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Salvini “Si vince sempre insieme, mai da soli”

ROMA (ITALPRESS) – “Si vince sempre insieme, mai da soli”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, parlando a TeleLombardia e sottolineando l’ottimo clima con gli alleati “Giorgia e Silvio” e ringraziando “Attilio Fontana”.
“Certo, mi spiace perchè tanta gente non ha votato” aggiunge il leader della Lega.
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Regionali, Calenda “Abbiamo perso ma i candidati erano giusti”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo perso. Quello regionale è un voto difficilissimo per noi. Le preferenze pesano e noi invece dipendiamo da un voto di opinione. La peggiore condizione possibile per chi vuole spezzare il bipolarismo”. Lo dice il leader di Azione, Carlo Calenda, in un’intervista al Corriere della Sera. “Ammetto che non mi aspettavo il risultato in Lombardia nei termini in cui si è delineato. Neppure mi aspettavo, però, che Fontana addirittura prendesse di più, in percentuale, di cinque anni fa”. Calenda rivendica la scelta dei candidati: “Abbiamo scelto i due assessori regionali che meglio hanno gestito il Covid, per guidare due Regioni, enti in cui il bilancio è quasi tutto assorbito dalla sanità. Non è importato a nessuno. Fontana e Rocca erano forse candidati migliori? Non credo. Se si vota come al Palio di Siena, se il voto è fideistico, i candidati contano poco”.
“Io – aggiunge – faccio politica proprio perchè voglio scardinare questo sistema che porta a un’astensione sempre più alta con votanti sempre più divisi tra guelfi e ghibellini e al declino del Paese. Forse siamo condannati e io sono un irrimediabile idealista. Ma non mi arrendo”. Secondo Caleda “è la maledizione italiana: si vota per appartenenza. Sono di destra voto la destra, sono di sinistra voto la sinistra, prescindendo dal candidato e dalla qualità delle sue proposte. E poi mi lamento di chi governa”.
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Rocca e Fontana vincono in Lazio e Lombardia con oltre il 50% dei voti. Fdi primo partito

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ROMA (ITALPRESS) – Vittoria netta di Francesco Rocca nel Lazio e del riconfermato Attilio Fontana in Lombardia alle Regionali, quando sono state scrutinate tutte le sezioni in Lombardia, mentre ne mancano sette nel Lazio. Rocca è al 53,88%, Fratelli d’Italia è al 33,62, nettamente primo partito in regione.
La Lega è all’8,52%, Forza Italia all’8,43%, la lista civica Rocca Presidente al 2,03%, l’Udc all’1,62%, Noi Moderati all’1,13%. Alessio D’Amato, candidato del centrosinistra, si ferma al 33,50%. Tra i partiti, il Pd è al 20,25%, Azione-Italia Viva al 4,87%, la lista civica D’Amato Presidente al 3,05%, Verdi e Sinistra-Europa Verde-Possibile al 2,75%, Demos 1,19%, +Europa-Radicali Italiani-Volt 0,96%, Psi 0,52%. Donatella Bianchi ottiene il 10,76%, sostenuta dal M5S all’8,54% e dal Polo Progressista all’1,21%. Chiudono Sonia Pecorilli del Pci allo 0,985% e Rosa Rinaldi di Unione Popolare allo 0,88%.
In Lombardia, il governatore uscente Attilio Fontana è al 54,67. Nella coalizione di centrodestra il primo partito è Fratelli d’Italia, che con il 25,18% conquista il primato regionale tra le liste.
La Lega è al 16,53%, Forza Italia al 7,23%. La Lista Fontana Presidente ottiene il 6,16%, mentre Noi Moderati l’1,17%. Pierfrancesco Majorino (centrosinistra) è al 33,93%. Tra i partiti, il Pd è al 21,82%, il M5S è al 3,93%, la lista Patto Civico – Majorino Presidente al 3,82%, Alleanza Verdi – Sinistra al 3,23%. Letizia Moratti è al 9,871%, con la lista Moratti Presidente al 5,30% e Azione-Italia Viva al 4,25%. Mara Ghidorzi di Unione Popolare è all’1,53%, con la lista Unione Popolare che ottiene l’1,39%.
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Rocca e Fontana vincono in Lazio e Lombardia, Fdi primo partito

