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Renzi “Serve una politica estera autorevole e condivisa”

MILANO (ITALPRESS) – A livello internazionale “penso che sia una situazione molto difficile e molto seria perchè abbiamo tensioni sempre più forti in Ucraina, una situazione nel sud-est asiatico complessa, un crescente estremismo in Afghanistan, in Africa e in altri territori del pianeta, e perchè abbiamo un’Europa in cui la mancanza di leadership si fa sentire”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a margine del confronto con le imprese di Confcommercio a Palazzo Castiglioni a Milano.
“Del resto i nostri geni hanno mandato a casa Mario Draghi premiato come statista dell’anno, che volete che possiamo fare da questi populisti che puntano più al risultato elettorale che non al risultato del Paese?”, ha continuato Renzi, per il quale “l’unico leader forse oggi in Europa e nel mondo è Emmanuel Macron. A fronte di questo penso che qualunque governo verrà dovrà avere una politica estera autorevole e il più possibile condivisa e in questo senso pensare che Luigi Di Maio non sarà più ministro degli esteri è già un piccolo passo in avanti per il Paese”. (ITALPRESS).

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Salvini “Sì allo scostamento di bilancio, chi chiede tempo sbaglia”

ROMA (ITALPRESS) – “Scostamento di bilancio? Se noi non mettiamo i soldi necessari, che non chiede Salvini ma che chiede chi lavora si mettono a rischio fabbriche, lavoratori. Meglio mettere a debito 30 miliardi adesso per tenere aperte le fabbriche o non metterli adesso e fare debito? Secondo me è meglio avere 30 miliardi adesso”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Radio 24. “E’ un’emergenza da risolvere adesso – ha aggiunto – se la bolletta di luglio era pesante quella di settembre sarà ancora più pesante. Chi chiede tempo sbaglia, vale per Fdi e Pd, si deve fare adesso”.

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Meloni “Ottimista sulla tenuta della coalizione di centrodestra”

ROMA (ITALPRESS) – “Volutamente non sto parlando di ministeri e di squadra di governo, credo sia molto fuorviante parlarne adesso. Delle poltrone parliamo dopo, adesso voglio parlare di programmi”. Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a RaiNews24. “Sulla coalizione sono molto ottimista: è anche normale che ci sia stata qualche schermaglia in questa campagna elettorale, ma quello che per me conta è che sui grandi temi siamo tutti d’accordo. Poi ci possono essere delle sfumature, ma non credo che ci saranno problemi a trovare delle sintesi”.
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Silvana Sciarra nuovo presidente della Corte Costituzionale

ROMA (ITALPRESS) – La Corte costituzionale, riunita in camera di consiglio, ha eletto presidente la professoressa Silvana Sciarra. I voti favorevoli sono stati 8 su 15. La neopresidente rimarrà in carica fino all’11 novembre 2023, quando scadrà il mandato di nove anni di giudice costituzionale. Come primo atto da presidente, Silvana Sciarra ha confermato come vicepresidenti Daria de Pretis e Nicolò Zanon. Sciarra è la prima donna eletta giudice costituzionale dal Parlamento. Giuslavorista, originaria di Trani dove è nata 74 anni fa, è la seconda donna alla guida della Consulta a tre anni di distanza dall’esperienza di Marta Cartabia. Succede a Giuliano Amato, di cui è stata vicepresidente. “Penso che la sobrietà si addica alla comunicazione istituzionale, in particolare alla comunicazione della Corte. Dalla sobrietà – ha detto – l’istituzione acquista autorevolezza, e dev’essere accompagnata da trasparenza, indipendenza e collegialità. I terreni su cui la Corte si esercita, e che vanno coltivati ancora di più, riguardano la presenza attiva nelle associazioni delle Corti costituzionali europee e mondiali, il rapporto con le istituzioni, in particolare con il Parlamento, l’attenzione per i diritti della persona, la cura dei più fragili nell’ottica dell’inclusione, oltre che garantire condizioni carcerarie compatibili con il rispetto della persona”. Sul fronte della comunicazione la neopresidente ha affermato la volontà di “continuare sulla scia del lavoro fatto da Giuliano Amato di spiegare il nostro lavoro con una comunicazione immediata e tempestiva cercando di usare un linguaggio semplice”.
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Draghi a New York “Niente ambiguità sulle autocrazie, il nostro futuro è in gioco”

NEW YORK (ITALPRESS) – «La questione di come tratteremo le autocrazie definirà la nostra capacità di dare forma al nostrio futuro comune per molti anni a venire». A parlare è il premier Mario Draghi durante la serata di gala a New York della “Appeal of Conscience Foundation”, che gli ha conferito il “World Statesman Award” 2022.
«La soluzione – aggiunge – sta in una combinazione di franchezza, coerenza e impegno. Dobbiamo essere chiari ed espliciti sui valori fondanti delle nostre società. Mi riferisco alla nostra fede nella democrazia e nello Stato di diritto, al nostro rispetto dei diritti umani, al nostro impegno per la solidarietà globale».
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E’ morto l’ex ministro Dc Virginio Rognoni

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ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 98 anni, Virginio Rognoni, ex ministro della Dc. Nato a Corsico (Milano), già da giovane si distingue in attività antifasciste.
Aderisce e diventa un importante esponente della Democrazia Cristiana, venendo eletto a Pavia, dove è consigliere comunale dal 1960 al 1964 e vicesindaco nonché assessore all’urbanistica dal 1964 al 1967. Successivamente è approdato alla politica nazionale, venendo eletto deputato alla Camera per sette legislature (dal 1968 al 1994). È stato vicepresidente della Camera dei deputati dal 1976 al 1978.
Dopo le dimissioni di Francesco Cossiga da ministro dell’interno a seguito dell’assassinio di Aldo Moro, viene nominato al suo posto, restando in carica dal 1978 al 1983. In qualità di ministro affronta i difficili anni della lotta armata e della violenza terrorista (i cosiddetti anni di piombo). Sotto il suo dicastero si contano più di 200 organizzazioni terroristiche attive in Italia e nel 1979 si registrò la cifra record di 659 attentati.
E’ promotore insieme a Pio La Torre della legge 13 settembre 1982, n. 646, nota infatti con il nome di entrambi; la norma introduce il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso nel codice penale italiano e viene approvata dal Parlamento 10 giorni dopo l’assassinio per mano di mafia del generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, da Rognoni poco tempo prima nominato prefetto di Palermo.
Finita la sua esperienza di ministro diventa presidente del gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana alla Camera. Viene nominato ministro di grazia e giustizia nel secondo governo Craxi e nel sesto governo Fanfani (dal 17 aprile 1987 al 29 luglio 1987) e ministro della difesa nel sesto e settimo governo Andreotti (dal 26 luglio 1990 al 28 giugno 1992).
Dopo l’incarico di ministro della difesa seguono gli anni della fine del sistema dei partiti usciti dal dopoguerra, crisi scatenata dalle inchieste di Mani pulite e dal processo per mafia a Giulio Andreotti. Rognoni subisce gli effetti della rivoluzione politica degli anni novanta e, dopo l’ultima rielezione alla Camera nel 1992, termina la sua esperienza parlamentare.
Nel 1994 aderisce al nuovo Partito Popolare Italiano guidato da Mino Martinazzoli, ma la sua presenza nelle istituzioni di fatto si interrompe e solo nel 2002 l’ex ministro torna alla ribalta per la sua ultima esperienza istituzionale, quella di vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.
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Di Maio “M5s ha tradito, non esiste più”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho lasciato il M5S perchè l’avevo costruito intorno a due principi: tenerlo unito e portarlo al governo per cambiare il paese. Quando Conte ha fatto cadere il governo Draghi io non sono stato più d’accordo”. Io ho tradito? “Questo è quello che si vuole far passare, ma quando Conte ha fatto cadere il governo e oggi ci troviamo nel pieno della crisi energetica chi è che ha tradito gli italiani? Io non credo che si possa parlare di tradimento nel mio caso, il tradimento è di chi ha assicurato che il governo sarebbe arrivato fino alla fine per garantire una stabilità e invece l’ha fatto cadere”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, a Radio Anch’io su Rai Radio1. “Quello che era il M5S non esiste più e mi dispiace, è un partito in cui Conte candida il suo notaio e mette Di Battista nelle condizioni di non potersi candidare, non esiste più il MoVimento”, ha ribadito.
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Energia, Tajani “Meglio evitare razionamenti, basta egoismi sul price cap”

ROMA (ITALPRESS) – “Se si può evitare è meglio. Se si può fare in modo di risparmiare senza un’imposizione da parte dello Stato è più giusto”. Lo ha detto Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, commentando l’ipotesi di un razionamento energetico ad “Agorà” Su Rai3. “Mi auguro che l’Europa alla fine abbia coraggio di porre il tetto al prezzo del gas – ha aggiunto Tajani -. Bisogna avere il coraggio di farlo e superare gli egoismi internazionali”.
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