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Malan “Nessuna lite Fdi-Lega su Pnrr. Draghi? Non era la perfezione”

ROMA (ITALPRESS) – “Fra Fratelli d’Italia e Lega non c’è alcuna lite. Semplicemente abbiamo espresso lo stesso concetto in modo diverso. Nessuno vuole spendere i soldi del Pnrr tanto per spenderli. Servono obiettivi concreti e realizzabili. Ma sono certo che ce la faremo”. Sono parole di Lucio Malan, capogruppo di FdI in Senato, in una intervista a La Repubblica.
“Può esserci una pluralità di voci nel dibattito interno alla maggioranza. Ma la posizione del governo, che comprende anche la Lega, non è in discussione».
“Altri Stati membri dell’Unione hanno ottenuto una rimodulazione dei loro piani. Ritengo superata l’ideache il Pnrr non possa essere cambiato neppure di una virgola. Poi, è ovvio, dobbiamo concordare con Bruxelles le modifiche” spiega Malan.
“Verrà fatto il possibile per integrare la documentazione. Va ricordato che i rilievi riguardano progetti portati a termine dal governo precedente. Sono relativi ad alcuni dei 25 obiettivi che l’esecutivo Draghi ci aveva consegnato a metà ottobre. Il governo Meloni, nei 70 giorni successivi, ha completato gli altri trenta. Nessuno rappresenta la perfezione, neppure Draghi che pure ha sempre goduto di buona stampa. Il piano, d’altronde, è molto complesso. In passato anche la spesa dei fondi strutturali ha avuto degli intoppi. E parliamo di importi dieci volte inferiori a quello del Pnrr».

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Mattarella “Le guerre di aggressione sono fuori dal tempo”

FERRARA (ITALPRESS) – “In tutto il mondo le università sono chiamate a elaborare riflessioni adeguate alle condizioni che abbiamo, ai mutamenti che che vi sono, ai nuovi scenari che fanno comprendere come siano fuori dal tempo e dalla storia comportamenti da potenza dei secoli scorsi, che conducono a guerre di aggressione per annettere territori o a competizioni accanite su aspetti marginali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Ferrara. “Sono questi gli aspetti rilevanti che contrassegneranno il mondo futuro” e a “far riflettere e a far d’avanguardia in questa riflessione devono essere le università”.
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Vino, Meloni “Un dovere sostenere il settore”

VERONA (ITALPRESS) – “E’ un dovere sostenere questo settore perchè funziona anche grazie alla capacità di mettere insieme tradizione e modernità. L’impegno del governo è anche con i provvedimenti che abbiamo immaginato non solo per le impese, ma anche per i giovani per un ricambio generazionale”. Così il premier Giorgia Meloni al suo arrivo al Vinitaly.
“Considero molto affascinante la scelta dei ministri Lollobrigida e Sangiuliano di portare qui per la prima volta due opere che sono legate al mondo del vino, perchè bisogna ricodare che il vino non è solo un fatto economico ma anche culturale. C’è una storia, una letteratura, una filosofia del vino. C’è un pezzo essenziale e identitario quindi non poteva mancare la presenza del governo. Sarà una giornata lunga e sicuramente molto affascinante”, ha concluso il presidente del Consiglio”.
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Pnrr, Zaia “Chi non sa usare i soldi li dia a noi”

