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Autonomia, Calderoli “Necessario ricreare le Province”

MILANO (ITALPRESS) – “Credo che sia necessario ricreare il soggetto Provincia”. Così il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, in occasione dell’evento Lombardia 2030, a Milano.
“Purtroppo moltissimi Comuni in Italia e in Lombardia hanno dimensioni ridotte e si sono trovati in difficoltà con la soppressione delle Province – ha spiegato il ministro -, che potevano svolgere funzioni per conto dei Comuni più piccoli. Credo che la ridefinizione di un soggetto intermedio fra Regioni, Comuni grandi e piccoli sia qualcosa di determinante”.

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Governo, Renzi “Nessun inciucio ma pronti a dare una mano”

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“Io non credo nella protesta, ma nella proposta. Il Pd e i Cinque Stelle andranno in piazza a difendere il reddito di cittadinanza, mentre noi del terzo polo abbiamo presentato una contromanovra che difende il lavoro e i conti pubblici. Carlo Calenda, con una delegazione di Azione e Italia Viva, la illustrerà a Giorgia Meloni: nessun inciucio, ma noi siamo all’opposizione del governo e non del Paese. Proviamo a dare una mano, mi sembra che la presidente ne abbia bisogno”. Così in un’intervista a “Libero”, il leader di Italia Viva Matteo Renzi. “Al governo – aggiunge – manca una visione di Paese: si pensa a reintegrare i medici no vax e, dopo aver appena superato una pandemia, non si stanzia abbastanza per la sanità. Noi, al contrario, chiediamo di prendere subito i 37 miliardi del Mes, immediatamente disponibili. E poi c’è il tema del costo della vita e del lavoro: vanno messi subito soldi nelle tasche degli italiani. Gli 80 euro del mio Governo andavano in questa direzione: i 10 euro in più previsti da Giorgia Meloni in busta paga sono davvero poca roba”. Per l’ex premier, inoltre, “la nostra non è un’opposizione ideologica: se il governo decidesse davvero di mettere in campo un intervento serio sul reddito di cittadinanza, lo valuteremmo. Fin troppi soldi dei contribuenti sono finiti nelle tasche di truffatori e furbetti, per costruire il consenso di Giuseppe Conte. Spero però che si passi presto ai fatti, perchè noto come la Meloni di lotta sia ben diversa dalla Meloni di governo”.
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Reddito cittadinanza, Conte “Da Governo presupposti disastro sociale”

ROMA (ITALPRESS) – “Con il reddito di cittadinanza abbiamo salvato 1 milione di cittadini dalla povertà. Un governo che si insedia in una congiuntura complicata, che ha problemi con un’inflazione altissima e un caro prezzi che riguarda la spesa alimentare, un governo che si mette a fare la guerra al reddito di cittadinanza è una follia assurda. Significa andare a creare i presupposti per un disastro sociale”. Così il presidente
del M5S, Giuseppe Conte, ospite a Mezz’ora in più su Rai3. “E’ una questione molto seria, cosa offriamo a queste persone se il lavoro non c’è? Sono nuclei familiari che non riescono ad arrivare a fine mese. Le regioni del Sud sono le aree con il più basso livello di occupazione d’Europa e in tutto questo il governo non fa nulla”, ha aggiunto.
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Sondaggi, sale il consenso per Meloni-Fdi e il M5S supera il Pd

