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Salvini “In Cdm 1 maggio aumenti per buste paga e pensioni più basse”

MILANO (ITALPRESS) – “Il primo maggio faremo un Consiglio dei Ministri dove ci sarà un altro sostanzioso e sostanziale aumento delle buste paga e delle pensioni più basse”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, a margine della sua visita alla 61° edizione del Salone del Mobile, a Fiera Milano.
“Sono qua anche a ringraziare operatori che anche negli anni bui non hanno mollato, hanno resistito e adesso permettono che Milano e l’Italia tornino al centro dell’attenzione mondiale, sono molto soddisfatto”, ha concluso Salvini.

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Pnrr, Crosetto “Prendere solo le risorse che siamo in grado di spendere”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il sistema Italia non è in grado di mettere a terra tutti i progetti del Pnrr, bisogna prendere solo le risorse che siamo in grado di spendere”. Lo dice il ministro della Difesa Guido Crosetto, durante la presentazione della classifica Top 500, a cura di Pwc e La Stampa, secondo quanto riporta oggi il quotidiano piemontese.
“L’Italia può fare tutto tranne che perdere i soldi – aggiunge -. Faccio un esempio: prendiamo 100 milioni di euro per un’opera, entro la scadenza ne spendiamo solo 98. Significa che dobbiamo restituirne 98 milioni e ci teniamo l’opera non finita che dovremo pagare con il nostro bilancio. Il problema non è solo burocratico, di progettazione. La vera domanda è l’Italia ha la possibilità di scaricare a terra 200 miliardi in tre anni”.
“La risposta va cercata nel Paese. Se io progetto di fare, ad esempio, 100 chilometri di gallerie e non ho le talpe per scavare, è inutile che faccio l’appalto. Perché le aziende che producono le talpe che scavano le gallerie sono 3 al mondo. Una è tedesca e due sono cinesi, e hanno prenotazioni per i prossimi 5 o 6 anni. Quando il Pnrr sarà già terminato. La discussione in Europa è su questa tagliola. La risposta del governo deve essere pragmatica, reale, valutata nei tempi”, sottolinea.

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Zaia “25 aprile è una festa fondante, basta divisioni fuori dal tempo”

MILANO (ITALPRESS) – “Il 25 Aprile è una festa fondante. Io vorrei che diventasse anche una festa di futuro”. Lo dice Luca Zaia, presidente del Veneto in una intervista a “Il Corriere della Sera”. Deve diventare “la festa della lotta all’intolleranza, al razzismo, alla violenza e alla mancanza di libertà. Che sono valori di tutti, non di destra o di sinistra. E il 25 Aprile è importante, oggi come ieri” aggiunge il governatore leghista per il quale il 25 Aprile resta importante: “In primo luogo, dato che siamo al 78esimo festeggiamento, non dimentichiamo mai che dall’8 settembre 1943 in questo paese si è combattuta una guerra di Resistenza. Ed è fondante perchè la liberazione dal nazifascismo è una cosa per cui non hanno combattuto soltanto coloro che erano in armi. Ma ha coinvolto, donne, bambini, civili. E vanno ricordati gli ebrei sterminati e anche i non italiani che hanno partecipato. E’ stata una guerra del mondo. Ma è anche attualità”.
“A meno di 2.000 km da casa, si sta combattendo una nuova Resistenza. Quella del popolo ucraino che rischia di essere sopraffatto. Anche lì, soldati in armi ma anche donne, bambini. Una società inerme. E’ un’assonanza che non ci permette di dimenticare. Mi faccia anche aggiungere che il 25 Aprile per noi veneti è particolare” aggiunge. “Non è per annacquare il senso della Liberazione, ma per ricordare che la nostra bandiera, che ha 1100 anni di storia, è l’unica al mondo che contiene la parola ‘pace”. E così, qui in Veneto, noi festeggiamo il 25 Aprile anche ricordando che si è aperta una stagione di riforme importanti. Sono un percorso di modernità che, su altri versanti, vorremmo per il 25 Aprile” dice riferendosi alla bandiera di San Marco. “Io spero che si riesca a uscire dal solito copione di guelfi e ghibellini. Noi per primi, come istituzioni dobbiamo evitare di tenere vivi certi conflitti. Che vediamo anche sul Primo Maggio e sul 2 Giugno. L’obiettivo è che diventino feste per tutti”.

