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Foibe, Mattarella “Carico di sofferenze per anni negato”

ROMA (ITALPRESS) – “Vessazioni e violenze dure, ostinate, che conobbero eccidi e stragi e, successivamente, l’epurazione attraverso l’esodo di massa. Un carico di sofferenza, di dolore e di sangue, per molti anni rimosso dalla memoria collettiva e, in certi casi, persino negato. Come se le brutali vicende che interessarono il confine orientale italiano e le popolazioni che vi risiedevano da secoli rappresentassero un’appendice minore e trascurabile degli eventi della fosca epoca dei totalitarismi o addirittura non fossero parte integrante della nostra storia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alle celebrazioni per il “Giorno del Ricordo”, al Quirinale.
“In realtà, quel lembo di terra bagnato dall’Adriatico, dove per lungo tempo si è esercitata, con fatica e con fasi alterne, la convivenza tra etnie, culture, lingue, religioni – ha aggiunto -, ha conosciuto, sperimentandoli e racchiudendoli, tutti gli orrori della prima metà del Novecento, passando – senza soluzione di continuità – dall’occupazione nazifascista alla dittatura comunista di Tito”.
“Siamo oggi qui per rendere onore a quelle vittime e, con loro, a tutte le vittime innocenti dei conflitti etnici e ideologici. Per restituire dignità e rispetto alle sofferenze di tanti nostri concittadini. Sofferenze acuite dall’indifferenza avvertita da molti dei trecentocinquantamila italiani dell’esodo, in fuga dalle loro case, che non sempre trovarono solidarietà e adeguato rispetto nella loro madrepatria”, ha sottolineato il capo dello Stato.
“Ribadendo la condanna per inammissibili tentativi di negazionismo e di giustificazionismo, segnalo che il rischio più grave di fronte alle tragedie dell’umanità non è il confronto di idee, anche tra quelle estreme, ma l’indifferenza che genera rimozione e oblio”, ha aggiunto.
“Nessuno deve avere paura della verità. La verità rende liberi. Le dittature – tutte le dittature – falsano la storia, manipolando la memoria, nel tentativo di imporre la verità di Stato”, ha detto ancora Mattarella, che ha proseguito: “La nostra Repubblica trova nella verità e nella libertà i suoi fondamenti e non ha avuto timore di scavare anche nella storia italiana per riconoscere omissioni, errori o colpe”.
“La legge sul Giorno del Ricordo ha avuto il merito di rimuovere definitivamente la cortina di indifferenza e, persino, di ostilità che, per troppi anni, ha avvolto le vicende legate alle violenze contro le popolazioni italiane vittime della repressione comunista”, ha sottolineato il capo dello Stato.
“La furia dei partigiani titini si accanì, in modo indiscriminato ma programmato, su tutti: su rappresentanti delle istituzioni, su militari, su civili inermi, su sacerdoti, su intellettuali, su donne, su partigiani ed esponenti antifascisti, che non assecondavano le mire espansionistiche di Tito o non si sottomettevano al regime comunista – ha aggiunto -, le violenze anti-italiane, nella maggior parte dei casi, non furono episodi di, inammissibile, vendetta sommaria. Rispondevano piuttosto a un piano preordinato di espulsione della presenza italiana”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Il Colosseo con il Tricolore per ricordare le vittime delle foibe

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Il Colosseo si tinge con i colori del Tricolore e la scritta “Io ricordo” per celebrare il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, hanno presenziato all’accensione della proiezione che ha proietta i colori della bandiera italiana sul celebre monumento. “Penso che il Colosseo sia un monumento universalmente noto che in un certo senso è anche uno dei tanti simboli importanti dell’Italia. Quindi c’è parso di sottolineare, tra le tantissime iniziative assieme all’illuminazione della facciata di Palazzo Chigi, di sottolineare il Giorno del Ricordo anche con questa illuminazione del Tricolore”, ha detto il ministro Sangiuliano.
Da parte sua il ministro Lollobrigida ha aggiunto: “Un ringraziamento davvero sentito al ministro Sangiuliano che ha davvero voluto che uno dei monumenti principali d’Italia, il principale di Roma, potesse descrivere quanta voglia ci sia di ricordare una delle tragedie che ha colpito il nostro popolo. Ricordare per non ripetere tragedie come quelle. Ed è per questo che è importante che il nostro ministro della Cultura abbia voluto dedicare il Colosseo a questa giornata straordinaria, che finalmente dà e restituisce dignità a una pagina di storia che per troppo tempo è restata dimenticata”.
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-foto ufficio stampa ministero Cultura-

