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Terzo polo, Renzi “Pronto a confronto con tutti, da parte mia no insulti”

ROMA (ITALPRESS) – “Da parte mia non ci sarà nessun insulto perchè per me la politica è sogno, non fango”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews. “Sono pronto al confronto con tutti sulle idee ma non attaccherò mai nessuno a livello personale o con toni giustizialisti. Vedrete che il tempo sarà galantuomo anche stavolta”.
“Sono molto colpito – aggiunge – dalla reazione all’annuncio del percorso dal basso che abbiamo proposto. Tra ottobre e novembre faremo i congressi democratici, dal basso, che volevamo proporre anche per il partito unico. Li faremo perchè non possiamo decidere a Roma chi deve fare il segretario in una regione o in una provincia. Devono decidere gli iscritti. E in due giorni abbiamo registrato un aumento di duemila iscritti, solo nel weekend: fantastico”.
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Immigrazione, Ciriani “Agire subito, l’Italia non può essere l’approdo di tutti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Se non agiamo, ci sarà un continuo arrivo di clandestini che sanno che troveranno qui una forma di regolarizzazione. Ma l’Italia non può essere l’approdo di tutti». Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in un’intervista al Corriere della Sera.
“La protezione speciale – aggiunge – è soltanto uno degli aspetti del decreto, rimasto sullo sfondo dopo Cutro perché il segnale che volevamo dare subito era che gli scafisti non potevano più fare i loro comodi e che in Italia si arriva in modo regolare. Adesso andava fatto un passo in più». Ciriani sottolinea che “la protezione umanitaria o speciale è un grimaldello per cui chiunque entri in Italia poi difficilmente può essere espulso. Già sono farraginose le norme per espellere chi non ha alcun diritto di essere accolto — a differenza di chi fugge da una guerra, o viene perseguitato, o ha gravissime situazioni di salute — ma con la protezione speciale si rende ancora più arduo dare accoglienza a chi ne ha davvero necessità e rimandare indietro chi non ne ha i requisiti».
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Il centrosinistra vince a Udine, De Toni nuovo sindaco. Schlein “Bel lavoro di squadra”

UDINE (ITALPRESS) – Alberto Felice De Toni, sostenuto dalle liste Partito Democratico, Azione-Italia Viva Renew Europe, De Toni sindaco e Alleanza Verdi e Sinistra, è stato eletto sindaco di Udine nel turno di ballottaggio con 18.576 voti pari al 52,85 per cento. Il primo cittadino uscente, Pietro Fontanini, appoggiato dalle liste Fontanini sindaco, Identità civica, Lega Fvg per Salvini premier, Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni, Forza Italia e Unione di Centro, ha ottenuto 16.573 voti pari al 47,15 per cento. “Una bellissima notizia, la vittoria di Alberto Felice De Toni a Udine – afferma in una nota la segretaria del PD Elly Schlein. – Ed è una grande soddisfazione per tutte e tutti quelli che lo hanno accompagnato in questo percorso. Una vittoria costruita grazie a un bel lavoro di squadra. Ad Alberto Felice De Toni vanno gli auguri di buon lavoro da tutta la comunità democratica”.
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Berlusconi, il bollettino del San Raffaele conferma il miglioramento

MILANO (ITALPRESS) – “Al momento lo stato clinico e la risposta alle cure hanno consentito il trasferimento del presidente Silvio Berlusconi in un reparto di degenza ordinaria. Proseguono le cure e il monitoraggio dei parametri funzionali”. Questo è il contenuto del bollettino medico rilasciato dai professori Alberto Zangrillo e Fabio Ciceri, dell’ospedale San Raffaele di Milano, a proposito delle condizioni di salute dell’ex premieri Berlusconi. (ITALPRESS).

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Berlusconi esce dalla terapia intensiva del San Raffaele, trasferito in reparto

MILANO (ITALPRESS) – Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi lascia la terapia intensiva per essere trasferito in un reparto di degenza ordinaria dell’ospedale San Raffaele a Milano. Da quanto si apprende, il via libera è arrivato da Alberto Zangrillo, primario della terapia intensiva cardiologica e cardio chirurgica e medico di fiducia dell’ex premier.
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Immigrazione, Meloni “Obiettivo è eliminazione protezione speciale”