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ROMA (ITALPRESS) – A spoglio ancora in corso, si profila la netta vittoria di Francesco Rocca nel Lazio e del riconfermato Attilio Fontana in Lombardia alle Regionali. Netta l’affermazione di Fratelli d’Italia, primo partito in entrambe le competizioni. Nel Lazio, quando è stato completato lo spoglio in 1.957 sezioni su 5.306, Francesco Rocca è al 49,52%. Nella coalizione di centrodestra Fratelli d’Italia è al 34,17%, nettamente primo partito in regione. La Lega è al 6,09%, Forza Italia al 5,79%, la lista civica Rocca Presidente al 2,33%, l’Udc all’1,40%, Noi Moderati all’1,24%. Alessio D’Amato, candidato del centrosinistra, si ferma al 36,51%. Tra i partiti, il Pd è al 21,05%, Azione-Italia Viva al 5,12%, la lista civica D’Amato Presidente al 3,65%, Verdi e Sinistra-Europa Verde-Possibile al 3,47%, Demos 1,58%, +Europa-Radicali Italiani-Volt 1,20%, Psi 0,40%. Donatella Bianchi ottiene l’11,90%, sostenuta dal M5S al 9,72% e dal Polo Progressista all’1,19%. Chiudono Sonia Pecorilli del Pci all’1,05% e Rosa Rinaldi di Unione Popolare all’1,03%.
In Lombardia, quando è stato completato lo spoglio di 2.706 sezioni su 9.254, il governatore uscente Attilio Fontana è al 56,89. Nella coalizione di centrodestra il primo partito è Fratelli d’Italia, che con il 26,06% conquista il primato regionale tra le liste. La Lega è al 16,98%, Forza Italia al 7,69%. La Lista Fontana Presidente ottiene il 6,38%, mentre Noi Moderati l’1,24%. Pierfrancesco Majorino (centrosinistra) è al 32,36%. Tra i partiti, il Pd è al 21,02%, seconda lista in Regione, il M5S è al 4%, la lista Patto Civico – Majorino Presidente al 3,41%, Alleanza Verdi – Sinistra al 2,87%. Letizia Moratti è al 9,21%, con la lista Moratti Presidente al 4,95% e Azione-Italia Viva al 3,96%. Mara Ghidorzi di Unione Popolare è all’1,54%, con la lista Unione Popolare che ottiene l’1,38%. (ITALPRESS).

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Regionali, Meloni “Risultato consolida la compattezza del centrodestra”

ROMA (ITALPRESS) – “Complimenti a Francesco Rocca e Attilio Fontana per la netta vittoria di queste elezioni regionali, sicura che entrambi daranno il massimo per onorare il voto e il mandato ricevuto dai cittadini di Lazio e Lombardia. Un importante e significativo risultato che consolida la compattezza del centrodestra e rafforza il lavoro del Governo”. Così su Facebook il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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Regionali, Letta “L’Opa contro il Pd non è riuscita”

ROMA (ITALPRESS) – “Il dato che esce dalle urne in Lombardia e Lazio è chiaro. Il centro destra vince in entrambe le regioni; non possiamo, quindi, essere contenti di questo risultato complessivo, reso ancora più negativo dalla preoccupante crescita dell’astensione”. Lo afferma in una nota il segretario uscente del Pd Enrico Letta.
“Tuttavia, in un quadro politico per noi particolarmente complicato e con il vento chiaramente contro, il Pd ottiene un risultato più che significativo, dimostra il suo sforzo coalizionale e respinge la sfida di M5S e Terzo Polo – aggiunge -. Il tentativo ripetuto di sostituirci come forza principale dell’opposizione non è riuscito. L’OPA contro il Pd ha fatto male a chi l’ha tentata. Ci auguriamo che questo risultato dimostri finalmente a M5S e Terzo Polo che l’opposizione va fatta al governo e non al Pd. Il Pd rimane saldamente seconda forza politica e primo partito dell’opposizione. E questo dato può essere un viatico fondamentale per il lavoro del nuovo gruppo dirigente che uscirà dalle Primarie del Pd del 26 febbraio. Vogliamo ringraziare Pierfrancesco Majorino e Alessio D’Amato che hanno condotto con coraggio e competenza una bella e convincente campagna elettorale e che guideranno con determinazione l’opposizione nei due consigli regionali”, conclude Letta.

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Ucraina, Tajani “Parole di Berlusconi non cambiano la posizione di FI”

ROMA (ITALPRESS) – “Le parole di Berlusconi non cambiano la posizione nè di Berlusconi nè di Forza Italia. Noi siamo dalla parte dell’Ucraina, dalla parte dell’Occidente, dalla parte della Nato, dalla parte degli Stati Uniti”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, dopo le dichiarazioni di ieri del leader di Forza Italia sull’Ucraina.
“Abbiamo sempre votato in una direzione insieme a tutte le forze di maggioranza e continueremo a votare insieme a tutte le forze di maggioranza in sintonia con il programma abbiamo sottoscritto. Lavorare per la pace, una pace giusta è un percorso che tutti vogliamo seguire. Quindi dalla parte dell’Ucraina con l’obiettivo di arrivare a una pace giusta che significa indipendenza del Paese”, ha aggiunto.

