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25 Aprile, La Russa “Valori antifascisti sono nella Costituzione”

ROMA (ITALPRESS) – “Credo che non vi possa essere dubbio che senza la caduta del fascismo la Costituzione non sarebbe mai nata. Anche se la parola “antifascista” non c’è, i valori in positivo della Resistenza e dell’antifascismo sono nella prima parte della Costituzione”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di “Cinque minuti”, su Raiuno.
Alla domanda di Bruno Vespa se si consideri antifascista, La Russa ha risposto così: “Dipende da che significato si dà alla parola antifascista. C’erano antifascisti bianchi, cattolici, rossi, c’è stato anche l’antifascismo militante degli anni ’70 che ho conosciuto molto bene. Se intende il no deciso alla dittatura e al nostalgismo allora sì”.
“Il lavoro dei partigiani è giustamente riconosciuto, e noi tanti anni fa a Fiuggi i conti li abbiamo fatti, lo abbiamo riconosciuto”, ha aggiunto La Russa, secondo il quale nei primi anni in cui era in vigore la Costituzione c’era stato un tentativo reale di riappacificare il Paese, ma dopo “anzichè unire, qualcuno ha sempre avuto la tentazione di usare l’antifascismo più per fini strumentali che per giustificata memoria di quello che fu”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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25 Aprile, Schlein “Realizziamo valori resistenza non ancora attuati”

MILANO (ITALPRESS) – “Quella paura di futuro che c’era nel regime nazifascista oggi assume veste nuova e chiama noi tutti delle istituzioni e in politica a un impegno quotidiano per realizzare pienamente i valori e i principi costituzionali che ancora non sono pienamente attuati”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine delle celebrazioni del 25 aprile a Milano.
“Noi ci concentreremo ogni giorno per portare avanti la battaglia per il diritto alla salute, allo studio e per un lavoro dignitoso – ha proseguito -. Queste sono le cose che oggi rischiano di minacciare il futuro delle nuove generazioni. La memoria che oggi onoriamo diventi un impegno quotidiano per contrastare le diseguaglianze”. Ai giornalisti che le hanno chiesto cosa ne pensa della lettera della premier, Giorgia Meloni, pubblicata sul Corriere della Sera, ha risposto: “Ho già detto cosa penso: la festa della Liberazione, in cui chi come noi del Pd partecipa non solo a Milano ma in tutte le manifestazioni, lo fa con lo spirito di ricordare cosa è stata la dittatura nazifascista e cosa è stato sacrificio di chi ha voluto liberarci e come riportare oggi quei valori all’attualità”. “E’ un giorno in cui chi fa politica deve non solo onorare quella memoria ma anche proiettarla nel presente e nel futuro”, ha concluso Schlein.

– foto ufficio stampa Pd –

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Mattarella “Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione”

CUNEO (ITALPRESS) – “Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione. Il 25 aprile è la Festa della identità italiana, ritrovata e rifondata dopo il fascismo. E’ nata una democrazia
forte e matura nelle sue istituzioni e nella sua società civile, che ha permesso agli italiani di raggiungere risultati inimmaginabili”. Così Sergio Mattarella, Capo dello Stato, al teatro Toselli in occasione della sua visita a Cuneo per il 25 aprile. “La Resistenza fu anzitutto rivolta morale di patrioti contro il fascismo per il riscatto nazionale. Un moto di popolo che coinvolse la vecchia generazione degli antifascisti” ha aggiunto il Capo dello Stato. Un moto di popolo, che, sottolinea Mattarella “convocò i soldati mandati a combattere al fronte e che si rifiutarono di porsi sotto il comando della potenza occupante tedesca, pagando a caro prezzo, con l’internamento in Germania e oltre 50.000 morti nei lager, questa scelta”. “Chiamò a raccolta i giovani della generazione del viaggio attraverso il fascismo, che ne scoprivano la natura e maturavano la scelta di opporvisi. La generazione, “sbagliata” perchè tradita. Giovani ai quali Concetto Marchesi, rettore dell’Università padovana si rivolse per esortarli, dopo essere stati appunto “traditi”, a “rifare la storia dell’Italia e costituire il popolo italiano” prosegue. “Fu un moto che mobilitò gli operai delle fabbriche. Coinvolse i contadini e i montanari che, per la loro solidarietà con i partigiani combattenti, subirono le più dure rappresaglie (nel Cuneese quasi 5.000 i patrioti e oltre 4.000 i benemeriti della Resistenza riconosciuti)”. Quindi sul valore della lotta di Resistenza e il innervarsi nella Costituzione, ha detto: “Si trattava di trasfondere nello Stato l’anima autentica della Nazione. Di dare vita a una nuova Italia. Impegno e promessa realizzate in questi 75 anni di Costituzione repubblicana. Una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista”. “Le Costituzioni nascono in momenti straordinari della vita di una comunità, sulla base dei valori che questi momenti esprimono e che ne ispirano i principi. Le “Repubbliche” partigiane, le zone libere, furono anticipatrici, nelle loro determinazioni, nel loro operare, della nostra Costituzione” aggiunge. “E’ dalla Resistenza che viene la spinta a compiere scelte definitive per la stabilità delle libertà del popolo italiano e del sistema democratico, rigettando le ambiguità che avevano permesso lo stravolgimento dello Statuto albertino operato con il fascismo” conclude.