Foibe, La Russa “La memoria comune è un momento di crescita”

ROMA (ITALPRESS) – La tragedia delle foibe “non può e non deve essere dimenticata, così come non può e non deve essere dimenticato l’esodo dall’Istria, dalla Dalmazia, da Fiume di italiani che furono di fatto costretti a lasciare le loro case, i luoghi dove erano nati e dove vivevano e che furono accolti malissimo dall’Italia di allora”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in una dichiarazione rilasciata a Senato tv in occasione del Giorno del Ricordo. “Credo – ha aggiunto – che la svolta sia stata nel 2004 quando è stata istituita la Giornata del Ricordo”. Per La Russa quella legge “oggi comincia a dare i propri frutti”. “Fu votata praticamente all’unanimità – ha continuato -, tranne dodici che non la votarono, alla Camera la votò tutta l’aula”.
“Oggi, a distanza di anni – ha proseguito La Russa -, considero quello uno dei momenti fondanti della memoria comune della nostra nazione. Quando la memoria diventa comune diventa un momento di crescita, quale è oggi il ricordo della tragedia delle foibe, la tragedia di coloro che dovettero abbandonare le loro case”.

– foto agenziafotogramma.it –
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Presentato il libro “10 febbraio. Dalle foibe all’esodo” di Roberto Menia

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ROMA (ITALPRESS) – Conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel dopoguerra e della complessa vicenda del confine orientale: è questo il focus del libro “10 febbraio. Dalle foibe all’esodo” del senatore Roberto Menia, presentato oggi presso la sede dell’Università ecampus. Figlio di un’esule istriana, Menia, promotore del “Giorno del Ricordo”, anniversario istituito con la legge del 2004, ha voluto raccogliere le storie di un mondo che non c’è più, di luoghi che non si conoscono più per quel che erano. “10 febbraio. Dalle foibe all’esodo” è il racconto delle dolorose e complesse vicende che hanno coinvolto i territori e le popolazioni lungo il confine orientale italiano all’indomani della Seconda Guerra Mondiale. Il libro è stato presentato oggi dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano e dal cantautore Simone Cristicchi, che sono intervenuti dopo i saluti del direttore generale dell’Ateneo, Alfonso Lovito, alla presenza dell’autore. Ha moderato l’incontro la giornalista Rai Cecilia Primerano. Nel suo intervento l’autore ha ricordato la genesi del libro. “Mi sono chiesto – ha detto Roberto Menia – cosa potessi fare di più per dare giustizia a migliaia di infoibati e di esuli istriani e dalmati. E senza la presunzione di essere uno storico ho iniziato a raccogliere testimonianze. Ormai – ha dichiarato Menia – non c’è quasi più nessuno tra quelli che subirono 75 anni fa la violenza cieca delle foibe. Col loro carico di morti senza croce. E pochi ormai sono anche quelli che dettero vita ad un esodo biblico di 350.000 persone. Che fu un plebiscito di italianità e libertà. Esuli che si sparsero in 117 campi profughi in Italia. Da Trieste a Termini Imerese, da Altamura a Laterina. E finirono poi magari nelle lontane Americhe o nella ancor più lontana Australia. Tocca ai loro figli, e io sono uno di questi – ha concluso l’autore -, conservare quel che loro è stato donato. Ridare agli italiani, tutti gli italiani, la memoria di quella tragedia incompresa. E ricucire i fili strappati della storia”. Le foibe furono a tutti gli effetti una pulizia etnica, perpetrata contro migliaia di italiani torturati, assassinati e gettati negli inghiottitoi carsici dalle milizie del maresciallo comunista Tito. Nel testo riemergono voci dal silenzio, atti di eroismo sconosciuti, che insegnano ad amare la libertà e la propria Patria. Le voci di questi eroi sono testimonianze vive contro la dimenticanza e l’indifferenza dello scorso dopoguerra sulla tragedia. Una narrazione per troppi decenni negata. Sessanta capitoli di microstorie, affinché le attuali e future generazioni conservino viva la memoria di un popolo ormai disperso dall’Italia all’altra parte del mondo: ogni capitolo, infatti, associa un luogo, un paese, una delle città perdute, ad una o più storie e testimonianze sul martirio istriano dalmata: tutte hanno nomi, documenti, riferimenti, virgolettati. “Le foibe furono una manifestazione della violenza comunista ha dichiarato Gennaro Sangiuliano, Ministro della cultura, intervenuto nel corso della presentazione del libro di Roberto Menia “10 febbraio. Dalle foibe all’esodo” -. Si parla di titini, ma è evidente che in quella violenza c’è un tracciato ideologico che viene da leninismo e poi stalinismo. Anche se Tito aveva una terza posizione rispetto al Comintern. È un mio dovere essere qui. La storia non è una rievocazione del passato, ma una cassetta degli attrezzi per poter interpretare il mondo intorno a noi, come sosteneva Benedetto Croce. Dobbiamo coltivare la memoria storica di questi fatti, che per molto tempo sono stati omessi, affinché la violenza possa essere tolta dalla convivenza civile tra i popoli. La memoria non deve essere strumento politico, deve essere studiata. Non ci sono violenze e morti di serie B e di serie A, ma solo violenze. Ringrazio il senatore Menia di aver fondato il Giorno del ricordo. Per lungo tempo c’è stata un’omissione completa. Le foibe hanno colpito fascisti e antifascisti, furono una manifestazione della violenza comunista”. “Il giorno del ricordo deve entrare nelle menti degli italiani – ha dichiarato Simone Cristicchi, cantautore, attore e scrittore, intervenendo nel corso della presentazione del libro di Roberto Menia -. Oggi c’è una maggiore conoscenza di quello che è successo, grazie all’impegno di tanti, anche se esistono ancora sacche di resistenza. Roberto Menia in questo è stato fondamentale. Potrebbe essere sicuramente utile dare 20 secondi di tempo al ‘Festival di Sanremo’, visto che si danno 15 minuti a certi personaggi squallidi… Il giorno del Ricordo deve entrare nella coscienza collettiva degli italiani è uno spazio del genere, con decine di milioni di persone e che guardano la tv, sarebbe sicuramente utile”. (ITALPRESS).

