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Meloni “Riforme improrogabili, ascolteremo le opposizioni”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi una giornata di confronto con le opposizioni alla Camera dei deputati, nella Biblioteca del Presidente. Il Governo dialogherà con i rappresentanti dei partiti sulle riforme istituzionali necessarie all’Italia. Intendiamo ascoltare attentamente ogni proposta o critica, nel corso di quello che consideriamo un confronto importante per la nostra democrazia e per approvare misure improrogabili per il bene dei cittadini e della Nazione”. Così su Facebook il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Alla Camera il premier, insieme con i vicepresidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e il costituzionalista Francesco Saverio Marini, incontra il 9 maggio le opposizioni. Ecco il programma degli incontri: ore 12.30 componente +Europa; ore 13 Gruppo per le Autonomie e componente Minoranze linguistiche; ore 13.45 Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra; ore 15.30 Gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe; ore 17 Gruppo Movimento Cinque Stelle; ore 18.30 Gruppo Partito Democratico.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Riforme, Casellati “I tempi sono maturi”

ROMA (ITALPRESS) – “I tempi sono ormai maturi. La riforma costituzionale non può essere una priorità solo del centrodestra, ma una scelta obbligata di tutti, perchè il nostro Paese ha avuto in 75 anni di storia repubblicana 68 governi con una durata media di 14 mesi. Serve dunque stabilità per rendere l’Italia più credibile e più competitiva nell’economia mondiale”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il ministro per le Riforme, Elisabetta Casellati, che si dice si dice “fiduciosa” sull’esito del confronto che si apre tra governo e opposizioni.
Alla domanda se proporrà il premierato o il semipresidenzialismo, Casellati risponde così: “Il tema non è semplice. E’ la grande sfida del nostro Paese, ma io amo un aforisma che suona così: “Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena”
E siccome ritengo che ne valga la pena, in questa fase, invece di esprimere preferenze, credo sia più giusto trovare il “punto di caduta”, la sintesi in grado di portare alla massima condivisione possibile. Una proposta aperta per accogliere tutti i contributi utili, ma nell’ambito di un perimetro delimitato. Da un lato l’elezione diretta del Presidente della Repubblica o del Consiglio e dall’altro la garanzia di stabilità. Un “modello italiano” che non deve necessariamente coincidere con modelli sperimentati negli altri Paesi”.
Casellati si dice “non pregiudizialmente contraria alla Bicamerale, anche se in passato si è sempre tradotta in un nulla di fatto – aggiunge -, ma preferirei usare lo strumento che i padri costituenti ci hanno indicato, come via maestra per le modifiche costituzionali, nell’articolo 138 della Costituzione”. E alla alla domanda se il governo comunque andrà avanti da solo, replica: “Rimango ottimista sulla possibilità di trovare una ricetta condivisa, anche per l’ottima iniziativa del presidente Meloni di dialogare con tutta l’opposizione. Oggi, perciò, una risposta è prematura”.

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Il Senato festeggia 75 anni, La Russa “Presidio di libertà e democrazia”

ROMA (ITALPRESS) – L’8 maggio 1948 rappresenta una data storica per il nostro Paese, in particolar modo per il Senato della Repubblica: l’aula di Palazzo Madama ospitava la prima seduta del nuovo Senato repubblicano, diretta espressione e rappresentanza della sovranità popolare, così come previsto dall’articolo 1, secondo comma, della nostra Costituzione. Sono passati 75 anni da quella data storica che oggi, con una serie di iniziative, viene ricordata dalle più alte cariche dello Stato.
In un’aula addobbata con il Tricolore, per riprodurre esattamente l’allestimento della prima seduta, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e della premier, Giorgia Meloni, il presidente del Senato, Ignazio La Russa ha ricordato come “questa celebrazione l’ho voluta, l’ho sentita necessaria”.
“Ricordare la prima seduta del Senato significa ricordare il momento in cui il popolo ritornava a essere veramente sovrano e il Senato rappresentava un presidio di libertà e democrazia, valori che vogliamo ricordare, tramandare e onorare”.
La seduta speciale è stata aperta da Gianni Morandi che ha interpretato l’inno di Mameli, con il presidente La Russa che gli ha consegnato la campanella “con la quale si fa partire l’aula e si zittisce chi disturba. Buon 75mo di tutti, è anche il 75mo di Israele”, ha aggiunto La Russa.
Prima della cerimonia sono stati presentati una moneta e un francobollo per celebrare i 75 anni del Senato. “Ci sono momenti importanti della storia che quando vengono ricordati, come la prima seduta del Parlamento repubblicano, che a cifra tonda acquisisce un sapore particolare: il modo in cui si festeggia l’occasione di oggi non è fuggente, vogliamo tramandare i valori della nostra Costituzione e questo francobollo verrà conservato e tenuto come elemento fondante dello stare insieme”, ha detto La Russa. “Il francobollo era il via libera alla comunicazione delle persone, la lettera era l’unica vera forma di comunicazione tra le persone e noi a volte dimentichiamo l’importanza di questa affrancatura”, ha aggiunto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ricordato come “il Senato è da sempre il Dna dell’Italia ed è una porte peculiari del suo patrimonio storico, rappresenta il segno della ricostruzione, un segno di fiducia, di speranza, di unità verso il futuro. Il francobollo rappresenta un tassello del mosaico del nostro Paese, ricorda quello che è il Paese da cui partire”. All’evento erano presenti, tra gli altri, la capogruppo in Senato del M5S, Maria Castelleone e il questore anziano Gaetano Nastri, Fratelli d’Italia.