ROMA (ITALPRESS) – Aumenta il consenso per il partito della Premier Giorgia Meloni che si attesta al 31,4%, mentre il M5S supera il Pd e il Terzo polo raggiunge Forza Italia. E’ quanto emerge dal sondaggio mensile di Nando Pagnoncelli (Ipsos) sul Corriere della Sera.
Quasi un italiano su due (49%) esprime un giudizio positivo su Giorgia Meloni e il 46% sul governo. Rispetto al mese scorso l’indice di gradimento (rapporto tra positivi e negativi escludendo coloro che non esprimono un giudizio) sale di quattro punti sia per l’esecutivo (da 51 a 55) sia per la premier (da 54 a 58).
FdI consolida quindi il primato raggiungendo il 31,4% delle intenzioni di voto, in aumento di 1,6% rispetto ad ottobre e di ben 5,4% rispetto alle politiche. Al secondo posto il M5S con il 17,5% (+1,5%) scavalca il Pd che scende al 17,2% (-1,6%).
A seguire la Lega che perde ulteriormente terreno (-0,7%)
attestandosi al 7,3%, quindi Forza Italia, in ripresa (+0,7%), appaiata ad Azione-Italia viva al 6,8%. Da segnalare il trend positivo (+0,5%) dell’alleanza Verdi-Sinistra-Reti civiche che fa registrare il 4,2%. Nel complesso il centrodestra, trainato dal partito di Giorgia Meloni, raggiunge il 46,7% dei consensi, guadagnando terreno (+5,5%) sul centrosinistra (23,5%), in ulteriore calo rispetto al risultato delle urne.
Riguardo il gradimento dei leader: Giuseppe Conte con un indice pari a 33 fa segnare un aumento di tre punti rispetto a fine ottobre. Matteo Salvini si conferma al secondo posto (26), seguito da Silvio Berlusconi (23), Maurizio Lupi e Carlo Calenda (appaiati a 20). Enrico Letta perde 5 punti (17). In aumento Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli nonostante la vicenda Aboubakar Soumahoro.

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Fratoianni “Soumahoro? Non mi pento di averlo candidato”

ROMA (ITALPRESS) – “Le spiegazioni di Aboubakar Soumahoro? Credo che cisiano ancora delle zone d’ombra da chiarire ed è quello che noi gli abbiamo chiesto di fare. Nel merito, punto per punto, nell’interesse suo, di chi lo ha votato e della dimensione collettiva di cui fa parte”. Lo ha dichiarato il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, intervistato a La Repubblica. “Mi pare evidente che si sia prodotto un cortocircuito fra il suo ruolo e il ritrovarsi dentro una relazione stretta familiare, che però era difficile non vedere. A noi comunque ha ribadito la sua totale estraneità” continua.
“La sua era una candidatura che aveva la forza di consolidare alcune tematiche – la lotta al caporalato, lo sfruttamento dei migranti – che per noi sono centrali. Non stiamo parlando di un partito che non se ne è mai occupato e ricorre al talent show per coprirsi su un punto sensibile per l’opinione pubblica. Io da assessore in Puglia sono stato il primo a portare l’acqua potabile in quei campi. Pentito? No perchè la scelta è stata fatta pensando che quei temi, quelle battaglie, sono essenziali per una forza come la nostra. E lo penso anche oggi. Basta l’autosospensione dal gruppo? Autosospendersi è stato giusto, il resto dipende da lui”.

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Mattarella “Violenza contro le donne aperta violazione diritti umani”

ROMA (ITALPRESS) – “La violenza contro le donne è una aperta violazione dei diritti umani, purtroppo diffusa senza distinzioni geografiche, generazionali, sociali. Negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscerla, eliminarla e prevenirla in tutte le sue forme. Tuttavia, per troppe donne, il diritto ad una vita libera dalla violenza non è ancora una realtà”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “Le cronache quotidiane ne danno triste testimonianza e ci ricordano che ci sono Paesi dove anche chi denuncia e si oppone alle violenze è oggetto di gravi ed estese forme di repressione. Sono narrazioni dolorosissime, sino alle aberrazioni in quei territori che vivono situazioni di guerra ove le donne diventano ancora più vulnerabili e sono minacciate da violenze che possono sfociare nella tratta di esseri umani o in altre gravi forme di sfruttamento”, aggiunge il capo dello Stato. “Porre fine alla violenza contro le donne, riconoscerne la capacità di autodeterminazione – sottolinea – sono questioni che interpellano la libertà di tutti. La violenza di genere, nelle sue infinite declinazioni, dalla violenza fisica, psicologica, economica, fino alla odierna violenza digitale, mina la dignità, l’integrità mentale e fisica e, troppo spesso, la vita di un numero inestimabile di donne, molte delle quali sovente, non si risolvono a sporgere denuncia. Denunciare una violenza è un atto che richiede coraggio. Abbiamo il dovere di sostenere le donne che hanno la forza di farlo, assicurando le necessarie risposte in tema di sicurezza, protezione e recupero. Un’azione efficace per sradicare la violenza contro le donne – conclude Mattarella – deve basarsi anzitutto sulla diffusione della prevenzione delle cause strutturali del fenomeno e su una cultura del rispetto che investa sulle generazioni più giovani, attraverso l’educazione all’eguaglianza, al rispetto reciproco, al rifiuto di ogni forma di sopraffazione”.
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-foto Quirinale-