Photo Credits: Eprcomunicazione

Governo, Meloni “Nel 2023 rivoluzione fiscale e altre riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Occorre rivoluzionare il rapporto tra fisco e contribuente e fare in modo che l’evasione si combatta prima ancora che si realizzi”. Lo dice al Sole 24 Ore il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, annunciando una “legge delega che toccherà tutti i settori della fiscalità” e che “metterà al centro anche i dipendenti e i pensionati, con misure ad hoc”.
L’impegno, “compatibilmente con le risorse economiche a disposizione”, è di “proseguire nella direzione di tagli consistenti al cuneo fiscale” e “sostituire il reddito di cittadinanza con misure concrete di contrasto alla povertà”.
“Punteremo di più sugli strumenti in grado di favorire l’adempimento spontaneo – spiega il premier -. Per le piccole e medie imprese con l’istituzione di un concordato preventivo biennale. Le agenzie fiscali con tutte le banche dati che hanno a disposizione possono tranquillamente stimare il reddito delle imprese con cui potranno sedersi a tavolino e dire loro: ‘Tu per due anni paghi quel dovuto e se fatturi di più non mi dai nulla, in cambio non ti sottopongo a controllì. Se il contribuente rifiuta sarà soggetto a verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per le multinazionali e le grandi imprese, invece, occorre incentivare la ‘cooperative compliancè, ovvero un istituto già esistente che prevede che Agenzia delle Entrate e impresa si confrontino preventivamente. Questa potrà rappresentare anche una opportunità per i professionisti e diventare la vera cinghia di trasmissione tra amministrazione finanziaria e contribuente. Nella legge delega metteremo ovviamente al centro anche i dipendenti e i pensionati, con misure ad hoc”.
Meloni parla anche di debito pubblico, con la volontà di “metterlo al sicuro” da “nuovi shock finanziari”, lavorando con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “all’aumento del numero di italiani e residenti in Italia che detengono quote del debito”.
Secondo il premier la priorità per il 2023 è che sia “l’anno delle grandi riforme che l’Italia aspetta da tempo ma che nessuno ha avuto il coraggio di fare”. Oltre a quella fiscale, Meloni pensa a “una riforma della burocrazia che la faccia ritornare al servizio di famiglie e imprese” e a “una riforma della giustizia che garantisca certezza del diritto e certezza della pena. Senza
dimenticare l’avvio di un grande processo di riforma per rendere le nostre Istituzioni più moderne ed efficienti, mettendo insieme presidenzialismo e autonomia”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Bullismo, Versace “Educazione digitale e sport due soluzioni”

