ROMA (ITALPRESS) – “Alla natalità abbiamo dedicato il nome di un ministero e soprattutto, fin dal primo giorno, interventi concreti, risorse importanti e una visione strategica. Ricordando che il fattore economico è importante, ma lo è altrettanto quello culturale”. Lo ha detto, in un’intervista al “Giornale”, il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, che ieri è intervenuta alla prima giornata degli Stati Generali della Natalità. “Innanzi tutto – aggiunge – stiamo difendendo l’assegno unico in Europa, dove è oggetto di una procedura di infrazione. Ricordo poi che lo abbiamo aumentato in modo sensibile, soprattutto per le famiglie numerose. L’assegno unico però è solo uno degli elementi di una strategia ben più ampia”. “Noi non siamo dirigisti, non siamo per i piani quinquennali – prosegue – . Tanto piu’ su un tema cosi’ delicato e personale, su cui la libertà di scelta è essenziale. Sappiamo tre cose: che non c’e’ in Italia un clima favorevole alla natalità, che a lungo le famiglie sono state bistrattate, e che le donne vorrebbero fare figli ma spesso non ne fanno perché il sistema non aiuta a conciliare lavoro e maternità. Vogliamo agire su tutti e tre questi fronti con lo scopo di invertire la tendenza”.
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Natalità, Roccella “Famiglie a lungo bistrattate, vogliamo invertire la tendenza”
Dal Cdm via libera a Pisani capo della Polizia, Giannini prefetto di Roma, Sergio ad Rai
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha approvato le nomine e il movimento di prefetti: Lamberto Giannini da Capo della Polizia, Direttore Generale della pubblica sicurezza è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Roma; Vittorio Pisani è destinato a svolgere la funzione di Capo della Polizia, Direttore Generale della pubblica sicurezza, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
Su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, il Cdm ha deliberato la designazione di Roberto Sergio quale componente del Consiglio di amministrazione della RAI. Il Ministero dell’economia e delle finanze, in Assemblea, formulerà al Consiglio di amministrazione formale proposta di nomina del di Sergio quale amministratore delegato della società per la restante durata del mandato.
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Mattarella “Futuro dei giovani legato alla coesione sociale del Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “La coesione sociale del Paese si misura sulla capacità di dare un futuro alle giovani generazioni, creando un clima di fiducia. La struttura demografica italiana manifesta uno squilibrio che deve richiamare l’attenzione”.
Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio inviato al Presidente della Fondazione per la Natalità e del Forum delle Associazioni Familiari, Gianluigi De Palo.
“Alle Istituzioni compete la responsabilità di attuare politiche attive che permettano alle giovani coppie di realizzare il loro progetto di vita, superando le difficoltà di carattere materiale e di accesso ai servizi che rendono ardua la strada della genitorialità – continua il Capo dello Stato – Si tratta di una puntuale prescrizione della Costituzione che, all’articolo 31, richiama la Repubblica ad agevolare ‘con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerosè. Proteggendo ‘la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopò”.
“Politiche abitative, fiscali e sociali appropriate, conciliare l’equilibrio tra vita e lavoro, sono questioni fondamentali per lo sviluppo delle famiglie. Il tema interpella in particolare i giovani, costretti, sovente, a rimandare il proposito di formare una famiglia in attesa di ‘tempi migliorì, posticipando l’esperienza della genitorialità fino, a volte, alla definitiva rinuncia. La nascita di un figlio è segnale di speranza e di continuità della comunità. Con questi auspici formulo a tutti i partecipanti all’evento i migliori auguri per l’iniziativa, occasione di riflessione su un tema cruciale per il nostro Paese”.
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Valditara “Allarme denatalità impegna tutti a trovare soluzioni”
ROMA (ITALPRESS) – “L’iniziativa è su un tema importante e delicato, un fenomeno che in questo anni sta emergendo in tutta la sua gravità e coinvolge il nostro futuro”.
Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo agli Stati Generali della Natalità. “La denatalità avrà conseguenze nell’immediato” ha aggiunto “e impegna tutti noi a trovare soluzioni e trovare soluzioni è possibile avendo ben chiaro gli obiettivi e con un dialogo tra tutti”. Se si mantiene questa tendenza si “rischia di non riuscire a garantire tutti i servizi per le persone più anziane.