Maroni, a Varese i funerali di Stato. Meloni “Italia fortunata a poter contare su di lui”

VARESE (ITALPRESS) – A Varese l’ultimo saluto a Roberto Maroni, l’ex ministro morto il 22 novembre all’età di 67 anni. Il feretro è arrivato accolto dagli applausi della piazza, che sono proseguiti anche dentro la Basilica di San Vittore.
Ai funerali di Stato, presenti anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato, con ministri e i due vicepremier. Molte le persone radunate in piazza e nell’area circostante.
E’ stato allestito un maxi schermo per consentire ai cittadini di partecipare alle esequie.
“Qui a Varese – ha detto Giuseppe Natale Vegezzi, vescovo ausiliare di Milano durante l’omelia – ho sentito dire spesso in questi giorni che era uno di noi. Bello quando un politico riesce a farsi percepire così, come uno di noi. Le sue origini umili non le ha mai rinnegate e le ha sempre vissute con normalità, soprattutto quando tornava a Lozza dove era non il ministro ma il marito di Emilia e il padre di Chelo, Fabrizio e Filippo”.
Nel corso della cerimonia anche il ricordo del figlio Filippo: “Papi, sappiamo che per te non è stato facile essere papà perchè il tuo lavoro, che era la tua passione, ti ha tenuto lontano da casa. Accendevamo la tv e ti vedevamo là ma non siamo stati mai arrabbiati con te, forse solo un pò durante l’adolescenza, ma ci è passata in fretta. Per questo era sempre una grande gioia vederti tornare”.
Lasciando la chiesa, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha commentato: “Maroni era una persona capace di grande concretezza e visione. Era una delle persone che ho conosciuto che più sapevano fare gioco di squadra. Ne ho un ricordo straordinario. Tra l’altro ci sentivamo. Penso che l’Italia sia stata fortunata a poter contare su una persona così nelle sue istituzioni”.
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Reddito cittadinanza, Calderone “Andremo per gradi ma serve riforma”

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Sul reddito di cittadinanza “andremo per gradi. Il governo non ha intenzione di dimenticare chi ha necessità di un sostegno economico. Lo ha detto anche il presidente del Consiglio presentando la manovra. La scelta di una soluzione ponte sul 2023 va in questa direzione: intervenire subito sugli occupabili per portarli a rientrare nel mondo del lavoro mentre si lavora a una riforma organica delle politiche attive e dei centri per l’impiego, riformulando nel contempo le misure di lotta alla povertà”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro del Lavoro Marina Calderone. Quanto al taglio del costo del lavoro per il rilancio dell’occupazione il ministro osserva: “Non possiamo ritenere sufficienti le misure inserite nell’attuale manovra di bilancio, anche se quanto fatto è il massimo ottenibile alle condizioni attuali. Si tratta – spiega – di interventi che vanno visti come passi in avvicinamento agli impegni di legislatura, cioè il taglio del cuneo fiscale e contributivo entro il 5%. La scelta di intervenire attraverso l’estensione dello sgravio a carico del lavoratore subordinato a tutto il 2023, i bonus per le assunzioni under 36 e per donne svantaggiate, la flat tax al 5% per premi di lavoro straordinario sono una prima risposta fornita in un solo mese di governo per far arrivare ai lavoratori risorse pari a circa una mensilità in più. Avremo modo di lavorare ancora su questo aspetto”. Infine, sul capitolo voucher a chi dice che così si aumenta la precarietà, Calderone reploica: “La flessibilità è diversa dalla precarietà. Non si può dire che aver aumentato il plafond da 5 a 10 mila per azienda per l’utilizzo di prestazioni occasionali, tracciate, aumenti la precarietà. Esistono esigenze, in particolari settori, che richiedono un aumento di manodopera che in questo modo restano nell’alveo della legalità”.
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