ROMA (ITALPRESS) – Il Cts dell’Aifa ha autorizzato due antivirali – molnupiravir e remdesivir – per il trattamento di pazienti non ospedalizzati per Covid-19 con malattia lieve-moderata di recente insorgenza e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid-19 grave. Il molnupiravir è un antivirale orale (autorizzato per una distribuzione in condizioni di emergenza con Decreto del ministero della Salute del 26 novembre 2021) il cui utilizzo è indicato entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. La durata del trattamento, che consiste nell’assunzione di 4 compresse (da 200 mg) 2 volte al giorno, è di 5 giorni.
La determinazione Aifa relativa alle modalità di utilizzo è stata pubblicata il 29 dicembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale ed è efficace dal 30 dicembre. Il molnupiravir sarà distribuito da parte della Struttura Commissariale alle Regioni dal 4 gennaio e per la sua prescrizione è previsto l’utilizzo di un Registro di monitoraggio che sarà presto accessibile online sul sito dell’Agenzia. Per remdesivir è stata recentemente autorizzata da EMA un’estensione di indicazione relativa al trattamento dei soggetti non in ossigeno-terapia ad alto rischio di Covid-19 grave e il farmaco può essere utilizzato fino a 7 giorni dall’insorgenza dei sintomi. La durata del trattamento, che consiste in una somministrazione endovenosa, è di 3 giorni. Anche per questa nuova indicazione è previsto l’utilizzo di un Registro di monitoraggio che è accessibile sul sito dell’Agenzia dal 30 dicembre 2021.
(ITALPRESS).
Covid, dal 4 gennaio pillola antivirale distribuita alle Regioni
Covid, 98.020 nuovi casi e 136 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sfiorati i 100 mila casi Covid in Italia nelle ultime 24 ore. I nuovi contagiati sono 98.020, il numero più alto mai registrato nel Paese dall’inizio della pandemia. Più di un milione i tamponi processati, per la precisione 1.029.429 con un tasso di positività che sale al 9,52%. I morti sono 136, in calo rispetto ai 202 registrati nelle 24 ore precedenti.
Incremento record degli attualmente positivi, 76.009 in più e che porta ad un numero complessivo di 674.865. Per quanto riguarda gli ospedali, nei reparti ordinari si evidenzia una crescita, dai 10.089 delle 24 ore precedenti ai 10.578 di oggi. Salgono anche i numeri nelle terapie intensive, sono 1.185 i degenti ricoverati (+59) con 126 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 663.102 persone. La Lombardia anche oggi risulta prima regione per numero di contagi (32.696), seguita da Campania (9.802) e Piemonte (9.671).
(ITALPRESS).
Covid, in un mese +117% contagi per gli operatori sanitari
ROMA (ITALPRESS) – In un solo mese gli operatori sanitari positivi sono aumentati del 117% e di questi l’82% sono infermieri. Si è passati infatti dai 3.684 del 28 novembre agli 8.001 del 28 dicembre il che si traduce in un aumento di oltre 3.500 infermieri in più, una media superiore ai 100 al giorno, ma con picchi anche fino a 7-800 – che hanno contratto il virus in un solo mese. Lo rende noto la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche.
Tuttavia, la terza dose ha i suoi effetti: nella popolazione generale, infatti, dove non è ancora diffusa capillarmente la crescita percentuale dei contagi nello stesso periodo è stata del 222%, circa doppia rispetto agli operatori sanitari che ormai hanno ricevuto quasi tutti la dose booster. I vaccini funzionano quindi e sono un’arma essenziale contro la pandemia, grazie ala quale ormai non registriamo da mesi (dall’inizio del 2021) casi gravi o decessi, fermi ai 90 del 2020.
“Ma non si può lasciare l’assistenza al caso – sottolinea la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – e se già prima della pandemia la carenza di infermieri era di oltre 60mila unità, con la pandemia si è evidenziato un fabbisogno dei nostri professionisti che importanti centri di ricerca, Università e la stessa Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari, quantificano da quasi 80mila a oltre 100mila”.
“Nella manovra di Bilancio però – incalza FNOPI – gli infermieri non compaiono e nessuno si sta curando di dare soluzione nel breve termine a un’assenza determinante non solo per i pazienti Covid che proprio per le nuove caratteristiche del contagio possono essere in gran parte assistiti a domicilio, ma anche per i non-Covid che devono necessariamente essere assistiti a casa e che non trovavano già prima gli infermieri necessari a farlo e ora vedono solo un netto peggioramento della loro condizione”.