Il quadro per i prossimo dieci anni è allarmante, si rischia di avere tra i 120 mila e i 130 Mila ragazzi in meno ogni anno, e se il trend sarà questo fra 30 anni saremo cinque milioni in meno. Mettendo al centro la persona possiamo riaffermare la cultura della vita, la nascita di un bambino è un segnale di speranza”.
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Riforme, Fazzolari “Non vogliamo depotenziare ruolo Capo dello Stato”
ROMA (ITALPRESS) – «Una riforma che dà stabilità al governo è la principale misura economica che si possa dare all’Italia, che negli ultimi vent’anni è cresciuta nel complesso del 4%, mentre Francia e Germania crescevano del 20%. Un divario figlio anche della fragilità e instabilità dei governi, per questo la riforma è fondamentale per il bene della nazione».
Così in una intervista al Corriere della Sera Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all’attuazione del programma di Governo.
«Il presidente Meloni ha rilevato due grandi criticità. La prima è la totale instabilità dei nostri governi, che cambiano in media ogni due anni. E questo, per un Paese grande e potente, comporta difficoltà a stare ai tavoli internazionali. Sorprende che l’allarme abbiamo dovuto lanciarlo noi».
«Tutte le forze condividono l’idea che l’attuale sistema istituzionale italiano non funziona, è già un enorme punto di partenza – prosegue Fazzolari – Il secondo grande problema è che governi sempre più scollegati dall’esito del voto popolare comportano una totale disaffezione dell’elettorato e quindi una delegittimazione delle istituzioni. Sul come affrontare questi problemi ci sono grandi distanze, ma tutti concordano sul fatto che il nostro sistema istituzionale sia un elemento di fragilità per il Paese». Le opposizioni chiedono che il presidente Mattarella venga tutelato. “Negli incontri è emersa una grande attenzione a non depotenziare il ruolo super partes del presidente della Repubblica. Una riforma di questo genere va vista per il futuro, è ovvio che entrerebbe in vigore solamente con la nuova legislatura. E nessuno immagina di interrompere prima della scadenza naturale il mandato di Mattarella». Sulla
bicamerale: “Valuterà Casellati insieme al premier Meloni, ma non vediamo la necessità di una bicamerale. Il dialogo sulle riforme si può portare avanti anche attraverso gli incontri con le opposizioni. Se temiamo il Referendum? Su una riforma così importante potrebbe essere opportuno far decidere gli italiani in ogni caso, se anche dovessimo ottenere la maggioranza dei due terzi in Parlamento”.
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Salvini ai sindacati “Il Ponte sullo Stretto è una priorità”
ROMA (ITALPRESS) – “Il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia è una priorità, anche perchè stiamo investendo circa trenta miliardi in viabilità ferroviaria e stradale tra le due regioni”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini durante l’incontro con i sindacati.
In questo quadro di forti investimenti nel Mezzogiorno, ha continuato Salvini, “il Ponte ha senso ed è prioritario” anche per rendere ancora più fruttuosi gli interventi, come riferiscono fonti del Mit.
