Home Politica Pagina 249

Politica

Senato, La Russa “Il mio stile è poco paludato ma sono imparziale”

ROMA (ITALPRESS) – “L’essere rimasto me stesso senza mai rinnegare nulla e senza rinunciare a nulla per me è un punto d’onore. Fanfani, Fini, Bertinotti, Grasso, Spadolini, Casini: tutte alte cariche dello Stato che, nel corso della loro presidenza della Camera o del Senato, hanno continuato a fare attività politica senza che nessuno sollevasse un mignolo. Fini e Grasso hanno addirittura fondato due partiti, Futuro e libertà e Leu”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in un’intervista al “Corriere della Sera” risponde così a chi lo rimprovera di “scarsa terzietà”. “A differenza di alcuni miei predecessori sono a capo di un partito e non sto per fondarne uno. Di mia spontanea volontà – prosegue – non ho fatto nè faccio interventi a particolare commento dell’operato del governo, dei suoi singoli provvedimenti, della legge di bilancio. Ho le mie idee sui temi di carattere generale, come per esempio la giustizia o l’immigrazione, ma cerco di tenermi a debita distanza dal commentare le scelte specifiche della maggioranza”.
La Russa ammette “di avere uno stile, come dire, poco paludato. E ammetto anche che questo stile è tra le cose che non sono cambiate con la presidenza del Senato. Se avrò uno stile più sobrio? Spero che altri optino per la verità, evitando di attribuirmi frasi che non dico mai. Mai detto ‘me ne fregò, per esempio, non è una frase che uso. Il punto vero è un altro. Anzi due. Il primo: io accetto critiche sul mio operato, sulle mie idee, pure su come presiedo l’Aula, anche se su questo nessuno ha mai messo in dubbio la mia imparzialità. Non accetto alcun tipo di critica, invece, su dove vado. E non mi arrendo davanti alle falsità”. “Perchè su di me il mirino è sempre puntato mentre in passato nessuno sollevava obiezioni? All’inizio pensavo che gli bruciasse, scriva pure che rosicassero, perchè uno di destra era arrivato alla presidenza del Senato. Ora – sottolinea – penso che la faccenda abbia anche un’altra ragione. Io ho un obiettivo vero. Che, anche solo di un centimetro, durante la mia presidenza del Senato si riduca la contrapposizione ideologica tra destra e sinistra, e che si avvicini una reale pacificazione che concluda un interminabile Dopoguerra. Evidentemente a qualcuno della sinistra questa cosa non va giù”.

– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

Autonomia, Tajani “Ci sarà il fondo di perequazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Ieri sera abbiamo trovato l’accordo politico sull’autonomia. E quindi Forza Italia, la Lega e Fratelli d’Italia, il Governo ha trovato una sintesi politica. Una nuova norma che verrà presentata al Consiglio dei ministri, in uno dei prossimi Consigli dei ministri, che garantisce certamente l’autonomia differenziata per il Nord, ma tutela contemporaneamente anche il Centro e il Sud d’Italia”. Queste le parole di Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ad Agorà su Rai Tre, condotto da Monica Giandotti, sul progetto di autonomia differenziata.
“Assolutamente sì”, ha risposto alla domanda se verrà inserito il fondo di perequazione nella riforma sull’autonomia.
Il ministro degli Esteri ha anche parlato del Mes. “Credo che si andrà in una direzione positiva perchè non possiamo bloccare gli altri. Poi bisogna vedere come formulare, cosa cambiare, cosa funziona, cosa non funziona e soprattutto se l’Italia lo utilizzerà”, ha spiegato.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Giustizia, Nordio “Interverremo sulle criticità della riforma Cartabia”

ROMA (ITALPRESS) – La riforma Cartabia “ha creato criticità a cui il governo cercherà di rimediare con un intervento chirurgico e immediato”. Lo ha detto il ministro Carlo Nordio illustrando la sua relazione sullo stato della giustizia alla Camera.
Per Nordio “il sistema giudiziario italiano è così criticamente afflitto da una serie di negatività che ci costa, mediamente, due punti di Prodotto interno lordo all’anno. Oggi l’emergenza del Paese è economica e l’efficienza della giustizia, soprattutto quella civile, è fondamentale”.
Il ministro propone anche “un monitoraggio quindicinale della produttività degli uffici giudiziari. Non lo faremo per aspirazioni punitive o pedagogiche, ma per dare un aiuto agli uffici, per fare capire agli uffici che funzionano male come mai altri uffici funzionano meglio a parità di risorse”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Autonomia, il ddl sarà sul tavolo di uno dei prossimi Cdm

0

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto a Palazzo Chigi un vertice sulle riforme presieduto da Giorgia Meloni. Oltre al premier, sono presenti i due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani, e i ministri Elisabetta Casellati, Roberto Calderoli, Raffaele Fitto e Francesco Lollobrigida. Sul tavolo anche il punto sull’autonomia differenziata.

