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Lupi “Se Renzi sceglie il Centrodestra da noi c’è spazio”

ROMA (ITALPRESS) – «Credo che il dialogo tra le forze culturali e politiche che si rifanno alla tradizione popolare e Fratelli d’Italia, che è una grande proposta politica conservatrice, sia fondamentale. L’alleanza tra conservatori e popolari rappresenta una sfida interessante sia per l’Italia sia per l’Europa. A una condizione, però: le forze centriste non devono rincorrere i conservatori ma devono tornare a pensare alla loro tradizione, proiettandola verso il futuro”.
Così Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, in una intervista al Corriere della Sera, alla vigilia del congresso.
“La stabilizzazione di una proposta di governo del centrodestra, non nel breve, ma nel medio e lungo periodo, è data solo da una forte connotazione moderata. Se si fa sparire, si rischia di avere una proposta di governo del Paese incompiuta. Il compito politico che ci diamo è ridare forza a quella proposta” ha continuato Lupi che su Matteo Renzi dice: “In molti hanno pensato, dopo anni di governi non politici, che il bipolarismo fosse superato, ma non è così. Gli italiani hanno scelto il centrodestra e il centrosinistra è andato all’opposizione”.
“Il centro, al di fuori di queste due proposte politiche che ormai caratterizzano le democrazie moderne, non ha più uno spazio. Diventa un’operazione politica astratta, tant’è vero che Calenda e Renzi, dopo le elezioni, sono implosi. Per cui dovranno scegliere se stare con il Pd o con il centrodestra. Se Renzi optasse per questa seconda soluzione, per lui c’è già uno spazio a cui potersi aggregare, che è il nostro». prosegue Lupi.
«Il nostro primo lavoro è quello di rafforzare la proposta politica del centrodestra, in cui siamo da trent’anni. Il dialogo è poi con tutti quelli che vogliono rafforzare la proposta moderata nel centrodestra. Dobbiamo dare forza alla nostra identità con le nostre proposte, perchè la sfida è quella del governo. Dobbiamo dimostrare di saper cambiare l’Italia già da oggi. Ed è il titolo del nostro congresso: Il futuro è adesso».

– foto: agenziafotogramma.it

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Silvio Berlusconi dimesso dall’ospedale “L’incubo è finito, ho vinto ancora”

MILANO (ITALPRESS) – Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha lasciato l’ospedale San Raffaele di Milano dove era stato ricoverato dal 5 aprile per un’infezione polmonare insorta nel quadro di una leucemia melanomocitica cronica. Nelle ultime settimane era apparso in video in occasione della convention di Forza Italia del 5-6 maggio a Milano e della chiusura della campagna elettorale del centrodestra per le elezioni amministrative del 14-15 maggio. A bordo dell’Audi con l’ex premier c’era anche la compagna Marta Fascina che lo ha assistito durante tutto il periodo del ricovero. Berlusconi ha accennato un saluto con la mano ai giornalisti in attesa fuori dal pronto soccorso.

“Care Amiche, cari Amici, oggi, dopo 45 lunghi giorni, sono finalmente tornato a casa e il mio ritorno ha riscaldato i cuori della nostra grande famiglia. Una emozione incredibile, un grande sollievo. E’ stato un periodo angoscioso e difficile ma dopo il buio ho vinto ancora, afferma Berlusconi in una nota diffusa in serata
“Grazie a Dio e a Tutti Voi che non mi avete fatto mai mancare la vostra vicinanza, il vostro calore e il vostro affetto affetto, non mi sono mai sentito solo e ho continuato a nutrire speranza e fiducia – aggiunge -. L’incubo è finito e, dopo aver letto i tantissimi messaggi di auguri ricevuti, mi sento di ringraziare ognuno di Voi che ha ritenuto di dedicarmi un pensiero affettuoso. Viva la vita, sempre!”.
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Photo credits: xh7

Maltempo, Meloni mostra ai leader del G7 le immagini dell’alluvione

HIROSHIMA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Il premier Giorgia Meloni a margine dei lavori del G7 a Hiroshima, in Giappone, ha mostrato agli altri leader le immagini dell’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna. Alcuni di loro hanno poi chiamato i loro ambasciatori in Italia per avere maggiori informazioni.