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Meloni “L’Ue cambia approccio sull’immigrazione”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sono molto contenta dei risultati ottenuti dall’Italia in questo Consiglio europeo, sono estremamente soddisfatta dei passi avanti fatti su alcune materie particolarmente delicate”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio europeo straordinario, commentando i risultati ottenuti in particolar modo sui temi economici e immigrazione. “Il documento rappresenta una grande vittoria per l’Italia, quando c’è la volontà politica di affrontare i problemi in modo pragmatico e serio si ottengono dei risultati. Mi ritengo estremamente soddisfatta del protagonismo dell’Italia. Sulle questioni economiche la posizione italiana è pienamente entrata nelle conclusioni del Consiglio europeo. Un’altra grande questione che abbiamo posto è che nella futura discussione sulla governance, ovvero sul Patto di stabilità e crescita, si tenesse conto delle decisioni prese. Abbiamo chiesto che si faccia una proposta di un Fondo sovrano, ma siamo consapevoli di come un fondo del genere richiede del tempo, noi non abbiamo tempo. La proposta italiana, oltre a quella del Fondo sovrano – prosegue – era la possibilità di una flessibilità sui fondi esistenti. Sul tema degli aiuti di stato abbiamo chiesto che l’allentamento sia circoscritto, temporaneo e limitato e che vi fosse anche la capacità di dare a un problema europea una risposta europea, perché l’allentamento degli aiuti di stato rischia di essere una soluzione nazionale. La discussione sulla competitività del nostro sistema produttivo è strategica e importante, che anche l’Italia ha caldeggiato ritenendo che le crisi che abbiamo fronteggiato necessitino di una discussione strategica sulle priorità che l’Ue deve darsi. Entra anche la questione delle catene di approvvigionamento che ho più volte posto”.

Poi il tema dell’immigrazione, sul quale la premier vede un vero cambio di passo. “La giornata di ieri stabilisce un principio: si cambia l’approccio. Un approccio molto diverso da quello che abbiamo visto negli ultimi anni, ora si parte da una frase che non si era mai riuscita a mettere: immigrazione è un problema europeo e ha bisogno di una risposta europea. Questo cambia moltissimo. Io non ho percepito un cambio di passo, noi abbiamo ottenuto un cambio di passo, alcuni concetti fino ad ora non erano mai usciti nei documenti europei. I documenti sono la cornice su cui si costruiscono poi le risposte. Significa che il dibattito non è più: l’Italia viene lasciata da sola e poi si discute dei movimenti secondari. Oggi l’approccio è come aiutiamo l’Italia a difendere il suo confine. Il cambio di passo è evidente e totale e lavoreremo per costruire le risposte concrete”, aggiunge. Poi il tema del conflitto in Ucraina e la polemica con l’Eliseo. “Io confesso che vivo alcune letture italiane un po’ provinciali, il tema non è il gelo, ma che l’Italia è una nazione abbastanza centrale in Ue da dover dire se su qualcosa non è d’accordo. In passato era sufficiente stare in una foto, io penso che le cose non vadano così. Se fossi stata invitata” a Parigi “avrei consigliato di non fare quella riunione perché sull’Ucraina a noi interessa dare un messaggio di compattezza. Non è facile per nessuno di noi gestire il tema e la nostra opinione pubblica, le persone sono preoccupate e – evidenzia – sul piano del consenso quello che facciamo può non essere la soluzione migliore ma abbiamo fatto quello che è giusto. Io credo che non andasse in nessun modo indebolita la forza dell’immagine di ieri” con Zelensky, “lo penso e l’ho detto”.

“Questo ha determinato un isolamento dell’Italia? A Parigi c’erano due presidenti e non c’erano gli altri 25. Credo che l’immagine di compattezza data ieri sia stato un segnale molto importante – ha aggiunto -. All’interno della dinamica del Consiglio europeo c’è la conferma del pieno sostegno alla causa ucraina, alla sovranità e libertà del popolo ucraino. E’ stata ribadita non solo la compattezza dell’Europa ma anche il fatto che intende rimanere al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo e gli strumenti necessari. C’è una sola possibilità affinché alla fine ci possa essere un tavolo negoziale, quella possibilità è data dall’equilibrio delle forze in campo. Senza aiutare l’Ucraina – osserva Meloni – non ci sarà la pace ma una invasione e l’invasione porterebbe la guerra più vicina. Quanto fatto in questi mesi è aiutare l’Ucraina a difendersi, questo produce anche una sorta di stallo nello scontro bellico ma ovviamente è l’unica possibilità che abbiamo di creare le condizioni per cui si voglia cercare un’altra soluzione. Chi aiuta l’Ucraina lavora per la pace, chi dice che non va aiutata per paradosso rischia di produrre l’esatto contrario, ovvero una guerra che si propaga e che non si ferma”.

Infine, la mancata partecipazione del presidente ucraino Zelensky a Sanremo: “Non è mai facile far entrare la politica in una manifestazione come Sanremo, è sempre un tema molto delicato. Avrei preferito che ci fosse. Mi è dispiaciuto che su un tema del genere ci sia stata la polemica, ma ho apprezzato la scelta di Zelensky perché credo fosse importante la sua presenza anche attraverso una lettera. Poi la questione mi pare secondaria sul piano della politica internazionale. I rapporti con lui non sono affatto alienati”, conclude. (ITALPRESS).

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