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Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in un’intervista a Libero, parla del Pnrr e dei fondi legati al Piano. Zaia aveva dichiarato che, poiché alcune regioni, specialmente al Sud, erano in ritardo sui progetti del Pnrr, invece che perdere quei fondi era meglio girarli alle regioni in grado di realizzare le opere. “Non ne faccio una questione geografica. Direi la stessa cosa se non riuscisse a spenderli il Veneto. C’è questa nenia che l’Italia non usa i fondi comunitari: bene, è ora di cominciare a dire chi non li usa. Se a noi ne dessero il doppio non avremmo problemi a spenderli”, sottolinea. Sull’autonomia, dopo aver “bacchettato” i governatori del Sud, dice: “Non è colpa di chi governa il Sud da pochi anni se in alcuni aspetti è rimasto indietro. Ma è innegabile che se hai migliaia di cittadini che vanno a farsi curare fuori regione, il problema dei rifiuti in strada, se non ce la fai a erogare certi servizi…”. “Sono convinto che l’autonomia differenziata giovi di più al Sud che al Nord: il Meridione può colmare un gap economico e infrastrutturale importante. Ogni governatore si vanta della propria sanità, poi però quando gli viene detto ‘ti do ancora più autonomia per migliorarla’ protestano ‘perché spacca l’Italia’”. Quanto all’impiego di manodopera straniera, secondo il governatore “che servano anche lavoratori da fuori non c’è dubbio, ma non si possono spalancare le frontiere. Il percorso va regolamentato con buonsenso. Incrociando domanda e offerta, portando qui dai Paesi africani dei garanti come avviene in altri Stati. Prima di tutto eviteremmo i viaggi in mare e dopo riusciremmo a dare un futuro dignitoso ai migranti. Siamo solidali ma dobbiamo anche tutelare gli occupati locali”, chiosa.
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Papa Francesco “Prendiamoci cura di chi viene lasciato solo”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono popoli interi sfruttati e lasciati a sè stessi; ci sono poveri che vivono agli incroci delle nostre strade e di cui non abbiamo il coraggio di incrociare lo sguardo; ci sono i migranti che non sono più volti ma numeri; detenuti rifiutati, persone catalogate come problemi. Ma ci sono anche tanti ‘cristi abbandonatì invisibili, nascosti, che vengono scartati coi guanti bianchi: bambini non nati, anziani lasciati soli – che può essere tuo papà, tua mamma forse, il nonno, la nonna…-, ammalati non visitati, disabili ignorati, giovani che sentono un grande vuoto dentro senza che alcuno ascolti davvero il loro grido di dolore. E non trovano un’altra strada che il suicidio. Gli abbandonati di oggi, i cristi di oggi”. Così Papa Francesco nell’omelia nel giorno della Domenica delle Palme.
“Dall’abbandono di Gesù deriva dunque per noi una richiesta, quella di non lasciare solo nessuno, di non escludere nessuno perchè i rifiutati e i soli sono ‘icone viventì di Lui” aggiunge il Santo Padre che poi invita tutti a chiedere la grazia “di saper amare Gesù abbandonato e di saper amare Gesù in ogni abbandonato, in ogni abbandonata. Chiediamo la grazia di saper vedere, di saper riconoscere il Signore che ancora grida in loro. Non permettiamo che la sua voce si perda nel silenzio assordante dell’indifferenza. Non siamo stati lasciati soli da Dio; prendiamoci cura di chi viene lasciato solo”.

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Ultima Generazione, Sangiuliano “Il Governo parte civile nei processi”

ROMA (ITALPRESS) – “Chi danneggia i nostri beni culturali non può passarla liscia e va punito severamente. Anche per questo stiamo studiando una norma che faccia pagare ai responsabili di questi danni gli interventi necessari per il ripristino dei luoghi. Gli studiosi parlano di paesaggio antropizzato per indicare il fatto che nella nozione di paesaggio rientrano anche le creazioni artistiche prodotte in secoli di storia. La Barcaccia è sotto la competenza della Sovrintendenza capitolina, i nostri esperti sono a disposizione per valutare la consistenza dei danni, soprattutto se essi siano permanenti o meno”. Lo dice il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano in una intervista a “Il Messaggero” dopo che gli attivisti di “Ultima Generazione ” hanno imbrattato sabato la Fontana della Barcaccia di Piazza di Spagna. “Direi che ora basta. E basta anche con gli ammiccamenti. Ho chiesto a una commissione di esperti uno studio approfondito ma già posso anticipare che secondo alcuni non è corretto affermare che si tratta di azioni dimostrative. I danni possono essere permanenti. La Fontana della Barcaccia ricade sotto la responsabilità della Sovrintendenza di Roma e appartiene al Comune ma ho dato al sindaco Gualtieri la massima disponibilità. Ho immediatamente sentito la nostra Sovrintendente, la dottoressa Daniela Porro e anche i nostri esperti sono pronti a intervenire” aggiunge Sangiuliano. “Sono vandali e basta. Non hanno nulla a che fare con la difesa dell’ambiente. Mi faccia sviluppare un breve ragionamento. Nella nozione di ambiente non rientrano solo gli elementi naturali ma anche le opere d’arte realizzate dagli esseri umani in secoli di storia. E’ nobile voler salvaguardare il mare, i fiumi, i monti, i boschi ma è altrettanto importante tutelare, come recita l’articolo 9 della Costituzione, il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Alla domanda se il Governo stia pensando ad una modifica di norme, inserendo magari un tipo di reato specifico, il ministro alla Cultura, risponde: “Ne ho già parlato con il ministro Nordio, stiamo studiando soprattutto una sanzione amministrativa. Intervenire per ripristinare costa, e anche molto, perchè occorrono personale specializzato e macchinari adeguati. Ebbene, chi compie queste azioni, in aggiunta alle norme penali che potranno essere inasprite, deve pagare di tasca propria”. “Comunque le do una notizia, intanto: da lunedì il ministero si costituirà parte civile nei procedimenti penali che scaturiranno dagli ultimi fatti accaduti, a Firenze, a Roma o altrove. Ne ho parlato con i consiglieri giuridici Bianca Bellucci, che è stata a lungo pubblico ministero, e il professor Rino Sica, ordinario di diritto privato”.