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OMA (ITALPRESS) – “Il fatto che il 7 febbraio ricorrano contestualmente la giornata internazionale di sensibilizzazione sui rischi della rete e quella nazionale di contrasto al bullismo e cyberbullismo è più di un’emblematica coincidenza. I due fenomeni, infatti, ormai sono più che connessi e il web, con il suo ruolo egemonico nella vita dei nostri ragazzi, oltre a un potente mezzo di conoscenza e di connessione col mondo, è purtroppo sempre più l’ambiente in cui si consumano nuovi e sempre più numerosi reati. Il bullismo, ad esempio, oggi viaggia in chat e sui social nella forma del cyberbullismo: ne sono vittime quasi un adolescente su due, in una scala di orrore che arriva fino al revenge porn e all’istigazione al suicidio. Si tratta di minacce di cui i ragazzi stessi oggi sono sempre più consapevoli, soprattutto in età adolescenziale e ancora di più le ragazze, maggiormente esposte ad abusi e violenze”. Così, in una nota, la senatrice di Azione-Italia Viva Giusy Versace.
“Nella scorsa legislatura, con la Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, abbiamo condotto un’indagine sui fenomeni del bullismo e cyberbullismo con alcune proposte concrete, a partire dall’estensione della legge 71/2017 sul contrasto al cyberbullismo anche al bullismo tradizionale, rendendo così più efficace una legge che per essere attuata al meglio deve anche prevedere, all’interno dell’educazione civica, l’insegnamento dell’educazione digitale, insieme a maggiori investimenti in formazione e aggiornamento dei docenti che sono, insieme alle famiglie, le prime sentinelle che possono intercettare le richieste d’aiuto. Un ruolo fondamentale però – sottolinea Versace – lo svolgono attività sociali e di educazione orizzontale come lo sport che andrebbero sempre più promossi all’interno delle scuole e di cui tante associazioni, come l’Osservatorio contro il bullismo e il disagio giovanile dell’amico Luca Massaccesi si fa da anni promotore. Lo sport infatti non è soltanto gioco, ma educa al rispetto dei propri compagni, dei propri avversari e delle regole, è insomma una palestra di solidarietà. Nella pratica sportiva, ci sono gli anticorpi naturali contro ogni forma di violenza e abuso”, conclude Versace.

– foto: agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

Caso Donzelli-Delmastro, Meloni “Tema delle dimissioni non c’è”

MILANO (ITALPRESS) – “Mi pare che le informazioni sensibili utilizzate fossero già sui quotidiani e che non fossero coperte da segreto. Mi sembra di avere già risposto. Non c’è bisogno di dimissioni, la Procura fa il suo lavoro e vediamo cosa dirà, il ministero ha più volte detto che non erano documenti coperti da segreto e quindi non ho ragione di dire che quello che sta sulla stampa non si possa utilizzare anche in Parlamento”. Così la premier Giorgia Meloni parlando con i cronisti a Milano, tornando sul caso Donzelli-Delmastro. “Non facendo parte del dibattito parlamentare – ha aggiunto – per me diventa un pò curioso come esponente del governo mettermi a sindacare su cosa i parlamentari possono dire. Posso condividere o meno i toni, quando il dibattito si scalda molto. Ho detto che penso che non sia intelligente per nessuno che le istituzioni si dividano su una materia come questa. Ho chiesto a tutti di abbassare i toni, vale anche per gi esponenti di FdI”, ha chiosato.
Sulle dichiarazioni del sottosegretario Fazzolari, il premier osserva: “Dice che questa cosa non l’ha mai detta e quindi si dà una notizia su una cosa che quando viene smentita da tutti gli interessati forse bisognerebbe prenderne atto. Per me il caso non esiste. Quindi a me non pare una notizia continuare a commentare”. Infine sullo stato di salute del governo, per Meloni “c’è un ottimo clima. Al di là della dialettica mi pare ci sia una forte coesione. Un clima diverso da ciò che leggiamo sui giornali”.
(ITALPRESS).
-foto Palazzo Chigi-

Cospito, Salvini “Il muro contro muro non serve all’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Le persone che incontro mi parlano di stipendi e di mutui aumentati. Non ho trovato nessuno che mi abbia chiesto del caso Cospito, giornalisticamente ci sta. Spero che si sia arrivati alla fine. La polemica deve terminare da ambo le parti”. Lo ha detto Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Radio Capital, in risposta a una domanda sul caso Cospito.
“Il regime del 41 bis – ha sottolineato Salvini – deriva dagli anni delle stragi di mafia contro Falcone e Borsellino per isolare coloro che non devono dare messaggi” all’esterno. Il dibattito sul caso “non mi appassiona”, ha poi aggiunto. Per Salvini andare “muro contro muro non serve all’Italia, alla giustizia, a Cospito e a nessuno”.
-foto agenziafotogramma.it-
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