“Grande sintonia, in linea con gli impegni assunti con gli italiani e definiti nel programma di coalizione, nella riunione a Palazzo Chigi sulle riforme”, si legge in una nota di Palazzo Chigi diffusa al termine della riunione. Nel corso dell’incontro “si è definito il percorso tecnico e politico per arrivare, in una delle prossime sedute del Consiglio dei ministri, all’approvazione preliminare del disegno di legge sull’autonomia differenziata. Al tavolo si è stabilito, inoltre, di definire il cronoprogramma sullo status di Roma Capitale e sulla riforma in senso presidenziale dello Stato. Obiettivo del Governo è mantenere gli impegni presi con i cittadini nel più breve tempo possibile, col più ampio coinvolgimento del Parlamento e delle forze politiche”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Nordio “Le intercettazioni per mafia e terrorismo non saranno toccate”

ROMA (ITALPRESS) – “Non vi saranno riforme che toccheranno le intercettazioni sulla mafia e sul terrorismo”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella relazione sull’amministrazione della giustizia al Senato.
“Vi è una profonda differenza tra le intercettazioni che, come insegna la legge, mirano all’assicurazione e alla ricerca di una prova rispetto ad azioni che si vuole siano esse stesse una prova”, ha sottolineato. “Quando si dice che i mafiosi non parlano per telefono alludo al fatto che nessun mafioso abbia mai manifestato al telefono la volontà di delinquere o espresso delle parole che costituiscano prova di un delitto in atto, di un delitto in progressione o di un delitto programmato. Quello a cui servono le intercettazioni – e lo ribadisco ancora una volta – sono i movimenti delle persone che sono sospettate di criminalità di terrorismo e di altri reati gravissimi e quello che serve è la capacità di comprendere quali sono i rapporti occulti e misteriosi che legano queste persone”, ha spiegato.
“Per questo le intercettazioni, anche quelle preventive, sono indispensabili. Altra cosa sono le intercettazioni giudiziarie che coinvolgono persone che non sono nè imputate, nè indagate e che, attraverso un meccanismo perverso e tra l’altro costosissimo di diffusione pilotata, finiscono sulla stampa e sui giornali e delegittimano e offendono cittadini che non sono minimamente coinvolti”, ha concluso Nordio.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Piantedosi “L’arresto di Messina Denaro una vittoria senza colore politico”

MILANO (ITALPRESS) – “Ho saputo dell’arresto nel momento in cui è avvenuto. Era ragionevole pensare che l’incessante lavoro che le forze dell’ordine stavano svolgendo da tempo potesse portare quanto prima al risultato. E confermo di sentirmi un uomo fortunato per aver vissuto in prima persona una giornata così importante. La telefonata del presidente Sergio Mattarella, la condivisione con la presidente Giorgia Meloni, le immagini degli applausi dei cittadini palermitani, il pensiero ai familiari delle vittime di mafia, la gioia negli occhi delle donne e degli uomini del Ros, l’abbraccio con il comandante dell’Arma Teo Luzi e con il capo della polizia di Stato Lamberto Giannini , questo giorno non potrò mai dimenticarlo”. Lo dice in una intervista al “Corriere della Sera” il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che sulla prossima mossa da fare nelle indagini, aggiunge: “Lo decideranno i magistrati, ma sicuramente si deve scoprire come ha funzionato e chi ha tenuto in piedi la rete di protezione mafiosa che ha consentito una così lunga latitanza. Ma soprattutto mi auguro che questo arresto consenta di fare ulteriore luce sulle dinamiche mafiose di alcuni tra gli anni più bui della nostra storia”.
Piantedosi, poi, smentisce ancora una volta una trattativa per arrivare all’arersto di Messina Denaro: “Questo arresto è un risultato limpido, senza retroscena. Chi cerca di banalizzarlo e minimizzarlo, di metterlo in dubbio, di mortificarlo, fa un grave errore commesso in malafede. Le manette ai polsi di Matteo Messina Denaro le ha messe solo un lungo e duro lavoro investigativo portato avanti da unità dedicate con metodi di indagine tradizionali senza fronzoli e fantasie. Il merito e il plauso vanno ai magistrati e a tutti gli appartenenti alle forze di polizia che hanno svolto un grande lavoro per assicurare alla giustizia tanti fiancheggiatori di Messina Denaro. Lo Stato in questi anni ha lottato per questo storico risultato e ha vinto mettendo a sistema tutte le sue energie”. “Le forze di polizia del nostro Paese sono una squadra, una delle più forti del mondo. Da sempre si vince e si gioca tutti insieme. Come ha sottolineato il comandante Luzi, i Carabinieri hanno segnato il goal di una vittoria storica, cercata e voluta da tutti. Celebrata anche all’estero. Quando con il capo della polizia abbiamo saputo dell’arresto eravamo ad Ankara e mi ha colpito il ministro Sùleyman Soylu che ha gioito con noi. D’altronde, la lotta contro la criminalità non ha confini e non ha colori politici. E’ una vittoria di tutti. Interpretare questo successo con la logica delle divisioni non porta da nessuna parte” conclude il ministro Piantedosi.