– foto xc3/Italpress –

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Meloni “Le riforme meglio se condivise, ma andremo avanti”

ROMA (ITALPRESS) – “I numeri non mentono e dicono che l’economia sta andando meglio del previsto”. Lo dice il premier Giorgia Meloni, ad Ancona a un’iniziativa elettorale a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Daniele Silvetti.
“Sono soddisfatta del clima che c’è nella maggioranza e nel governo, molto lontano da quello che si legge nelle ricostruzioni, e sono soddisfatto dei ministri – aggiunge -. Oggi i risultati dicono qualcosa di buono in un contesto difficilissimo. Io leggo i dati macroeconomici e dicono che l’Italia è la nazione che cresce di più in Europa”.
“Domani abbiamo convocato le opposizioni per parlare di una riforma costituzionale. Dicono che non è una priorità – spiega il presidente del Consiglio -. Per noi è una priorità legare chi governa al consenso popolare, dare stabilità e dire basta con i governi costruiti in laboratorio. Della riforma costituzionale parlo con le opposizioni perchè voglio che sia il più possibile condivisa, ma la faccio. Perchè il mandato l’ho ricevuto dagli elettori”.
“Noi riteniamo di avere di fronte un orizzonte di cinque anni – aggiunge Meloni -. Le somme si tireranno alla fine. Sappiamo che ci saranno momenti difficili, ma andiamo dritti all’obiettivo”.
“Stiamo lavorando sulle infrastrutture e dobbiamo lavorare sul porto. Il mare è una grande infrastruttura, dobbiamo costruire una filiera”, sottolinea Meloni.
“Sono fiera che in legge di bilancio abbiamo risposto alle esigenze del territorio delle Marche, con 400 milioni di euro in tre anni per la ricostruzione dopo l’alluvione – aggiunge -. Vogliamo dare una strategia di sviluppo e benessere, e questo a qualcuno non piace. Ringrazio i centri sociali che ci contestano, perchè ci ricordano che siamo dalla parte giusta”.

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Riforme, Calderoli “Ok proposte e correzioni ma no a diritti di veto”

ROMA (ITALPRESS) – “La sinistra e Conte dovrebbero prendere atto che hanno perso le elezioni. Però, diversamente da quello che è accaduto in passato, questa volta qualcuno chiede il loro coinvolgimento su riforme che riguardano la vita del Paese e dei cittadini. Se il loro ruolo vuole essere esercitato soltanto come diritto di veto, non ce l’hanno. Io suggerisco loro di fare proposte e correzioni. Se hanno maturato il lutto, bene. Se no, se ne riparla tra 5 anni”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro per le Autonomie Roberto Calderoli.
Sull’invito del premier Meloni alle opposizioni, dice: “Credo sia del tutto normale che la premier rispetto a un argomento di tale rilievo si confronti. Tra l’altro, il percorso potrebbe essere diverso a seconda delle risposte”, perchè “se ci fosse una vera disponibilità dell’opposizione a discutere di riforme, di presidenzialismo, è una possibilità che io stesso sposerei. Ma viste le esperienze del passato, non sono poi così ottimista: nessuna ha mai prodotto risultati. Alla luce delle risposte che verranno date dall’opposizione, si potrà decidere se c’è uno spazio oppure no”. Se non ci fosse allora per il ministro si ricorre “all’articolo 138 della Costituzione: il Parlamento approva le modifiche alla Costituzione con due deliberazioni a maggioranza assoluta”. Infine, assicura: “Non voglio assolutamente comprimere i tempi, voglio che ci sia la discussione piu ampia possibile, il mio obiettivo è realizzare il miglior risultato finale. Nel momento in cui si dovesse verificare che gli strumenti parlamentari sono volti solo all’ostruzionismo, saremo costretti ad andare per la nostra strada. Ma non è assolutamente quello che voglio. Mi si dica dove il testo è sbagliato, nel caso, e dove correggerlo”.
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Pd, Cottarelli “Mi dimetterò da senatore. Stimo Schlein ma abbiamo posizioni diverse”

