BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole in merito a 2 cure contro la Covid-19, Ronapreve e Regkirona, che la Commissione ha individuato come strumenti terapeutici promettenti nel quadro della strategia dell’UE sugli strumenti terapeutici contro la Covid-19. Entrambe le cure, a base di anticorpi monoclonali antivirali, sono destinate a essere utilizzate nelle fasi iniziali dell’infezione. “Con l’aumento delle infezioni da COVID-19 in quasi tutti gli Stati membri è rassicurante constatare che molte cure promettenti sono in fase di sviluppo nel quadro della nostra strategia sugli strumenti terapeutici contro la Covid-19. Oggi compiamo un importante passo avanti verso il nostro obiettivo di autorizzare fino a 5 nuove cure nell’UE entro la fine dell’anno”, afferma Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la Sicurezza alimentare.
“La vaccinazione resta lo strumento principale per combattere la Covid-19 e proteggere dalle infezioni, dai ricoveri ospedalieri, dalla perdita di vite umane e dalle conseguenze a lungo termine della malattia – aggiunge Kyriakides -. Anche se il tasso di vaccinazione nell’UE è tra i più elevati al mondo, le persone continueranno ad ammalarsi e avranno bisogno di cure sicure ed efficaci per combattere l’infezione e migliorare le prospettive non solo di una più rapida guarigione, ma anche di sopravvivenza.
Nel quadro della nostra strategia sugli strumenti terapeutici sosteniamo anche gli Stati membri affinchè abbiano accesso a nuovi medicinali attraverso le aggiudicazioni congiunte dell’Ue. Finora sono già stati conclusi 2 accordi sull’aggiudicazione e sono in corso negoziati per ulteriori strumenti terapeutici contro la Covid-19 in fase di valutazione presso l’EMA. Gli Stati membri possono già fare ricorso all’accordo concluso per l’acquisto di 55.000 dosi di Ronapreve”.
“Attualmente – dice ancora Kyriakides – l’Ema sta valutando altri 6 medicinali che potrebbero presto ottenere l’autorizzazione, a condizione che i dati definitivi ne dimostrino la sicurezza, la qualità e l’efficacia. Questo rapido progresso nel quadro della nostra ambiziosa strategia sugli strumenti terapeutici è la dimostrazione di ciò che un’Unione europea della salute forte è in grado di realizzare. La progressione della pandemia in tutta l’UE dimostra quanto la situazione sia ancora fragile e quanto sia importante che i pazienti affetti da Covid-19 abbiano accesso a cure sicure ed efficaci, ma – conclude – dimostra ancor di più che dobbiamo portare avanti la campagna di vaccinazione, soprattutto negli Stati membri con tassi di vaccinazione più bassi. La vaccinazione è l’unica soluzione preventiva per uscire dalla crisi”.
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Covid, via libera Ema a due nuovi strumenti terapeutici
Durante la pandemia un diabetico su 4 non ha controllato l’emoglobina
ROMA (ITALPRESS) – Non è rassicurante il dato sul controllo dell’emoglobina glicata nei pazienti diabetici. Secondo i dati del sistema di sorveglianza PASSI coordinato dall’ISS in collaborazione con le Regioni, nel quadriennio 2017-2020, infatti, solo un paziente su tre (34%) riferisce di aver controllato l’emoglobina glicata nei 4 mesi precedenti l’intervista, il 29% lo ha fatto da più di 4 ma meno di 12 mesi, gli altri non lo hanno fatto o lo hanno fatto da oltre 12 mesi (14%) e non conoscono questo esame (23%). I dati sono diffusi in occasione della Giornata mondiale del diabete, il 14 novembre. L’analisi temporale sugli ultimi 10 anni mostra un peggioramento di questi dati e mette in luce con evidenza l’impatto indiretto della pandemia anche nella gestione dei pazienti diabetici.
Risulta infatti che nel 2020 c’è un aumento significativo (dal 15% del 2019 al 25%) di pazienti diabetici che riferiscono di non aver fatto il controllo dell’emoglobina glicata o di averlo fatto da oltre 1 anno, fra coloro che sono consapevoli e conoscono l’importanza di questo esame. E’ possibile dunque che l’emergenza sanitaria legata alla pandemia si sia tradotta in maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari o abbia indotto le persone a rinunciare a fare i controlli.