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Siccità, Salvini presiederà la cabina di regia

ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha conferito al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e vice Presidente del Consiglio, Matteo Salvini, la delega a presiedere la Cabina di regia avente funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio per il contenimento e il contrasto della crisi idrica, connessa alla drastica riduzione delle precipitazioni.
La delega è prevista dall’articolo 1 comma 1 del decreto legge del 14 aprile 2023 numero 39, che istituisce la Cabina di regia per la crisi idrica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, assegnandone la presidenza al Presidente del Consiglio ovvero, su delega di questi, al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Il Presidente Meloni ha formulato al Ministro Salvini auguri di buon lavoro.
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Migranti, Meloni “Non decidano i trafficanti chi entra in Italia”

MILANO (ITALPRESS) – “Nell’ultimo Consiglio europeo questo dato di realtà è emerso con chiarezza e abbiamo accolto con soddisfazione il dibattito per la qualità e le decisioni che sono maturate. Ho informato i partner europei e non solo ho trovato ascolto, ma piena collaborazione. Tutti ora sanno quali sono i problemi e le dimensioni della sfida. Non è più tempo di discutere, ma di agire”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista al Foglio in edicola oggi. Per Meloni in Tunisia c’è “bisogno di una risposta urgente”, perchè “i servizi ci dicono che una potenziale ondata di 900 mila persone si prepara a sbarcare sulle coste dell’Europa”. “L’immigrazione è un fenomeno che va regolato, non possiamo permettere che siano i trafficanti a scegliere chi arriva in Italia. Sono loro i primi nemici di chi può trovare accoglienza e ricostruire la propria vita in Italia”, ha spiegato ancora Meloni. “E’ nel quadro dell’interesse nazionale che ragioniamo, è la nostra bussola, questi piani di sviluppo economico e sociale non possono essere sabotati dalle bande di criminali che organizzano la tratta degli esseri umani. L’Unione europea ha dato una prima risposta alle nostre analisi e proposte: in soli due Consigli a Bruxelles, quello del 9 febbraio e quello del 23 marzo, siamo riusciti a far cambiare paradigma. Noi abbiamo chiuso l’era in cui l’Italia taceva” aggiunge.(SEGUE)(ITALPRESS).
Infine, Meloni ha rilanciato sul cosiddetto Progetto Mattei: “l’Ue deve disporre di una robusta capacità finanziaria per gli investimenti economici nel continente africano, i finanziamenti dovranno essere erogati sulla base di accordi vincolanti, misurabili per obiettivi e risultati, prima di tutto con gli stati che sono oggi le basi di partenza dei migranti e con i paesi più poveri”.(ITALPRESS).

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Mattarella “L’Europa rinsalda la sua unità con la cultura”