Foto: xb2/Italpress

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Meloni “Noi incompatibili con qualsiasi nostalgia del fascismo”

MILANO (ITALPRESS) – “Nel mio primo 25 Aprile da presidente del Consiglio, affido alle colonne del Corriere alcune riflessioni che mi auguro possano contribuire a fare di questa ricorrenza un momento di ritrovata concordia nazionale nel quale la celebrazione della nostra ritrovata libertà ci aiuti a comprendere e rafforzare il ruolo dell’Italia nel mondo come imprescindibile baluardo di democrazia. E lo faccio con la serenità di chi queste riflessioni le ha viste maturare compiutamente tra le fila della propria parte politica ormai 30 anni fa, senza mai discostarsene nei lunghi anni di impegno politico e istituzionale. Da molti anni infatti, e come ogni osservatore onesto riconosce, i partiti che rappresentano la destra in Parlamento hanno dichiarato la loro incompatibilità con qualsiasi nostalgia del fascismo”. Lo scrive il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua lettera a “Il Corriere della Sera” nel giorno della festa della liberazione.
“In tutto il mondo le autocrazie cercano di guadagnare campo sulle democrazie e si fanno sempre più aggressive e minacciose, e il rischio di una saldatura che porti a sovvertire l’ordine internazionale che le democrazie liberali hanno indirizzato e costruito dopo la fine del secondo conflitto mondiale e la dissoluzione dell’Unione Sovietica è purtroppo reale. In questo nuovo bipolarismo l’Italia la sua scelta di campo l’ha fatta, ed è una scelta netta. Stiamo dalla parte della libertà e della democrazia, senza se e senza ma, e questo è il modo migliore per attualizzare il messaggio del 25 Aprile. Perchè con l’invasione russa dell’Ucraina la nostra libertà è tornata concretamente in pericolo” prosegue il premier” E’, questa, una convinzione che ho rafforzato grazie all’incontro con una donna straordinaria, Paola Del Din. Durante la Resistenza combatteva con le Brigate Osoppo, le formazioni di ispirazione laica, socialista, monarchica e cattolica. Fu la prima donna italiana a paracadutarsi in tempo di guerra. Il suo coraggio le è valso una Medaglia d’oro al valor militare, che ancora oggi, quasi settant’anni dopo averla ricevuta, sfoggia sul petto con commovente orgoglio. Della Resistenza dice: ‘Il tempo ci ha ribattezzati Partigiani, ma noi eravamo Patrioti, io lo sono sempre stata e lo sono ancorà. Nell’Italia repubblicana è stata insegnante di Lettere e, nonostante i suoi quasi cento anni, continua ad accettare gli inviti a parlare nelle scuole di Italia e del valore della Libertà. Dedico questo giorno a lei, madre di quattro figli e nonna di altrettanti nipoti, ma anche, idealmente, di tutti gli italiani che antepongono l’amore per la propria Patria a ogni contrapposizione ideologica” conclude Giorgia Meloni.