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Sulle riforme primo round tra Meloni e opposizioni, “Giornata proficua”
ROMA (ITALPRESS) – No all’elezione diretta del capo dello Stato, posizioni variegate sul premierato e la possibilità di proseguire il dialogo su basi concrete. Questo l’esito della giornata di incontri alla Camera voluta dal premier Giorgia Meloni con i partiti di minoranza sulle riforme istituzionali nella Biblioteca del presidente. Agli incontri hanno partecipato i vice presidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati; il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e il costituzionalista Francesco Saverio Marini. “La giornata è stata proficua e molto interessante. Noi non abbiamo proposto una soluzione preconfezionata”, ha detto il presidente del Consiglio. “Per noi è importante avere una condivisione e spero di ottenerne una più ampia possibile, ma non a costo di venir meno agli impegni presi con i cittadini. L’instabilità della politica italiana ha prodotto dei danni molto importanti alla nostra Nazione”, ha aggiunto. “Mi pare ci sia una chiusura abbastanza trasversale e più netta su sistemi di modello presidenziale o semi presidenziale, invece una valutazione più variegata nell’ipotesi di elezione diretta del presidente del Consiglio” ha spiegato. Quindi “slla base di queste interlocuzioni e delle posizioni che sono state espresse dai partiti dell’opposizione, molto variegate tra loro, cerchiamo di elaborare la nostra proposta che possa tenere in considerazione le valutazioni fatte”. Ad aprire le danze era stato in mattinata il M5S. “Non è venuta fuori una condivisione delle soluzioni. Da parte nostra siamo disponibili a un rafforzamento dei poteri del premier, ma in un quadro che si conservi equilibrato e che non mortifichi la funzione parlamentare”, ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, raccomandando “una commissione parlamentare costituita ad hoc” ma dichiarandosi disponibile “al dialogo. Abbiamo invitato il presidente Meloni a mantenere una interlocuzione, perché a colpi di maggioranza un’ambizione di ridefinire l’assetto costituzionale del nostro Paese non è assolutamente raccomandabile”. Disponibilità è stata espressa anche dal leader di Azione, Carlo Calenda: “Siamo disponibili a collaborare per l’ovvia ragione che anche noi abbiamo provato a fare un’operazione di riforme. Noi condividiamo l’esigenza di avere maggiore stabilità ma anche maggiore efficienza dell’apparato complessivo dello Stato”. Poi, però, pone un paletto. “C’è una linea rossa assoluta che è la figura di garanzia della Costituzione, l’unica istituzione che garantisce l’unità che è il presidente della Repubblica, andarla a toccare sarebbe un errore molto grave”. Per Calenda “c’è un tema grande come una casa che è l’efficienza del Parlamento. Noi abbiamo un monocameralismo di fatto, siamo favorevoli a una scelta monocamerale e comunque a una distinzione fondamentale tra le due Camere”. Quindi ha assicurato che “non faremo nessun Aventino perché abbiamo provato a riformare le istituzioni, sarebbe illogico e incoerente farlo” e “abbiamo riscontrato che Meloni si è detta disponibile ad ascoltare e a discutere”. In ogni caso “riteniamo importante che su questo le opposizioni abbiano il loro dialogo e per questa ragione ci sentiremo con le altre opposizioni. Secondo me abbiamo necessità di parlarci”, ha chiosato Calenda. Anche da Italia Viva nessuna posizione pregiudiziale. “Come Italia Viva nasciamo per fare delle riforme e crediamo nella loro importanza. Siamo disponibili a lavorare insieme alla maggioranza e a confrontarci. Pensavamo che le riforme istituzionali servissero al Paese quando eravamo al governo, non abbiamo cambiato idea oggi che siamo all’opposizione. Le riforme non servono alla Meloni o alla maggioranza, ma al Paese”, ha detto la capogruppo alla Camera, Maria Elena Boschi. Una chiusura è arrivata invece dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra: “Abbiamo comunicato al presidente Meloni l’indisponibilità a sostenere le riforme sul presidenzialismo. Riteniamo che vada tutelata la figura del presidente della Repubblica e su questo faremo dura battaglia. Noi vogliamo che questa figura di garanzia sia tutelata e ci batteremo per questo”, ha sottolineato Angelo Bonelli. Gli ha fatto eco Nicola Fratoianni: “Abbiamo espresso la netta contrarietà al presidenzialismo, al semi-presidenzialismo, al premierato. Sono anni che si tenta di modificare la nostra Costituzione senza però applicarla. Le emergenze del nostro Paese sono altre, occorre ricostruire un rapporto di fiducia con gli elettori e una centralità della politica”. A chiudere il giro di giornata la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Per noi questa discussione non è una priorità del Paese, le priorità sono lavora, sanità, Pnrr, clima, giovani, casa”, ha esordito. “Non si tocca il presidente della Repubblica, la sua figura è garanzia di stabilità, anche nei momenti più difficili, e di credibilità. La forma parlamentare va migliorata, ma non superata e abbandonata. Diciamo no all’elezione diretta del presidente della Repubblica, no al premierato o al sindaco d’Italia”, ha aggiunto. Comunque “se l’obiettivo è rafforzare l’efficienza, la stabilità e la rappresentanza noi chiaramente non ci sottraiamo al confronto, esamineremo le proposte nel merito senza pregiudizi. Migliorare stabilità e rappresentanza lo guarderemo con attenzione, non ci prestiamo a indebolimento di pesi e contrappesi previsto dalla Costituzione”.