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue, dovuta a un’inadeguata (o assente) produzione dell’ormone insulina (diabete di tipo 1) o di una scarsa capacità dei tessuti di utilizzare l’insulina stessa (diabete di tipo 2). L’insulina è l’ormone, prodotto dal pancreas, che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel sangue. Se l’iperglicemia non viene tenuta sotto controllo, il diabete progredisce e nel lungo termine può creare serie complicanze a tutti gli organi: cuore, cervello e vasi, nervi periferici, reni, occhi, piede.
Il Diabete tipo 2 è la forma più comune di questa malattia (coinvolge circa il 90% dei pazienti diabetici). In genere, si manifesta dopo i 30-40 anni, a differenza del diabete di tipo 1 che ha un esordio nell’infanzia o in adolescenza. Il Diabete tipo 2 può decorrere in modo silente anche senza sintomi per molti anni perchè l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e la diagnosi è spesso tardiva (all’esordio di sintomi significativi) o casuale (fatta nel corso di controlli routinari, in assenza di sintomi). Si stima infatti che solo una persona su tre sia consapevole di essere affetta dalla malattia.
Il diabete di tipo 2 è associato, oltre alla familiarità, a fattori di rischio modificabili come sedentarietà, sovrappeso e l’obesità. Una corretta alimentazione, l’attività fisica e il controllo del peso corporeo non solo contribuirebbero al controllo dei valori di glucosio nel sangue, e più in generale al controllo metabolico (dei lipidi plasmatici e della pressione arteriosa) nei soggetti diabetici e sarebbero in grado di prevenire o ritardare le complicanze croniche del diabete, ma potrebbero prevenire l’insorgenza della malattia stessa.
Il sistema di sorveglianza PASSI (dedicato alla popolazione di 18-69 anni), coordinato dall’ISS, in collaborazione con le Regioni, e condotto sul territorio dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie locali (ASL), da oltre 10 anni raccoglie, su base campionaria e in maniera continua, informazioni su salute e fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza di malattie croniche non trasmissibili della popolazione generale residente in Italia.
I dati raccolti consentono di ottenere, fra le altre cose, stime di prevalenza delle principali patologie croniche (riferite come diagnosi mediche ricevute dal campione di intervistati). Fra le patologie indagate vi è anche il diabete per il quale si dispone anche di informazioni specifiche sul controllo e sulla terapia farmacologica. Non è possibile distinguere fra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2, tuttavia, poichè il 90% dei pazienti diabetici è affetto da diabete di tipo 2, il campione di pazienti diabetici intercettato con PASSI può considerarsi ben rappresentativo della popolazione che ha ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2.
Nel quadriennio 2017-2020 (su un campione di 111mila persone) circa il 5% della popolazione adulta fra 18 e 69 anni riferisce una diagnosi di diabete.
Questa stima cresce con l’età (dal 2% prima dei 50 anni raggiunge il 9% fra 50-69 anni), è più frequente fra gli uomini (5,3% vs 4,1% fra le donne) e disegna un gradiente sociale importante a sfavore delle persone socio-economicamente più svantaggiate, per molte difficoltà economiche (8% vs 3.4% fra chi non ne ha) o bassa istruzione (16% fra le persone con al più la licenza elementare vs 2% fra i laureati) e anche un gradiente geografico a sfavore dei residenti nelle regioni meridionali (5.7% al Sud-isole vs 3.8% al Nord).
Ipertensione, ipercolesterolemia, eccesso ponderale e sedentarietà si associano significativamente al diabete: fra le persone con diagnosi di diabete il 52% riferisce anche una diagnosi di ipertensione (vs 18% fra le persone senza diabete), il 43% una diagnosi di ipercolesterolemia (vs 21%), il 71% è in eccesso ponderale (vs 41%), il 49% è completamente sedentario (vs 36%), e peraltro il 23% continua ad essere un fumatore abituale.
