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A Roma marcia per la pace. Conte “Basta escalation, serve un negoziato”

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ROMA (ITALPRESS) – Manifestazione per la pace in Ucraina a Roma. Nella capitale ha sfilato il “popolo della pace” alla manifestazione organizzata da sindacati e associazioni per il cessate il fuoco subito in Ucraina. Il corteo è partito da piazza della Repubblica per concludersi in piazza San Giovanni sulle note di “Bella ciao”. “Una grande piazza, una potente partecipazione. Sulla pace non molliamo”, ha detto il leader M5s Giuseppe Conte che ha aggiunto: “Siamo stanchi dell’escalation militare, ora vogliamo un negoziato e lo potremo avere solo chiedendolo con forza nelle piazze tra i cittadini”.
“Il Mediterraneo – afferma il leader della Cgil Maurizio Landini – è pieno di sommergibili che hanno testate nucleare che potrebbero distruggere tante parti d’Europa. I governi dicano di no a questa logica. Una rincorsa pericolosa che si ferma affermando la cultura della pace”.
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Manifestazione per l’Ucraina a Milano. Calenda “Non c’è pace senza libertà”

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MILANO (ITALPRESS) – Circa cinquemila persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato all’Arco della pace di Milano, a “Slava Ukraini”, la manifestazione per la pace in Ucraina convocata dal Terzo Polo.
Tanti i nomi politici in piazza. Oltre ai leader di Azione Carlo Calenda e di Italia Viva Matteo Renzi, hanno partecipato il senatore del Pd Carlo Cottarelli, l’ex vicepresidente della Regione Lombardia Letizia Moratti e diversi esponenti del Pd come l’assessore di Milano Pierfrancesco Maran, il capogruppo in consiglio comunale a Milano Filippo Barberis, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori (in collegamento) il senatore Alessandro Alfieri e l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, la consigliera regionale Carmela Rozza. Presenti anche parlamentari ed esponenti di Azione come Matteo Richetti, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, di Italia Viva come Elena Bonetti, Lisa Noja e Luciano Nobili. Infine il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni Marco Cappato ed altri esponenti radicali. In collegamento anche il sindaco di Leopoli Andrij Ivanovyč Sadovyj. “Se l’ideale della pace è disarmare gli ucraini è l’ideale della sottomissione – ha detto Calenda – Tutti vogliamo la pace, ma da dove deriva la pace? Dalla libertà o dall’asservimento?”. “Io li ho sentiti gli interventi dell’altra piazza” dice riferendosi alla manifestazione di Roma. “Chiedono la pace, ma come? Non si sa. Chiedono ‘Depongano le armi tutti, aggressori e aggrediti’. A parte che gli aggressori non le depongono per niente le armi, gli aggrediti che devono fare? Quando le devono deporre? Quando arrivano a Kiev?”.
“Noi siamo titolati a cantare Bella Ciao” ha esclamato infine Calenda dal palco, raccogliendo gli applausi. Al termine del discorso, durato circa venti minuti, insieme alla piazza, il leader di Azione ha intonato – con qualche stonatura e non sempre a tempo con la base – la celebre canzone della Resistenza “Bella ciao”.
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Meloni “Stop bonus inutili, risorse per famiglie e imprese”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo ha giurato il 22 ottobre e in meno di due settimane ha raggiunto due obiettivi importanti: liberare oltre 30 miliardi di euro (9,1 miliardi per il 2022 e 21 miliardi per il 2023) per mettere in sicurezza famiglie e imprese dal caro bollette e compiere il primo passo sul fronte della sicurezza energetica nazionale”.Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su facebook.
“Concentreremo le risorse a disposizione per aiutare gli italiani – aggiunge- a far fronte all’aumento del costo dell’energia, senza disperdere risorse in bonus inutili. Non solo. Il Governo ha approvato un provvedimento per implementare la produzione di gas nazionale, a patto che venga destinato a prezzi accessibili alle aziende energivore italiane. Mettiamo così in sicurezza il tessuto produttivo e ci rendiamo più indipendenti dalle importazioni di gas. Contestualmente, abbiamo ribadito il nostro impegno in Europa per arrivare ad un corridoio dinamico dei prezzi del gas per limitare la volatilità dei prezzi e mettere in sicurezza le nostre industrie”.
“Avevamo promesso agli italiani – aggiunge – che, una volta al Governo, ci saremmo dedicati con serietà e determinazione all’emergenza energetica ed è esattamente quello che stiamo facendo, dimostrando che anche in Italia se si vuole è possibile fare quello che serve per il bene dei cittadini”.
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Nordio “La norma sul rave può essere perfezionata”