“E’ ora di sganciarsi dai vecchi modelli – continua FNOPI – su cui nessuno più a livello internazionale fa conto e di aprire davvero una stagione di riforme che veda una programmazione della formazione infermieristica in grado a medio e lungo termine di coprire le carenze evidenti e lo faccia con la qualità necessaria di infermieri specializzati e formati da docenti che siano della stessa professione”.
“In questo senso – spiega la Federazione – andava un emendamento segnalato, ma poi sparito dalla legge di Bilancio che prevedeva con costi minimi (2 milioni per il 2022 e poco di più per gli anni successivi) l’immissione in ruolo di un certo numero di infermieri già abilitati alla docenza e che avrebbero consentito, con la giusta programmazione dei posti a bando, di formare secondo parametri di qualità i professionisti necessari per colmare la carenza”.
“A breve termine, invece – continua -, (perchè Covid è ora) è necessario dare spazio a misure che consentano ai nostri professionisti di essere sburocratizzati da lacci e lacciuoli che ormai non hanno senso, come il vincolo dell’esclusiva che limita lo spazio di azione di chi già è in servizio, penalizzando e riducendo fortemente l’assistenza ai cittadini”.
“Magari, intanto – aggiunge -, anche con un segnale di vera attenzione a una categoria che ha registrato da inizio pandemia decine di morti e quasi 130mila contagi, consentendo subito l’assegnazione di quell’indennità infermieristica già prevista e finanziata nella manovra di Bilancio 2021 e quindi a costo zero, ma mai assegnata perchè ancora una volta legata alla burocrazia di un contratto che per il suo iter, anche fosse firmato domani, cosa del tutto improbabile se non impossibili, dovrà attendere ancora mesi per essere applicato, mentre la pandemia non aspetta e i nostri professionisti per questo non si tirano davvero indietro e non hanno mai lasciato solo nessuno”.
“Chiediamo – conclude la Federazione degli ordini degli infermieri – maggiore attenzione dal Governo, che ascolti il Parlamento che con una serie di emendamenti ‘dimenticatì alla legge di Bilancio 2022 avevano indicato una strada corretta e siamo disponibili a un confronto immediato e a lavorare insieme per trovare subito le soluzioni necessarie a evitare che la situazione si trasformi in un vero e proprio allarme sociale”.
(ITALPRESS).
Raggiunto il picco di vaccinazioni, 619 mila in un giorno
ROMA (ITALPRESS) – La campagna vaccinale nazionale accelera, facendo registrare, nella giornata di ieri oltre 619 mila somministrazioni, dopo le 583 mila di lunedì. In particolare, ieri sono state inoculate 57 mila prime dosi, 34 mila delle quali in favore di bambini di età fra i 5 e gli 11 anni, mentre i richiami hanno superato quota 520 mila. Lo sottolinea in una nota la struttura commissariale all’emergenza coronavirus, guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo.
(ITALPRESS).
Covid, dopo 100 settimane cambia anche il modo di parlare
ROMA (ITALPRESS) – Cento settimane di coronavirus in Italia. Tutto iniziò il 30 gennaio 2020 a Roma con il caso dei due turisti cinesi trovati positivi. Da allora il nostro vocabolario si è concentrato sull’uso delle parole positivo, mascherina, vaccino, smart working e zona geografica colorata in base all’andamento dei contagi e dei ricoveri. A raccontarlo è Filippo Poletti, giornalista e top voice di LinkedIn, nel libro “Grammatica del nuovo mondo” che alfabeticamente elenca 50 termini chiave dei nostri giorni, sottolineando l’evoluzione del linguaggio ai tempi della pandemia. Dopo la scoperta dei casi dei turisti cinesi, nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 febbraio 2020 si diffuse la notizia del focolaio di Codogno legato alla vicenda di Mattia Maestri. “La sorte – nota Poletti – ha voluto che due eventi cruciali nella storia del coronavirus siano accaduti di giovedì, rispettivamente giovedì 30 gennaio 2020 e giovedì 20 febbraio 2020. Sempre di giovedì, il 30 dicembre 2021, ricorreranno le prime 100 settimane di coronavirus”.