Foto: agenziafotogramma.it

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25 Aprile, Mattarella “Tenere viva la memoria”

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, alla vigilia del 78° anniversario della Liberazione.
Dopo i saluti del vice presidente del Consiglio nazionale permanente delle Associazioni d’Arma e presidente dell’Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’Italia, generale Federico Sepe, e del presidente della Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, professore Claudio Betti, sono intervenuti il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il capo dello Stato.
Erano presenti rappresentanti del Governo, del Parlamento, autorità civili, militari e religiose.
Nel corso dell’incontro al Quirinale il presidente della Repubblica ha rivolto al ministro della Difesa “apprezzamento per l’operazione efficiente, brillante e rapida che è stata compiuta in Sudan per i nostri concittadini”.
Mattarella ha lodato “l’impegno e la determinazione che le associazioni impiegano ogni giorno per tener viva la memoria di un periodo tra i più drammatici della nostra storia contribuendo in ampia misura a far conoscere e non dimenticare quanti hanno lottato per la difesa degli ideali di indipendenza e di libertà che permisero la liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi-fascista”.
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25 Aprile, Fontana: “Patrimonio di tutti, non di una sola parte”

MILANO (ITALPRESS) – “Il 25 Aprile è patrimonio nazionale. Patrimonio di tutti”. Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana, intervistato dal Corriere della Sera in edicola oggi. “Io credo molto nel fatto che il 25 Aprile debba essere la festa di tutti. E dunque, proprio per questo, ritengo che sia un errore non riconoscersi in questa ricorrenza: l’antifascismo è un valore. Allo stesso modo, tante volte mi è capitato di pensare che sia un errore festeggiare la Liberazione come se fosse la festa solo di una parte, perchè il suo valore è proprio questo: alla Resistenza hanno partecipato non soltanto comunisti e socialisti, ma anche liberali, monarchici e – da cattolico voglio ricordarlo – tanti cattolici” aggiunge l’esponente leghista. “Io credo sia un errore gravissimo il non sentirsi rappresentati da una battaglia di questo tipo. Perchè fu la lotta di tutto un popolo e di tutte le sue rappresentazioni e ispirazioni politiche. Mi pare quasi banale dire che si può essere antifascisti senza essere comunisti o comunque di sinistra” dice ancora il presidente della Camera. “La Liberazione è stata il fondamento di questo Paese come lo abbiamo oggi. E il fatto che ci siano queste divisioni indebolisce il Paese in sè. Nel suo complesso. Se una festa fondante come questa non riporta a una visione comune, ci rende più deboli all’estero e al nostro interno. Quando manca una memoria condivisa, è lo Stato ad essere più debole. Io spero che questo sia un fatto che finalmente possa essere superato” ha concluso.(ITALPRESS).

Photo Credits: www.agenziafotogramma.it

Meloni, selfie con la sorella Arianna: “A testa alta, insieme, sempre”

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“A testa alta, insieme, da sempre e per sempre”. E’ la frase con cui il presidente del Consiglio Giorgia Meloni accompagna un selfie su Instagram con la sorella Arianna, oggetto  nei giorni scorsi di una discussa vignetta del Fatto Quotidiano.

foto profilo Instagram Giorgia Meloni

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Pnrr, Fitto “Ue esclude risorse per stadio Firenze e bosco Venezia”

ROMA (ITALPRESS) – “Gli interventi del Bosco dello Sport di Venezia e dello stadio Franchi di Firenze non potranno essere rendicontati a valore delle risorse PNRR. I servizi della Commissione, infatti, a seguito di un ulteriore approfondimento istruttorio, hanno confermato la non eleggibilità di entrambi gli interventi nell’ambito dei Piani Urbani integrati (PUI) delle rispettive città metropolitane”. Lo afferma in una nota il ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto.
“I PUI erano stati approvati con decreto del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze il 22 aprile 2022. A fronte delle osservazioni pervenute a fine Marzo 2023, il Governo, il 4 Aprile ha convocato i sindaci delle città metropolitane di Venezia e Firenze, al fine di acquisire ogni elemento utile per superare le criticità segnalate. Elementi poi trasmessi alla Commissione e oggetto di due ulteriori incontri tecnici”, prosegue il ministro.
“Ieri sera i servizi della Commissione europea, pur apprezzando lo sforzo del governo, hanno confermato l’ineleggibilità degli interventi dello Stadio di Firenze e del Bosco dello Sport di Venezia che pertanto non potranno essere rendicontati a valore delle risorse PNRR – conclude Fitto -. La Commissione ha richiesto poi al governo di adottare gli atti necessari alla formalizzazione di quanto comunicato, per finalizzare la positiva verifica di tutti gli obiettivi al 31 Dicembre 2022, necessari allo sblocco della terza rata da 19 miliardi di euro. Il governo nei prossimi giorni verificherà e attiverà ogni azione necessaria per assicurare il tempestivo sblocco della rata”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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