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La Russa “Mi scuso con chi si è sentito offeso dalle mie parole su via Rasella”

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ROMA (ITALPRESS) – “Spiace sinceramente che nell’ambito di una lunga intervista rilasciata a Libero, a seguito delle mie poche parole in risposta ad una precisa domanda sulle pretestuose critiche indirizzate a Giorgia Meloni in occasione delle celebrazioni per l’Eccidio delle Fosse Ardeatine – a cui ho più volte partecipato con profondo sdegno e commozione – sia nata una polemica più ampia di quella che volevo chiudere”. Così il Presidente del Senato Ignazio La Russa che aggiunge: “Al riguardo, non ho difficoltà a precisare che ho sbagliato a non sottolineare che i tedeschi uccisi in via Rasella fossero soldati nazisti ma credevo che fosse ovvio e scontato oltre che notorio. Non so poi se effettivamente è errata la notizia, più volte pubblicata e da me presa per buona, che i riservisti altoatesini inquadrati nella Polizia tedesca facessero anche parte della banda militare del corpo. Anzi, quel che è certo, è che proprio per evitare polemiche mi sono volutamente astenuto nel dire che sull’azione partigiana di via Rasella molti, anche di sinistra, sono stati assai critici. Mi sono limitato a dire “non è stata una delle pagine più gloriose della Resistenza partigiana”. Fatte salve le persone che hanno commentato pretestuosamente e in prevenuta malafede, voglio invece scusarmi con chi anche in forza di resoconti imprecisi abbia comunque trovato motivi di sentirsi offeso”.
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Giorgetti “Il fisco premi i più bravi affinchè migliorino”

ROMA (ITALPRESS) – “Le previsioni che normalmente fa il Mef sulla crescita sono molto prudenti. Ma è anche vero che a volte vengono superate dalla realtà e quindi questo già di per sè è di buon auspicio”. E’ quanto dichiara, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, aggiungendo: “Attorno al nostro Paese c’è un sentimento di prudenza in qualche caso persino di sfiducia anche da parte delle istituzioni internazionali che continuano a sottostimare le nostre potenzialità. Io sono convinto che, al di là di quello che è contenuto anche nei documenti ufficiali di governo che ovviamente devono scontare un atteggiamento cautelativo, le potenzialità del Paese già da quest’anno potranno esprimere dei risultati superiori”.
“L’obiettivo e l’ambizione che il governo e tutti noi abbiamo – sottolinea Giorgetti -, è quello di arrivare a delle cifre importanti, al netto di interventi o di situazioni totalmente eccezionali come quelle che si sono registrate negli anni scorsi. Quindi il vero trade off è tra una politica di bilancio che dovrà tener conto di quelle regole, magari nuove, del Patto di stabilità e crescita. E la capacità degli imprenditori italiani e dell’economia italiana di superare tutti questi limiti di sistema e fare delle performance straordinarie che sono testimoniate dall’incredibile risultato dell’export italiano anche nel 2022”.
“Premesso che appunto bisogna valutare le deleghe non tanto come iniziano, ma come finiscono e se finiscono, visti i passi falsi numerosi in passato – aggiunge il Ministro -. L’ambizione è quella di riscrivere l’impianto fiscale rispetto a quello disegnato negli anni 70 perchè la realtà dell’economia è totalmente cambiata”.
“La filosofia di fondo – spiega – è esattamente volta a premiare chi, con fiducia, investa nel futuro. Quindi un sistema di tassazione privilegiato per quelle imprese che investono, che assumono, che creano occupazione, che creano ricchezza”. “La logica della flat tax – prosegue – è esattamente questa. Premiare i bravi affinchè diventino migliori. Deve essere uno sprono in qualche modo a fare sempre di più e superare la logica in cui ci si è adagiati negli anni. Una logica del sussidio. Con questa logica il Paese non va nessuna parte. E aggiungo io, con un tema di cui si parla poco, la tutela delle famiglie numerose. L’impatto demografico sarà devastante”.
“Noi – sottolinea il Ministro – abbiamo vissuto questi tre anni, una situazione in cui le regole europee di disciplina di bilancio, il patto di stabilità, erano sospese. Era possibile immaginare bonus, crediti di imposta di ogni tipo al di fuori di ogni regola. Basti vedere i livelli di indebitamento sul Pil fatti nel ’21 e ’22. Dall’anno prossimo le regole, sebbene riformate come auspichiamo, torneranno in vigore e quindi noi dobbiamo immaginare un’uscita graduale e il più possibile ordinata da questo sistema di bonus di sussidi. Diverso è il discorso di come utilizzare le risorse pubbliche per promuovere un’offerta, un’offerta nuova. Si guardi agli Stati Uniti dove la patria del capitalismo più sfrenato usa i sussidi pubblici per l’Inflaction reduction act (Ira)”.
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