Il contagio ha rivoluzionato il nostro modo di parlare: l’aggettivo positivo ha assunto un’accezione negativa, mettendo tra parentesi il pensiero positivo. Alcune espressioni hanno acquisito nuovi significati: legate fino al 2019 all’inchiesta giudiziaria di cui all’inizio del 2022 ricorrerà il trentennale, dal 2020 le mani pulite sono associate alle raccomandazioni pubbliche di carattere igienico-sanitario. E’ il caso anche di RT, sigla che sta per retweet su Twitter e oggi utilizzata per indicare l’indice di trasmissibilità. Il coronavirus ha colorato l’Italia in zona rossa, arancione, gialla e bianca, diffondendo lemmi come mascherina e smart working: “Il dizionario del nuovo mondo è in continua evoluzione – commenta il giornalista – e negli ultimi mesi si è polarizzato sulla contrapposizione tra no vax e sì sì sì vax. Questo braccio di ferro lessicale evidenzia la profonda spaccatura presente nella popolazione”. Di fronte al coronavirus la tentazione della rimozione è fortissima: tuttavia, come insegna la psicanali-si, ciò che rimuoviamo ritorna e chiede il conto. E’ possibile voltare pagina solo dopo aver riletto le 100 settimane che abbiamo vissuto: “Per affrontare il 2022 – conclude Poletti nella ‘Grammatica del nuovo mondò – è necessario riflettere sulle parole legate al coronavirus, perchè l’uomo capace di giudizio è colui che ha una bussola per orientarsi”.
(ITALPRESS).
Covid, oltre 78mila nuovi casi mai così tanti da inizio pandemia
ROMA (ITALPRESS) – Nuovo record dei casi Covid in Italia.
Il numero dei nuovi positivi, secondo i dati del ministero della Salute, sale a 78.313, mai così tanti da inizio pandemia.
Altrettanto numero record per i tamponi processati, 1.043.677, che determina un tasso di positività in discesa al 7,53%.
Salgono a quota 202 i decessi dai 142 di ieri. I guariti sono 16.746 mentre per gli attualmente positivi si evidenzia un incremento di 61.352 unità raggiungendo il numero totale di 598.856. Sul fronte ospedaliero, nei reparti ordinari si registra ancora un nuovo aumento, dai 9.723 delle 24 ore precedenti ai 10.089 di oggi. Più contenuta la crescita nelle terapie intensive, dove si trovano attualmente 1.126 degenti (+19) con 119 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 587.622 persone. La Lombardia si conferma prima regione per numero di contagi (28.795), seguita da Campania (7.181) e Veneto (7.403).
(ITALPRESS).
Doppio trapianto fegato-polmoni per un 16enne
ROMA (ITALPRESS) – Doppio trapianto di fegato e polmoni per un 16enne malato di fibrosi cistica al Bambino Gesù di Roma. Maratona di 22 ore con diverse èquipe chirurgiche per l’intervento salvavita avvenuto ad ottobre. A Napoli la sua famiglia lo ha festeggiato con i fuochi d’artificio.
L’adolescente era affetto da Fibrosi cistica, una malattia genetica che colpisce i polmoni e meno frequentemente, come è invece accaduto a lui, altri organi come il fegato e il pancreas. Quando la malattia si aggrava, il trapianto di uno o più organi coinvolti è l’unica cura possibile.
Seguito presso il Centro Fibrosi Cistica di Napoli dal 2016, a causa del progressivo peggioramento delle sue condizioni, è stato preso in carico dal Centro Fibrosi Cistica del Bambino Gesù in vista di un programma di trapianto. Poichè la malattia aveva provocato una grave insufficienza respiratoria e danneggiato gravemente anche il fegato, il ragazzo è stato inserito lo scorso marzo nella lista di attesa per un trapianto combinato di polmoni e fegato. Una delle principali complessità di questo tipo di intervento è la scarsa disponibilità di donatori che abbiano caratteristiche immunologiche e dimensionali degli organi tali da permettere il prelievo contemporaneo di polmoni e fegato.
L’attesa del trapianto per il sedicenne in cura al Bambino Gesù è stata pertanto lunga, con un progressivo peggioramento delle sue condizioni respiratorie che hanno portato, alla fine di settembre, ad un ricovero urgente in terapia intensiva, con necessità di intubazione e ventilazione meccanica.
«Oggi posso dire che i miracoli esistono – commenta la mamma del ragazzo -. A Natale 2020 iniziavamo il percorso al Bambino Gesù con l’unica, ma incerta, prospettiva di un trapianto per salvare la vita di mio figlio. Averlo oggi a casa con me è il regalo di Natale più grande e inaspettato. Desidero ringraziare tutti i medici e gli operatori del Bambino Gesù per la loro professionalità e umanità e, soprattutto, per aver creduto con noi, e a volte più di noi, che mio figlio potesse tornare a vivere». «Nessuno dei risultati eccezionali conseguiti e di cui siamo davvero fieri – sottolinea Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù – sarebbe mai possibile senza la generosità dei donatori e delle loro famiglie, chiamati alla più altruistica delle scelte nel momento più profondo della sofferenza personale. La loro disponibilità è l’elemento indispensabile per l’attività di trapianto di organi che in Italia ogni anno cura più di 3000 pazienti».
