e i suoi legami con l’eversione di destra. Nel giorno dell’anniversario i sentimenti di vicinanza e solidarietà si rivolgono in primo luogo ai familiari e ai discendenti di coloro che persero la vita, ai loro amici e compagni di lavoro. Alla comunità bresciana. Il Paese ha un debito di riconoscenza verso la Città di Brescia, colpita per manifestare la sua opposizione irriducibile all’eversione” aggiunge. “La comunità nazionale è consapevole di quanto stretta sia la connessione tra democrazia e giustizia e per questo sente di esprimere gratitudine verso chi ha riversato nell’impegno civile – come l’Associazione dei familiari delle vittime – l’immenso dolore personale patito. La memoria è la radice del futuro” dice ancora il Capo dello Stato. “Per questo il ricordo di oggi è un messaggio rivolto in special modo alle generazioni più giovani, a cui è trasmesso il testimone della convivenza, della solidarietà, del bene comune da riconoscere e preservare con cura, al di là di ogni legittima differenza di opinioni e interessi” conclude.(ITALPRESS).
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Maltempo Emilia Romagna, Meloni “Troviamo i soldi, poi chi li spende”
ROMA (ITALPRESS) – “Mettere in sicurezza l’Italia è una sfida epocale. Stiamo purtroppo scontando decenni di scelte mancate e di ritardi, e l’idea errata che la cura del territorio non fosse un investimento strategico”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, intervistata da “Il Messaggero”.”Bisogna cambiare paradigma. Nessuno ha la bacchetta magica ma è arrivato il momento di immaginare un modello completamente nuovo, che sappia responsabilizzare di più tutte le amministrazioni coinvolte e permetta di realizzare le opere necessarie, velocemente e bene. E capire che ci sono interventi che non possono essere più rimandati o bloccati dalla burocrazia o da un certo ecologismo ideologizzato. Non è facile, ma ci metteremo tutto il nostro impegno”, ha aggiunto. A proposito invece della scelta del commissario straordinario per l’emergenza maltempo in Emilia Romagna, la presidente del Consiglio ha aggiunto: “In questo momento il mio principale problema non è chi spende i soldi ma trovarli, capire le cose da fare e capire quali procedure vanno migliorate per dare risposte immediate”. “Quando arriverà il tempo della ricostruzione ci occuperemo di chi sarà il commissario. Vedremo le funzioni, valuteremo le competenza e sceglieremo il profilo più adatto” conclude.(ITALPRESS).
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Meloni “Italia a testa alta, ora avanti con le riforme”
ROMA (ITALPRESS) – Dal fisco al presidenzialismo, passando per la situazione in Emilia Romagna. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha tracciato un bilancio dei lavori a palazzo Chigi, indicando le prossime tappe. In occasione del Festival dell’Economia di Trento, intervistata della giornalista Maria Latella, ha parlato subito dei territori duramente colpiti dall’alluvione: “L’ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia Romagna è stata eccezionale, complessivamente in 15 giorni è caduta metà di tutta la pioggia di un intero anno. E’ un bilancio grave in tema di vittime, evacuati, attività economiche e produttive in ginocchio. Ancora non si può fare un calcolo dei danni, lavoreremo sulle misure da chiedere all’Unione Europea. E’ stata data una risposta immediata con il Consiglio dei ministri, con i primi interventi per oltre 2 miliardi. Abbiamo lavorato a 360 gradi, l’Emilia Romagna è una locomotiva e se si ferma non possiamo mantenere i buoni parametri economici dell’Italia, lo meritano i cittadini delle aree colpite”.
Situazione critica che ha costretto la premier a lasciare in anticipo il G7 in Giappone, dove ha avuto l’occasione di incontrare il presidente francese Macron. “Abbiamo avuto un incontro molto basato sulla concretezza, Italia e Francia sono due paesi che hanno rapporti secolari. Quando ci sono Paesi che ci criticano, questo non vuol dire che il governo italiano va male, anzi i rapporti tra Stati non dipendono da queste questioni. I rapporti tra Italia e Francia sono storicamente forti. Con Macron abbiamo parlato dei temi legati all’immigrazione, il tema è arrivare alla difesa dei confini esterni. Per trovare una soluzione strutturale non si può prescindere al rapporto con l’Africa, non è un continente povero ma ricco, dobbiamo cooperare in un modo non predatorio e penso al tema energetico”. In tema di riforme ha ribadito che quelle sull’autonomia differenziata e sul presidenzialismo arriveranno entra la fine della legislatura: “Sono nel programma del centrodestra”. Inoltre “nel Consiglio dei ministri e nella coalizione c’è un ottimo clima, oggi non c’è rivalità anche sulle riforme del presidenzialismo e dell’autonomia. L’autonomia rafforzerà la coesione grazie a indicazione dei livelli essenziali delle prestazioni e l’autonomia dà responsabilità alle Regioni, le rende più virtuose. La riforma dello Stato è fondamentale”. La premier ha poi annunciato che il governo è al lavoro per rendere il taglio del cuneo fiscale una misura strutturale: “l’impatto del taglio che stiamo realizzando è diverso da quello realizzato dai predecessori e non è finito Il taglio della tassazione sul lavoro è una priorità, l’impatto per i lavoratori, soprattutto in un periodo di inflazione galoppante, è per forza di cose importante. Noi vogliamo andare avanti la prima sfida è rendere questi provvedimenti strutturali e di allargarli ulteriormente”. Infine ha ribadito come “la postura dell’Italia è una postura seria, dove l’Italia è affidabile che non significa accondiscendente e per questo viene rispettata a livello internazionale”.
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Scuola, Mattarella “E’ di tutti, orizzonte eliminare ogni discrimine”
ROMA (ITALPRESS) – “Il motore primo delle sue idee di giustizia e uguaglianza era proprio la scuola. La scuola come leva per contrastare le povertà. Non a caso oggi si usa l’espressione ‘povertà educativà per affermare i rischi derivanti da una scuola che non riuscisse a essere veicolo di formazione del cittadino. La scuola per conoscere. Per imparare, anzitutto, la lingua, per poter usare la parola. La povertà nel linguaggio è veicolo di povertà completa, e genera ulteriori discriminazioni.
La scuola, in un Paese democratico, non può non avere come sua prima finalità e orizzonte l’eliminazione di ogni discrimine”.
Così il presiente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando la figura di don Milani a Barbiana nel centenario della nascita.
“La scuola è di tutti. La scuola deve essere per tutti. Spiegava don Milani, avendo davanti a sè figli di contadini che sembravano inesorabilmente destinati a essere estranei alla vita scolastica: ‘Una scuola che seleziona distrugge la cultura. Ai poveri toglie il mezzo di espressione. Ai ricchi toglie la conoscenza delle cosè. Impossibile non cogliere la saggezza di questi pensieri. Era la sua pedagogia della libertà. Il merito non è l’amplificazione del vantaggio di chi già parte favorito. Merito – ha aggiunto Mattarella – è dare nuove opportunità a chi non ne ha, perchè è giusto e per non far perdere all’Italia talenti; preziosi se trovano la possibilità di esprimersi, come a tutti deve essere garantito”.
(ITALPRESS).
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