ROMA (ITALPRESS) – “Io ho come obiettivo l’eliminazione della protezione spaciale, perchè è una protezione ulteriore rispetto a quello che accade nel resto d’Europa e io credo che l’Italia non abbia ragione di discostarsi dalle normative europee di riferimento. C’era una proposta sul quale lavorava la maggioranza nel suo complesso e io confido che quell sia quella che viene approvata, perchè non è un tema sul quale ci sono in realtà divergenze. E’ una materia complessa e quindi è normale che nel lavoro parlamentare escano diversi emendamenti, ma sugli obiettivi che ci diamo siamo tutti concordi” dice il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel punto stampa odierno durante la sua visita in Etiopia, riferendosi alla protezione speciale decisa dal governo sulla questione migranti. “Non ho sentito Salvini di recente – riferisce poi -. Avevano parlato qualche settimana fa di quest materia, per capire se lavorare come iniziativa di governo o come iniziativa parlamentare sulla modifica del provvedimento che quando abbiamo licenziato in Consiglio dei Ministri abbiamo detto che avremmo lavorato ulteriormente in aula e alla fine abbiamo scelto di far lavorare i gruppi parlamentari, per rispetto al parlamento, ma non c’è divergenza sostanziale, c’è la volontà di lavorare insieme ed è normale che vengano presentati diversi emendamenti e che poi si trovi una sintesi per capire qual è la soluzione”. Per il Premier, poi, è importante aiutare i paesi africani: “L’Africa è assolutamente strategica e non soltanto perchè noi siamo i vicini di casa e quindi tutto quello va bene da loro va bene anche da noi, così come tutto quello che va male in Africa si ripercuote su di noi” che poi sottolinea come “Questo non è un continente povero, ma che in alcuni casi viene sfruttato o non ha gli strumenti per tirare fuori le proprie ricchezze del quale potrebbero vivere e prosperare. Noi abbiamo il problema dei flussi migratori e lo conosciamo bene. L’Etiopia oggi ospita oltre un milione di rifugiati. Ovviamente se queste nazioni non vengono sostenute in questo lavoro strategico, a cascata i problemi arrivano da noi” dice. “Solo che l’Italia lo capisce di più perchè siamo quelli più vicini in assoluto. Ma io comincio a vedere un cambio di percezione dell’errore che è stato fatto nel momento in cui l’Europa indietreggiando ha favorito l’inserimento di altri attori che possono avere un approccio diverso la nostro, anche per questioni geografiche. Quindi il lavoro che io sto cercando di fare è accendere i riflettori su queste necessità. Poi l’Italia può fare la prima fila di questo lavoro. Ma una cosa è farlo come Italia – e noi lo stiamo facendo con il nostro piano Mattei -, e una cosa è che lo faccia l’Europa nel suo complesso” conclude il premier.

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Terzo Polo, Renzi “Fatto di tutto per evitare questo epilogo”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho fatto di tutto per evitare di giungere a questo epilogo. Ci ho creduto ma non ci sono riuscito. Penso che chi ha avuto responsabilità in questo fallimento debba chiedere scusa. E io lo faccio – per la mia quota parte – con la consapevolezza che ho fatto di tutto fino all’ultimo per evitare il patatrac”. Così il leader di Italia viova, Matteo Renzi, nella sua enews. “In queste ore Carlo Calenda sta continuando ad attaccarmi sul piano personale, con le stesse critiche che da mesi usano i giustizialisti. Sono post e tweet tipici dei grillini, non dei liberal democratici. Tuttavia io non replico. Ho fatto tutti i passi indietro possibili. Mi dispiace tanto per chi non sa quanto è bella la politica fatta in modo diverso da così”, aggiunge. “Nei prossimi giorni – annuncia Renzi – partirà il congresso democratico, dal basso, di Italia Viva. Quello che volevamo fare insieme ad Azione, in modo civile e libero, lo faremo con chi ci sta. Prima i comuni, poi le province, poi le regioni. Non ci saranno paracadutati o imposti dall’alto. Sceglieranno gli iscritti, non Renzi. Faremo la Leopolda l’8-9-10 marzo 2024 cercando di portare tante belle esperienze a discutere, a condividere i sogni, a ragionare di politica. Alle Europee cercheremo di stare con chi ha voglia di credere nel riformismo e non nel sovranismo della Meloni o nel massimalismo della Schlein. La nostra casa è Renew Europe, il nostro leader Emmanuel Macron. Dopo le europee, con le primarie e il voto diretto degli iscritti, eleggeremo il leader o la leader che ci guiderà verso le politiche. Cercheremo di allargare a chi ci sta, senza rinchiuderci in casa nostra. Apriremo ai mondi del cattolicesimo democratico, liberali, riformisti. Lo faremo spalancando le finestre, non chiudendoci nei personalismi o nelle ambizioni di leader autoproclamatisi”, conclude Renzi.
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Crosetto “La maggioranza può diventare un grande partito conservatore”

MILANO (ITALPRESS) – “Io la sola cosa a cui penso di più ogni giorno è tornare ad avere una vita e fare il marito e il padre, quando avrò finito di servire il mio Paese da ministro. Peraltro io un partito l’ho già fondato assieme alla Meloni e sta diventando il grande partito conservatore che avevamo in mente. Non c’è bisogno di un nuovo centro. Fratelli d’Italia deve occupare, dimostrandosi sempre più aperto e inclusivo, anche il centro”. Lo afferma in una intervista a “Il Corriere della Sera” Guido Crosetto, ministro della Difesa del Governo Meloni, rispondendo alla domanda se si vede come leader di un centro che sappia intercettare i voti berlusconiani e dell’ormai ex Terzo polo. Sull’asse tra Lega e FI che si è visto sulle nomine è un rischio per il governo, dice: “Nessun rischio. L’asse è tra FdI, Lega e FI. Con Salvini ho un rapporto straordinario, umano e politico. La collaborazione tra Difesa e Mit non è mai stata così positiva”.
Sulla possibilità che la malattia di Berlusconi acceleri il processo verso un partito unico con FI prima delle Europee, aggiunge: “E’ proprio questa maggioranza tutta intera che potrebbe diventare un grande partito conservatore. A Berlusconi auguro di riprendere presto le forze e tornare a essere il leone che è. Inoltre, come gli ho fatto sapere attraverso Marta Fascina, intendo riscuotere il suo ultimo invito a pranzo. Forza Italia è Berlusconi. E in Italia ci sono molte più persone che gli vogliono bene di quelle che gli vogliono male”. Infine Crosetto fa un primo bilancio sull’operato del Governo: “Trovandoci noi a gestire il periodo più difficile degli ultimi 70 anni, il mio bilancio sul governo oscilla tra il buono e l’ottimo”.

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