foto: agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

Intercettazioni, Nordio “Fondamentali contro la mafia”

ROMA (ITALPRESS) – “Le intercettazioni restano uno strumento indispensabile, ma va cambiato radicalmente l’abuso che se ne fa soprattutto per reati minori con diffusione nella stampa di segreti individuali che non servono per le indagini, c’è malafede quando si confondono questi campi. Una cosa sono le intercettazioni per la lotta alla mafia, un’altra insistere per mantenere intercettazioni costosissime e inutili su persone magari nemmeno indagate”. Questo il pensiero del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenuto a Radio 24 sul tema delle intercettazioni. “Sono uno strumento indispensabile nella lotta alla mafia e al terrorismo, sono elementi per ricerca della prova, sono ancor più fondamentali per comprendere i movimenti delle persone sospettate di reati gravissimi – ha spiegato Nordio -. I mafiosi non parlano per telefono dei loro programmi criminosi, le intercettazioni servono a capire con chi parlano e quali sono le loro problematiche. E nel caso di Messina Denaro, si è capito che parlando di una malattia molto grave si poteva risalire al luogo di cura”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Sangiuliano “Su Dante provocazione ma ‘conservatore’ della prima ora”

0

“Come ho premesso io stesso, affermare che ‘Dante è l’iniziatore del pensiero di destra’ è una chiara provocazione culturale ma ha un fondamento ben preciso che si rintraccia nel monumentale volume ‘Croce e Gentile’ edito dall’Istituto della Enciclopedia Italiana”. Così il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, in una lettera al Corriere della Sera, nella quale cita una serie di storici, filosofi e illustri personaggi che richiamano Dante e l’idea di Nazione e il suo pensiero storico politico. Sangiuliano sottolinea poi come che “destra e sinistra non sono categorie dell’età di Dante. Sono apparse secoli dopo ma non di certo nel Novecento, come hanno affermato in queste ore alcuni esponenti della sinistra, ma si sono formate ben prima e attorno alla Rivoluzione francese. Per questo, forse, se lo si preferisce, si può definire Dante un ‘conservatore'”. “Di certo, come hanno ricordato diversi osservatori in queste ore, non sono stato il primo a definire e a studiare ‘politicamente’ Alighieri. Chi intende difendere l’identità nazionale, il senso della storia e della tradizione, cioè i conservatori, non può non ritrovare in Dante Alighieri un antenato nobile. L’analisi di un pensiero così denso e profondo come quello del Sommo Poeta, a cui i dantisti hanno dedicato anni di studi, non può esaurirsi nello spazio di uno scritto e tantomeno di una battuta. E nessuno pensa, sottoscritto compreso, che la sua opera e le sue idee possano essere trasposte, sic et simpliciter, al mondo contemporaneo. Ma se la provocazione che ho fatto è servita a far riprendere a qualcuno in mano i libri di Dante Alighieri, posto che lo abbiano mai fatto, è già un buon risultato”, conclude.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-