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MILANO (ITALPRESS) – “Nei prossimi giorni mi dimetterò dalla carica di senatore”. Lo ha annunciato Carlo Cottarelli, senatore del Pd, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo Che Fa. L’Università cattolica gli ha “chiesto di dirigere un programma per l’educazioni delle scienze sociali ed economiche rivolto agli studenti delle scuole superiori. Questo incarico è incompatibile con il Senato – ha spiegato -, quindi ho deciso di rinunciare al mio incarico di senatore, in settimana mi dimetto dal Senato, nei prossimi giorni”.
In una lettera a Repubblica spiega: “In questo momento storico mi sembra che nella vita parlamentare ci sia molta, troppa animosità. Spesso le posizioni sono espresse “per partito preso” e i dibattiti sono solo un’occasione per attaccare l’avversario”. Cottarelli ritiene “innegabile che l’elezione di Elly Schlein abbia spostato il Pd più lontano dalle idee liberaldemocratiche in cui credo. Ho grande stima di Elly Schlein e non credo sbagli a spostare il Pd verso sinistra. La scelta alle primarie è stata netta e i sondaggi la premiano. Un Pd più a sinistra può trasmettere un messaggio più chiaro agli elettori, cosa essenziale per un partito politico. Ciò detto, mi trovo ora a disagio su diversi temi. Una questione chiave è il ruolo che il “merito” debba avere nella società. Il principio del merito era molto presente nel documento dei valori del Pd del 2008, l’ultimo disponibile quando decisi di candidarmi. Manca invece in quello approvato a gennaio 2023 e nella mozione Schlein per le primarie”.
A livello più specifico, “di recente ci sono stati diversi casi in cui non ho condiviso le posizioni prese dal Pd, per esempio su aspetti del Jobs Act, sull’aumento delle accise sui carburanti, sul freno al Superbonus e sul compenso aggiuntivo per insegnanti che vivono in aree dove il costo della vita è alto, come suggerito da Valditara. Ho posizioni diverse da Elly Schlein anche sui termovalorizzatori, sull’utero in affitto e in parte anche sul nucleare”. Cottarelli aggiunge: “Qualcuno dice che, date queste differenze, dovrei cambiare gruppo parlamentare. Non sarebbe giusto, anche perche’ sono stato eletto col proporzionale e quindi senza una scelta diretta sul mio nome da parte degli elettori. Il primo dei non eletti mi sostituirà senza perdite di seggi per il Pd. Mi sembra la scelta più corretta”.
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Riforme, Tajani “Si deve rafforzare la stabilità del nostro Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “Si deve rafforzare la stabilità del nostro Paese. Allora bisogna dare delle riforme istituzionali. La ricetta migliore bisogna trovarla insieme, maggioranza e opposizioni. Da qui la decisione del Governo di ascoltare le forze di opposizione. Al termine dei colloqui potremmo presentare una proposta”. Così, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Mezz’ora in più, su Rai 3.
“Credo – aggiunge Tajani – che per l’Italia, forse, il premierato possa essere la soluzione più gradita alla maggioranza delle forze presenti in Parlamento”.
Sarebbe “un errore”, secondo Tajani, se l’opposizione si mettesse sull’Aventino nel dialogo sulle riforme istituzionali. Se dirà di no, “noi andiamo avanti lo stesso, poi ci sarà il referendum”.
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Conte “Non c’è prospettiva di un’alleanza strutturale con il Pd”

ROMA (ITALPRESS) – “Non c’è una concreta prospettiva per un’alleanza strutturale”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte a “Mezz’ora in più”, a proposito del Pd di Elly Schlein. “Come forze progressiste – aggiunge – noi conduciamo battaglie di frontiera. La convergenza deve essere su obiettivi condivisi, non deve esserci un compromesso al ribasso”. “Su alcuni temi – aggiunge – come il salario minimo, il Pd sta raggiungendo posizioni che noi già avevamo da tempo, anzi sono nostri cavalli di battaglia. Su altre posizioni non abbiamo registrato un effettivo cambiamento, come sul conflitto russo-ucraino e anche per quanto riguarda le tecnologie eco sostenibili”.
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