MILANO (ITALPRESS) – “Leggere è condividere conoscenza e valori: così l’Europa rinsalda la sua unità e si apre al mondo”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’avvio del Festival du Livre di Parigi dove l’Italia è ospite d’onore. In un colloquio con il Corriere della Sera, il capo dello Stato riflette su letteratura, diritti, convivenza. “L’incontro e il dialogo tra culture offre l’opportunità di conoscersi al di fuori di consolidati stereotipi e crea, nel confronto, le condizioni per superare la fragilità di una interpretazione dell’identità basata sulla chiusura e il rifiuto dell’altro – afferma Mattarella -. Il rispecchiarsi in uno spazio largo è ciò che ha consentito il crescere delle civiltà. Il sapere si è affermato come un valore democratico, anzi come condizione della stessa vita democratica”. “E’ bello pensare che l’Italia non è solo il suo passato ma uno scrigno permanentemente arricchito”, evidenzia Mattarella, secondo cui “la fraternità europea, se derivato della triade illuminista – insieme con uguaglianza e libertà -, va intesa come consapevolezza di comune destino e va oltre la solidarietà. Se i valori espressi dalle singole comunità erettesi in Stato sono comuni, è naturale e soprattutto autentico parlare di ‘fraternità europeà”.
“In questo senso – sottolinea Mattarella – potremmo parlare di “fraternità europea” come acquisizione di consapevolezze più autentiche, che abbiano la meglio anche su narrazioni correnti di crisi di convivenza con gli immigrati che giungono sulle nostre coste o agli altri confini d’Europa, fuggendo da guerre, carestie, sconvolgimenti climatici. Buoni esempi di “fraternità europea” non mancano: le porte aperte ai profughi ucraini e la generosità ad essi mostrata da Paesi come la Polonia parlano da soli. Tuttavia i principi sono tali se non ammettono declinazioni di comodo. La fraternità sarebbe più forte se fosse sempre ugualmente riservata a chi fugge da altre guerre, da altra fame, da altre catastrofi, lungo la linea del Mediterraneo, per esempio. Al centro deve essere la persona e i suoi diritti, senza distinzione, come recita l’articolo 3 della Costituzione “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali””. Per il capo dello Stato “l’Europa è anche il mare che l’Italia abita, fendendolo nel mezzo fino a sfiorare le coste africane. Ce lo ricorda, con lo straordinario Fernand Braudel, Predrag Matvejevic: “Sul Mediterraneo è stata concepita l’intera Europa”. Il Mediterraneo è il nostro banco di prova come capacità di affermazione dei valori europei e come capacità di dispiegare politiche di cooperazione per fronteggiare, governandoli, fenomeni complessi”.

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Berlusconi, condizioni in lento e progressivo miglioramento

MILANO (ITALPRESS) – “Il quadro clinico del Presidente Silvio Berlusconi appare in lento ma progressivo miglioramento. Proseguono le cure e il monitoraggio delle funzionalità d’organo”. Lo scrive in una nota firmata dai professori Alberto Zangrillo e Fabio Ciceri, l’ospedale San Raffaele di Milano, a proposito dello sviluppo delle condizioni dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.(ITALPRESS).

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25 aprile, La Russa “L’antifascismo non è nella Costituzione”

R0MA (ITALPRESS) – “Condivido appieno i valori della Resistenza, vista come superamento di una dittatura. Il problema è che di quei valori si sono appropriati il Pci e poi la sinistra. Questo è un fatto storico. E a questo mi sono sempre opposto”. Lo dice il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in vista del 25 aprile. “Nella Costituzione non c’è alcun riferimento all’antifascismo. Perchè? Io credo semplicemente che ciò accadde sotto la spinta dei partiti moderati che non volevano fare questo regalo al Pci e all’Urss”, sottolinea in un colloquio con il quotidiano “La Repubblica”. “Il fatto che io abbia sposato la svolta di Fiuggi parla di me. Che devo fare? Poi Fini è andato oltre, ma io credo comunque che quando ha definito il fascismo male assoluto parlasse delle leggi razziali. Qualsiasi cosa si dica o si faccia viene strumentalizzata – afferma La Russa – E finiamo costretti sempre a inseguire la polemica. Allora rinuncio pure a fare commenti, come è accaduto in Israele. Faccio un esempio: se togliamo la fiamma dal simbolo di FdI, ci rinfacceranno il riferimento alla Nazione e poi ne troveranno altre. E’ una gara a cui non sento di partecipare”.
Secondo La Russa anche Lollobrigida, che ha additato la sostituzione etnica, è stato frainteso: “Ma pensa davvero che Lollobrigida sia un suprematista bianco? Lui stesso ha detto che non sapeva quello che diceva, o meglio non conosceva la teoria complottista di Kalergi”. Cosa farà il 25 aprile? Parteciperà alle celebrazioni? “Farò una cosa che metterà d’accordo tutti”, conclude.

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