L’emoglobina è una proteina presente all’interno dei globuli rossi ed è deputata al trasporto dell’ossigeno dai polmoni a tutto il corpo. Il glucosio circolante nel sangue si può legare all’emoglobina dei globuli rossi formando così molecole di emoglobina glicata (o glicosilata). Se sono presenti elevati livelli di glucosio nel sangue, si forma più emoglobina glicata. Per questa ragione il dosaggio dell’emoglobina glicata è un buon indicatore clinico per monitorare il controllo glicemico nel tempo e l’efficacia della cura del diabete; il suo valore offre, con notevole attendibilità, un’indicazione della glicemia media degli ultimi 3 mesi e permette quindi di valutare se la terapia in corso è adeguata ed è riuscita a controllare la malattia in modo ottimale o meno. Nei soggetti diabetici, l’emoglobina glicata andrebbe quindi regolarmente controllata ogni 3-4 mesi.
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Covid, incidenza settimanale e Rt in salita
ROMA (ITALPRESS) – L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 78 per 100mila abitanti (05/11/2021-11/11/2021) rispetto ai 53 per 100mila abitanti (29/10/2021-04/11/2021). E’ quanto emerge dai dati sul Covid-19 della cabina di regia, resi noti dall’Istituto Speriore di Sanità.
Nel periodo 20 ottobre – 2 novembre l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,21 (range 1,08 – 1,31), in aumento rispetto alla settimana precedente e stabilmente al di sopra della soglia epidemica. E’ stabile e sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt1,14 al 2 novembre rispetto a Rt 1,12 al 26 ottobre). All’11 novembre il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 4,4% rispetto al 4,0% della rilevazione giornaliera al 4 novembre. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 6,1% (rilevazione all’11 novembre) rispetto al 5,3% al 28 ottobre. Venti Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, una Regione è ad alta probabilità di progressione a rischio alto, mentre 11 riportano un’allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (11.001 rispetto a 8.326 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (34% rispetto al 35% della scorsa settimana). E’ in aumento anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% rispetto al 47%). Rimane stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (18%).
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Chirurgia estetica: definizione, obiettivi ed esempi
Oggi come oggi sono sempre di più le persone che si rivolgono alla chirurgia estetica. D’altronde, avere una buona convivenza con il proprio corpo, correggendo eventuali difetti che possono causare un certo fastidio, è una delle basi di partenza per avere autostima di sé. Ma cosa si intende più esattamente quando si parla di chirurgia estetica? Quali sono i suoi specifici obiettivi? Lo scopriremo insieme nei prossimi paragrafi, fornendo anche alcuni esempi di interventi realizzabili.
Che cos’è la chirurgia estetica
Quando si parla di chirurgia estetica, si fa riferimento a un ramo della medicina che si occupa nello specifico di correggere eventuali difetti e imperfezioni del corpo, così da migliorare l’aspetto fisico del paziente. Il valore di una simile disciplina medica risulta essenziale anche sotto il profilo psicologico perché aiuta in molti casi la persona coinvolta ad accettarsi pienamente, superando alcuni limiti imposti dal proprio aspetto fisico.
In concreto, la chirurgia estetica si occupa di ristabilire l’armonia del corpo in totale rispetto della fisionomia del paziente, con il fine ultimo di ottenere dei risultati che si dimostrino costantemente naturali oltre che piacevoli.
Chirurgia estetica e chirurgia plastica sono la stessa cosa?
Si tende spesso a confondere la chirurgia estetica con la chirurgia plastica, non riuscendo a distinguere le due discipline. In realtà, la chirurgia estetica, insieme a quella ricostruttiva, rappresenta un ramo della chirurgia plastica. La finalità di quest’ultima è di correggere o di eliminare malformazioni congenite e lesioni organiche.
All’interno della macro-categoria della chirurgia plastica, la chirurgia estetica si occupa di interventi che hanno uno scopo più esclusivamente cosmetico e, per l’appunto, estetico. All’atto pratico, la chirurgia estetica modifica la forma ma non le funzioni.
Interventi di chirurgia estetica: esempi
Sono svariati gli interventi di chirurgia estetica che si possono eseguire. Tra questi possiamo ricordare:
- l’intervento di chirurgia estetica al viso;
- l’intervento di chirurgia estetica al naso;
- l’intervento di chirurgia estetica agli occhi;
- l’intervento di chirurgia estetica al seno;
- l’intervento estetico monte di Venere o del pube;
- l’intervento di chirurgia estetica alla pancia.
