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Meloni depone una corona d’alloro all’Altare della Patria

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha deposto una corona d’alloro alla Tomba del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria.
“Rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la Nazione. Un passato da onorare e da trasmettere alle nuove generazioni, giorno dopo giorno, per costruire insieme il futuro dell’Italia”, ha scritto poi Meloni su Facebook.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Mattarella “Il Covid non è ancora sconfitto, serve responsabilità”

ROMA (ITALPRESS) – Il Covid non è ancora sconfitto, serve responsabilità. E’ il monito del capo dello Stato, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di celebrazione dei “Giorni della Ricerca” al Quirinale, alla presenza, tra gli altri, del premier Giorgia Meloni.
Una giornata per ricordare l’importanza della ricerca, della scienza e per ringraziare chi ogni giorno si dedica alle cure dei pazienti oncologici. “Sono lieto di accogliervi nuovamente al Quirinale, perchè i Giorni della Ricerca costituiscono un appuntamento importante. Non riguardano una piccola comunità di specialisti, ma l’intera nostra società. Ci rammentano un impegno, una responsabilità comune e, insieme, gli straordinari progressi raggiunti in pochi decenni nella cura dei tumori, nella qualità della vita dei malati, nelle loro accresciute aspettative di futuro”, ha detto il presidente della Repubblica.
“Quando i fondatori e i pionieri dell’Associazione italiana per la Ricerca sul cancro intrapresero il loro cammino – ha aggiunto -, ormai più di mezzo secolo fa, enunciarono un obiettivo che allora sembrava a taluno utopistico: sconfiggere quella “malattia del secolo” che si mostrava invincibile, che veniva definita incurabile, che dispensava inesorabili sofferenze e morte. Come la realtà di oggi manifesta si tratta di uno sguardo lungimirante”.
Il capo dello Stato ha ricordato: “Ogni anno in Italia vengono diagnosticati un alto numero di casi di tumori, si tratta di una grande questione sociale, proprio grazie ai progressi delle medicina, indotti dalla ricerca, è ampiamente cresciuta la sopravvivenza, abbiamo ascoltato i grandi risultati che questa attività di ricerca ha prodotto. E’ via via cresciuta la cultura della prevenzione frutto della maturità dei cittadini, e questo costituisce un argine prezioso alla propagazione della malattia. Sentiamo di dover dire grazie alla ricerca medica e scientifica”.
Parlando di progressi scientifici ha posto l’accento sull’importanza dei vaccini anti Covid: “Senza l’ammirevole impegno della scienza per individuare i vaccini, scoperti e prodotti in tempi record, anche grazie alle scoperte realizzate nella lotta contro il cancro oggi saremmo costretti a contare molte migliaia di morti in più. Se oggi possiamo, nella gran parte dei casi, affrontare il Covid come se si trattasse di un’influenza poco insidiosa è perchè ne è stata fortemente derubricata la pericolosità per effetto della vaccinazione”.
Mattarella ha lanciato un appello: “Dopo oltre due anni e mezzo di pandemia non possiamo ancora proclamare la vittoria finale sul Covid, dobbiamo far uso ancora di responsabilità e precauzioni”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Energia, Meloni a Scholz “Urgenti misure concrete per ridurre i prezzi”

ROMA (ITALPRESS) – Conversazione telefonica tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere della Repubblica Federale di Germania Olaf Scholz. “Entrambi hanno posto l’accento sulla forte partnership tra Italia e Germania – si legge in una nota di Palazzo Chigi -. Al centro del colloquio la guerra in Ucraina. Meloni ha ricordato l’impegno dell’Italia nel sostegno a Kiev sul fronte politico, militare, economico e umanitario e consapevole di come la ricostruzione dell’Ucraina rappresenti un aspetto cruciale. Meloni e Scholz hanno poi affrontato il dossier energetico, alla luce delle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo”. Il presidente Meloni ha ribadito “l’importanza dei passi avanti compiuti a livello europeo e ha ribadito l’urgenza di arrivare, quanto prima, a misure concrete per ridurre i prezzi dell’energia”. Nel corso della conversazione Meloni e Scholz hanno, infine, affrontato i dossier relativi alla gestione europea dei flussi migratori e il tema della crescita economica.