ROMA (ITALPRESS) – “La norma sul rave è stata creata perchè l’attuale articolo 633 del codice penale era stato scritto quasi cento anni fa per tutelare i proprietari di beni immobili da invasioni di mandrie di bestiame. Oggi si tratta di tutelare l’incolumità e la salute quando alcuni eventi espongono questi beni a pericoli gravi, come si è visto negli anni scorsi, dove alla devastazione di proprietà altrui si sono associate intossicazioni, violenze e persino delle vittime. Naturalmente la norma, come tutte quelle dettate in via di urgenza, può essere modificata e perfezionata. Quanto alle intercettazioni essa non le impone affatto, semmai le lascia alla valutazione del magistrato. Tuttavia sull’intero sistema delle intercettazioni agiremo in modo più organico e sistematico”. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio in una intervista a “La Repubblica”.
Il Guardasigilli, poi sottolinea come il DL Rave non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare: “Qui si parla di invasione arbitraria di terreni ed edifici altrui, per di più con pericoli imminenti. La norma può esser perfezionata, ma a nessun piacerebbe che così tante persone entrassero senza permesso in casa mettendo a rischio salute e incolumità propria e altrui. Quanto al mio amore per la lingua francese, esiste un principio: “reculer pour mieux avancer”. Con questa norma abbiamo inteso dare un segnale di ferma e severa legalità. Prossimamente daremo quelli di tutela dei diritti dei cittadini per quanto riguarda la loro libertà, il loro onore e la loro riservatezza in tutte le fasi del procedimento penale”.

foto: agenziafotogramma.it

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Nadef, via libera dal Cdm. Meloni “Subito 9,5 mld per il caro energia”

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, riunito a Palazzo Chigi, ha approvato la Nadef. “Individuiamo risorse per oltre 30 miliardi fino alla fine del 2023 per affrontare la questione energetica”, ha detto il premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm. “Di fronte alla situazione nella quale ci troviamo è evidente che non si possa fare diversamente e questo documento è propedeutico alle scelte che poi faremo la prossima settimana, sempre se il Parlamento approverà come speriamo il documento nei prossimi
giorni”, ha aggiunto.
“Per il 2022 riusciamo a liberare con questa Nadef circa 9,5 miliardi che la prossima settimana, fermo restando che facciamo un appello al Parlamento che lo approvi nel più breve tempo possibile, vorremo utilizzare per il caro energia”, ha sottolineato Meloni.
“Abbiamo voluto approvare un’altra misura che riguarda il tema dell’energia, liberare alcune estrazioni di gas italiano favorendo e ampliando concessioni in essere o nuove concessioni, chiedendo ai concessionari di mettere a disposizione in cambio, da subito, da gennaio, gas tra i 1 miliardo e due miliardi di metri cubi, da destinare alle aziende energivore a un prezzo calmierato – ha aggiunto -. Riguarda per i primi due anni il 75% del gas potenziale che si può estrarre”.
“Siamo consapevoli che fare previsioni a lungo termine può essere esercizio di pura accademia, ma siamo pronti a fronteggiare i rischi di recessione che da più parti vengono evocati e che, ahimè, potrebbero toccare anche l’economia italiana – ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti -. Molto dipenderà dal prezzo dell’energia, le previsioni per il futuro non sono ottimistiche a fronte di un calo attuale del prezzo del gas”.

– foto agenziafotogramma.it –
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Immigrazione, Piantedosi “Ci faremo carico solo di esigenze umanitarie”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi riteniamo che è un problema che va condiviso con i paesi di bandiera. Riteniamo che in ossequio a principi di diritto internazionale, quando si sale a bordo di una nave in acque internazionali è come se si fosse saliti su un’isola sotto l’egida territoriale di quel paese. Quindi questo dovrebbe far radicare gli obblighi di assistenza”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa al termine della riunione del Cdm. “La Humanity 1, che si sta dirigendo verso Catania, secondo il provvedimento dell’articolo 1 comma 2 del decreto 2020 potrà permanere solo nel periodo in cui ci accerteremo delle condizioni umane degli ospiti, noi rispettiamo le persone e le esigenze umanitarie. Prenderemo in carico tutte le persone o perchè sono minori o perchè donne incinta o con bambini piccoli o chi sta male. Rispettiamo le persone, le esigenze umanitarie, le emergenze di queste persone però all’esito della verifiche le persone che non siano in queste condizioni dovranno essere riportate fuori dalle acque territoriali. Poi vedremo cosa succede, questa è una partita”. “Nel frattempo è anche successo che a Bruxelles ci sono stati contatti, in Francia c’è stata apertura con un segnale importante che non risolve le responsabilità dei paesi bandiera”, ha aggiunto.
“Sappiamo – ha dunque evidenziato Piantedosi – che in questo momento c’è una ONG di cui non sappiamo ancora il nome che ospiterebbe 94 persone a bordo e che si sta avvicinando alle coste di Siracusa. Non abbiamo ancora deliberato sulla questione perchè stiamo facendo i vari accertamenti del caso, sappiamo però che è già scoppiata una rivolta interna a bordo”.