Chirurgia estetica del viso
La chirurgia estetica del viso si rivolge a tutte quelle tipologie di pazienti che desiderano porre rimedio a degli specifici difetti estetici del volto o che mirano a intervenire contro i segni del tempo, puntando a un ringiovanimento di questa area del corpo, così da conferirle un aspetto più tonico. Il lifting del viso è uno degli interventi più richiesti, insieme all’otoplastica, destinata alla correzione dei difetti delle orecchie.
Chirurgia estetica del naso
La chirurgia estetica del naso, nota anche come rinoplastica, consente di rimodellare il naso, andando a risolvere tutte le problematiche estetiche che riguardano questa regione del volto.
Chirurgia estetica degli occhi
Quando si parla di chirurgia estetica degli occhi si fa riferimento all’intervento di blefaroplastica che permette di eliminare le antiestetiche borse sotto gli occhi, le occhiaie e la pelle cadente nella regione oculare. Il fine è quello di donare una nuova freschezza allo sguardo. Ma la blefaroplastica viene eseguita anche per scopi non strettamente estetici, consentendo di fatto di agire sulla riduzione del campo visivo causata dalle palpebre cadenti.
Chirurgia estetica del seno
La chirurgia estetica del seno interviene sulla forma o sulle dimensioni del seno, da sempre considerato come l’emblema della bellezza femminile. Tuttavia, le donne non sono le uniche a essere coinvolte in questo tipo di interventi. Anche gli uomini possono sottoporsi alla cosiddetta ginecomastia, ovvero l’intervento finalizzato alla riduzione della mammella maschile.
Chirurgia estetica del monte di Venere o del pube
Questo tipo di intervento consiste in una riduzione del monte di Venere, detto anche monte del pube o più semplicemente pube, attraverso tecniche di liposuzione. La finalità è quella di rimuovere gli accumuli di tessuto adiposo situati nel basso ventre. L’aumento di volume nell’area del pube è generato da un peso eccessivo, può scaturire come conseguenza di una gravidanza o deriva dal naturale processo di invecchiamento a cui siamo soggetti.
Chirurgia estetica della pancia
La chirurgia estetica della pancia include un intervento definito addominoplastica, consistente nella rimozione dell’eccesso di cute e di tessuto adiposo dalla parte superiore e inferiore dell’addome. Da un punto di vista estetico, l’intervento è finalizzato a eliminare grasso addominale oltre che a ridefinire i fianchi e la muscolatura della regione addominale nel suo complesso, garantendo un risultato molto naturale.
Diabete, l’accesso alle cure innovative ancora negato a molti
ROMA (ITALPRESS) – Sono circa 4 milioni gli italiani con diabete, ma a distanza di cento anni dalla scoperta dell’insulina, ancora non tutti hanno accesso all’innovazione, nè sul versante delle cure, nè tanto meno su quello delle tecnologie, per le disparità di offerta tra una Regione e l’altra e spesso anche da una Asl all’altra. Per questo, il tema della Giornata Mondiale del Diabete 2021, che ricorre come ogni anno il 14 novembre, “Accesso alle cure. Se non ora quando?” merita un’opportuna sottolineatura, alla ricerca di soluzioni adeguate. Importante l’impegno della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica, sia nel campo dell’assistenza, che della ricerca sulla patologia. E quest’anno c’è anche un prestigioso riconoscimento da festeggiare, il premio Areteo assegnato dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) al professor Andrea Giaccari.
E l’accesso negato all’innovazione ha delle ricadute importanti non solo sulla gestione del diabete oggi, ma anche in termini di risparmio delle complicanze negli anni futuri. “A livello centrale – spiega il professor Dario Pitocco, Direttore Unità Operativa di Diabetologia Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e professore associato di Endocrinologia, Università Cattolica, campus di Roma – molti passi avanti sono stati fatti; oggi per la gestione del rischio cardio-metabolico abbiamo a disposizione farmaci come gli SGLT-2 inibitori e gli analoghi del GLP-1, e di recente è stata autorizzata anche l’associazione tra queste due classi di farmaci. Si tratta di molecole in grado non solo di dare un buon controllo del diabete, ma anche di ridurre le complicanze cardiovascolari e cioè infarti, ictus, scompenso cardiaco. Sul fronte dell’innovazione tecnologica, un grande progresso e vantaggio per le persone in trattamento insulinico multi-iniettivo (tutte quelle con diabete di tipo 1 e alcune di quelli con diabete di tipo 2) è rappresentato dai nuovi sistemi di monitoraggio ‘flash’ della glicemia, che risparmiano le tante dolorose punturine al dito per la misurazione della glicemia da sangue capillare, perchè il sensore, applicato al braccio è ‘interrogabilè ogni momento da un lettore apposito o tramite smartphone. I modelli più nuovi sono dotati anche di un allarme che avverte il paziente nel caso sia andando incontro a ipo o a iperglicemia, e questo anche durante la notte, consentendogli di prendere provvedimenti. Ancora più avanzati sono i sistemi, detti ‘semi-pancreas artificialì, composti da un microinfusore di insulina e da un sensore per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM) che si parlano tra loro, consentendo così di erogare una quantità di insulina adeguata ai valori di glicemia rilevati dal sensore. Presso il nostro centro – conclude il professor Pitocco – assistiamo circa 1.500 pazienti con diabete di tipo 1; almeno 700 di loro sono in terapia con il microinfusore e oltre la metà di questi, con questi dispositivi semi-automatici, che si stanno sempre più diffondendo”.
Il premio Areteo della Società Italiana di Diabetologia è la più alta onorificenza italiana nel campo della ricerca sul diabete e quest’anno è stato assegnato al professor Andrea Giaccari, Responsabile del Centro per le Malattie Endocrine e Metaboliche Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e professore associato di Endocrinologia, Università Cattolica, campus di Roma. “Sono molto orgoglioso di aver ricevuto questo riconoscimento che si abbina anche ad una lettura magistrale (“Il diabete mellito di tipo 2: imperfezione di un sistema complesso”) che terrò nel corso del congresso Panorama Diabete a fine mese. Quest’ano il premio Nobel per la fisica è andato al professor Giorgio Parisi per le sue ricerche sui sistemi complessi. Traslando questo concetto alla nostra realtà, anche il diabete di tipo 2 va considerato un ‘sistema complessò. Durante tutta la mia vita di ricerca ho cercato di esplorare quali sono le variabili che maggiormente impattano sulla comparsa di diabete di tipo 2, dal ruolo della glucotossicità (il diabete di fatto è una malattia che si auto-alimenta, quindi non curare adeguatamente la glicemia alta, ne comporta una progressione accelerata), all’infiammazione, all’insulino-resistenza, all’obesità, al ruolo della vitamina D. Mi sono in questo ispirato agli studi del mio mentore americano, il professor Ralph DeFronzo, che trent’anni fa ha descritto la storia naturale del diabete, analizzando la traiettoria di malattia di tanti soggetti diversi. Questo ha ispirato la mia più recente linea di ricerca, condotta in collaborazione con la grande chirurgia pancreatica del professor Sergio Alfieri (Direttore del Centro Chirurgico del Pancreas della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e Ordinario di Chirurgia Generale all’Università Cattolica), un filone di ricerca che parte dalla domanda ‘perchè alcuni dei soggetti operati al pancreas diventano diabetici dopo l’intervento, mentre altri no?’ Analizzando i pezzi operatori siamo riusciti negli ultimi 10 anni a dare una risposta che ci ha portato ad una prestigiosa pubblicazione su Journal of Clinical Investigation”.
Ma tornando al tema della Giornata Mondiale del Diabete, l’accesso alle cure, “credo che tutti dopo l’esperienza del Covid – afferma il professor Giaccari – abbiamo imparato l’importanza di un’organizzazione centrale che dia un indirizzo alle organizzazioni locali. Lo stesso dovrebbe valere per la sanità in generale e per il diabete in particolare. E invece, anche all’interno della nostra città, notiamo delle grandi disparità tra una Asl e l’altra, ad esempio sull’offerta delle nuove tecnologie, definita in base al risultato di una gara e non sulle reali esigenze dei pazienti. Ci auguriamo che queste disparità possano scomparire presto”.
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Conad con la collezione Thun sostiene gli ospedali pediatrici
ROMA (ITALPRESS) – PAC 2000A Conad consapevole del ruolo che ricopre nelle comunità in cui opera tutti i giorni promuove “Un piccolo gesto per un grande progetto di solidarietà” in collaborazione con THUN. In tutti i punti vendita Conad aderenti delle regioni di Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia a partire dal 1° novembre e fino al 12 dicembre, ogni 15 euro di spesa, offre ai propri clienti la possibilità di acquistare uno dei 20 soggetti natalizi THUN da collezionare per l’addobbo e la decorazione al prezzo di 1.50 euro. Per ogni acquisto, PAC 2000A Conad devolverà 50 centesimi a sostegno di progetti che riguardano i reparti pediatrici di cinque ospedali: l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, il Reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale di Perugia attraverso l’associazione AULCI, l’Azienda ospedaliera Santobono Pausilipon di Napoli, l’Azienda ospedaliera di Cosenza e l’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina” ARNAS Civico di Palermo.
L’impegno a sostegno dell’ambiente e delle persone, rientra nel grande progetto di Conad “Sosteniamo il futuro”, basato su tre dimensioni: rispetto dell’ambiente, attenzione alle persone e alle comunità, valorizzazione del tessuto imprenditoriale e del territorio italiano dichiara Danilo Toppetti amministratore delegato di PAC 2000A Conad.
La solidarietà abbraccerà anche la sostenibilità ambientale con la “THUN Collection”. Questo collezionamento si caratterizza per una spiccata attenzione all’ambiente: I pendenti natalizi sono in legno di Betulla proveniente da coltivazioni sostenibili FSC ed anche i capi in spugna per il bagno proposti per il collezionamento sono in PET riciclato proveniente da bottiglie di plastica, come quelle dell’acqua minerale. Un piccolo gesto per sensibilizzare i clienti alla tutela e alla salvaguardia ambientale.
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Vaccino, Speranza “Correre con la terza dose”
ROMA (ITALPRESS) – “Facciamo in fretta con il richiamo per fermare la quarta ondata”. Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con Repubblica, annunciando che “si partirà prestissimo con l’obbligo di terza dose ai sanitari e chi lavora nelle Rsa”.
“L’incremento dei contagi e’ oggettivo. Cosa fare? Diciamo che e’ come rendersi conto che l’acqua sta salendo. Noi non abbiamo tempo da perdere. Dobbiamo giocare d’anticipo, come ci ha insegnato questo virus che va veloce”.
“Siamo preoccupati – aggiunge il ministro della Salute – lo è l’Oms Europa e gli altri Paesi europei. Guardiamo a chi ci è vicino, all’Austria che è lì, a un passo, coi suoi nove milioni di abitanti e 12 mila casi al giorno: è come se da noi fossero 75 mila. In Italia un incremento è già in corso e nelle prossime settimane è realistico che continui a crescere”-
(ITALPRESS).
Covid, 8.569 casi e 67 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Ancora un balzo dei contagi da Covid in Italia. Dai 7.891 di ieri si passa infatti a 8.569 di oggi, secondo il bollettino del Ministero della Salute, ma con un numero maggiore di tamponi processati, 595.812, producendo un tasso di positività che comunque scende leggermente all’1,43%. Si incrementano pure i decessi, 67 (+7).
I guariti sono 4.569, gli attuali positivi crescono di 4.061 toccando un numero totale pari a 106.920. Tra i numeri in crescita quello dei reparti ordinari, con 3.509 degenti (+62), quasi stabili le terapie intensive, 422 (-1) con 37 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 102.989 persone. Sul numero dei nuovi positivi bisogna segnalare che due regioni, sia la Liguria che la Sicilia, hanno formulato un nuovo conteggio dei positivi: in particolare Regione Liguria comunica che è avvenuto il recupero dei dati non trasmessi in precedenza per problemi tecnici di natura informatica. Nello specifico, l’11 novembre sono stati segnalati 358 nuovi positivi, molti dei quali relativi al mese di ottobre o ai primi giorni di novembre. Così come la Regione Siciliana che comunica che sul numero complessivo dei tamponi molecolari comunicati l’11 novembre, 156 sono relativi a periodi precedenti. E sempre sul fronte delle regioni, oggi quella che registra l’incremento maggiore di contagiati è il Veneto (1.077), poi Lombardia (1.066) e Campania (959).
(ITALPRESS).