– foto Presidenza del Consiglio –

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Autonomia, Schlein “Forzature gravi, ci batteremo per fermarla”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo contrari nel merito e sul metodo. E’ un percorso nato su forzature gravi: non sono stati coinvolti i territori ed è stato scavalcato il Parlamento, perchè i livelli essenziali delle prestazioni, che toccano la carne viva delle fratture sociali del Paese, quindi salute, sanità, trasporti locali, verrebbero fissati da una commissione tecnica del governo. Avanzare questa proposta senza mettere un euro per il fondo di perequazione, che dovrebbe essere di almeno 50 miliardi, significa prendere in giro le persone. Si piantano bandierine ideologiche e si rischia di dividere ulteriormente il Paese, di acuirne i divari”. Così a la Repubblica la segretaria del Pd, Elly Schlein, a proposito di autonomia differenziata.
“Siccome il governo ci ha invitato a dialogare sulle riforme, noi abbiamo detto chiaramente che ci stiamo. Non sul presidenzialismo o sul premierato, ma sulla sfiducia costruttiva e per una legge elettorale che cancelli i listini bloccati”, spiega. “Ma ci siamo se è un confronto vero, se non hanno già deciso come va a finire e se c’è una moratoria sull’autonomia differenziata, oltre che sul blitz della destra contro i ballottaggi. La risposta l’abbiamo vista: la presidente del Consiglio ha detto che presidenzialismo e autonomia differenziata stanno insieme. Noi ci batteremo per fermarli”, conclude Schlein.
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Riforme, Romeo “Disponibili al premierato ma con pesi e contrappesi”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è la necessità di promuovere delle riforme istituzionali. La Lega ha dato subito la sua disponibilità, poi se non è il presidente della Repubblica perchè è una figura terza e si vuole virare più sul premier c’è questa disponibilità, purchè ci siano pesi e contrappesi tenendo conto che la nostra è una Repubblica parlamentare. L’importante è che venga garantito il fatto che non ci siano ribaltoni, perchè se i cittadini votano un premier non si possono ritrovare con una maggioranza diversa. Ci sono dei sistemi costituzionali, di intervento e legislativi che possono andare a tutela di questo garantendo la stabilità. C’è piena armonia da questo punto di vista, poi ci possono essere sensibilità diverse ma nel centrodestra questo è un arricchimento, si trovano mediazioni”. Così Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
“La posizione della Lega è sempre stata chiara anche in passato” sulle riforme. L’autonomia “riguarda l’attuazione della Costituzione dove si può cominciare a procedere coinvolgendo il Parlamento, dall’altra parte c’è la necessità di promuovere riforme istituzionali”, aggiunge.
Inevitabile uno sguardo a quanto sta accadendo in Emilia-Romagna nelle ultime ore. “Sono immagini drammatiche, non sopportiamo però vedere la polemica politica. La politica deve interrogarsi perchè sicuramente ci sono di mezzo i cambiamenti climatici, ma ci sono anche delle responsabilità soprattutto di quest’ultima. Quello che la politica non fa ma che dovrebbe fare – osserva – è la prevenzione, siamo molto bravi nell’emergenza ma se iniziassimo ad essere bravi anche nella prevenzione, probabilmente riusciremo a contenere la portata drammatica che vediamo in questi giorni. Non possiamo continuare sempre a basare la nostra azione sul consenso, bisogna prevenire, fare manutenzione e, anzichè realizzare cose nuove, manutenere le cose che abbiamo. Questo è un ragionamento complessivo che tutti dobbiamo fare a prescindere dai colori politici”.
Tra i vari temi toccati da Romeo, anche i rapporti all’interno della maggioranza di governo e i risultati delle ultime amministrative. “Rispetto al governo con i 5 Stelle, che era un’alleanza innaturale, e al governo Draghi, che era di unità nazionale fatto nell’interesse del Paese, adesso siamo in una dimensione di base valoriale comune che ci mette nelle condizioni di lavorare. Noi leghisti – spiega – siamo un movimento che vuole portare grande cambiamento e veniamo visti sempre con occhio sospetto, è una Lega sia di lotta che di governo, non esiste una Lega di governo se non c’è quella di lotta e viceversa. Lega di governo e movimentista vanno di pari passo ma con senso di responsabilità, con volontà di mediare e trovare soluzioni. Se avessimo tutti le stesse idee saremo un partito unico, anzi, avere delle diverse sensibilità arricchisce la coalizione di centrodestra perchè i valori sono comuni”.
Quello delle amministrative “è un risultato positivo, poi in politica di solito quando ci sono le elezioni hanno vinto tutti e non perde mai nessuno. Abbiamo conquistato alcune città e ne abbiamo confermato delle altre, complessivamente un risultato positivo, poi come Lega bisogna tenere conto che l’effetto liste civiche altera un pò i parametri nazionali. C’è soddisfazione ma usiamo prudenza perchè ci sono i ballottaggi, cerchiamo di fare l’appello ad andare a votare il più possibile ma usiamo prudenza perchè c’è anche il secondo tempo in alcune realtà”, osserva. Il presidente dei leghisti in Senato parla anche delle nomine e del caso Rai sottolineando che “ci sono dei cambiamenti che andavano fatti ed è giusto farli, perchè in tante occasioni abbiamo visto un indirizzo e orientamento politico un pò troppo pendente, nella tv pubblica bisogna fare un servizio oggettivo e dare spazio a tutti, guardando certi programmi si aveva la sensazione che pendeva la bilancia sempre da una parte. Un equilibrio e una certa oggettività nell’informazione sono alla base di un paese democratico”.
Sulla questione ucraina, all’indomani del tour europeo di Zelensky iniziato proprio a Roma, Romeo evidenzia come la Lega abbia “sempre sostenuto posizioni atlantiste e gli interventi in sostegno dell’Ucraina sono sempre stati votati. Quello che abbiamo rimarcato è che, da quello che ci dicono, il conflitto non si concluderà con la vittoria di uno sull’altro – aggiunge -, si arriverà a una soluzione diplomatica e bisogna intraprendere e sostenere l’iniziativa della Santa Sede almeno per il cessate il fuoco e per una tregua che possa, nel tempo, portare a trattative per la pace. Dobbiamo sostenere con forza l’iniziativa della Santa Sede e questo può andare di pari passo con il sostegno all’Ucraina, mi sembra una posizione di buon senso”.
Infine, la questione sicurezza. “La sicurezza resta la nostra priorità, è chiaro che quello di cui ci siamo accorti è che i cittadini non vogliono solo il dibattito ma dei risultati concreti, credo che la risposta migliore che si poteva dare con quanto accade alla stazione di Milano, l’abbia data Piantedosi con l’invio di nuovi agenti con una operazione importante per garantire sicurezza nelle stazioni. Oggi la Lega deve dare risposte e lo ha fatto con un intervento diretto da parte del ministro”, conclude.