– foto agenziafotogramma.it –
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Mattarella “Non vogliamo e non possiamo abituarci alla guerra”

BARI (ITALPRESS) – “La ricorrenza del 4 novembre, che oggi celebriamo, scandisce un momento importante e imprescindibile della nostra storia. La vittoria insieme agli Alleati contro gli Imperi Centrali, che poneva fine alla tragedia della Grande Guerra, segnava anche l’approdo della nostra lotta risorgimentale iniziata decenni prima. Un percorso lungo, sofferto, costato sacrifici, dolore, lutti. Costellato di eroismo, di speranze, di impegno per la libertà, di amore per la nostra Patria. E’ con questo spirito e con questa consapevolezza che oggi celebriamo la giornata dedicata all’Unità nazionale e alle nostre Forze Armate”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Bari, in occasione della Festa delle Forze Armate.
“Ogni nome di soldato caduto che leggiamo nelle lapidi dei nostri sacrari, accanto alle migliaia di sconosciuti, tutti rappresentati dalle spoglie del Milite ignoto all’Altare della Patria, racconta un frammento della nostra storia collettiva – ha sottolineato Mattarella -. Vite spezzate, sacrificate. Giovani che non hanno avuto il dono di vivere il futuro che avevano sognato. Genitori che li hanno pianti, mogli e figli che hanno atteso invano sposi e padri che non sarebbero mai tornati alle loro case. La nostra storia, anche quella di oggi, è frutto anche di quel dolore. E ha valore proprio perchè ne ha saputo fare memoria. Quei sacrifici non sono stati vani. Perchè nella consapevolezza di quanto sia terribile la guerra si è radicato nel cuore della nostra Europa il dovere ineludibile della pace. Non è un caso se a sognare e a costruire i pilastri dell’unità europea sia stata la generazione che avvertiva le cicatrici dei due conflitti mondiali. E l’unità europea, che ha visto collaborare in spirito di amicizia Paesi e popoli che si erano contrapposti e combattuti, è stata il presidio più forte per garantire pace, sicurezza, prosperità e sviluppo al nostro Continente”.
“L’Italia ha fornito uno straordinario contributo affinchè ciò fosse possibile. Ci siamo abituati alla pace. L’Europa unita è stata per settant’anni l’antidoto più forte a egoismi e nazionalismi. Diverse generazioni sono nate e cresciute in un Continente che sembrava aver cancellato non soltanto la parola guerra ma anche persino la sua memoria. Poi improvvisamente la guerra – la tragedia della guerra – è riapparsa nel nostro Continente – ha detto ancora il capo dello Stato -. E’ accaduto a causa della sciagurata e inaccettabile aggressione che la Federazione russa ha portato contro l’Ucraina e il suo popolo. Dalla fine di febbraio si combatte, si muore nel cuore d’Europa. I media di tutto il mondo rilanciano le immagini terribili di un conflitto che non risparmia le popolazioni civili. Anziani, bambini in fuga dalle bombe. L’incubo di scenari ulteriori che sembravano inimmaginabili fino a poche settimane fa. Sono passati molti mesi senza che si intraveda uno spiraglio. Eppure la pace continua a gridare la sua urgenza. Una pace giusta, fondata sul rispetto del diritto internazionale e sulla libertà e la libera determinazione del popolo ucraino. Perchè non vogliamo e non possiamo abituarci alla guerra. Assume allora un significato speciale questa celebrazione del 4 novembre, giornata nella quale l’Italia si stringe, con riconoscenza, attorno alle sue Forze Armate. Perchè nessuno più degli uomini e delle donne in divisa conosce il valore della pace e cosa significhi metterla a rischio”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Crosetto “Resteremo al fianco del popolo ucraino”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il 4 novembre, Giorno di unità nazionale, Giornata delle Forze armate, è il riconoscimento per tutti i militari che in Italia e all’estero servono il paese con passione, dedizione e sacrificio. Donne e uomini dei quali io sono profondamente orgoglioso. In più il 4 novembre è anche memoria. Vuole essere un doveroso omaggio ai caduti italiani della Grande Guerra, ma anche di tutte le guerre e missioni nazionali e internazionali”.
Così Guido Crosetto, ministro della Difesa, poco fa su Rai Radio1 al Gr1 delle 8.
Nell’intervista si è parlato anche della guerra in Ucraina: “Faccio mie le parole del Presidente della Repubblica: l’Italia ha testimoniato fermamente con la sua politica estera la vocazione di pace. Più che mai, noi vogliamo essere protagonisti e fattori di stabilità internazionale. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. In questo momento lo sguardo di tutto il mondo è rivolto a quello che accade in Ucraina. Ebbene noi continueremo a sostenere con convinzione e determinazione Kiev e le sue forze armate. Siamo e saremo pronti a proseguire il nostro sforzo perché non lasceremo solo il popolo ucraino che è vittima di una aggressione inaccettabile”.
Infine, una considerazione su questo scenario e sulle sue aspettative: “Tutti noi siamo preoccupati. I momenti sono difficili, drammatici. Ma ci sono dei momenti della storia in cui bisogna schierarsi. Non si può far finta di nulla. Non ci si può voltare dall’altra parte”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS)