ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di dicembre 2021 il numero di somministrazioni di vaccino anti Covid-19 effettuate è stato di 14,5 milioni. Per il mese di gennaio 2022, alla luce dei risultati positivi fatti registrare dalle Regioni/Province autonome nel periodo delle festività natalizie e di fine anno, con punte di quasi 650 mila somministrazioni giornaliere, si potranno raggiungere i 15 milioni di somministrazioni. Lo rende noto la Struttura Commissariale per l’emergenza Covid-19.
Il fabbisogno di vaccini per il mese di gennaio verrà assicurato dalle dosi di Pfizer e Moderna nella disponibilità della Struttura Commissariale. Nel complesso, i quantitativi sono in grado di esprimere una potenzialità di 26 milioni di somministrazioni.
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Vaccino, a gennaio target 15 milioni di somministrazioni
Covid, Aiop “Pronti a sostenere le Regioni con le nostre strutture”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Aiop, come sempre, è pronta a mettere a disposizione le proprie strutture, su tutto il territorio italiano, per far fronte alla crescente richiesta di posti letto dovuta alla veloce avanzata della variante Omicron”. Lo dichiara la presidente di Aiop, l’Associazione nazionale ospedalità privata, Barbara Cittadini, che aggiunge: “La rete ospedaliera è in affanno a causa del forte aumento dei ricoveri da Covid-19, le percentuali dei posti letto occupati nei reparti di terapia intensiva e in area non critica sono cresciute in 8 Regioni in un solo giorno. Da oggi sono in zona gialla anche Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia. Una situazione complicata – continua Cittadini – con il tracciamento che è in gran parte saltato. Preoccupa, poi, l’impennata dei contagi tra gli operatori sanitari, il 210% in appena un mese, con l’82% di infermieri, come informa la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) rifacendosi ai numeri forniti dall’Istituto superiore di sanità”.
“Da parte nostra – ribadisce la presidente di Aiop – c’è la massima disponibilità per ragionamenti di sistema che servano ad evitare ulteriori provvedimenti in materia di restrizioni. Esiste il rischio concreto di ricavare gli spazi utili per i nuovi ricoveri togliendoli, però, a pazienti affetti da patologie non Covid, con la conseguenza di rinviare visite, interventi, screening e allungare ulteriormente le già infinite liste di attesa. Il Lazio, ad esempio, intende aprire alla sanità di diritto privato per sopperire alla carenza di posti letto e mi auguro si possa avviare al più presto una proficua collaborazione in tutta Italia”.
“Come componente privata del servizio pubblico stiamo lavorando sul territorio con molta attenzione – precisa la presidente di Aiop – grazie a una rete capillare di strutture e a professionisti qualificati, con l’obiettivo di garantire sempre il diritto alla salute dei cittadini. La sinergia con la componente di diritto pubblico del SSN resta fondamentale e il dialogo con le Regioni può senz’altro contribuire a migliorare l’intero sistema sanitario italiano”, conclude.
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Mascherine Ffp2, accordo per il prezzo calmierato nelle farmacie
ROMA (ITALPRESS) – La Struttura Commissariale per l’emergenza Covid-19, d’intesa con il ministero della Salute e sentito l’Ordine dei Farmacisti, ha raggiunto un accordo con FederFarma, AssoFarm e FarmacieUnite per la vendita delle mascherine Ffp2 a prezzo calmierato presso le farmacie aderenti. Il prezzo concordato è pari a 0,75 euro a mascherina.
La Struttura Commissariale rende noto che l’accordo sarà siglato a breve, e le adesioni saranno sottoscritte attraverso il sistema tessera sanitaria.
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Covid, Omicron possibile variante ponte per la fase endemica
“Credo che la variante Omicron possa essere la variante ponte per il passaggio dalla fase pandemica a quella endemica”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Francesco Le Foche, immunologo clinico del Policlinico Umberto I di Roma. “Il virus, replicando nelle prime vie aree, è molto più contagioso, ma arriva meno in profondità e quindi è meno patogenico. Per le persone che hanno ricevuto la terza dose e con un sistema immunitario sano, sviluppa sindromi clinicamente meno aggressive, tranne in casi molto rari”, spiega. “Credo che nel giro di due o tre mesi arriveremo, proprio grazie alla variante Omicron, al passaggio dalla fase pandemica a quella endemica, nella quale dovremo imparare a convivere con il virus non tralasciando comportamenti attenti e responsabili. Perché ciò avvenga è però necessario andare avanti con le vaccinazioni, immunizzando quante più persone possibile”. Comunque “è meno pericoloso soprattutto grazie alle vaccinazioni. Senza il vaccino, con la contagiosità così alta, si rischia di sovraccaricare il sistema sanitario in maniera insostenibile. Il vaccino è sicuro, non dà effetti collaterali importanti e protegge dai casi più gravi della malattia e in misura minore anche dal contagio. Se noi riusciamo ad arrivare in primavera avendo vaccinato il 93-95% della popolazione, allora potremo davvero entrare in una nuova fase in cui con le debite misure potremo convivere serenamente con il virus”. Sulla possibilità di allentare le misure in vigore, dice: “Credo che gradualmente ci potrà essere un allentamento, ma è troppo presto per dirlo. In questa fase punterei soprattutto sull’immunizzazione”.
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Covid, Fnopi “Provvedimenti certi per organico e qualità assistenza”
ROMA (ITALPRESS) – L’allarme per i contagi da Covid-19 si estende ora agli operatori sanitari che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, erano 4.142 il 2 dicembre 2021 e sono balzati a 12.870 (+210% in 30 giorni), il 2 gennaio triplicando i contagi. Di questi circa 7.160 sono infermieri. Per la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, “la prima cosa da fare è assicurarsi che tutti siano vaccinati, anche perchè l’evidenza mostra che i casi più gravi nelle terapie intensive, sono quasi tutti non vaccinati. Ma non basta. Tutti devono capire che vanno mantenute le misure di sicurezza che rallentano la diffusione del virus. Questo vale per tutti – aggiunge la Fnopi – ma per le istituzioni che programmano l’assistenza, in questo momento di vitale importanza, ribadiamo una ricetta semplice per non lasciare solo nessuno. Ricetta che a quanto pare, però, non vuole essere ascoltata e compresa. Chissà per quali ragioni, visto il ruolo determinante degli infermieri nella pandemia sotto gli occhi di tutti. Dopo averci definiti eroi, senza capire che quello è il nostro lavoro di tutti i giorni, dopo averci applauditi e premiati con bellissime parole, con pochi passi sarebbe ora di passare ai fatti, per rendere più forte, sicura e di qualità l’assistenza”.
“Tre sono i passi a breve, medio e lungo termine – spiega la Fnopi – per dare forza all’assistenza: eliminare lacci e lacciuoli di una burocrazia barricata dietro il muro dell’incompatibilità che bisognerebbe abbattere per far fronte alla carenza, gravissima, di professionisti, che non consente oggi di mettere a disposizione dell’assistenza almeno 600mila ore a settimana in più di assistenza infermieristica, vitale per il territorio, i pazienti Covid, ma soprattutto per i non Covid, che si sono trovati soli nella pandemia. Il secondo e il terzo passo sono per il medio e lungo periodo – prosegue la Federazione – e riguardano la necessaria formazione di più operatori, soprattutto specializzati prevedendo una formazione con sbocchi anche clinici determinati dalle esigenze delle persone, per garantire la qualità dell’assistenza: infermiere di famiglia e comunità, infermiere scolastico, infermiere per la non autosufficienza, per le cure palliative, per l’assistenza agli anziani, per i cronici che ne hanno bisogno per la loro vita di tutti i giorni e così via. Serve che siano aumentati, gradualmente, i posti a bando nelle Università per gli infermieri e che per farlo sia previsto anche di aumentare il numero di docenti-infermieri in grado di garantire la giusta formazione di qualità”.
“Sono cose che avevamo chiesto di inserire nella legge di Bilancio 2022, che non avrebbero creato difficoltà al sistema, ma nessuno ha voluto ascoltare, tranne i senatori di maggioranza e opposizione, che gli oltre 456mila infermieri iscritti agli albi (il 60% circa del personale sanitario del Ssn) ringraziano per aver presentato gli emendamenti, caduti poi nel nulla. Infine – aggiunge la Fnopi – un riconoscimento nei fatti e non a parole per chi non ha lasciato mai solo nessuno e ancora oggi come sempre, rischia la propria salute per mettere in primo piano quella delle persone: l’indennità di specificità infermieristica, già finanziata nella legge di Bilancio 2021 e quindi senza bisogno di ulteriori oneri, che è stata agganciata a un contratto la cui applicazione definitiva non è certo imminente. Anche per questo avevamo sostenuto un emendamento che avrebbe consentito di assegnare l’indennità, già percepita dalla dirigenza sanitaria a inizio 2021, con cui chi sta lavorando ormai da due anni senza sosta avrebbe potuto, almeno in via transitoria e lasciandone la regolamentazione definitiva al contratto come prevede la norma, avere un minimo riconoscimento tangibile”.
“Tutto ciò – conclude la Federazione degli infermieri – senza alcuna invasione di campo, nè togliendo nulla ad altre professioni. Dobbiamo lavorare tutti insieme, senza gerarchizzazioni e divisioni, per il bene dei cittadini e dei pazienti. Lo tenga presente chi deve programmare, altrimenti a farne le spese sarà per prima proprio la loro salute. E a loro si dovrà rendere conto”.
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Reale Group, Regione Piemonte e Asl insieme per la campagna vaccinale
ROMA (ITALPRESS) – Reale Group, in collaborazione con l’ASL Città di Torino, partecipa nuovamente alla campagna vaccinale mettendo a disposizione del territorio l’esperienza maturata nel 2021, presso il Reale Hub CV-19, e fornendo il proprio supporto per l’assistenza e accoglienza degli utenti che si recheranno all’Hub Vaccinale del Sermig, allestito nei locali dell’Arsenale della Pace, a Torino.
Tramite Reale Foundation, Reale Group mette nuovamente in campo i propri volontari per contribuire agli sforzi vaccinali del Paese.
“Il Piemonte è una regione fortunata, che accanto all’eccellenza e alla dedizione dei suoi operatori sanitari può contare sullo straordinario supporto del suo tessuto imprenditoriale, al nostro fianco fin dall’inizio di questa difficile pandemia, come ha fatto Reale Mutua, insieme ad altre importanti realtà piemontesi esempio virtuoso di responsabilità sociale – hanno sottolineato Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte e Luigi Genesio Icardi, Assessore alla Sanità -. Di questo supporto prezioso siamo molto grati”.
“Dopo la positiva esperienza del Reale Hub CV-19, continua la collaborazione con Reale Group – ha affermato Carlo Picco, Direttore Generale dell’ASL Città di Torino – Esprimo sincera gratitudine a Reale Foundation per l’impegno profuso nella campagna vaccinale e per la disponibilità dei suoi volontari nella gestione della delicata fase dell’accoglienza dei cittadini nell’Hub Vaccinale Sermig – Arsenale della Pace”.
“Oggi, con grande orgoglio, ci rimettiamo a disposizione della Città di Torino e della Regione Piemonte – ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Group – L’esperienza del Reale Hub CV-19 ci ha insegnato che pubblico e privato possono collaborare per il bene comune e siamo certi che questa nuova avventura confermerà l’efficacia della partnership”.
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Covid, oltre 126 mila nuovi casi e 156 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Si registra un nuovo record dei casi di positività al Covid. Il numero dei nuovi contagiati in Italia, secondo il bollettino del ministero della Salute, tocca quota 126.888, con un altrettanto numero record di tamponi processati, 1.150.352 determinando un tasso di positività dell’11%. I decessi sono 156 (+20 rispetto al 29 dicembre).
Il bollettino segna anche 22.246 guariti, e una crescita di 104.598 attualmente positivi, portando il totale a 779.463. Tra i dati in salita quello dei ricoveri nei reparti ordinari, 10.866 (+288) e delle terapie intensive, 1.226 (+45) con 134 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 767.371 persone. La Lombardia anche oggi risulta prima regione per numero di contagi (39.152), seguita da Piemonte (11.515) e Campania (11.492).
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Inviato “Le Iene” gira spot per la donazione organi al Crt Sicilia
PALERMO (ITALPRESS) – Uno spot per ricordare l’importanza di dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi. L’inviato de “Le Iene” Gaetano Pecoraro è il protagonista della campagna di fine anno del CRT Sicilia che riprende il claim della campagna nazionale “Donare è una scelta naturale” promossa dal ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti.
“Qui al Centro Regionale Trapianti della Sicilia – dice la ‘Ienà palermitana nello spot girato al CRT- si incrociano storie di dolore e di speranza, e gli operatori del Coordinamento operativo lottano contro il tempo per salvare le tante vite in attesa di trapianto. La donazione di organi è una scelta naturale e un “Si” può fare la differenza. Ricordati di firmare la tua dichiarazione di volontà”.
Nel video, accanto a Pecoraro, compaiono il Coordinatore Regionale del CRT, Giorgio Battaglia, e la responsabile del Coordinamento operativo, Bruna Piazza.
“Innanzitutto ringrazio Gaetano Pecoraro per la sensibilità e il sostegno al CRT. I buoni risultati raggiunti quest’anno, che presenteremo nelle prossime settimane, testimoniano la necessità di continuare a promuovere la cultura della donazione con campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini” commenta Battaglia.
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