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Pd, Letta “Dobbiamo costruire un partito moderno”

ROMA (ITALPRESS) – Moderno, aperto, rinnovato. Il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, illustra, nel corso della direzione nazionale riunita al Nazareno, il percorso congressuale che porterà alla costituzione di un nuovo Pd. “Il nostro percorso costituente parte da tre grande priorità: il tema del lavoro e del welfare, il grande tema dell’ambiente e il grande tema dei diritti – ha detto – Il percorso congressuale porterà il Pd ad una apertura vera, reale, ad un rinnovamento, partecipazione, tutti concetti che stanno nella parola democratico, dobbiamo costruire un partito moderno, in parte siamo stati superarti da altri sul concetto di modernità, dobbiamo essere un partito più moderno, deve uscire una leadership con una legittimazione piena e forte”.
Letta è convinto che “la legislatura sarà lunga e la possibilità di rovesciare la maggioranza sarà solo con un nuovo Pd con una legittimazione forte, non basterà solo un cambio di qualche faccia o un pò di cosmesi. La vera novità del congresso costituente è che per la prima volta non si sa ancora chi lo vince. Siamo l’unico partito che fa qualcosa del genere, gli altri sono solo diventati grandi comitati elettorali di un leader”. Il percorso congressuale comincia con un appello alla partecipazione “e la promessa che questa partecipazione sarà reale, potrà aderire a questo percorso chi ha fiducia nel nostro progetto fino a quando si voterà all’interno dei circoli. Ho immaginato la data delle primarie il 12 marzo”.
– foto agenziafotogramma.it –
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La Russa “Governo qualificato, nessuna ambiguità su scelta atlantista”

ROMA (ITALPRESS) – La quadra voluta dalla premier Meloni “la trovo molto, molto forte e preparata. E’ un governo finalmente politico, con un presidente eletto dal popolo, con ministri importanti espressione dei partiti che hanno ricevuto il consenso dei cittadini e con l’aggiunta di alcuni tecnici spesso di area, che hanno già un rapporto con il mondo culturale di chi ha vinto le elezioni. Finalmente dopo anni e anni di governi improvvisati, o con esponenti anche altamente qualificati ma non espressione del voto popolare, c’è un governo qualificato espressione di quel voto. Se farà bene i cittadini lo premieranno, se farà male sapranno con chi prendersela”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in un’intervista a Il Settimanale PMI diretto da Claudio Brachino.
Sarà un governo che dura? “Spero e penso di sì. So che dovrà affrontare problemi che pochi governi hanno avuto, forse è un governo che dal dopoguerra non ha precedenti in quanto a difficoltà che si trova davanti. Lo sapevamo, da patrioti abbiamo accettato di competere per vincere queste elezioni, le abbiamo vinte e tocca al centrodestra al governo e alla maggioranza dare quelle risposte che i cittadini si aspettano. E’ una prova che fa tremare i polsi ma dalla quale non bisogna sottrarsi”, aggiunge.
Sulla tradizione atlantista italiana, La Russa sottolinea come “Meloni è stata chiara: chi vuole stare in questo governo lo può fare senza alcuna ambiguità nei confronti della scelta atlantista, della Nato e del sostegno all’Ucraina. Ha anche detto: o c’è questa scelta da parte di tutti i miei ministri o piuttosto non faccio il governo. Più chiaro di così non può essere quindi non c’è continuità, c’è un passo avanti”.
Quanto alla riforma del presidenzialismo, per la seconda carica dello Srato “si deve fare perchè è un impegno che abbiamo preso con i nostri elettori. Si farà nel confronto con tutte le forze politiche; si potrà usare il sistema della bicamerale, addirittura – se fosse necessario – votare una legge costituzionale che rinvia la scelta a un’assemblea costituente. Se invece non trovassimo una volontà vera di collaborare per scegliere la migliore riforma possibile assieme alle opposizioni a quel punto non ci fermeremmo e il sistema che la Costituzione ha previsto per essere modificata, ovvero l’articolo 138, potrebbe essere applicato con la maggioranza. Il nostro obiettivo è però quello di fare una riforma il più possibile condivisa con tutte le opposizioni o con quelle che ci staranno”.
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-foto agenziafotogramma.it-

Meloni a Stoltenberg “L’Alleanza Atlantica è indispensabile”

ROMA (ITALPRESS) – Colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Il presidente Meloni ha ribadito che l’Alleanza Atlantica è indispensabile per difendere la sicurezza e i valori comuni che caratterizzano l’identità occidentale.
Meloni ha riaffermato il pieno sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa e l’importanza, nell’ottica di un approccio globale, di rafforzare l’impegno della Nato nel contrasto alle minacce di diversa natura provenienti da tutte le direzioni strategiche, incluse le sfide del Sud. Il presidente Meloni ha formulato, infine, l’auspicio di poter incontrare presto e di persona il segretario generale Stoltenberg.
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-foto Palazzo Chigi-