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Autonomia, La Russa “I dossier non sono mai elogiativi”

ROMA (ITALPRESS) – “Ma no! Nessun presidente del Senato sarebbe così sciocco da fare una cosa simile esponendosi a giustificate critiche”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il presidente del Senato Ignazio La Russa, rispondendo alla domanda se sia intervenuto per sollecitare il dossier del Servizio Bilancio di Palazzo Madama sull’autonomia differenziata delle Regioni.
“Comunque non c’è stata alcuna mia operazione di “moral suasion”. Sono relazioni che non passano mai dai miei uffici. Mi dicono che era peraltro solo una bozza ancora sub iudice”, spiega La Russa, che ribadisce: “Non c’è alcuna “manina”. Si è trattato di un puro errore. Non c’è nessun retroscena di valenza politica. Era un dossier come tanti che per errore è stato pubblicato prima che venisse licenziato dagli uffici. Il mio unico intervento è avvenuto dopo che era sorto il caso ed è stato quello di dire che quel dossier non andava ritirato. Sarebbe stato come nascondere la polvere sotto il tappeto. O, peggio, far gridare alla censura. Ho suggerito di dire semplicemente la verità e cioè che la pubblicazione era avvenuta per errore prima che si completasse l’iter normale in casi come questi”.
“Ho parlato con il ministro per gli Affari regionali e le autonomie della Repubblica, Roberto Calderoli, che conosce bene l’iter dei dossier, essendo stato a lungo vicepresidente del Senato. E’ consapevole del fatto che non ci sia stata alcuna manovra”, prosegue il presidente del Senato, che in merito alle critiche all’autonomia contenute nel documento del Servizio Bilancio spiega: “I dossier sono spesso così. Mettono sempre in evidenza anche le criticità. Non sono mai elogiativi. Non servono a dire: “Oh quanto è bella questa legge”. Semmai, trattandosi del Servizio del bilancio, mi sarei aspettato più attenzione ai numeri, piuttosto che ad altre valutazioni”.