(ITALPRESS).
Manovra, Fnopi “Allarme carenza e formazione, infermieri dimenticati”
ROMA (ITALPRESS) – “Gli unici due emendamenti che abbiamo sostenuto alla legge di Bilancio 2022 e che fino in fondo sono stati portati avanti da senatori della maggioranza e dell’opposizione che ringraziamo, per poi sparire però nel nulla, riguardavano l’assegnazione-ponte, in attesa del contratto, di quell’indennità di specificità infermieristica promessa e finanziata nella legge di Bilancio dello scorso anno, ma mai assegnata ai professionisti e la possibilità di aumentare il numero di docenti-infermieri nelle università (oggi ce n’è uno ogni 1.350 studenti contro uno ogni sei di altre discipline) per poter poi incrementare con la giusta qualità il numero di infermieri la cui carenza è ormai un allarme sotto gli occhi di tutti”. Lo afferma in una nota la Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (FNOPI).
“Anche la Commissione Ue nel suo “State oh Health in the EU”, nel profilo della Sanità 2021 dell’Italia appena pubblicato, lancia l’allarme e sottolinea un dato purtroppo ben noto durante la pandemia e anche prima, ma che, a quanto pare, ha lasciato indifferente la politica che non è intervenuta nella legge di Bilancio 2022 in alcun modo per tentare di risolvere la situazione”, sottolinea la FNOPI.
“L’Italia impiega meno infermieri rispetto a quasi tutti i paesi dell’Europa occidentale e il loro numero (6,2 per 1 000 abitanti) è inferiore del 25 % alla media UE. Vista la diminuzione del numero di infermieri laureati dal 2014, le carenze di personale in questo settore sono destinate ad aggravarsi in futuro – prosegue la Federazione -. La Commissione Europea sottolinea anche che nel nostro Paese Il numero totale di medici è leggermente superiore alla media UE: 4,1 rispetto ai 3,9 per 1 000 abitanti del 2019, anche se osserva un calo del numero di medici che esercitano negli ospedali pubblici e in qualità di medici di base che nel tempo potrebbe essere un problema, se non fosse che già nella stessa manovra di Bilancio 2022 la politica ha già iniziato a prendere le misure necessarie (come l’aumento del numero di specializzazioni disponibili) per risolvere in tempi brevi la situazione”.
“Infermieri dimenticati, quindi, nonostante sempre il Report della Commissione UE sottolinei che “nel maggio 2020 l’Italia ha introdotto il profilo dell’infermiere di famiglia e di comunità, ossia una nuova tipologia di infermiere dotato di competenze avanzate, che contribuisse a potenziare il ruolo dell’assistenza domiciliare e a sostenere l’attività delle USCA. Il governo – prosegue la Commissione – ha stanziato 480 milioni di euro per assumere circa 9 600 infermieri nel corso del 2021”. Che però secondo il dato emerso nelle prime bozze della revisione dell’assistenza sul territorio (il cosiddetto “DM 71″) e nei calcoli dell’Agenzia nazionale dei servizi sanitari (Agenas) non bastano: ce ne vogliono almeno uno ogni 2-3.000 abitanti, cioè circa 20-30mila in più, ma anche dei 9.600 già previsti, sempre secondo Agenas, non se ne sono trovati oltre 3mila”.
“Carenza evidente, carenza annunciata, carenza a cui alcuni emendamenti (praticamente privi di costi) presentati alla legge di Bilancio avrebbero iniziato a dare soluzioni, se non fossero spariti nel nulla. Nulla di fatto quindi e nessuna considerazione nemmeno delle più banali – sottolinea la FNOPI – e nessun tipo di apertura a una categoria di professionisti di cui a quanto pare i servizi sanitari non possono fare a meno, ma che in questo modo davvero non hanno alcun incentivo per mantenere il livello di impegno avuto finora nonostante le decine di morti e gli oltre 128mila contagiati da inizio pandemia, se non quello della propria responsabilità e della propria volontà di vicinanza con i cittadini che non lasceremo mai soli. Nè c’è alcun accenno a una soluzione che non ricorra al precariato per il periodo precedente a quando gli infermieri necessari a colmare la carenza potranno essere formati, nonostante le proposte da tempo avanzate dalla Federazione. Tutto ha un limite però. E tutto questo segna un brutto episodio – conclude la FNOPI – per la professione infermieristica, un brutto segnale che non è passato e non passerà inosservato davvero nemmeno a chi finora ha contato per la sua salute sugli infermieri”.
(ITALPRESS).