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Terrorismo, Mattarella “Battaglia vinta sul terreno della legalità”
ROMA (ITALPRESS) – La guerra al terrorismo “è stata vinta combattendo sempre sul terreno della legalità costituzionale, senza mai cedere alle sirene di chi proponeva soluzioni drastiche, da regime autoritario, affidandosi al diritto e all’amministrazione della giustizia per proteggere la nostra comunità” e “rifiutando di porsi al di fuori della natura democratica della nostra Repubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia per il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo al Quirinale. “I terroristi e i loro complici hanno attentato alla vita di donne e uomini, con l’obiettivo dichiarato di scardinare l’ordinamento democratico” ma, “nonostante lo smarrimento iniziale, lo Stato e le forze politiche e sociali hanno saputo reagire con coraggio e decisione alla sfida dei terrorismi”, sottolinea Mattarella, ricordando che le vittime del terrorismo “parlano a tutti noi, parlano ai nostri giovani, sollecitandoli a fare delle istituzioni il luogo autentico del confronto politico, a non lasciarsi accecare dall’odio nè tentare dalla violenza per imporre le proprie convinzioni”.
Nella lotta al terrorismo “è stata la reazione morale del popolo italiano a fare la differenza, nella lotta ai terrorismi e all’eversione, facendo prevalere la Repubblica e la sua legalità”, spiega Mattarella, sottolineando che “la ferita inferta ai familiari” delle vittime “è una ferita inferta al corpo della Repubblica, fondata sulla nostra Costituzione. Una Costituzione che parla di libertà, di democrazia, di responsabilità, di solidarietà, di rispetto di ogni persona”.
Negli ultimi decenni “si è molto parlato dei terrorismi e dei terroristi”, mentre si è “scritto e parlato” meno “della reazione unanime del popolo italiano” e dei “servitori dello Stato”, oppure “di chi, nelle fabbriche, nelle università, nei vari luoghi di lavoro, ha opposto un ‘nò, fermo e deciso, a chi voleva ribaltare le regole democratiche”, oppure del “dolore, indicibile e irrecuperabile, delle famiglie a cui la lotta armata o i vili attentati hanno strappato un coniuge, un figlio, un genitore, un fratello o una sorella”, ma “sono state queste persone, non i terroristi, a fare la storia italiana, a scriverne la parte decisiva e più salda, a esprimere l’autentico animo della nostra società e non la sua patologia” e a “costituire un patrimonio collettivo di memoria e di esempio per tutte le generazioni”, prosegue Mattarella.
“L’odio e la violenza costituiscono il percorso dei regimi autoritari” e “rappresentano il fallimento dell’umanità, chiamata alla libertà e al rispetto reciproco”, mentre “la democrazia della nostra Repubblica si nutre di tolleranza, di pazienza, di confronto, di rispetto. E’ una strada che a taluno appare lunga e faticosa ma è l’unica di progresso della convivenza” ed è “l’unica capace di ottenere e mantenere nel tempo pace, serenità, benessere, diritti a tutti i cittadini”, conclude. “E’ questo l’insegnamento che ci proviene dalle tante, troppe vittime del terrorismo e dell’eversione. Intorno alla loro memoria ci stringiamo oggi commossi per ribadire con determinazione: mai più violenza politica, mai più stragi”.
Il capo dello Stato in precedenza aveva deposto una corona di alloro in via Caetani, a Roma, dove il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro, il presidente della Democrazia cristiana rapito e ucciso dalle Brigate Rosse.
Alla commemorazione erano presenti anche, tra gli altri, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
– foto ufficio stampa Quirinale –
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