Demopolis, il 44% degli italiani esprime fiducia in Giorgia Meloni

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ROMA (ITALPRESS) – Il 44% degli italiani esprime oggi fiducia in Giorgia Meloni: è il dato che emerge dal sondaggio realizzato dall’Istituto Demopolis, dopo la nascita del nuovo Governo. Il giudizio positivo nella Presidente del Consiglio risulta di 5 punti superiore rispetto al gradimento complessivo, il 39%, espresso dai cittadini sulla compagine di Ministri che compongono l’Esecutivo. Demopolis evidenzia una crescita della fiducia in Giorgia Meloni dal 18% del 2014 al 37% del 2021, sino al 44% odierno: 4 punti in più rispetto al dato rilevato a metà settembre dall’Istituto diretto da Pietro Vento. Emerge un netto dualismo, in termini di notorietà, nella composizione della squadra di Governo: 10 ministri risultano conosciuti da oltre due terzi degli italiani. Il podio lo conquistano Matteo Salvini (96%), Daniela Santanchè (85%) ed Antonio Tajani (84%). Molto noti – secondo i dati dell’Istituto Demopolis – risultano anche Elisabetta Casellati (81%), Giancarlo Giorgetti (80%), Guido Crosetto (76%), Anna Maria Bernini (75%), Roberto Calderoli (73%), Nello Musumeci (70%) e Raffaele Fitto (67%).

Abbastanza conosciuti, con percentuali comprese tra il 60 e il 40% sono anche Francesco Lollobrigida, Gennaro Sangiuliano, Adolfo Urso e Carlo Nordio. Gli altri 10 ministri (Abodi, Calderone, Ciriani, Locatelli, Piantedosi, Pichetto Fratin, Roccella, Schillaci, Valditara, Zangrillo) risultano invece, per il momento, noti a meno di un quinto dei cittadini. All’indomani della fiducia in Parlamento al nuovo Governo, Demopolis ha analizzato l’opinione degli italiani sul discorso alla Camera di Giorgia Meloni: l’intervento è giudicato positivamente dal 45%. Una valutazione di segno opposto è espressa dal 34%, mentre oltre un quinto degli intervistati non esprime un’opinione in merito. Da domani il nuovo Governo dovrà mettersi all’opera per dare delle risposte alle numerose attese dell’opinione pubblica. “Sono tre – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – i principali timori espressi oggi dagli italiani: al primo posto, indicato da oltre l’80%, l’aumento – non sostenibile da parte di famiglie e imprese – dei costi delle bollette di gas e dell’energia elettrica. Il 75% evidenzia la crescita dell’inflazione con la conseguente pesante riduzione del potere d’acquisto”. 6 italiani su 10 si dichiarano preoccupati per i possibili rischi di un’escalation nucleare della guerra tra Russia ed Ucraina. L’analisi è stata effettuata dall’Istituto Demopolis dal 25 al 26 ottobre su un campione nazionale di 2.000 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per aree geografiche di residenza, genere e fascia di età.

– foto ufficio stampa Demopolis –

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Mattarella “Enrico Mattei un costruttore della Repubblica”

ROMA (ITALPRESS) – “Enrico Mattei moriva sessant’anni fa in un incidente aereo sul quale grava l’ombra di un criminale attentato. Mattei fu un protagonista della costruzione della Repubblica. Componente del Comando Generale del Corpo Volontari della Libertà sfilò a Milano con gli altri comandanti alla testa del corteo che celebrava, il 6 maggio 1945, la liberazione della città dalle forze nazifasciste”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del sessantesimo anniversario della morte di Enrico Mattei.
“Fu uomo delle istituzioni, eletto Deputato al Parlamento dell’Italia democratica. Mattei mise a disposizione la sua esperienza di dirigente industriale dando impulso alla ricostruzione con una forza e una capacità di leadership che lo hanno reso una personalità simbolo della ripresa produttiva del Paese nel dopoguerra – aggiunge -. La sua visione fece del gruppo, che gli era stato affidato per liquidarlo, uno strumento rilevante di progresso del Paese e di definizione di un nuovo assetto nei rapporti internazionali, superando ogni tentazione neo-coloniale e puntando alla pari dignità tra i diversi attori, promuovendo e sostenendo le istanze di liberazione dei popoli”.
“L’Italia e l’Eni divennero così interpreti di un atteggiamento costruttivo di sostegno al processo di decolonizzazione in atto, come nel caso dell’Algeria, per accordi equi nell’interesse reciproco. L’idea di collaborazione, di cui Enrico Mattei fu portatore sul piano internazionale, ha recato grandi benefici all’Italia e, al tempo stesso, ha contribuito a consentire ai Paesi produttori di petrolio e gas di sottrarsi alla condizione di minorità in cui si trovavano – conclude Mattarella -. La sua azione ha contribuito a porre l’Italia al crocevia dei dialoghi di pace e cooperazione per lo sviluppo. Con coraggio ha proseguito nella sua opera, pur conoscendo bene quali poteri e quali interessi gli erano avversi. Il suo esempio e la sua figura appartengono a pieno titolo alla schiera dei costruttori della Repubblica”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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