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Maltempo, Meloni “Governo c’è, al fianco di popolazioni e istituzioni”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue costantemente l’evoluzione dell’emergenza meteo che ha colpito in particolare l’Emilia-Romagna e da Anchorage, in Alaska – dove si trovava per uno scalo tecnico durante il viaggio che la porterà al G7 di Hiroshima in Giappone – ha partecipato in videoconferenza a un punto del Comitato operativo della Protezione Civile, con il ministro Nello Musumeci, il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che ha aggiornato Meloni sulla situazione meteo e sulle criticità che permangono sul territorio. Nel corso del collegamento, Meloni ha dato la disponibilità immediata a convocare un Consiglio dei ministri per approvare, ove fosse necessario, ulteriori misure d’emergenza: “Il governo c’è, al fianco delle popolazioni colpite e delle istituzioni sul territorio”, ha sottolineato Meloni.
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Autonomia, Calderoli “Dal Servizio Bilancio del Senato dossier carente”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Servizio del Bilancio del Senato ha realizzato un dossier sul disegno di legge recante disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata regionale, nel quale vengono evidenziate criticità non oggettive, ma meramente ipotetiche. La verifica dei profili di onerosità finanziaria e della connessa copertura spetta infatti istituzionalmente alla Ragioneria generale dello Stato, organo deputato alla quantificazione degli oneri, che ha già approvato la relazione tecnica, allegata al disegno di legge presentato al Senato, con la bollinatura”. Lo afferma in una nota il ministro degli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli.
“Tale relazione tecnica d’accompagnamento al disegno di legge certifica che non vi sono rischi per il bilancio del Paese, inoltre l’autorizzazione alla presentazione del Ddl di iniziativa governativa ritengo possa superare tutti i rischi che vengono attribuiti alla legge. Sarà poi l’esame del Parlamento a definire i puntuali contenuti della legge – prosegue -. A fronte di un processo che, come la costituzione prevede, riconosce e promuove le autonomie, era ed è prevedibile che i palazzi e gli interessi del centralismo cercassero di intromettersi, utilizzando qualsiasi tipo di strumento”.
“Nel merito, il dossier predisposto dal Servizio del bilancio evidenzia semplicemente in termini discorsivi l’opportunità di approfondimenti rispetto a tematiche circoscritte. Nessuno ha sottolineato come questo dossier che, se interpretato in chiave politica può apparire critico, risulta invece evidentemente carente sotto il profilo tecnico, in quanto non presenta alcun riferimento a quantificazioni oggettive e misurate – spiega ancora Calderoli -. Va inoltre rilevato che il Servizio Studi, articolazione di carattere tecnico al pari del Servizio del bilancio, ha in precedenza (e quindi non dopo il Servizio del bilancio del Senato) predisposto un proprio dossier, oggettivamente più solido, nel quale non si rilevano le criticità evidenziate dal Servizio del bilancio, e anzi, con riguardo al metodo prescelto dal Governo, si sottolinea che «Per quanto riguarda la scelta di ricorrere ad un disegno di legge volto a disciplinare, in generale, le modalità di attuazione del disposto di cui al terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, […] il Governo ha così ripreso un’impostazione già fatta propria da altri governi, con particolare riferimento ai Governi Gentiloni e Conte, con l’intento di perseguire specificamente due obiettivi primari: un più ordinato e coordinato processo di attuazione e un più ampio coinvolgimento delle Camere». Il dossier del Servizio Studi non presenta rilievi sul piano della quantificazione e della copertura degli oneri finanziari, suggerendo esclusivamente sul piano redazionale la precisazione nell’indicazione di un comma richiamato nel disegno di legge”, conclude Calderoli.

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